Piantagione teatrale di un parco agricolo a Vignola

Ogni città che si rispetti ha all’origine un atto di fondazione. Un àugure suggerisce il luogo,  il fondatore ne traccia con fermezza i confini, quindi procede all’edificazione. Ogni parco urbano che si rispetti dovrebbe avere all’origine un atto fondativo rituale (o teatrale) come quello compiuto dalla Compagnia Teatrale Koiné oggi, domenica 6 giugno, in occasione della bella festa “Vignola è tempo di ciliegie”. Fondare una città, fondare un grande parco urbano (pur dedicato alla ciliegia) significa condividere una visione. Raccontare ciò che ancora non esiste. Condividere, tramite il racconto, l’impresa con la comunità dei cittadini.

Tra la rocca ed il fiume Panaro, lungo via Zenzano: questa è la zona in cui sorgerà il nuovo parco. In primo piano il canale di San Pietro (foto del 6 giugno 2010)

Bella dunque l’iniziativa dell’amministrazione comunale che si è avvalsa della Compagnia Teatrale Koiné (vedi) per rendere tangibile la visione del nuovo parco urbano, destinato ad accogliere un “ecomuseo della ciliegia”. Un progetto che per la quasi totalità dei vignolesi (ma anche per tanti amministratori!) ha ancora un profilo vago. E che per alcune soluzioni magari non è ancora del tutto convincente. Ma di questo ne parleremo non appena saranno noti i dettagli (ovvero il progetto esecutivo).

Tutti agricoltori biologici oggi! L'eco-guida del parco insegna a piantare il nocciolo di una ciliegia moretta (foto del 6 giugno 2010)

Il parco di Villa Braglia, denominato Parco Città dei bambini e delle bambine sotto l’amministrazione Adani, ha cambiato mission con il passaggio alla nuova amministrazione. E’ divenuto oggetto di dibattito acceso nella campagna elettorale del 2009 per via dei costi elevati (l’ipotesi iniziale prevedeva una spesa complessiva di 3,5 milioni di euro). Con la nuova amministrazione i costi sono stati ridimensionati (1,5 milioni di euro) ed anche i “contenuti” del parco rivisti. E’ singolare che di ciò oggi si sappia ancora davvero poco.

L'area del parco nei pressi dell'ex-macello (sarà il secondo stralcio). Per primo si realizzerà un parcheggio sul lato di via Panaro! (foto del 6 giugno 2010)

La decisione di invertire la sequenza degli interventi – verrà prima realizzato lo stralcio che in origine era posto per secondo, relativo alla parte più vicina a via Panaro (la discesa dello Sgabellatore che prosegue via Bellucci verso le basse vignolesi ed il fiume Panaro) – è stata giustificata con l’esigenza di realizzare un parcheggio (previsto anche nel progetto originario, ma di dimensioni assai contenute). Un parcheggio nel parco? Su questo vi è stato un accenno di dibattito nei mesi scorsi (ho scritto della vicenda in un post dell’1 febbraio scorso: vedi), poi il progetto si è inabissato come un fiume carsico (un’interrogazione sul tema della lista civica Vignola Cambia è ancora in attesa di risposta, nonostante siano passati quasi due mesi!) . Il vicesindaco Mauro Montanari nel presentare il bilancio di previsione per il 2010 aveva giustificato la realizzazione del parcheggio con l’esigenza di “supplire” ai posti auto che verranno a mancare all’ex-mercato nel momento in cui partirà il cantiere per la riqualificazione. Un parcheggio nelle basse di Vignola? Posti auto in campagna al servizio della città? E l’impegno a “non consumare territorio non compromesso”? Oggi l’assessore all’ambiente Mauro Scurani afferma che non saranno più di 50 posti auto (sic!). E per giustificarne la realizzazione ora si ipotizza di trasferire lì il “mercato contadino” (che come tutti i “mercati contadini” dovrebbe invece trovare collocazione nel cuore della città).

"Il minestrone": teatralizzazione del taglio di zucchine, carote, patate & C. a cura della Compagnia Teatrale Koiné (foto del 6 giugno 2010)

Il sindaco vorrebbe dare ad intendere ai cittadini di aver inaugurato una nuova era all’insegna della trasparenza e della partecipazione. L’impressione, invece, è che come troppo spesso succede la partecipazione venga organizzata quando i giochi sono già fatti (o venga organizzata male, come per via Libertà e via Barella: vedi). Vedremo. Intanto nel video si può vedere un brano della descrizione “teatralizzata” dell’intervento presso l’ex-Macello (l’elenco delle spese per la ristrutturazione. I riferimenti alle decisioni del consiglio comunale non sono corretti; plausibilmente si tratta di delibera di giunta). L’edificio sarà ristrutturato per ospitare i “servizi” del parco e per dare l’idea di una coorte agricola “autosufficiente”, con stalla, fienile, due esemplari di “bianca modenese” (anche per il letame), il ricovero attrezzi ed uno spazio-libreria con testi di agronomia. Ci torneremo sopra presto.

Nota. Ad oggi il riconoscimento IGP è stato ottenuto dalla ciliegia di Marostica (vedi). Marostica (non Vignola!) è anche sede dell’Associazione Nazionale Città delle Ciliegie (vedi). Il Consorzio della ciliegia di Vignola, dopo aver un po’ pasticciato, ha nel frattempo rinunciato alla DOP (oggi non più possibile) per perseguire il riconoscimento IGP. Prima o poi ci si arriverà. Su Alfonso Draghetti (agronomo modenese della prima metà del ‘900, più volte citato dalla Compagnia Koiné ed autore del libro Principi di fisiologia dell’azienda agraria, 1948,  ristampato nel 1991 da Edagricole) e la fertilità organica: vedi.

"Il minestrone": teatralizzazione della preparazione con zucchine, carote, patate, cipolle & C. nella piazza di Villa Braglia (foto del 6 giugno 2010)

2 Responses to Piantagione teatrale di un parco agricolo a Vignola

  1. Roberto Adani ha detto:

    In realtà già si trattava fin dal progetto originario di un parco agricolo seppur dedicato ai bambini e all’educazione ambientale. Un primo tema era quello dell’acqua, con una serie di giochi, in cui si evidenziava l’uso dell’acqua sia come forza motrice che come sistema di irrigazione, quindi ruote, paratie e quant’altro, con il recupero del canale storico S.Pietro e questi giochi e il recupero del canale facevano quasi un terzo del costo del primo stralcio, l’altro terzo era la risistemazione del parcheggio di via Zenzano. Avevamo cominciato un confronto interessante sia con slow food che con Koinè per dare al parco il tema del cibo e della sua origine dal lavoro della terra, visto che i bambini pensano ormai che i polli nascano già spellati al supermercato, quindi orti per le scuole, e progetto gestito in collaborazione con fattorie didattiche della zona. Nel ex lavatoio e nel ex macello i laboratori del cibo comprensivi di un ristorante slow di educazione alimentare e valorizzazione dei prodotti tipici e biologici. Poi c’era il tema dei parchi in cui ci si possa sporcare, arrampicare e forse persino cadere, come tutti noi abbiamo fatto giocando in campagna in modo da far crescere dei ragazzi un pò più abituati a rialzarsi dopo una caduta. Forse qualcosa si potrebbe ancora riprendere, lo dico al di là di ogni polemica, solo per non buttare sempre tutto e ricominciare da capo ogni volta. Ciao Roberto

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ecco qualche precisazione. Il progetto presentato da Koinè è sostanzialmente una provocazione per aprire un confronto. Dunque al momento non ci sono delibere di giunta (né tantomeno di consiglio) relative al progetto esecutivo, di nessuno dei due stralci previsti. Pertanto anche il “preventivo” (per complessivi 150.000 euro) è … fiction. In merito al dimensionamento del parcheggio non vi sono ancora indicazioni precise. Anche un’interrogazione presentata in merito dalla lista civica Vignola Cambia non ha avuto una risposta precisa (il quesito riguardava il ragionamento dell’amministrazione in merito al dimensionamento, ovvero: perché 50 piuttosto che 30 piuttosto che 10 posti auto?). Il riferimento ai 50 posti auto dell’assessore Scurani era dunque riferito al vecchio progetto dell’amministrazione Adani. Rimango convinto che non sia una buona idea decentrare il “mercato contadino”, portandolo fuori da centro urbano. I mercati debbono stare in città. Forse non è facile trovare una collocazione che risponda ai necessari requisiti (anche igienico-sanitari), ma se si crede nel progetto questa deve essere trovata nel contesto urbano. Bisogna, per così dire, che i cittadini ci inciampino contro. Per quanto riguarda l’indicazione di Roberto Adani in merito al “recupero” del Canale di San Pietro essa è assolutamente condivisibile. Anche la rete dei canali medioevali sta bene restituita all’evidenza, certo per altre finalità. Oggi per percorsi di svago (in aggiunta alla funzione di irrigazione). Una bel percorso ciclabile lungo il canale sarebbe una gran cosa.

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