Alberi e sicurezza. Di cosa parliamo, di Stefano Corazza

Nell’ultimo anno e mezzo a Vignola sono morte tre persone a causa di incidenti stradali. Erano pedoni o ciclisti. Epperò nella vicenda di via Barella l’amministrazione ha cercato di far valere, in modo non del tutto commisurato, l’argomento della “insicurezza” derivante dagli alberi. Certo il tema della sicurezza va affrontato seriamente – anche per gli alberi in città. Ed è certamente vero che una cultura della sicurezza non è oggi sufficientemente robusta e diffusa, tanto a livello dei cittadini, quanto delle istituzioni. Allora è il caso di iniziare ad analizzare il problema, innanzitutto dai dati disponibili. Magari in attesa che uguale attenzione venga messa dall’amministrazione comunale nei confronti della sicurezza sulle strade o sugli effetti dell’inquinamento dell’aria che respiriamo. Per stimolare qualche riflessione pubblichiamo qui un testo di Stefano Corazza.

Per avere qualche dato sul tema non si può rivolgersi altro che ad una letteratura scientifica anglosassone, copiosa e interessante e attenta anche al mutare dei tempi tanto da trattare negli ultimi anni con crescente interesse il tema della opinione dei cittadini e delle comunità. Non è questa certamente la sede di un resoconto su tale argomento che dovrebbe affrontare temi complessi che vanno dai metodi di rilevamento delle condizioni dell’albero, alle disposizioni di legge che trattano della responsabilità, alle valutazioni dei servizi resi dall’albero (vedi), alle specifiche condizioni in cui l’albero si trova, alla organizzazione e alle tecniche di gestione, al modo in cui la comunità percepisce una presenza e il suo valore, etc.

Alberi ai lati di viale Mazzini (foto del 16 novembre 2008)

Voglio qui solo citare un dato proveniente da un lavoro svolto nel 2007 da una struttura tecnica del Ministro per la Salute e la Sicurezza del Regno Unito. Nella cultura  anglossassone non si parla di sicurezza, termine ambiguo anche in italiano sia concettualmente che giuridicamente, ma di “risk management” cioè di gestione del rischio. Se si parla di gestione del rischio occorre conoscere innanzitutto la consistenza del rischio che si vuole contenere. Bene, sapete quale è il rischio di incidente mortale causato dalla caduta di un albero?
Riporto direttamente dal rapporto e traduco: “The risk, per tree, of causing fatality is of the order of one in 150 million for all trees in Britain or one in 10 million for those trees in, or adjacent to areas of high public use. However the low level of overall risk may not be perceived in this way by the public, particularly following an incident. The average risk is firmly in the «broadly acceptable» region of the tolerability of risk triangle published in HSE’s «Reducing Risks Protecting People».”

(Trad.) Il rischio che un albero possa causare un incidente mortale è nell’ordine di uno su 150 milioni in Gran Bretagna; uno su 10 milioni se si considerano solamente quegli alberi che si trovano all’interno o in prossimità ad aree di alta frequentazione pubblica. In altra parte del rapporto si dice che questo rischio è uno su 20 milioni se si considerano solo gli alberi di “proprietà pubblica”. Tale basso livello di rischio può tuttavia non essere correttamente percepito dal pubblico, in particolare in seguito ad un incidente. Il rischio medio si colloca comunque nell’area “ampiamente accettabile” del triangolo della “tollerabilità del rischio” definito nella pubblicazione dell’ufficio competente: “Ridurre il rischio. Proteggere le persone”.

Alberi in città: viale Mazzini (foto del 21 marzo 2009)

In Gran Bretagna esistono persino Tree Managers (Gestori degli alberi) negli uffici tecnici dei Comuni. In Italia invece esperti che sbandierano “verità scientifiche” incontestabili, tecnici pubblici che banalizzano qualunque questione posta dai cittadini, amministratori pubblici che ripetono “a pappagallo” slogan e non paiono neppure consapevoli del loro ruolo di decisori. In sostanza: è evidente l’esigenza, anche da noi, in Italia ed a Vignola, di riflettere e studiare seriamente sul tema degli alberi in città e della sicurezza della vita urbana.

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One Response to Alberi e sicurezza. Di cosa parliamo, di Stefano Corazza

  1. chiara ha detto:

    Sono contenta di leggere le tue osservazioni, anzi ti chiedo il permesso di usarne un po’, citandoti, nel mio blog.
    Grazie!
    Chiara S.

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