Salviamo i tigli di Via Barella! Una petizione online

La riqualificazione di via Barella, la sistemazione del marciapiede e della sede stradale è possibile anche senza abbattere gli alberi! Insomma, si può sistemare la strada, come promesso da tempo ai residenti ed ai cittadini vignolesi, salvando i tigli! Con l’eccezione dei 2 o 3 che debbono essere abbattutti per “ragioni di salute”. Per chiedere al sindaco di Vignola Daria Denti di cambiare il progetto e di salvare gli alberi è stata lanciata una petizione online. Se ritieni che la qualità della vita in città dipenda anche dal verde pubblico firma la petizione! Aiutaci a salvare i tigli di via Barella! Ecco il link alla petizione:

Salviamo i tigli di Via Barella!

Via Barella: su un lato i 27 tigli da salvare (foto del 4 agosto 2010)

Qua tutti i post che ricostruiscono la storia, in questi mesi, del progetto di Via Barella (vedi). Dove si spiega perché è possibile salvare gli alberi e sistemare la strada ed il marciapiede. E dove si spiega perché il percorso “via della Partecipazione” è stato gestito in modo maldestro, soprattutto per la mancanza di coerenza tra le conclusioni dei cittadini (“salvare il più possibile gli alberi”) e le scelte compiute dall’amministrazione (eliminazione totale dei 27 tigli di via Barella)!

6 Responses to Salviamo i tigli di Via Barella! Una petizione online

  1. sergio sme ha detto:

    LA cosa squallida è che sia via Barella che via Libertà non godono di una men che minima manutenzione; cosa che induce i cittadini a vivere il verde come ostico e nemico. Ovviamente il perdurare di questa situazione fa sì che la gente desideri l’abbattimento degli alberi…per poi un domani rimpiangerli (a mio avviso)

  2. alda ha detto:

    sono contraria all’abbattimento degli alberi ma favorevole alla corretta manutenzione.Si può valutare ogni singolo caso, però mi pare che a Vignola ormai sia diventata una moda inutile e dispendiosa.

  3. Lorenzo Paluan ha detto:

    Ciao!
    A Carpi cittadini, associazioni ambientaliste e (modestamente) consiglieri di opposizione, siamo appena riusciti a far rinsavire (o almeno far ridiscutere) un analogo progetto che prevedeva il taglio dell’alberatura in uno dei nostri viali storici per farci passare una ciclabile.
    Le alternative esistono sempre e mobilitarsi paga!
    Un po’ di storia su com’è andata la questione la trovate sul blog http://www.lorenzopaluan.net
    A proposito, visto la comunanza di temi e approcci, vi ho linkato, spero non vi dispiaccia.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Lorenzo, ho letto della vicenda carpigiana sui quotidiani locali. C’é indubbiamente bisogno di promuovere una maggiore attenzione sul verde urbano da parte delle amministrazioni comunali e dei cittadini. Ogni iniziativa che va in questa direzione è utile. Ben venga dunque ogni collegamento con chi ci lavora nelle diverse realtà. Buon lavoro!

  4. sergio sme ha detto:

    Adesso salta fuori che anche i 5 tigli della rotonda che sono stati risistemati sono in sofferenza (parole del sig. Montanari) … allora mettiamoci d’accordo. Prima cosa: chi ha fatto quel lavoro 5 anni fa dovrebbe assumersi la responsabilità dell’inutilità, dell’ errore e dei costi di quell’intervento e/o rimborsare, almeno moralmente, i residenti e i cittadini. Come? Almeno chiedendo scusa e non occuparsi più di cose del genere. Secondo: ma allora bisogna tirare giù anche quelli perchè potrebbero essere pericolosi …Terzo: ma cosa stiamo qui a chiamre Antonaroli, Genius Loci, i residenti, i cittadini … Qui c’è qualcuno che perde tempo e soldi per poi AVER GIA’ DECISO da tempo …
    Perchè qui: si fanno le pavimentazioni del centro storico due o tre volte … si fanno le piazze con le fontane … poi bisogna aggiungere la sicurezza e recintarle … si sistemano le piante … poi non andava bene fare come è stato fatto. Ma ci sono dei nomi, degli esperti, degli architetti, dei sindaci e degli assessori che fanno sta roba o … siamo NOI in cerca di visibilità?

