Vignola Patrimonio Srl: una storia opaca, di Monica Maisani

In questo post Monica Maisani, della lista di cittadini Vignola Cambia, effettua un’analisi critica della vicenda della “società patrimoniale” del Comune di Vignola: Vignola Patrimonio Srl. Mi sembra un interessante contributo per meglio comprendere e valutare la “nuova” società che ha presentato il suo primo bilancio consuntivo al Consiglio Comunale di Vignola, nella seduta del 27 aprile.

Aprile, mese di bilanci. In questo mese, secondo il nostro codice civile, vengono approvati i bilanci consuntivi delle società commerciali e anche per la neonata “Vignola Patrimonio Srl” ci si accinge a farlo. Il Consiglio Comunale di ieri, 27 aprile, ha autorizzato il sindaco ad approvare il bilancio in Assemblea dei soci. Sulla base di una Relazione presentata nei giorni scorsi dal nuovo Amministratore Unico (nonché consigliere comunale del PD) Guerrino Cassani, il consiglio comunale ha sviluppato un articolato dibattito, approvando – a maggioranza – la delibera di autorizzazione del sindaco.

Il centro commerciale Marco Polo dove ha sede ora la Farmacia Comunale, trasferita a Vignola Patrimonio Srl (foto del 21 novembre 2009)

[1] Come molti ricorderanno, la Lista di cittadini Vignola Cambia in occasione della campagna elettorale dello scorso anno sollevò la questione relativa alla mancanza di trasparenza delle decisioni sulla società  basandosi  anche sul palese conflitto di interessi in cui si trovava l’allora Amministratore Unico e Sindaco Roberto Adani che rivestiva contemporaneamente la carica di gestore della società e di unico  azionista. Sin dalla sua costituzione, si rilevava, la Società e le sue operazioni potevano essere gestite e controllate soltanto da una parte dei rappresentanti dei cittadini, essendo la maggior parte delle operazioni approvate o dal Sindaco direttamente  o dalla Giunta e solo successivamente ratificate dal Consiglio. Questo comportava, tra l’altro, un grave “deficit democratico” , essendo la società di fatto gestita solo dalla maggioranza presente in Consiglio. Si rilevò inoltre che anche l’organo di controllo contabile, il Revisore Unico, era nominato   dalla maggioranza.
Un ulteriore rilievo mosso dalla Lista riguardava anche l’oggetto sociale che  può essere qui  sintetizzabile in “Gestione e valorizzazione di parte del  patrimonio immobiliare del Comune di Vignola (lotti edificabili nell’area del nuovo mercato ortofrutticolo; altri immobili), gestione di servizi pubblici  come la Farmacia Comunale e il Mercato Ortofrutticolo, nonché la realizzazione di alcune importanti opere pubbliche e investimenti (Polo della sicurezza, ex-Mercato Ortofrutticolo). Grandi investimenti e notevoli somme di danaro, prima rientranti nel Bilancio del Comune (beni e servizi pubblici, corrispondenti ad altrettanti interessi e bisogni dei cittadini, quindi), “uscivano” dal controllo democratico del Consiglio Comunale ed entravano a far parte del patrimonio e dell’attività di una Società privata a totale partecipazione pubblica, ma di fatto gestita (con criteri aziendalistici) da un gruppo ristrettissimo di persone.
Allora ci si domandava: può la speculazione edilizia coincidere con l’interesse pubblico? Dove vanno a finire i nostri beni e interessi comuni? Sono efficaci gli strumenti di controllo previsti dallo  Statuto della Società? Cosa significa – effettivamente – “controllo analogo”? Possono i cittadini comprendere tutto questo e, soprattutto, hanno avuto modo di conoscerlo?
Durante la campagna elettorale si tentò di convincerci che la costituzione della Società era stata una scelta quasi obbligata per ottemperare al “famigerato” patto di stabilità che “strozza” le amministrazioni locali impedendo loro di gestire le risorse come meglio credono (con buona pace del tanto declamato federalismo fiscale!),  che si sarebbero potuti ottenere vantaggi di tipo fiscale  e recupero di efficienza nella gestione delle attività trasferite. Inoltre l’allora sindaco in carica che, come Amministratore Unico sarebbe dovuto decadere in dicembre, per fugare ogni dubbio sulla confusione dei ruoli rivestiti,  annunciò le sue dimissioni ad elezioni concluse. Di fatto, però, Adani  è rimasto in carica fino alla nomina del nuovo Amministratore, avendo egli siglato tutti i documenti riguardanti la società, come ad esempio il Budget e il Piano degli investimenti 2010 presentato a novembre 2009  (due paginette di conti senza una riga  di accompagnamento)  assieme al Bilancio di previsione 2010 del Comune di Vignola. Una finta, quindi.
Il tentativo di convincerci della bontà dell’operazione e della inconsistenza  dei nostri rilievi sulla “trasparenza e democrazia” è proseguito anche dopo l’elezione della sindaca Denti e del nuovo Consiglio Comunale nel quale siamo entrati con una rappresentante, Chiara Smeraldi.

