Una modesta proposta/4. Celebrare la festa degli alberi in città

Una parte non irrilevante del dibattito vignolese nell’estate 2009 è stata dedicata agli alberi di città, a partire dai tigli & C. di via Libertà. La vicenda della risistemazione di due vie cittadine – via Libertà e via Barella – è stata infatti segnata da valutazioni contrapposte in merito al destino degli alberi che le costeggiano. Il successivo percorso di progettazione partecipata – “Via della Partecipazione” – ha messo in luce il fatto che davvero pochi cittadini hanno consapevolezza del “valore degli alberi” che abitano la città e garantiscono ai cittadini ombra, ossigeno, colore. In effetti non è questo un tratto di consapevolezza diffusa. Spesso le cose familiari sono date per scontate. Probabilmente ci accorgeremmo del loro valore solo nella malaugurata ipotesi che la nostra città ne rimanesse completamente priva. O, su scala più ridotta, se la via in cui abitiamo li vedesse scomparire tutti. Ma il non saper riconoscere il loro valore non ci espone al rischio di sottovalutare il contributo che gli alberi urbani danno alla nostra qualità della vita di cittadini? Certamente sì. Per questo non sarebbe una cattiva idea un “investimento” in cultura ambientale per aiutare tutti noi a riconoscere il valore di un albero urbano – valore climatico, valore estetico, valore legato all’assorbimento di anidride carbonica ed al “filtraggio” dell’aria (vedi). Perché non pensare, dunque, a promuovere una “Festa degli alberi”? E magari proprio una “Festa degli alberi di città”?

Festa degli alberi 2009, Bologna

[1] La città non è un bosco – da qui siamo partiti in un post ispirato al libro Marcovaldo di Italo Calvino (vedi). E’ vero. Però, come dicevamo, è anche vero che ogni città è anche un bosco, o meglio: ogni città vive, proprio in quanto città, anche grazie alla presenza di una dotazione significativa di “rappresentanti” del mondo vegetale: fiori, cespugli, siepi, alberi. La qualità della vita dei cittadini nella città dipende cioè anche dalla dotazione di spazi verdi ed, anzi, dalla dotazione del “verde” stesso negli interstizi della città. Per aiutare i cittadini – gli abitanti della città – ad aprire gli occhi sul bosco (e sottobosco) che sta in città non si potrebbe organizzare anche a Vignola una “festa degli alberi”? La festa degli alberi è una festività già oggi prevista con il Decreto interministeriale Ministero delle Politiche agricole e forestali e Ministero della Pubblica istruzione del 4 agosto 2000 – “Celebrazione nazionale della festa degli alberi” (vedi). Esso dispone che “il 4 ottobre ed il 21 marzo di ogni anno è celebrata la Festa degli alberi, cui possono partecipare tutte le istituzioni scolastiche” (art.1). Ed aggiunge che “la celebrazione della Festa degli alberi si incentra, in particolare, sull’importanza delle specie arboree quali elementi fondamentali ed irrinunciabili per raggiungere un sano equilibrio tra comunità umane e ambiente naturale ed agricoltura secondo i principi della conservazione della biodiversità vegetale e della corretta gestione del territorio e delle aree rurali, nonché della conoscenza dei prodotti dei boschi e degli alberi.” (art.3)

I tigli di via Libertà sotto la neve (foto del 19 dicembre 2009)

E’ vero che in Italia quando non si sa come affrontare un tema si istituisce un giorno di festa ad esso dedicato! Davvero numerose – ed allo stesso tempo assolutamente irrilevanti – sono le “festività” istituite negli ultimi anni, sia da governi di centrodestra che di centrosinistra. Ma in questo caso non c’è solo un motivo generale a sostegno della sua istituzione nella realtà vignolese. C’è anche un motivo specifico, radicato proprio nella vicenda di via Libertà e via Barella. Lì – è bene riconoscerlo – è stata la mobilitazione di più di un centinaio di cittadini (vedi) che ha richiamato l’attenzione di tutti sull’opportunità di ritornare su una decisione già presa di taglio degli alberi! Come spesso succede è grazie ad un conflitto che una popolazione più ampia di quella direttamente coinvolta focalizza l’attenzione su un tema – in questo caso proprio il “valore degli alberi”. Ed una tale ricorrenza, inoltre, ben si sposerebbe con il proposito, manifestato dall’assessore all’ambiente Mauro Scurani, di riprendere la “civile” usanza (oltre che prevista da una norma di legge) di piantare un albero nel territorio comunale per ogni bambino nato nell’anno (vedi). Perché dunque non mettere assieme questi motivi – e magari altri – ed organizzare annualmente una festa vignolese degli alberi di città? Qualcosa del genere è stato fatto nel 2009 dal Comune di Bologna che, attorno a questa iniziativa, è riuscito ad organizzare un bel cartellone di iniziative (vedi).

