Un raffazzonato programma di legislatura per l’Unione

Nel Consiglio dell’Unione Terre di Castelli di giovedì 18 marzo verrà presentato e messo ai voti il famigerato Programma di legislatura 2010-2014 dell’Unione (ecco qua il documento in pdf di 27 pagine: vedi). La sua mancata presentazione ha determinato il rinvio dell’approvazione del Bilancio di previsione 2010, inizialmente prevista per giovedì 11 marzo (vedi). Per non ritardare ulteriormente l’approvazione del bilancio è stato dunque redatto in fretta e furia un documento programmatico. E si vede. Le uniche sezioni dignitose sono quelle su scuola e sociale, ma anche queste sono incomplete (per una riflessione un po’ articolata sulle politiche per la scuola nel territorio: vedi). Una presentazione assolutamente striminzita (tre righe ciascuno!) è dedicata a pezzi importanti delle politiche per l’Unione: famiglia; giovani; immigrazione; PSC; ex-SIPE nel Tecnopolo modenese; HERA e politiche ambientali.

Union Jazz Band: metafora del gioco di squadra istituzionale che serve all'Unione Terre di Castelli (foto del 29 ottobre 2005)

Manca, volutamente, un richiamo alle criticità. Nulla si dice della Strada dei Vini e dei Sapori – risorsa o zavorra del marketing territoriale? (vedi). Di governance nemmeno l’ombra – forse è l’illusione che basti stare al vertice dell’Unione per avere “risolto” il problema. L’espressione “partecipazione dei cittadini” è usata una sola volta (p.24), ma in modo assolutamente “stanco” e rituale. Non si ha neppure la capacità di coinvolgere i consiglieri degli 8 Comuni, figurarsi i cittadini! D’altro canto quanto conti la “partecipazione” agli occhi degli amministratori dell’Unione lo testimonia il modo in cui è stato confezionato questo Documento programmatico – l’atto politico più importante di tutta la legislatura. Nessun coinvolgimento dei partiti di maggioranza! Nessun coinvolgimento delle forze economiche e sociali (che pur in passato un ruolo positivo sulla nascita dell’Unione l’hanno giocata)! Nessun coinvolgimento dei cittadini! Una sola cosa è apprezzabile in questo documento. Si tratta dell’introduzione, il “resoconto” dei primi 7 anni dell’Unione (pp.2-9). Si prova, con la speranza che sia una volta per tutte, a mettere i puntini sulle i, ovvero a ricordare (rinviando a documenti di analisi più sofisticati) che l’esperienza dell’Unione Terre di Castelli è indubbiamente positiva, sia dal punto di vista dell’efficacia (ampliamento della gamma dei servizi e dei programmi), sia da quello dell’efficienza (rapporto tra servizi erogati e spesa) (vedi). Peccato che anche in questo caso sia mancato un minimo di investimento verso i corrispondenti stakeholder, ovvero i consiglieri comunali. Spesso, anche tra quelli di maggioranza, c’è qualcuno che ritiene l’Unione un “carrozzone”. I buoni argomenti per convincere del contrario tutti quanti, maggioranza e opposizione, ci sono. Ma non è trasmettendo documenti cartacei o file che si raggiungerà il risultato. Occorre aprire arene di discussione. Arene vere. Di discussione vera. L’adesione al progetto dell’Unione passa per un’appropriazione critica (specie per i neo-consiglieri), non certo per un’atto di deferenza verso il presidente!

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