La nuova sede della Farmacia Comunale, presso il centro commerciale Marco Polo (foto del 24 ottobre 2009)

[2] Nel mese di settembre 2009 si è tenuta una commissione nella quale i tecnici dei vari servizi coinvolti, il segretario generale, sindaca ed assessori competenti,  hanno esposto ragioni politiche e tecniche della costituzione della Società  col supporto di dati,  numeri e progetti. Apprezzammo il gesto, ma alla fine l’impressione che se ne ebbe fu, per la verità, ancora una volta,  che prevalessero le ragioni tecniche su quelle politiche e che la società fosse in  mano ad una sorta di forte “tecnocrazia” affiancata da una debole “oligarchia politica”. Ancora oggi questi dubbi non ci hanno abbandonato.
Il gruppo consiliare Vignola Cambia, per favorire un maggiore controllo democratico della società ha presentato  nei mesi successivi una proposta di delibera consiliare di indirizzo con l’intenzione di riportare nell’ambito istituzionale del Consiglio Comunale, dove siede la maggioranza, ma anche la minoranza, la maggior parte delle decisioni riguardanti la vita della società, tra cui  la conclusione di accordi di partenariato pubblico e privato per la realizzazione di opere pubbliche (es. project financing) e le alienazioni di beni immobili di proprietà della società; venne inoltre richiesto che l’amministratore relazionasse al Consiglio periodicamente, nell’ambito di verifiche trimestrali,   sulle attività svolte (fino ad allora nessuna relazione era stata presentata e non si era tenuto  nessun incontro con i Consiglieri, vecchi e nuovi) e venne infine richiesto, riguardo agli organi della società, che si procedesse a nominare un Consiglio di Amministrazione (al posto di un Amministratore Unico) e un Collegio di revisori  (al posto del Revisore Unico), nei quali, pertanto, potessero essere presenti anche rappresentanti delle minoranze.
Dopo una lunga discussione, la maggioranza ha presentato una proposta di Delibera che accoglieva solo in minima parte le nostre richieste. L’atto, infatti, che è stato approvato il 25 novembre 2009 (delibera consiliare n. 86), con il nostro voto contrario, oltre ad affermare un principio importante e cioè che “Il Socio della società non è il Sindaco, ma il Comune, rappresentato da tutti i suoi Organi…”,   prevede alcune deroghe utili ad un maggiore controllo democratico, ma non accoglie le nostre richieste sulla composizione degli organi, essendovi  solo un impegno “formale” ad apportare modifiche all’atto costitutivo al fine di ampliare le competenze del revisore contabile. A tutt’ oggi questo impegno non è stato onorato. Di fatto, quindi, la gestione della società rimane ancora  saldamente in mano alla sola maggioranza. Lo stesso vale per il controllo contabile.

L'area ex-Enel. In origine destinata ad ospitare il "Polo della sicurezza", rientra ora nel programma delle alienazioni (foto del 23 luglio 2008)

[3] Da gennaio di quest’anno è entrato in carica il nuovo Amministratore Unico Guerrino Cassani che succede all’ex sindaco Adani. La scelta, si legge sul giornalino “Vignola informa” di dicembre 2009,  “è caduta su un Consigliere per aumentare il coinvolgimento del Consiglio Comunale sulle scelte “proprie” (?) dell’azione di governo”. L’articolo prosegue con un’intervista al neo-amministratore che dichiara: “In qualità di Amministratore è mia intenzione profondere il massimo impegno per raggiungere i tre principali obiettivi che l’Amministrazione si è posta nel costituire questa società: partecipazione, trasparenza ed efficienza”.  Si legge, ancora nell’articolo, un’intervista ad un esperto, il Dott. Alberto Iori, il quale  sottolinea  i vantaggi che i Comuni  possono trarre nella costituzione di società patrimoniali  e che possono essere sintetizzati nei seguenti fattori: flessibilità gestionale (tradotto: sono in pochi a decidere e decidono in fretta); gestione dell’indebitamento (tradotto: il patrimonio della società può essere una valida garanzia per accedere al credito per la realizzazione di opere pubbliche ….. ritradotto: possiamo aggirare i vincoli del  patto di stabilità); sviluppo del territorio (tradotto:  possiamo entrare nel  “business immobiliare”!) ; ottimizzazione fiscale (tradotto: si può detrarre l’IVA … minori costi ). Ma neanche dopo queste dichiarazioni i  nostri dubbi si sono dissolti, anzi esse ci inducono a credere che  forse avevamo ragione!
Siamo così arrivati ad oggi in cui si è approvato il primo bilancio della società Vignola Patrimonio Srl che nel frattempo si è dotata di un bellissimo logo commerciale: una foglia di vite di colore rosso nella quale al posto delle naturali venature si intravvede una mappa catastale.  Ma anche in questo piccolo particolare la storia di questa società ci sembra poco chiara: cosa c’entra la natura con la speculazione edilizia? Siamo forse di fronte alla solita operazione di “greenwashing”? E, nonostante gli sforzi di farci mandare giù questa operazione, restiamo della stessa idea: la gestione privatistica di beni e servizi pubblici non ci piace.