Festa degli alberi, un disegno

[2] Nell’organizzare un siffatto evento bisognerebbe usare qualche accortezza. Innanzitutto quello di mettere a fuoco bene temi e obiettivi. Come nel caso della festa bolognese uno degli elementi centrali dovrebbe essere quello di recuperare il gesto simbolico della messa a dimora degli alberi – un albero per ogni nuovo nato. Le famiglie, quelle che hanno avuto un figlio nell’anno precedente, dovrebbero essere le prime destinatarie di quest’iniziativa. Ma nel caso vignolese vi sono buoni motivi per non fermarsi qui. Come si ricordava l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di dare maggiore consapevolezza del “valore degli alberi” in città (ed insegnare a curarsi di loro). E ciò dovrebbe essere indirizzato non solo a bambini e ragazzi in età scolastica, ma anche (o soprattutto) agli adulti. La tendenza ad esaurire queste iniziative nel coinvolgimento delle scuole è molto forte, ma – proprio per il tema – è opportuno resistervi. Le scuole, ovviamente, possono offrire una parte importante del programma, legandovi proprie attività curriculari (vedi qui alcuni bei prodotti di scuole primarie: vedi1 e vedi2, con anche audio di poesie e indovinelli).

Autunno in via Libertà (foto dell'1 novembre 2009)

Rimane però la parte più impegnativa: il coinvolgimento del mondo adulto. Come fare? Si potrebbe mettere a punto un bando per l’assegnazione di risorse di valore predefinito (100-200 euro per ogni assegnazione) a gruppi di cittadini che si impegnano a realizzare un progetto di attività. Ogni progetto dovrebbe risultare sottoscritto almeno da 20-30 cittadini (i residenti di un quartiere, i membri di un’associazione, i genitori di una classe) e localizzato in un‘area verde od un luogo pubblico della città. Dalla messa a dimora di nuovi alberi (e arbusti o piante aromatiche) alla cura del verde esistente, da laboratori “ambientali” per i bambini del quartiere all’identificazione e cartellinatura degli alberi (magari con l’aiuto di esperti), da letture animate a tema ad altri momenti di svago e ricreazione centrati sul “verde urbano” – sono tutti esempi possibili di attività svolte dai gruppi. Un piccolo incentivo potrebbe aiutare l’organizzazione di micro-iniziative di quartiere. Il tutto verrebbe inserito nel programma della manifestazione ed adeguatamente pubblicizzato, magari con i nomi e le foto dei proponenti. Assieme al materiale pubblicitario (ed informativo – es. gli alberi: i cattura CO2) potrebbe essere distribuito – altro aspetto rilevante – il Regolamento comunale per la manutenzione del verde privato. Per questa manifestazione non starei a pormi il problema di un rispetto puntuale delle date indicate dal decreto interministeriale (la festa bolognese, ad esempio, si è tenuta dal 14 al 30 novembre). L’evento potrebbe essere condito con la “rassegna a tema” di libri presso la biblioteca Auris e, soprattutto, con l’apposizione di un “totem”, bacheca o altro oggetto di arredo urbano che riporti informazioni sul valore degli alberi in città e, perché no?, offra al passante un testo poetico o la riproduzione di un’immagine, un’opera d’arte sui nostri amici alberi e sul rapporto tra l’uomo e gli alberi (ed anche qui si potrebbe lanciare un concorso d’idee). Si potrebbe iniziare proprio da via Libertà e via Barella e poi, anno dopo anno, procedere alla disseminazione di questi “segnali” urbani per richiamare l’attenzione sul “bosco” che cresce in città (ed il suo valore).

Festa degli alberi 2009, Càsola Valsenio (RA)

Festa degli alberi anziché festa agli alberi! La festa degli alberi è una festa di origine americana, nata nel 1872, lo stesso anno in cui venne istituito il primo parco naturale del mondo, quello celeberrimo di Yellowstone. Dall’America la festa è arrivata in Italia alla fine dell’Ottocento. E’ stata formalmente istituita con il decreto interministeriale del 4 agosto 2000 (vedi). Del valore degli alberi in città questo blog se ne è già occupato in diverse occasioni, anche grazie alla collaborazione di Stefano Corazza. Segnalo qui i post più rilevanti:

– Marcovaldo, di Italo Calvino. Riflessioni sulla natura in città, 29 novembre 2009 (vedi)
– Il valore di un albero. Osservazioni di Stefano Corazza, 10 novembre 2009 (vedi)
– Verde pubblico: occorre un salto di qualità anche nella progettazione, di Daniela Piani, 11 settembre 2009 (vedi)
– Qual è il valore di un albero?, 11 agosto 2009 (vedi)
– Alberi in città. E’ possibile evitare di abbatterli?, di Stefano Corazza, 1 agosto 2009 (vedi)
– Meno millesettecentotrentadue (alberi a Vignola), 13 luglio 2009 (vedi)

4 Responses to Una modesta proposta/4. Celebrare la festa degli alberi in città

  1. roberta ha detto:

    e pensare che a Vignola avvremmo una manifestazione ad hoc sull’argomento: la festa della fioritura (…di ciliegi che vanno sempre più scomparendo).

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo ha presentato al Consiglio dei Ministri un disegno di legge (che è stato approvato e sarà dunque trasmesso al Parlamento per la discussione ed approvazione finale … ma come sempre i tempi non saranno brevi) sul verde urbano. I contenuti sono molto interessanti e condivisibili. Riporto le questioni essenziali, a partire dalla premessa che riporta dati di cui ci siamo occupati anche a Vignola nell’estate “degli alberi” 2009: “un singolo albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg. di emissioni di CO2 all’anno. Inoltre, gli alberi riducono l’inquinamento acustico e possono farci risparmiare sino al 10% del consumo energetico.” Il disegno di legge (1) introduce la “Giornata nazionale degli alberi”, il 21 novembre di ogni anno; (2) rende effettivo per i comuni l’obbligo di piantare un albero per ogni nato (pratica rimessa in uso a Vignola, dopo diversi anni, dall’assessore Scurani); (3) impone ai comuni, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, un censimento degli alberi piantati nelle aree pubbliche (anche di questo si sta già occupando l’assessore Scurani); (4) impone sempre ai comuni di rendere pubblico, due mesi prima della fine del mandato del sindaco, il “Bilancio arboricolo del Comune”, evidenziando lo stato del verde pubblico a fine mandato in rapporto alla “dotazione” ricevuta all’inizio. Questa forma di “rendicontazione” è davvero di grande interesse. Senza aspettare l’iter della legge – che potrebbe benissimo non essere approvata (cosa che succede di frequente) – sarebbe buona cosa che il Comune di Vignola facesse propri questi impegni, in particolare quello della rendicontazione del patrimonio e dello stato del verde pubblico. Qui il comunicato del governo:
    http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/spazi_verdi/index.html

  3. sara ha detto:

    che bella iniziativa! tenetemi aggiornata

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Nella settimana tra il 6 ed il 13 novembre l’amministrazione comunale di Vignola ha in effetti realizzato la prima festa degli alberi in città. “Alberi e città” – questo il titolo della manifestazione. L’idea è buona, la realizzazione discreta, il risultato decisamente insoddisfacente (specie se si guarda alla partecipazione dei cittadini). Nonostante l’insuccesso di questa prima edizione, se essa era dettata da convinzioni forti, l’amministrazione comunale procederà comunque con la seconda edizione, nel 2011, introducendo i necessari correttivi. Ad esempio legandola di più ai “fatti del territorio” (penso ai percorsi di progettazione “partecipata” di via Libertà e via Barella). Certo nel 2010 – dopo aver tagliato tutti i 27 tigli di via Barella – l’iniziativa non poteva non essere vista come una provocazione. Comunque, essa potrà solo beneficiare di una maggiore coerenza tra linee d’azione dei diversi assessorati. C’è però anche un’aspetto singolare in questa vicenda. Il 21 novembre – così afferma il comunicato stampa n.170/2010 del comune di Vignola – si è tenuta anche la “Festa dell’albero”. Peccato che di questa “festa” i pieghevoli informativi non dicano nulla. Nessuno dei cittadini vignolesi è stato invitato alla festa. Lo hanno saputo, a posteriori, solo quei pochi che si sono presi la briga di leggere il comunicato stampa dell’amministrazione comunale, peraltro non ripreso dai quotidiani locali. Davvero un singolare modo di fare “festa”. Il comunicato stampa si premura di informarci che la “festa” si è tenuta “nonostante il maltempo” e che “all’iniziativa ha partecipato anche il sindaco di Vignola, Daria Denti, che ha messo a dimora una piante di ciliegio selvatico”. Una festa esoterica, dunque. Per pochi iniziati. E’ stata messa a dimora “una dozzina di esemplari”. Il comunicato, ricco di particolari, non dice nulla però dell’abbigliamento dei partecipanti e di chi manovrava la vanga. Ironie a parte. Sarebbe buona cosa dare conto dell’effettiva piantumazione degli alberi corrispondenti ai 278 nati del 2009. Sarebbe buona cosa anche redigere annualmente, magari come appendice al “Bilancio di Missione”, un bilancio sul verde urbano, se non un vero e proprio bilancio ambientale. Nel conto del 2009, in effetti, va conteggiato anche l’abbattimento dei 27 tigli di via Barella e delle robinie della costa del “Gessiere” (almeno una cinquantina). Fare un bilancio ambientale, inoltre, vorrebbe dire non solo contare le unità (tot alberi tolti, tot alberi piantati), ma “pesare” il contributo dato al miglioramento dell’ambiente urbano. Difficile infatti pensare che un fuscellino di un metro d’altezza – questi sono gli alberi messi a dimora nel “Parco dei nuovi nati” – sia “equivalente” ad un tiglio di 40 anni abbattuto in via Barella.

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