Amministrazione Denti: i primi 225 giorni

Dall’insediamento della nuova amministrazione comunale di Vignola, retta dal sindaco Daria Denti, sono passati 225 giorni. L’insediamento della nuova giunta è avvenuto infatti l’11 luglio 2009, in occasione della prima seduta del consiglio comunale (vedi). E’ oramai costume, tanto dei mass media quanto del mondo politico, focalizzare l’attenzione sui primi 100 giorni. In effetti anche a livello locale è avvenuto così. Dapprima il periodico “Comunica” (n.4, settembre-ottobre 2009) ha messo a confronto il sindaco eletto e lo sfidante del ballottaggio (Graziano Fiorini della Lega Nord) proprio sul “bilancio” dei primi 100 giorni della nuova amministrazione. Quindi è stata soprattutto la lista civica “Città di Vignola”, tramite alcuni comunicati stampa ripresi dai quotidiani locali, a formulare una valutazione dei primi 100 giorni dell’amministrazione Denti (18 e 22 novembre rispettivamente su Modena Qui e L’Informazione di Modena). In questi interventi sia Fiorini della Lega Nord, sia Rubbiani di Città di Vignola hanno criticato la mancanza di discontinuità con la precedente amministrazione Adani. Questa valutazione è poi stata ripresa da queste ed altre forze politiche di opposizione in occasione della presentazione del bilancio di previsione 2010. “In questo bilancio manca ancora un progetto che segni la discontinuità con la precedente amministrazione Adani” ha dichiarato Graziano Fiorini su Il Resto del Carlino del 30 dicembre 2009. Continuità? Discontinuità? Questo modo di porre la questione non è affatto convincente. Serve dal punto di vista retorico, come espediente per attaccare un avversario politico: “non sei abbastanza discontinuo!”. Ma cosa vuol dire? La discontinuità non è un valore in sé. La richiesta di discontinuità riflette semmai una valutazione completamente negativa della situazione precedente (l’amministrazione Adani) – ma questo non lo pensa neppure Fiorini (anche se magari lo dice: è il gioco dei ruoli in politica). La questione vera è dunque quanta discontinuità e su che cosa.

Prima seduta del consiglio comunale di Vignola (foto dell'11 luglio 2009)

Non bisognerebbe in effetti dimenticare che la maggioranza politica al governo della città non è cambiata: oggi con l’amministrazione Denti, ieri con l’amministrazione Adani stanno le stesse forze politiche. Questo di per sé dovrebbe far presupporre una prevalenza della continuità sulla discontinuità. Tutto fumo, dunque? No di certo. Anche perché il tema della “discontinuità” l’ha usato intensamente anche Daria Denti in campagna elettorale ed in un modo che ha colpito molti degli spettatori ai due confronti diretti Denti-Fiorini, realizzati in vista del ballottaggio. “Non sono Adani con la parrucca” – ha affermato ad un certo punto Daria Denti, cercando di ribaltare il sospetto di un eccessivo continuismo (o magari anche di una sorta di eterodirezione). Questo distinguersi dal sindaco precedente ha certamente segnato atteggiamenti e comportamenti dei primi mesi della nuova amministrazione. Configurando anzi una sorta di sindrome. Per il nuovo sindaco riflette forse anche l’ansia di darsi – su alcuni punti – un’immagine nuova rispetto a quella sedimentatasi nei cinque anni in cui è stata assessore nella giunta Adani. Assessore sempre “ottemperante”. Basti ricordare – cito un episodio per tutti – che Daria Denti ha votato a favore alla delibera della giunta municipale, il 18 settembre 2009, in cui si approvava (prima deliberazione ufficiale a livello comunale) il Documento preliminare del PSC – documento che prevedeva ancora il “consumo di territorio non compromesso” (vedi). Ma quali erano le sue “convinzioni” allora (sempre che di convinzioni si trattasse)? Comunque io vorrei limitarmi ad osservare che il tema della continuità o discontinuità va affrontato in modo meno grossolano e meno strumentale. A me sembra che nei primi mesi della nuova amministrazione si siano manifestati sia elementi di continuità che di discontinuità. E’ sulla valutazione degli uni e degli altri che occorre un’analisi un po’ più argomentata e sofisticata. Insomma, la discontinuità – che c’è stata – è stata sugli elementi giusti? E’ su questo che dovrebbe aprirsi il dibattito.

