Poesiafestival ’10. Vademecum per il cittadino, di Marco Bini

Marco Bini, giovane poeta vignolese (vedi), suggerisce un percorso di fruizione del Poesia festival 2010. Si inizia qui con le anteprime del 21 e 22 settembre. Seguirà un secondo post sul cartellone principale.

Quest’anno fanno sei. Per il sesto settembre consecutivo, l’Unione Terre di Castelli propone sui territori dei comuni (ai quali va aggiunto Maranello) Poesiafestival, una rassegna dedicata alla poesia in tutte le sue forme, che si è guadagnata negli anni un crescente credito a livello regionale e oltre.
Si tratta di una manifestazione che richiama pubblico, competente e non (a dimostrazione di una riuscita ricerca di «trasversalità» della manifestazione) da tutto il territorio limitrofo e da oltre provincia e regione. Un pubblico del quale però fanno parte anche molti cittadini dell’Unione, e vignolesi in particolare.
Come orientarsi in un festival che sembra trattare una materia per pochi appassionati, che possono per i digiuni di poesia apparire come iniziati a un codice esclusivo? Un primo consiglio è quello di abbandonare le diffidenze e di armarsi di sana curiosità e disponibilità ad aprirsi a qualcosa che abbiamo magari amato fino all’esame di maturità e poi completamente abbandonato. Il disarmo dai pregiudizi, a volte, può portare a vere e proprie rivelazioni. E, comunque, non si corre davvero nessun rischio, a Poesiafestival, abbassando le difese per un week-end!

Poesiafestival 2005: per un pugno di poesie, in piazza dei Contrari a Vignola. Il pubblico (foto del 2 ottobre 2005)

Brevemente, cercherò di tratteggiare un vademecum per lo spettatore vignolese delle cose più interessanti da scoprire al festival, magari soffermandomi sugli incontri meno appariscenti del cartellone, tra i quali sarà forse possibile pescare qualche perla.

Cominciamo dall’anteprima. Quest’anno si terrà in due sole serate, il 21 e il 22 settembre a Vignola, presso la biblioteca Auris e a Marano presso il Centro Culturale. Due serate che, sotto il nome di «Cantiere italiano – Volti e libri della nuova poesia italiana», offriranno l’incontro con alcune voci poetiche, certo tra le più interessanti del presente della poesia italiana, ma anche vere e proprie scommesse per il futuro. Martedì 21 alla biblioteca Auris di Vignola saranno ospiti Francesca Serragnoli, bolognese, autrice del recente Il rubino del martedì, libro che ha raccolto numerosi apprezzamenti per il tepore umano che trapela dalle sue pagine, dedicate al mondo di una Bologna popolare scomparsa dalle prime pagine, ma depositaria di un’umanità fragile e sapiente. Eccone un esempio:

Ero entrata appena
nel tuo harem di rose pakistane
avevo creduto al tuo cuore di farina
alle uova avvolte
nella carta di un giornale.
Sbagliavo, stringevo
la tua rosa seccata fra i denti.

Di te sono rimasti
un piatto di pasta
riscaldato nel vino
i tetti di una Bologna svestita e un cognac
marca Lepanto.
E forse sono rimasta io
fra le rose.

Poesiafestival 2005: Neri Marcoré, conduttore di "Per un pugno di poesie" (foto del 2 ottobre 2005)

Assieme a lei, Stefano Serri, di Fiorano Modenese, autore di Una fede rossa, volume di poemetti dedicati al corpo fisico e mentale dell’Emilia, terra di memorie e scoperta.

A scuola studiavo le vittime:
credevo che un’epoca è possibile
solo se quella prima si sacrifica.
Con le mie mani vuote d’olocausto
sfogliavo pagine che torturano
con l’eco il corpo presente.
Una volta che è stata, una verità non smette:
il freddo di docce gassose, la livida razza,
la cenere troppo rimane, nella gola
vittime da una parte e dall’altra.

Matteo Zattoni, forlivese, nonostante la giovane età è un poeta dal curriculum invidiabile. L’eleganza e la comunicativa dei suoi versi, evidenti anche nel suo ultimo L’estraneo bilanciato, ne fanno un autore leggibile e profondo, dal linguaggio misurato e mai banale.

La meraviglia di una vita privata
con l’astuzia di ogni sua dimensione
pubblica, smarriti negli scomparti
casalinghi come cassette al supermarket
di fronte a casa – chi ci acquisterà?
nonostante costi prevedibili o per questo
andare o tornarsene al macero, miti
chi mi prenderà per mano indicandomi
quali carni scegliere e perché
invece quelle altre no? sarai tu a insegnarmi
di nuovo a parlare al futuro
di noi che eravamo due eravamo molti
e ora siamo uno e nessuno poi?
fammi strada, ti prego, fammi piazza
in cui tanti incontri si succedano
tante voci in un concerto dal particolare
all’universale perché ogni parte
di questo mondo sia anche Capitale
e ogni uomo un governo
di lui solo.

Poesiafestival 2005: "Per un pugno di poesie", gara tra classi delle medie superiori condotta da Neri Marcoré (foto del 2 ottobre 2005)

Mercoledì 22 settembre, a Marano sul Panaro, la serata sarà dedicata alle sfumature civili delle scritture contemporanee. Tra i protagonisti, Fabiano Alborghetti, autore milanese d’origine ma svizzero d’adozione, che con Registro dei fragili rinnova la tradizione della poesia civile dai ritmi martellanti e dall’incalzare argomentativo spietato, restituendoci il ritratto di una cronaca nerissima di una provincia opulenta e informe.

Stare attenti ad ogni gesto
cancellare la memoria al cellulare
era questo che premeva poco prima di rientrare

poco prima di rimettere le chiavi nel portone
risalire per le scale
ritornare col sorriso alla recita serale

con la cena, le notizie delle otto da seguire alla tivù…

Con lui, Luca Ariano, che con Contratto a termine inaugura il suo progetto di romanzo in versi, basato su personaggi dalla dignità antica alla ricerca di un significato del proprio esistere in una realtà degradata.

Certo che quando l’Emilio iniziò
a tradurre versioni dal latino e dal greco,
a memorizzarsi l’atlante storico
non immaginava certo di star lì a ciondolare
in attesa di una telefonata: si vedeva professore
in qualche università a decifrare il mistero
della lingua etrusca, a scavare nel Peloponneso
alla ricerca di nuove civiltà.
S’è alzata la Via Emilia e la tua casa affonda
nella polvere, però val sempre la pena
di vedere cupole e torri struccarsi di rosso
per le luci della sera.

Piazza dei Contrari a Vignola in occasione del Poesiafestival 2005 (foto del 2 ottobre 2005)

Fabio Franzin, operaio e poeta trevigiano, è tra i più apprezzato autori neodialettali della sua generazione e oltre. I versi veneti di Fabrica ci propongono un mondo di resistenza umana e piccoli sogni bagnati dal sudore di ogni giorno, duramente provati dalla mancanza di una perduta dignità sociale.

Varda chii operai, varda
come che i se perde via
fra i só pensieri intant che
i se fuma ‘na cica sentàdhi
contro ‘l muro dea fabrica
vàrdii, stràchi e spàzhi,
co’ i gins che ‘na volta
i ièra quei boni, e ‘dess
i ‘é sol un pèr de bràghe
màssa curte e taconàdhe

[Guarda quegli operai, nota
come sono assorti
fra i loro pensieri mentre si
concedono una sigaretta seduti
contro il muro della fabbrica
guardali, stanchi e sporchi,
con i jeans che un tempo
erano alla moda, ed ora
sono solo un paio di brache
troppo corte e rattoppate]

Informatevi su www.poesiafestival.it e iscrivetevi al profilo Facebook, del quale trovate il link sul sito. Se sarete aperti, potrete scoprire l’appassionato di poesia che è in voi. Buon festival a tutti i cittadini.


Marco Bini

One Response to Poesiafestival ’10. Vademecum per il cittadino, di Marco Bini

  1. Luciano Credi ha detto:

    Tutto da rifare,

    è semplicemente il metodo che utilizzano con me i docenti (che mi permetto di tirare in causa solo per avvalermi di metodi pedagoci logici)dell’importantissimo dottorato internazionale di letteratura, in cui io umilmente non sono forse un brillantissimo dottorando… (dottorando e non scrittore)…
    Perchè questo?… perchè per crescere come scrittore forse bisogna mettere da parte le cose che brillantemente si sa già fare, per arrivare al limite dei propri limiti…

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