Tagliati gli alberi in via Barella. Riflessioni su un’occasione persa

Mentre l’assessore all’ambiente Mauro Scurani prepara la prima festa vignolese degli alberi (sarà dal 6 al 13 novembre), l’assessore ai lavori pubblici Mauro Montanari fa la festa agli alberi. Agli alberi di via Barella. I 27 tigli non ci sono più. I lavori di abbattimento sono iniziati martedì 19 e sono terminati il giorno dopo. Oggi via Barella è senza i suoi tigli. Fare la festa degli alberi ed al tempo stesso la “festa” agli alberi. E’ il segno della schizofrenia delle “politiche ambientali” del comune di Vignola. A chi ha seguito la vicenda di via Barella (e le vicende connesse, come “via della Partecipazione”) per oltre un anno alcuni “limiti” dell’azione comunale sono risultati del tutto evidenti. Vediamoli.

La fine di un tiglio: legna accatastata in un cortile privato in via Barella (foto del 22 ottobre 2010)

[1] Indubbiamente via Barella necessitava da tempo di un intervento di sistemazione. Con l’obiettivo di dare maggiore sicurezza a pedoni e ciclisti, rallentare le automobili in un tratto non privo di pericolosità (per la semicurva che porta all’ingresso posteriore del cimitero), fare finalmente il marciapiede, mettere ordine nei parcheggi auto, nelle piazzole dei cassonetti, ecc. Vedendo l’intervento in corso è anche evidente che tutto ciò poteva essere fatto salvando gli alberi – secondo il mandato che l’amministrazione aveva ricevuto da “via della Partecipazione” (vedi), il percorso di progettazione partecipata da essa stessa promosso. Bastava tenere più largo il marciapiede sul lato ovest (quello dei tigli) così da poter inserire una fascia a verde che percorresse l’intera fila degli alberi.

Un tiglio abbattuto in via Barella, martedì 19 ottobre 2010 (cortesia di Sergio Smerieri)

Bastava sviluppare il progetto in modo diverso. Sembrava un esito scontato – dopo “via della Partecipazione”. Invece l’amministrazione comunale ha fatto una scelta diversa. Presentandola, inoltre, come una scelta ineluttabile: sistemare via Barella significava necessariamente abbattere gli alberi. Questo per ragioni “tecniche” , indipendenti dalla volontà dell’amministrazione comunale – così ha detto. Proprio se ritenessimo vera questa affermazione sorgerebbe un altro interrogativo: se la sistemazione di via Barella comportava necessariamente l’abbattimento degli alberi, per quale motivo coinvolgere i cittadini in “via della Partecipazione” facendoli discutere per oltre due mesi del fatto di salvare o meno quegli alberi? Sarebbe sufficiente questo per rilevare una prima grave contraddizione. Non ci si è però fermati qui. Anche dopo la conclusione di “via della Partecipazione” numerosi cittadini hanno voluto capire se davvero c’erano ragioni tecniche stringenti che rendevano indispensabile, necessario l’abbattimento. I diversi incontri fatti con l’amministrazione comunale non hanno affatto dissipato i dubbi. L’impressione, anzi, che è scaturita da queli incontri  è che l’amministrazione intendesse semplicemente difendere una scelta che lei aveva assunto in autonomia (e maturata all’inizio del 2010): gli alberi si dovevano abbattere. Noi abbiamo potuto appurare che dei 27 tigli solo 2 o 3 presentavano condizioni di salute precarie, da necessitare l’abbattimento. Per gli altri 24 non esistevano ragioni stringenti a favore dell’abbattimento. Invece tutta la comunicazione dell’amministrazione comunale è stata a “senso unico”. L’assessore Montanari è arrivato ad imputare il fenomeno della microfoliazione dei primi 4 tigli della via (quelli interessati dal rifacimento del marciapiede nel 2005) ai lavori fatti appunto nel 2005. Salvo poi essere smentito dal tecnico comunale che ha precisato che, probabilmente a causa delle estati più calde degli ultimi anni, il fenomeno riguarda tutti i tigli di Vignola! Ha affermato in consiglio comunale che il principio “salvare il più possibile gli alberi” era da intendersi non riferito agli alberi esistenti, ma come un semplice invito a ripiantumare alberi dopo aver tolto quelli esistenti. Ha dichiarato alla stampa, l’11 agosto scorso, che “Nessuno dei residenti di via Barella si oppone più al taglio perché è chiaro a tutti che non si può fare altrimenti” (Modena Qui) (vedi). Mentre invece era in corso una petizione online per difendere gli alberi, sottoscritta anche da diversi residenti (vedi). E così via. Insomma, è risultato evidente l’intenzione dell’amministrazione comunale di procedere con l’abbattimento. Senza se e senza ma. Senza sentire ragioni (e senza neppure essere in grado di convincere circa il fatto che non ci fosse altra scelta!). Cosa che infine è avvenuta pochi giorni fa. Non c’è dubbio, però, che un diverso progetto – ovvero una volontà politica intenzionata a recepire le istanze formulate dai cittadini in “via della Partecipazione” – avrebbe portato ad un esito diverso. Oggi potremmo avere la via risistemata e quasi tutti i tigli ancora al loro posto.

