Via Libertà. Una proposta di Stefano Corazza

Sotto forma di una “lettera ai protagonisti di ‘Non il mio nome’ (vedi)” Stefano Corazza ha elaborato una proposta di risistemazione di via Libertà. Una proposta da discutere e criticare, se volete. Per chi la condivide l’invito è trarne spunto per segnalarla al “tavolo di confronto creativo” (il primo incontro è previsto per mercoledì 25 novembre, ore 19.30-21.30) realizzato nell’ambito del progetto “Via della partecipazione” (vedi).

Cari amici/tigli, amici dei tigli (1-172), si è conclusa domenica 15 novembre una prima fase del “percorso partecipativo” che ha rimesso in discussione i progetti per Via Barella (progetto definitivo) e Via Libertà . I progetti pur partendo da situazioni e problematiche molto diverse l’una dall’altra avevano in comune un effetto conclusivo: l’eliminazione totale (Via Barella) o parziale (gli alberi del lato nord-est di Via Libertà) delle alberature esistenti. La ricostruzione delle motivazioni per cui i due progetti, che pure a diverso grado di avanzamento erano già stati presentati come propri dalla precedente amministrazione comunale, giungevano a questa tragica e distruttiva conclusione rischia di essere lunga e complicata e potrebbe contenere considerazioni non proprio benevole sull’operato pregresso. Mi limito a dire che a “Via della Partecipazione” molti aspetti sono stati resi espliciti, interessi diversi sono emersi, limiti tecnici dei progetti sono stati evidenziati, idee e suggerimenti progettuali  sono stati proposti e,  alla fine, gran parte dei cittadini di Vignola hanno espresso la volontà di conservare gli alberi di Via Libertà.

Presentazione delle foto dell’iniziativa “Non il mio nome” davanti alla biblioteca Auris (foto del 14 novembre 2009)

Sabato 14 novembre, contemporaneamente al tavolo di Planning for Real (nell’ambito del percorso “Via della Partecipazione”) abbiamo esposto all’esterno della biblioteca i tabelloni con le strisciate delle  foto (190) scattate durante le tappe della “missione”. Abbiamo ricevuto molti attestati di condivisione dell’iniziativa e dei suoi obiettivi da parte di cittadini rammaricati di non avervi potuto partecipare ma anche alcuni (pochi) dissensi che tacciavano “Non il mio nome” di essere “antidemocratico”(?), frutto di un gruppo di “estremisti ambientalisti”, “gente di destra che non abita sulla strada”, che “se vogliono un albero se lo comprino o vengano loro a pulire”, posizioni formulate da alcuni pasdaran della soluzione “terminator”.
Amenità, in fondo. La nostra missione di “Non il mio nome” ha avuto un ruolo non minore nel fatto che i progetti siano stati fermati dalla attuale Sindaco e che molti cittadini abbiano in seguito potuto prendere parte ed esprimere il loro pensiero nel corso del procedere di “Via della Partecipazione”.  Siamo grati al buon senso espresso in extremis dalle istituzioni e, come ho già scritto sulla nostra mappa in Google, soprattutto a noi stessi.  Credo che tutti noi che abbiamo dato un nome ad un tiglio possiamo anche essere orgogliosi di avere creato un piccolo spazio per contribuire (come poi anche “Via della Partecipazione”) alla ricostruzione di un protagonismo del cittadino in percorsi decisionali democratici in cui tutte le posizioni hanno potuto esprimersi.

Proposta di sistemazione di via Libertà: sezione. Schizzo di Stefano Corazza

Ci sono ancora scadenze di partecipazione in cui possiamo/dobbiamo intervenire per sostenere la nostra idea sul fatto che ogni albero tagliato è un valore perduto e non una merce (vecchia) che può essere sostituita con una nuova. Da un mio calcolo approssimativo sulla base di metodi utilizzati in Italia e all’estero stimo che il valore di un giovane tiglio quarantenne (in buona salute come sono) sia compreso fra 12.000 e 17.000 Euro (stima prudenziale). Ogni giorno che passa, un albero rende diversi servizi ai residenti e ai cittadini tutti (vedi).
Il primo problema degli alberi è quello che noi gli provochiamo serrandogli il tronco in una coltre di asfalto (e non certo le foglie che cadono) e che possiamo, in Via Libertà, risarcire lui – restituendo, nello spazio degli attuali marciapiedi, permeabilità alla terra e respiro agli apparati radicali con una ampia e continua (interrotta solo dagli accessi alle proprietà) aiuola inerbita – e noi stessi – creando spazio per camminare godendoci l’intorno, o andare in bicicletta al di sotto delle loro chiome, limitando (con un senso unico andando da Via G.Galilei alla Circonvallazione) il transito e la sosta delle automobili, consumatrici di aria, spazio, paesaggio.
Tutto ciò non può, però, non essere accompagnato da un programma temporalizzato e quantificato anche in termini economici, di attività di cura e manutenzione degli alberi e degli spazi di pertinenza (emerso con forza anche in “Via della Partecipazione“); da almeno un intervento, che costituisca anche un modello da ripetere in futuro, sulla riparazione di danni alla proprietà (recinzione) debitamente accertati e quantificati; da un intervento, anch’esso prototipale, su una via laterale (anch’esso richiesto da molti cittadini) per ricavare spazi oggi assenti per la mobilità pedonale (e talora ciclabile) e per alberature (ove possibile); per organizzare e delimitare gli spazi di sosta auto; per limitare il transito automobilistico e moderare la velocità. E da ultimo da una ridefinizione della frequenza con cui l’azienda incaricata provvede alla raccolta del fogliame nella stagione vegetativa.

