Quando gli amministratori fanno flop. Misurare la performance in politica

Nella seduta consiliare dello scorso 25 maggio l’assessore alla formazione ed al sociale del Comune di Vignola ha riferito del progetto Piedibus, il progetto di accompagnamento collettivo a scuola a piedi di alunni del plesso elementare G.Mazzini. Il progetto ha preso il via sperimentalmente il 3 maggio con un discreto successo in termini di adesioni. Ma dal punto di vista organizzativo è stato un flop. Le adesioni “teoriche” dei volontari-accompagnatori (genitori, nonni, parenti) non si sono tradotte in una presenza effettiva, per cui per l’accompagnamento dei bambini si è dovuto ricorrere a personale comunale o ad assessori! Va dato merito all’assessore alla formazione ed al vicesindaco di essersi prestati a fare da volontari-accompagnatori. Un gesto che magari accrescerà anche le simpatie dei cittadini vignolesi nei loro confronti. Ma sta di fatto che un progetto non certo complesso come quello del Piedibus, per un aspetto importante ha fatto flop. Forse già gli ultimi giorni di questa “fase sperimentale” potranno essere introdotti correttivi. Probabilmente a settembre il Piedibus partirà perfettamente funzionante. Io me lo auguro, perché il progetto va nella giusta direzione: quella di contribuire a cambiare i comportamenti dei cittadini per renderli socialmente ed ambientalmente più attenti. Ma questo episodio fa emergere in modo chiaro – se evitiamo di cancellare troppo frettolosamente l’episodio attribuendone la responsabilità tutta alle “forze” esterne (genitori che hanno dato una disponibilità teorica, ma non una presenza reale) – un problema di performance, un problema di capacità di portare a compimento un progetto peraltro solo minimamente complesso. Se fa flop l’organizzazione del Piedibus, cosa dobbiamo attenderci per progetti assai più complessi come il dimensionamento e la realizzazione del nuovo Polo Scolastico, per la riqualificazione dell’ex-mercato ortofrutticolo, per le azioni di marketing territoriale o per il nuovo PSC?

La fermata del Piedibus in viale Trento e Trieste (foto dell'8 maggio 2010)

[1] L’episodio del Piedibus non è affatto isolato. Altri ce ne sono stati in questo primo quasi-anno dell’amministrazione Denti. Cito quelli di cui sono stato testimone diretto. Un caso particolarmente eclatante è stato quello del “bilancio partecipativo”. Uso questa espressione, sebbene impropria (ma è ripresa da un comunicato stampa dell’amministrazione), per riferirmi al ciclo dei 6 incontri con i cittadini nei diversi quartieri della città per illustrare e discutere il bilancio di previsione 2010. Anche in quel caso è stato un flop. Manifesti affissi all’ultimo minuto, informazione tardiva anche sul web, nessun materiale informativo distribuito ai partecipanti – insomma una organizzazione assolutamente scadente. Non più di 67 cittadini hanno partecipato complessivamente ai 6 incontri nei quartieri (vedi) – maggiore è stato il numero dei partecipanti ad un unico incontro “partecipativo” organizzato dalla lista di cittadini Vignola Cambia sulle stesse tematiche (vedi)! Un risultato assolutamente insoddisfacente anche per l’amministrazione stessa che ha dunque organizzato un incontro “di recupero” dieci giorni dopo. Ed anche qui non è che il progetto del coinvolgimento di un po’ di città fosse particolarmente complesso. Sarebbe bastato informare per tempo, mobilitare le realtà associative, far capire che la “posta in gioco valeva la pena” (ovvero che partecipare poteva fare la differenza per il quartiere: un’opera in più, una diversa allocazione di risorse, ecc.). Nulla di tutto ciò è stato fatto. Il risultato è stato un flop.

Sempre in tema di partecipazione un flop più eclatante è stato quello del progetto “Via della partecipazione”, il percorso di progettazione partecipata degli interventi di sistemazione di via Barella e via Libertà (vedi). Qui un po’ più di complessità c’era. C’era da scegliere una società di consulenza (e qui l’amministrazione ha dimostrato di non aver chiaro il profilo teorico-metodologico dei consulenti a cui si affidava, visto che di “modelli partecipativi” ce ne sono parecchi) (vedi). C’era da prendere una decisione sull’acquisizione di una perizia tecnica (e qui, sbagliando, si è deciso di farlo a percorso partecipativo chiuso, impedendo così ai cittadini di valutare la perizia “tecnica” ed eventualmente di contro-argomentare). C’era infine da tradurre “operativamente” le indicazioni emerse dai cittadini in soluzioni progettuali coerenti (ed anche su questo è stato fatto un “pasticcio”: vedi). Una gestione – politica innanzitutto – maldestra e finanche manipolatoria (vedi). Insomma, anche qui un flop.

I manifesti dell'incontro di "recupero" con i cittadini sul bilancio 2010 (foto del 12 dicembre 2009)

[2] I tre casi citati – Piedibus, “bilancio partecipativo”, “via della Partecipazione” – possono essere interpretati come variante di una stessa “sindrome”. L’intenzione è buona, condivisibile. Il risultato no. C’è uno scarto evidente tra l’idea (buona, anche se non sempre chiara) e la capacità di realizzarla, di metterla in pratica. Fatto che evidenzia l’esistenza di un problema di capacità. Qualcuno vorrebbe giustificare queste (in)esperienze precisando che si è trattato della “prima volta”. Come se il poter dire “ci abbiamo provato” fosse sufficiente. Ribadisco che questi sono progetti a “bassa complessità” per un amministratore. Se si fallisce con questi! Qualcuno pur di non ammettere che c’è un problema di “capacità”, esprime intanto apprezzamento per le intenzioni. Ma se fossero sufficienti le buone intenzioni Vignola sarebbe ancora il paese delle ciliegie, in campagna non sarebbe diffusa “villettopoli” (vedi), il centro storico sarebbe uno splendore (vedi), la Strada dei vini e dei sapori avrebbe davvero prodotto un pezzo di economia aggiuntiva anziché qualche centinaio di migliaia di euro di debiti (vedi), alla SIPE avremmo in funzione da tempo un “parco tecnologico”. Possiamo accontentarci delle intenzioni, anziché dei risultati, in politica? Evidentemente no.

Incontro di presentazione e discussione dei progetti di via Libertà e via Barella. Ma non si era detto di fare il possibile per salvare gli alberi? (foto del 25 novembre 2009)

[3] Un quarto caso, quello per me più grave, riguarda i lavori in corso per l’ammodernamento della stazione ferroviaria di Vignola (vedi). Il progetto di FER Srl, l’azienda regionale che gestisce la ferrovia, presenta due aspetti “penalizzanti”. Due cadute di qualità. In primo luogo il I° binario, quello più vicino alla palazzina viaggiatori, verrà usato non per il servizio passeggeri, ma per il deposito e la sosta di treni e/o carrozze. Sarebbe bastato abbassare il piano dei binari per portare lì il servizio passeggeri. In secondo luogo nella palazzina viaggiatori (l’edificio “stazione”) una parte degli spazi a piano terra saranno destinati all’impiantistica, anziché essere usati per attività sociali, di servizio o commerciali. Tra l’altro questa soluzione ha impedito all’amministrazione comunale di destinare il primo piano della palazzina all’AVIS cittadina (a cui era stato prospettato come sede), a causa delle interferenze che l’impiantistica elettrica ferroviaria determina sulle apparecchiature elettromedicali. Ora un progetto di qualità doveva prevedere di tenere fuori l’impiantistica dalla palazzina. Sarebbe stato sufficiente costruire uno scatolone di cemento cento metri più in là. Certo, il progetto attuale garantirà comunque le funzionalità per cui è stato pensato, in termini di movimentazione di treni. Dunque soddisfa FER, che non deve aggiungere risorse per realizzare un intervento funzionale ma qualitativamente migliore. Soddisfa meno la città di Vignola, visto che la qualità complessiva dell’intervento risulterà abbassata dalle due soluzioni adottate. Ma questo è un intervento di grande importanza per Vignola. La stazione è infatti una delle “porte” di accesso alla città. Ed in futuro, diciamo dal 2013, con i nuovi treni elettrici, sarà usata molto di più rispetto ad oggi (perlomeno questo è l’obiettivo). Peccato che questa “porta” di accesso non sarà di qualità per i due handicap ricordati. Non è un flop in senso stretto del termine, ma una grave incapacità di vedere, richiedere ed ottenere il massimo di qualità per questo intervento. Bisognava, cioè, avere capacità di visione. E capacità di negoziare con FER. L’amministrazione comunale, invece, non ha neppure percepito il problema!

Lavori di sistemazione della stazione ferroviaria: un intervento con qualche handicap qualitativo (foto del 7 aprile 2010)

[4] Dobbiamo considerare irriverenti queste argomentazioni critiche verso l’amministrazione Denti e singoli assessori? Dobbiamo fermarci davanti al riconoscimento dell’impegno che una persona mette nel ruolo di amministratore (un ruolo a cui è stata chiamata e che ha accettato di ricoprire)? E se in mezzo ci fosse qualche brocco? (Terminologia assai poco scientifica e – questa sì – un poco irriverente, ma almeno ci intendiamo). Se l’impegno – che pure va riconosciuto, quando c’è – non fosse sufficiente? Se ci fosse davvero un problema di qualità? Di capacità?

Penso che sarebbe saggio se da più parti si iniziasse a ragionare sul come una collettività può formulare un giudizio equilibrato ed oggettivo sui suoi amministratori (sulla base di quali conoscenze, di quali “standard”). Me lo pongo da quando ho fatto l’esperienza della scarsa qualità di qualche amministratore vignolese – cosa che è avvenuta nella seconda legislatura del sindaco Adani (ho una conoscenza della storia amministrativa di Vignola che parte dal 1995). E’ bene infatti ricordare che all’incirca a metà della legislatura scorsa – si era ad ottobre 2006 – due assessori sono stati “sfiduciati” proprio in seguito ad una valutazione negativa del loro operato da parte del sindaco. Sono vicende che ho ripercorso brevemente in occasione della campagna elettorale del 2009, visto che tanto Morselli (vedi), quanto Orlando (vedi) si erano candidati a sindaco di Vignola. La revoca dell’incarico di assessore è stata per entrambi motivata dal mancato raggiungimento di obiettivi importanti. Una questione di impegno o di capacità. O di entrambi i fattori. Ma quello che in quel caso è avvenuto in modo esplicito – grazie però soltanto ad un forte conflitto “politico” in atto – in moltissimi altri casi rimane latente. Valutare la performance di un amministratore o di un’intera amministrazione è cosa tutt’altro che semplice (occorrerebbe un metodo). Ed i meccanismi di difesa delle forze politiche per il proprio personale scattano anche quando il livello è particolarmente basso. D’altro canto bisognerebbe anche riconoscere – e qui un po’ di onestà intellettuale e di consapevolezza potrebbe aiutare – che non ci si inventa amministratori capaci. Qualcuno può essere dotato naturalmente più di qualcun altro. Ma in genere questo non basta. Qualcuno può essere alle prime armi con la politica, ma magari svolge una professione che presenta “affinità elettive” con il fare politica o l’amministrare (capacità di visione, capacità di analisi di problemi complessi, capacità di relazione, capacità di ricercare la soluzione e di individuare i giusti collaboratori, i “portatori” di soluzioni, ecc.). E questo un buon aiuto lo dà. Ma questi ingredienti sono certamente aiutati a “produrre il meglio” se si ha alle spalle un po’ di esperienza “formativa” nel campo della politica locale. Esperienza formativa alla visione e conoscenza dei problemi, che si può fare in un partito (cosa sempre più rara), o che si può fare in altri contesti (oggi assai più probabile). Ma che si deve fare. Altrimenti si finisce con il fare l’amministratore delle buone intenzioni, a cui però non seguono i risultati. O l’amministratore guidato dai propri tecnici (ed incapace di vedere ciò che essi, da tecnici, non vedono). Non ne abbiamo forse qualche prova?