L'intervento in corso evidenzia gli spazi a disposizione, ovvero la possibilità di ampliare la zona a marciapiede sul lato destro, inserendo una fascia verde di salvaguardia attorno agli alberi. L'amministrazione, invece, ha deciso l'abbattimento (foto del 22 ottobre 2010)

[2] Il secondo aspetto degno di menzione è il singolare modo di interpretare la partecipazione dei cittadini. Dopo il coinvolgimento di più di 100 cittadini tra ottobre e dicembre 2009 il “percorso partecipativo” si è concluso con 4 linee guida. Una di queste diceva: “salvare il più possibile gli alberi”. L’amministrazione, come sappiamo, ha “interpretato” questo principio in modo da sentirsi legittimata ad abbattere tutti gli alberi. Ma non è finita qui. Ha anche preteso che il progetto di sistemazione della via implicante l’abbattimento fosse inteso come pienamente coerente con le indicazioni di “via della Partecipazione”! E anche qui, dunque, abbiamo visto l’amministrazione comunale arrampicarsi sugli specchi per dire: “tagliamo tutti gli alberi, ma questo è pienamente coerente con le indicazioni di “via della Partecipazione”. Anzi è proprio quello che vogliono i cittadini”. Dopo aver messo in piedi un percorso partecipativo non privo di ambiguità e di manchevolezze (per una valutazione critica: vedi) l’amministrazione ha di fatto tentato di beffare i cittadini dicendo: ma in fondo è quello che avete chiesto! Ne è emerso un atteggiamento manipolatorio, volto a presentare all’opinione pubblica che seguiva la vicenda solo gli aspetti concordanti con la tesi preferita dall’amministrazione comunale. Secondo uno stile che si trova non di rado nel modo di fare del sindaco Denti. Tutto ciò, però, non ha fatto altro che accrescere la delusione e la sfiducia verso il percorso partecipativo. Ed è risultato ancora più deludente il modo in cui le sue indicazioni sono state “implementate”. “via della Partecipazione” ha scontato infatti la mancanza di una cabina di regia “partecipata”; la mancata diffusione di informazioni sul principale tema del contendere: il “valore” degli alberi (vedi); il fatto che una serie di approfondimenti tecnici sono stati rimandati a dopo che il percorso partecipativo si era concluso (con la conseguenza che questi sono stati sottratti alla discussione ed alla valutazione dei cittadini); il fatto che la metodologia scelta spingeva i partecipanti ad esprimersi in base ai propri interessi, senza preoccuparsi dei “beni collettivi”. Ed altro ancora (vedi). Il percorso partecipativo è stato gestito maldestramente, senza neppure la consapevolezza delle caratteristiche (nient’affatto neutre) della metodologia proposta dai consulenti di Genius Loci. In tal modo sono stati buttati via (letteralmente) i 25.000 euro spesi per l’incarico ai “facilitatori” (ed il risultato di questo progetto e di questa spesa è l’abbattimento di tutti gli alberi in via Barella, mentre in merito a via Libertà l’amministrazione ha rinunciato a precisare tempi e modalità di intervento: chissà se verrà mai realizzato nel corso di questa legislatura!). L’intera vicenda mette in luce, in modo inequivocabile, che l’amministrazione comunale non ha chiaro come si organizza la partecipazione dei cittadini. Non male.

Via Barella senza gli alberi, originariamente collocati sul lato sinistro della strada (foto del 22 ottobre 2010)

