Anche il piano degli investimenti 2010 ha fatto flop

Nei dieci anni dell’amministrazione Adani il Comune di Vignola ha realizzato investimenti per circa 6-8 milioni di euro all’anno. I fattori che hanno reso possibile una tale mole di investimenti sono diversi: rilancio delle alienazioni, entrate significative da oneri di urbanizzazione (frutto del PRG approvato nel 2001), valorizzazione del patrimonio (es. azioni HERA). Per inciso: non si è trattato solo di vendita del patrimonio, ma anche di costituzione di nuovo patrimonio, come testimonia la realizzazione della prima farmacia comunale di Vignola. A ciò si è aggiunto (non incide sui conti del piano degli investimenti) un ricorso forte al project financing e la mobilitazione di risorse private (dalla nuova biblioteca – realizzata dalla Fondazione di Vignola – al Teatro Ermanno Fabbri – realizzato da un privato). Ne è conseguita un’opera significativa di trasformazione della città. Per certi aspetti forse discutibile – un’analisi vera di questi dieci anni attende però ancora di essere compiuta (vedi) e probabilmente non lo sarà mai. Un segno di debolezza della politica locale. Un segno di debolezza “culturale” della città. Comunque sia, quella stagione è definitivamente alle spalle. Lo testimonia il piano delle opere 2010. L’assestamento di bilancio ha certificato che ci si attesterà a 1,7 milioni di euro (per l’insieme delle opere con spesa superiore a 100.000 euro). Poco più del 20% di quanto era stato preventivato nel Bilancio previsionale 2010 (approvato il 28 dicembre 2009).

Lavori di sistemazione di via Barella, uno degli interventi contemplati nel Piano delle opere 2010 e realizzati (foto del 22 ottobre 2010)

I cantieri più importanti del 2010 (tutti ereditati dall’amministrazione Adani) hanno riguardato la viabilità: la sistemazione di via Barella (incluso l’abbattimento dei 27 tigli!) e la sistemazione di via Cesare Battisti, in entrambe i casi un intervento di restringimento della sede stradale (per ridurre la velocità ed aumentare la sicurezza), di rifacimento dei marciapiedi e di realizzazione di una contestuale pista ciclabile. E’ stata inoltre realizzata una nuova rotatoria sulla S.P. 569 (via per Sassuolo) nell’area del “Polo per la sicurezza” ed è prevista, sempre lungo la S.P. 569, la realizzazione di una rotatoria, attesa da tempo, all’intersezione con via dell’Agricoltura (era uno degli adempimenti a carico della Ditta Galassini nell’ambito della nuova lottizzazione). Gli interventi sull’edilizia scolastica sono limitati alla ristrutturazione dell’ex-asilo nido “Le Coccinelle”, trasformato in scuola dell’infanzia (ma poi nuovamente riadattato per sezioni di asilo nido, visto che il nido “44 Gatti” è in attesa di un cantiere per la messa a norma antisismica). Mentre per il verde pubblico è, finalmente, prevista la realizzazione del parco di via di Mezzo, seppure con una spesa fortemente ridimensionata rispetto al progetto originario (vedi). Il resto è manutenzione straordinaria della rete stradale comunale, del verde pubblico e del verde annesso alle aree scolastiche. Il tutto, appunto, per 1,7 milioni di euro (qui la tabella di dettaglio: xls). A questa somma si aggiungono investimenti minori (“completamento” di “piazza Braglia”, manutenzione straordinaria del cimitero comunale, interventi sul patrimonio comunale) per ulteriori 316.000 euro (qui le tabelle di dettaglio: xls1 e xls2).

