Bilancio d’esercizio 2009. Che cosa ci dice?

Poco più di 20 milioni di euro di spesa corrente. Esattamente 20.136.575 euro. Questo il primo dato che caratterizza il bilancio d’esercizio 2009 del Comune di Vignola. Di questi, poco più di 10 milioni di euro (il 49,72% del totale della spesa corrente), sono attribuiti all’unica voce “trasferimenti”, ovvero il trasferimento di risorse finanziarie dal Comune di Vignola all’Unione Terre di Castelli per coprire la spesa per i servizi e le prestazioni da questa erogate. Significa che oramai il 50% della spesa corrente del Comune di Vignola non è effettuata dal comune stesso, ma è demandata all’Unione. Partiamo da qui e da “ciò che sta dietro” a questo dato.

La risistemazione di Corso Italia, intervento completato nel giugno 2009 (foto dell'8 luglio 2009)

[1] I trasferimenti all’Unione erano pari a poco più di 8 milioni di euro nel 2007 (pari al 41,1% del totale della spesa corrente). Sono passati a 9,5 milioni nel 2008 (46%). Quindi a 10 milioni di euro nel 2009 (appunto 49,72%). Quando il 50% della spesa corrente del Comune è gestita da un diverso ente ci si trova in una situazione inedita per il governo locale. I ventuno consiglieri comunali (sindaco incluso) eletti dai cittadini vignolesi e dunque loro “rappresentanti” siedono in un organismo, il consiglio comunale, che ha “perso di vista” l’impiego del 50% del budget di cui dispone. Come infatti tali risorse vengono impiegate lo decide il Consiglio dell’Unione Terre di Castelli, formalmente; la Giunta dell’Unione, in realtà. Ovvero un organo – il Consiglio dell’Unione – in cui siedono solo 6 rappresentanti vignolesi (il sindaco, 3 consiglieri di maggioranza, 2 di minoranza). Programmazione e rendicontazione si svolgono ad un altro livello! E non toccano se non in modo superficialissimo il consiglio comunale di Vignola che risulta dunque in massima parte escluso dalle decisioni sull’impiego del 50% delle risorse stanziate per pagare servizi e prestazioni ai cittadini vignolesi. Io reputo da tempo ampiamente positiva l’esperienza dell’Unione Terre di Castelli. Ed evidenzio questo aspetto non certo per dire “così non va” o “era meglio prima!”. Ma, ugualmente da tempo, reputo questo labile raccordo tra Consiglio Comunale ed Unione uno dei principali nodi che rendono fragile l’architettura politico-istituzionale dell’Unione (vedi). E dunque mi sembra opportuno insistere, come già fatto in passato, sull’esigenza di ripensare i meccanismi di governance complessiva del territorio (tema all’interno del quale si colloca la questione del “raccordo” tra rappresentanti eletti dai cittadini a livello comunale e l’ente che oggi spende il 50% del bilancio comunale, l’Unione appunto). A questa conclusione sembra essere giunta anche l’assessore al bilancio del Comune di Vignola, Romina Bertoni, che, secondo quanto riportato da L’Informazione di Modena del 21 marzo scorso, ha dichiarato: “Il Bilancio dell’Unione Terre di Castelli rappresenta e deve rappresentare un fondamentale momento di confronto e di riflessione non solo per il Consiglio che lo vota, bensì per i diversi Comuni che lo compongono”. Parole assolutamente condivisibili. Peccato però che siano rimaste senza conseguenze (è banale ricordare che Romina Bertoni è assessore al bilancio non da ieri, ma dal luglio 2009) e senza idee nuove sul come attuarle. I pochi strumenti di raccordo tra Unione e Consiglio comunale messi in campo nella passata legislatura – su proposta di chi scrive – sono stati sino ad ora dismessi. Mi riferisco a:
•    presentazione del bilancio di previsione dell’Unione al Consiglio comunale di Vignola (una seduta è stata fissata per il 4 maggio, ma solo di una commissione consiliare!);
•    invito dei consiglieri comunali ai lavori delle corrispondenti commissioni dell’Unione (ad oggi le commissioni dell’Unione, seppure pubbliche a norma di legge, non vengono neppure pubblicizzate sul sito web dell’Unione!).

Ma si tratta comunque di strumenti “fragili” che più che offrire una risposta compiuta, segnalano l’esistenza di un problema. L’Unione Terre di Castelli costituisce una esperienza assai positiva in quanto ente erogatore di servizi. Costituisce una realtà un po’ fragile sotto il profilo politico-istituzionale. Ed è su questo fronte che bisognerebbe applicare un po’ di “intelligenza locale”. Avercela.

Arcata della nuova ala del cimitero di Vignola (foto del 22 aprile 2010)

L’assessore Bertoni prosegue quindi affermando, un po’ spericolatamente, che “il bilancio dell’Unione è pienamente in sintonia con le scelte fatte dal Comune di Vignola in fase di bilancio di previsione”. Il fatto è che alcune scelte particolarmente cruciali non sono state disvelate nel momento in cui si è approvato il Bilancio dell’Unione (ad esse non trovate dedicata neppure una riga della Relazione programmatica per il 2010!) e quei “nodi” vengono al pettine solo oggi. La prospettiva di ridimensionamento del Centro per le famiglie e dei centri giovani che sembra – per ora – evitata in extremis! Il ridimensionamento dei Centri estivi! La vicenda, certo gestita in modo tutt’altro che brillante, del famigerato “scodellamento” su cui le organizzazioni sindacali ed il mondo della scuola locale hanno legittimamente innalzato le barricate (vedi)! E che costringerà l’Unione ad una variazione di bilancio certamente non indolore, avendo confidato di poter “risparmiare” qualche centinaio di migliaia di euro “trasferendo” (forzosamente) la somministrazione dei pasti da personale pagato dall’Unione a personale scolastico (senza però farne parola ai diretti interessati, le istituzioni scolastiche). Questa vicenda, esplosa proprio in questi giorni con addirittura esponenti PD che fanno pressing a mezzo stampa sui rappresentanti PD nelle istituzioni (vedi le dichiarazioni di Luca Gozzoli, coordinatore del PD della valle del Panaro, su L’Informazione di Modena del 20 aprile) evidenzia una volta di più – ce ne fosse ancora bisogno! – la necessità di rivedere i meccanismi di governance (di programmazione, controllo, rendicontazione) per adattarli ad un’architettura complessa “multistrato”! Quando un Comune destina il 50% delle proprie risorse finalizzate alla spesa ad un diverso ente (l’Unione) occorre ridisegnare le arene di discussione per la presa delle decisioni, altrimenti le istituzioni continueranno ad infilarsi in “vicoli ciechi” decisionali come quello imboccato dal presidente Lamandini sulla vicenda scodellamento. Ma anche, per fare un diverso esempio, la vicenda della Strada dei vini e dei sapori con il progressivo accumulo di un debito (qualche centinaio di migliaia di euro) che nel 2008 ha portato a ridisegnare completamente strumenti e metodi di governo è spiegabile con l’incapacità di esercitare un controllo e di intervenire tempestivamente, conseguenza di un deficit di trasparenza nei confronti della collettività e dei propri rappresentanti (vedi).

Il cartello informativo del cantiere per la sistemazione di Corso Italia (foto del 9 maggio 2009)

[2] Per comprendere le principali attività svolte nel 2009 dal Comune di Vignola (ovvero le modalità di impiego dei 20 milioni di euro) ci si deve rivolgere all’unico documento di taglio “descrittivo”, ovvero alla Relazione illustrativa della giunta – il documento “della Giunta” che accompagna il bilancio vero e proprio. Bisogna subito dire che anche quest’anno la Relazione è un documento ostico alla lettura, decisamente poco invitante (provare per credere: qui il testo in pdf). Non che non manchi qualche (piccola) novità positiva. Ma siamo ancora lontani dall’avere a disposizione un documento che sia efficace nel “rendere conto” e dunque leggibile per il “cittadino comune” – uno dei 24.000 “datori di lavoro” del sindaco Daria Denti, per stare ai suoi manifesti elettorali. E non ci vorrebbe tanto per fare un salto di qualità. Bisogna però avere le idee chiare in merito al “cosa chiedere” ad un siffatto documento di rendicontazione. E bisogna, di conseguenza, impostare il lavoro di redazione, evitando di procedere ad un semplice affastellamento delle relazioni prodotte – tutte con criteri diversi! – dai diversi uffici coinvolti. L’esito di questa organizzazione approssimativa è un documento di 164 pagine la cui lettura è assai poco invitante. Sia perché alcune sezioni sono decisamente ridondanti. Sia perché mancano alcuni “pacchetti informativi” decisivi (generalmente quelli relativi ai temi più impegnativi o “scomodi”). Manca in particolare una trattazione di che cosa è stato ottenuto per i cittadini ed il territorio dai trasferimenti ai numerosi enti “partecipati” od a cui l’amministrazione ha affidato la gestione di servizi o funzioni. Nulla si dice, ad esempio, dei trasferimenti a Vignola Grandi Idee e delle relative ricadute sul territorio (tema, tra l’altro, oggetto di polemiche tra le forze politiche proprio in conseguenza della mancanza di una puntuale rendicontazione). Della Strada dei vini e dei sapori si è già detto. Non si presenta alcun “sistema” di valutazione della qualità dei servizi la cui gestione è stata affidata – per decisione degli organi politico-amministrativi – ad HERA (fornitura di gas metano, di acqua, smaltimento rifiuti, spazzamento, ecc.). E così via. Ulteriore riprova del fatto che manca un pensiero forte in tema di governance – che significa poi capacità di indirizzo e di controllo in merito alle politiche ed ai servizi erogati. I dati in più – che pure ci sono – sono in genere dati di attività, che dunque assai poco dicono sulla qualità della performance. Insomma dicono qualcosa, ma non abbastanza per capire come e dove sta andando il Comune di Vignola.

Il progetto dell'ampliamento del cimitero di Vignola (foto del 22 aprile 2010)

[3] In modo abbastanza arbitrario riporto qui alcune informazioni tra quelle contenute nella Relazione. Il numero totale degli “accessi” ai servizi sociali dell’ASP G.Gasparini è stato pari a 3.101 nel 2009 contro i 2.466 del 2008 (+25,8%) a livello di Unione; 1.019 contro 795 (+28,2%) per il Comune di Vignola (p.33), a testimonianza – ce ne fosse ancora bisogno – del fatto che la crisi economica sta mettendo in difficoltà un numero crescente di famiglie. Allo stesso tempo però diminuiscono le risorse assegnate per i “buoni per l’affitto”: per Vignola si tratta di 296.551 euro di contributi erogati nel 2009 contro i 353.851 del 2008 (p.34).
Sono diminuite le violazioni accertate alle norme del codice della strada, con particolare riferimento alle violazioni del “rosso” al semaforo – conseguenza del sequestro dei Photored. Mentre tali violazioni erano risultate pari a 7.984 nel 2008, nel 2009 ne sono state rilevate solo 1.998 (non perché gli automobilisti vignolesi siano nel frattempo diventati più disciplinati, però!). Nel complesso le sanzioni da violazione del codice della strada sono passate da 18.685 del 2008 (una per ogni vignolese maggiorenne!) a 11.932 del 2009 (p.49).
Migliora la raccolta differenziata (stimata pari al 43%), ma la quota-obiettivo del 55% rimane tuttora assai distante. Nel 2009 sono state raccolte complessivamente 15.305 tonnellate di rifiuti; erano 14.406 nel 2008. Si è registrato dunque un incremento del 6,2% in un anno (mentre la popolazione residente è cresciuta “solo” dell’1,7%). La produzione procapite di rifiuti urbani è ora pari a 0,62 tonnellate per abitante per anno (erano 0,60 ton nel 2008).
Come sempre succede maggiormente visibili sono le “opere pubbliche” realizzate, tutte frutto del lavoro dell’amministrazione Adani: la nuova rotatoria all’incrocio tra la Tangenziale ovest e via per Spilamberto (oggi in via di completamento); la riqualificazione di Corso Italia da “Piazzetta Braglia” a Piazzetta Ivo Soli; realizzazione di via Ravenna e della immissione di via Venturina sulla strada provinciale davanti allo stabilimento Fabbri; la realizzazione di percorsi ciclabili/pedonali sulla Tangenziale; l’ampliamento del Cimitero e del parco connesso (in via di completamento).

La nuova pista ciclabile lungo la circonvallazione all'altezza di via Libertà (foto dell'1 novembre 2009)

[4] Qualche ulteriore informazione la si ottiene da un’analisi dei trend storici – sia relativamente alla spesa corrente, sia relativamente agli investimenti. In merito alla spesa corrente la Relazione non è molto ricca di dati storici. Il grafico n.9 di pag. 12 evidenzia una crescita della spesa corrente dal 2002 (primo anno rappresentato) fino al 2008, mentre la spesa corrente del 2009 risulta inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (anche se ciò è dovuto essenzialmente al trasferimento della gestione della farmacia a Vignola Patrimonio Srl, con “fuoriuscita” dunque dal bilancio comunale). Più puntuale è la rappresentazione dell’andamento degli investimenti nel quinquennio 2005-2009 (tab. 17 a pag. 16). Nei 5 anni l’amministrazione comunale ha speso per investimenti la somma di 34,2 milioni di euro (si tratta di fatto dell’ultima legislatura del sindaco Adani). Di questi 5 anni proprio il 2009 è stato quello di minore spesa: 5.153.000 euro (mentre la media del quinquennio è di 6,8 milioni di euro annui, con il picco massimo nel 2008, quando per investimenti il Comune di Vignola spese 9,2 milioni di euro). Come riportato a pag. 16, rispetto agli investimenti programmati (complessivamente pari a 9.371.000 euro), gli impegni contabilizzati nel 2009 sono pari a 5,1 milioni di euro, dunque con una riduzione del 45% rispetto alla previsione. La riduzione degli investimenti nel 2009 – anticipazione dell’opera di downsizing avviata dall’amministrazione Denti e che caratterizzerà l’intera legislatura (con il ritornello: “meno soldi, meno opere”) – è dovuta allo “slittamento” al 2010 di alcuni grandi progetti: avvio degli espropri e progettazione per il nuovo Polo scolastico (che nel frattempo si prospetta di “ridimensionare” al 70% della dimensione inizialmente ipotizzata, seppure in mancanza di una previsione della crescita demografica e della popolazione scolastica un minimo articolata; vedi pag. 81); intervento di realizzazione del Parco pubblico “Città dei bambini e della bambine” (nel frattempo divenuto anche un parcheggio nelle “basse” di Vignola: vedi); intervento relativo alla dorsale fognaria “Area Nord” di Vignola. In sintesi, se nel 2009 il volume degli investimenti è in significativo calo, ma non si discosta troppo dalla media del quinquennio, negli anni a venire non sarà facile “stare nella media” degli anni passati. L’azione congiunta tra crisi economica (che rende più difficile, ad esempio, la realizzazione del programma di alienazioni e dunque il finanziamento delle opere programmate), minore capacità di fundraising e decisione di ridimensionamento assunta autonomamente dall’amministrazione Denti potrebbe  portare ad un forte rallentamento della trasformazione della città e della riqualificazione dei suoi spazi. Lo vedremo presto.

2 Responses to Bilancio d’esercizio 2009. Che cosa ci dice?

  1. umbi ha detto:

    Ciao Andrea! Causa fretta mi son fermato al punto “commissioni non pubblicizzate”

    Ti segnalo una mozione già approvata e in parte già resa esecutiva:
    http://spilumberto.wordpress.com/2010/02/17/%e2%80%9cdove-men-si-sa-piu-si-sospetta%e2%80%9d/

    Stiamo lavorando per la registrazione audio in formato digitale del consiglio e la loro pubblicazione on line.

    Più tardi continuerò nella lettura, intanto buona giornata!

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Umberto, conoscevo la tua mozione e l’ho anche apprezzata. Avevo controllato sul sito web dell’Unione e, non trovando alcuna convocazione, ero convinto che non fosse ancora stata implementata. D’altro canto non so dirti in quale sito web gli avvisi si cancellano da scaduti (ma non la presentazione del presidente Lamandini!). Comunque, rimane che ad oggi non abbiamo ancora raggiunto il rudimentale livello di coordinamento divenuto prassi sino al 2008. Il tema rimane tutto. Per affrontarlo produttivamente occorre in primo luogo riconoscere l’esistenza di un problema. E già questo non è scontato. In secondo luogo bisogna studiare la soluzione (e quindi metterla in atto). Ad oggi troppi cittadini non capiscono cos’é e a cosa serve l’Unione. Ma soprattutto troppi consiglieri comunali. Non è improbabile recuperare il loro consenso. Bisogna però lavorarci seriamente.

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