[3] Ma c’è una terza considerazione che la vicenda di via Barella ci consegna. Ed è il tema dei “limiti” dell’educazione ambientale tradizionale, se questa non viene agganciata ai fenomeni di “conflitto urbano”. Oggi la vita sociale è caratterizzata da una quantità di informazione, di messaggi, di molto superiore alle capacità ricettive del singolo. Herbert Simon ha descritto in tal modo questa situazione: “la ricchezza di informazioni produce scarsità di attenzione”. Tradotto ad uso degli amministratori questo significa che il problema vero non è tanto la produzione e disseminazione di informazioni (es. un opuscolo sui temi del verde urbano o degli alberi in città), ma l’ottenimento di attenzione ai propri messaggi. Che corrono il rischio di passare inosservati, di rimanere in superficie, di non tradursi in comportamenti nuovi. Il conflitto è un “dispositivo” che produce attenzione. Esso richiama l’attenzione non solo dei cittadini coinvolti, i partecipanti, ma anche di una parte di cittadini-osservatori (comunque colpiti dal tema). Promuovere il cambiamento o anche solo ottenere maggiore attenzione ai propri “messaggi” significa necessariamente sfruttare la maggiore attenzione e ricettività che è associata ad una fase di “conflittualità” (un termine che si riferisce anche solo ad una divergenza di opinioni che si protrae nel tempo tra almeno due gruppi di persone coinvolte in un tema). Le divergenze che i residenti al loro interno hanno evidenziato (pro o contro i tigli di via Libertà e di via Barella) e le divergenze tra questi ed i cittadini tutti, potevano essere un dispositivo importante per richiamare l’attenzione sul tema un po’ più generale degli alberi in città (vedi), per diffondere conoscenze sul “valore degli alberi” e sulla loro corretta “manutenzione”, per innescare processi di cambiamento. Certo, per poter far ciò occorre un’amministrazione che fa il suo mestiere. Ovvero che prova ad innestare una riflessione sull’interesse collettivo, sull’interesse generale in conflitti in cui non sempre questo è evidente. Occorre un’amministrazione dotata di autorevolezza e di “intelligenza emotiva” e che prova a guidare il processo tirandolo verso l’alto piuttosto che aizzare un gruppo contro l’altro. Se si valuta “via della Partecipazione” e quello che ne è seguito (con riferimento a Via Barella) da questo punto di vista, risulta evidente che si è persa un’occasione. Un’occasione utile non solo per i residenti direttamente interessati, ma per la città tutta.

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One Response to Tagliati gli alberi in via Barella. Riflessioni su un’occasione persa

  1. erio ricchi ha detto:

    “Gli alberi sono il principale produttore di ossigeno del nostro pianeta e rappresentano il bello e il naturale in ogni paesaggio.
    Il Comune di Vignola, insieme alle iniziative rivolte a dotare la nostra comunità di nuove aree verdi e alla messa a dimora di nuovi alberi, da quest’anno vuole riprendere la consuetudine di celebrare la “festa degli alberi”.
    Intorno a questo momento, si propone un programma di iniziative che prevede incontri, convegni, passeggiate nel verde alla riscoperta dei parchi della città, e vari altri eventi messi a disposizione delle scuole, dei cittadini e degli operatori di settore.
    E’ l’avvio di una riflessione sull’importanza del “verde” nella città, di una ricerca di corrette forme di difesa/tutela coniugate con la necessità di una gestione/manutenzione adeguata.
    E’ l’impegno a far crescere insieme una cultura più attenta ai valori ambientali, che possa dar luogo a ricadute positive sulle scelte politiche e di programmazione delle amministrazioni e sui comportamenti individuali dei cittadini.”

    Qeste sono le considerazioni/propositi riportate sul retro del pieghevole che pubblicizza la iniziativa ititolata “Alberi e Città” del Comune di Vignola.
    Non essendici firma, suppongo che siano state buttate giù dall’Assessore all’Ambiente Mauro Scurani il quale si appresta a celebrare (non capisco bene in che modo) la “festa degli alberi”.
    Oltre alla schizofrenia che molto simpaticamente hai messo in evidenza tu Andrea sul “fare la festa” agli alberi mentre si “celebra la festa” degli alberi, vorrei denunciare un altro aberrante atteggiamento nei confronti degli alberi, che probabilmente fa riferimento ad un senso perverso di ordine e di pulizia che è lo stesso che sta mandando a rotoli l’intero pianeta in termini ambientali. Lo vediamo chiaramente esplicitato nello scempio avvenuto al termine di Viale Vittorio Veneto, prima della curva che a sinistra porta a Campiglio, su quella sponda dove una grande quantità di Robinie (i cosiddetti Marugoni) facevano una splendida volta sulla strada ombreggiando e rinfrescando d’estate, tanto che quelli come me che in quei luoghi hanno trascorso tutta la loro infanzia, ricorderanno che quel preciso passaggio veniva chiamato ” la careda bura” ovvero la strada buia.
    Improvvisamente, senza preavviso, motivazione o altro, questa sponda la troviamo rasa al suolo, non più alberi ne arbusti, niente di niente, per quale motivo? C’era bisogno di “pulire”? era troppo in “disordine”? Con tanta superficialità e leggerezza vanno tagliate decine di alberi che alla base misurano 30 cm di diametro e più? Oltre al solito gratuito drammatico danno ecologico al quale sperano ci abituiamo, chi terrà su quella sponda di terreno così ripida quando le radici si saranno distrutte e verranno lunghi acquazzoni? Quanto è costato questo intervento in ultima analisi? Un interrogativo che rimarrà purtroppo senza risposta: qual’è il senso di questi interventi?
    Spero di avere il tempo e la possibilità di porle queste domande all’interno di questa iniziativa della quale consiglierei di cambiare il titolo da “Alberi e Città” in “Alberi o Città”.
    Un caro saluto.
    Erio.

    erio ricchi
    via barella, 213
    e.mail: erio.ricchi@gmail.com

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