Bilancio di previsione 2010. La spesa corrente

Il bilancio di previsione per il 2010 è il primo atto davvero importante del sindaco Daria Denti e della nuova amministrazione comunale di Vignola. Merita dunque un’attenzione speciale, anche per iniziare a misurare quante delle tante promesse fatte in campagna elettorale hanno una qualche chances di essere realizzate. Per fare questo – e per farlo nel modo più oggettivo possibile – dobbiamo innanzitutto fare un’operazione di de-marketing. Scavare sotto la retorica e far parlare i numeri, in primo luogo. Ma anche provare a ragionare sulla visione strategica sul futuro di Vignola che questo primo bilancio di previsione della nuova amministrazione comunale disegna (ammesso e non concesso che un disegno strategico ci sia). “Sobrietà è la nuova parola d’ordine” – così esordisce nelle prime righe la Relazione previsionale e programmatica 2010-2012. Non lasciamoci incantare dalle parole, ma andiamo a verificare i fatti. Che questo sia il principio che ispira le principali scelte del bilancio 2010 potrebbe già essere messo in discussione non appena si vede, nel Piano degli investimenti, che per la piazza davanti a Villa Braglia è prevista un’ulteriore spesa di 100.000 euro di arredi (per il “completamento”), dopo che sono stati spesi 1,3 milioni di euro per la sua realizzazione. Forse la “sobrietà” va cercata altrove. Comunque, senza disconoscere gli elementi positivi di novità presenti (non tanti e, come vedremo, più enunciati che praticati), proviamo a “leggere” criticamente questo bilancio di previsione.
[1] Guardiamo ai numeri, innanzitutto per la spesa corrente (prossimamente proveremo ad analizzare la spesa per investimenti). Per la spesa corrente la previsione 2010 si attesta a quasi 19 milioni di euro (18.946.709 euro), in diminuzione rispetto al 2009 del 4,58%. In larga parte, però, si tratta di uno scostamento fittizio essendo dovuto al trasferimento di alcune attività (farmacia comunale e mercato ortofrutticolo) a Vignola Patrimonio Srl. Le spese per queste attività (sono significative soprattutto le spese di acquisto di prodotti della farmacia che, nel 2010, prevede ricavi per circa 1,5 milioni di euro) vengono così stralciate dal bilancio comunale, ricadendo nel bilancio della società patrimoniale (la maggior parte della dimunizione della spesa corrente rispetto al 2009 è conseguenza di ciò). I documenti di bilancio non ci dicono con precisione di quanto diminuisce la spesa corrente nel 2010 al netto di questo semplice trasferimento di attività – e già qui si evidenzia l’esigenza di migliorare la leggibilità del documento di bilancio (una importante occasione mancata dalla nuova amministrazione: vedi). Per eliminare l’impatto di questo semplice trasferimento di attività (dal Comune di Vignola alla società patrimoniale) stralciamo per intero dalla comparazione tra bilanci 2008, 2009 e 2010 la funzione 12 (servizi produttivi) composta di fatto da queste attività. Senza considerare questa funzione il bilancio di previsione 2010 evidenzia un calo reale della spesa corrente di 323.000 euro. Questa è la reale diminuzione sull’assestato 2009, pari dunque all’1,6% (non al 4,58%). L’andamento delle principali voci di spesa (le 12 macro-funzioni in cui sono organizzati i dati contabili) negli anni 2008 (consuntivo), 2009 (assestato) e 2010 (previsione) è riportato nella tabella seguente.

Spesa corrente del Comune di Vignola per funzioni: confronto tra consuntivo 2008, assestato 2009, previsione 2010

