Buchi nell’acqua. Il PD e i tre referendum

Il PD ha deciso di non aderire alla campagna referendaria sull’acqua. Si limita a “guardare con simpatia” i movimenti che contrastano l’impostazione del governo in tema di acqua, che contrastano cioè la norma che ne dispone la privatizzazione della gestione entro il 2015. “Guarda con simpatia” chi, secondo quanto esso stesso dichiara, sta lanciando … un boomerang. Secondo questa formulazione l’azione referendaria sarebbe dannosa (vedi). Una insinuazione che si affianca a quella un po’ più benevola che afferma che l’azione referendaria è “solo” inutile: “sono 15 anni che il referendum non raggiunge gli obiettivi prefissati” e, oltre a questo, “il referendum per sua stessa natura ha una natura abrogativa, va contro qualcosa e non ha nulla di propositivo”. Già il conciliare questi elementi – il referendum è inutile, il referendum è dannoso, ma ad esso guardiamo con “simpatia” – è cosa impegnativa. Ma il PD vorrebbe anche convincere che la raccolta di un milione di firme per una legge di iniziativa popolare è decisamente più efficace. A qualcuno però non è sfuggito un piccolo particolare: che per l’approvazione di una legge da parte del Parlamento – sia questa una proposta di legge “ordinaria”, sia invece una legge di iniziativa popolare – occorre avere la maggioranza dei parlamentari. Cosa che il PD non ha. Non è stato un fine analista politico a rilevare il fatto. Bensì Zoro! Che in un articoletto godibilissimo su Il Riformista dell’1 maggio scrive: “Però come ricordato più volte da Giggi durante la trasmissione, in Parlamento il PD ha cento parlamentari in meno, ragion per cui, matematica alla mano, ogni progetto di legge presentato dal PD, per quanto ben fatto, sembra destinato a perdere. Esattamente come il referendum, probabilmente più del referendum” (vedi). Un ragionamento che mette una pietra tombale sulla strategia “alternativa” del PD. Amen. Ovviamente nessuno, in casa PD, si premura di replicare a questa osservazione. Secondo una veneranda tradizione – sempre più difficile da perpetuare, in verità – il centro detta la linea. La periferia segue. Anche se gli argomenti a sostegno “della linea” non sembrano essere molto convincenti. In alcuni casi, anzi, si è preferito “oscurare” il tema, come se non ci fosse (nel sito web del PD di Modena una ricerca con il termine “acqua” produce il seguente risultato: “Numero articoli: 0” – vedi; ore 23.58 del 20 maggio).

Fontanella nel Parco degli Gnomi a Brodano. Sarebbe da rivedere la rete delle fontane pubbliche. Per renderle più funzionali ed anche "a misura di bambino" (foto dell'8 maggio 2010)

Ma non è finita qui. Perché Stefano Rodotà, uno degli estensori dei quesiti referendari, ha anche lui buon gioco a rilevare che il fervore di iniziative sull’acqua che si registra negli ultimi due mesi dalle parti del PD hanno una chiara origine nella campagna referendaria. Rodotà osserva che “totale era stata la disattenzione [del PD] di fronte al fatto che in questa materia esisteva già una proposta di legge d’iniziativa popolare firmata da quattrocentomila cittadini” (vedi).

Fontana nel parco "E.Berlinguer" in via Ragazzi del 99 (foto dell'8 maggio 2010)