Palazzina ex-Enel, da tempo inserita nel programma delle alienazioni (foto del 22 ottobre 2010)

La maggior parte degli interventi previsti nell’originario piano delle opere per il 2010 sono stati spostati su annualità successive – spostamenti che, com’è noto, possono anche prefigurare una cassatura definitiva. Qualche esempio. La rotatoria prevista all’incrocio di via Circonvallazione e via Don Minzoni (e che era stata pubblicamente annunciata come opera del 2010 per imbonire i residenti dell’area che lamentavano l’incremento del traffico dovuto al nuovo asilo nido Barbapapà) verrà spostata in avanti di qualche anno. La riqualificazione di via Minghelli (secondo lotto: da via A.Plessi a via G.Mazzini – prosecuzione del tratto riqualificato davanti al nuovo Teatro Ermanno Fabbri) è prevista solo se “si intercettano contributi” (sic). Dei lavori di completamento della riqualificazione di Corso Italia si dice che “verranno eseguiti solo interventi riparativi”. Sistemazione della Palestra della scuola elementare I.Calvino di Brodano, della sede municipale (Casino Bellucci), del Centro Nuoto sono spostati in avanti negli anni. La realizzazione del primo stralcio del Parco pubblico Città dei bambini e delle bambine è spostato in avanti, addirittura al piano triennale 2012-2014 – eppure quest’anno è stata realizzata una teatralizzazione della “fondazione” del nuovo parco (vedi), ed anzi l’amministrazione aveva prospettato la realizzazione, nel suo ambito, di un bel … parcheggio (vedi). Nel frattempo il progetto del nuovo “Polo scolastico” si è dissolto nel nulla – mancano report sull’andamento demografico, sulla popolazione scolastica, sul fabbisogno di aule. Manca un pensiero sulla localizzazione (sembra tornare in auge l’ipotesi del recupero a scuola media delle ex-Barozzi, sottovalutando però la generazione di traffico di un’ulteriore sede scolastica in centro). Ed anche la sistemazione di via Libertà, su cui pure è stato organizzato a fine 2009 un percorso di progettazione partecipata, è rimandata a non si sa quando!

Mulino di Tavernelle: dal 30 marzo 2004 è di proprietà del comune di Vignola, ma tuttora è in attesa di essere utilizzato. Il progetto di farci alloggi ERP (case popolari) sembra essere stato accantonato (foto del 26 luglio 2010)

Il ridimensionamento del piano delle opere 2010 è essenzialmente la conseguenza della mancata realizzazione delle alienazioni previste e che dovevano servire a finanziarlo (nel bilancio previsionale erano attese entrate da alienazioni per 3,5 milioni di euro). Il crollo del mercato immobiliare rende ovviamente molto più difficile realizzare queste transazioni. Ogni amministrazione comunale si troverà dunque, a fine 2010, con realizzata solo una frazione del piano delle opere programmato ad inizio anno. Nel caso del comune di Vignola, però, colpisce l’entità del ridimensionamento. Tra quanto previsto e quanto realizzato c’è infatti uno scarto di quasi l’80%. Segno innanzitutto di una pianificazione decisamente fuori misura! Non è un caso, dunque, che il dibattito in consiglio comunale (nella seduta del 30 novembre) abbia rimarcato l’esigenza di una maggiore definizione di priorità (così che sia chiaro sin dall’inizio quali sono le direttrici-guida del piano degli investimenti e così che possa essere elaborata una visione maggiormente organica dei fabbisogni della città). Una esigenza rimarcata soprattutto dalle minoranze, mentre il capogruppo PD, Maurizia Rabitti, cercava di tranquillizzare osservando che l’amministrazione comunale sta semplicemente “scaldando i motori” (sic!). Chiara Smeraldi (lista civica Vignola Cambia) ha invitato l’amministrazione comunale a cambiare il modo di prendere decisioni: più trasparenza e più partecipazione, visto che si decide del futuro della città! Ugualmente Francesco Rubbiani (lista civica Città di Vignola) ha invitato la maggioranza a considerarsi un po’ meno autosufficiente quando pensa alla Vignola del futuro. Inviti a sviluppare una discussione vera con la città tutta – anche per valorizzare al massimo una capacità d’investimento notevolmente ridotta (anche se occorre capire se la giunta è stata davvero in grado di “intercettare” le occasioni di finanziamento disponibili) – che hanno avuto qualche segno di accoglienza favorevole nelle parole di Rossella Masetti del PD (“ben venga una discussione comune sulla Vignola del futuro”). Solo che non è chiaro come ciò possa avvenire, con quali strumenti, quali occasioni – anche perché laddove la partecipazione dei cittadini è oggi un obbligo di legge (es. nella definizione del nuovo PSC: vedi) l’amministrazione comunale di Vignola non ha ancora definito come tale partecipazione deve essere organizzata: con che tempi, con che strumenti, con che grado di coinvolgimento. Ed il percorso sul PSC è ripartito più di 6 mesi fa!

