Via Barella for dummies

Ieri ho avuto una discussione accesa con il vicesindaco Mauro Montanari sulla vicenda di via Barella (l’abbattimento dei 27 tigli –  vedi – che inizierà da domani, 24 maggio). Mi ero fermato un attimo al banchetto per la raccolta firme sul referendum – presente a Vignola grazie al lavoro della lista di cittadini Vignola Cambia. E’ stato un incontro casuale, lui passava di lì ed Erio Ricchi, residente in via Barella, l’ha fermato. Ne è scaturita una discussione accesa. Mauro Montanari è persona seria. Ma nel corso della discussione ho capito che non ci intendiamo. Lui è convinto che l’amministrazione comunale abbia seguito un solo principio: “Fa la cosa giusta!”. Io sono convinto che le cose non stiano affatto così. Sono convinto che la partecipazione dei cittadini alla progettazione di via Barella e via Libertà – “Via della partecipazione” (vedi) – sia stata gestita in modo maldestro e finanche manipolatorio (vedi). Montanari ha riconosciuto l’esistenza di “qualche sbavatura” sull’esperienza di partecipazione. Ma su via Barella è convinto che non ci sia altra strada che l’abbattimento degli alberi, i 27 tigli. Sull’argomento ho scritto diversi post. Forse ho scritto cose troppo lunghe. Forse ho scritto cose troppo articolate, troppo sofisticate. Forse ho scritto troppo e dunque ogni osservazione che faccio viene intesa come un intervento di chi “rompe i coglioni”. Vorrei però compiere un ultimo (disperato?) tentativo, nell’intento di “intendersi”. Anche perché ne va della credibilità dei “percorsi partecipativi” su cui sembra che l’amministrazione comunale voglia spendersi in questa legislatura. Insomma, voglio provare a scrivere un post terra-terra, una volta tanto. “Via Barella expliqué aux enfants” – come direbbe Lyotard. O “via Barella for dummies”, secondo lo stile della manualistica d’oggigiorno.

Via Barella nei pressi di via per Sassuolo: i tre tigli che si vedono nella foto hanno già subito, più di 5 anni fa, un intervento di sistemazione del marciapiede, ma sono ancora in buona salute. Ecco perché è lecito dubitare della necessità di abbattere tutti i 27 tigli della via per sistemare il marciapiede! (foto del 31 ottobre 2009)


L’antefatto. Per giustificare l’abbattimento dei 27 tigli di via Barella il vicesindaco Montanari “si appiglia” ad una perizia dell’agronomo Riccardo Antonaroli del 2 marzo scorso. Antonaroli dice che 2 dei 27 tigli di via Barella vanno abbattuti per ragioni di salute. Su questo siamo tutti d’accordo. Il contendere riguarda gli altri 25. Antonaroli scrive che l’esecuzione dei lavori di scavo previsti per il progetto di riqualificazione di via Barella comporterà la recisione di “radici portanti”. Le opere previste comporteranno il taglio o la lesione di “una rilevante quantità di radici, tanto d’assorbinento che strutturali”. Conseguenza: “Il rischio di schianto e caduta di tutti gli alberi coinvolti diverrà, perciò, elevato o molto elevato.” Meglio dunque prescrivere “l’immediato abbattimento delle piante”.

I tigli di via Barella, in prossimità a via per Sassuolo. Testimoniano della possibilità di sistemare il marciapiede e di salvaguardare gli alberi! (foto del 31 ottobre 2009)

Divergenze. Non io – che non ho competenze in materia – ma chi se ne intende di più (Erio Ricchi, Stefano Corazza, ecc.) contesta la perizia di Antonaroli. A me sono comunque chiarissime alcune cose. Che mi sembrano sufficienti per gettare dubbi sulla perizia di Antonaroli (che suona, per così dire, un po’ affrettata). E vorrei richiamare l’attenzione su queste. Qui di seguito una versione sintetica dei 3 quesiti su cui un’amministrazione comunale seria si confronterebbe. A seguire la versione estesa (che include ulteriori 3 osservazioni su “via della Partecipazione”).

1.    All’inizio del 2009 il progetto di risistemazione di via Barella non prevedeva l’abbattimento dei 27 tigli. I progettisti ritenevano evidentemente che il rifacimento del marciapiede fosse compatibile con la salvaguardia degli alberi. Tutti cretini?
2.    In via della Pace è stato risistemato il marciapiede senza bisogno di abbattere gli alberi. Perché in via Barella no?
3.    Nel tratto di via Barella più vicino a via Per Sassuolo il marciapiede è già stato rifatto (più di 5 anni fa, quando si è realizzata la mini-rotatoria). I 4 tigli coinvolti non sono stati danneggiati e sono ancora in salute. Non è la prova che quell’intervento può essere esteso a tutta la via salvando gli alberi?