Proposta di sistemazione di via Libertà: vista dall’alto. Schizzo di Stefano Corazza

Se quanto ho detto sopra vale specialmente per Via Libertà non molto diverso è in generale il discorso su Via Barella dove purtroppo, per ora,  sembrano prevalere  considerazioni motivate dall’esasperazione prodotta dalla inerzia passata. Eppure, qui neppure possono essere invocati i danni alle proprietà e da tutte le parti si rivendica una sensibilità personale agli alberi.

Le foto di alcuni dei 190 partecipanti all’iniziativa “Non il mio nome” (foto del 14 novembre 2009)

E allora? Continuiamo a darci da fare e a metterci la faccia! Ho preparato un semplice disegno (vedi le immagini) che rappresenta una sezione tipo di come vorrei che fosse trasformata Via Libertà secondo le linee sopra descritte. Se l’ipotesi vi convince fate conoscere la vostra opinione a questo blog o con un commento alla mappa di Google (vedi) e soprattutto trasmettete un messaggio ai facilitatori di Via della Partecipazione che raccolgono le idee dei cittadini a questo indirizzo email:
saraseravalle@gmail.com
Buona aria, ombra, vista a tutti.
Stefano Corazza (tiglio3)

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10 Responses to Via Libertà. Una proposta di Stefano Corazza

  1. daniela ha detto:

    Condivido quanto scritto da Stefano, in particolare sul valore di un/degli alberi.
    Quanto alla proposta di sistemazione della strada ho alcune obiezioni da fare:
    d’accordo pienamente sul senso unico, ma con senso di marcia:Circonvallazione-> Via Galilei, dato che via Resistenza ha attualmente senso di marcia opposto
    Bene il mantenimento delle due corsie alberate senza marciapiedi o ciclabili inframezzate, perchè tecnicamente impossibile in quanto creerebbe spazi angusti sia per gli alberi che per i pedoni; tuttavia metterei la ciclabile, a mio avviso indispensabile per incentivare l’accesso al centro di Vignola con le bici piuttosto che con le auto, accanto alla pedonale, al fine di ridurre i tratti di incrocio con i passi carrai e la strada.
    Infine bisogna pur concedere qualche area di sosta auto per i negozi che si affaccino su Via Libertà. Là dove lo spazio disponibile lo consente si possono sfruttare le aree asfaltate davanti ai negozi e lì si potrebbero inserire alcuni parcheggi a pettine tra gli alberi, a pettine, non in linea, per limitare i tempi di manovra delle auto.
    Lascio a Voi la realizzazione del disegno/plan se condividete quanto detto.
    Grazie

  2. Roberto Adani ha detto:

    Solo per dare qualche elemento in più, poi mi ritiro in buon ordine. La proposta di Corazza era una delle proposte del comune, anzi era la prima presa in considerazione. La soluzione per gli alberi era esattamente questa, in quanto se si va a scavare attorno ad essi pur mantenendoli, li si danneggerebbe comunque irrimediabilmente, la pista era di 2 metri, la corsia di 4,30 e il marciapiede potrebbe anche bastare di 90 cm o 1 metro in modo da avere lo spazio per i parcheggi oggi indispensabili. Dopodichè però non si può progettare solo una strada bisogna pensare anche al contorno, e fin dai tempi dell’ass. Galli si era individuata con un progetto complessivo una soluzione per le vie laterali, a senso unico alberate e con i ciclopedonali (tipo via cimarosa). Il problema è che il sistema funziona se si accoglie la proposta di Daniela di un senso unico da circonvallazione a via Galilei, perchè altrimenti andare in biblioteca o dalle scuole tornare in via libertà diventa un rebus per il quale altrochè anidride carbonica. Ora il fatto è che nel frattempo, per togliere un pò di asfalto e dare spazio ai parchi (scolastici in questo caso, anche se non ancora demolita questa è la previsione) si è chiusa via Galilei. Ora se si adotta questa soluzione, noi porteremmo tutto il traffico di via libertà in pieno centro nell’incrocio del teatro per intenderci. La riapertura di via Galilei è ancora possibile, ma a questo punto preferisco i bambini e l’ampliamento di quel parco, visto che se si dovesse scegliere, le piante stanno meglio in un ampio spazio verde. Guardate, io continuo a non avere la soluzione che risolva tutte le questioni, se l’avessimo avuta non ci saremmo presentati con più soluzioni aperte. Sarà in ogni caso un compromesso tra diverse opzioni. Tenete comunque in conto che il blocco del progetto di teleriscaldamento ha come conseguenza che si continuerà a utilizzare energie non rinnovabili e non si elimineranno tonnellate di co2 (lo scarto tra la soluzione attuale e la futura è notevole)ora emesse in pieno centro dalle grandi caldaie a gas che si progetta di spegnere. L’ importante è quindi prendere una decisione, perchè anche il non fare nulla ha le sue conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. A questo proposito preciso che la presenza dei due filari di alberi rimane compatibile con la costruzione della rete di teleriscaldamento. Mi dispiace poi che i residenti di via libertà vengano a volte dipinti come egoisti che si preoccupano solo dei danni alle recinzioni o dell’onere di spazzare le foglie. In realtà nessuno era entusiasta del taglio, ma semplicemente qualcuno diceva, ripiantiamone di più ma correttamente, non solo per la distanza dalle recinzioni ma soprattutto per lo spazio aiuola di cui una pianta ha bisogno. Cresce più in fretta e in salute una pianta ben piantata e irrigata producendo anche maggiori quantità di ossigeno che una grande pianta soffocata, inoltre su un lato di via libertà ci sono anche molte piante dei privati (segno che invece ci tengono) che oggi faticano a crescere per la competizione con i tigli sulla strada.In realtà gli interventi sul tessuto urbano sono sempre complessi e hanno bisogno di una partecipazione dei cittadini supportata da tutti gli elementi di carattere tecnico scientifico che consentano una buona scelta. Saluti e buon lavoro

  3. Roberto Adani ha detto:

    Scusate solo perchè sia chiaro, l’intervento di via Barella non prevedeva l’eliminazione delle piante, anche se in un certo numero di casi sono davvero malmesse, i residenti hanno in realtà chiesto di ripiantarle correttamente, (irrigazione e un aiuola di buone dimensioni) non semplicemente di toglierle, si era pensato a delle querce di dimensioni già importanti tipo via caselline, magari fastigiate per dargli più spazio. Anche qui è importante concludere la pista ciclabile che porta al cimitero, soprattutto per i tanti anziani che si muovono in bicicletta.

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Le osservazioni che fa Roberto evidenziano che il disegno della mobilità su via Libertà è cosa tutt’altro che semplice. A me è chiaro che la stessa operazione fatta a suo tempo per via Resistenza (e dopo per via Caselline) – ovvero la messa a senso unico – starebbe bene fatta anche per via Libertà, viale V.Veneto e (probabilmente) anche via Grandi (quella dell’Oratorio). Il primo motivo dell’introduzione dei sensi unici è la sicurezza. Mettere in sicurezza le vie urbane vuol dire, essenzialmente, metterle a senso unico. Per diverse ragioni: non si incrociano veicoli che marciano in direzione contraria, l’immissione ad un incrocio è meno pericolosa, ecc. A queste si unisce il fatto che le nostre sedi stradali sono strette, sono nate prima dell’automobile o quando di automobili ne circolavano davvero poche. E sono nate quando non si pensava a dove parcheggiarle (ed il parcheggio in strada sembrava una soluzione soddisfacente). Detto questo è evidente che la soluzione non è facile e che richiede le competenze progettuali che di solito sono focalizzate in un Piano Urbano del Traffico (PUT). E che dunque difficilmente hanno i cittadini comuni, ancorché desiderosi di partecipare. Mi è anche chiaro che fare oggi un’intervento su via Libertà significa NON rimetterci le mani per almeno 15-20 anni. Per questo non vorrei abbandonare troppo presto l’idea della messa a senso unico. Dobbiamo essere consapevoli che o lo si fa oggi – che si deve intervenire sulla via – o non lo si fa più (per i tempi che possiamo immaginare davanti a noi). Mi rendo anche conto, infine, che una decisione impegnativa come la messa a senso unico di via Libertà richiede un’amministrazione FORTE ed AUTOREVOLE, che non ha timore (convinta della bontà della soluzione) di giocarsi eventualmente un pezzo di consenso. E temo che oggi quest’ultimo requisito non sia presente.

