Il lato oscuro della Politica Pop

La Politica Pop in cui siamo precipitati ha però anche un lato oscuro, come si vede bene dalle vicende di questi giorni: il governo che emana un decreto legge in materia elettorale a 20 giorni dalle elezioni regionali, quando la legge che regola la decretazione d’urgenza (legge n.400 del 1988) non lo consente. Sono giornate grigie, grigissime per la democrazia nel nostro paese. Lo spiega chiaramente su la Repubblica Gustavo Zagrebelsky, già presidente della Corte Costituzionale (vedi). Ma che la situazione del PDL e del suo leader Berlusconi sia divenuta “inguardabile” anche per chi si colloca nel campo del centrodestra lo testimonia uno “scambio” di opinioni sul Corriere della Sera tra Ernesto Galli della Loggia, intellettuale senza alcuna simpatia per la sinistra, ed i tre coordinatori del PDL: Sandro Bondi, Ignazio La Russa, Denis Verdini. Qui il primo intervento di Galli della Loggia, il 3 marzo (vedi). Qui la replica dei tre coordinatori PDL, il 4 marzo (vedi). Infine oggi l’ultima risposta di Galli della Loggia (vedi). Non c’è troppo da sperarci, ma anche queste considerazioni dovrebbero aprire gli occhi agli italiani. Scendere ancora più in basso in questo girone infernale vorrebbe dire rinunciare anche a quel simulacro di democrazia che oggi ci è dato.

Aggiunta di martedì 9 marzo. Si scende ancora più in basso. Lunedì 8 marzo il TAR del Lazio non concede la sospensiva e dunque la lista PdL non potrà presentarsi alle elezioni regionali del lazio. Sui quotidiani di oggi (9 marzo) i principali osservatori mettono in luce sia il pressapochismo degli esponenti del governo e dei loro consulenti, ma anche la “protervia politica” che li ha portati ad aggiungere “pasticcio” a “pasticcio”. Solo sfumature diverse si trovano tanto nel commento di Massimo Franco sul Corriere della Sera (vedi), quanto nell’articolo di Stefano Rodotà su la Repubblica (vedi). Valerio Onida, ex presidente della Corte Costituzionale, commenta la decisione del TAR del Lazio sul Corriere della Sera (vedi). In giornata, infine, giunge l’ulteriore bocciatura da parte dell’Ufficio elettorale circoscrizionale del Tribunale di Roma. Berlusconi parla di “sopruso violento”, nascondendo che questa vicenda ha come unica origine gli errori del PdL nella presentazione delle liste. E annuncia una grande manifestazione per il 20 marzo. E’ il segno di una deriva sudamericana.

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