Presentazione "teatralizzata" del progetto di un parco agricolo a Vignola (parco Città dei bambini e delle bambine) il 6 giugno 2010. Sembra però che non se ne faccia nulla. Cercasi chiarezza di idee.

Se così stanno le cose sembra che a mancare non siano solo le risorse per un piano degli investimenti più sostanzioso. Mancano piuttosto le idee sul futuro della città (per un esercizio che oramai appartiene alla storia: vedi) ed anche le idee su come un tale futuro possa essere progettato in modo partecipato, coinvolgendo la città stessa. Una prova per tutte. Basta rileggersi la Relazione previsionale e programmatica 2010-2012, approvata dal consiglio comunale il 28 dicembre 2009. Pochi mesi dopo i progetti più significativi là descritti (Polo scolastico e Centrale di cogenerazione con rete di teleriscaldamento [vedi] sono i casi più eclatanti!) sono stati abbandonati, tacitamente, senza rendere esplicite le argomentazioni eventualmente addotte a sostegno della “revisione” degli obiettivi (vedi). Opacità, dunque. Piuttosto che trasparenza. Ma non è tutto. Anche la macchina amministrativa del settore lavori pubblici evidenzia defaillances impensabili qualche mese fa. Lo testimonia la tribolazione con cui “va avanti” (in realtà procede a stop and go) il progetto del Polo della sicurezza – forse l’unico dei grandi progetti (anche questo fortemente ridimensionato rispetto al progetto originario: vedi) che il sindaco Daria Denti aveva qualche chances di portare a termine nel corso di questa legislatura (e quindi di inaugurare). Ora anche quello è incerto.

One Response to Anche il piano degli investimenti 2010 ha fatto flop

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Il 6 dicembre scorso la Regione Emilia-Romagna ha diffuso la notizia in merito all’erogazione di contributi per 22 milioni di euro a 9 comuni per la riqualificazione urbana. E’ il segnale che alcune importanti linee di finanziamento sono state mantenute. Ed è il segnale che le amministrazioni comunali più capaci, meglio attrezzate per presentare progetti di qualità, ottengono importanti contributi (mediamente 2,5 milioni di euro per comune). Il comune di Vignola non compare tra i beneficiari. Che sono invece (nell’ordine): Faenza, Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Pianoro, Cesenatico, Fiorenzuola d’Arda, Ferrara (via Bianchi), Calderara di Reno. Pianoro, Fiorenzuola, Calderara sono tutti comuni più piccoli di Vignola. Cesenatico è appena più grande. Si capisce dunque che la fortissima riduzione della spesa per investimenti nel 2010 del comune di Vignola è la combinazione di almeno due fattori: una generalizzata riduzione di risorse derivante dalla fine del ciclo edilizio (meno oneri di urbanizzazione, difficoltà a fare alienazioni), ma anche l’incapacità di “intercettare” contributi. Che, anche se in misura minore rispetto al passato, ancora ci sono. Ma per accedervi servono progetti di qualità. “Qualità”. E’ questa la parolina fastidiosa che mette in crisi la giunta di Vignola.
    Cfr:
    http://ermes.regione.emilia-romagna.it/notizie/copy_of_attualita/dicembre/Oltre-22-milioni-di-euro-per-la-riqualificazione-urbana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: