Quer pasticciaccio brutto dell’insegnamento dell’italiano agli alunni stranieri

L’anno scolastico è iniziato il 15 settembre. Ad oggi, domenica 7 novembre, l’attività di insegnamento della lingua italiana agli alunni stranieri con deficit linguistico non è ancora partita nelle scuole dell’obbligo dell’Unione Terre di Castelli. Sappiamo che gli alunni stranieri che frequentano le scuole del nostro territorio sono più del 20% del totale degli iscritti alle scuole (vedi). Molti di loro, la grande maggioranza, sono nati in Italia o sono in Italia da parecchi anni. Dunque non necessitano di particolare sostegno dal punto di vista dell’apprendimento della lingua italiana. Non è così invece per una minoranza di alunni stranieri, appena giunti dal paese di origine o comunque in Italia da poco tempo. Troppo poco per aver potuto acquisire le competenze linguistiche necessarie per poter frequentare con profitto le lezioni nella scuola italiana. Per affrontare questo problema, dall’inizio degli anni 2000, il comune di Vignola (assieme agli altri comuni del territorio) offre risorse e/o personale alle scuole dell’obbligo (e non solo) per garantire questa attività di formazione linguistica in ambito scolastico. Più rapidamente un alunno straniero diviene in grado di padroneggiare la lingua italiana, più facile sarà per lui procedere con l’apprendimento curriculare (e più rapidamente verrà superato l’handicap, per il gruppo-classe, di alunni che non comprendono e non parlano adeguatamente la lingua italiana). Oggi questa attività è garantita dall’Unione Terre di Castelli. Con l’anno scolastico 2010/2011, però, la macchina istituzionale ed organizzativa si è inceppata.

Cosa sarà il futuro? (Cà la Ghironda, foto del 25 aprile 2010)

Ad oggi questi corsi, in genere affidati a personale esterno con adeguata competenza formativa (ed umana), non sono ancora partiti! Ed, anzi, impiegheranno ancora almeno una decina di giorni per diventare operativi – sempre ammesso che si superi lo stallo che si è registrato nei rapporti tra l’Unione Terre di Castelli e la Scuola Media L.A.Muratori di Vignola. Stallo che, come un granello di sabbia negli ingranaggi burocratici dell’Unione, ha tenuto ferma questa attività sino ad ora. Nel “braccio di ferro” tra burocrazia dell’Unione e burocrazia scolastica (e nella sostanziale indifferenza del livello politico) a pagare sono i più deboli: quegli alunni stranieri che nei primi due mesi di scuola non hanno avuto l’opportunità di una adeguata formazione linguistica. Cittadini di serie B sono, per lo stato italiano, i loro genitori che puntualmente debbono penare per il rinnovo del permesso di soggiorno (vedi) e per l’ottenimento di altri servizi necessari per la permanenza in Italia. Alunni di serie B sono, per l’Unione Terre di Castelli e per qualche scuola del territorio, questi bambini o ragazzi che, solo con grave ritardo, vedranno messo in campo un intervento per soddisfare le loro esigenze di formazione linguistica. Questa è la realtà. E questa realtà – una volta tanto – non dipende dalla “cattiveria” del governo Berlusconi. Le risorse infatti ci sono, almeno per il 2010. Dunque non è questione di risorse economiche da trovare. E’ questione di “burocrazia” e di cavilli burocratici che in modo ottuso non si vuole affrontare con serietà – sapendo che tutto ciò ricade su bambini e bambine, comunque su minori. E’ il segno dello sfrangiamento del sistema del welfare locale, della sua variabilità e discrezionalità – nella distrazione del “livello politico” (l’assessore alla scuola e l’intera giunta dell’Unione; ma anche dell’assessore alla formazione e del sindaco di Vignola). E’ il segno della “variabilità” dei diritti dei minori – altro che città dei bambini e delle bambine! Due mesi persi. Opportunità ridimensionate ed interpretate variabilmente, a seconda delle “convenienze” del momento. Diritti a fisarmonica: oggi sì, domani forse, oppure no. Possibile che ci si debba assuefare a tutto ciò?

Fiducia nell'altro? (Cà la Ghironda, foto del 21 gennaio 2007)

La vicenda mette in campo anche un’ulteriore questione. Quello della trasparenza e della responsabilità. Possibile che di questa vicenda non si abbia eco nelle sedi istituzionali? Che il consiglio comunale di Vignola non ne sappia nulla? Che nulla in proposito sia stato detto dall’assessore alla formazione del comune di Vignola, Maria Francesca Basile? Vorrei anche ricordare che dall’ottobre 2006 è siglato, tra le scuole vignolesi ed il comune di Vignola, un “Patto con la scuola” – accordo programmatico di collaborazione tra l’amministrazione comunale di Vignola e le istituzioni scolastiche cittadine (Direzione didattica e Scuola Media L.A.Muratori). Che dedica una sezione intera – 28 righe – all’inclusione/integrazione degli alunni stranieri. Belle parole. A cui però non sempre – come testimonia questa vicenda – seguono i fatti. Il “Patto con la scuola” parla infatti di “una costruttiva progettualità comune” per l’accoglienza nella scuola degli alunni stranieri. Parla dell’impegno, delle istituzioni scolastiche, verso “progetti di integrazione volti ad assicurare agli alunni stranieri il diritto all’istruzione”. Parla dell’impegno del comune a sostenere “interventi per il diritto allo studio dei minori stranieri che frequentano le scuole di Vignola, dalla prima alfabetizzazione alla mediazione linguistico-culturale.” Peccato che la realtà ci consegni una situazione diversa. Peccato che essa evidenzi pure i limiti fortissimi di questi strumenti “pattizi” (“Patto con la scuola”). Azzeramento dello scuolabus per la scuola dell’infanzia (cancellazione di un servizio che impedisce a circa trenta bambini, tra cui molti stranieri, a frequentare la scuola materna) (vedi). Forte ritardo nell’avvio dell’insegnamento supplementare della lingua italiana, con il rischio di compromettere le possibilità di apprendimento per un certo numero di alunni stranieri. Di questi ingredienti è fatta oggi la realtà locale. Grave è anche il fatto che di tutto ciò la comunità vignolese non abbia informazione. Scuola e Unione si configurano come un complesso opaco, non trasparente, che non consente di vedere, a chi sta fuori, come funzionano le attività interne e quali sono gli argomenti usati per assumere determinate decisioni (e non altre). Opacità che fa rima con irresponsabilità. Chi risponde, infatti, dei diritti trascurati degli alunni stranieri? Chi risponde infatti delle opportunità che, per “cavilli” burocratici, sono loro sottratte? Inoltre, tutto questo prefigura forse il futuro modello di ridisegno del profilo del welfare locale? I tagli verranno indirizzati non in base a quantità e qualità dei bisogni, ma in base alla capacità di voice dei gruppi di utenti o delle loro rappresentanze? Ed in questo gioco del potere (o della vicinanza al potere) i cittadini stranieri (ed i minori stranieri) sono indubbiamente in una posizione di grande fragilità, visto che raramente trovano rappresentanti o portavoce per difendere qui diritti che, nonostante tutto, lo stato italiano (e la comunità locale) dice loro di garantire.

PS Nella giunta municipale di Vignola siede un assessore – Maria Francesca Basile – che, avendone la delega, porta anche la responsabilità della “scuola”, foss’anche ciò inteso solo come “servizi scolastici”. Avendone constatato la performance in un’anno e mezzo di attività mi prendo la responsabilità di consigliarle di trovare un modo elegante per passare la mano. Che so. Un rinnovato impegno nel mondo del volontariato, un importante incarico professionale o altro ancora. Sono passaggi dolorosi, ma è meglio compierli volontariamente piuttosto che spinti dall’accumularsi degli insuccessi e delle rimostranze.

12 Responses to Quer pasticciaccio brutto dell’insegnamento dell’italiano agli alunni stranieri

  1. Elisabetta Gilioli ha detto:

    Sarei disponibile ad insegnare gratis! Tra l’altro mi ero andata ad informare presso il CTP ( Centro Territoriale Permanente ) che di fatto è gestito negli uffici delle Scuole Medie Muratori , ma mi hanno risposto che hanno una graduatoria dal Provveditorato e anche di insegnanti in ruolo , e non si poteva….
    Sarei inoltre disponibile ad organizzare un corso per le mammme ( dico mamme perchè più volenterose ad apprendere , rispetto ai mariti) straniere arrivate da poco che hanno necessità poi di andare a parlare con gli insegnanti dei figli , andare in posta , banca ed ogni necessità . E’ una esperienza che ho già fatto con Iride Formazione e FormaTemp , possiamo parlarne tramite Vignola Cambia ?

  2. M.Luisa ha detto:

    Destino beffardo… o non ci sono i soldi – e quindi si taglia – oppure ci sono ma si rimane paralizzati dalla burocrazia – sembra che non esistano contratti legali che la scuola possa stipulare con esperti esterni senza incorrere in sanzioni… così i soldi dell’UTC per l’alfabetizzazione agli stranieri rischiano di rimanere inutilizzati, mentre le scuole, racimolano poche ore che i docenti riescono a incastrare nei loro orari di servizio, per mettere qualche toppa… in ogni caso il risultato è pessimo, e ricade sulle spalle di queste persone destinate a non mettersi mai al passo, a non imparare mai davvero bene l’italiano al punto da poter migliorare attraverso lo studio, con tanti saluti all’integrazione.

