Via Barella: partecipazione o manipolazione?

Il giorno 24 marzo l’amministrazione comunale ha presentato il progetto di sistemazione di via Barella (qui il resoconto: vedi). Il progetto, ampiamente atteso, introdurrà notevoli migliorie alla viabilità: restringimento e disassamento della sede stradale per ridurre la velocità di percorrenza, sistemazione dei marciapiedi, realizzazione di una pista ciclabile che completa il tratto già esistente davanti all’ingresso secondario del cimitero. In quell’occasione, pur senza dirlo in modo chiaro ed esplicito, si è anche fatto intendere ai presenti che si sarebbe provveduto ad abbattere i 27 tigli oggi esistenti su uno dei lati della strada. Che questa fosse l’intenzione dell’amministrazione è stato quindi esplicitato nel comunicato stampa trasmesso ai quotidiani locali in quei giorni (ecco il testo: vedi). Vi si legge: “Per quanto riguarda le piante esistenti lungo la via, un ulteriore studio sul loro stato di salute fatto su richiesta dei cittadini da un esperto esterno, l’agronomo Antonaroli, ha confermato quanto già riscontrato lo scorso anno dall’ufficio ambiente del Comune, ossia lo stato di grave sofferenza della maggior parte dei 27 tigli presenti, alcuni dei quali risultano essere addirittura a rischio di schianto. E’ stata pertanto decisa la sostituzione con dei frassini minori, alberi decisamente più piccoli (raggiungono l’altezza massima di 6-7 metri) e pertanto bisognosi di meno spazio, venendo così anche incontro alle richieste dei residenti che lamentavano forti disagi.” Tutto bene dunque? A me sembra di no. E vorrei provare ad argomentarlo.

I tigli di via Barella: sono davvero così malandati? (foto del 16 aprile 2010)

[1] Sui progetti di risistemazione di via Barella e via Libertà è stata l’amministrazione comunale a promuovere la realizzazione di un “percorso” di partecipazione dei cittadini. E’ stata coinvolta Marianella Pirzio Biroli Sclavi, etnografa urbana, esperta di “arte di ascoltare” e di “risoluzione creativa dei conflitti”. La gestione del percorso partecipativo è stato affidato ad una società “specializzata” (Genius Loci Sas) ed in particolare alle persone di Gerardo de Luzenberger e Sara Seravalle. Sono state applicate tecniche e metodologie più o meno creative, partecipative, di raccolta di osservazioni e suggerimenti e così via. Questo percorso (altrove l’ho raccontato, analizzato e criticato con dovizia di particolari: vedi1, vedi2, vedi3, vedi4, vedi5, vedi6) è iniziato l’1 ottobre e terminato il 12 dicembre 2009. E’ terminato con una sorta di “quaderno di raccomandazioni” che i cittadini hanno consegnato all’amministrazione comunale (qui il pdf con le 19 slides: vedi). E’ vero che sin dall’inizio, tra le “regole d’ingaggio”, era specificato che la responsabilità ultima della decisione spettava comunque all’amministrazione comunale. Nella slide n.4 delle conclusioni di “Via della Partecipazione”, 12 dicembre 2009, si scrive infatti: “Quelle che seguono sono le indicazioni emerse dal percorso partecipato. La responsabilità finale della scelta resta dell’ Amministrazione.” Ma è anche vero che, una volta chiuso un percorso in cui l’amministrazione ha coinvolto i cittadini, il loro parere non può essere dichiarato irrilevante. Perché invece è quello che è successo. Si tratterebbe di quella che in gergo tecnico si chiama: contraddizione performativa. Del tipo: “vieni avanti!” (e intanto chiudo la porta). Ovvero: “dimmi la tua opinione” (sottintendendo: “che ne voglio tener conto”) e poi faccio come se tu non l’avessi detta. Perché in effetti dal percorso partecipato di “Via della Partecipazione” era emerso un principio chiaro: si faccia il possibile per salvare gli alberi. Ovvero: tutti i partecipanti riconoscevano l’importanza della riqualificazione delle due vie, ma la maggioranza di essi chiedeva che essa venisse attuata senza abbattere gli alberi (o sacrificandone il numero minore possibile). Molti dei cittadini partecipanti hanno proposto argomenti a sostegno di questa posizione – io e Stefano Corazza li abbiamo rielaborati e proposti su questo blog (vedi).

I tigli di via Barella: davvero sono così malandati? (foto del 16 aprile 2010)

[2] Cos’è dunque successo dopo il 12 dicembre 2009 che ha portato ad un ribaltamento delle conclusioni? L’amministrazione ha accantonato i cittadini. Non li ha informati sulle operazioni che stava facendo, né li ha coinvolti nei sopralluoghi “tecnici”. Ha invece affidato un incarico al tecnico agronomo Riccardo Antonaroli che il 18 febbraio ha effettuato un sopralluogo in via Barella (non sappiamo se anche in via Libertà) ed ha analizzato, essenzialmente “visivamente”, le condizioni sanitarie e strutturali dei 27 tigli. Ha quindi prodotto una prima relazione, datata 27 febbraio 2010 (ecco qui il testo: vedi), in cui classifica gli alberi di via Barella. Risultato: dei 27 tigli, 2 sono collocati nella classe di “stato sanitario” D, ovvero risultano a “rischio di schianto o ribaltamento molto alto”. Un ulteriore tiglio è collocato in una posizione intermedia tra la classe C e D. 16 tigli sono invece classificati in “classe C” (ovvero con stato di salute “alterato”; per questi alberi non è prescritto l’abbattimento, ma solo l’effettuazione di verifiche periodiche; si aggiunge: “probabile necessità di intervento di manutenzione straordinaria”). 8 tigli invece sono collocati in classe B: godono di “buona” salute (non “ottima”). La relazione dice in modo chiaro che le cattive condizioni degli alberi sono state determinate dal modo in cui sono stati gestiti nel tempo (potatura a “capitozzatura” ecc.). Dunque se leggiamo con attenzione la relazione Antonaroli del 27 febbraio gli alberi da abbattere sono al massimo 3. Ma c’è di più. Il test del “rischio di schianto” è stato effettuato, in modo del tutto naturale, il 10 marzo scorso quando su Vignola sono caduti 57 cm di neve. Decine di alberi (anche in parchi pubblici, vedi il parco del Municipio) sono in effetti “schiantati” del tutto o in parte. Non così invece per i tigli di via Barella (e via Libertà), a testimonianza che il rischio di schianto è lì probabilmente meno probabile di quello che si stima! C’è tuttavia una seconda “perizia” dell’agronomo Antonaroli, di qualche giorno successiva a quella citata (evidentemente la prima non bastava per i fini dell’amministrazione). E’ datata 2 marzo (ecco qui il testo: vedi). Vi si dice che i lavori di sistemazione della via (secondo il progetto redatto dall’Ing. Poli) porteranno “a gravi conseguenze per le condizioni dell’alberata pubblica”. Si prevede, cioè, un danneggiamento irreparabile delle radici “con ulteriori effetti negativi a medio e lungo termine sulle condizioni fitosanitarie dell’albero e sulla sua stabilità.” Con una formulazione un po’ ambigua (non si capisce infatti se il riferimento è alla condizione attuale od a quella che verrà a determinarsi probabilmente in futuro a seguito dei lavori) la “perizia” si chiude affermando: “è necessario prescrivere l’immediato abbattimento delle piante”. Ricordo che una delle prescrizioni consegnate dai cittadini all’amministrazione era: “Per la salvaguardia degli alberi occorre che i lavori di risistemazione siano fatti con grande attenzione alle radici.” (slide n.7 delle conclusioni di “Via della Partecipazione”, 12 dicembre 2009)

Via Barella: i tigli (foto del 16 aprile 2010)

[3] Non ho di certo le competenze tecniche per contestare le conclusioni della “perizia” dell’agronomo Antonaroli. Vedo che la perizia n.1 (quella del 27 febbraio) richiede l’abbattimento di soli 3 alberi. Vedo che la perizia n.2 (quella del 2 marzo) contiene affermazioni che vanno al di là delle competenze dell’agronomo, visto che escludono la possibilità di condurre i lavori di rifacimento dei marciapiedi senza danneggiare in modo significativo gli alberi (l’agronomo Antonaroli ha le competenze per dire ciò? sa esattamente in cosa consistono i lavori e quali accorgimenti potrebbero essere presi?). In ogni caso mi è chiarissima l’incoerenza del percorso promosso dall’amministrazione comunale. A chiunque risulta evidente la necessità di svolgere le perizie tecniche prima e non dopo il percorso partecipativo! A chiunque risulta evidente, inoltre, che nel passaggio dalla conclusione del progetto partecipativo (il 12 dicembre 2009) e la presentazione del “nuovo” progetto di risistemazione di via Barella (il 24 marzo 2010) ci sono “zone di opacità”. Il modo di fare dell’amministrazione comunale non dissipa i dubbi sull’imparzialità della condotta (dubbi che sorgono spontaneamente quando c’è un conflitto in atto), anzi li alimenta. Anche perché risulta evidente – a chi ha preso parte al percorso partecipativo – un atteggiamento “manipolatorio”. Sia perché dopo la “trasparenza” di Via della partecipazione l’amministrazione si è chiusa dentro alle proprie stanze lasciando fuori i cittadini interessati (costava molto informare e far partecipare anche in quest’ultima fase?). Sia perché la “responsabilità” della perizia Antonaroli è attribuita forzosamente ai cittadini stessi (nel comunicato stampa si dice che l’ulteriore studio sullo stato di salute degli alberi è stato fatto “su richiesta dei cittadini”). Ma è davvero così? No, se le parole hanno un senso. Infatti nelle slides delle conclusioni di “Via della Partecipazione” non è menzionata alcuna richiesta di supplemento d’indagine sulla salute degli alberi. E’ scritto invece: “Proponiamo di avviare immediatamente un’analisi approfondita che, albero per albero, valuti le motivazioni alla base della richiesta di sostituzione ed eventuali soluzioni alternative.” (slide n.18 delle conclusioni di “Via della Partecipazione”, specificamente riferita a via Barella, 12 dicembre 2009) Con questo non voglio dire che il supplemento d’indagine non serva a nulla, ma certamente esso non è stato richiesto dai cittadini. I cittadini avevano invece richiesto ben altro! Avevano richiesto di valutare le motivazioni per cui alcuni residenti chiedevano l’abbattimento degli alberi (danni alle proprietà?) e di cercare “eventuali soluzioni alternative”. Perché il comunicato stampa dell’amministrazione presenta le cose in modo diverso? Per questo modo di fare la lingua italiana utilizza il termine “manipolazione”.

Via Barella: i tigli (foto del 16 aprile 2010)

[4] L’esperienza di “Via della partecipazione” ha messo in luce un’amministrazione incompetente e che si affida, per saltarci fuori con il minimo di “danno d’immagine”, a pratiche manipolatorie. Incompetente per il modo in cui ha “governato” il processo partecipativo. I cittadini sono stati chiamati a dare il loro contributo, ma senza informazioni tecniche che solo a posteriori (quando la partecipazione era terminata) sono state presentate come determinanti (lascio in sospeso il giudizio sulla validità delle conclusioni della relazione 2, quella del 2 marzo). C’è qualcuno che porta la responsabilità politica di questo modo maldestro di gestire il progetto? C’è qualcuno che porta la responsabilità politica di una spesa (25.000 euro) assolutamente inutile? C’è qualcuno che porta la responsabilità di avere illuso con discorsi e narrazioni sulla “gestione creativa dei conflitti”, quando bastava (così sembra) assegnare l’incarico di una perizia all’agronomo Antonaroli? Ma oltre che incompetenza, l’amministrazione rivela anche una modalità manipolatoria nei confronti dei cittadini. Abbiamo dimostrato che la richiesta del supplemento d’indagine non è stata fatta dai cittadini partecipanti (essa andava certamente fatta, ma prima di iniziare il percorso partecipativo, non dopo!). Se qualcuno vuol produrre diversi argomenti io sono pronto ad ascoltarli.

Via Barella: tutti d'accordo sulla necessità di sistemare finalmente i marciapiedi! (foto del 31 ottobre 2009)

[5] L’esperienza di “Via della partecipazione” getta una luce inquietante sulla concezione che l’amministrazione ha della partecipazione dei cittadini. Bisognerà cercare di fare chiarezza una volta per tutte sulle regole che debbono presiedere alla partecipazione. Altrimenti il rischio che la partecipazione diventi manipolazione (governata dall’alto) diventa reale. Ma c’è un secondo aspetto inquietante. Riguarda il destino di via Libertà e dei suoi 172 alberi (in larghissima parte tigli). La “perizia” n.2 dell’agronomo Antonaroli decreta di fatto l’abbattimento anche di quegli alberi (leggere la tabella a pag.5). Se i 27 tigli di via Libertà sono messi irrimediabilmente a morte dai lavori stradali per la sistemazione di via Barella non si capisce come possa essere altrimenti per gli alberi di via Libertà. Quand’è che l’amministrazione comunale avrà il coraggio di dirlo pubblicamente? Quand’è che avrà il pudore di riconoscere la propria “incapacità” sul tema della partecipazione (quella vera, non taroccata) dei cittadini?

PS Nella sezione di “Via della partecipazione”, nel sito web del Comune di Vignola, non trovate le “perizie” dell’agronomo Antonaroli (così ad oggi, 16 aprile 2010, ore 23.55). Non vi trovate più neppure i materiali originari del progetto. Sono anche questi segni dell’imbarazzo di un progetto costato 25.000 euro per far partecipare i cittadini in modo inutile. Inutile perché, alla fine, le decisioni da prendere sono state affidate ad una “perizia” tecnica.

4 Responses to Via Barella: partecipazione o manipolazione?

  1. maurizia ha detto:

    in questi anni hanno trasformato Vignola in una
    giungla di cemento ed asfalto. Se possiamo fare
    qualcosa di concreto facciamolo, ci guadagneremo
    tutti.

  2. paolo ha detto:

    Tre banali osservazioni:
    1) un percorso della partecipazione DOVEVA essere gestito direttamante dagli Amministratori senza l’utilizzo di Società per la comunicazione!!!
    (e il conseguente spreco di 25.000 Euro);

    2) le verifiche tecniche sullo stato degli alberi
    dovevano essere effettuate prima di avviare il percorso di partecipazione per poter consentire a tutti di avere utili informazioni per esprimersi!!!

    3) che senso ha far effettuare due perizie all’Agronomo a distanza di pochi giorni in cui vengono cambiate completamente le valutazioni????

    Questo caso meriterbbe segnalazione a Striscia la Notizia!!! Dopo ne vedremmo delle belle!!!

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Paolo, hai perfettamente ragione. Purtroppo l’esperienza di “partecipazione” applicata alla progettazione di via Barella è un caso da manuale su come NON si fa partecipazione. Alla fine l’amministrazione comunale ha deciso semplicemente di tornare al progetto originario, avendo perso un anno di tempo, avendo buttato via 25.000 euro, avendo preso per il naso qualche decina di cittadini che hanno messo tempo ed idee nel percorso partecipativo. Qualche cittadino sta reagendo ora, scrivendo “disgustato” all’amministrazione. Ma sono ancora pochi! Forse bisognerebbe davvero affidarsi ai mass media per richiamare l’attenzione della collettività su questo modo “manipolatorio” di fare. Temo che sia solo un episodio di una serie che sarà piuttosto lunga!

  3. sergio smerieri ha detto:

    Affidare a terzi sconosciuti (a noi) la gestione del percorso di partecipazione è il modo classico di “non metterci la faccia”. Il pre-pilatismo. Provate immaginare la pressione dei comercianti sugli assessori se fossero stati loro i referenti al dibattito. DIBATTITO?

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