Crisi occupazionale e politiche anticrisi nell’Unione Terre di Castelli

A fine aprile 2010 le persone in cerca di lavoro iscritte ai Centri per l’impiego della provincia di Modena erano 16.208, 1.500 in più rispetto al dato 2009 (vedi). Crescono ancora, quindi, le persone disoccupate ed in cerca di un lavoro, segno che la crisi economica non ha affatto esaurito i suoi effetti negativi sul piano occupazionale. Crescono ugualmente i lavoratori in mobilità: alla fine del primo trimestre 2010 erano 8.300; 500 in più rispetto alle iscrizioni di fine 2009 (con 1.700 nuovi ingressi). Dunque la crisi economica manifesta tuttora le sue conseguenze negative sul mercato del lavoro. Conseguenze che, secondo alcuni, si accentueranno nel secondo semestre 2010 per l’esaurirsi dell’impiego degli ammortizzatori sociali. Per fronteggiare questa situazione l’Unione Terre di Castelli, come altri territori, ha previsto misure straordinarie di sostegno alle famiglie, con il cosiddetto “piano straordinario anticrisi” (vedi). Interrogarsi sull’efficacia di queste misure è d’obbligo, anche se la documentazione prodotta dagli “enti erogatori” non da molto l’idea di un interesse forte a riflettere ed a valutare l’adeguatezza di queste misure. Nel presentare alcuni dati mi servo della documentazione fornita in risposta ad un’interrogazione consiliare formulata dalla lista di cittadini Vignola Cambia.

Street art, Casteldebole (BO) (foto del 26 luglio 2010)

[1] Le “misure anticrisi”, per l’anno 2009, sono state gestite dall’ASP G.Gasparini. Le somme complessivamente messe a disposizione del fondo anticrisi sono risultate pari a 150.000 euro, tutte effettivamente erogate (per l’esattezza 149.922 euro). Il sostegno alle famiglie colpite dalla crisi avveniva sotto forma di prestito sull’onore (prestito infruttifero) fino ad un massimo di 3.000 euro, per lavoratori con Indicatore di Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro (l’ISEE rapporta il reddito del nucleo familiare al numero dei componenti) e che, a seguito del mutamento intervenuto nella condizione occupazionale (es. disoccupazione, cassa integrazione, ecc.) avevano subito una riduzione del reddito pari ad almeno il 30% (se lavoratori dipendenti) o ad almeno il 50% se soci o lavoratori di società cooperative. L’intera cifra è stata impiegata nel primo semestre 2009 (evidentemente per effetto del “ciclo elettorale”). A partire dal mese di luglio questo intervento anticrisi si esuarisce (sic!). Ma non si esaurisce la crisi! Giungono così altre 92 domande. La relazione osserva laconica: “di costoro soltanto 15-20 ci stanno chiedendo con frequenza a che punto stanno le cose; la maggior parte non si è più fatta sentire.” C’è da rimanere senza parole! Comunque, come riporta la relazione conclusiva “sia le domande raccolte che le liquidazioni effettuate hanno riguardato prevalentemente cittadini stranieri”. 288 le domande (pervenute alla data del 22 aprile), ma solo 89 quelle effettivamente liquidate (la maggior parte dei richiedenti, evidentemente, non soddisfaceva i requisiti per l’erogazione del “prestito” – di fatto un contributo a fondo perduto). Le tabelle allegate riportano i dati relativi a 86 contributi erogati su tutto il distretto (non si capisce perché non 89!). Di questi 86 contributi erogati 31 sono andati a famiglie residenti a Vignola (36,0%). Come rileva la relazione conclusiva, la grande maggioranza dei contributi è stata erogata a stranieri: 68 su 86 (pari al 79,0%). Ai cittadini italiani vanno complessivamente 32.899 euro (21,9%); ai cittadini stranieri 117.023 euro (78,1%). In ogni caso, se pensiamo che nel distretto di Vignola, nel primo semestre 2009 coloro che si sono registrati come disoccupati al centro per l’impiego (dati di flusso, non di stock!) erano 1.178, la “proporzione” è presto fatta: solo 89 su 1.178 hanno richiesto ed ottenuto il “contributo” (pari al 7,5%).

Street art, Casalecchio di Reno (foto del 3 agosto 2010)

[2] Nel 2010 cambia completamente il sistema di erogazione – e non è dato sapere perché. Cambia l’ente erogatore (l’Unione Terre di Castelli anziché l’ASP G.Gasparini), cambia la modalità (tramite un bando con una precisa scadenza, anziché in modo continuo nell’arco di un periodo), cambia la “forma” (contributi a fondo perduto anziché “prestito infruttifero”), cambiano i criteri per l’accesso (es. il valore dell’ISEE). Cambia, cresce, l’importo: 455.787 euro per l’intero anno 2010 (di cui 122.787 dalla Regione; 137.000 dalla Fondazione di Vignola; 196.000 da Comuni e Unione). Tale somma è così ripartita: 280.787 euro per il primo semestre; 175.000 per il secondo semestre. Cambiano le finalità: non solo per fini “assistenziali”, ma anche per fini “formativi”. Anzi, le misure definite sono tre: (a) contributi straordinari (per 290.787 euro per l’intero 2010); (b) tirocini formativi per favorire il reinserimento lavorativo (90.000 euro); (c) borse di studio per studenti universitari la cui famiglia è stata colpita dalla crisi (45.000 euro a cui si sommano altri 7.000 euro stanziati appositamente dal Comune di Vignola). I dati relativi al primo semestre sono contenuti in una relazione sottoposta al Comitato di Distretto nella seduta del 15 luglio 2010. Vediamo.

Street art, Bologna (foto del 6 luglio 2010)

[3] Per quanto riguarda i contributi straordinari nel primo semestre 2010 le domande presentate sono state 264; le domande “valide” 236 (coloro che vedevano soddisfatti i requisiti); i beneficiari 72 (solo il 30,5% delle domande valide!). Dei 72 beneficiari 18 sono italiani (25%), 54 stranieri (75%). Esattamente la metà (36 su 72) dei contributi erogati sono andati a “casi” non conosciuti dai servizi sociali. Il valore medio del contributo erogato è pari a 2.441 euro.  Per quanto riguarda i tirocinii formativi il budget a disposizione nel primo semestre 2010 ammontava as 87.160 euro. Questo importo consentiva di erogare 21 tirocinii formativi (durata max di 6 mesi) corrispondenti ad un valore medio di 2.820 euro (i conti non tornano, ma non chiedetemi il perché – nessuna spiegazione è fornita nel “rapporto”). A fronte dei 21 tirocinii disponibili le domande presentate sono state 61, di cui 48 “valide” (18 italiani, 30 stranieri; 39 uomini, 9 donne). Alla data del 2 agosto i tirocinanti effettivi erano 16. Infine, per quanto riguarda le borse di studio per universitari la situazione è risultata essere la seguente: budget del primo semestre pari a 30.000 euro (+ 7.000 euro specificamente dedicati al Comune di Vignola), per 47 borse di studio teoriche complessive da 787 euro di valore medio. Le domande presentate sono però risultate solo 4! Nessuna di queste riguardava Vignola. Delle 4 domande presentate solo 2 sono risultate “valide” (anche se uno dei 2 studenti ha in seguito rinunciato al contributo, per cui è stata erogata un’unica borsa di studio ad uno studente straniero di Zocca). Quest’ultima misura è pertanto risultata del tutto inefficace, non avendo minimamente centrato l’obiettivo.

Street art, Vignola (foto del 19 dicembre 2009)

[4] Questa ricostruzione delle misure anticrisi messe in piedi dall’Unione Terre di Castelli, per quanto veloce e grossolana (ma i documenti a disposizione sono talmente poco sistematici e “riflessivi” da non consentire di fare di più), fa sorgere qualche interrogativo sull’adeguatezza e sull’efficacia di tali misure. Vediamo di “aiutare” i decision-maker (i sindaci ed il tavolo anti-crisi dell’Unione Terre di Castelli) a predisporre misure più appropriate con qualche osservazione. In primo luogo la variazione intervenuta nell’ente erogatore, nelle modalità di accesso, nelle forme dei contributi, ecc. non sono affatto argomentate per cui non è chiaro per quale motivo nel 2009 sia stata adottata una soluzione e per quale motivo la soluzione del 2010 sia risultata diversa (es., per i contributi straordinari: nel 2009 ISEE non superiore a 25.000 euro; nel 2010 non superiore a 7.500 euro). In secondo luogo, come troppo spesso succede, non risulta chiara la “rilevanza” dell’intervento visto che manca una stima del bisogno indotto dalla crisi occupazionale sul territorio distrettuale. Non è dato sapere se gli 89 contributi erogati nell’intero 2009 e gli ulteriori 72 contributi nel primo semestre 2010 (per un totale di 161 contributi erogati in 18 mesi su un territorio con una popolazione residente superiore ad 80.000 abitanti) coprono effettivamente per intero il “bisogno” generato dalla perdita dell’occupazione e di reddito o se invece (come pare più plausibile) toccano una parte soltanto della popolazione-obiettivo. In terzo luogo si registra una carenza di offerta per i “contributi straordinari” (un numero significativo di cittadini non ha ottenuto il contributo pur rispondendo ai requisiti di accesso). Il contrario avviene invece per le altre due misure del 2010: tirocinii formativi e borse di studio per universitari. In particolare per quest’ultima misura si registra un’unica (sic!) erogazione di una borsa da 700 euro a fronte di una disponibilità di 37.000 euro. Squilibri tra “domanda ed offerta” di questo tipo testimoniano che nella definizione delle misure di “assistenza” si brancola nel buio, si procede cioè per prova ed errore. Occorre tuttavia osservare che in tal modo sono state congelate risorse che, pertanto, non si è potuto impiegare laddove esisteva davvero una “domanda” di assistenza (es. sui contributi straordinari). In conclusione occorre osservare che nel disegno di misure di intervento innovative come queste non è possibile prescindere da una conoscenza un po’ meno superficiale degli effetti della crisi sulla ricchezza delle famiglie, pena la non efficacia delle misure. Una qualche forma di confronto e/o coordinamento con le politiche degli altri territori di questa provincia e di questa regione risulterebbe altamente salutare, anche per evitare che ciascuno s’ingegni nel mettere a punto misure che, a posteriori, risultano non del tutto appropriate. Rimane da osservare che sarebbe buona cosa, esempio di “buona amministrazione”, adottare forme di rendicontazione meno grossolane, ovvero che non si limitano a riportare dati di attività (peraltro un po’ sconnessi), ma che provano a definire in anticipo l’obiettivo (misurabile) a cui mirano. Rendere espliciti gli obiettivi aiuta ad evitare di non interrogarsi sul perché non li si è raggiunti (aiuta ad evitare il comodo  refrain: tutto sotto controllo) ed in tal modo sollecita processi di apprendimento nelle istituzioni. Ce n’è bisogno.

2 Responses to Crisi occupazionale e politiche anticrisi nell’Unione Terre di Castelli

  1. Caropon ha detto:

    Bei testi, sei un ottimo scrittore. Blog utile, bravi.

  2. fabrizio migliori ha detto:

    Ci sono azioni per fronteggiare la crisi che un’amministrazione potrebbe attivare a costi ridotti ma che avrebbero un impatto positivo sia per aumentare la coesione sociale e per coloro che vedono ridotto il proprio potere d’acquisto e maggiormente risentono dell’effetto di questa situazione. Provo ad elencare alcune buone pratiche che i nostri aamministratori potrebbero attivare o incentivare:
    1) Dare la possibilità non solo agli anziani ma anche alle famiglie di cassintegrati o disoccupati di potere coltivare un piccolo orto. Questa considerazione deriva dal fatto che a Vignola ormai vi sono tanti piccoli appezzamenti marginali non coltivati ed inutilizzati.(ricaduta positiva sul reddito)
    2) Incentivare le famiglie all’uso della bicicletta. (Non sto qua a dilungarmi sulla situazioe della mobilità a Vignola che è critica ormai da anni; si avrebbe comunque un impatto economico positivo sul bilancio famigliare, considerato che i vignolesi usano l’auto per percorsi medi di 1-2 kilometri.)
    3) Fare conoscere la esistenza della banca del tempo attraverso la quale si danno e si ricevono piccole prestazioni non monetarie e scambi di saperi.
    4) Riconoscere ed incentivare i rapporti di buon vicinato con bonus a favore di chi effettua queste prestazioni ( il vicino di casa che aiuta l’anziano nei lavori domestici oppure che lo porta dal medico ec)

    5)l’amministrazione ha attivato il last minute market:l’idea è buona ma funziona o no?

    Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i nostri amministratori.

    Fabrizio Migliori

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