Quando sono i grandi a fare i bulli. Due episodi vignolesi

E’ difficile dire se episodi di inciviltà e di violenza sono in aumento nelle “civili” società moderne. E’ certo che l’interrogativo sui trend in atto e sulle cause di questi fenomeni meriterebbe maggiore attenzione. Anche Vignola – lo sappiamo da tempo – non è immune da questi episodi. Due in particolare mi hanno colpito in questi giorni. Il primo, avvenuto sabato 13 novembre, è un episodio di violenza tra adulti, genitori “sostenitori” delle squadre di calcio in cui giocavano i figli dell’età di 7-8 anni. Il secondo risale a quest’estate, ma mi è stato raccontato pochi giorni fa. E’ un caso di “vandalismo” compiuto da un adulto. Un episodio singolare ed inquietante: l’abbattimento di una struttura-gioco – con il motosega! – in una delle aree verdi interne al quartiere Le Coorti a Brodano.

Quartiere Le Coorti: la struttura-gioco abbattuta. Sono stati segati 2 dei 4 pali della struttura (foto del 18 novembre 2010)

[1] Martedì 16 novembre ne hanno parlato alcuni quotidiani locali: la Gazzetta di Modena e L’Informazione di Modena. L’episodio è avvenuto sabato 13 novembre in occasione di una partita “primi calci CSI” (sic!), bambini classe 2003 (ma uno dei due quotidiani parla di bambini in età 8-9 anni), tra una squadra di Vignola ed una di Lama Mocogno (presso il campo sportivo Caduti di Superga). “Durante la gara la formazione vignolese segna un gol irregolare seguito dalle civili proteste dei dirigenti lamesi. Dalle tribune un «signore» (…) ha iniziato a offendere pesantemente i dirigenti del Lama e quando un genitore ospite lo ha invitato educatamente a moderare i termini costui si è avventato sul malcapitato colpendolo con calci e pugni assecondato da 3 o 4 energumeni. Tutto questo di fronte ai bambini che vengono riportati in lacrime negli spogliatoi”. Già all’andata, nella partita a Lama Mocogno, c’erano stati momenti di tensione. Difficile, dall’esterno, ricostruire le eventuali “provocazioni” dell’una o dell’altra parte. E’ certo, però, che nell’episodio vignolese si è superato abbondantemente il limite dell’accettabile. Si è passati dalla violenza verbale alla violenza fisica. Anche se da tempo siamo abituati agli episodi di violenza negli stadi, colpisce, nell’episodio vignolese, il fatto che l’aggressione sia stata compiuta da un “genitore”. E che la partita fosse giocata da bambini (7, 8 o 9 anni). Un’aggressione a pugni e calci per una partita tra bambini di 7 o 8 anni? Bambini di seconda o terza elementare? E’ il segno evidentissimo che c’è qualcosa che non va. Meglio prenderne atto.

Quartiere Le Coorti: la struttura-gioco integra (foto del 5 settembre 2009)

[2] Il secondo episodio è avvenuto quest’estate presso il quartiere Le Coorti a Brodano. Ecco il resoconto: “Quest’estate alle Corti alcuni ragazzini hanno fatto qualche volta le ore piccole, approfittando della presenza di giochi per bambini e dando un po’ fastidio a chi vive all’interno del quartiere. Questi residenti hanno chiamato i vigili, che però sono intervenuti con lo stile “tarallucci e vino”, ossia facendo una ramanzina ai ragazzi e tranquillizzando i residenti. Ciò nonostante in agosto i rumori notturni sono proseguiti. Fino a che un residente ha pensato bene di uscire nel parco con la motosega, segando a raso il palo di un dondolo fatto con vecchi pneumatici da auto. Da allora nessuno del comune si é premurato di accertare come sono andate le cose e i pali segati sono ancora lì, sdraiati nella ghiaia e legati con fil di ferro. Naturalmente sono tante le considerazioni che si potrebbero fare. Certo é che da agosto mio figlio (e come lui i tanti bimbi che vivono qui) non ha potuto giocare con quei giochi per colpa di un «incivile» e di tanti complici omertosi.” Anche questo è un episodio assai grave. Testimonia intolleranza, spregio dei beni comuni e quel “farsi giustizia da sé” che è segno di degrado civile. Ancora oggi, 18 novembre, dopo almeno 3 mesi, la struttura-gioco è a terra abbattuta.

