AAA Dirigente del settore comunicazione cercasi

Nel consiglio comunale di  domani, mercoledì 28 ottobre, è iscritto all’ordine del giorno un punto relativo all’organizzazione dell’amministrazione comunale di Vignola. Si tratta del punto n. 4 che recita: Testo Unico 267/2000 art. 48, comma 3 – Criteri generali per l’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi (il punto è già stato oggetto di delibera di giunta: n.188 del 12 ottobre 2009: vedi delibera e allegato). A prima vista sembrerebbe una questione del tutto formale e dunque irrilevante. Forse però non è così. Questa delibera, infatti, oltre ad alcuni interventi di riorganizzazione minori, prospetta una riorganizzazione della macchina amministrativa comunale con l’introduzione di una quinta direzione in aggiunta alle quattro oggi esistenti. Ad oggi, infatti, le direzioni sono quattro:  pianificazione territoriale (Corrado Gianferrari), lavori pubblici (Vincenzo Parise), affari generali (Elisabetta Pesci), servizio finanziario (Stefano Chini). Alcune di queste (pianificazione territoriale e lavori pubblici) sono incarichi a termine, ovvero della durata della legislatura (5 anni). Secondo la delibera verrebbe aggiunta una quinta direzione (denominata “Rapporti con la Città”) posta a capo di un settore costituito dall’aggregazione di diversi uffici: segreteria del sindaco; URP- comunicazione; cultura, biblioteca, eventi; sport e promozione turistica. Sino ad ora questo settore è risultato “disperso”. A capo dell’Ufficio Cultura stava Silvana Garavini, dirigente, andata in pensione a gennaio 2009. A capo di altri due uffici – comunicazione e sport/turismo – stanno due figure con “posizione organizzativa” (rispettivamente Simona Sighinolfi e Francesco Iseppi). La decisione di accorpare questi uffici in un unico settore e di porvi a capo un dirigente non è banale. Per diversi motivi.

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La banda comunale di Pinzolo in Corso Italia (foto del 5 aprile 2009)

[1] In primo luogo occorre considerare le intersecazioni presenti o potenziali con l’Unione Terre di Castelli. Non è un caso che il sindaco precedente, Roberto Adani, non abbia proceduto alla ricerca di un nuovo dirigente dell’Ufficio Cultura per garantire una guida senza soluzione di continuità di quel settore. Il rinvio della decisione a dopo le elezioni amministrative del 6-7 giugno era funzionale a lasciare aperta la possibilità di un trasferimento di questa attività sotto l’Unione Terre di Castelli. In effetti già nella legislatura 2004-2009  l’Unione si è avvalsa di un Assessore alle Attività culturali e dal 2002 sono vigenti tre convenzioni che conferiscono all’Unione compiti in ambito culturale: (1) per la gestione unitaria dei servizi di biblioteca; (2) per la gestione unitaria dei musei; (3) per la gestione unitaria della programmazione delle attività culturali. Tali convenzioni sono tuttavia applicate in misura assai parziale. Dunque il passo da compiere con questa nuova legislatura (a cui evidentemente Adani pensava) era il conferimento pieno, come peraltro già previsto dalle convenzioni approvate, del settore cultura nella sua interezza all’Unione Terre di Castelli (sul tema vedi). Si precisa che la gestione delle attività culturali da parte dell’Unione non deve essere intesa come la cancellazione delle “specificità” territoriali, ovvero delle iniziative peculiari caratterizzanti i diversi territori comunali. Sebbene l’Unione risenta a volte della tendenza al “livellamento” dei territori questo esito non è affatto necessario e, soprattutto, non è affatto auspicabile in un settore – quello delle politiche culturali – in cui si tratta semmai di salvare la ricchezza delle iniziative locali (leggi: comunali) ed allo stesso tempo di avere la “forza” di far crescere alcune, selezionate iniziative locali per farle diventare eventi di tutto il territorio dell’Unione (oggi composto da 8 comuni) e, magari, anche di un territorio più ampio (da qualche anno, ad esempio, il PoesiaFestival coinvolge anche il Comune di Maranello). Perché questa strada non è stata imboccata? Questa è la prima domanda significativa. Certo il forte ricambio di amministratori da un lato, la maggiore eterogeneità politica della giunta dell’Unione dall’altro possono essere addotti come motivi di una maggiore complessità a far avanzare progetti “impegnativi” come quello del trasferimento delle attività culturali al livello dell’Unione (nonostante vi siano già 3 convenzioni in merito approvate dai comuni-soci fondatori). Certo, si potrebbe aggiungere, Vignola dovrebbe avere l’autorità “morale” e la forza politica per spingere avanti questo progetto e per proseguire quell’opera di accrescimento dell’efficacia delle politiche conseguibile con la crescita dimensionale (senza con ciò voler tirare in ballo implausibili “economie di scala”). Evidentemente oggi Vignola ed il suo sindaco non hanno questa capacità – e forse neppure la voglia di provarci. Si preferisce un’opera di “piccolo cabotaggio”, decisamente meno impegnativo (ma magari con qualche possibilità di “remunerazione” in più, a brevissimo termine).