L'imbocco di via Barella da via per Sassuolo. Sulla sinistra i primi 4 tigli dimostrano che è possibile sistemare il marciapiede e salvare gli alberi (foto del 31 ottobre 2009)

[1] Il progetto originario di risistemazione di via Barella presentato dall’amministrazione Adani è uguale a quello di oggi. Solo che non prevedeva l’abbattimento degli alberi. A questa misura si è giunti, infatti, solo dopo un’incontro pubblico in cui i residenti di via Barella hanno richiesto a gran voce il loro abbattimento per i disagi che quegli alberi comportano (foglie da raccogliere, rami non potati che invadono le proprietà private, ecc.). I progettisti del 2009 erano dunque cretini? (NB: Sono gli stessi di oggi). Perché mai pensavano che si potesse sistemare il marciapiede senza bisogno di abbattere gli alberi?
[2] Su altre vie alberate è stato fatto un intervento analogo a quello che si prospetta per via Barella (risistemazione del marciapiede). E non c’è stato bisogno di abbattere gli alberi. Interventi di questo genere sono numerosissimi in tante città. Vengono fatti salvaguardando gli alberi. A Vignola questo è successo in via della Pace, oramai più di 5 anni fa. Caro Vicesindaco questo precedente non ti fa venire qualche dubbio?
[3] Ma la prova decisiva dell’inattendibilità della profezia Nostradamus-Antonaroli sta in via Barella stessa. Infatti quando venne realizzata, oramai più di 5 anni fa, la mini-rotatoria tra via Barella, via per Sassuolo, via della Pace, venne anche rifatto il tratto iniziale del marciapiede di via Barella. In quel tratto di marciapiede “rifatto” ci sono 4 tigli. Nessuno di essi mostra segni di sofferenza. Nessuno si è seccato, schiantato o ribaltato (nonostante l’abbondante nevicata del 10 marzo scorso). Non è questa la prova che anche in via Barella è possibile rifare il marciapiede senza danneggiare gravemente gli alberi?
A me sembra che questi tre argomenti (gli ultimi due in modo inequivocabile) siano sufficienti per arrivare alla conclusione che anche in via Barella l’intervento di riqualificazione (incluso il nuovo marciapiede) può essere fatto senza dover abbattere gli alberi. Che cosa risponde in merito il vicesindaco Mauro Montanari e l’amministrazione tutta?

I tigli di via Barella, nel tratto in cui il marciapiede è già stato risistemato. Perché abbatterli? (foto del 31 ottobre 2009)

Tre osservazioni sul flop di “via della Partecipazione”. Ma non è finita. Perché la vicenda di via Barella (assieme a quella di via Libertà) si inserisce nel progetto di “Via della Partecipazione” (vedi). Ed anche al proposito di ciò ho avanzato numerose ed argomentate osservazioni critiche. Fu vera partecipazione? Così, così. Perché il processo venne condotto in modo maldestro da parte dell’amministrazione comunale. Qui la tengo breve. Le mie osservazioni sono di tre tipi.
[4] La metodologia usata è poco convincente perché non spinge i cittadini a considerare in primo luogo gli interessi collettivi (quelli che riguardano tutti – ci sono anche questi!). Se anziché in termini di processo “deliberativo”, imposto la partecipazione come “negoziazione” – come è stato fatto – è chiaro che legittimo ciascuno ad assumere l’atteggiamento egoistico di difesa dei propri interessi (ne consegue che un albero davanti a casa viene visto come una seccatura). Ma su questo ho scritto già davvero tantissimo (vedi). Forse è un argomento che sfugge agli ingegneri. Pazienza. Gli altri due sono più chiari. A tutti.
[5] Il percorso di “Via della partecipazione” si è concluso con un documento di indirizzi consegnato all’amministrazione. Le indicazioni di quel documento sono state disattese. In modo parziale, ma sono state disattese. Perché le indicazioni scaturite dai cittadini prevedevano di fare il possibile per salvare gli alberi (quelli esistenti, caro vicesindaco!). E perché chiedevano all’amministrazione di cercare di capire perché i residenti chiedessero l’abbattimento e chiedevano che si proponessero “soluzioni alternative” all’abbattimento (es. una manutenzione come si deve!). Questo non solo non è stato fatto. Ma l’amministrazione ha “reinterpretato” a suo piacimento quelle conclusioni (vedi), cercando così di attribuire alle indicazioni emerse da “via della Partecipazione” una decisione (quella dell’abbattimento dei 27 tigli) che non solo non è affatto necessaria, ma è maturata tutta all’interno dell’amministrazione!
[6] Il percorso “Via della Partecipazione” si è svolto dall’1 ottobre al 12 dicembre 2009. Circa un centinaio di cittadini hanno preso parte a presentazioni, dibattiti, simulazioni di progettazione. Hanno però imparato solo a percorso concluso (esattamente il 24 marzo 2010) che elementi indispensabili per formarsi un orientamento razionale sono stati acquisiti, su indicazione dell’amministrazione comunale, solo dopo il termine del progetto! E’ razionale organizzare la partecipazione in questo modo? E’ razionale tenere cento cittadini a discutere e poi, a partecipazione conclusa, tirare fuori la perizia Nostradamus-Antonaroli per dire: gli alberi vanno tutti abbattuti? Toc, toc. C’è qualcuno nel “palazzo d’inverno” che vuole rispondere?

5 Responses to Via Barella for dummies

  1. Antonio Tavoni ha detto:

    Ciao Andrea, questa mattina ero a lavoro e non ho fatto in tempo a passare in via barella, per cui non voglio parlare di cose che non conosco. Leggendo però una mail girata da un’amica che questa mattina era presente all’avvio dei lavori di abbattimento sono incappato in un passaggio che mi ha lasciato un profondo senso di dispiacere, anzi direi di malessere.
    Non entrerò qui nel merito della discussione alberi sì, alberi no. Sicuramente ci tengo però a esprimere il mio disappunto per un percorso decisionale che ho trovato assurdo e (direi volutamente a questo punto) sfiancante per chi ha cercato di seguirlo.
    Ad ogni modo quello che stasera mi colpisce sul tenero sono le parole che sarebbero arrivate da parte di un certo numero di residenti a chi era lì per esprimere la propria contrarietà al taglio degli alberi, in sintesi un bel “tornate a casa vostra”. Momento… casa nostra cos’è? Sono le quattro mura che abbiamo in affitto o in proprietà e di là dalla strada sunt leones? Le cose di tutti in un paese o in una città (alberi, strade, panchine cartelli, vigili urbani, assessori, ecc. ecc.) appartengono forse a un noi (un io) più ristretto in base alla distanza (variabile in caso di assessori e vigili, fissa in caso di alberi, cartelli e panchine)?
    E’ chiaro che in una dimensione di lavori pubblici quello di chi risiede è un parere privilegiato, ma quello che è di tutti è di tutti, perchè questa è la casa di tutti, punto.
    Io giro da ventotto anni per Vignola a piedi, in bicicletta, in macchina, in autobus, devo sentirmi a Varese se vado alla Vescovada? A Tucson, Arizona, se passo per Brodano? A Giacarta se sto al Bettolino? Io abito in centro, ho la strada chiusa più volte all’anno di qualsiasi altro cittadino di Vignola, quando torno con la spesa non so dove mettere la macchina, la sera i locali sono aperti e spesso pieni di ragazzi che fanno casino fino a tardi anche quando hai avuto una giornata nera a lavoro, anche quando prepari la maturità e vasco ti urla nei timpani dal juke box sotto la tua finestra, mi becco continui rifacimenti di pavimentazioni, casino la domenica mattina, eccetera, eccetera, eccetera. Ma non mi metto a dire alla gente che deve tornare a casa sua perchè questa è casa mia! Non faccio striscioni contro chi viene in centro la sera, non sposto i cartelli per parcheggiare, non buco neanche le gomme a chi parcheggia alla boia (occhio che la tentazione è alta…) per andare in trattoria, per entrare in un negozio, per accompagnare a lezione un novello mozart e non fare cento metri a piedi. E’ chiaro che se sto in centro storico questo dovrebbe essere il posto più vissuto di Vignola e mi va bene (escluso un traffico un tantino esagerato e qualche lavoro stradale fatto un po’ così), lo accetto perchè il centro è di tutti i vignolesi e di tutti quelli che se lo vogliono vivere e godere e anche se c’è tanto da fare per migliorarlo i miei “disagi” continui sono in buona parte ripagati.
    Ma allo stesso modo se non mi va bene che vengano tagliati degli alberi in una strada dove passo spesso la sera quando torno a casa (ma sarebbe uguale anche se non ci passassi mai), lo dico, perchè mi riguarda, mi interessa, mi tocca. Se non sono d’accordo con il rifacimento di una strada, di una piazza, con una concessione edilizia, con un qualsiasi accidente che riguarda il mio paese, lo dico forte e chiaro (o anche timidamente, siamo in democrazia). Poi litighiamo, ci azzuffiamo, ci contiamo, ci chiariamo, poi ognuno rimane della sua idea per cui ricominciamo a litigare… però non mi butti fuori dal campo, perchè la maglia ce l’abbiamo tutti e due.
    Dare corda a questa attitudine da bambino bozzolone, da rapporto bancomat, da maggioranza silenziosa (non perchè è seria, lavora e non ha tempo di parlare… ma perchè in fondo non ha niente da dire fino a quando non si sente invasa) è semplicemente cretino e non può che renderci peggiori, noi.