Risulta evidente che molte voci di spesa non subiscono variazioni tra 2009 e 2010, ovvero tra amministrazione Adani ed amministrazione Denti. In particolare non subiscono variazioni (o ne subiscono di lieve entità) 7 “funzioni” su 12: Giustizia, Polizia locale, Cultura e beni culturali, Settore sportivo e ricreativo, Gestione del territorio e dell’ambiente, Settore sociale. Delle altre 5 si hanno variazioni degne di rilievo nelle seguenti quattro: amministrazione, gestione e controllo (-184.382 euro tra 2010 e 2009), viabilità e trasporti (-110.756), sviluppo economico (-43.911), istruzione pubblica (+35.456). Questi dati dicono una cosa in modo chiaro: i dati di bilancio non riflettono alcuna significativa variazione di impostazione nel passaggio tra l’amministrazione Adani e l’amministrazione Denti. Ci dicono anche, in modo altrettanto chiaro, che non c’è affatto alcun incremento significativo delle risorse a disposizione del welfare locale per fronteggiare la situazione di crescente difficoltà indotta dalla crisi economica su numerose famiglie. L’incremento di 35mila euro per l’istruzione non è conseguenza dell’offerta di nuovi servizi, ma semplicemente dell’ampliamento del numero dei beneficiari, stante la progressiva crescita della popolazione scolastica vignolese (conseguenza dell’incremento demografico in atto). Infine, ci dicono, anche qui in modo chiarissimo, che non si è colto né il passaggio da un’amministrazione all’altra, né il contestuale passaggio da una congiuntura positiva ad una negativa (nel 2009 il PIL della Regione Emilia-Romagna è calato del 4,6%!) per ridefinire le strategie dell’amministrazione (e contestualmente rivedere le priorità nell’allocazione delle risorse). Le variazioni intervenute nel passaggio da 2008 a 2009 e poi da 2009 a 2010 sono riportate nel grafico seguente.

Spesa corrente del Comune di Vignola per funzioni: scostamenti in valore assoluto 2009 su 2008 e 2010 su 2009

Nel biennio si riduce in modo significativo la spesa per la promozione turistica (-23,4%, da 389.388 euro del consuntivo 2008 a 298.309 della previsione 2010), per lo sviluppo economico (-12,1%, da 541.397 euro del consuntivo 2008 a 475.862 della previsione 2010), per iniziative e manifestazioni culturali (-11,2%, da 905.109 a 803.582 euro). In valore assoluto, invece, la variazione più significativa riguarda la spesa per la funzione di “amministrazione, gestione e controllo” (-250.000 euro dal consuntivo 2008 alla previsione 2010). Significativa, sempre in valore assoluto, è l’incremento di spesa per il “settore sociale”, ma questo è avvenuto interamente nel passaggio dal 2008 al 2009 (ed è il frutto della decisione dell’amministrazione Adani e dell’Unione Terre di Castelli di costituire un “fondo anticrisi” per alleviare le difficoltà economiche delle famiglie colpite dagli effetti della crisi economica).
[2] Questa prima rassegna ci consente di avanzare tre valutazioni. In primo luogo, la riduzione della disponibilità di spesa (conseguenza della riduzione delle entrate) è stata assorbita comprimendo le spese di gestione dell’ente per circa 180mila euro. Nella misura in cui ciò si tradurrà in migliore organizzazione, migliore utilizzo di professionalità interne, uso più oculato di beni e servizi questo intervento va valutato positivamente. Meno apprezzabile – questo è il secondo punto – è invece quello che si evince dalla Relazione previsionale e programmatica 2010-2012 in merito ai settori che nel biennio vedono una più accentuata contrazione delle risorse impiegate: turismo, sviluppo economico, cultura. Una riduzione temporanea di risorse che oscilla tra il 10 ed il 20% potrebbe essere accettabile se accompagnata dalla definizione di una nuova strategia di sviluppo di un settore di attività – il connubio turismo-cultura – a cui da tempo si guarda per determinare una quota aggiuntiva di sviluppo economico del territorio. Per fare ciò, tuttavia, occorre una capacità di visione ed una capacità d’azione di cui oggi non si vede traccia, né nell’amministrazione comunale di Vignola, né nell’Unione Terre di Castelli. Manca una visione del territorio che riconosca obiettivi realistici di sviluppo turistico. Manca una visione condivisa dei luoghi della cultura a livello di distretto, stante un ripiegamento su sé stesso di ogni “campanile” – quando è da tempo evidente che per conseguire realizzazioni significative occorre fare massa critica (vedi). Manca ugualmente una pianificazione strategica degli eventi culturali di territorio che porti ad investire risorse su un numero selezionato di eventi, realizzandoli come eventi di territorio (non più solo comunali). L’impressione è che dopo l’esperienza positiva del PoesiaFestival – l’unico evento pensato come evento di territorio (CineFestivalDoc è un’altra cosa!) – si sia esaurita la spinta propulsiva a ragionare nell’interesse dell’intero territorio, piuttosto che di micro-eventi comunali. L’altro fronte, quello del marketing territoriale e della promozione dei “prodotti tipici”, è oggi coperto essenzialmente dalla Strada dei vini e dei sapori della cui solidità e capacità è lecito dubitare (vedi). Insomma su questo fronte il bilancio 2010 si rivela – per l’ennesima volta – un bilancio “di attesa”, evidenziando l’incapacità di un pensiero strategico che ci porti, non dico a diventare quel “parco europeo dell’ospitalità” prefigurato dal Piano delle strategie del 2006 (per una critica: vedi), ma almeno a sviluppare per davvero azioni di innovazione dell’offerta e di marketing territoriale.

Neri Marcoré al PoesiaFestival in piazza dei Contrari a Vignola (foto dell'1 ottobre 2006)

[3] Difficile esprimere un giudizio positivo anche per quanto riguarda le spese per il welfare locale in un anno – il 2010 – che tutti gli osservatori annunciano caratterizzato da forti sofferenze sociali per l’esaurirsi delle tutele degli ammortizzatori sociali e la perdita dell’impiego per un numero crescente di persone. Su questo fronte il bilancio di previsione 2010 non offre risposte soddisfacenti. Anzi, è sin da ora facile prevedere che le risorse stanziate si riveleranno presto insufficienti, richiedendo all’amministrazione di dover effettuare variazioni in corso d’anno (l’alternativa sarebbe quella di non contrastare i processi di impoverimento). E dire che a pag. 5 della Relazione previsionale e programmatica 2010-2012 è scritto con enfasi: “le nostre azioni saranno rivolte al sostegno alle famiglie, alle imprese, al diritto allo studio e a stimolare nuovi percorsi di lavoro.” Nel 2010 le risorse aggiuntive (rispetto al 2009) stanziate per il “ sociale” sono pari a 20.000 euro. E’ questo l’incremento delle risorse trasferite all’Unione Terre di Castelli per lo svolgimento delle funzioni di assistenza sociale. Stante lo scenario che oggi si prospetta per il 2010 tali risorse sembrano essere assolutamente inadeguate. E’ vero che la funzione di assistenza sociale (Unione e/o ASP G.Gasparini) beneficeranno nel 2010, per la prima volta, di 100.000 euro di trasferimenti da parte della Fondazione di Vignola. Questi però andranno a coprire l’intero distretto e, per questo, difficilmente potranno consentire di fronteggiare per intero la crescita del bisogno di assistenza economica che, già dal 2009, ha portato un numero sempre più alto di persone a ricorrere ai canali di distribuzione di generi alimentari della Caritas locale.

Il nuovo Teatro Ariston: il bilancio previsionale 2010 non dice nulla del sostegno dell'amministrazione comunale alla sua gestione (foto del 10 settembre 2009)

Potenziare in modo significativo i trasferimenti “sociali” era di fatto possibile, ad esempio applicando nella misura massima consentita (il 50%) al finanziamento della spesa corrente (anziché investimenti) le entrate per concessioni edilizie (oneri di urbanizzazione), che invece la giunta ha deciso di impiegare solo nella misura del 30% (vedi p.11 del Parere del Collegio dei revisori). Sarebbero stati pur sempre 270.000 euro in più da impiegare nell’assistenza economica e sociale nel 2010. Questo sul lato dei trasferimenti (dal Comune all’Unione, da questa all’ASP, infine ai cittadini). Ma le politiche di welfare, le politiche “anti-crisi” si reggono su altri due fronti: imposte (locali) e servizi. Vi sono novità significative al riguardo? La Relazione previsionale e programmatica presenta con enfasi la scelta di “non variare alcuna aliquota, tassa o tariffa di nostra competenza”. E’ un primo segnale che va nella giusta direzione. Era però possibile fare di più, specie in merito all’applicazione dell’addizionale Irpef comunale, oggi allo 0,5% (e che genera entrate per 1,8 milioni di euro). In particolare – anche recuperando una riflessione svolta nei DS nel 2007, quando l’addizionale Irpef comunale venne portata dallo 0,2 allo 0,5% – vi era la possibilità di alzare la soglia di esenzione (oggi fissata a 4.500 euro per i lavoratori autonomi ed a 8.000 euro per i lavoratori dipendenti). E’ stata la lista civica Vignola Cambia, con un proprio emendamento, a formulare questa proposta, chiedendo di portare la soglia di esenzione per l’addizionale Irpef comunale a 12.000 euro. Il terzo fronte è quello dei servizi che, nel caso specifico, riguardano i servizi per il reinserimento nel mercato del lavoro da parte di persone che hanno perso il lavoro. E’ vero che la competenza principale sta in capo alla Provincia ed ai Centri per l’impiego, ma nel bilancio di previsione 2010 del Comune di Vignola non vi si trovano né risorse aggiuntive, né idee o linee di indirizzo per una specifica azione locale.

Segni della crisi economica sul territorio: il presidio sindacale alla Cherry Grove a Brodano (foto del 22 luglio 2009)

[4] Analizzando l’andamento nel tempo (2008-2010) della spesa corrente organizzata per le dodici macrofunzioni canoniche il bilancio di previsione 2010 evidenzia alcuni limitati aspetti positivi (l’assorbimento delle minori risorse disponibili mediante una riduzione della spesa di gestione dell’apparato comunale e dunque la ricerca di misure di razionalizzazione amministrativa). Evidenzia però soprattutto una grande timidezza nel sostenere economicamente le funzioni di assistenza economica e sociale, ovvero l’adozione di un’atteggiamento di attesa, confidando che la crisi economica venga presto superata ed i suoi effetti rapidamente assorbiti (quest’ultima aspettativa sembra essere del tutto implausibile). Si tratta di una scommessa azzardata che potrà richiedere, già pochi mesi dopo l’approvazione del bilancio, l’effettuazione di manovre di reperimento risorse e di diversa allocazione (con maggiore attenzione al sociale). Colpisce però ancora di più la mancanza di una visione (adeguatamente supportata da stanziamenti di bilancio) sulle nuove direttrici dello sviluppo economico del territorio che anche la crisi economica in atto dovrebbe spingere a perseguire. Un esempio di questo è dato dall’incapacità – questo ad oggi ci dice la Relazione previsionale e programmatica – di fronteggiare la sfida vera del marketing territoriale.

2 Responses to Bilancio di previsione 2010. La spesa corrente

  1. Mauro Soli ha detto:

    Vorrei aprire un ulteriore fronte e invitare a fare un bilancio dell’Unione Terre di Castelli approfittando sia del decennale 2001-2010 che ricorre il luglio di quest’anno che della recente polemica fra Savignano e Vignola su una possibile uscita dal servizio associato della polizia municipale. Credo che una riflessione sia necessaria perchè a parte i proclami e le dichiarazioni di intenti, l’unica iniziativa che avrebbe dovuto analizzare dall’esterno questi anni di Unione è del 2009 – Unione Terre di Castelli, Opportunità dello stare insieme a cura di DTN , ricerca presentata in una iniziativa pubblica nel marzo del 2009 – dove vengono presi in esame 2 (!!) dei 36 servizi associati e molto frettolosamente se ne deduce che è stato conveniente associarsi. Mi sono preso la briga di studiare i numeri presentati e di avere qualche dubbio: basti dire che nonostante il personale passato alle dipendenze dell’unione, i dipendenti dei comuni associati in questi anni sono aumentati e non di poco. Ed è pure curioso come da una parte l’associarsi viene presentato come fattore di qualificazione del servizio e migliore efficenza e dall’altra si sia progressivamente smantellati gli uffici tecnici dei nostri comuni che gestivano acqua e gas e che hanno sempre dato ai cittadini un servizio molto più economico di quello attuale, senza neanche provare a pensare a una municipalizzata locale. Vorrei che se ne potesse parlare con conti più trasparenti tra le mani.

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Mauro, conosco lo studio di DTN, anche se non l’ho guardato con attenzione (cosa che però farò dopo questa tua sollecitazione). Nel risponderti mi baso dunque sull’esperienza accumulata negli anni dal 2002 al 2009, in cui sono stato assessore comunale e poi consigliere comunale e dell’Unione. Anche all’interno della maggioranza il dibattito sui “vantaggi” dell’Unione non si è mai chiuso e si riaffacciava periodicamente. Anche questo era (ed è) il segno di una “questione politica” non affrontata in modo sufficientemente deciso ed approfondito. Lo studio di DTN avrebbe dovuto essere un contributo a questo dibattito, magari risolutivo. Però è arrivato troppo tardi, visto che la legislatura era praticamente finita. In questi anni da amministratore io mi sono fatto questa idea. L’Unione è una realtà assolutamente positiva, pur avendo aspetti che vanno migliorati. Io ho visto soprattutto gli effetti sulle politiche scolastiche (ampiamente positivi) e sulle politiche sociali (tutto sommato positivi anche qui, anche se su questo fronte si sconta la mancata definizione del “chi fa che cosa” tra Unione, ASP, Comuni …). Gli effetti più positivi ci sono stati, a mio modo di vedere, non tanto in termini di economie di scala (che pure erano state prefigurate, così che qualcuno si aspettava una riduzione della spesa), ma piuttosto in un incremento di specializzazione e dunque di competenza. Sul fronte dei servizi scolastici, ad esempio, vi è stata un’omogeneizzazione verso l’alto dei servizi (es. a Castelvetro non avevano il centro estivo al Nido ed ora ce l’hanno; a Savignano il personale di accompagnamento sugli autobus del trasporto scolastico non era “a norma” ed ora lo è; e così via). Una maggiore divisione del lavoro ha reso possibile un più alto livello di specializzazione e dunque la messa in campo di servizi più “evoluti”. Lo stesso si vede sul versante dei servizi informatici (pensiamo alle transazioni online per i servizi scolastici o le multe) – tutte cose che un comune da solo avrebbe fatto molta più fatica a fare. Ho anche l’impressione che per quanto riguarda la dotazione di personale i tuoi dati non siano corretti. Il personale è cresciuto sul fronte dell’Unione, ma è calato vistosamente su quello dei Comuni. Non che non ci siano problemi. Anzi, in alcuni casi ci sono NUOVI problemi. Oggi, ad esempio, si sperimenta un problema di definizione dei confini e dunque di raccordo tra le competenze comunali e quelle dell’Unione (lo sa bene chi cura l’acquisto degli arredi scolastici o chi si occupa di edilizia scolastica). Ed è certamente mancato un impegno forte ad affrontarli con determinazione. Lo stesso problema – di raccordo Unione-Comuni – lo si ritrova sul versante politico: il rapporto tra assessore dell’Unione ed assessori comunali, sulle stesse materie delegate, è un nodo di sofferenza. Nonostante i problemi – che ci sono – l’esperienza a me sembra comunque positiva. Certo, le mie sono convinzioni maturate facendo l’amministratore – occorrerebbe un’analisi più “sistematica”. Possono comunque dire che ogni volta che ci si è messi lì ad analizzare i dati (l’ultimo è lo studio DTN) questi confortavano la scelta dell’Unione. E’ però vero che con l’uscita dei “vecchi” amministratori (Adani, Alperoli; Gozzoli prima) è venuta a cadere un importante fattore di aggregazione. C’era una leadership sufficientemente riconosciuta e sufficientemente diffusa (almeno 3 dei 5 sindaci). Oggi non è così. Ci sono tensioni molto forti tra gli amministratori, anche della stessa maggioranza politica (es. Denti versus Lamandini). In più la situazione è più complicata per l’aumento del numero dei comuni (da 5 a 8), per le differenze territoriali (pianura – montagna) e politiche (non sono più solo amministrazioni PD; ma c’é anche un’amministrazione “civica” ed una di centrodestra). Tutto questo rende più complicato ottenere il consenso (o perlomeno il non-dissenso) sulle politiche dell’Unione. D’altro canto la politica latita, evitando di affrontare il problema. Ma ciò non sembra essere una buona soluzione e le tensioni stanno crescendo (l’ultimo segnale è appunto quello relativo alla gestione associata della Polizia Municipale). Comunque, riprendo in mano lo studio DTN e poi ne riparliamo. Tra l’altro è da tempo che ho in mente un post sull’Unione. Forse è giunto il momento di scriverlo.

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