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Neri Marcorè al PoesiaFestival a Vignola (foto del 2 ottobre 2005)

Neppure il PD del territorio sembra avere le idee chiare in proposito, non esistendo un documento condiviso dal partito dei diversi territori sul profilo che l’Unione deve assumere nel corso di questa legislatura – evidente segno della debole capacità di governo politico di questo processo. Comunque sia la nuova organizzazione proposta presso il Comune di Vignola con l’introduzione della quinta dirigenza difficilmente può essere interpretata come un manifesto per lo sviluppo dell’Unione su alcuni settori che pure potrebbero giocare un ruolo importante sia dal punto di vista della qualità e delle chances di vita, sia da quello dello sviluppo economico del territorio. Pensiamo appunto allo sport – un settore in cui pure l’Unione ha realizzato, prima in provincia, un PRG degli impianti sportivi (documento di pianificazione però praticamente sconosciuto al di fuori del Comune di Savignano che in questo progetto ha fatto da capofila). Pensiamo alle vicende della promozione turistica e della valorizzazione dei prodotti tipici locali che già oggi vede un braccio operativo di “area vasta” costituito dalla Strada dei Vini e dei Sapori (che, inoltre, già oggi gestisce uno IAT sovracomunale), nonostante le sue tribolate vicende e disgrazie economico-amministrative (vedi). Pensiamo infine al settore della cultura in cui da tempo si avverte l’esigenza non solo di un “coordinamento” delle manifestazioni locali, ma anche dei luoghi e delle istituzioni culturali (ad es. per evitare il rischio tangibile che ogni singolo comune si doti di un museo-francobollo assolutamente insignificante ed invisibile oltre i confini comunali) (vedi). Ora per sviluppare l’Unione su questi fronti, per far fare loro un salto di qualità (di cui tutti riconoscono la necessità), servirebbe una diversa strategia organizzativa. Una strategia di rafforzamento dell’Unione e di completamento del conferimento delle funzioni (a livello operativo), non certo l’introduzione di una quinta dirigenza a livello comunale. Piuttosto si dovrebbe cercare una o più figure dirigenziali di alto profilo per i nuovi settori da trasferire (o già trasferiti, seppure solo sulla carta) all’Unione Terre di Castelli. E, per converso, il “congelamento” delle posizioni organizzative a livello comunale fino a quando non si fosse portato a termine il processo di riorganizzazione complessiva tra i Comuni e l’Unione.

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La Union Jazz Band suona all'inaugurazione della nuova sede del Liceo M.Allegretti di Vignola (foto del 29 ottobre 2005)

[2] Invece della strategia di “alto profilo” ci si è accomodati con la “variante bassa”, ovvero la creazione di una nuova dirigenza a livello comunale (su settori, come già dimostrato, peraltro in larga parte governati a livello di Unione o comunque sovracomunale). Quali sono le ragioni di questa scelta? L’impressione è che siano in ballo anche ragioni “spurie”, ovvero non strettamente riconducibili a principi di razionalità organizzativa. Certo. Di impressioni si tratta. Ma il tema è davvero troppo importante per non evidenziare il rischio di un cedimento alla tentazione di usare la modifica dell’assetto organizzativo per risolvere (anche) questioni di altra natura.

[Voci maliziose, ad esempio, spiegano questa proposta di modifica organizzativa con l’esigenza di trovare una collocazione diversa dall’attuale (nella segreteria del sindaco) dell’unico (al momento) candidato alla segreteria del PD locale: Mattia Monduzzi Donazzi. Sappiamo infatti che il PD di Vignola deve eleggere prossimamente un nuovo segretario locale in sostituzione di Giancarlo Gasparini dimissionario (essendo stato eletto presidente del Consiglio Comunale). Ad oggi l’unico candidato sembra essere (nulla di ufficiale, per carità!) Mattia Monduzzi Donazzi (fortemente sostenuto proprio dal sindaco Daria Denti, di cui ha curato la campagna comunicativa e di “marketing” sia per le primarie del PD del 25 gennaio 2009, che per le amministrative del 6-7 giugno) che tuttavia ha un handicap che va risolto: lavora nella segreteria del sindaco. Cosa che giustamente viene valutata inopportuna. E’ inopportuno, cioè, che il segretario del PD di Vignola lavori alle dipendenze del sindaco di Vignola, ovvero nel suo ufficio di segreteria. Diverso sarebbe se egli lavorasse in una diversa posizione. L’istituzione di una quinta dirigenza non potrebbe aprire una possibilità di risoluzione di questo handicap?]

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Il nuovo Teatro Ariston in via di ultimazione (foto dell'8 luglio 2009)

Al di là di queste supposizioni (malevole?) rimane il dato politico di cui si accennava sopra: anziché scegliere una strategia di alto profilo, anziché puntare a proseguire l’azione di sviluppo dell’Unione Terre di Castelli puntando a superare una sua fragilità d’azione proprio in quei settori in cui non si è avuto il coraggio di sciogliere le riserve sul ruolo che l’Unione può e deve giocare (cultura, promozione turistica, marketing territoriale, ecc.), ci si accomoda ad aggiustamenti dell’organizzazione locale, ovvero comunale. Ribadisco che la cosa singolare di questa vicenda – indipendentemente da come andrà il “percorso” di selezione – è che è mancato un dibattito sulla strategia da perseguire a cui subordinare il ragionamento sull’assetto organizzativo del Comune di Vignola. Vedremo se emergerà qualcosa di significativo nel dibattito in consiglio comunale domani sera (mercoledì 28 ottobre) – in tal caso sarà mia premura aggiornare anche i ragionamenti svolti in questo post. Per intanto è noto che il sindaco Daria Denti ha già fissato almeno un requisito del nuovo dirigente: dovrà conoscere l’inglese visto che non è possibile che non ci sia un dirigente del Comune di Vignola in grado di parlare la lingua utile per la partecipazione a bandi e progetti europei, ecc. ecc. Argomento discutibile se si guarda alla “scala” del territorio – queste competenze di alto profilo (sic!) vanno collocate a livello dell’Unione più che a quello del singolo comune (o dei singoli comuni). Certo, non fa male avere dirigenti che parlano una o più lingue straniere in modo fluente od eccellente. Ma, appunto, anche questo aspetto enfatizza l’importanza di un siffatto ragionamento a livello di Unione, piuttosto che di singolo comune. In ogni caso, ad oggi, l’impressione che si ricava dalle informazioni (certo frammentarie) e dagli argomenti (pochi) esposti pubblicamente (es. in commissione consiliare) è che sia mancata una visione strategica di altro profilo. Sarebbe alquanto triste scoprire tra qualche settimana che le soluzioni adottate rispondevano invece ad esigenze, molto più banali, di “promozione” di personale non per fini di natura organizzativa.

PS Nella seduta del consiglio comunale del 28 ottobre, in occasione del dibattito sul punto n.4 all’ordine del giorno (a cui si riferisce il presente post), il sindaco Daria Denti ha annunciato pubblicamente una querela nei miei confronti per le cose scritte nel post. In attesa di poter consultare un legale (sic!) mi sembra opportuno auto-censurare la parte “incriminata”. Potrò forse sperare nelle “attenuanti”! Rimane il fatto che, forse anche per l’effetto di “drammatizzazione” delle dichiarazioni del sindaco, è mancato un dibattito che facesse capire in che modo la proposta di riorganizzazione dell’amministrazione comunale si inserisce nella strategia perseguita circa lo sviluppo dell’Unione terre di Castelli.

