Yes we can? Claudio Bazzani nuovo segretario del PD di Vignola

Questa mattina pochi minuti dopo le 13, al termine delle operazioni di voto, Claudio Bazzani sarà proclamato segretario del PD di Vignola. L’esito è scontato, essendo Bazzani l’unico candidato presentatosi entro i termini e “certificato” dal Comitato direttivo di mercoledì 13 gennaio. Il comunicato riportato ieri dalla Gazzetta di Modena lascia intendere che sul suo nome ci sia stata un’ampia convergenza: “La sua candidatura è stata ampiamente condivisa dai partecipanti al comitato di circolo ed è stata la persona maggiormente nominata durante la fase di consultazione che ha preceduto di qualche settimana il comitato direttivo”. Una scelta di maggioranza, dunque (non all’unanimità, però).

Il neosegretario del PD di Vignola, Claudio Bazzani (a sinistra), assieme al segretario uscente, Giancarlo Gasparini, in occasione del consiglio comunale del 5 marzo 2009

Su cui si è compattata la parte “storica” del PD, anche con l’intento di offrire una prospettiva che rendesse superata l’ipotesi della candidatura di Mattia Monduzzi Donazzi, dipendente del Comune di Vignola e “uomo di fiducia” del sindaco Daria Denti (unico candidato accreditato solo qualche mese fa). La scelta di Claudio Bazzani testimonia del processo di “richiamo all’ordine” in atto all’interno del PD, avviato non senza contraddizioni dalla nuova segreteria di Bersani. Claudio Bazzani, 53 anni, ex-consigliere comunale di lungo corso (è stato consigliere PCI nel 1985-1990 e poi consigliere PDS-DS-PD dal 1995 al 2009) e che ha vissuto la lunga stagione della trasformazione del PCI in PDS-DS-PD, difficilmente può essere visto come un investimento per “la nuova stagione” che il PD ha prefigurato, per l’Italia e la politica, alla sua nascita, il 14 ottobre 2007 (giorno delle “primarie” in cui venne eletto segretario nazionale Walter Veltroni). Da allora sono passati poco più di due anni, ma sembra sia passato un secolo. Soprattutto l’entusiasmo che allora il nuovo partito aveva suscitato in larghi strati di cittadini risulta oggi completamente dissipato. A livello nazionale il travaglio è evidente non solo nell’episodio contingente della scelta dei candidati e della preparazione delle elezioni regionali del 28-29 marzo 2010, ma ancora di più nelle “incertezze” identitarie, in particolar modo per quello che riguarda la “forma” del partito ed il coinvolgimento dei propri elettori (sul tribolato tema delle primarie per la scelta dei candidati alle regionali vedi il commento di Gianfranco Pasquino, mai tenero con il PD, ma sempre lucido: vedi). Alle incertezze a livello nazionale si sommano “fragilità” locali a cui il nuovo segretario sarà tenuto a mettere mano. Il risultato alle elezioni comunali del 6 e 7 giugno 2009 è stato alquanto deludente (con il PD al 35%, mentre solo qualche anno prima DS e Margherita uniti superavano ampiamente il 50%) ed alla fine Daria Denti è risultata eletta al ballottaggio, ma anche qui con voti e percentuali tutt’altro che esaltanti (vedi). La performace vignolese è stata una delle peggiori della provincia di Modena, “battuta” solo da Sassuolo e Savignano, dove i candidati PD sono stati sconfitti, ma a partire da condizioni decisamente più difficili (vedi). C’è dunque un “problema” di consenso degli elettori e dei cittadini che grava sull’amministrazione comunale (alcune mosse del sindaco Daria Denti vanno lette in questo senso), ma su cui il partito deve assolutamente essere in grado di giocare un ruolo (come, peraltro, ci si ripromette da tempo, senza però riuscire ad ottenere risultati significativi). La scelta del nuovo segretario non è cosa indifferente rispetto a questa situazione. Il comunicato del PD ne enfatizza l’esperienza politica: “Claudio é una persona di grande esperienza politica che da anni si impegna nel Partito Democratico, in passato ha ricoperto il ruolo di Consigliere Comunale. Claudio Bazzani é il titolare di un’azienda agricola di Vignola, il suo lavoro rappresenta una fonte di esperienze, capacità e attitudini che oggi si stanno perdendo ma che sono fondamentali per poter fare Politica con la p maiuscola.” Ricadiamo però nell’apologetica. Solo due anni fa, nel giustificare la candidatura del primo segretario cittadino, esattamente le stesse persone enfatizzavano la “novità” e il non aver alcuna esperienza nella politica vignolese. Comunque sia, l’esperienza è importante. Ma altre doti lo sono altrettanto. Questo partito, il PD, anche a livello locale ha bisogno di capacità di visione (e poi di realizzazione): come riaprire i canali di comunicazione con una società locale più frastagliata, complessa, ma anche disattenta alle questioni generali ed insicura (od anche impaurita). Come articolare modalità innovative di ascolto, coinvolgimento ed anche di trasparenza e di partecipazione dei cittadini alle scelte di “progettazione” del futuro della comunità, del territorio, dell’economia (vedi). Come riconquistare credibilità, ovvero testimoniare coerenza tra quanto si proclama ed il modo in cui si agisce (vedi). Cosa trattenere e cosa modificare della visione più sofisticata mai messa in campo da un’amministrazione comunale vignolese (quella di Roberto Adani) sulla trasformazione della città (vedi). Pur avendo lavorato assieme a Claudio Bazzani per 14 anni, nei banchi del consiglio comunale e da assessore, non ho colto in lui una visione chiara su queste prospettive. Anche per questo non mi sottraggo ad un pronostico: sarà una leadership debole, in cui la mediazione risulterà prevalente. La rassicurazione prevarrà sull’innovazione. Il dibattito rimarrà confinato come oggi, con una prevalenza del ritualismo (la rappresentazione di posizioni già assunte, anziché il confronto “aperto” e l’attivazione di “processi di apprendimento”). Gli apologeti si affretteranno a rimarcare la conduzione collegiale e la capacità di ascolto. Capacità fondamentali. Ma ugualmente fondamentale, soprattutto per chi vuol fare politica pensando per davvero al futuro, è la capacità di formulare agli altri ed a se stessi le giuste domande (che spesso sono scomode). Comunque, vedremo presto se ci sarà occasione per  comprendere come intende muoversi il PD vignolese – magari offrendo alla città i documenti elaborati nel corso di questo congresso cittadino (sperando che qualche documento ci sia!). Vedremo presto se vorrà tenere fede all’impegno alla rendicontazione del segretario uscente, Giancarlo Gasparini, e della sua segreteria (vedi). Vedremo quale sarà stata la sua capacità di apertura e coinvolgimento con il nuovo Comitato direttivo. Per mio conto ribadisco che i segnali manifestati in questa occasione lasciano poco spazio all’ottimismo. Comunque, anche valutando criticamente le scelte compiute con la sua elezione faccio al nuovo segretario ed al PD di Vignola gli auguri di buon lavoro (per i “consigli non richiesti” rimando a questo post: vedi). Su questo certamente tutti conveniamo: ce n’è un gran bisogno!

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8 Responses to Yes we can? Claudio Bazzani nuovo segretario del PD di Vignola

  1. francesco t. ha detto:

    CARO ANDREA,
    TI POSSO CONFERMARE CHE QUANTO DA TE CITATO INERENTEMENTE LA RENDICONTAZIONE DELLE COSE FATTE,
    STAMATTINA AL CONGRESSO DEL PD NON CE NE è STATA NESSUNA
    E TANTOMENO DAL SEGRETARIO USCENTE ANZI!!!! SEMBRAVA CHE GASPARINI NON FOSSE NEANCHE STATO SEGRETARIO!!!

  2. Roberto Adani ha detto:

    Non penso che l’uomo forte sia quello di cui il PD ha bisogno oggi, siamo un territorio che ha espresso ed esprime uomini e donne forti, ma questo non mi sembra abbia esaurito le necessità del partito e di questo territorio. Bobbio diceva che la virtù politica più importante è la mitezza. E in questi tempi di arroganza della politica, mi sembra sempre più importante. Diceva Bobbio “Amo le persone miti, perchè sono quelle che rendono più abitabile questa aiuola, tanto da farmi pensare che la città ideale non sia quella fantasticata e descritta fin nei più minuti particolari dagli utopisti, dove regna una giustizia tanto rigida e severa da diventare insopportabile, ma quella in cui la gentilezza dei costumi sia diventata pratica universale.” Non ti sembrano estremamente attuali queste parole in questi giorni di barbarie? Allora Claudio è certamente un uomo mite, quindi, secondo Bobbio, è dotato della virtù politica fondamentale.
    Il mite è un uomo tranquillo, ma non remissivo, dice sempre Bobbio, quindi ha la capacità sia di ascoltare che di avere un proprio pensiero.
    Tu, che hai sempre come me stimato Claudio, non puoi non essere d’accordo con me in queste sue caratteristiche.
    Il mite non sottovaluta nè sopravvaluta se stesso, ma è mite di fronte agli altri e quindi capace di ascoltare.
    Il mite, cito sempre Bobbio, non serba rancore con è vendicativo (neanche con Paltrinieri) Non apre mai , lui il fuoco, e quando lo aprono gli altri, non si lascia bruciare, anche quando non riesce a spegnerlo. Attraversa il fuoco senza bruciarsi, le tempeste dei sentimenti senza alterarsi, mantenendo la propria misura, la propria compostezza, la propria disponibilità.
    Il mite lascia essere l’altro quello che è, la mitezza è il contrario dell’arroganza. Il mite poi rifiuta la lotta per i beni che accendono la cupidigia dei più. L’uomo mite è anche onesto nel midollo come io sono convinto Claudio sia.
    Per uno come me che si è avvicinato per la prima volta alla politica alla morte di un certo Enrico Berlinguer che aveva fatto della questione morale, dell’onestà e della legalità i suoi fondamenti penso che queste siano ancora i valori fondamentali che vengono prima di qualsiasi altra cosa senza se e senza ma come si dice oggi (ma purtroppo per altre questioni). Dice poi Bobbio: difficilmente l’uomo complicato può essere disposto alla mitezza: vede dappertutto intrighi e trame e insidie, e quindi è diffidente verso gli altri quanto insicuro verso se stesso. Rabbrividisco a pensare a quante persone anche nella politica locale sono così (anche tu caro Andrea deve fare ancora un pò di strada sul percorso verso la mitezza). Per essere miti bisogna essere persone semplici. Per semplicità si intende il rifuggire intellettualmente dalle astruserie inutili, praticamente dalle posizioni ambigue. Se volete potete pensarla unita alla limpidità, alla chiarezza, al rifiuto della simulazione.
    Sai cosa c’è caro Andrea, che noi ce lo siamo scordato che la politica possa essere tutto questo, il berlusconismo e l’arrivismo ci hanno fatto dimenticare che la politica può essere limpida, trasparente, onesta e pulita. Ma io penso, che per una nuova politica non bastino le persone nuove, se ripercorrono le modalità dell’attuale politica, ma sia il tempo delle persone miti, le uniche che ci possono riportare ai valori da cui siamo partiti nel fare politica. Io penso che abbiamo bisogno di persone come Claudio capaci di riportare in campo questi valori e capaci di costruire assieme agli altri delle strategie per dare risposte alla gente e non ai giochi della politica. Sai cosa c’è, bisogna che tutti e due facciamo gli auguri di buon lavoro a Claudio, perchè, anche con lui vinca la buona politica. Magari la nuova stagione della politica del PD fosse quella degli uomini miti. Yes, we can try (forse a gla cavam). Ciao Roberto

  3. Mauro Smeraldi ha detto:

    Per questa volta sono d’accordo con Roberto (anzi, a dire la verità, lo sono stato anche altre).
    Anch’io conosco Claudio Bazzani da molto tempo, e ho sempre apprezzato in lui due qualità fondamentali: la mitezza e l’onestà intellettuale.
    Sono convinto che in questi tempi di politica urlata, di politica dell’immagine, di sotterfugi e di sgambetti, di cupole di interessi economici, di berlusconismo, le qualità di Claudio possano essere vincenti.
    E’ pur vero, come dice Andrea, che in questi tempi il PD vignolese e il PD nazionale hanno dimostrato una desolante mancanza di idee. Ma per cominciare a tirare fuori le idee è necessario ricominciare a fare politica dai valori fondamentali. E la mitezza e l’onestà lo sono sicuramente.
    Auguri a Claudio!

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Si può non essere d’accordo con Roberto Adani che, citando il Bobbio dell’elogio della mitezza, difende la scelta di Claudio Bazzani, uomo mite, semplice, onesto, come segretario del PD di Vignola? Sì, si può. Si può e secondo me si deve. Perché si tratta di una cattiva lettura di Bobbio ed anche di una cattiva “lettura” del PD di Vignola. La mitezza di cui parla Bobbio è “la più impolitica delle virtù”. Non perché la politica ne debba fare a meno. Semmai perché, per la politica, dovrebbe essere un prerequisito. Una condizione necessaria, MA NON CERTO SUFFICIENTE. Tutti noi vorremmo avere politici miti, ma non sceglieremmo mai un sindaco od un parlamentare solo perché è mite. E neanche il segretario di un partito. Romano Prodi, uomo indubbiamente mite, non è stato scelto per quello. E’ stato scelto perché era uomo competente, adatto per dare credibilità all’Italia nei contesti internazionali, perché era intellettualmente onesto (fatto che ha pagato profondamente) e perché aveva fortissima un’idea di una direzione, di una rotta su cui ha trascinato – letteralmente trascinato! – i due principali partiti a cui si riferiva: Margherita e DS. Senza la sua visione, senza la sua caparbietà, senza la sua testardaggine l’Ulivo prima, ed il Partito Democratico poi, non sarebbero mai nati. Ha difeso quella visione contro la sua stessa maggioranza, fatta da due partiti che, in modo miope, non volevano cedere quote di “sovranità” ed hanno così, in questa lunghissima gestazione del Partito Democratico, consumato una quota considerevole di “entusiasmo”. Ha pagato personalmente quella sua coerenza. Ma quella coerenza gli ha conservato uno dei caratteri fondamentali – almeno per me – per chi fa politica. La credibilità. Senza di questa fai fatica a convincere i cittadini a seguirti nei passaggi difficili (e governare od amministrare vuol dire sempre – se si lavora davvero per il futuro – affrontare scelte difficili, scelte in cui ti giochi il consenso a breve nell’intento, nella speranza, di guadagnare un consenso a lungo termine). Certo non è sufficiente (Berlusconi, il meno credibile di tutti, è quello che ha governato di più!). Certamente ha commesso degli errori. Ma nella sua figura – che cito qui solo a titolo di esempio – stanno esemplificate le virtù del politico. Capacità di visione, determinazione e abnegazione, sacrificio personale, credibilità. Io non mi sono dimenticato che la politica possa essere – debba essere – tutto questo. La seconda considerazione viene di conseguenza. Per una serie di ragioni – prima o poi ci scriverò sopra in modo dettagliato – il PD di Vignola soffre di fragilità aggiuntive rispetto ad altre realtà. E’ una situazione che NON si cura esclusivamente o prevalentemente con la mitezza. Le virtù politiche che richiamavo prima sono almeno altrettanto importanti. Capacità di visione, ovvero di interpretare i problemi della società vignolese e del territorio. Capacità di “percepire” i punti deboli – che ci sono! Una capacità assai poco diffusa. Partecipazione, governance (& Unione), competizione dei territori, reinventarsi un modello di sviluppo economico, e così via. Sono i temi in cui anche il PD, che pure qui ha governato per gli ultimi 60 anni, è oggi in affanno. E non si risolve il dilemma di quale strada imboccare con la capacità d’ascolto. Virtù fondamentale, ma che va accompagnata con la capacità di “selezionare” quali voci ascoltare e con la capacità di raccontare, di prospettare una visione del futuro di questa comunità e di questo territorio. Capacità che non si inventano e che, semmai, si formano in un lavoro collettivo – ma guidato! – di lungo periodo. E tu pensi che la storia recente del PD possa essere descritta in questi termini?
    Manca un atteggiamento critico (e soprattutto auto-critico) diffuso. Che non vuol dire dover sempre criticare tutto. Ma riconoscere i problemi. Come ha detto una volta Bersani (e questa è davvero una gran cosa): “dobbiamo avere la capacità di chiamare i problemi per nome”, anche quando non abbiamo già in tasca la soluzione. Dobbiamo re-imparare ad essere intellettualmente onesti. Dobbiamo reinventarci un modo per discutere seriamente: le discussioni interne al PD assomigliano troppo alle chiacchiere da bar (e ci mancherebbe: non abbiamo ancora trovato il modo – ma neppure l’abbiamo cercato, in verità – per dare le informazioni giuste, nel modo giusto e nei tempi giusti, così troppo spesso il consenso che si ottiene è un consenso assai poco informato) o ai plebisciti! Se non si imbocca questa strada tutta la gente nuova che si riesce a coinvolgere – tanto più nel caso si tratti di gente di valore – se ne andrà dopo poco! Non ci sono già dei segnali in tal senso? E potrei ancora continuare (ma rimando al post di cui sopra). E’ per affrontare in modo efficace questi “snodi” che non basta la mitezza. Siamo d’accordo sul fatto che, anche in politica, ne vorremmo di più. Ma non basta. Non basta questa virtù. E’, appunto, necessaria, ma non sufficiente! Ed è proprio per questo che ho avanzato il pronostico di una leadership debole! Non mi dispiacerebbe sbagliarmi, ma in questo passaggio io ci leggo innanzitutto un’involuzione.