Divieto di balneazione nella piazza davanti a Villa Braglia (sic!): un chiaro elemento di "discontinuità" (foto del 17 ottobre 2009)

[1] Di che cosa stiamo parlando? Valutazione? Se politici ed amministratori sono tenuti a “rendere conto”, qual è il senso di ciò? E’ quello di consentire il giudizio dei cittadini. Un giudizio il più possibile “informato”. Allora diciamolo chiaro. C’è bisogno di più “giudizio”, di più “valutazione”. E soprattutto di giudizio e valutazione “informati”. Ma se le cose sono serie, se non si vuole fare solo “la mossa” della rendicontazione e dunque del sottoporsi a giudizio, un qualche “rischio” c’é. C’è il rischio che il giudizio di cittadini ed elettori non sia così entusiasta come ci si aspetterebbe o come si vorrebbe. C’è il “rischio” di un giudizio negativo. Ma fino ad ora tale giudizio è stato espresso prevalentemente nella sfera privata – la chiacchiera tra amici o l’inserimento della scheda nell’urna elettorale. E’ possibile fare il salto di qualità e “giudicare” pubblicamente, in modo esplicito? E’ possibile aprire un dibattito sulla performance di un’amministrazione comunale sottraendolo al gioco delle parti (per cui per la maggioranza “va tutto bene”, per l’opposizione le cose “vanno male”)? Non solo è possibile. Anzi, è doveroso. Esprimere un giudizio argomentato significa anche – certo non necessariamente – formulare una critica. Insomma, da cittadino mi sento impegnato a fornire una valutazione dell’amministrazione comunale della città in cui risiedo e del sistema politico locale. E’ possibile? Sì è possibile, anzi è auspicabile. Proviamoci dunque. Magari prima o poi arriveremo anche a “dare i voti” a sindaco ed assessori. Soluzione certo difficilmente soddisfacente, ma comunicativamente efficace. Forse 100 giorni non sono tanti per formulare un giudizio, una valutazione fondata. E’ per questo che ho preferito aspettare. Anche i primi 225 giorni dell’amministrazione Denti non consentono di prendere posizione in modo definitivo. Però offrono già parecchi elementi su cui basare un giudizio. Innanzitutto la formazione della giunta. Che a me appare fragile. Quindi la revisione del piano delle opere, con l’applicazione di una strategia di downsizing. Una fiammata di dibattito sul “governo” di Vignola Patrimonio Srl, la società patrimoniale a cui il Comune di Vignola affida le opere pubbliche di maggior rilievo (vedi). La sospensione del progetto su via Libertà e via Barella e l’avvio di un percorso di “progettazione partecipata” affidata agli esperti di Genius Loci Sas (vedi). La riorganizzazione – più tentata che attuata – dell’amministrazione comunale con l’uscita maldestra in merito all’istituzione della “quinta direzione” (vedi). Quindi il passaggio di assoluto rilievo del Bilancio di previsione 2010 (vedi) – con un tentativo, anche questo maldestro però, di “bilancio partecipato” (vedi). Infine le tensioni scaricate sull’Unione Terre di Castelli in conseguenza di un dualismo improduttivo Denti-Lamandini e la difficoltà a riprendere un disegno strategico di “sviluppo” dell’Unione. Nello stesso tempo si registra la scomparsa dall’arena pubblica di diversi temi: politiche sociali (come fronteggiare gli effetti occupazionali e sociali della crisi economica), governance socio-sanitaria (ovvero rapporto tra unione e ASP G.Gasparini – vedi – tema che riemerge solo ora in consiglio comunale ed in consiglio dell’Unione), politiche di integrazione dei cittadini stranieri (oggi il 15% della popolazione residente). Insomma, un po’ di materiale (atti e decisioni assunte, ma anche decisioni rinviate e cose non fatte) su cui esprimere una valutazione c’è. Dunque proviamoci. Dico subito che la mia è una valutazione critica. Per un semplice motivo. C’è uno scarto per me evidente tra le dichiarazioni programmatiche, fatte anche in sede di campagna elettorale, e quello che l’amministrazione sta facendo. Inoltre c’è uno scarto altrettanto evidente tra obiettivi individuati in modo sufficientemente chiaro (obiettivi anche condivisibili) e capacità di raggiungerli. C’è un problema di capacità di visione (grave) e di capacità di fare (forse anche più grave). Ma dico anche che mi farebbe davvero piacere essere contraddetto. E mi farebbe piacere confrontarmi con chi propone letture differenti – auspicabilmente ben argomentate.

Giostra ottocentesca di cavalli in legno nella piazza di Villa Braglia: una collocazione congrua? (foto del 22 febbraio 2010)

[2] Iniziamo dalla formazione della giunta Denti. Cinque assessori. Due in meno rispetto alla precedente giunta Adani. Qualcuno potrebbe pensare che la riduzione del numero degli assessori è conseguente alla decisione di evitare sovrapposizione con gli assessori dell’Unione Terre di Castelli, per le materie delegate all’Unione. Ma non è così. Maria Francesca Basile ha la delega a Sociale e Formazione (include la scuola), entrambe materie delegate all’Unione. Dunque la “logica” della composizione ha poco a che fare con la ripartizione delle competenze tra il livello comunale e l’Unione dei comuni. Bisogno rilevare che, curiosamente, della giunta si è parlato soprattutto con riferimento ai costi. Anche nella Relazione al bilancio 2010 non è l’aspetto delle “competenze” (di alto livello?) che viene enfatizzato, ma quello dei costi. Una giunta che “costa il 28% in meno” – questo sarebbe un titolo di merito per l’amministrazione comunale. Ma una giunta che costa il 28% in meno non sarà anche una giunta che vale il 28% in meno? Temo di sì. E’ una giunta che esprime un alto livello di “competenze”, comunque queste vengano individuate? Politiche, amministrative, tecniche? Per quello che ho potuto vedere in questi 225 giorni la risposta non può essere positiva. Forse anche per questo il messaggio credibile può essere quello sui costi: almeno risparmiamo. Ad onor del vero bisogna dire che, specie con le ultime legislature, la qualità degli amministratori è risultata palesemente in declino (di pari passo con la ripresa, da parte dei partiti, di un senso di “impunità”). Con qualche caso di livello assai basso anche nella seconda amministrazione Adani (vedi). Ma proprio queste esperienze hanno dimostrato in modo inequivocabile qual è il vero costo della politica a livello locale: non certo quello che grava sul bilancio comunale per le indennità di carica! Ma piuttosto il “costo” che con uno o più amministratori mediocri si scarica sulla collettività in termini di performance insoddisfacente di una parte dell’amministrazione (vedi).

Il manifesto dell'incontro "di recupero" per il "bilancio partecipato" 2010: pochissimi i partecipanti (foto del 12 dicembre 2009)

Una politica innovativa e che si ponga davvero al servizio della collettività – non di disegni personali – vedrebbe premiare merito, capacità, talento anche nella selezione delle persone che compongono la giunta. Rispetto a questa situazione ideale a me risulta del tutto evidente lo scarto che, a Vignola, esiste con la realtà. La cosa risulterebbe evidente rendendo pubblici i curricula degli assessori, ad esempio pubblicandoli sul sito web del Comune, come già oggi viene fatto per quello dei dirigenti (effetto di una norma del ministro Brunetta). Ma risulta comunque evidente dalle cose dette (o non dette) o fatte (o non fatte) in questi primi mesi di attività amministrativa. Le competenze, infatti, si “certificano” nel fare, nella capacità di fare e nella capacità di visione. Faccio un esempio così ci si intende. Il percorso del “bilancio partecipato” 2010 è stato un flop (vedi). Non è però questione di mala sorte, ma di competenze, di capacità (sia di cogliere i requisiti della partecipazione efficace, sia di realizzare un percorso che faccia dello slogan “partecipate!” qualcosa di attraente, un’esperienza di successo), che evidentemente non ci sono. Lo stesso potrebbe dirsi per il bilancio 2010 quale documento predisposto per  spiegare ai cittadini, con dati, serie storiche, argomenti che giustificano le scelte compiute, risposte anticipate alle obiezioni attese, ecc. come l’amministrazione impiega le risorse di bilancio, per quali risultati attesi, per quali programmi. Anche in questo caso non c’è stata alcuna innovazione significativa (se non sul piano della retorica!), mentre era lecito aspettarsi una vera discontinuità: documenti leggibili, un confronto con il passato basato sui dati, definizione di obiettivi in termini misurabili, e così via (e dire che Daria Denti, in precedenza, è stata per metà legislatura assessore al bilancio). Invece nulla di tutto ciò. Nessun passo in avanti significativo in termini di trasparenza, comprensibilità, coinvolgimento vero. E’ un esempio dei tanti che potrebbero essere fatti. Dell’assessore alla scuola, ad esempio, ho già fornito un giudizio non lusinghiero avendola vista in azione nella giornata di “inaugurazione” dell’anno scolastico (vedi). E così via. Proprio per poter contare su un sistema di valutazione informato  risulterebbe importante il monitoraggio continuo, ad esempio sotto forma di “adozione di un’assessore” (vedi)! In realtà va riconosciuto un successo al sindaco Daria Denti nella formazione della giunta. Lo è certamente l’esser riuscita a convincere Mauro Scurani, già assessore all’urbanistica con il sindaco Gino Quartieri, ad accettare l’incarico in questa legislatura, con le deleghe a territorio, ambiente, agricoltura. Che questo sia un successo del sindaco non c’è dubbio. Ma è un successo che non cancella il dato di una fragilità complessiva della “squadra”. Aggiungiamo la non risolta questione del rapporto tra “deleghe” comunali e deleghe all’Unione. Aggiungiamo anche che con la nomina di Guerrino Cassani, consigliere comunale PD, ad amministratore unico di Vignola Patrimonio Srl vengono tolti i progetti più significativi all’assessore ai Lavori Pubblici (candidato naturale a ricoprire quel ruolo). Che cosa rimane? Rimane una giunta formata con criteri “partitocratici” (Romina Bertoni di PRC, Maria Francesca Basile dell’Italia dei Valori, due assessori PD – ma assolutamente “marginali” nel partito), con un’unica eccezione (di cui abbiamo già detto). Una giunta che è difficile descrivere in termini di eccellenza delle competenze (potrebbe aiutare a rendersene conto anche un confronto con il passato: alcune giunte Quartieri ed anche la prima giunta Adani – lo dico pur essendo in una condizione di “conflitto d’interessi” – davvero esprimevano un livello di competenza ed autorevolezza decisamente più elevato!). [CONTINUA]

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