La nuova sede della Farmacia Comunale, presso il centro commerciale Marco Polo (foto del 21 novembre 2009)

[4] Proviamo infatti a leggere i dati forniti da Cassani seguendo i tre principi ispiratori del suo mandato. Prendiamo ad esempio la gestione della Farmacia Comunale e valutiamola dal punto di vista della partecipazione , dell’efficienza e della trasparenza. La Nota integrativa al Bilancio consuntivo 2009, datata 14 aprile 2010, dedica ben 6 pagine delle 14 complessive alla Farmacia “Attilio Neri” (l’unica attività gestita dalla società che consegue un utile di esercizio) così intitolata nella sua nuova sede che si trova presso il Centro Direzionale Marco Polo, inaugurata in pompa magna dalle autorità  il 13 marzo scorso. I  locali della farmacia sono stati acquistati  (trasparenza:  conosciamo il nome  di chi ha venduto?) dalla Società Vignola Patrimonio al prezzo di 550.000 euro (prezzo equo?) e pagati contraendo un leasing finanziario per l’intera somma. Tale debito “peserà” sul bilancio della Società (e quindi sui cittadini vignolesi)  per un importo annuale pari a 38.000 euro.  Il  Comune di Vignola (e quindi i cittadini vignolesi), tra l’altro, per consentire alla società di sostenere tali  costi  ha deciso di  rinunciare, per tutta la durata del finanziamento, ad incassare   dalla società  30.000 euro a titolo di canone di concessione per la gestione della farmacia. Dove sta l’efficienza economica di una tale operazione? Se la società operasse in un “vero” mercato dovrebbe sostenere entrambi i costi! Inoltre  dal consuntivo 2009 emerge un utile (prima delle imposte)  di 87.000 euro dovuto al notevole incremento dei ricavi (5,61%) rispetto agli altri esercizi gestiti dai privati (che hanno invece un incremento “solo” – si fa per dire – del 2,34%). Non c’è che dire: il business della salute rende!  Ma guardando la cosa dal punto di vista della partecipazione, possiamo essere sicuri che i cittadini vignolesi sono disponibili a ricevere minori servizi (minori entrate, minori servizi, come ad esempio i contributi per l’affitto che sono stati ridotti nel bilancio del Comune  o altri interventi di sostegno alle famiglie) per far conseguire utili alla farmacia? Non sarebbe stato meglio incassare come Comune il canone di concessione e come Farmacia  fornire maggiori  servizi ai cittadini più bisognosi a prezzi “politici” rinunciando così a conseguire utili?

Piazzali circostanti il nuovo Mercato Ortofrutticolo, acquistati da Vignola Patrimonio Srl per effettuare operazioni immobiliari (foto del 17 aprile 2006)

[5] Passiamo al Mercato Ortofrutticolo. L’immobile, del valore di 4.597.000 euro è stato conferito dal Comune di Vignola  nel patrimonio della società all’atto della sua costituzione (dicembre 2008). Successivamente (nel gennaio 2009)  la Vignola Patrimonio ha acquistato dal Comune di Vignola i lotti circostanti per un valore complessivo di 2.830.000 euro. Per pagare questo importo la Vignola Patrimonio, nel dicembre 2009, ha contratto un debito (sotto forma di  apertura di credito) con la Banca CRV per un importo massimo di 5.200.000 euro, garantito dall’immobile conferito e dall’area con potenzialità edificatoria.
Sempre nel dicembre 2009 la Vignola Patrimonio ha pagato un acconto al Comune di Vignola  per l’acquisto  dei lotti per un importo di 1.600.000 euro. Quali i motivi di questa operazione? Per entrare nel meraviglioso mondo del business immobiliare! Secondo i piani della società , infatti, i lotti divenuti edificabili e urbanizzati dal Comune, sarebbero stati venduti a privati che avrebbero realizzato le loro opere. Ma, si legge nel documento di Cassani, “causa la sopraggiunta crisi economica e del mercato immobiliare , una prima gara per la vendita dei lotti è andata deserta”. Traduciamo per i non tecnici: i lotti ci sono rimasti sul “groppone” e pure il debito contratto! Dove sta, allora, l’efficienza  nella gestione dell’operazione?
Sempre restando sul tema “mercato ortofrutticolo”, leggendo il conto economico 2009 tutto sembrerebbe rose e fiori, perché il risultato è un bellissimo pareggio. Ma andando a leggere il budget 2010, si notano alcune “diseconomie” o “inefficienze” non di poco conto, a cui non si è voluto mettere mano. Ci si riferisce all’enorme costo per l’energia elettrica (ben 48.000 euro l’anno) che potrebbe essere abbattuto semplicemente prevedendo un investimento per l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura dell’edificio. Invece di fare gli immobiliaristi i nostri amministratori (fino ad ora due!) non potevano occuparsi di efficienza energetica? In questo modo avrebbero fatto bene alle nostre tasche e all’ambiente, senza scomodare le piante di vite!

Il progetto originario del "Polo della sicurezza": rendering presentato in Consiglio Comunale il 4 dicembre 2008

[6] Ultimo argomento: la straordinaria opera pubblica programmata dall’Amministrazione precedente denominata “Polo della sicurezza” (vedi). Fino ad oggi abbiamo studi di fattibilita’, progettazioni definitive, revisioni del progetto per adeguamenti alla normativa antisismica e ben tre scenari progettuali e di costo. Dal punto di vista dell’efficienza siamo messi male! Ma siamo ancora in alto mare anche da un altro punto di vista: chi paga? Ci sono ancora  troppe incertezze sia sui contributi (specie su quelli regionali e provinciali, ad oggi “teorici”), sia  sull’entità del cofinanziamento dell’opera da parte dell’Unione Terre di Castelli. Una certezza però ce l’abbiamo: forse non tutti sanno che… (trasparenza!) il terreno su cui verrà realizzato il Polo della sicurezza è stato “gentilmente” ceduto gratuitamente (si fa per dire) da privati (come si chiamano?)  in cambio di una concessione edilizia per la realizzazione di un’altra “area commerciale” sempre in zona tangenziale di Vignola. C’è già un bellissimo cartello. Il costo in termini di “consumo di suolo” non è stato contabilizzato, però, tra i costi dell’opera. Lo pagheranno le generazioni future e, si sa, che quelle  per ora non votano.
[7] Per concludere si fanno due ultime osservazioni. La prima si riferisce al fatto che la Corte dei Conti sta inviando questionari a tappeto a tutti i comuni che hanno costituito Società patrimoniali allo scopo di individuare eventuali forme di “elusione “ del patto di stabilità (si veda Il Sole 24 Ore del 20 aprile 2010).  Sta per cadere, forse, il castello fin qui costruito? La seconda si riferisce al  “Contratto per prestazione di servizi aziendali, tecnici ed amministrativi” concluso tra la Società Vignola Patrimonio Srl, il Comune di Vignola e l’Unione Terre di Castelli (vedi la delibera di Giunta Comunale di Vignola n. 58 del 29/03/2010), ultima “perla” in termini di efficienza e trasparenza.  In sostanza il Comune di Vignola (per la somma forfettaria di 15.000 euro l’anno) e l’Unione (per la somma di 5.000 euro l’anno) forniranno, tramite le proprie strutture (traduci: personale) servizi continuativi nei seguenti settori aziendali e tecnici: tecnico progettuale, segreteria generale e segreteria amministrativa, appalti, contratti, amministrazione generale, gestione del personale, contabilità e bilancio, tesoreria, finanza e controllo, elaborazione e gestione informatica, servizio protezione e prevenzione, comunicazione e relazioni con il pubblico, rapporti con l’utenza, rapporti con le Autorità amministrative centrali e periferiche. No comment!
Alla luce di quanto sin qui esposto riteniamo che la vicenda che riguarda la Società Vignola Patrimonio sia ancora  poco chiara. Non siamo d’accordo sul modo poco trasparente e poco efficiente  con cui essa  viene gestita e sulle attività che svolge, né che possa portare reali vantaggi alla collettività e tantomeno  migliorare la qualità della vita dei cittadini vignolesi. Non crediamo che la speculazione edilizia e in generale le attività che producono utili (fornite cioè a prezzi di mercato) siano uno strumento idoneo per reperire risorse attraverso cui soddisfare i bisogni dei cittadini.  I cittadini non sono adeguatamente informati (ad esempio, gli atti  riguardanti la società sono difficilmente reperibili sul sito del Comune) e non sono in grado di controllare l’efficienza della  gestione, neanche attraverso i loro rappresentanti in Consiglio Comunale. Dal punto di vista della partecipazione, la società continua ad essere gestita da un gruppo ristrettissimo ed il coinvolgimento delle forze di minoranza è nullo.

Monica Maisani

8 Responses to Vignola Patrimonio Srl: una storia opaca, di Monica Maisani

  1. sergio smerieri ha detto:

    Ed è mai possibile che uno ..dico UNO.. consigliere di maggioranza non sollevi un dubbio o una perplessità sulla VIGNOLA PATRIMONIO o sul Polo della sicurezza? Possibile che sia tutto così bello e indispensabile? Possibile che di fronte ad una ipotesi di costruire ancora …ancora… ancora non ci sia uno che dica: mah! Grande Monica, tienici aggiornati e svegli. Facci ragionare e dacci elementi di analisi perchè loro tengono tutti lontani dalla vita politica del governo. Scommetto se il 10% dei vignolesi sa dell’esistenza della Vignola Patrimonio. Parlano tanto di trasparenza e partecipazione: che facciano un incontro pubblico (ma vero) con 1000 persone e spieghino la vita e la missione della VP.
    La vedo sempre più grigia…che delusione!

  2. unicode ha detto:

    Che la materia sia complicata e difficile da gestire (anche solo in termini di informazione e/o comunicazione) lo dimostra l’intervento della prof.ssa Maisani che per argomentare adopera sei paragrafi che, peraltro, ritengo opportuni in quanto provano ad argomentare al meglio, suddividendo, i vari passaggi e le azioni che hanno contraddistinto questo primo periodo di attivita (?) della società patrimoniale del Comune di Vignola. Prima di accingermi a scrivere questo breve pensiero, sfogliavo il giornale di oggi (29.04.2010) “L’INFORMAZIONE” e a pag.15 viene riportato un articolo di risposta (?) da parte della Sindaca e dell’assessora delegata, in merito alla comunicazione/trasparenza ecc. e mi è venuto da sorridere perchè mentre leggevo, venivano riportate, con virgolettato, le parole: faremo, opereremo, abbiamo dato incarichi…….. e pensavo che come sempre più spesso accade non c’è la forza (volontà?) di dire: faccio, mettiamo in opera…….ecc.. Tutto deve succedere sempre domani, mai ora: qui e subito. Comunque, a differenza di ciò che viene scritto nel post, io credo che la “missione” politica c’è ed esiste e fu dichiarata nel percorso che la Giunta precedente fece per arrivare alla costituzione della società (verbali e incontri delle Commissioni Consiliari). Ciò non di meno sono assolutamente d’accordo che la trasparenza, la informazione e le “complicate” operazioni finanziarie (è di questo che si tratta) che stanno a contraddistinguere questo primo periodo di funzionamento, abbisognano d’essere condivise se non con i cittadini, almeno (dico almeno) con chi li rappresenta in Consiglio Comunale. Tralascio la discussione politica (interessantissima e sarebbe ora che si svolgesse alla luce del sole come chiesto dal post) e mi soffermo “esclusivamente” sul punto 5 ove si dice che attraverso il conferimento del mercato ortofrutticolo………..la società paga al Comune un acconto di 1.600.000,00 euro. Non lo so se è per entrare nel mondo immobiliare, credo, piuttosto, che questa operazione finanziaria sia stata fatta perchè il Comune avesse bisogno di soldi “freschi” (problemi di bilancio?) e non potendosi indebitare (patto di stabilità) ha caricato di debiti qualcun altro (società immobiliare= patrimonio dei cittadini di Vignola) che ha praticamente ipotecato il patrimonio ricevuto. La seconda questione (velocemente) che mi sovviene di porre riguarda le competenze(con tutto il rispetto dovuto) dell’amministratore unico che oltre ad essere un laureato della Bocconi è anche un imprenditore (vedi intervista e articolo del giornalino del Comune e la scheda di presentazione dell’allora consigliere in lista per le elezioni). Che ci fosse la crisi non lo abbiamo imparato (purtroppo) a Gennaio 2009!!! Il mondo economico e imprenditoriale ha iniziato a “sentirla” dal giugno 2008!!!!!!!!!! Amo quindi immaginare che le competenze, le conoscenze e la professionalità siano state piegate a ragioni e argomentazioni diverse e che non si conoscono. Ecco, è proprio per questo che condivido la richiesta di trasparenza, di informazione e perchè no anche, laddove possibile, di condivisione di scelte. So bene che argomenti di questo tipo andrebbero trattate con più argomentazioni che non con questo breve scritto ed è proprio per questo che si rende opportuno dibattere pubblicamente queste questioni. Mi chiedo se il problema dei Consiglieri Comunali non rifletta un problema anche di decadenza più generale della classe politica, dei partiti, degli amministratori. Ovviamente ognuno è libero di darsi e dare la risposta che meglio crede, io me la sono già data.
    Un carissimo saluto a tutti.

  3. Roberto Adani ha detto:

    Cara Monica,
    a me le persone in malafede non piacciono, non mi piace la disonestà,
    soprattutto da parte di persone che non possono non sapere. Se non ricordo male tu insegni diritto e quindi non puoi non sapere che l’amministratore di una società anche se dimissionario non decade fino
    a quando non viene nominato il suo successore!! Non è che potessi suicidarmi, ho dovuto aspettare che proprio su sollecitazione della vostra lista (anche giusto) si discutesse a lungo di patrimoniale e del suo futuro. Voi stessi avete intimato all’amministrazione di non nominare il nuovo amministratore fino a quando il consiglio non avesse concluso la sua discussione (anche questo giusto). Allora io ho dovuto aspettare, e mi sono limitato alla ordinaria amministrazione anche se ci sarebbe stato bisogno invece di scelte importanti per l’interesse dei cittadini. Ti faccio un esempio picoolo piccolo, la farmacia si sarebbe trasferita mesi prima e avrebbe cominciato parecchi mesi prima a dare un servizio maggiore e maggiorei utili per i cittadini… ma non è importante, ciò che è importante è che io sono rimasto a fare l’amministratore forzatamente e in modo gratuito te lo ricordo, per alcuni mesi. L’ho fatto molto malvolentieri, perchè non sopporto avere un ruolo e non fare quello che questo ruolo renderebbe necessario, ma rispetto ugualmente le scelte del consiglio comunale. Come potrai facilmente constatare io non ho nessun ruolo nè in politica nè in società legate alla politica, e non dimentico la campagna elettorale anche da voi alimentata che alludeva al fatto che la patrimoniale fosse stata fatta non nell’interesse del cittadino ma per dare un futuro posto ad Adani. Quindi nessuna finta, finta piuttosto è questa politica che non riesce ad avere rispetto delle persone e dei fatti. Quando manca questo anche le buone battaglie non hanno più alcun valore.

  4. Monica maisani ha detto:

    Caro Roberto, non mi piacciono le persone che per difendere se stessi ( e il sistema di potere di cui hanno fatto – come tu dici- parte) attaccano gli altri. Non mi sembra di averti mai offeso nei miei scritti sulla VP e di avere sempre argomentato più che ampiamente le nostre perplessità. Se abbiamo protestato sul fatto che come cittadini non ci avete detto niente e non ci avete coinvolto sulle scelte riguradanti la Vp sarà stato anche per la vostra mancanza di sensibilità verso il diritto di informazione che tutti i cittadini hanno. Pertanto non credo di essere mai stata in cattiva fede nè tantomeno disonesta.
    Riguardo alla ” ordinaria amministrazione” ( se proprio vogliamo parlare in termini giruridici) non mi sembra che rientrino in tale ambito la predisposizione del Budget 2010 e del Programma triennale delle opere pubbliche , visto che si tratta di importanti documenti di programmazione dell’attività futura della società. Non è colpa della Lista Vignola Cambia se non si è proceduto alla nomina di un nuovo Amministratore in tempi utili a tale scopo. Piuttosto che prendertela con noi avresti dovuto rivolgere le tue proteste nei confronti di un’Amministrazione ( quella attuale) che ha dimostrato ( e non solo in questo caso) di non saper decidere.