  5. stefano c ha detto:

    Ad Adani una breve replica per punti:
    -nessuno è mai venuto a conoscenza (neppure il progettista incaricato!)di una soluzione progettuale, di proposta comunale, per Via Libertà che neppure assomigliasse a quella qui proposta;
    -il senso unico non intacca la previsione di chiusura e sistemazione a verde di Via Galilei (giusta e auspicabile, ma non mi pare, purtroppo, (più)prevista come spesa dal programma di investimenti)
    – è vero, partire dall’idea del senso unico è una occasione per ripensare alla circolazione in questo settore urbano, ma perchè non ci ha pensato la sua amministrazione al momento di formulare il progetto? e perchè non si dovrebbe farlo adesso?
    – chi dice che l’accesso al centro (con senso unico in Via Libertà) debba avvenire da Via Matteotti?
    – perchè non pensare che tutti gli edifici di nuovi “poli” (“scolastico”, della “sicurezza”) non abbiano una “autonomia energetica” (inerzia più generazione energia elettrica e acqua calda con pannelli fotovoltaici e solari)invece che pensare ad una centrale a (improbabili) biomasse e gas(non rinnovabile) la cui combustione comunque provoca CO2?
    -le scuole esistenti possono essere migliorate di molto quanto ad efficienza energetica (fino al 50%)con interventi di riqualificazione (è questa una strada scelta da molte città in Italia)e con formule gestionali orientate al risparmio;
    -non è vero che una pianta di piccole dimensioni assorba più CO2 di una pianta matura (l’assorbimento dipende, in ultima e semplificata analisi, dalle dimensioni della chioma). Il rapporto tra l’assorbimento di una pianta di nuovo impianto e una pianta dell’età e dimensione dei tigli esistenti è di 1/3 (al Massimo!)
    – perchè in 8 anni della sua amministrazione non si è provveduto ad una minima manutenzione del piano dei marciapiedi in via Libertà o ad una loro realizzazione in Via Barella e perchè l’interesse che lei giustamente dimostra per le situazioni di danno alle recinzioni non ha prodotto neppure un intervento di riparazione?

  6. gigip ha detto:

    Il progetto è molto interessante. Ho notato solo un particolare, non ci sono parcheggi. E’ voluto oppure è una dimenticanza?
    Non penso che una via densamente abitata come via Libertà possa prescindere dai parcheggi, renderla sicura vuole anche dire regolamentare la sosta selvaggia.

  7. Roberto Adani ha detto:

    Gentile sig. Corazza
    non so dove prenda le sue informazioni, che tra parentesi elenca come certezze, quando le assicuro, semplicemente per esperienza diretta che le cose sono a volte almeno più complesse di come lei le descrive.
    1. Al progettista è stato dato un preciso incarico di verificare per prima la possibilità del senso unico, cosa che tra parentesi ha fatto, e soluzione che è stata discussa tra le altre la sera dell’incontro in biblioteca e che gli uffici del comune hanno approfondito su mia sollecitazione in modo abbastanza approfondito. Quindi non so da cosa tragga le sue convinzioni ma le assicuro che non sono corrette, pensavo anzi le facesse piacere sapere che tra le soluzioni possibili c’era anche quella che lei propone, ma comunque …
    2. Già l’amministrazione Quartieri (circa 15 anni fa) sviluppò un PUT che aveva previsto in prima istanza l’accoppiamento a senso unico di via libertà e viale vittorio veneto (Resistenza -caselline è stato poi realizzato) riscontrando una serie di problematiche tra le quali i percorsi degli autobus.
    Il piano urbano invece del 2004 come le ho scritto (ass. Galli) si era concentrato, sulla sicurezza (percorsi ciclopedonali), la fluidificazione del traffico (rotonde) e la riduzione della velocità (incroci rialzati etc.). Aveva escluso nuovi sensi unici nelle strade di attraversamento in quanto è noto che generalmente aumentano la velocità su queste strade. C’era quindi uno studio abbastanza approfondito sulla sistemazione di tutta la viabilità del quartiere, con riqualificazione delle vie laterali sia verso la scuola che verso l’oratorio. La progettazione di dettaglio di via libertà era stata rimandata alla realizzazione della rete di teleriscaldamento in quanto non aveva senso rifare una strada che poi sarebbe stata demolita per il rifacimento delle reti. Nel frattempo non mi sembra che siano mancati milioni di euro di investimenti per piste ciclabili, marciapiedi e abbattimento barriere architettoniche. Tengo poi a precisare, che non deve essere un sindaco a decidere se mettere a senso unico o meno una strada, si possono condividere con cittadini problemi ed obiettivi, dopodichè la materia è sufficientemente complessa per affidarsi a grandi esperti. Cosa che abbiamo fatto essendo il progettista del PUT di Vignola riconosciuto dalla nostra regione e da buona parte dei paesi europei come uno dei maggiori esperti nel settore. L’ultimo piano urbano del traffico che ha sviluppato è quello di Shangai, che forse ha una complessità leggermente maggiore della nostra. Ultimamente abbiamo utilizzato non solo grandi esperti, ma anche l’università, in particolare quella di Bologna cui è riconosciuta una grande competenza in materia trasportistica. Questo per dire che forse come pochi altri comuni italiani si è cercato di studiare ed affrontare il problema. Quindi per risponderle dico esattamente il contrario, che si può e si deve continuare a studiare e ad approfondire tecnicamente. Alla politica (nel senso nobile del termine) determinare gli obiettivi, agli studiosi individuare le soluzioni.
    Sul senso unico mi limito a dire che la sua soluzione proponendo la direzione verso il centro porta il traffico verso via matteotti, agli studi (esiste un modello del grafo stradale appositamente predisposto per fare simulazioni) dire se tale soluzione è sostenibile, mi limito a dire che è problematica.
    Sui progetti del polo sicurezza e del polo scolastico è meglio che ammetta di non conoscerli neanche sommariamente (e non c’è niente di male) in quanto hanno le caratteristiche che lei dice, edifici ad alto risparmio energetico, solare termico, fotovoltaico, tetti verdi, serre climatiche ma ugualmente non riescono ad essere autosufficenti, per cui l’energia di cui hanno bisogno viene dall’impianto di teleriscaldamento, che deve servire però anche l’attuale polo scolastico, l’asp, l’asl, la biblioteca, le scuole barozzi, le scuole materne, la piscina, il teatro, l’ospedale, il municipio, le caserme. Da qui comprende perchè deve passare su via libertà visto che molti di questi edifici stanno su questa via. Se ha approfondito la materia, saprà certamente che una centrale, che produca calore ed energia elettrica è infinitamente meno inquinante se fornita da un unica centrale che ditribuisce acqua calda, piuttosto che da una miriade di piccole centrali sparse per il centro. Non le sarà poi sfuggito il progetto (project finance) di risparmio energetico sulla pubblica illuminazione e il progetto di tutti i tetti fotovoltaici degli edifici comunali (scuole, centro nuoto, magazzino ortofrutticolo). Sempre per completezza, anche la fattibilità della riqualificazione del vecchio mercato partiva dalla realizzazione di una grande tettoia fotovoltaica. Mi darà poi atto che tutti i nuovi asili e le ultime scuole sono stati realizzati utilizzando le soluzioni che lei richiama, a cui si potrebbe aggiungere anche la geotermia, i tetti verdi, il recupero delle acque etc…
    Veda articoli di Paltrinieri in proposito:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/11/21/barbapapa-un-nuovo-asilo-nido-per-vignola/
    Ma anche in questo caso serve, se pur in misura molto minore altra energia. Il progetto mete del teleriscaldamento infatti è stato completamente ricalcolato, in quanto solo negli ultimi 4 anni i consumi energetici di questi edifici si è quasi dimezzato. Sulla ultima questione della manutenzione dei marciapiedi la risposta se ci pensa se l’è data da solo, in quanto anche nel suo progetto non mette in prossimità delle piante un marciapiede, bensì una grande aiuola, perchè se lei andasse a scavare attorno a quei tigli li seccherebbe tutti senza magari dichiararlo esplicitamente, e poi per fare cosa per riasfaltare fino al colletto? Le sembrerà strano, ma insomma in generale si pensa di fare le cose nel miglior modo possibile, anche meglio di come le si farebbe a casa propria, poi se non si potesse continuamente migliorare non saremmo qui a discutere.
    Guardi che c’è apprezzamento e non fastidio, per il lavoro che lei ha fatto per elaborare una proposta. Cordiali saluti Roberto Adani

    • zapata ha detto:

      Ma perchè solo ora Roberto Adani si fa vivo?
      Peccato che Roberto Adani venga a discutere solo ora. Ha avuto “10” anni di tempo e non ne ha mai sentito il bisogno.
      Gli si possono abbuonare i primi cinque, per fare esperienza, ma gli ultimi cinque, proprio no.
      In una seria industria privata l’avrebbero mandato a casa prima.
      Roberto Adani poteva portare le sue argomentazioni nella serata dell’ 11 novembre al Paradisi. Ma non l’ha fatto. Ora ci viene a raccontare che una proposta come quella di Stefano Corazza era già pronta nel cassetto, anzi, era la prima presa in considerazione, e se questa era la prima, chissà quante altre erano in quei cassetti. Troppe, se fin dai tempi dell’assessore Galli si progettavano già le soluzioni. Spero fossero progetti a costo zero! Bricolage tra Adani e Galli.
      “via della Partecipazione” è ancora aperta e il cittadino Adani, forte della sua esperienza può portare il suo contributo. Quello di Corazza è uno. Daniela un altro. Paltrinieri un altro ancora. Altri ci saranno. Senza verità assolute. Questo è il percorso che porta a una soluzione.
      E pensare che tutto è nato per l’abbattimento di qualche decina di piante. Trattate male da anni.
      Ma trattati peggio i cittadini che devono servirsi dei marciapiedi. E non solo in via Libertà. Roberto Adani, se in “10” anni avesse passeggiato più spesso per Vignola “forse”si sarebbe accorto della non piacevolezza a camminare.
      L’assessore anziano Succi, nella serata del Paradisi , faceva notare la totale assenza di piante in via Plessi, dove lui abita, e aggiungo io, marciapiedi di 40 cm.
      dove ci sono, e la totale impossibilità di camminare. Un pezzo di autostrada da terzo mondo nel centro di Vignola. Una schifezza.
      Per attraversare corso Italia occorre dotarsi di coraggio.
      15 anni fa l’amministrazione Quartieri, ci racconta Adani, sviluppò un PUT che aveva previsto in prima istanza l’accoppiamento a senso unico di via libertà e viale vittorio veneto (Resistenza -caselline è stato poi realizzato) riscontrando una serie di problematiche tra le quali i percorsi degli autobus.
      15 anni non sono pochi, nonostante siano stati interpellati “grandi esperti”, l’Università di Bologna, il progettrista del piano urbano di Shangai….manca solo il mago Otelma! fumo, solo fumo, caro Adani. Lei è stato un bravo sindaco, nella media per intenderci. Ci ha venduto delle gran patacche, tipo il grande parcheggio sottoreneo di Vignola. Bellissimo, un grande affare. Ma non per i cittadini. Poi, e devo riconoscerle l’onestà , ci è venuto a dire che la parte superiore, la piazza per intenderci, non l’avrebbe più fatta in quel modo. Devo ammettere che il senso dell’umorismo non le manca. Forse non aveva interpellato i “grandi esperti” e ha creduto di essere lei il grande esperto e ha deciso per tutti?
      Caro Adani, vorrei continuare, con gli asili dove in un altro post lei svolazza allegramente tra cose serie e cose da depliant pubblicitario.
      Del tipo “Vignola città cantiere”.
      Non le voglio togliere nessun merito, vorrei solamente ricordarle che, sopratutto gli asili, sono sempre stati un fiore all’occhiello delle amministrazioni di sinistra a Vignola, sopratutto quando il rosso era un colore che andava alla grande, come le ciliegie……
      Gli asili non è necessario andare in Alto Adige o in Svizzera per scoprirli, è sufficiente andare a Reggio Emilia……
      Caro Adani, ormai è tardi per mettersi a parlare di queste cose. E’ ingeneroso verso di lei e non porterebbe a niente. Solo amarezza.
      Noi cittadini comuni (come dice Andrea Paltrinieri, al quale vorrei chiedere quante categorie di cittadino esistono), continueremo a goderci le belle e le brutte opere, continueremo a scivolare sui marciapiedi inesistenti come abbiamo sempre fatto….da secoli. Continueremo a votare per nani e ballerine, raccontarci balle, sognare al crescere del sole (non più dell’avvenire)…..ma ho ancora un sassolino : lo sa caro Adani quante piante di cilegio hanno abbattuto in quel magnifico insediamento di via di Mezzo? lo sa che a Modena c’è un parco,il” parco della Resistenza” che era un podere e cosi è stato mantenuto, e che in Giappone ci sono dei parchi solo di ciliegi?
      Ricollegandomi all’argomento principale, via Libertà e via Barella, vorrei dare atto a Daria Denti di aver portato, senza tanta “propaganda”, uno strumento democratico d’intervento e partecipazione sulla progettazione, di grande efficacia. “via della Partecipazione” è l’esempio.
      Esempio già ampiamente sperimentato a Modena da anni, come il recupero delle ex Fonderie.
      E pare che “la Daria” abbia intenzione di continuare su questa strada. E i cittadini comuni sono con lei. Ma prima è meglio togliersi la giacca….e il paraocchi.

      Ciao, zap

      • Andrea Paltrinieri ha detto:

        Ciao Zap, il tuo intervento è “provocante” anche per me. E dunque faccio alcune osservazioni, seppure parziali. (1) Mi sembra ingeneroso il “si fa vivo solo ora”. Perché i rapporti che un sindaco ha con la città, con i cittadini non li si può misurare dagli interventi su un blog (peraltro non certo benevolo). Avendo conosciuto da vicino il modo di lavorare di Roberto Adani (avendoci lavorato come assessore nella prima legislatura – i primi 5 anni che tu reputi tollerabili, passabili) ti posso assicurare che sia come impegno orario, sia come cittadini incontrati e “ascoltati” è stato assolutamente notevole. Come ho ripetuto oramai un’infinità di volte, anche in interventi in Consiglio Comunale, il limite è, per me, che avendo impostato un’opera di trasformazione della città imponente, un investimento di uguale importanza andava posto in modalità più sofisticate di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini. Ne parlano diversi post in questo blog. (2) Evitiamo di attribuire ad Adani i mali di una città cresciuta storicamente prima di norme urbanistiche di salvaguardia della qualità del vivere urbano. Vignola, come tutte le città italiane, ha i problemi di una crescita non ordinata, non razionale, non di qualità (se guardiamo con gli occhi di oggi) degli anni ’50-’80. Lo si vede nelle strade di quartiere assai strette e prive di adeguati posti auto, di marciapiedi, di illuminazione come si deve. Ma ti inviterei a contare tutti gli interventi di “riqualificazione” messi in campo in dieci anni di amministrazione Adani e poi fare il confronto con quanto fatto da altre amministrazioni in città confrontabili per dimensioni con Vignola o con i dieci anni precedenti, ad esempio. E’ un peccato che non esistano enti che si occupano di queste rendicontazioni comparative. Io un tentativo di interpretare questi ultimi dieci anni l’ho fatto, ma è certo ancora assai grossolano:
        – vedi, su Bilancio di mandato “Dieci”:
        https://amarevignola.wordpress.com/2009/05/02/dieci-la-vignola-di-roberto-adani/
        – ho ragionato in più occasioni su Corso Italia ed il suo parcheggio:
        https://amarevignola.wordpress.com/2009/08/20/al-sendech-stradein-sul-parcheggio-di-corso-italia-c/
        – ho provato a svolgere qualche considerazione sull’INTENSA trasformazione della città di Vignola negli ultimi dieci anni:
        https://amarevignola.wordpress.com/2009/09/06/al-sendech-stradein2-adani-e-la-trasformazione-della-citta/
        Cercando sì di fare una lettura “critica” di questa esperienza amministrativa, ma senza buttare il bambino con l’acqua sporca, come si suol dire.
        (3) Se con Adani usi un vigore critico eccessivo (anche perché non pienamente informato), sei decisamente troppo benevolo verso l’impeto “partecipativo” mostrato dal sindaco Daria Denti. Ad oggi “via della partecipazione” non può affatto definirsi uno strumento “di grande efficacia”. Anche su questo ci ho scritto almeno 5 post (l’ultimo dei quali questa notte), avendo partecipato sinora a tutte le fasi del processo. Indubbiamente ha allargato la partecipazione – e questo è un bene – ma come “via” per la partecipazione efficace (ovvero in grado di produrre risultati di qualità, oltre che condivisi), diciamo che non ha ancora trovato … la sua via. Mi limito a questo, sperando che questo dibattito possa aiutarci anche a comprendere meglio cosa significa amministrare una città.

      • Roberto Adani ha detto:

        Caro sig. Zapata,
        già cominciare così, penso non sia il suo nome, preferirei sapere con chi sto parlando e magari sapere se la incontro per Vignola se le ho mai parlato, siccome lei ha espresso una semplice opinione pur critica nei miei confronti. Quindi mi farebbe piacere sapere con chi sto dialogando, poi se vuole rimanere anonimo, cerco di risponderle lo stesso anche se non ho capito se la mia opinione le interessa. Immagino che se avessi lasciato anonimo il mio post lei lo avrebbe considerato uno dei tanti contributi alla discussione. Comunque capisco la reazione, ma lei capirà anche se dopo dieci anni in cui il tempo per la famiglia e la propria professione non c’è stato,io sinceramente non ho trovato proprio il tempo per partecipare a quegli incontri. E poi non volevo creare situazioni imbarazzanti, è giusto che si sviluppi questo confronto senza tare e polemiche del passato, ma sui contenuti. Comunque mi fa piacere leggere e raramente scrivere su un blog di un amico, con cui ho sempre discusso animatamente, ma anche costruttivamente. Se la infastidisce può non leggermi, io mi firmo sempre e vorrei continuare a farlo. Io poi, prima di fare il sindaco, una seria impresa l’ho diretta e con buoni risultati, per il sindaco poi c’è di bello che chiunque può candidarsi, e ci si sottopone sempre al giudizio degli elettori, e questa rimane comunque una grande forma di partecipazione democratica. I progetti e gli studi poi non sono mai a costo zero, come zero non costa nemmeno la società che sviluppa l’attuale progetto di partecipazione. Ma io diffiderei da chi non studia prima di agire. Guardi che il fatto che la proposta di Corazza fosse stata tra quelle studiate dall’amministrazione non toglie niente alla proposta stessa, anzi la si può ulteriormente approfondire e io sono intervenuto a favore invece delle considerazione di Daniela dicendo che erano emerse anche dalle prime considerazioni tecniche. Vede io poi ho passeggiato parecchio per Vignola e continuo a farlo spesso anche con il passeggino, quindi le assicuro che ho consapevolezza della situazione, mi sarebbe piaciuto con la bacchetta magica rifare tutti i marciapiedi e le piste ciclabili d’incanto. Ma purtroppo si tratta di cantieri piuttosto invasivi, che si possono sviluppare solo d’estate, e che vanno comunque presidiati e quindi seguiti da una struttura comunale che ha dei limiti fisici nel presidiare in contemporanea tanti cantieri. Comunque gliene elenco alcuni quelli che mi ricordo a braccio:
        via resistenza pedonale e ciclabile (nuova)
        via bellucci pedonale e ciclabile (nuova)
        ciclabile vignola-modena (nuova)
        pedonali di via della pace (ristrutturazione)
        ciclopedonale di via caselline (nuova) nuova via alberata
        pedonale di via grandi (nuovo)
        ciclopedonale di via trento trieste (ristrutturazione)
        Pedonale di via ravenna (nuovo)
        Pedonale via venturina (nuovo)
        Ciclopedonale via venezia (nuovo) nuova via alberata
        ciclopedonali via mazzini (ristrutturazione)
        rifacimento ciclabile vignola-marano (ristrutturazione percorso sole)
        Pavimentazione e abbattimento barriere architettoniche delle vie del centro storico e piazza boncompagni (ristrutturazione)
        percorsi pedonali di corso italia- piazza braglia (ristrutturazione)
        percorsi pedonali via ponte muratori (nuovi)
        percorso ciclopedonale di via c. plessi (ristrutturazione)
        percorsi pedonali via s.francesco (ristrutturazione)
        attraversamenti e abbattimento barriere architettoniche di piazzetta soli (ristrutturazione)
        ciclopedonale di via portello (ristrutturazione)
        ciclopedonale di via dei gelsi (nuovi)
        pedonale asilo barbapapa (nuovo)
        ciclo pedonale di via ghandi (nuovo) nuova via alberata
        ciclopedonale via ghiarov e via callas (nuovi) parzialmente alberate
        ciclopedonale di via cimarosa (nuova) nuova via alberata
        piazza del teatro- pavimentazione (ristrutturazione)
        ciclabile via per sassuolo da via montanara a tangenziale (nuova)
        ciclabile via montanara (nuova)
        ciclabile tangenziale da gessiere a via resistenza (nuova) alberata
        ciclabile tangenziale da via per sassuolo a via per spilamberto (nuova)
        ciclopedonale via barella (nuova)
        ciclopedonale di via marchetti (nuova) nuova via alberata
        ciclopedonale attorno al cimitero (nuovo)
        Tra le vie importanti mancano via libertà finanziata e prevista in abbinamento con rete di teleriscaldamento e via plessi di cui c’è il progetto definitivo con pista ciclopedonale per tutta la sua lunghezza, parcheggi e alberi. Era stata inserita nel piano degli investimenti, ma non realizzata in quanto la via non ha la rete fognaria e bisogna rifare tutte le reti, quindi non si poteva interrompere o limitare fortemente il traffico senza che fosse ultimata la pedemontana. Proprio grazie agli studi a cui fa riferimento, quello del comune di vignola è stato considerato tra i cinque migliori progetti dell’emilia-romagna di messa in sicurezza delle strade e ha ricevuto un finanziamento di circa 1,25 milioni di euro infinitamente superiore a quanto speso negli studi. Altri finanziamenti li abbiamo ottenuti sulle rotonde e su altre ciclabili. Secondo me se fosse stata un impresa privata, il comune, non avrebbe licenziato il sottoscritto e Galli, mi permetta la battuta. Per quanto poi riguarda i percorsi partecipati, le potrei citare il bilancio partecipato, gli incontri nei quartieri, gli incontri sulle varie opere, Agenda 21, le passeggiate di quartiere inventate da Andrea, qualche giorno fa è stato presentato il contratto di fiume, percorso partecipato voluto soprattutto dal sottoscritto e dall’assessore Scarduelli (anche per questo abbiamo ottenuto un finanziamento). Nonostante questo non sono soddisfatto dei risultati di questi percorsi e si poteva fare meglio, a volte però capita anche di non avere energie sufficienti per fare tutto al meglio. Nel frattempo su scuole e servizi sociali si è investito moltissimo, è nata l’unione e l’asp, quindi di lavoro ce nè stato parecchio Infine nessuno ha mai inventato nulla, dal punto di vista delle scelte di fondo, che non fosse contenuto come scelta nel programma presentato agli elettori. Ora ben venga il lavoro per migliorare la partecipazione dei cittadini, le assicuro che mi fa piacere, a maggior ragione se migliora rispetto a quanto si è riusciti a fare nelle scorse legislature la conoscenza e la condivisione reale. Da parte mia mi rendo conto che potevo anche astenermi da intervenire su questa materia, ma mi è sembrato opportuno precisare alcune cose anche per il rispetto e la riconoscenza di chi nel nostro comune ci ha lavorato con serietà e impegno. Dalla mia parte mi permetta di rivendicare di avere svolto il mio ruolo con sicura onestà e serietà mettendoci grande impegno. Detto questo,concludo con una riflessione generale, sappiamo tutti che l’attenzione ai temi ambientali è però tipica di società evolute e benestanti, quindi senza dimenticare questi temi, penso che ci sia una situazione economico sociale talmente preoccupante nel nostro territorio per cui è utile, anche per la causa ambientalista, affrontare con grande attenzione questa problematica contingente, senza togliere nulla a via libertà e alla relativa discussione, di questo penso si debba ragionare in questo momento, cercando di mettere in campo tutte le intelligenze disponibili. quindi mi taccio e la saluto. Roberto Adani

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