I dati demografici del 2009 confermano le trasformazioni in atto a Vignola

Sappiamo da tempo che anche Vignola partecipa ai processi di trasformazione demografica che caratterizzano larga parte del Nord Italia, specie quella parte del Nord Est – la cosiddetta “terza Italia” – caratterizzata da un’economia diffusa in larghissima parte dovuta a medie, piccole e piccolissime imprese. Economia diffusa, presenza significativa di attività industriali, servizi “sviluppati” (alle imprese e, soprattutto, alle persone). Che sia Castelfranco Veneto o Prato, queste caratteristiche economiche attraggono crescenti flussi di popolazione, in larga parte straniera. Mentre le grandi città continuano a perdere popolazione (es. Bologna) od a crescere in misura assai contenuta (es. Modena), le cittadine intermedie come Vignola presentano sviluppi demografici più dinamici. I dati dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Vignola ci aiutano a leggere la trasformazione in atto. Continuando un trend iniziato alla fine degli anni ’90, Vignola ha confermato anche nel 2009 un processo di crescita della popolazione residente – giunta a 24.509 unità al 31 dicembre 2009 (con un incremento di 400 residenti in un anno). Si avvertono, però, anche i segnali “demografici” della crisi economica in atto. Vediamo.
[1] Innanzitutto i principali dati sulla situazione demografica registrata nel 2009. Al 31 dicembre 2009 la popolazione residente è di 24.509 unità. Nel corso dell’anno si è registrata una crescita di 400 unità (la popolazione era di 24.109 al 31 dicembre 2008). La popolazione straniera ammonta a 3.644 persone, pari al 14,87% del totale della popolazione residente. Era pari a 3.270 unità un anno prima (31 dicembre 2008), quando corrispondeva al 13,56% della popolazione residente totale. Il riferimento alla popolazione straniera è d’obbligo, visto che quasi per intero la crescita demografica è dovuta ad essa. Più dei 2/3 del saldo migratorio positivo è infatti dovuto ai cittadini stranieri, mentre sul fronte delle nascite la popolazione straniera (pari al 15% di quella complessiva) “produce” più del 35% dei nuovi nati. Il numero dei nati è di pochissimo inferiore a quello del 2008 (278 contro 279), ma è comunque uno dei più alti nella storia di Vignola (solo nel 1963 e nel 1964, oltre, appunto, nel 2008, si è registrato un numero di nati superiore a quello del 2009: vedi). Il saldo naturale – la differenza tra i nati ed i morti – si conferma positivo, anche se di poche unità (confermando una tendenza manifestatasi negli ultimi anni 4-5) (vedi).

Incremento della popolazione del Comune di Vignola (anni 1995-2009)

[2] Le trasformazioni in atto si apprezzano però se si guarda alle serie storiche, più che ad una singola annualità. Come si diceva, la popolazione residente (24.509 al 31 dicembre 2009) continua a crescere: +400 unità nel 2009 (+690 nel 2008, +344 nel 2007). Quasi per intero la crescita è dovuta al “saldo migratorio” positivo (+396 unità), mentre il “saldo naturale”, pur positivo, incide pochissimo (+4 unità). Dieci anni prima, al 31 dicembre 1999, la popolazione residente a Vignola era di 20.661 unità (di cui 652 stranieri, pari al 3,15%). In dieci anni, dunque, la popolazione è cresciuta di 3.848 unità (facile calcolare il valore medio: +385 residenti ogni anno). E’ facile vedere che questa crescita è dovuta sostanzialmente all’aumento dei cittadini stranieri: erano 652 al 31 dicembre 1999, sono 3.644 al 31 dicembre 2009. Quest’incremento (+2.992 unità) spiega in larga parte la crescita della popolazione residente degli ultimi dieci anni (+3.848 unità, di cui, appunto, 2.992 unità composte da cittadini stranieri – pari al 77,75%). Più di ¾ dell’incremento della popolazione residente a Vignola negli ultimi dieci anni è dunque attribuibile all’immigrazione straniera.

Saldo naturale e saldo migratorio (anni 1993-2009)

[3] La crescita della popolazione residente nel 2009 prosegue un trend in atto oramai da dieci anni. Dopo il picco del 2008 (+690 unità), nel 2009 rallenta la crescita dei residenti (+400 unità), pur rimanendo al di sopra della media degli ultimi dieci anni. In effetti, controllando i dati mese per mese, si registra un forte rallentamento della crescita dei residenti nella seconda parte dell’anno. La curva del 2009, dunque, sembra essere la combinazione di due diversi “andamenti”: nei primi 7 mesi la crescita è in linea con quella del 2008 (tra l’1 gennaio ed il 31 luglio la popolazione residente cresce di 395 unità; da 24.109 a 24.504), mentre negli altri 5 mesi dell’anno risulta sostanzialmente stabile (raggiunge 24.509 al 31 dicembre; dunque +5 unità rispetto al 31 luglio).

Incremento della popolazione residente nel 2009 a Vignola per mese

E’ plausibile che si manifesti anche qui un effetto della crisi economica che investe questo territorio (sono le province di Modena e Reggio Emilia – quelle più “industrializzate” della regione – a manifestare gli effetti più acuti della crisi), sia in termini di caduta degli investimenti immobiliari (l’acquisto della nuova casa è rimandato), sia in termini di riduzione dell’attrazione occupazionale (crescono anzi le “espulsioni” dal mercato del lavoro). In effetti, rispetto al 2008, nel secondo semestre 2009 sono aumentate le “cancellazioni” anagrafiche (i cittadini che hanno lasciato Vignola e preso la residenza altrove: 477 nel 2009, contro 365 nel 2008) e si sono ridotte le “iscrizioni” (cittadini che hanno assunto la residenza a Vignola, proveniendo da un altro comune o dall’estero: 561 nel 2009, contro 703 nel 2008). In sintesi il 2009, pur evidenziando ancora una crescita demografica in linea con la media degli anni precedenti, registra anche, nella seconda parte dell’anno, una frenata della crescita popolazione, in seguito alla riduzione dei flussi in entrata (immigrazione) ed alla crescita di quelli in uscita (emigrazione).
[4] Dal punto di vista del saldo demografico le 278 nascite del 2009 sono “compensate” da 274 decessi. Il saldo naturale, dunque, risulta in questi ultimi anni (ed anche nel 2009) praticamente irrilevante nel determinare la crescita della popolazione (anche se occorre osservare che fino a qualche anno fa contribuiva in modo significativo, ma negativamente, ovvero riducendo la popolazione). Un saldo pari a zero non significa però che non siano in atto trasformazioni significative. Ed in effetti queste sono all’opera, visto che i decessi riguardano al 99% cittadini italiani, mentre le nascite vedono invece una quota significativa e crescente attribuibile a cittadini stranieri. Dei 278 nati del 2009, infatti, 104 sono stranieri, pari al 37,4%. Nel 2008 su 279 nati complessivi i nati stranieri erano 90, pari al 32,3% (69 nel 2007, su 226 nati, dunque pari al 30,5%). Dieci anni prima, nel 2000, i nati furono 178, di cui 22 stranieri (pari al 12,4%).

Numero dei nati distinti per nazionalità - italiani e stranieri (anni 1996-2009)

[5] La crescita della popolazione residente a Vignola è dunque dovuta in larghissima parte (quasi nella totalità) all’arrivo di nuovi residenti per processi migratori di breve (poco) e di lungo raggio (tanto). In larghissima parte si tratta dell’arrivo di cittadini stranieri (in un certo numero di casi dall’estero; in altri casi da comuni italiani più o meno limitrofi). Anche in questo caso focalizzare l’attenzione solo sul saldo migratorio significa perdere di vista una parte significativa del fenomeno. Il turn over, infatti, risulta molto più alto rispetto a quanto evidenzia il solo valore del saldo. Nel 2007, in effetti, gli iscritti all’anagrafe (nuovi residenti trasferiti da altro comune o dall’estero) sono stati 1.212; i cancellati (residenti trasferiti in altro comune o all’estero) sono stati 843. Il “saldo migratorio” è dato dalla differenza tra queste due cifre (+369). Lo stesso è avvenuto nel 2008 (iscritti 1.381; cancellati 725; saldo migratorio: +656) e nel 2009 (iscritti 1.231; cancellati 835; saldo migratorio: +396). In larga parte questi movimenti riguardano cittadini stranieri. Ma non nella stessa misura tra iscrizioni e cancellazioni. In tutti e tre gli anni considerati (2007, 2008, 2009) la percentuale di stranieri sul totale è superiore nelle iscrizioni (50,3% nel 2007; 48,5% nel 2008; 50,4% nel 2009) che nelle cancellazioni (28,9% nel 2007; 32,4 nel 2008; 34,7% nel 2009). Sono dunque di più gli stranieri che arrivano rispetto a quelli che si trasferiscono altrove.

Numero di cittadini italiani e stranieri che compongono il saldo migratorio (anni 2007-2009)

E’ significativo che il 2009 non evidenzi grandi scostamenti rispetto agli anni precedenti nonostante esso sia un anno in cui si è manifestata in modo acuto la crisi economica. E’ certamente vero che un certo numero di cittadini stranieri rientra al paese di origine a causa della crisi economica in atto, ma non sembra trattarsi di un dato particolarmente significativo (almeno per quello che si vede a tutto il 2009). Questi dati non consentono di inferire pronostici su impatti differenziati della crisi tra italiani e stranieri. Si può solo osservare che, almeno per il 2009, l’andamento dei processi migratori (inclusa la componente straniera) non sembra subire sconvolgimenti a seguito della crisi in atto. Sarebbe ovviamente assai interessante poter disporre di analisi locali tipo quella abbozzata da Luca Ricolfi a livello nazionale (vedi), in cui si evidenzia che, anche in una situazione di crisi, non sono necessariamente gli stranieri ad essere quelli maggiormente penalizzati (plausibilmente la distinzione più rilevante non è quella italiani/stranieri, ma stabile/precario).

Numero di cittadini stranieri residenti a Vignola che hanno ottenuto la cittadinanza italiana (anni 1993-2009)

[6] Ultimo dato. Inizia a diventare significativo anche il numero dei cittadini stranieri che richiedono e ottengono la cittadinanza italiana: 77 nel 2009. Erano stati 38 nel 2008, 42 nel 2007, 27 nel 2006, 30 nel 2005. Negli anni precedenti i numeri risultavano invece molto più bassi. Anche alla luce della crescita del fenomeno sarebbe buona cosa, per l’amministrazione comunale, fare di questo passaggio un’occasione per creare “legami” tra nuovi arrivati e istituzioni cittadine, predisponendo un rito civile, una cerimonia, un evento “comunitario” così da evitare che esso risulti un semplice atto burocratico, come avviene oggi (vedi). Un compito che l’anno nuovo consegna idealmente all’assessore alle politiche sociali.

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