  5. Roberto Adani ha detto:

    Cara Monica, Il programma triennale delle opere pubbliche è un obbligo di legge per i comuni, da questo discendono anche gli impegni della patrimoniale. Sempre per legge il programma triennale è adottato, pubblicato per le osservazioni dei cittadini e approvato dal consiglio. La patrimoniale poi, da sempre agisce solo sugli input del consiglio, non può infatti nè alienare, nè finanziarsi, nè realizzare alcuna opera al di fuori degli indirizzi del consiglio. Il Budget discende da tali programmi e deve essere presentato al consiglio che lo approva. Ti ricordo che tu hai parlato di finta, e io ti ribadisco semplicemente che non sono solito fare finte, ma semplicemente cercare di comportarmi onestamente e con senso di responsabilità verso la cosa pubblica. Sulla patrimoniale poi ti ricordo che tutti gli atti sono passati dal consiglio e in esso ampiamente illustrati e discussi. E’ legittimo che un nuovo consiglio voglia ridiscutere la cosa, non è corretto pensare che il consiglio precedente non sia stato altrettanto serio nel valutare la cosa. Sarebbe bene dire ai cittadini che certe operazioni non sarebbero possibili senza questi strumenti, in quanto impedite dalla mancanza di risorse o dall’attuale patto di stabilità, (che penso tutti ritengano abbastanza insensato, in quanto impedisce anche gli investimenti necessari e vantaggiosi per la comunità). Abbiamo acquistato la sede della farmacia (preciso con bando e avviso pubblico e atti che è molto facile chiedere in comune) invece di continuare a pagare un affitto spostandola in un luogo più grande, più raggiungibile, senza barriere architettoniche e con maggiore dotazione di parcheggi. Ti ricordo che tu eri nella giunta che ha deciso, per fortuna, di aprire una farmacia fornendo un servizio apprezzato dai cittadini visto il successo della farmacia (un grazie in realtà va soprattutto ai bravissimi operatori della farmacia che con grande impegno e serietà hanno reso possibile questo risultato) consentendo (anche applicando il massimo degli sconti possibili) circa 125.000 euro di utile annuo che hanno significato meno tasse e sono andati a finanziare i servizi del comune. Nella nuova sede penso aumenteranno e potranno finanziare, perchè bisogna raccontarla tutta, gli onerosi affitti che il comune ha trasferito alla patrimoniale. Abbiamo sviluppato il polo per la sicurezza. Forse molti non ricordano quando a Vignola non c’erano i vigili del fuoco, e c’era solo una stazione dei carabinieri con 8-9 agenti. Ricordo che per i vigili del fuoco paghiamo un cospicuo affitto , e che abbiamo ricevuto o sono in via di perfezionamento diversi finanziamenti per quel progetto considerato particolarmente avanzato (700.000 euro grazie, ricordiamolo al lavoro dell’On. Manzini, 900.000 dai fondi europei attraverso la regione, 300.000 dalla regione per la caserma del corpo unico e circa 100.000 annui erano stati assicurati dalla protezione civile regionale). Ricordo poi che la tenenza dei carabinieri sarebbe da anni a Castelfranco e non a Vignola se noi non ci fossimo impegnati nel mettere a disposizione un area per la nuova caserma come aveva fatto invece Castelfranco. A tale proposito è opportuno ricordare le condizioni in cui lavorano 30 carabinieri oggi, suddivisi tra la vecchia stazione che prima ne conteneva 9 e due appartamenti a Savignano messi a disposizione dal comune di Vignola. Sarebbe bene che tutte le forze presenti in consiglio, specialmente quelle che sono al governo e che si riempono la bocca di sicurezza si impegnassero seriamente per recuperare il finanziamento della caserma di Vignola che nel 2008 era previsto per 3 milioni di euro dal provveditorato opere pubbliche dell’Emilia -Romagna e che il governo Berlusconi ha fatto magicamente sparire (per dare 200 milioni di euro per il buco del comune di Catania). Roma ladrona lo dovremmo tornare a dire, ma forse è passato di moda. Che dire poi della pubblica assistenza e dei volontari di protezione civile da anni impegnati nei servizi socio-sanitari di questo territorio e da anni in attesa di una sede adeguata. Senza parlare poi di cosa significa in termini di sicurezza di una comunità avere tutte le forze di protezione e sicurezza concentrate in un unica area in nuovi edifici antisismici nel caso (auguriamoci che non succeda mai) di una calamità naturale. Poi i Vigili del Fuoco, ricordo, ma lo dovresti ricordare anche tu visto che eri assessore, che decidemmo di pagare sede e mezzi pur di avere un presidio dei vigili del fuoco, perchè a Vignola era bruciato un intero appartamento con un serio rischio per le persone che vi abitavano, visto che i vigili del fuoco avevano impiegato per arrivare da Modena oltre 45 minuti. O forse bisogna ricordare che, prima ancora di un autoambulanza in caso di incidente stradale grave è importante che ci siano i vigili del fuoco a tirarti fuori dalle lamiere. Come ho detto i Vigili del fuoco sono in affitto in un capannone adattato a caserma, ma hanno bisogno di una nuova caserma , e penso la comunità vignolese glielo debba per gli oltre 400 interventi annui che fanno sul nostro territorio nel giro di qualche minuto. Ricordo che il progetto del polo della sicurezza è stato più volte presentato e discusso con cittadini e associazioni .La gestione del mercato ortofrutticolo è poi un attività tipicamente economica e quindi mi sembra abbastanza normaleche sia collocata in una società. Forse poi ti è sfuggito il bando pubblico di project, quando ancora la patrimoniale non c’era, per riempire i tetti del mercato di pannelli fotovoltaici, che non è andato a buon fine perchè nessun privato ha fatto proposte serie, ma ora che c’è la patrimoniale potrebbe fare anche un auspicabile intervento sul fotovoltaico, mentre il comune, sempre grazie al patto di stabilità non lo può fare anche se ci guadagna. Non voglio dire poi degli aspetti fiscali che sono secondari anche se consentono risparmi importanti per la comunità. Per quanto riguarda poi le speculazioni forse Monica hai dimenticato che i comuni sono obbligati per legge a vendere il patrimonio non utilizzato tramite asta e al maggior prezzo di mercato possibile, perchè tu li vorresti svendere i beni della comunità che servono per finanziare i nuovi investimenti? E’ importante parlare degli strumenti e la patrimoniale è uno strumento, di cui tra l’altro si sono dotati da anni molti comuni medi in Italia, ma la discussione sugli strumenti non può offuscare i contenuti, perchè non credo che un cittadino in fin di vita liberato dalle lamiere si preoccupi prima di tutto della patrimoniale, immagino ringrazi quel vigile del fuoco che gli sta salvando la vita. Quel vigile del fuoco, o se preferisci quel carabiniere, non ci sarebbe se non si fossero adottati progetti ambiziosi con gli strumenti che erano necessari. Ora se trovate degli strumenti migliori per raggiungere lo stesso risultato ben vengano…fate le vostre proposte se le avete.

  6. Monica maisani ha detto:

    Caro Roberto, perchè tutte le belle cose che dici a me su di un blog non sei andato a dirle in Consiglio Comunale in qualità di Amministratore Unico della VP subito dopo il suo insediamento? Le tue dimissioni ti impedivano di farlo? Come mai in un anno di gestione della Società non hai mai sentito il bisogno di informare il Consiglio con una relazione trimestrale?
    Sappi inoltre che non tutti i cittadini sono in grado di reperire facilmente documenti pubblici e quindi sarebbe buona norma informarli piuttosto che chiedere loro di farlo.Sull’obbligo di vendere i beni non utilizzati penso che invece di fare nuove opere faraoniche sarebbe meglio utilizzare quelli che abbiamo già piuttosto che venderli.Sui fitti passivi molto onerosi penso che tu ti riferisca ai locali Ex Bassoli dove ora si trova il Museo degli strumenti di Bosi e l’Ufficio cultura.
    I cittadini ( e i consiglieri comunali ) sono stati informati di quanto costa all’anno l’affitto di quei locali e hanno mai potuto dire la loro? Come vedi la questione ( quella della trasparenza e della democrazia) è un po’ più complicata di come tu la poni. Ti ringrazio comunque per le importanti precisazioni e ti saluto caramente.

