Cosa succede all’Unione Terre di Castelli? Impuntatura sul programma di legislatura

Davvero singolare la seduta del Consiglio dell’Unione Terre di Castelli di giovedì 11 marzo. Ha dato l’idea di una Giunta e di una maggioranza che arrancano. All’ordine del giorno c’è l’approvazione del bilancio di previsione 2010. Ma l’approvazione non c’è stata. Non c’è stata neppure la messa ai voti. Semplicemente il punto è stato rinviato ad una seduta consiliare che, oggi, è stata fissata per il prossimo 18 marzo (vedi). E’ infatti successo che un consigliere dell’opposizione, Simone Pelloni del gruppo Cittadini insieme nell’Unione (ma consigliere della Lega Nord a Vignola), abbia ricordato al Presidente, alla Giunta, alla maggioranza tutta che lo Statuto dell’Unione prevede che prima del primo bilancio di previsione (o almeno contestualmente) il Consiglio dell’Unione approvi anche il Programma di Legislatura (è l’art.19, comma 1; ne ho parlato in un post del 27 febbraio, al punto 3: vedi). Il fatto è che questo Programma di legislatura … non c’era! Difficile pensare ad una svista (sia in Giunta che tra i consiglieri di maggioranza vi sono persone che ben conoscono il punto, tra questi Maurizio Piccinini, capogruppo del gruppo Centrosinistra – Partito Democratico). E’ invece, probabilmente, un caso di trascuratezza, di sciatteria politico-istituzionale. Le norme che presiedono al funzionamento delle istituzioni vengono piegate in base agli interessi politici. Vediamo.

Il borgo di Castelvetro visto dalle colline circostanti (foto del 23 agosto 2008)

[1] Del bilancio di previsione 2010 dell’Unione Terre di Castelli abbiamo già riferito, seppure schematicamente (vedi). Varrebbe certo la pena approfondire. C’è indubbiamente un dato importante e positivo: un intervento significativo per fronteggiare il disagio sociale ed economico conseguente alla crisi. Un intervento significativo, ma la cui portata è difficile da valutare in assenza di dati su quello che è successo nel 2009, sulle risorse impiegate in quell’anno e sugli scenari per il 2010. Ricordo di aver sentito con le mie orecchie il sindaco di Vignola Daria Denti promettere al consiglio comunale di Vignola che entro febbraio avrebbe fatto avere i dati sugli effetti della crisi a Vignola (tramite l’assessore competente dell’Unione). Una delle tante promesse a cui non ha dato seguito. Comunque, dopo la presentazione fatta dall’assessore al bilancio dell’Unione Lalla Reggiani (nonché sindaco di Castelnuovo) si è passati a presentare e discutere gli emendamenti al bilancio, che erano tre, tutti presentati dal consigliere Simone Pelloni. Uno per aumentare l’organico della Polizia Municipale di due unità, anticipando assunzioni già programmate per gli anni futuri. Uno per spostare 100.000 euro dal PoesiaFestival ad altre voci di spesa (emendamento giudicato non ammissibile dal Revisore unico in quanto non considera che il PoesiaFestival non usa prevalentemente risorse proprie dell’Unione, ma contributi da sponsor). Ma quello più “ideologico” era il terzo, ad oggetto: “biglietto di sola andata per il rimpatrio dello straniero che ha perso il lavoro e vuole tornare a casa”. La descrizione: “Agevolare tutti coloro che non hanno più mezzi di sostentamento al rientro nei propri luoghi di origine. L’accesso a questo tipo d’agevolazione è unico”. Con questa proposta di emendamento si procede a vincolare 10.000 euro per la finalità descritta sopra. L’assessore alle politiche sociali dell’Unione, Emilia Muratori (sindaco di Marano), ha provato inutilmente a spiegare che questo tipo di intervento assistenziale è già praticato da tempo ogni qualvolta l’assistente sociale reputa che il rientro al paese d’origine risulti la soluzione preferibile per il nucleo familiare.