Ma non è finita neppure qui. Perché una parte crescente del PD non è proprio convinta della bontà della posizione ufficiale, quella dei vertici della “ditta”, per intenderci. E questo si manifesta nel fatto che una parte non trascurabile della “periferia” non è molto propensa a seguire le indicazioni della segreteria nazionale in questa strategia di “indifferenza” (o anche di sola “simpatia”) verso i tre referendum. La base è (un po’) in movimento. Su Facebook è stata attivata la pagina “Anche il PD a favore del referendum sull’acqua pubblica” che oggi conta più di 4.000 aderenti (vedi). Ma non solo la base. Dario Franceschini (ex-segretario del PD) si è dichiarato a favore dei referendum. Anna Finocchiaro (capogruppo del PD alla Camera dei deputati) ha firmato per essi. A Monza, Pavia ed in altre province o città il PD si è pronunciato a favore dei referendum. Così anche in Veneto (vedi). Ma le parole più chiare le ha pronunciate Pippo Civati, consigliere regionale del PD in Lombardia: “Sarei stato per una soluzione più semplice: che si sostenessero i referendum e si precisasse la propria proposta in un breve documento, senza ‘duplicare’ la raccolta di firme” (vedi) A Modena Giulia Morini, consigliera comunale PD, ha proposto in direzione provinciale che a decidere sul referendum siano i singoli circoli locali. Proposta bocciata (vedi la Gazzetta di Modena del 19 maggio). Qui da noi è dunque passata la linea del mantenere la posizione “ufficiale”. Per il resto non si ode voce (non a Vignola, ad esempio). Intanto il comitato promotore dei referendum ha raccolto più di 516.000 firme (vedi). Ed è passato solo il primo mese dei tre a disposizione per la raccolta firme – segno che il tema “muove” sensibilità diffuse. Avendo già oggi raggiunto un numero significativo di firme (ma per raggiungere “quota di sicurezza” ne servono almeno 700.000) è plausibile che i tre referendum sull’acqua vengano messi in calendario per il 2011. Che posizione assumerà allora il PD? Il mio timore è che in ogni caso si sia giocato un pezzo di credibilità. Allontanando da sé un po’ di persone che avrebbero voluto vedere un ruolo più attivo e convinto nella vicenda referendaria. E, probabilmente, non risultando neppure in grado di spiegare in che cosa la propria posizione differisce dal merito dei quesiti referendari. Insomma, buchi nell’acqua.

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5 Responses to Buchi nell’acqua. Il PD e i tre referendum

  1. Chiara ha detto:

    Caro Andrea,
    credo che il problema più importante per il PD dalle nostre parti sia HERA.
    A Vignola il Sindaco, il Vice Sindaco e alcuni consiglieri comunali (in primis Succi) hanno firmato le richieste di referendum proposte dal Forum. Lo stesso Succi si è verbalmente dichiarato d’accordo sulla modifica dello Statuto Comunale da noi proposta e in discussione il 25 maggio (servizio idrico “privo di rilevanza economica”). Se leggi la prima parte dell’odg PD (anche se non si capisce perchè rincorrano sempre le proposte degli altri!?) ci ritrovi, anche se espressi in modo contorto, indiretto, per “relationem”, gli obiettivi del Forum. Le ultime righe, che parlano di HERA, sono state chiaramente “appiccicate” al resto del documento, quasi che non se ne potesse fare a meno, e sono in palese contraddizione con quello che si dice sopra (l’acqua è un bene intrinsecamente privo di rilevanza economica).
    Sono tuttavia convinto che occorra insistere perchè il PD voti la nostra mozione. Non esiste al suo interno una posizione monolitica. A Modena la Morini, come ricordavi anche tu, si è schierata a favore dei referendum. A Vignola Succi ha una posizione netta. Gino Quartieri, pur non firmando, ritiene che si possa ipotizzare uno scorporo del servizio idrico da Hera. Non è possibile che nessuno nel PD locale sia permeabile ai chiarissimi ragionamenti di Mattei espressi l’11 maggio a Vignola, ai ragionamenti di Vendola che parla di alternativa per dare nuova speranza ai cittadini e per tornare in mezzo alla gente, alle costruzioni giuridiche di Rodotà sulla categoria dei “beni comuni” e sull’applicazione dell’art. 43 della Costituzione. Sono prospettive politiche intriganti che coniugano le tre parole d’ordine di Vignola Cambia: DEMOCRAZIA SOLIDARIETA’ AMBIENTE.
    Io sono fiducioso che il PD possa approvare la nostra mozione. E noi potremmo approvare il suo odg se fossero cassate le ultime righe che parlano di HERA. Non tanto per le proposte di istituire delle forme di controllo più efficaci sul suo operato o delle forme di partecipazione nella sua gestione, quanto per l’affermazione, che sottende al ragionamento, che quella di HERA è una gestione che comunque garantisce l’acqua come “bene comune”. Il che non è vero, non foss’altro per il fatto che Hera è una S.P.A., per sua natura (giuridica) volta alla massimizzazione dei profitti al di là e al di sopra di ogni altro obiettivo.
    Ciao Mauro

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Mauro, io non so se lo scorporo della gestione della rete idrica da Hera sia una cosa buona. Certamente il riaffidamento della gestione dell’acquedotto ad ogni singolo comune mi sembra un passo indietro, a meno che non si tratti di un comune montano come Granaglione, dove i 2.200 residenti sono però serviti da qualche decina di reti idriche, chiaramente di dimensioni contenute. L’autosufficienza di un comune montano ci può stare. E per questo è giusto che le leggi regionali garantiscano adeguata flessibilità nella scelta delle soluzioni gestionali. Diverso è per comuni con caratteristiche diverse, come Vignola e la maggior parte di quelli in provincia di Modena. A me sembra – ma la cosa va giustamente documentata – che il passaggio della rete idrica prima a Meta, poi ad Hera abbia migliorato le cose, certamente dal punto di vista degli investimenti per qualificare la rete. Ma ovviamente questo passaggio non ha risolto tutti i problemi e anzi, con l’esternalizzazione, ha posto nuovi problemi di controllo, ad oggi non risolti adeguatamente. Il problema di Hera è che essa è un’azienda che, nel suo modo normale di operare, non si differenzia minimamente da qualsiasi azienda privata, se non per il fatto che il controllo della maggioranza del capitale sociale è in mano agli enti pubblici. Cosa che è indubbiamente una prima garanzia, ma non certo sufficiente. Ad esempio nel rapporto con gli utenti, con le famiglie di Modena e delle altre province della Romagna, io non vedo alcuna innovazione significativa che ne contraddistingua l’essere un’azienda PUBBLICA, rispetto alle altre aziende PRIVATE. Nessuna innovazione significativa. Nulla in termini di democrazia economica. Nulla in termini di cultura di attenzione all’utente-cittadino. Nulla in termini di organismi o momenti di partecipazione per gli utenti. E questo segna anche la mancanza di “cultura politica” del PD (e dei partiti suoi predecessori) che in ciò hanno abbracciato semplicemente una cultura liberista, aziendalista, senza riuscire a capire che forse il fatto che tale azienda fosse PUBBLICA doveva implicare anche un modo NUOVO di relazionarsi con i cittadini-utenti da un lato, con gli amministratori dall’altro.
    Per venire invece al referendum la cosa che mi disturba di più è l’atteggiamento furbesco dei vertici del PD. Da qui l’origine di questo post. Un PD che fino a quando non si è mosso il comitato promotore non ha fatto granché sul tema dell’acqua. Che solo dopo che è iniziata la raccolta delle firme ha proposto una legge di iniziativa popolare. Che non ha avuto il coraggio di dire in modo chiaro, netto, semplice qual é la sua posizione sui tre quesiti referendari, ma allo stesso tempo non ha avuto neppure il coraggio di dire chiaramente di essere in disaccordo con uno o due di essi (da qui l’affermazione che “guardano con simpatia” a chi promuove i referendum …). E’ questo modo furbesco che disturba. Che MI disturba – e lo dico come iscritto al PD! Per quanto riguarda le adesioni a titolo individuale, anche qui qualche osservazione andrebbe fatta. Ci sono circoli del PD che hanno fatto una discussione seria, approfondita sul tema e poi hanno deciso. Interi circoli o intere federazioni hanno espresso l’adesione ai referendum. Io da un partito mi aspetto questo. Se il sindaco firma a titolo individuale, ma non si vuole sporcare le mani aprendo una discussione nel circolo cittadino del PD in cui occupa un ruolo di primo piano io lo vedo per quello che è: l’ennesimo esempio di opportunismo. Non stiamo qui parlando di figure marginali, che non hanno potere all’interno del PD di Vignola. Fare politica seriamente vuol dire testimoniare le proprie convinzioni, senza furberie. Un partito serio dovrebbe avere la CAPACITA’ di discutere, anche a livello locale, e poi decidere. Ribadisco: da altre parti l’hanno fatto. Ora, quando sono state già raccolte più di 500.000 firme, dopo che in un mese c’é stato un successo straordinario di adesioni, mi sembra facile dire firmo anche io, aderisco a titolo individuale. Purtroppo questo è quello che passa oggi la politica. Ma non è certo un esempio di buona politica o di politica che vuole conquistare credibilità.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    E’ di ieri la mobilitazione del PD per la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare. Vorrei che qualcuno mi dicesse quali chances ha una tale legge di essere approvata da questo Parlamento. E quante leggi di iniziativa popolare sono state approvate negli ultimi 15 anni. Mi fa piacere che con l’iniziativa di questi giorni il PD punti anche – così a Modena – a riprendere il confronto con i promotori dei tre quesiti referendari. E’ certo, però, che questa iniziativa non può essere ritenuta “tempestiva”, visto che la raccolta firme è iniziata più di un mese fa! Così giunge intempestivo l’invito fatto dal segretario provinciale Baruffi: “Invitiamo anche a firmare per il primo dei tre quesiti referendari che si oppone alla svendita del patrimonio pubblico.” I promotori dei referendum hanno già raccolto 700.000 firme. Il PD di Modena sarebbe stato coraggioso a dire le cose che dice oggi un mese fa. Oggi suonano stonate, come una moneta falsa. Eppoi che tempestività! Un pachiderma si sarebbe mosso più velocemente.

    Intanto, mentre il PD di Vignola rigetta un ordine del giorno della lista di cittadini Vignola Cambia, vedi:
    http://www.vignolacambia.it/
    il PD di Torino modifica lo statuto comunale inserendo la qualifica del servizio idrico come privo di rilevanza economica:
    http://pdacquapubblica.wordpress.com/2010/05/28/torino-modifica-statuto-comunale-in-dirittura-darrivo/
    Che dire?

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Una bella notizia. Consegnate oggi (19 luglio) alla Corte di Cassazione 1.401.432 firme per i tre referendum sull’acqua pubblica promossi dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua:
    http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/
    Nella storia dei referendum in Italia, è questa l’esperienza in cui è stato raccolto il maggior numero di firme! Un risultato davvero straordinario.
    Qui la notizia dal sito web del Corriere della Sera:
    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_luglio_19/REFERENDUM-ACQUA-PUBBLICA-1703407752283.shtml
    Nel PD si registra la dichiarazione di Ermete Realacci, ex-presidente di Legambiente: parole di approvazione dei referendum, na di cautela e preoccupazione per il raggiungimento del quorum:
    http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/104531/referendum_acqua_realacci_referendum_per_fare_pressione_e_cambiare_pessima_legge
    Poi anche le dichiarazioni degli “EcoDem” che, in verità, se la prendono soprattutto con chi, nel PD, propone politiche di privatizzazione della gestione dell’acqua:
    http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/104628/acqua_senatori_ecodem_molti_dubbi_sui_referendum_ma_se_al_voto_ci_auguriamo_stravinca_si
    Ecco, come avevo già detto nel post, sul tema dell’acqua e dei referendum, regna un po’ di confusione nel PD. C’é qualcuno che vuol dare un messaggio a 1.401.432 cittadini italiani? Anche solo per spiegargli cosa il PD condivide o non condivide dei quesiti referendari? E la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare che fine ha fatto? Ricordiamo gli impegni del 22 aprile 2010:
    http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/98580/acqua_un_bene_comune_pubblico
    E qui un resoconto (al 28 giugno) sulla proposta di legge, “ancora in itinere”:
    http://www.vittoriaweb.com/home/index.php/vittoriaweb-oltrecitta/76-politica/4738-il-pd-presentera-prossimamente-una-proposta-di-legge-in-tema-di-gestione-dei-servizi-idrici

  5. sergio smerieri ha detto:

    E il PD si guarda l’ombelico

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