  7. Roberto Adani ha detto:

    Sinceramente io ho scritto al momento delle mie dimissioni una lettera piuttosto dettagliata al Sindaco, al Direttore generale e a tutti dico tutti consiglieri. Nessuno mi ha mai chiamato neanche in privato, a volte vedi Monica ma non mi riferisco a te, si preferisce fare polemica piuttosto che conoscere e poi magari criticare. Nessuno mi ha invitato neanche in commissione, qualsiasi consigliere lo poteva fare. Guarda che non è che me la prendo e sono intervenuto nel dibattito solo perchè chiamato in causa con nome e cognome. Ci tengo a tutelare la mia persona. Un cittadino come io sono sai che non può intervenire in consiglio se non invitato. Poi te lo immagini l’ex sindaco che irrompe di forza in consiglio? Detto questo per gli affitti mi riferivo alla sede dei vigili del fuoco e del magazzino comunale che sarà almeno 10 volte quello dei negozi ex-Bassoli. Per quanto riguarda i negozi ex-Bassoli essi sostituiscono un affitto di pari importo che il comune pagava da anni per uffici alla ex casa del popolo, quindi nessun costo aggiuntivo, il museo è andato ai Cantieri Cantelli spostandosi dall’ex liceo, gli uffici sono andati all’ex liceo, e Bosi che era al Cantelli è andato nei negozi ex-Bassoli. Lo scopo era allora di dedicarli tutto ad un museo degli strumenti musicali dedicato ai bambini, che facesse il paio con il museo Marmi di palazzo Barozzi. Mi sembrava bello un percorso museale in pieno centro caratterizzato sugli strumenti della musica e del cinema. Sarebbe stato unico in Italia. Ma si può ancora fare. Pensavamo ad un museo sempre aperto ricco di oggetti e di strumenti multimediali che facesse anche da punto di informazione turistica. Tutto qui e senza spendere di più. Il contratto di affitto è stato il risultato di una analisi di mercato condotta dagli uffici che ha ritenuto non solo sotto i valori di mercato l’affitto ma anche più conveniente visto che il costo di ristrutturazione lo ha pagato tutto la proprietà. Gli uffici mi comunicarono allora che l’unica proposta che era pervenuta alla proprietà era quella di un istituto bancario che poi dopo effettivamente si è collocato in un’altra parte di Vignola. Il meglio sarebbe stato mantenere la pasticceria ma nessuna ha voluto, in tutti questi anni rilevarla. Il comune non saprebbe fare dolci, ma potrebbe fare bei musei – è un modo per avere qualcosa di vivo e attraente, di banche forse ne abbiamo anche troppo. Tutto ciò che ti sto dicendo lo puoi verificare agevolmente negli atti.

  8. zapata ha detto:

    36.000 euro (trentaseimila) l’affitto che il Comune paga per il negozio ex Bassoli. “Risultato di una analisi di mercato condotta dagli uffici che ha ritenuto non solo sotto i valori di mercato l’affitto ma anche più conveniente visto che il costo di ristrutturazione lo ha pagato tutto la proprietà .” Un vero affare. 36.000 euro. Quisquilie, avrebbe esclamato Totò.Da semplice cittadino, non capisco perchè il Comune si debba far carico delle difficoltà  della proprietà  a vendere o affittare la pasticceria. Certo, che se gestisce una farmacia lo poteva fare anche con una pasticceria, poi avrebbe potuto rilevare anche lo storico “Caffè¨ Nazionale”……poi,fare anche tanti bei musei… Visto che in Comune sono cosi bravi. Io credo che l’ex sindaco abbia svolto il suo lavoro con passione e ha tutto il mio rispetto. Ma una voce da dentro mi dice “basta”, basta con le sciocchezze. Ma perchè venirci a raccontar balle di continuo. La collezione Bosi è bella, ma si deve alla passione di Luciano Bosi. Il Museo si deve alla passione e all’impegno delle tante persone che l’hanno creato. La collezione Marmi, anche questa è frutto della passione di Antonio Marmi, passato attraverso mille promesse di tanti amministratori, ma mai mantenute. Dov’è la politica culturale del Comune? Dov’è la cultura? E’ forse il nuovo Ufficio Eventi? I poveri Cantieri Cantelli che hanno ospitato la collezione Bosi, dovevano essere anche un centro espositivo…vuoto in permanenza, basta vedere “Cantieri Cantelli” nel sito del Comune per vedere l’attività frenetica nel corso degli anni. Gli stupendi gessi di Ivo Soli, che ai Cantieri erano relegati in pochi metri, sono stati spostati alla Mezaluna, in vetrina, come dei manichini. Da brivido!! “Il percorso museale unico in Italia”, fantastico. Non so più se sto sognando o vivo nella realtà, una triste realtà…
    Ciao, zap

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