Annunci

One Response to Quando gli amministratori fanno flop. Misurare la performance in politica

  1. Luciano Credi ha detto:

    Quando gli amministratori fanno flop.

    Credo che gli attuali amministratori di Vignola, per una serie di motivi faranno sempre parzialmente flop, a livello di coinvolgimento dei cittadini; questo non vuol che, per forza di cose non siano in grado di fare cose buone.
    Inanzitutto io criticai in modo deciso la scelta di questi assessori con l’attuale sindaco in cui siamo rimasti in cordiali rapporti, dopo che il mio intervento da candidato consigliere per la sua coalizione era stato determinatissimo(in quanto la campagna elettorale ha anche retroscena politiche giovanili passate, di anni addietro, ed io che come rappresentante d’istituto di allora, dove in media prendevo 250 preferenze, ero uno degli studenti di quella sinistra giovanile, insomma avevo rapporti di dialogo con tutte le forze giovanile e sapevo dove mettere le mani in tutte le direzioni destra/sinistra/centro, insomma ho addoperato l’esperienza di 15 anni prima per la campagna del 2009) ma a vittoria avvenuta non fui interpellato per la scelta degli assessori.
    Il motivo fu semplice inanzitutto si è preferito coinvolgere personalità con una personalità meno forte in modo da non ombreggiare nessuno, oppure assessori da faccia da cartolina (cosa che Fiorini non avrebbe mai fatto, non avrebbe avuto nessun timore a mettere persone dal forte coinvolgimento in ambito locale in termini dialettali, piuttosto che mettere il nonnetto del mulino bianco o il ragazzo che tutte le mamme vorrebbero come genero, o la brava ragazza che ha l’immagine dell’infermierina).
    Io malgrado che abbia fatto studi universitari molto seri, anche all’estero, in ambito locale sono stato un pò un fans del Vasco(l’ho conosciuto ho fatto l’obiettore a Zocca, la cugina del Vasco ha tenuto a cresima mia sorella…) quindi ero un ragazzo (ora sono nella fascia 30-40 anni) da discoteca e quindi insomma con quell’immagine anche simpatica, con cui tutti vogliono fare due chiacchere però per motivi d’interesse si vuole ridurlo ad una persona superficiale… quando hanno bisogno di farsi vedere rock mi hanno utilizzato poi quando devono recitare di essere “in” il mio “curriculum” a Vignola è ridotto a spazzatura (debbo dire che anche se siamo distanti politicamente, contrariamente Fiorini mi ha riconosciuto diverse volte per quel poco che ci conosciamo, anche i miei meriti).
    Quello che voglio dire è che l’amministrazione è fatta da persone che non sono state particolarmente coinvolte nella campagna elettorale 2009, quindi con l’immagine non segnata dalle offese reciproche avvenute dalla chiassosa campagna dell’anno passato, sono persone dall’aspetto neutrale, quindi…
    Questa è stata una scelta politica che ora rispetto e debbo anche dire che sono persone, molto gamba gli attuali assessori, che possono fare anche molto, però non si può domandargli di essere capace di coinvolgere gente come avrei fatto io(sono stato anche responsabile stampa per navigatori satellitari ad eventi mediatici come MOTORSHOW Bologna 200-…).
    L’unica cosa che chiedo a questi assessori di non fare quelli aperti al pubblico, facciano le persone serie come in realtà lo sono, ma in ambito vignolese (cosa che ora non mi permetterei mai di fare nei miei attuali impegni di lavoro, ricerca, studio…fuori Vignola)il Vasco lo lascino fare a me, i cocktails all’Aquerello li lascino bere a me, in cui mi piace fare due chicchiere in termini dialettali, parlando di donne, motori… e musica rock). Insomma chiedo solo che gli attuali assessori non indossino a convenienza i vestiti degli altri, facciano la figura delle persone da cartolina mulino bianco.
    Anche se so che è una cosa che stona, è come andare in campagna con i tacchi a spillo o le scarpe lucidate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: