Via Barella: quando la partecipazione è una farsa

Mercoledì 24 marzo, ore 20.30, presso la biblioteca Auris si è tenuto l’incontro di presentazione del progetto “definitivo” di sistemazione di via Barella – una delle due vie su cui era stato costruito un percorso di “progettazione partecipata” con residenti e cittadini (il progetto “Via della partecipazione”: vedi). 18 i presenti, più i tecnici comunali e l’assessore ai lavori pubblici Montanari. Il progetto Via della partecipazione era terminato il 12 dicembre 2009, dopo due mesi e mezzo di incontri condotti con diverse metodologie. Ed era terminato affermando in modo chiaro principi-guida e linee progettuali dei due interventi da realizzarsi su via Barella e via Libertà. Quattro i “principi generali” affermati, tra cui anche quello di “salvare il più possibile gli alberi” (per questo materiale si veda il pdf delle conclusioni: vedi).

Incontro pubblico di presentazione del progetto "definitivo" di via Barella (foto del 24 marzo 2010)

Ad un livello meno generale erano le “indicazioni specifiche”, tra cui: “per la salvaguardia degli alberi occorre che i lavori di risistemazione siano fatti con grande attenzione alle radici. Inoltre alla base degli alberi deve essere lasciata una fascia verde continua di 150 cm di larghezza laddove possibile, lasciando gli accessi agli edifici percorribili”. Nello specifico di via Barella, poi, il principio del “salvaguardare gli alberi” era declinato operativamente in tal modo: “il criterio generale di «salvare il più possibile gli alberi» va coniugato al desiderio espresso dagli abitanti della strada di sostituirli. Proponiamo di avviare immediatamente un’analisi approfondita che, albero per albero, valuti le motivazioni alla base della richiesta di sostituzione ed eventuali soluzioni alternative.” Mi sembra che sia chiara l’indicazione di salvare il maggior numero di alberi possibile. Bene. Fatto sta che la soluzione presentata dai tecnici comunali il 24 marzo prevede l’abbattimento di tutti gli alberi! Cosa succede?

Via Barella (direzione via per Sassuolo): è evidente il bisogno di sistemazione del marciapiede (foto del 31 ottobre 2009)

[1] L’oggetto del contendere degli interventi di sistemazione di via Barella e via Libertà è sin dall’inizio stato il mantenimento o meno degli alberi, in prevalenza tigli, presenti a bordo strada. Per questo si può facilmente affermare che l’intervento principale della serata del 24 marzo è stato quello del Dott. Stefano Zocca, tecnico comunale. Che ha illustrato i risultati di un incarico di valutazione dello stato dei 27 tigli di via Barella, affidato al Dott. Agr. Riccardo Antonaroli (con studio a San Giovanni in Persiceto). Ed i risultati sono che dei 27 tigli, nessuno risulta in “classe A” (condizioni ottimali), 8 si collocano in “classe B” (discrete condizioni), 16 in “classe C” (compromessi), 1 al confine tra classe C e D, 2 in “classe D” (da abbattere). Risultato: l’amministrazione ha previsto il completo abbattimento di tutti i 27 tigli di via Barella. Questi verranno sostituiti, nel nuovo progetto, con altri alberi, probabilmente della specie Frassino minore (Orniello), anche se non è del tutto esclusa la possibilità che si tratti di alberi di Carpino o di Querce rosse americane (come in via Caselline). Ovviamente nelle spiegazioni del tecnico la responsabilità della condizione “disastrata” degli alberi di via Barella è da attribuirsi all’amministrazione comunale, che a suo tempo (più di 30 anni fa) li piantò troppo a ridosso delle proprietà private (ma ci sono pur sempre 1,5 metri di distanza), scelse la specie sbagliata (i Tigli crescono troppo!) e quindi effettuò le potature in modo decisamente scorretto. E con tutto ciò determinò una situazione a cui – secondo questo parere – non si può porre rimedio se non con l’abbattimento.

Via Barella in prossimità della minirotatoria dell'incrocio con via per Sassuolo (foto del 31 ottobre 2009)

[2] Non ho le competenze tecniche per mettere in discussione le risultanze della perizia dell’agronomo e dunque considero valide quelle conclusioni – sino a prova contraria. Ho però le competenze logiche – quelle che secondo Jean Piaget si acquisiscono al termine dell’infanzia – per comprendere che nel percorso di “Via della Partecipazione” c’è qualcosa che non ha funzionato! Mi è chiarissima, ad esempio, l’assurdità di costruire un percorso di partecipazione che mobilita 100-200 cittadini per due mesi e mezzo e li fa lavorare sulla base di presupposti non verificati (ovvero: che quegli alberi non avessero alcun problema, almeno nella stragrande maggioranza dei casi). E che effettua la verifica di questo aspetto solo dopo la conclusione del percorso partecipativo! Questo modo di lavorare può essere descritto in un solo modo: prendere la gente per il naso! Se dunque assumiamo per vera, per corretta, la perizia tecnica, risulta evidente, in modo inequivocabile, che la falla si manifesta nella conduzione del processo partecipativo. Risulta così inevitabile chiedersi perché un elemento di primaria importanza per giungere a prendere una decisione razionale non è stato acquisito all’inizio del percorso (ed è invece stato prodotto solo quando il percorso era già terminato). Risulta così evidente sia l’ironia di una situazione che ha visto, da un lato, Marianella Sclavi teorizzare sul “confronto creativo” e la “potenza” dei frame nel pensiero di Watzlawick e colleghi (vedi) e, dall’altro, il progettista dell’intervento di via Barella riproporre alla fine di un percorso di mesi di stand-by (e costato ai cittadini vignolesi 25.000 euro) la stessa soluzione progettuale a cui era già approdato all’inizio del 2009, un anno fa! Potenza del “confronto creativo”!! Circa questa modalità dissennata di conduzione della “partecipazione” dei cittadini bisogna però avere il coraggio di rimarcare che qualcuno deve pur essere tenuto politicamente responsabile! Lo abbiamo già detto molte volte e lo ripetiamo qui una volta di più: questo modo di fare è il segno della debolezza della politica. Questa è la conseguenza dell’avere amministratori che sono chiamati a presiedere “cose” rispetto a cui non hanno né capacità di visione, né capacità di conduzione. Qualcuno vuole sostenere il contrario?

L'incontro pubblico di presentazione del progetto "definitivo" di via Barella (foto del 24 marzo 2010)

[3] Ovviamente sin qui ho assunto per valida la perizia che classifica la maggior parte dei tigli di via Barella come alberi “a rischio” e dunque da abbattere o in rapido ed inesorabile avvicinamento a questa condizione (sono le classi C e D). Ma in un percorso di partecipazione segnato dal conflitto dei valori – in primo luogo sul “valore di un albero” (vedi)  – non è pensabile non andare a verificare anche la solidità della valutazione tecnica. Ed al proposito occorre rimarcare l’assoluta mancanza di trasparenza, conseguenza di una gestione – questa sì, niente affatto partecipata (o condivisa) – del percorso partecipativo. Non ci voleva tanto, sapendo che questo è il vero aspetto controverso, mettere a disposizione la documentazione tecnica a residenti e partecipanti. Ma la grammatica elementare della partecipazione è ancora distante dall’essere acquisita!
[4] La presentazione di stasera ha inoltre messo in luce che ancora a più di un anno dalla presentazione dell’originario progetto di sistemazione di via Barella (era l’inizio 2009) alcuni aspetti progettuali non sono stati definiti con precisione. O che ci sono ancora margini di miglioramento, come ha evidenziato la discussione della seconda parte della serata (quella sul progetto). Il posizionamento dei cassonetti lungo la via non ha ancora trovato una soluzione ottimale (e plausibilmente HERA stessa introdurrà delle modifiche a seguito del posizionamento di nuove “isole” di raccolta nell’adiacente via Marchetti). Ed anche il posizionamento degli attraversamenti pedonali ha suscitato forti perplessità (attraversamenti posizionati a distanza dai cassonetti dei rifiuti, quando il conferimento dei rifiuti costituisce, in quel contesto, il motivo principale di attraversamento della strada)! Insomma, il progetto “definitivo” è risultato assai meno definitivo di quello che era lecito aspettarsi.

Via Barella in prossimità della minirotatoria nell'incrocio con via per Sassuolo (foto del 31 ottobre 2009)

[5] L’insieme di questi elementi getta forti dubbi sulla reale volontà dell’amministrazione comunale. L’impressione, forte, è che si intenda usare la “partecipazione” come metodo di “addomesticamento” o di “manipolazione”. Emerge comunque l’evidente incapacità di gestire, non solo tecnicamente, ma anche politicamente, un reale processo di progettazione partecipata. Emerge infine il fatto che la prima a non riconoscere il “valore degli alberi” (vedi) è la stessa amministrazione comunale. Per questo l’esperienza di “Via della Partecipazione” assume sempre più i tratti di una farsa (con buona pace di Genius Loci & C.)! I tigli di via Libertà sono avvisati.

PS La convocazione dell’incontro pubblico del 24 marzo riportava anche la seguente affermazione: “Durante l’incontro verrà illustrato il progetto ultimato, al quale sono state apportate le modifiche fornite dai cittadini che hanno partecipato ai precedenti incontri.” Quali siano però le modifiche fornite dai cittadini non è chiaro. E’ chiaro, invece, che il principio di “salvare il più possibile gli alberi” è stato bellamente trascurato.

2 Responses to Via Barella: quando la partecipazione è una farsa

  1. paolo ha detto:

    oltre a non avere il coraggio delle proprie idee, si spendono soldi pubblici per Genius Loci che, l’ultimo
    consigliere comunale di Agrate Brianzolo avrebbe definito:”utilizzare una societa’ di intermediazione per interpellare i Cittadini su un progetto di sistemazione di una via? ma noi cosa ci stiamo a fare? E’una cagata pazzesca!!!”

  2. daniela ha detto:

    Ciao Andrea, ancora complimenti per la Tua attività di informazione tramite il blog! Mi sento di aggiungere un semplice commento a quest’ultimo post: il modo in cui è stata condotta fino ad ora la “faccenda” della partecipazione lascia adito a due dubbi:
    1: vi sono difficoltà, in ambito di politica locale, in ambito tecnico di progettazione, a conciliare quanto espresso dai cittadini durante il percorso partecipazione con la progettazione e la realizzazione della ristrutturazione/manutenzione di via Barella e via Libertà? Se è così occore un ulteriore impegno in ambito aministrativo e progettuale da parte del personale del Comune coinvolto nella gestione di questi interventi.
    2: la “via della partecipazione” è stato apparentemente uno strumento per coinvolgere i cittadinio nelle scelte sui beni comuni, ma paradossalmente è stato esattamente il contrario. Le modalità con cui tale vicenda si sta ora svolgendo tende a dare il messaggio che la partecipazione è un nobile intento, ma la politica, quella locale come quella nazionale, segue altre corsi ed è appannaggio esclusivo di una classe dirigente che non ammette interlocutori o interferenze dal basso. Il modo di fare politica nel nostro paese tende costantemente ad allontanare il cittadino da essa e a generare un sentimento di sfiducia verso i politici e di rassegnazione verso una realta apparentemente non modificabile. L’unica cosa che i nostri politici non ci fanno mancare è l’adempimento ad una miriade (francamente eccessiva e inutile anche dal punto di vista di garantire sicurezza e trasparenza) di pratiche burocratiche (vedi decine di bollettini per tasse locali, contabilità astruse per la denuncia dei redditi, bolli e verifiche per l’auto di proprietà, etcc…) al fine di mantenerci impegnati a pensare e fare altro che politica.

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