Quartiere Le Coorti: uno dei pali tagliati della struttura-gioco

[3] Che fare quando nella vita di una comunità crescono episodi di questo tipo? E’ tutt’altro che semplice fornire una risposta, ma forse alcune cose si possono dire e fare. Diciamo subito che è un bene che episodi di questo tipo divengano di pubblico dominio. Già in un post passato avevo “ringraziato” you tube perché consente a tutti di avere una rappresentazione più realistica di quello che succede dentro alla scuola (vedi). Lo stesso vale qui. E’ stato un bene che la società sportiva di Lama Mocogno abbia deciso di emettere un comunicato (anche se risultasse – non è da escludere – “tendenzioso” nella ricostruzione della sequenza degli eventi; la ricostruzione dell’associazione sportiva Vignolese 1907 è un po’ diversa, anche se riconosce che l’episodio di violenza è stato grave ed è da imputare ad uno dei genitori di un suo giocatore) e che i giornali abbiano riportato la notizia. Così come è un bene che un cittadino racconti un episodio (nel caso specifico all’autore di un blog) per renderlo di pubblico dominio. E’ infatti di fondamentale importanza che su episodi di questo tipo si richiami l’attenzione ddella comunità dei residenti, di tutti i cittadini. Far emergere il “sommerso”, dare evidenza, richiamare l’attenzione: è il primo passo. Chi è coinvolto in questi episodi difficilmente potrà essere indotto a ragionare con lucidità sull’accaduto. Ma è bene che tutti gli altri – genitori di piccoli sportivi, genitori e basta, cittadini – siano messi di fronte alla possibilità (ed alla responsabilità) di riflettere. E qui entrambe gli episodi offrono davvero tanto “materiale” per la riflessione: quale testimonianza offre (innanzitutto a suo figlio di 7,8 o 9 anni) un genitore che usa violenza nei confronti di un altro per quello che dovrebbe essere un gioco? quale cittadino compie un così grave atto di vandalismo seppur spinto dall’intenzione di riportare la “quiete” nel quartiere in cui abita?

2 Responses to Quando sono i grandi a fare i bulli. Due episodi vignolesi

  1. Ziva ha detto:

    Non mi stupisce il fatto che genitori si azzuffino per una partita di calcio di giovani pulcini…..
    saranno quelli che la sera fanno il pieno di Xfactor, grande fratello, c’è posta per te … ecc ecc e schifezze del genere. Quelle dove le parole “cultura, vivere civile, valori morali ecc” non rientrano nel vocabolario
    che tristezza……

  2. sergio smerieri ha detto:

    Questa lettera l’ho consegnata ad ogni genitore della mia squadra di minibasket e l’ho appesa sulla bacheca in palestra. La posto qui per contribuire al dibattito:

    LETTERA AL MIO PAPA’ – Lo sai papà, che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia, quando durante una partita ti sei arrampicato sulla barriera di recinzione del campo, urlando contro l’arbitro?
    Io non ti avevo mai visto così arrabbiato! Forse sarà anche vero che lui (l’arbitro) ha sbagliato, ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu mi dicessi niente…
    Anche se ho perso la partita «per colpa dell’arbitro», come dici tu,
    io mi sono divertito lo stesso.
    Ho ancora molte gare da giocare e sono sicuro che se non griderai più con l’arbitro sbaglierò di meno…
    Papà, capisci, io voglio solo giocare, ti prego lasciamela questa gioia, non darmi suggerimenti che mi fanno solo innervosire: “tira”, “passa”, “gioca duro”… Mi hai sempre insegnato a rispettare tutti, anche l’arbitro e gli avversari e di essere sempre educato… e se giocassero duro su di me quante parolacce diresti?
    Un’altra cosa, papà: quando il Coach mi sostituisce o non mi fa giocare, non arrabbiarti. Io mi diverto anche a vedere i miei amici stando seduto in panchina. Siamo in tanti ed è giusto far giocare tutti (come dice il Coach). Scusami papà, ma alla fine non dire alla mamma al ritorno dalla partita “oggi ha vinto” o “ha perso”; dille solo che mi sono divertito tanto e basta. E poi non raccontare ti prego che ho fatto un canestro bellissimo: non è vero, papà! Ho buttato il pallone dentro il canestro perchè il mio compagno mi ha fatto un bel passaggio e perchè assieme agli altri compagni ci siamo impegnati moltissimo; per questo abbiamo vinto (ce l’ha detto il Coach).
    E ascoltami papà: al termine della partita non venire nello spogliatoio per vedere se faccio bene la doccia e se so vestirmi; che importanza ha se mi metto la maglietta storta? Papà devo imparare da solo! Sta sicuro che diventerò grande anche se ho la maglietta rovesciata, ti sembra? E lascia portare a me il borsone: vedi c’è stampato sopra il nome della mia squadra e mi fa piacere far vedere a tutti che io gioco a basket. Non prendertela, papà,
    se ti ho detto queste cose, lo sai che ti voglio tanto bene… ma adesso è già tardi. Devo correre in palestra per l’allenamento.
    Se arrivo in ritardo il mio “Coach” non mi fa giocare la prossima volta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: