L’insostenibile leggerezza del PD di Vignola

E’ rischioso, lo so. Mi ero già esposto con alcuni “consigli non richiesti” (vedi) e prima ancora con qualche suggerimento (vedi). Senza grande successo. Quindi con un commento “a caldo” sull’elezione del segretario cittadino del PD di Vignola, Claudio Bazzani (vedi). Una valutazione che mi sembra esca confermata dopo il primo semestre dei nuovi organi dirigenti (sic!) cittadini. Recidivo, insisto nel commentare – e criticare – il PD di Vignola che mi sembra, con riferimento alla capacità di analisi, di conduzione politica, di elaborazione di strategie per il futuro della città, abbastanza inconsistente. E questo è preoccupante. Visto che si tratta comunque del partito che esprime il governo della città. Non penso che questa valutazione sia il frutto di un pregiudizio. Per questo provo ad argomentare. Così che ogni lettore sia messo nella condizione di farsi una propria opinione.

Dipinto di Luca Alinari (mostra personale, Palazzo Vecchio, Firenze, 14 marzo 2009)

[1] Iniziamo da una cosa facile facile. Trasparenza e partecipazione – si potrebbe dire. Che sono (o meglio: dovrebbero essere) temi cari al Partito Democratico. Visto che su questo l’assemblea nazionale ha messo nero su bianco un preciso impegno, ad esempio con l’articolo 9 dello Statuto: “Il Partito Democratico assicura un Sistema informativo per la partecipazione basato sulle tecnologie telematiche adeguato a favorire il dibattito interno e a far circolare rapidamente tutte le informazioni necessarie a tale scopo. Il Sistema informativo per la partecipazione consente ad elettori ed iscritti, tramite l’accesso alla rete internet, di essere informati, di partecipare al dibattito interno e di fare proposte. Il Partito rende liberamente accessibili per questa via tutte le informazioni sulla sua vita interna, ivi compreso il bilancio, e sulle riunioni e le deliberazioni degli organismi dirigenti. I dirigenti e gli eletti del Partito sono tenuti a rendere pubbliche le proprie attività attraverso il Sistema informativo per la partecipazione.” A cui si aggiunge: “Gli elettori possono partecipare, senza diritto di voto, alle attività dei Circoli” (art.14, comma 1; per lo Statuto: vedi). Dopo aver letto queste righe andate a vedere il sito web del PD di Vignola. Di tutto ciò non troverete niente! Non trovate indicato il nome del segretario del circolo cittadino (tantomeno il suo curriculum, tanto per conoscere le sue qualità)! Non si dice nulla della segreteria e dei suoi componenti! Non si dice nulla sul Comitato direttivo (forse per evitare l’imbarazzo di una consistente fuga dal 2008 ad oggi …). Non trovate alcun riferimento alle “elaborazioni” in corso in merito alle politiche cittadine, in merito ai problemi di Vignola ed alle soluzioni in corso di studio. Non trovate nulla volto a favorire la partecipazione o anche solo l’informazione degli iscritti, degli elettori, dei simpatizzanti! Proprio oggi Bersani, nella lettera a la Repubblica, accusa il governo (a ragione) di aver mancato “il rapporto fra parole e fatti e fra promesse e realtà”. Poiché sarebbe bene che questo messaggio del PD fosse credibile, sarebbe opportuno che a livello locale, anche a Vignola, si provasse a ridurre (e magari a far scomparire) il gap tra le dichiarazioni ufficiali (le norme dello Statuto!) ed i comportamenti reali. Sarebbe buona cosa, dunque, vedere un impegno vero del PD di Vignola su questo fronte: rendere pubblica (doppio sic!) la composizione degli organi dirigenti, il bilancio, magari il numero degli iscritti (probabilmente in forte calo), oltre al “dibattito” in corso (se mai ce ne fosse uno!).

Dipinto di Luca Alinari (mostra personale, Palazzo Vecchio, Firenze, 14 marzo 2009)

[2] Il 17 gennaio 2010 l’assemblea cittadina del PD eleggeva Claudio Bazzani nuovo segretario di circolo a Vignola. Allora commentai la notizia rimarcando la “fragilità” di quella soluzione (vedi). Le azioni intraprese dal segretario in questi mesi – e soprattutto le tante azioni non intraprese – mi confermano in quella che allora era solo una prognosi. L’unica iniziativa del PD fatta in città da allora – quella dell’11 giugno di denuncia della “politica” del governo e sul tema del lavoro e dei giovani – ha visto il segretario cittadino non svolgere alcun ruolo, alcun intervento (neanche portare i saluti da “padrone di casa”!). In effetti che bisogno c’è? Ci pensa il sindaco! Ma Claudio Bazzani, bravissima persona (lo dico con convinzione), non solo non ha trovato un posto sul palco. In 7 mesi non ha trovato neppure il tempo per “presentarsi” (anche solo per un saluto? per un caffè?) alle altre forze di centrosinistra che siedono, seppure sui banchi di opposizione, in consiglio comunale (mi riferisco agli esponenti delle liste civiche Città di Vignola e Vignola Cambia). Non intendo suggerire (non me lo permetterei!) che sarebbe opportuno pensare per tempo al 2014, ovvero a quando si terranno di nuovo le elezioni amministrative a Vignola (a meno che il sindaco Daria Denti non pensi di saltare sul “carro” delle prossime elezioni politiche lasciando ad altri il compito di gestire quel passaggio impegnativo). Ma certo da tempo ho maturato la convinzione che in politica è opportuno che un segretario, specie quello del maggiore partito di maggioranza, faccia la sua parte, parlando e confrontandosi con tutte le altre forze politiche cittadine (e magari con qualcuna anche un po’ di più che con altre). Magari anche solo per evitare, come in diverse occasioni è successo in questo primo anno di legislatura, che il solco tra la maggioranza e le liste civiche cittadine (a cui qualche credito è pure stato riconosciuto, visto che Daria Denti aveva offerto a Vignola Cambia di entrare a far parte della maggioranza!) divenga ancora più profondo per banali puntigliosità personali. E magari anche solo per trovare una dignitosa via d’uscita al pasticcio istituzionale con cui è iniziata questa legislatura – mi riferisco al fatto che la vicepresidenza del consiglio comunale è stata assegnata ad un consigliere di maggioranza anziché ad un esponente dell’opposizione, come da prassi. Piccole cose. Magari anche del tutto irrilevanti (agli occhi dei cittadini), ma che trattate adeguatamente rendono un po’ più credibile un PD che si propone difensore delle istituzioni (anche in quelle occasioni in cui ciò non coincide con il proprio evidente e diretto interesse). Invece la mancanza totale di iniziativa del segretario cittadino del PD in questi primi 7 mesi (sic!) del suo mandato evidenzia che non di “mitezza” si tratta (vedi), ma di subalternità rispetto a chi ricopre ruoli amministrativi – in primis il sindaco.

Dipinto di Luca Alinari (mostra personale, Palazzo Vecchio, Firenze, 14 marzo 2009)

[3] Epperò a me sembra che la maggiore fragilità il PD di Vignola la esibisca su un altro punto. Da tempo, con un certo orgoglio, il PD si propone come “partito vero”, ovvero come partito che vuole contrastare la tendenza della politica organizzata a ridursi a svolgere esclusivamente la funzione di comitato elettorale. In effetti, come mostra l’impegno messo dal PD di zona a giugno e dal PD provinciale in questi giorni, il PD esibisce tuttora una significativa capacità di mobilitazione di volontari sul fronte dell’autofinanziamento (il segretario provinciale Baruffi ha annunciato l’obiettivo di 300mila euro di utili per la festa democratica che inaugura oggi a Ponte Alto). Ma al di là della cucina e del servizio ai tavoli cosa rimane? Dov’è, a livello locale, quel partito che puntava ad attrarre e coinvolgere le migliori energie morali ed intellettuali? Dov’è quel partito che dovrebbe contribuire ad analizzare i problemi della città (l’impatto della crisi economica, i problemi della mobilità, le criticità associate all’immigrazione, una scuola che non tiene il passo con le sfide del tempo presente, la cronica situazione di crisi dell’agricoltura, le prospettive di un diverso sviluppo locale pur nelle tribolazioni del progetto SIPE e così via) ed a proporre soluzioni? Ad oggi il PD di Vignola si è attestato (forse) nel ruolo di “terminale” locale di un partito nazionale (anch’esso un po’ in difficoltà, in verità, innanzitutto ad avere una linea – si veda il tribolato rapporto del PD con il referendum sull’acqua pubblica: vedi). Forse è questo che ci segnala il fatto che i manifesti affissi sulle vetrine della sede locale riportano messaggi su questioni nazionali, ma non c’è nulla (dico nulla!), invece, inerente la realtà locale. Se fosse davvero così, se fosse ulteriormente deperita la capacità di analisi e di elaborazione politica, di elaborazione di idee sul futuro della città, sarebbe un fatto grave. Non solo per il partito, ma per la città tutta. E dire che i temi su cui provare ad applicare un po’ di “intelligenza locale” non mancherebbero: come fronteggiare i tagli agli stanziamenti governativi per gli enti locali (o dobbiamo attenderci un nuovo episodio tipo “scodellamento” (vedi)?); come ripensare mission e modalità operative (trasparenza, rapporto con gli utenti, ecc.) delle “aziende pubbliche” a cui l’ente locale partecipa (HERA Spa in primis); quale ingegneria delle funzioni di indirizzo, controllo e rendicontazione nella nuova situazione di governance (il comune come “holding”: vedi); quali ulteriori passi fare nella valorizzazione dell’esperienza dell’Unione Terre di Castelli (fino alla “fusione” dei comuni? vedi); come sfruttare la maggiore “sensibilità” determinata dalla situazione di crisi per cambiare i comportamenti dei cittadini, verso prassi più sostenibili (vedi); come declinare le istanze di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini con processi decisionali efficaci (vedi); e così via. Non mi risulta, però, che su alcuna di queste tematiche il PD di Vignola abbia messo al lavoro le proprie “intelligenze”, abbia coinvolto esterni, abbia suscitato un dibattito in cui coinvolgere tutta la città, abbia prodotto report o dossier. Niente. Nulla. Al deficit di elaborazione si aggiunge l’afasia, l’incapacità a comunicare un messaggio chiaro e convincente (almeno per quanto riguarda la realtà locale). E potrebbe essere altrimenti? Suggerirei – oso! -, tanto per riattivare la “circolazione delle idee”, la lettura di un libriccino di Salvatore Biasco – libro che offre più di uno spunto interessante per chi voglia provare a far bene il “mestiere” di partito, anche a livello locale (vedi).

Dipinto di Luca Alinari (mostra personale, Palazzo Vecchio, Firenze, 14 marzo 2009)

Nota. Può essere che mi trovi in una situazione di “conflitto di interesse”. Ma in genere non amo ingannare me stesso e dunque cerco di leggere la realtà in modo oggettivo. Preciso comunque che mi sono dimesso dagli organi dirigenti del PD di Vignola il 18 aprile 2009, in polemica con i vertici del partito (vedi). Oggi ho ancora in tasca la tessera del PD, ma di un circolo della città in cui lavoro, Bologna. A Vignola mi basta fare il cittadino e provare a descrivere, senza infingimenti, le vicende politico-amministrative di questa città, magari dando un contributo di critica e di idee. In campagna elettorale mi sono dichiarato a favore della lista di cittadini Vignola Cambia, ma ciò non significa che non veda con favore la prospettiva di un PD locale che sviluppi una reale capacità di elaborazione e di rapporto con la città. Dopo quindici anni di “militanza attiva” (in cui ne ho viste davvero tante) non ho però più intenzione di “raccontarle”, né a me stesso, né agli altri.

9 Responses to L’insostenibile leggerezza del PD di Vignola

  1. paolo ha detto:

    Concordo pienamente con la puntuale e non cruda descrizione della realtà vignolese del PD;
    Aggiungo un particolare secondario ma non meno significativo: quando in un partito chi ha ha idea diversa viene visto come un nemico da isolare, da abbattere, beh!!!

    Non ci si rende conto che a parole si critica Berlusconi ma si agisce nello stesso identico modo compreso il killeraggio politico alla Feltri facendo circolare false notizie su tutti coloro che non condividono la LINEA!!!!

    Aggiungo inoltre che la ricerca di un confronto con la Società Civile il Pd di Vignola l’ha sbandierata a destra e a manca ma nei fatti concreti ad iniziare
    dalla gestione delle Primarie per il Sindaco , alla campagna elettorale***, al ballottaggio nell’insediamento dei Consigli Comunale e le relative nomine, ecc.,ecc.,non ha neanche iniziato!!!).

    *** (breve nota: in un partito che a livello delle Elezioni Comunali 2009 perde il 40% dei voti rispetto alle precedenti elezioni e’ tutto nella norma? non nasce nessun dubbio?)

    Quanto sarebbe auspicabile aprire a livello locale una nuova fase di circolazione delle idee!!!!!!!!
    Ma il rischio vero è che i primi a non essere interessati ad avviare tale nuova fase siano proprio gli attuali dirigenti del PD di Vignola!?!

    Sarei molto contento di essere smentito!!!!

    Solo il tempo e i fatti ci daranno risposta!

  2. sergio sme ha detto:

    Paolo, la tua voce mi conferma la percezione comune della situazione. Un po’ come il meteo: 34 gradi, percepiti 50! Noi come Vignola Cambia ( e ringrazio Andrea PAltrinieri per lo spazio di disussione che offre) o anche solo come cittadni indipendenti stiamo cercando di costruire una alternativa o una base di appoggio che, se a livello nazionale vedo lontana, a livello locale si può offrire. Se il PD ci vivesse come risorsa e non come avversari potremmo dare un contributo alla situazione attuale ma dall’alto, secondo me arrivano direttive diverse. Per “dall’alto” intendo anche organismi vicini a noi, non essenzialmente governativi. Noi continueremo a sostenere la nostra battaglia per trasparenza, alternative energetiche, tutela del territorio e qualità della vita di base… chi ci vuole seguire e contribuire alla costruzione di una alternativa è il benvenuto. So benissimo che non siamo in campagna elettorale e quindi a maggior ragione dico che proprio adesso bisogna costruire e progettare una risposta alle nuove necessità dei cittadini: per non fare poi degli spot che sanno di promessa elettorale.

  3. lucianocredi ha detto:

    Il sindaco attuale, ed il PD (malgrado vi siano possibili critiche da fare, sviluppano a volte, anche progetti validi…) non credo che siano in effettiva difficoltà politica a Vignola perchè sono più consolidati di quanto si possa immaginare. Inoltre non credo che il sindaco ed il PD siano così preoccupati dalle critiche interne fatte in modo costruttivo dai dissidenti interni…
    Il vero problema è la lotta che da anni il PCI vignolese prima del 89 , poi il PDS, ed l’attuale PD hanno fatto e stanno faccendo con l’egemonie culturali (in senso gramsciano) della città che non sono forse sempre legati al maggior partito.
    Ad esempio se uno vede i sostenitori di certe liste apparse per le amministrative del 2009, nota liste con la forte presenza dell’intero corpo insegnanti, altre con importanti rappresentanti di altre corporazioni di professionisti vignolesi… Il mondo cattolico vignolese anche se in maniera discreta, è riuscito ad avere rappresentanti già impegnati nel volontariato, od in altre attività benefiche o associative, nelle diverse liste civiche…
    Mi sono sempre sentito vicino alle politiche sociali, economiche del PD, faccio invece fatica ad accettare a volte, il fatto che in senso veccho stampo comunista, non si voglia cercare di ammettere che le idee culturali delle persone, non provengono solamente d’analisi di tipo strutturalista della realtà socio-economica. Credo che l’attuale sindaco ed il PD vignolese vorrebbero farsi accettare di buon occhio, da i tutti i settori strategi della cultura vignolese, ma per farlo credo che non basti la voglia e la buona volontà, innanzitutto c’è bisogno del tempo necessario, per chiarisi a livello di idee socioculturali, che sono molto diverse all’interno della popolazione. Ci vorrà tanta pazienza e tanti anni!!! La fretta in questo caso per il PD è cattiva consigliera perchè per unire le divisioni culturali e per farlo in modo non approssimativo non lo si può fare in 2 giorni.
    Anche se ci sarebbero tante cose da dire tutti sbagliamo quindi apriamoci, forse è una questione antropologica e non solamente politica!!!
    Oppure lasciamoli in pace quelli del PD per vedere se al dialogo sereno risponderanno serenamente!!!
    Diamo alla Denti questa altra possibilità prima di continuare a criticarla in continuazione perchè, anche se ci fossero i motivi per farlo, ora c’è bisogno di un anno di serenità per capire bene la linea dell’attuale amministrazione e dopo se veramente non ci fossero miglioramenti o chiarimenti allora…

    Luciano.

    • paolo ha detto:

      Caro Luciano,
      sei troppo Buono! Se vogliamo proprio contarlo il “tuo” anno di serenità il Sindaco l’ha già passato e il gruppo dirigente del Pd fra pochi mesi lo raggiungerà (elezione del Segretario Claudio Bazzani è avvenuta il 17 Gennaio di quest’anno)
      e vogliamo proprio dirlo?
      L’esempio di dialogo con la Società Civile, il Sindaco e la Giunta l’ha dimostrato con il percorso relativo agli alberi di Via Barella, e rimando all’ultimo post “Buona e cattiva politica dalle parti di via Barella (e di Vignola)” dello scorso 12 agosto 2010 per rifarsi un’idea!!
      In un qualsiasi percorso di partecipazione la “Faccia” devono metterla gli Amministratori e i tecnici devono fornire esclusivamente le informazioni ai cittadini per potersi fare un’idea e possibilmente tali informazioni devono costituire la premessa, non la fine per avvallare scelte fatte nelle Segrete Stanze!!!!
      Poi, vogliamo dirla fino in fondo, ma chi ha turbato la Serenità al Sindaco e al PD in questi mesi???
      A meno che la libera espressione di qualche cittadino in questo e altri blog possa essere considerato un “Attentato” a tale Serenità!!!
      Se così fosse, caro Luciano, vorrebbe dire che anche a Vignola la libera espressione delle idee viene vista come ostacolo, disturbo al “Macchinista”, al “Conduttore del Vapore”!!!
      e allora permettimi la battuta …Povera Italia e Povera Vignola!!!

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Provo a rispondere alle sollecitazioni di Paolo, Sergio e Luciano. Come sempre ho provato ad argomentare. La perdita di credibilità che dalla sua costituzione – fine 2007 – affligge il PD ha certamente una sua componente nelle aspettative che questo partito ha prima creato e poi deluso. Aspettative di un nuovo modo di fare politica (su questo tema ha insistito parecchio Veltroni – ed io ho apprezzato – insiste un po’ meno Bersani). Più trasparenza, più partecipazione, ovvero più “potere” verso il basso (militanti, elettori, simpatizzanti). La prassi è risultata assai diversa. Penso di averne dato conto in diversi post. Vogliamo parlare delle primarie? Ovvero del “tira-e-molla” delle primarie?
    https://amarevignola.wordpress.com/2010/01/27/le-primarie-del-pd-dalla-puglia-a-bologna/
    Vogliamo parlare della posizione presa sul referendum per l’acqua pubblica (a proposito, qualcuno ha più sentito parlare della proposta di legge d’iniziativa popolare in materia su cui il PD doveva raccogliere 1 milione di firme?)?
    https://amarevignola.wordpress.com/2010/05/20/buchi-nellacqua-il-pd-e-i-tre-referendum/
    Ma il punto davvero più importante è quello del federalismo. Vorrei tanto avere a disposizione un documento che dica perché il federalismo proposto dalla Lega Nord è deleterio (nel sito del PD nazionale ci sono tantissimi argomenti che cercano di dimostrarlo, anche se in un modo un po’ frammentato), ma soprattutto qual é la proposta che il PD fa per riequilibrare gli squilibri territoriali (Nord vs. Sud) che dal ’60 ad oggi si sono accentuati, anziché diminuire. Ancora più confuso mi sembra essere il PD di Vignola. Caro Luciano, conosci una qualche proposta su uno dei tanti temi che ho citato nel post? Parliamo di democrazia locale, ad esempio – un tema che dovrebbe stare a cuore al PD. Ciò di cui soffrono le democrazie rappresentative (progressiva disaffezione, autoreferenzialità) potrebbe essere curato innestandovi momenti di democrazia diretta. C’é forse qualcuno, nel PD di Vignola, che ha una qualche idea precisa in proposito? Mi sembra di no. Ho l’impressione che se oggi non sia ha una proposta credibile su questo tema non si riesce a convincere un pezzettino di elettorato. Certo, minoritario. Ma intanto è un pezzettino che approda da altre parti, magari presso una lista civica. Il fatto è che su QUESTO tema (e su molti altri) manca un pensiero all’interno del PD. Questo partito non esprime più posizioni di avanguardia su un tema non trascurabile per la salute delle nostre istituzioni e della nostra società democratica. E’ di questa situazione che parlo nel mio post. La segreteria di Claudio Bazzani non vedrà alcun avanzamento sui tanti fronti che attendono (da tempo!) una capacità di pensiero, di visione, di immaginazione del futuro! Ricordo solo – lo ha fatto anche Paolo – che il PD di Vignola ha preso solo il 36% dei voti alle ultime comunalidel 2009 (quando 5 anni prima la somma DS+Margherita era sopra al 50%):
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/06/23/il-grande-freddo-analisi-del-voto-vignolese/
    E non mi sembra proprio un segnale di salute. Di fronte a dati un po’ preoccupanti si dovrebbe vedere la capacità di reazione di un partito. Qualcuno vede qualcosa? Parlo di idee, non di appuntamenti rituali … Parlo di un partito che DIMOSTRA di avere cose da dire sul futuro di Vignola e di questo territorio. Ribadisco: qualcuno vede segnali? proposte? Forse è questo il modo per “misurarne” la vitalità.

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Nell’ultimo numero della rivista Il Mulino (rivista storica dell’area riformista) un articolo di Terenzio Fava, collaboratore di Ilvo Diamanti, analizza i primi tre anni di vita del PD (un po’ tribolati). L’analisi è condotta sulla base di dati provenienti da diversi territori locali. Scrive Fava: “Ovunque ci si trova di fronte a un partito di eletti, dove contano quanti sono incardinati nelle istituzioni” (p.619). Ecco: un partito degli eletti. Ed un partito a servizio degli eletti e delle loro carriere. L’originaria mobilitazione di “energie” e “intelligenze” nuove è esaurita. Il “big bang democratico” del 2007 ha portato ad un po’ di rinnovamento nelle fila del partito, ma dopo tutto si è fermato. Anzi, è iniziata la diaspora, come è stato documentato in termini elettorali ed in termini di iscritti. E’ iniziata una fase di riflusso, e non si vede nulla, in quanto sta facendo il PD, per invertire la rotta. Il ruolo dei militanti è ridimensionato. Non servono ad elaborare idee, visioni del futuro, proposte per il territorio. Questa funzione è svolta esclusivamente da chi sta nelle istituzioni (sindaci ed assessori, se bravi – cosa nient’affatto scontata, come evidenzia la realtà vignolese). Servono invece prevalentemente come macchina da propaganda, come reti di relazioni, come “forza-lavoro” volontaria per le feste. Questa divisione del lavoro – che c’é sempre stata – è oggi, se possibile, ancora più accentuata. Ma è questa una risposta adeguata alle attese di partecipazione suscitate in origine? E ancora tutelate, seppure ridimensionate, nello statuto del PD? A mio parere no. Non è un caso se l’azione informativa, di coinvolgimento, di apertura alla partecipazione degli “esterni” del PD di Vignola è praticamente inesistente. E’ perché il partito serve ad altro, anche localmente. Da un lato svolge la funzione di terminale locale di campagne ed azioni informative pensate dai vertici nazionali. Dall’altro serve ad organizzare momenti (pochi) che fungono da “passerella” per i pochi eletti, per i pochi incardinati nelle istituzioni. Debbono garantire a loro (solo a loro) visibilità (utile per la successiva tornata elettorale). Per questo nelle iniziative del PD troverete in genere SOLO esponenti delle istituzioni: dal parlamentare locale all’assessore regionale riferimento di questo territorio, dal presidente della provincia al presidente dell’Unione, al sindaco di Vignola. Tutto il resto del partito è invisibile (cosa facilitata da un segretario locale invisibile di suo). Invitare esperti in grado di dare un contributo vero ed originale sulla materia che si vuole trattare? Rischioso (può far far emergere opinioni diverse o addirittura far fare qualche brutta figura) e comunque inutile (visto che il fine è assicurare visibilità agli “eletti”). QUESTO PD assomiglia tanto ad un vecchio partito. Per questo continuerà a produrre frustrazione in una parte dei propri iscritti e simpatizzanti. Per questo continua ad avere un profilo “conservatore”, poco innovativo, difficilmente in grado di anticipare i problemi (ma sempre costretto a subirli e dunque a nasconderli, a minimizzarli). Per questo NON prende sul serio il tema della “democrazia interna” su cui lo statuto dice parole chiare che però non vengono applicate a livello locale. Oggi il PD ha ancora un certo appeal elettorale in funzione anti-Berlusconi. Sarebbe saggio – visto che, per fortuna, il ciclo berlusconiano volge alla fine – iniziare a darsi un profilo attraente non in quanto contro Berlusconi, ma in quanto partito in grado di sviluppare risposte adeguate alla cronica crisi italiana (crisi economica, ma anche crisi del sistema politico – a cui il PD stesso contribuisce! – e fragilità della società, es. per il poco “civismo”).

  6. Luciano Credi ha detto:

    Ciao, per rispondere a Paolo ed Andrea, credo che non so se mai ad esempio un punto d’incontro interessante come è Amare Vignola, possa diventare una lista civica nel 2014. L’unica cosa che so é che i giochi politici non sono ancora scoperti e quelli del PD con tutte le critiche che a loro si deve fare, non sono del tutto stupidi.
    Quindi dato che tu Andrea sei ancora iscritto al partito anche se a Bologna, potresti diventare di nuovo “corteggiatissimo” (naturalmente anche a destra)… qualori si profili uno zoccolo duro, costante… favorevole a Fiorini superiore al 40 per cento (scusate ma in Francia le tastiere dei computer sono diverse)… per non ripetere l’esperienza avuta a Sassuolo dal candidato del PD alle scorse amministrative.

    Per dirla tutta penso che da un punto di vista simbolico il vero banco di prova saranno l’elezioni comunali l’anno prossimo a Zocca (dove abbastanza ,anni fa io feci l’obiettore di coscienza presso i servizi sociali pur essendo vignolese…). Dopo quello che é successo a Zocca con quella storia di quello ammanco di soldi e di quella condanna avvenuta (almeno dai giornali non so se di 1° o 2° o sentenza definitiva…) potrebbe vincere benissimo anche il candidato di destra.
    Per un comune che ora é entrato a far parte dell’UNIONE TERRA DEI CASTELLI, ed importantissimo storicamente nella lotta per la resistenza, cioé Zocca, se dovesse perdere il candidato di sinistra con Sassuolo già a destra penso che quelli del PD inizieranno a vedere le cose in penso meno politico e più pragmatico.

    Luciano.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Dal fantacalcio alla fantapolitica? Luciano, lascia perdere le previsioni, anche perché le tue sono ampiamente fuori tiro. Non c’é alcun bisogno di ulteriori liste civiche! C’é bisogno, invece, di descrivere la politica locale. C’é bisogno di luoghi di dibattito vero (sempre più assenti dentro ai partiti). C’é bisogno di luoghi di “socializzazione” della politica, di “ricostruzione” di processi decisionali contorti e complessi (il progetto del “Teatro Fabbri” nasce più di dieci anni fa, quando era sindaco Quartieri! Chi mai racconterà questa storia?), di contrasto alla “propaganda” a cui troppo spesso si adagiano amministrazione e partiti. C’é bisogno di luoghi e meccanismi di formazione di persone disposte ad impegnarsi in politica (potenziali future classi dirigenti?). C’é bisogno di “critica” vera, così da sottrarre la politica alla sola propaganda! Di questo c’é bisogno. Se AmareVignola può dare un CONTRIBUTO a tutto ciò io sono assai felice. Ed è la cosa che mi interessa davvero. Per il resto ho 14 anni di impegno amministrativo sulle spalle (1995-2009). Lo reputo sufficiente.

  7. paolo ha detto:

    Alla Ricerca del Buon Senso Perduto
    Dopo gli interventi di Luciano e Andrea dello scorso 9 Settembre sono stimolato a fare alcune considerazioni.

    Le Elezioni Comunali di Zocca 2011
    Luciano vede questa scadenza come vero banco di prova simbolico del PD perchè la destra potrebbe vincere e nominare un nuovo Sindaco come Sassuolo. Non penso proprio che siano due esperienze da paragonare, vuoi per le dimensioni e vuoi per le problematiche presenti nelle due realtà. L’unica cosa che potrà far sì che il Pd e le altre forze del Centro Sinistra possano mantenere l’Amministrazione di Zocca sarà quella di avviare un percorso di dialogo e confronto con i cittadini e le realtà Socio Economiche dove dare un giudizio concreto
    sui risultati della precedente Amministrazione, costruire un programma delle cose da fare su quel territorio e costruire una Lista ed un Candidato a Sindaco che si impegni a realizzare quel programma. Sembrano cose scontate ma se guardiamo l’esperienza delle Amministrative di Vignola dello scorso anno di tutto ciò, nel concreto, non è stato fatto nulla!!!!

    PD Partito degli Eletti?!?
    La considerazione svolta da Andrea:
    “il “big bang democratico” del 2007 ha portato ad un po’ di rinnovamento nelle fila del partito, ma dopo tutto si è fermato. Anzi, è iniziata la diaspora, come è stato documentato in termini elettorali ed in termini di iscritti. E’ iniziata una fase di riflusso, e non si vede nulla, in quanto sta facendo il PD, per invertire la rotta. Il ruolo dei militanti è ridimensionato. Non servono ad elaborare idee, visioni del futuro, proposte per il territorio. Questa funzione è svolta esclusivamente da chi sta nelle istituzioni (sindaci ed assessori, se bravi – cosa nient’affatto scontata, come evidenzia la realtà vignolese). Servono invece prevalentemente come macchina da propaganda, come reti di relazioni, come “forza-lavoro” volontaria per le feste. Questa divisione del lavoro – che c’é sempre stata – è oggi, se possibile, ancora più accentuata.”
    Bene questa considerazione di Andrea è quella che più si addice alla realtà di Vignola.
    Il prossimo 21 Settembre il Pd dei Comuni di Vignola, Savignano, Marano e Spilamberto e il Gruppo Consiliare dell’Unione Terre di Castelli organizzano un Incontro sul Tema: “Uscire dalla Crisi,Rilanciare L’Economia Le Proposte del Pd per Un Nuovo Patto Sociale”. Spero di essere smentito,ma questa potrebbe essere l’ennesima passerella per gli “ELETTI” di turno del Pd che si ferma alle classiche dichiarazioni di intenti ma che non diventano sostanza, agire politico sui temi concreti che ogni giorno vivono i lavoratori, gli artigiani,le imprese i commercianti.

    Il Buon Senso e’ Perduto?
    Quando mi riferisco al Buon Senso Perduto mi riferisco a quelle pratiche che sia i Bravi Amministratori e Dirigenti dei Partiti svolgevano nel passato. Ovvero rispetto a un Grande Progetto o alle Linee guida sullo sviluppo della Città partivano sì da una propria idea,ma avevano l’intelligenza di andare a confrontarsi con la Società Civile nelle sue varie articolazioni per sondarne gli umori, raccogliere suggeriemti e anche le critiche e solo dopo avanzare una proposta sintesi di questi confronti. Chiaramente questo era un lavoro più lungo, faticoso, snervante ma di sicuro otteneva dei risultati migliori
    e soprattutto maggiormente condivisi. Quello che il Pd e il Centro Sinistra dovrebbe ritrovare è questo Buon Senso! Ne sarà capace? Solo i Fatti e il Tempo ci daranno risposta.

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