    Voi verrete in piazza coi botti e le bandiere sel’Italia combina qualcosa ai mondiali? ecco, io passerò da via Barella, e non da Tucson, anche il giorno dopo e quello dopo ancora…

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Hai detto delle parole splendide, Antonio. Io di certo non avrei saputo dir meglio. E’ proprio così: “la maglia ce l’abbiamo tutti e due”. Anzi, la “maglia” [da cittadino di questa “città” di provincia a cui nonostante tutto vogliamo bene] ce l’abbiamo tutti. Tutti i 24.579 residenti di questo “paesotto”. Non importa dove sono nati. Non importa in quale via risiedano. Non importa se i nonni ed i bisnonni e gli avi erano vignolesi di sangue vignolese (e non di Tavernelle)! Questa cultura per cui ciò che il singolo difende con i denti è solo il suo giardino, la sua proprietà va assolutamente scardinata. C’é una città che è un bene collettivo. Ci sono piazze, strade, alberi, canali, fiumi, fossi che sono un “bene comune”, un bene della collettività. E di queste cose è fondamentale che si interessi ogni cittadino, dal più importante al più umile! Questa è – sarebbe – una vera comunità.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Dichiarazione del sindaco Daria Denti alla Gazzetta di Modena di oggi, 25 maggio: “Ormai su questa vicenda la politica non c’entra più. Viene infatti contestato lo studio dei tecnici che hanno eseguito la perizia sui tigli. Quindi saranno i tecnici a rispondere alle istanze dei cittadini.” Che dire? Non rimane che invitare il sindaco a ripassare il concetto di responsabilità politica. La politica c’entra, purtroppo. C’entra perché non ha saputo organizzare il percorso partecipativo come si deve. O era un “affare tecnico” anche quello? C’entra perché quando con diverse lettere è stato fatto notare all’amministrazione comunale che all’inizio di via Barella il marciapiede è stato risistemato 5 o 6 anni fa, senza bisogno di abbattere nessuno dei 4 tigli interessati, gli assessori hanno chiuso gli occhi invece di interrogarsi sulla “solidità” della perizia tecnica (smentita dai fatti). C’entra perché mai nessuno dell’amministrazione comunale si è mai premurato, in questi 8 mesi, di ricordare a se stessi ed ai cittadini tutti che gli alberi in città sono beni collettivi, svolgono una funzione di cui beneficiamo tutti. Che non vuol dire che non se ne può abbattere neanche uno, ma che prima di arrivare a tanto bisogna sperimentare ogni strada per salvarli. Insomma la politica c’entra. E se siamo arrivati a questo punto, di una nuova e più radicale “polarizzazione”, è proprio perché la politica non ha saputo fare bene la sua parte. Dispiace davvero dirlo, ma la politica – per essere precisi, i politici locali, gli amministratori locali – ha un problema di qualità. Che scarseggia. Se ne convinca. C’entra. C’entra davvero. C’entra davvero tanto.

  3. erio ricchi ha detto:

    Caro Andrea, sono Erio, ho un’idea che mi frulla in testa da un pò di tempo e precisamente da quando ho letto l’articolo/intervista rilasciato dal Sindaco sulla Gazzetta di Modena di martedì 25 maggio.
    Siccome, come dice Daria “…ormai su questa vicenda la politica non c’entra più…” ho pensato, ispirato da creatività circolanti, di metterla sul livello festaiolo.
    Ho a lungo rimuginato, consultato, confrontato e, visto l’entusiasmo scaturito…E’ DECISO!!!
    Sabato 12 Giugno 2010 dalle ore 17,30 in poi si terrà in Via Barella 213 (cortile e giardino di casa mia)
    la “PRIMA FESTA DEI TIGLI IN FIORE”
    ci sarà da mangiare, da bere, forse un pò di musica, ma sopratutto stare insieme, tante chiacchere, un momento insomma di incontro, relax, confronto, testimonianza, e auspicio di potere ripetere anche la seconda, terza, quarta, ecc. FESTA DEI TIGLI IN FIORE negli anni a venire, dove verranno a festeggiare all’ombra ed al profumo incredibile anche i nostri ragazzi.
    Se l’idea ti intriga spargi la voce; più ci siamo e meglio è.
    Un grosso saluto, Erio.

    SALVIAMO I TIGLI DI VIA BARELLA!!!

  4. sergio sme ha detto:

    sei un grande. non manchero’. ss

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