Eclissi della politica? Due delibere su Vignola Patrimonio in commissione consiliare

“Quando un gruppo consiliare si forma senza nessuna ambizione di farne la punta di diamante di una costruzione progettuale e l’interlocutore autorevole di una vasta mobilitazione di saperi …”. E’ un adattamento di un brano dell’ultimo libro di Salvatore Biasco, Per una sinistra pensante (vedi). Dispiace doverlo dire, ma l’incontro della prima commissione consiliare di stasera – ad oggetto due punti riguardanti la società patrimoniale del Comune di Vignola, Vignola Patrimonio Srl – ha dato l’idea di una maggioranza fragile proprio nel pensare politicamente. Critica non costruttiva – qualcuno si affretterà a dichiarare. Critica ingenerosa – qualcun altro preciserà. Può darsi. Io posso solo dire che sono rimasto colpito dall’assenza della politica, di un ragionamento politico – almeno da parte degli esponenti del PD in commissione (coloro che dovrebbero sostenere, per così dire, l’onere della prova, essendo i rappresentanti del partito al governo della città).

Costituzione e governo della società patrimoniale – Vignola Patrimonio Srl – stanno in effetti tenendo banco da un po’ di tempo. Nei giorni scorsi, ad esempio, gli esponenti di opposizione Chiara Smeraldi (lista civica VignolaCambia) e Francesco Rubbiani (lista civica Città di Vignola) hanno avanzato critiche al dispositivo di governance, lamentando la soluzione dell’amministratore unico (oggi dimissionario nella persona di Roberto Adani) e richiedendo, invece, l’istituzione di un consiglio di amministrazione che possa includere anche un rappresentante indicato dalle opposizioni, oltre ad un collegio sindacale in cui sieda un revisore anch’esso indicato dalle opposizioni (vedi). Questo tema della governance e del raccordo tra la società patrimoniale ed il consiglio comunale vignolese è però rimasto sullo sfondo. All’ordine del giorno due questioni apparentemente meno impegnative: (1) l’autorizzazione a Vignola Patrimonio Srl per l’acquisto della nuova sede della farmacia comunale e (2) l’operazione di finanziamento per “gestioni lotti edificabili” (relativo alle aree, da porre in vendita, presso il nuovo mercato ortofrutticolo). La discussione su questi punti ha reso evidente lo stato della discussione politica locale. Parliamo di “eclissi della politica” – così da lasciar aperta la speranza di un suo “ritorno”. Eclissi totale, se non fosse stato per gli interventi di Francesco Rubbiani (lista civica Città di Vignola) che hanno offerto un esempio di ragionamento politico (indipendentemente dal fatto che si condivida o meno la prospettiva delineata). Bisogna augurarsi che anche la maggioranza recuperi questa capacità. Apprenda in fretta.

Il centro commerciale Marco Polo: ospiterà la nuova sede della farmacia comunale (foto del 3 ottobre 2009)

Il centro commerciale Marco Polo: ospiterà la nuova sede della farmacia comunale (foto del 3 ottobre 2009)

[1] Il 12 maggio scorso l’amministrazione comunale di Vignola ha emanato un avviso pubblico per ricercare un immobile da acquisire in proprietà e da destinare a sede della Farmacia Comunale (vedi). Un unico soggetto ha partecipato offrendo uno spazio presso il centro commerciale Marco Polo (ovviamente nel sito del Comune di Vignola si trova il testo dell’Avviso pubblico ma non l’informazione sull’aggiudicazione – singolare trasparenza!). E’ dunque previsto che, a breve, la farmacia comunale si trasferisca da via Bontempelli (dove è oggi ubicata) al centro Marco Polo. Il prezzo offerto è ritenuto congruo (2.600 euro al mq) – nel complesso si tratta di circa 350mila euro per i locali a cui si sommano altri 200mila euro circa per gli arredi. La società patrimoniale ha il mandato di ricercare modalità operative autosostenibili economicamente, potremmo dire “autarchiche” (ovvero con l’obiettivo dell’equilibrio economico-finanziario senza bisogno, cioè, del sostegno di risorse comunali) – e questa è un’ottima cosa. Si studia dunque un leasing immobiliare. Bene. La collocazione presso il centro Marco Polo è stata inoltre presentata come un’opportunità di incrementare il business – in considerazione dei flussi di acquirenti attesi nell’area commerciale che include il nuovo supermercato Conad. Anche questa (la ricerca di un incremento della redditività) è una buona cosa. Ma non è tutto. In effetti, per poter effettuare lo spostamento è stato dapprima necessario un atto per il trasferimento di superficie commerciale dal quartiere Le Coorti al centro Marco Polo.

Secondo la normativa vigente ciascuna farmacia è posta all’interno di un territorio precisamente delimitato (una forma di attenuazione della concorrenza e di promozione del carattere di servizio), per cui l’area “di manovra” per la ricerca della nuova sede della farmacia comunale risulta abbastanza contenuta. Ma anche questa delimitazione territoriale consente comunque lo svolgimento di un ragionamento politico. Un’alternativa praticabile – e plausibilmente meno onerosa – poteva consistere nel realizzare la sede della farmacia nell’area, di proprietà comunale, a fianco della scuola d’infanzia Mago di Oz (mantenendo la collocazione della farmacia comunale al centro del quartiere, non ai suoi margini). Il ragionamento sull’ubicazione ha considerato le prospettive di business, non quelle relative all’ubicazione ottimale per la funzione sociale di una farmacia comunale. Forse la questione della localizzazione della farmacia ha un contenuto politico: meglio una localizzazione che garantisce business oppure un’altra che risponde meglio all’obiettivo di vicinanza alle residenze, al quartiere (e che ricerca una migliore distribuzione delle farmacie nell’area di Brodano)? Svolgendo questi argomenti Francesco Rubbiani ha evidenziato come una scelta apparentemente tecnica nascondesse, in realtà, opzioni diverse di tipo politico. Nella terminologia filosofica si tratta di world-disclosure. Dischiudere mondi. Ovvero rendere meno unico il pensiero unico. Detto altrimenti: introdurre un ragionamento politico, fare politica (un’attività che, secondo Hannah Arendt, ha a che fare con la capacità di giudizio e con il dare inizio a qualcosa di nuovo).

Il centro commerciale Marco Polo (lato nord): ospiterà la nuova sede della farmacia comunale (foto del 3 ottobre 2009)

Il centro commerciale Marco Polo (lato nord): ospiterà la nuova sede della farmacia comunale (foto del 3 ottobre 2009)

[2] Altro tema della commissione – e che presto approderà in Consiglio Comunale – riguarda l’operazione di finanziamento per “gestioni lotti edificabili”. Ovvero l’autorizzazione, rilasciata dal socio unico (il Comune di Vignola), alla società patrimoniale per la contrazione di indebitamento fino ad un massimo di 5,2 milioni di euro al fine di perfezionare l’acquisto (dal Comune di Vignola) dei 5 lotti edificabili (vedi), realizzare l’intervento di rivalorizzazione dell’intera zona (attraverso la riorganizzazione urbanistica e funzionale) e quindi procedere alla successiva dismissione (solo a titolo informativo: il primo bando per l’alienazione di quei lotti è andato desrto, vedi). Insomma vendita dell’area circostante il mercato ortofrutticolo (area di 13.435 mq, pari ad una Superficie Utile di 10.748 mq, a destinazione commerciale/direzionale, D3) per finanziare il piano degli investimenti. Anche in questo caso il dispositivo indebitamento-acquisto-alienazione è ben congegnato. Ci si potrebbe chiedere però – interrogativi effettivamente sollevati da Francesco Rubbiani (lista civica Città di Vignola) nel suo intervento – se questa decisione si integra con il disegno strategico di valorizzazione dell’agricoltura vignolese e del suo snodo commerciale principale sul territorio (appunto il “nuovo” mercato ortofrutticolo).

Mappa dei lotti nell'area circostante il mercato ortofrutticolo. A Vignola Patrimonio Srl il compito di alienarli (si vende territorio per finanziare il piano degli investimenti)

Mappa dei lotti nell'area circostante il mercato ortofrutticolo. A Vignola Patrimonio Srl il compito di alienarli (si vende territorio per finanziare il piano degli investimenti)

E’ pensabile un disegno di “sviluppo” dell’agricoltura locale senza un progetto inerente il ruolo del mercato ortofrutticolo, il suo “sviluppo” o “ridisegno”? E l’alienazione dell’area circostante il mercato non rischia di precludere o, perlomeno, depotenziare lo sviluppo dell’intera filiera che va dalla produzione alla commercializzazione delle produzioni tipiche locali (ciliegia in primo luogo)? Può darsi che non sia così, ma bisognerebbe comunque avere la capacità, innanzitutto, di percepire il tema e quindi di elaborare una strategia coerente (all’interno del quale deve stare un ragionamento sulle funzioni da assegnare a quei 13.000 mq di superficie circostante l’attuale mercato ortofrutticolo). Epperò nessuno della giunta e dei consiglieri di maggioranza è stato in grado di elaborare il tema. O perlomeno di affermare, in modo argomentato, che quella superficie non serve al futuro dello sviluppo agricolo di questo territorio. In effetti non è che questo disegno strategico lo si ritrovi nel programma di coalizione del sindaco Daria Denti. A dispetto dell’enfasi sulla tutela dell’agricoltura – ricordate? “la campagna tornerà ad essere il giardino di Vignola”! – in quel programma il mercato ortofrutticolo è citato una sola volta e ad esso è dedicato meno di una riga: “implementare la trasparenza ed efficacia delle regole di gestione del Mercato Ortofrutticolo” (p.14 del programma di coalizione). Nulla di “strategico”, in ogni caso. E’ troppo chiedere di sviluppare una visione compiuta e non solo, invece, uno slogan? Di nuovo, pur essendo esponente dell’opposizione, è toccato a Francesco Rubbiani fornire alcuni suggerimenti operativi per far sì che questa operazione di alienazione di territorio non venga infine condotta senza alcun riguardo rispetto all’obiettivo (per ora solo enunciato) della tutela e/o rafforzamento della filiera agroalimentare: trovare il modo di privilegiare le aziende concessionarie presso il mercato; privilegiare le aziende operanti nel settore ortofrutta; e così via.

Una porzione dell'area circostante il mercato ortofrutticolo (foto del 17 aprile 2006)

Una porzione dell'area circostante il mercato ortofrutticolo (foto del 17 aprile 2006)

[3] A qualcuno l’espressione “eclissi della politica” potrà sembrare troppo forte. Possiamo disquisire sull’espressione usata per la descrizione. A me preme evidenziare il fenomeno sottostante. La scomparsa della capacità – evidente oggi soprattutto nelle forze di maggioranza – di ragionare politicamente. Di articolare una visione strategica e quindi collegare le scelte puntuali ad un disegno complessivo del futuro di questo territorio. Immaginizzazione, avrebbe detto Gareth Morgan. Si rileva, per converso, lo schiacciamento di ogni questione sulla sola dimensione tecnica (certo importantissima, ma non sufficiente)! E non è un caso che, tanto nelle sedute consiliari, quanto negli incontri di commissione, gli “apparati tecnici” abbiano finito per prevalere (anche debordando dal loro ruolo). Quattro tecnici comunali e tre consulenti esterni erano presenti in commissione – non si era mai visto un siffatto dispiegamento dell’apparato (tecnico)! E spesso il dibattito è avvenuto tra esponenti dell’opposizione e loro. Non un dibattito con il loro supporto, ma un dibattito svoltosi grazie alla loro presenza. Una presenza quasi a fare da argine rispetto alla “fragilità” dei politici (e della loro “visione”). E’ un aspetto che colpisce – almeno chi ha un minimo di consapevolezza amministrativa. Ed è un’impressione in più – certo solo un’impressione – che si aggiunge a quelle maturate in settembre (vedi). Da valutare dopo averle fatte decantare. Su cui tornare, dunque, tra qualche mese.

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