PPS Replicando ad un articolo pubblicato su Qui Modena il giorno 30 ottobre, il sindaco Daria Denti, tramite il suo addetto stampa, ha precisato che nel suo intervento in consiglio comunale, il 28 ottobre, “non ha mai pronunciato la parola querela”. E “non ha mai nominato il signor Paltrinieri”. E’ tutto vero. Il sindaco ha parlato di “provvedimenti” (da prendere) e di ricorso alla “magistratura”. Ed ha parlato di un sito web che “seguono” con attenzione. I presenti non hanno avuto bisogno dell’interprete.

PPPS (del 16 novembre 2009). Dopo un consulto legale ho deciso di ripubblicare il post nella sua formulazione originaria. La parte “sottratta” è riportata in corsivo tra parentesi quadre. Può darsi che le supposizioni lì avanzate in forma ipotetica risultino sbagliate. Può darsi. Rimane in ogni caso valido l’argomento principale: questa decisione segna un arresto dell’investimento sull’Unione Terre di Castelli. Ed è un peccato, visto che oggi è a quel livello che si possono fare politiche significative (cultura, marketing territoriale, turismo) di cui questo territorio ha bisogno.

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10 Responses to AAA Dirigente del settore comunicazione cercasi

  1. piccioli paolo ha detto:

    interessanti informazioni!!!
    attendiamo aggiornamenti dopo il consiglio comunale

  2. Pina ha detto:

    Gentilissimo dott. Paltrinieri, questa volta cerchero’ di essere piu’ imparziale e diplomatica, visto che con il mio precedente commento sono stata accusata di essere stata prevenuta e maliziosa.
    Volendomi basare su dati oggettivi e non soggettivi devo dire che chi ricopre posizioni di responsabilità ha sicuramente una preparazione e delle competenze specifiche. Non credo o meglio non voglio credere che ci siano delle persone che, solo perchè hanno le conoscenze o la tessera giusta possano avere la strada spianata.
    Voglio credere invece che vengano premiati l’impegno, lo studio e le attitudini.
    Nelle prossime righe mi lascerò andare ad una pura cronistoria che servirà non a tediare il lettore ma solo a far capire che non sempre i sacrifici e la volontà vengono ricompensati.
    Mi sono trasferita dal Sud 11 anni fa,in cerca non di fortuna ma solo di un lavoro che mi potesse permettere di aiutare mio marito nella conduzione degli impegni e delle spese familiari.
    Sono Laureata, ho conseguito diversi corsi di Formazione, un Master ma evidentemente tutti questi elementi al Nord o meglio a Vignola non sono spendibili.
    Da Agosto del 1999 a Dicembre del 2000 ho lavorato per il Comune di Pavullo come C1 a tempo determinato, poi ho superato un concorso a Vignola e per motivi familiari ho preferito avvicinarmi a casa.
    Da gennaio 2001 lavoro per l’Unione, prima con contratti a tempo determinato e poi da dicembre 2004, dopo l’ennesimo concorso, sono stata assunta a tempo indeterminato. C1 nel 1999 a Pavullo, C1 nel 2001 a Vignola e C1 nel 2009.
    Terminata la cronistoria chiedo a lei dott.re che è per me simbolo di imparzialità, di ricchezza culturale e morale cosa bisogna fare per crescere professionalmente, per mettere in atto le proprie competenze, le proprie attitudini e le proprie ambizioni.
    Mi scusi per lo sfogo ma sono veramente avvilita.

  3. Guerrino Cassani ha detto:

    Preso atto della tua provvida ed imbarazzante autocensura.
    Ricordato,come dovresti ben sapere, che la “pianta organica” del Comune e’ di competenza della Giunta e non del Consiglio Comunale e quindi che il punto numero 4 dell’ordine del giorno di ieri sera nulla ha a che spartire con il tuo post, le tue sapienza e dignita’ non contemplano delle scuse ?
    In primo luogo alla persona, Mattia, che hai “aggredito” in modo assolutamente gratuito ed infondato.
    In secondo luogo al Sindaco Daria Denti, cui hai attribuito metodi e logiche che non le appartengono (e’ cosi’ difficile per te capire questa cosa ?).
    Concludo con i complimenti alla lista civica a cui fai riferimento, Vignola Cambia, che non ha ritenuto opportuno dissociarsi dal contenuto del tuo post.
    Dall’eclissi della politica all’eclissi della dignita’.

  4. Ricci Giovanni ha detto:

    Caro sign.Cassani
    premettendo che la minaccia di querela ha il sapore di una piccola vendetta vignolese, vorrei far notare che Paltrinieri, con tessera in tasca del PD, nelle ultime elezioni ha dichiarato di votare alle amministrative per Vignola Cambia, altrimenti per il PD.E’ attualmente iscritto al PD, ha regolrmente votato alle primarie e non capisco come Vignola Cambia debba prendere le distanze da un articolo di cui l’estensore è responsabile e dove comunque non vedo elementi per una querela. Stupisce invece come Cassani non invochi per Paltrinieri l’estremo giudizio del suo partito al quale Paltrinieri è iscritto e questo perchè all’eclissi della politica non segua anche quella della ragione. Solidarizzo con Andrea in quanto bersaglio politico. E complimenti al PD che ad altri chiede di prendere le distanze da un suo tesserato

  5. Simone Pelloni ha detto:

    Visto che si parla di comportamenti imbarazzanti: chi è il coordinatore o segretario del circolo del pd vignolese? Ma il presidente-segretario non aveva dichiarato che con il 25 di ottobre si sarebbe risolta la coabitazione di due cariche incompatibili (presidente del consiglio comunale persona che dovrebbe essere super-partes e segretario di partito uomo che deve essere di parte)non per legge ma rigore istituzionale. Perchè il direttivo del pd vignolese non ha accolto le dimissioni,sempre che siano state presentate formalmente? Con quali motivazioni? Perchè Vignola è l’unico comune che ha due esponenti di maggioranza che occupano entrambe le cariche istituzionali di presidenza e di vice-presidenza del consiglio?

  6. Ricci Giovanni ha detto:

    Certamente penso che Mattia ci sia rimasto male e me ne dispiace, però vorrei un attimo che si uscisse dall’ipocrisia. In Consiglio Comunale si è parlato di articoli di giornale scritti da non so chi, di blog e estensori di articoli senza nome e poi scopriamo dal sign Cassani che il sito è Amare Vignola e l’articolista Paltrinieri. Scommetto che se quest’ultimo nell’articolo avesse semplicemente parlato di segretario del sindaco Cassani sicuramente avrebbe scoperto che era Mattia, il quale secondo la vox populi è candidato alla segreteria del PD con un ruolo professionale che crea imbarazzo politico. Ipotizzare che questo imbarazzo venga e possa essere ovviato attira minacce di querela. Comunque prima della querela esiste il buonsenso ed il senso del ridicolo

  7. guarro ha detto:

    Secondo il mio punto di vista, si sta facendo troppa ideologia e polemica. Secondo i canoni di legge e di democrazia, non mi sembra di aver percepito nelle parole lette offese o ingiurie nei confronti di qualcuno ma, solo svariati commenti, quindi io penso che su tutta questa vicenda, sia il Sindaco che parla di querele e sia le persone citate dovrebbero fare una cosa sola farci una bella risata sopra,inoltre quando si è persona Pubblica la retorica ci sta, mentre non condivido assolutamente che venga usato il Consiglio Comunale per esporre dichiarazioni inutili, che servono solo a turbare la tranquillità dei lavori del Consiglio, cosa che succede spesso,in quanto il presidente del Consiglio lascia scorrere senza interrompere deteminate dichiarazioni sia dalla maggioranza che dalle minoranze.

  8. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Mi preme rispondere a Guerrino Cassani cercando di limitare gli spunti polemici. (1) E’ plausibile che, come da lui indicato, il mio post chiami in causa in modo impreciso la delibera di consiglio del 28 ottobre. Rimane comunque singolare che prima la giunta decida della pianta organica, quinta direzione, ecc. (delibera del 12 ottobre). Poi (il 28 ottobre) il Consiglio dia le proprie linee di indirizzo. Non perché il consiglio debba “ficcare il naso” nella pianta organica, ma piuttosto perché le scelte sulla pianta organica del Comune di Vignola hanno evidentemente ripercussioni sui margini di manovra per lo sviluppo dell’Unione Terre di Castelli (peraltro su funzioni già assegnate all’Unione!). La cosa risulta evidente a tutti coloro che si sono presi la briga di leggere il post. (2) Nel post originario non c’è nessuna “aggressione” nei confronti di Mattia Monduzzi Donazzi. C’è la formulazione di un’impressione, forse di un sospetto, sulle scelte che hanno portato a configurare la nuova organizzazione. Si usa una formula dubitativa – se non altro perché si parla di fatti riguardanti il futuro, cose che debbono ancora succedere. Nell’economia del ragionamento, inoltre, il punto non ha il valore principale – questo sta in capo al ragionamento politico sulla mancanza di una strategia “alta” per l’Unione Terre di Castelli. (3) E’ chiaro che io e Guerrino diamo valutazioni diverse dell’operato di Daria Denti come amministratore comunale. Io mi sono già espresso in modo chiaro sulla sua performance in 5 anni da assessore.
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/01/22/daria-denti-posso-dire-cosa-non-mi-ha-convinto/
    Lì ho elencato un po’ di fatti. Se Guerrino vuole provare a convincermi del contrario farebbe bene a provare a controargomentare su quei punti. Tra l’altro è un post che conosce bene, avendolo fotocopiato e distribuito in giro.
    Ma quello è il passato. Per questi primi mesi di legislatura sto effettivamente cercando di capire (prego anche Guerrino di crederci). Quando sarò in grado di farlo esprimerò un giudizio articolato e argomentato – come al solito. Come ho fatto (e non ne vedo molti altri in giro) con i dieci anni dell’amministrazione Adani (di cui sono stato parte). Sono fermamente convinto che di questo la politica locale ha un gran bisogno. Se accanto al mio ci sarà anche il giudizio di Guerrino (e di altri) sarà ancora meglio – specie se argomentati e documentati come CERCO di fare. Vedremo. (4) Guerrino non rinuncia a cogliere l’occasione di questo mio post per disbrigare un po’ di “beghe da cortile” – alla sua maniera. Solo questo spiega l’attacco a VignolaCambia. Il tema dell’eclissi della dignità è davvero impegnativo – merita riflessioni più ponderate. Dell’eclissi della politica, invece, Guerrino farebbe bene ad occuparsene. Rischia di appartenere a quel gruppo di persone che, a livello locale, la porta a compimento. A lui dimostrare che non è così.

  9. Ziva ha detto:

    Che dire! Dopo aver letto tutto resto perplessa. Molto perplessa. Andrea, ti sei sempre dimostrato preparato e hai sempre fatto considerazioni su dati certi. Le supposizioni sul futuro sono, appunto, supposizioni e mi sembra lecito farle. Magari volevano pure essere argomento per aprire una discussione costruttiva…. Mi sembra inoltre, vorrei crederlo almeno, che viviamo in uno stato che “E’ LIBERO”. O no?!! Oltre la stampa (come qualcuno vocifera in giro) non vorremo “imbavagliare” anche le persone ehhh!!! Sono con Giovanni quando dice che la querela ha il sapore di un piccola vendetta di paese (Vignola). Non sono d’accordo invece con Guarro che vorrebbe una bella risata conviviale. Si toccano punti troppo delicati per riderci su. Vignola è da sempre capofila dell’Unione Terre di Castelli. Non cerchiamo di far finta che così non sia…… Io non ero presente al Consiglio del 28 (e me ne dispiace molto), ma sono con te Andrea.

  10. guarro ha detto:

    Rispondo a Ziva, che la mia richiesta di riderci su,voleva essere solo un modo per di dire che bisogna essere più moderati a volte, lo so bene che i punti toccati sono molto sensibili ma, come detto già in precedenza, la dirigenza del Consiglio non funziona, il presidente deve essere super-partes e deve intervenire quando si va fuori dal tema dell’ordine del giorno che si sta discutendo, cosa che non succede,sono dovuto intervenire richiamando all’ordine il presidente nel consiglio scorso nei confronti del capogruppo del P.D, che superava abbondantemente i 14 minuti nel suo intervento.Il presidente mi rispondeva che visto il tema cosi importante,il (p.2e3)aveva allungato i tempi, senza concordarlo con i capigruppo, questo secondo me e mancanza di sensibilà nei confronti delle minoranze finisco dicendo che non ci risulta che ci sia un presidente del consglio comunale in tutta la Provincia che rivesta un doppio incarico. (P.S non mi piacciono le risate conviviali sa di sinistra o no?)

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