Il borgo antico di Savignano visto dalle colline retrostanti (foto del 15 marzo 2009)

Legittimamente il consigliere Pelloni ha rifiutato di ritirare l’emendamento richiedendo che venisse messo ai voti. Per intenderci va ricordato che l’emendamento vincola a questa finalità 10.000 euro su una voce di spesa “prestazioni di servizi” di 4.887.858 euro (codice n. 1100403). Anche questo rapporto – a fronte, inoltre, di un’attività che viene già svolta – evidenzia come l’emendamento fosse assolutamente irrilevante dal punto di vista sostanziale e, dunque, fosse del tutto simbolico. Evidentemente al consigliere Simone Pelloni premeva poter comunicare all’opinione pubblica di aver contribuito a “mandarne a casa”. Un messaggio che in una frazione della popolazione ha probabilmente un certo appeal. A fronte di una proposta di emendamento di questo tipo ci si sarebbe aspettato di tutto, tranne che esso venisse approvato! Per di più con il voto favorevole (il braccio alzato!) di larga parte della Giunta dell’Unione, tra cui il Presidente ed il Vicepresidente (rispettivamente Francesco Lamandini e Daria Denti). Viene in mente la famosa scena di Nanni Moretti: “dì qualcosa di sinistra!”. Perché erano in effetti disponibili diversi argomenti per dire sia dell’irrilevanza del provvedimento, sia del fatto che il fenomeno dell’immigrazione lo si vuole trattare in questo territorio senza alcuna demagogia. Senza alcun buonismo, con rigore nei confronti degli irregolari, ma senza alimentare una cultura dell’intolleranza o anche solo della ipersemplificazione. Invece no. Evidentemente il timore di dare spazio al messaggio leghista ha portato anche larga parte della Giunta a votare a favore (mentre la maggior parte dei consiglieri PD si sono almeno astenuti). Cartellino giallo (e segnalazione a Bersani)!

Scultura di Antonio Sgroi nella fontana in Piazza G.Falcone a Savignano s.P. (foto del 6 marzo 2010)

[2] Ho sinceramente apprezzato la presentazione al bilancio di previsione 2010 fatta dall’assessore dell’Unione Lalla Reggiani. Che ha parlato in modo chiaro, evidenziando i punti di forza (che ci sono), senza nascondere i punti di debolezza (che ci sono anch’essi). Soprattutto senza nascondere le difficoltà affrontate (e, secondo me, non risolte) nell’ultimo mese per cercare di “chiuderlo”, ovvero di “far tornare i conti”. Perché per giungere al pareggio in una situazione in cui i trasferimenti dai comuni non crescono in ugual misura della crescita dei servizi (l’incremento delle risorse sul “piano anti-crisi” e sui servizi alla persona) si è anche dovuto applicare qualche taglio. Che l’assessore Reggiani ha ricordato. Dimezzamento del personale al Centro per le famiglie (un provvedimento che, se applicato, significherà lo smantellamento del Centro). Riduzione di 3 unità di personale sui Centri Giovani. E, soprattutto, risparmio “teorico” di 500.000 euro derivante dal fatto che l’Unione intende mettere in discussione lo svolgimento delle funzioni di “scodellamento” presso le mense scolastiche, cercando di assegnare questa funzione al personale scolastico. Che sia possibile compiere questo “trasferimento” è tutt’altro che certo. Dunque è tutt’altro che certo il risparmio così ipotizzato. E’ certo, invece, che anche si riuscisse a trovare un accordo diverso da quello vigente con le istituzioni scolastiche questo non sarebbe comunque indolore né per l’Unione (che sosterrebbe comunque delle spese per l’incentivazione), né per le scuole stesse (con l’effetto di messa in discussione – anche localmente! – del tempo pieno). E’ certo anche che presentare una bozza di bilancio l’11 marzo senza aver verificata la fattibilità di quest’ipotesi è segno di irresponsabilità politica. Comunque. Ribadisco che la presentazione dell’assessore Reggiani è stata apprezzabile innanzitutto per la trasparenza, per il “parlar chiaro”, per il non aver nascosto né problemi, né incertezze, né tagli. E’ quello che dovrebbe fare un amministratore. Voto 8. Però bisogna anche dire che di questo “parlare franco” non c’è alcuna traccia nella Relazione Previsionale e Programmatica 2010-2012 (vedi) dove non si trova una sola parola sui tagli operati ai servizi. E’, come troppo spesso succede, una relazione di “propaganda”. Che rinuncia ad argomentare, a fornire dati, a convincere. Ma assume, invece, che il convincimento di chi legge sia insignificante. E’ così (e basta). Tant’é. Se l’assessore Reggiani è anche responsabile del “confezionamento” della Relazione al bilancio allora: voto 4. L’ennesima occasione persa (vedi).

L'oratorio settecentesco di Collecchio sulle colline di Spilamberto (foto del 23 agosto 2008)

[3] Ma come dicevo all’inizio la vicenda più interessante della seduta consiliare dell’11 marzo sta nel vedere Simone Pelloni che svolge la funzione di “custode” dello Statuto dell’Unione, richiamando gli amministratori e la maggioranza consiliare al rispetto degli impegni che essi per primi vi hanno inserito. Quando Simone Pelloni ha letto l’art. 19, comma 1 dello Statuto (quello che, appunto, recita: “Il Presidente dell’Unione presenta al Consiglio la proposta degli indirizzi generali di governo dell’Ente che formano il suo programma amministrativo. Tale proposta è approvata dal Consiglio in apposito documento, in una seduta non successiva a quella di discussione del primo bilancio di previsione dell’Unione”) ha gettato lo scompiglio nelle fila della maggioranza. Il Presidente Lamandini ha tentato una sortita maldestra. Ha provato ad “interpretare” la norma (decreto interpretativo?) dicendo che tutto sommato la Relazione di accompagnamento al bilancio (2010-2012) è il Documento programmatico di legislatura … in fondo mancano solo due anni per arrivare al 2014! Peccato che sia stato subito smentito dal Segretario Generale che, chiamato in causa dal consigliere Pelloni, ha precisato che di due documenti distinti si tratta! Ha anche precisato che la mancata approvazione del programma di legislatura non impediva l’approvazione del bilancio 2010. Ed è così. Si sarebbe trattato “solo” di una inadempienza politica! La maggioranza che non rispetta lo Statuto. E che si dimostra incapace di presentare al Consiglio ed ai cittadini dell’Unione programmi ed obiettivi che intende perseguire nella legislatura 2009-2014. Non male.

La rocca di Vignola vista da piazza Boncompagni (foto dell'8 luglio 2009)

A qualcuno questo passaggio può sembrare solo una formalità. Come si suol dire in queste occasioni: la politica è ben altro! Ho invece l’impressione che le cose non stiano così. Stiamo infatti parlando del documento di intenti politici e programmatici di una nuova Unione (8 comuni anziché 5), territorialmente meno omogenea (comuni della fascia pedemontana più comuni di montagna), politicamente meno omogenea (il “monopolio” PD è rotto da una giunta di centrodestra a Guiglia e da una giunta “civica” a Savignano), con funzioni trasferite ridisegnate (e ridisegnabili) e che soffre ancora oggi di un dibattito asfittico che è quello di otto anni fa, quando venne istituita (vedi). Ma soprattutto occorre considerare che questi anni risultano segnati non solo da una crisi economica che ridisegnerà in larga misura il profilo socio-economico di questo territorio (e dell’intero paese), ma anche da una accentuata competizione tra territori in cui la “valle del Panaro” rischia di essere penalizzata se non saprà adottare una strategia di alto profilo (ad esempio rafforzando il coordinamento dei comuni ed adottato una strategia forte di territorio, lasciando in secondo piano gli interessi “di campanile”). Se non è ora che si prova a mobilitare intelligenza e responsabilità, quando? Per questo è un delitto (politicamente parlando) non fare un lavoro serio di definizione di un Programma di legislatura. Che debba essere Simone Pelloni a ricordarlo – certo con intento strumentale – alla maggioranza è indubbiamente paradossale. Ma è anche un segno del fatto che qualcosa non funziona nel rapporto tra Giunta e maggioranza consiliare (con quest’ultima che, passivamente, si fa trascinare in un cul de sac, rinunciando a svolgere il proprio ruolo!). E che in questa situazione Maurizio Piccinini, capogruppo PD, se ne esca dicendo che occorre per il Consiglio recuperare la funzione (fissata dal legislatore) di “indirizzo e controllo” lascia un po’ d’amaro in bocca. Perché se a questo punto si è arrivati è proprio perché i consiglieri di maggioranza non sono stati in grado di svolgere quelle funzioni (e forse nemmeno hanno voluto provarci). Lo dico con particolare riferimento proprio a quei (pochi) consiglieri che un po’ d’esperienza dovrebbero averla (per non fare nomi: Piccinini e Rabitti). Epilogo: la seduta del consiglio è stata sospesa. La maggioranza si è “confrontata” ed è giunta alla conclusione dell’inopportunità di una forzatura. L’approvazione del bilancio 2010 è stata rimandata al 18 marzo. Plausibilmente per quella data verrà approntato in tutta fretta un “programma di legislatura” da sottoporre al Consiglio dell’Unione. Con che grado di approfondimento o con che grado di coinvolgimento dei cittadini (o delle associazioni economiche e sociali) lascio immaginare. Questa è la visione strategica che oggi l’Unione Terre di Castelli è in grado di esprimere.

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