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Sergio, la vicenda di via Barella (e via Libertà), inclusa l’esperienza di “Via della Partecipazione”, meriterebbe davvero un libro! Ne abbiamo viste di tutti i colori. Faccio una rassegna veloce. (1) L’amministrazione sceglie i consulenti di Genius Loci senza avere consapevolezza del “pacchetto” che acquistavano. Non tutta la “partecipazione” è uguale. C’é la negoziazione creativa, il referendum, la democrazia deliberativa nelle sue diverse forme, ecc. Perché sia stata fatta quella scelta nessuno lo sa. E non è mai stato detto. Non lo sanno neppure loro. (2) “Via della Partecipazione” non tratta tutte le questioni. Alcune le rimanda. Non se ne occuperanno i cittadini, ma la sola amministrazione comunale. I cittadini chiedono alcune cose (su via Barella: condurre un’analisi albero per albero alla ricerca di soluzioni ALTERNATIVE all’abbattimento), l’amministrazione ne fa delle altre. Tutta la discussione è falsata dalla mancanza di dati “tecnici” essenziali: come stanno gli alberi? è possibile condurre l’intervento senza abbatterli? Tutto il lavoro di quasi tre mesi è condotto COME SE fosse possibile salvare gli alberi. Alla fine è questo che i cittadini chiedono. Solo dopo salta fuori che NON SAREBBE possibile (così dice l’amministrazione comunale, dicono i suoi tecnici ed il consulente Antonaroli). Ho detto e ribadisco che la conduzione del progetto “partecipativo” (sic!) è stato MALDESTRO. Qualcuno se ne vuole assumere la responsabilità? In un incontro faccia a faccia il vicesindaco ha ammesso “sbavature”. Sbavature grandi come una casa, aggiungo io. (3) Non ho ancora capito se Montanari è colui che ha gestito questo progetto o se lui è una “vittima”. Vittima, ad esempio, dell’ufficio stampa del Comune. Perché la decisione di tagliare tutti i 27 tigli di via Barella è stata presentata nei comunicati stampa dell’amministrazione COME SE fosse pienamente coerente con il risultato del percorso partecipativo! Ma dai!!! Come si fa? Bisogna aver proprio paura a chiamare le cose con il proprio nome! L’amministrazione è ovviamente legittimata a fare ciò che ritiene più opportuno, dunque anche a tagliare gli alberi, ci mancherebbe! Ma dire che il taglio dei 27 tigli è coerente con il risultato di “via della Partecipazione” è la più grossa bufala immaginabile! Visto che UNO dei quattro principi-guida era: salvare il più possibile gli alberi. Qui ne abbiamo sentite di tutti i colori! Il vicesindaco Montanari è arrivato ad affermare, in consiglio comunale, che questo principio andava inteso come mantenere comunque degli alberi (anche ripiantati), non come salvare QUEGLI alberi! Insomma, i cittadini non conoscerebbero neppure il senso delle loro parole! E’ a fronte di questo modo di fare che uno si sente preso in giro! E non basta! (4) Erio Ricchi, residente in via Barella, organizza la prima festa dei tigli e presenta una petizione per salvarli raccogliendo più di 100 firme. L’11 agosto “Modena Qui” riporta le dichiarazioni del vicesindaco Montanari: “Nessuno dei residenti di via Barella si oppone più al taglio perché é chiaro a tutti che non si può fare altrimenti.” Non che Montanari non sappia di Erio Ricchi e di altri residenti contrari all’abbattimento degli alberi! Ci ha discusso più volte! Perché allora negare la realtà? Perché raccontare balle? Tra coloro che hanno firmato la petizione online per salvare i tigli ci sono diversi cittadini che si dichiarano residenti in via Barella. Perché continuare a mistificare la realtà? (5) Montanari ritorna sul tema sulla Gazzetta di Modena di oggi. Dice nel tentativo di giustificarsi: “Non siamo allievi di Attila …”. Nessuno l’ha detto e nessuno lo pensa. Quello che io ed altri pensiamo è che lui ha gestito il percorso partecipativo in modo maldestro. Che quando quello è terminato la questione è stata messa in mano ai tecnici che, senza contraddittorio, hanno ritenuto che la cosa migliore fosse l’abbattimento. E’ stata infine presa quella decisione. E però NON è una decisione ineluttabile. Come sappiamo – basta leggere la perizia Antonaroli del 2 marzo 2010 ed applicarla su via Libertà (ne conseguirebbe il TAGLIO di tutti gli alberi di quella via; ma l’amministrazione in questo caso si è presa la libertà di NON SEGUIRE le indicazioni del tecnico) – anche l’amministrazione “interpreta” gli indirizzi tecnici, non li ESEGUE pedissequamente. Insomma il castello di argomenti tecnici è debole. La volontà dei cittadini disattesa (almeno parzialmente). L’amministrazione non è Attila, ma si è certamente infilata in un vicolo cieco da cui oggi NON VUOLE tornare indietro. (6) Sempre oggi Montanari dichiara: “Il nostro progetto è suffragato da pareri tecnici, mentre i promotori di questa petizione vogliono spostare la questione in ambito politico, forse per avere visibilità.” Io sono UNO dei promotori della petizione online. Della visibilità non me ne frega niente. Piuttosto che occuparmi dei tigli di via Barella e delle dichiarazioni di Montanari preferirei leggere un bel libro, visitare una mostra, fare una passeggiata in campagna. Ma questa è la mia città. E Montanari non ha affatto dimostrato, in questo primo anno di legislatura, a mio parere, di essere un buon amministratore. Dunque mi preoccupo di quello che fa e se ho delle osservazioni non le tengo per me! Io vorrei semplicemente fare il “buon” cittadino, interessato e partecipe. Se fare questo è inteso da Montanari ricercare “visibilità”, si metta il cuore in pace. Io personalmente non vi rinuncerò. Spero, anche per la possibilità di dedicarmi ad altri aspetti della vita (più piacevoli), che non continui a dare a me e ad altri l’occasione di evidenziare le sue incapacità. Già manifestate (oltre che nella vicenda di via Barella/via della Partecipazione) anche nel progetto di sistemazione della stazione ferroviaria da parte di FER Srl – un progetto in cui l’amministrazione comunale ed il vicesindaco Montanari non sono stati in grado di ESIGERE quella qualità che doveva essere richiesta:
    https://amarevignola.wordpress.com/2010/03/28/cosa-succede-alla-stazione-ferroviaria-di-vignola/
    E mi fermo qui.

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