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Vorrei essere più esplicito e, soprattutto, non vorrei dare l’idea che qui stiamo parlando di teoria (Norberto Bobbio piuttosto Max Weber o Hannah Arendt e così via). Ci vuole un segretario che abbia la capacità di riportare il partito al rispetto di regole elementari. Se lo statuto prevede parità di genere nella segreteria (metà uomini e metà donne) non c’è scusa che tenga, così deve essere fatto (io credo che così debba essere fatto non in nome del ritualismo, ma per il messaggio “alle donne” che il PD si è proposto di dare sin dalla sua nascita). Se il messaggio che il PD vuole dare, anche a livello locale, è quello della “sensibilità istituzionale” occorre qualcuno che spieghi, con mitezza, ma in modo fermo, a Liliana Albertini che non è opportuno fare il vicepresidente della Fondazione di Vignola e stare nella segreteria del PD. Se si vuole recuperare davvero un ruolo per il partito occorre un segretario che “imponga”, certo con dolcezza, un nuovo modo di organizzare le discussioni e di prendere decisioni. Occorre qualcuno che sappia guidare dolcemente il partito a farsi carico seriamente del tema della rendicontazione (che è tutt’uno con quello dell’apprendimento organizzativo). Occorre sì un mite, ma che abbia capacità di visione ed intelligenza organizzativa per condurre il PD su “sentieri non battuti” come quelli della partecipazione vera dei propri elettori, simpatizzanti o semplici cittadini (es. il PD di Vignola, per l’ennesimo anno, non ha saputo organizzare alcun incontro sul bilancio di previsione del Comune di Vignola!). Confesso che ho l’impressione che il PD di Vignola abbia difficoltà anche solo a mettere a fuoco che questo è il problema.

  6. luciano credi ha detto:

    Penso veramente che forse insomma i giochi politici a Vignola vengano fatti altrove,perhé se no non si capirebbe tante scelte veramente diciamo discutibili.
    Io penso che il PD vignolese sia molto legato alle direttive del PD nazionale, ed a Roma non hanno nessun interesse a sperimentare novità in una città abbastanza piccola come Vignola, importante è mantenere il consenso anche se di volta in volta diminuisce. La Lega é forte perché sul territorio locale parla in maniera diretta e penso che il problema immigrazione non sia poi cosi sentito dagli elettori di Bossi a Vignola, semplicemente vogliono essere rappresentati da persone vive nell’ambito locale, con volti riconoscibili da tutti e non tirati fuori dalle segreterie all’ultimo minuto. Continuo ad essere fiero nell’avere sostenuto l’attuale sindaco come candidato consigliere (anche se con pochi voti fui il primo per numero di preferenze di una delle liste… policamente nel mio caso ha un valor simbolico importante perché indica novità ed impegno da parte mia…) pero(scusate manca la o accentata ma scrivo dalla Francia…), l’attuale sindaco dovrà prima poi chiarire se intende adoperare il linguaggio nuovo che l’ha portata a vincere le primarei poi l’elezioni, o se anche lei diventerà una burocrata di partito ed a me dispiacerebbe molto perchè conosco l’onestà intelletuale che da giovane a portato la Denti a diventare presto una protagonista della politica vignolese. A LEI LA SCELTA!!!

  7. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Luciano, a me sembra invece che i giochi vignolesi, specie per quanto riguarda la scelta del segretario cittadino, siano fatti a Vignola. La scelta maturata è dunque il frutto del “gruppo dirigente” locale. Certo, ci si è affidati al rito un po’ vecchio delle consultazioni – con il sindaco ed altri politici locali di lungo corso che telefonava ai componenti del comitato direttivo più qualcun altro per “sondarli”. Che è anche un modo per “controllarli”. Comunque dal 17 gennaio il PD di Vignola ha un nuovo segretario. Il mio pronostico? Cambierà poco. E’ un po’ come quando il PCI elesse Natta a segretario nazionale. Sul momento tutti a dire che era la scelta migliore … Poi però … Il problema è che in termini di “cultura politica” il PD è un partito purtroppo vecchio. Per chi ne ha voglia c’é un bel libro di Salvatore Biasco che argomenta e dettaglia questa tesi:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/10/05/una-sinistra-pensante-un-libro-di-salvatore-biasco/
    Già il titolo è illuminante: Per una sinistra pensante. Oggi, anche a livello locale, non è nulla più che un auspicio.

  8. luciano credi ha detto:

    Ciao Andrea,
    grazie per il consiglio bibliografico che almeno per internet guardero di cosa si tratta, in quanto qui dalla Francia mi é difficile rivolgermi presso librerie italiane.
    Avevo pensato di anticipare le vacanze di pasqua per venire a votare per le regionali, ma credo che casomai faccio un salto a fine febbraio per il carnevale, e di tornare solo per una settimana ad elezioni avvenute; stando lontano faccio fatica a seguire la campagna elettorale, e non ho ora un’idea chiara sui singoli candidati, da poter dare a distanza una fiducia incondizionata.

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