  3. Marco Bini ha detto:

    E’ una cosa molto seria.
    Tra l’altro, imparo dalla sig.ra Gilioli che esiste una graduatoria; anche io cercai di informarmi al CTP, in quanto laureato in lettere, giovane, con conoscenza di 3 lingue straniere, avrei avuto interesse a capire come funzionava il servizio di insegnamento dell’italiano ai bambini, ma anche agli adulti. Non ho neppure ricevuto risposta (per due volte). In un colloquio informale con una persona che sapevo impegnata in queste attività, mi sono sentito dire che “non è una cosa che si può fare come lavoro, neanche a progetto o part-time”, ma se avessi voluto farlo come volontario, forse si poteva realizzare…
    Capisco la costante penuria di fondi su queste politiche, che invece di spese dovremmo considerare investimenti, ma fa una certa rabbia anche la continua speculazione sulla disponibilità delle persone.
    Al di là di questo, non avere nulla di avviato ora, in questo campo, non significa aver perso un mese e mezzo, ma averne già persi 3 e mezzo, perché se ci saranno anche solo 2 ulteriori settimane di ritardo, significherà dover cominciare a metà dicembre minimo, il che ha poco senso con le festività in vista, per cui si rimanderà all’anno prossimo…
    La convivenza è un tema serio e difficile, da affrontare senza isterie né buonismi, ma mi sento di dire che se crei sin da bambino un cittadino di serie B, cosciente di esserlo, non potremi aspettarci da lui comportamenti o senso di responsabilità da serie A.

  4. Umberto ha detto:

    Dai, facciamolo in piazza! A Torino ( vedi )l’hanno già fatto, alla domenica insegnano italiano, cinese, arabo e rumeno in piazza.
    Per non parlare poi dei post-scuola infrasettimanali organizzati da volontari come overseas (spilamberto), momo(vignola) o faro(savignano). Direi che lì ci sia la possibilità di fare corsi d’italiano pomeridiani, ma credo che il problema consista nel numero di volontari.
    Certo è volontariato, ma non credo proprio voglia dire speculare sulla disponibilità delle persone.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Umberto, tu sei consigliere dell’Unione Terre di Castelli. Se vuoi proporti come volontario … è indubbiamente una buona cosa. Ma il ruolo che tu ricopri nelle istituzioni locali ti dovrebbe spingere – al di là della pulsione del volontario – a richiedere all’Unione e alle amministrazioni comunali di questo territorio di prendere sul serio i diritti di quella parte più fragile delle nostre comunità, rappresentate dai minori stranieri. Ti prego di informarti. Per quello che mi è stato riferito, ad oggi, dopo due mesi dall’inizio dell’anno scolastico, l’attività di insegnamento della lingua italiana nelle scuole dell’Unione non ha ancora preso il via. Temo che ciò andrà a segnare le chances di apprendimento, di carriera scolastica di un certo numero di alunni stranieri. Temo che qualsiasi iniziativa del volontariato – anche quella che tu vorrai contribuire a realizzare – non potrà colmare questo handicap. Per questo mi aspetto, da parte tua, una iniziativa appropriata alla posta in gioco con questa vicenda: i diritti di bambini e ragazzi (bambine e ragazze) a cui né lo stato italiano, né gli enti locali (che si sono “incartati” nel rapporto – certo non semplice – con le istituzioni scolastiche) sembrano granché preoccupati di garantire loro un futuro caratterizzato da equità. Buon lavoro.

    • Marco Bini ha detto:

      Ciao Umberto, il discorso della speculazione riguarda (succede in tanti ambiti, non solo in questo) chi approfitta della tua disponibilità per un’attività che per altri è professionale (o semi-tale). Il caso che esponevo è eloquente.
      Il volontariato che fai per libera scelta invece è, appunto, una scelta (ne faccio parecchio anche io, come sai, anche se per lo più in altri campi), e ovviamente non ti obbliga nessuno, e può essere bello ed entusiasmante. Perché lo hai scelto e sei libero, e non perché provano ad incastrartici dentro.

      • Umberto ha detto:

        Ciao Marco! Il discorso è un sacco interessante! “il discorso della speculazione riguarda chi approfitta della tua disponibilità per un’attività che per altri è professionale” e se il problema fosse che nel tempo abbiamo reso professionali attività che non lo dovrebbero essere?

      • Marco Bini ha detto:

        Ciao Umberto, sì credo sia un tema importante, anche perché, sviluppandolo un po’, si vanno a toccare temi nevralgici per una società e per la sua organizzazione.
        Magari potremmo discuterne in altra sede, se no “sporchiamo” il post ad Andrea con un fuori tema!

      • Andrea Paltrinieri ha detto:

        Se volete scrivere un pezzo, anche a quattro mani, sull’argomento, il blog AmareVignola è ben lieto di ospitarlo!

    • Marco Bini ha detto:

      Belle però le iniziative che esponi!

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