Conoscere il territorio e le sue trasformazioni con WebGIS

L’Unione Terre di Castelli ha messo a disposizione anche dei comuni cittadini, oltre che dei tecnici e degli amministratori, un sistema di fotografia e cartografia territoriale accessibile via web. Si tratta di WebGIS, primo nucleo del Sistema Informativo Territoriale (SIT) dell’Unione (vedi). Obiettivo di questa applicazione è “condividere un’informazione geografica completa ed aggiornata e accessibile sui luoghi, sulle attività, sui processi di trasformazione passati e in atto” come “presupposto essenziale per l’efficienza, la trasparenza e la semplificazione dei processi amministrativi e per una partecipazione informata e costruttiva”. Si tratta di obiettivi assai importanti ed è significativo che nella presentazione di WebGIS sul sito web dell’Unione Terre di Castelli si faccia riferimento in modo esplicito alla “partecipazione informata e costruttiva” dei cittadini. In effetti un tale strumento risulta assai prezioso anche per un semplice cittadino che voglia comprendere come si è trasformato il territorio, visto che tramite WebGIS viene messa a disposizione non solo la “fotografia” (ortofoto) più recente dell’intero territorio (oggi al 2008), ma anche quelle del recente passato (2007 e 2004), oltre che carte territoriali più vecchie: 1979, 1939, 1884 (basta cliccare sul link “cartografie storiche” che compare in alto a destra) (vai a WebGIS; qui invece la pagina di presentazione nel sito web dell’Unione: vedi). E’ proprio nella comparazione tra gli scatti fotografici del territorio in sequenza storica che risulta evidente la portata della trasformazione della città – un fenomeno, quello dell’espansione urbana, che ha caratterizzato tutti i comuni della fascia centrale della provincia modenese nel secondo dopoguerra. Interessante, in effetti, è seguire il cambiamento della morfologia urbana e la progressiva espansione dell’area urbanizzata, ad esempio mettendo a confronto la carta del 1884, con quella del 1939 e del 1979. WebGIS consente anche di generare pdf con porzioni del territorio, scegliendo la scala di riferimento. Per Vignola, vedi dunque il mutamento del territorio urbanizzato nella porzione di mappa del 1884 (vedi), del 1939 (vedi) e del 1979 (vedi). Ma si vede bene anche, per stare più vicino nel tempo ad oggi, l’effetto del PRG vigente, adottato nel 1998 ed approvato nel 2001, sull’area di maggiore espansione prevista: quella di Brodano ad ovest di via di Mezzo. Mettendo a confronto la porzione di mappa del 2008 (vedi) con quella del 2004 (vedi), si vede chiaramente il sorgere di un nuovo grande quartiere che termina a Sud con l’area commerciale “Marco Polo” su cui oggi campeggia lo striscione che annuncia l’apertura, dal prossimo giovedì 8 ottobre, di un nuovo supermercato Conad.

Nuova area urbana ad ovest di via di Mezzo (foto del 9 dicembre 2008)

Nuova area urbana ad ovest di via di Mezzo (foto del 9 dicembre 2008)

Vignola, però, l’abbiamo già detto, ha le sue particolarità. Non solo ha un’alta densità abitativa (oltre 1.000 abitanti per kmq, un dato che ci colloca al decimo posto nella graduatoria dei 341 comuni dell’Emilia-Romagna). Ma anche, come è stato riconosciuto dagli studi preliminari del PSC, ha norme alquanto fragili di “tutela” del territorio agricolo (vedi) . Anzi, dal 2002 al 2005 ha avuto norme, frutto di una “errata interpretazione” delle norme regionali (L.R. n.20/2000), che hanno consentito proprio un’accelerata urbanizzazione della campagna (vedi). Lo sprawl urbano ha dunque raggiunto ed è penetrato in alcune aree agricole di pregio (es. nelle cosiddette “basse” o nell’area che costeggia il fiume verso Marano). Qui vecchie unità abitative (troppo spesso costituite da edifici rurali storicamente significativi) o edifici di servizio al lavoro nei campi hanno lasciato il posto, tramite interventi di demolizione e di ricostruzione, a nuove unità abitative avulse dall’attività agricola, spesso “villette” anche architettonicamente ed esteticamente incongrue. Questo processo risulta ora facilmente documentabile mettendo a confronto le ortofoto del 2008 e quelle del 2004 (sarebbe interessante poter disporre di foto di dieci anni prima, ma per il periodo antecedente al 2004, al momento, sono disponibili su WebGIS solo immagini cartografiche, non fotografiche). Così, ad esempio, è possibile mettere a confronto le immagini 2008 e 2004 del tratto finale di via Doccia nelle basse di Vignola, documentando tre nuovi insediamenti abitativi che erodono il terreno coltivato a frutteto per fare spazio ad edifici e cortili più grandi (vedi le immagini tratte da WebGIS e trasformate in pdf: via Doccia 2008; via Doccia 2004). E’ possibile documentare la sostituzione di strutture di servizio (capannoni) con una serie di unità abitative in un’area di circa 9.000 mq lungo la via Casinetto Due Ponti, in località Due Ponti lungo la strada per Castelvetro (via Casinetto Due Ponti 2008; via Casinetto Due Ponti 2004) – intervento oggi oggetto di controlli da parte dell’amministrazione comunale.

Intervento di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali - Immobiliare Venere Srl - in via Casinetto Due Ponti (foto del 26 settembre 2009)

Intervento di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali - Immobiliare Venere Srl - in via Casinetto Due Ponti (foto del 26 settembre 2009)

E’ a tutto ciò che si riferisce l’espressione sprawl urbano: la diffusione di unità abitative nelle zone di campagna senza alcun nesso con l’attività agricola. E’ possibile anche seguire gli sviluppi dell’abuso edilizio commesso dalla Ditta F.lli Galassini con il nuovo insediamento della propria attività di logistica in via per Sassuolo (area Galassini 2008; area Galassini 2004). In effetti strumenti di fotografia e cartografia territoriale via web di questo tipo rendono accessibili a tutti informazioni preziose sul territorio e la sua trasformazione ed in tal modo aumentano la trasparenza sugli effetti della politica di gestione del territorio e su eventuali abusi commessi. Certo, occorre osservare che manca tuttora un documento di analisi (e di rendicontazione puntuale) delle trasformazioni avvenute sul territorio negli ultimi 10 anni. Per chi si appresta a rimettere in moto il percorso del PSC, introducendo anche significative modifiche nel Documento Preliminare (es. zero consumo di territorio “non compromesso”, come dichiarato dal sindaco Daria Denti in campagna elettorale: vedi), sarebbe un atto di trasparenza – questo sì – quello di documentare in modo puntuale le trasformazioni avvenute a partire dall’approvazione del vigente PRG (nel 2001), anche per la parte assai critica sulla gestione dei nuovi insediamenti e delle demolizioni/ricostruzioni nelle aree agricole (vedi). Attualmente, ad esempio, non è dato sapere ad alcuno (tranne forse ai tecnici dell’ufficio urbanistica) quante unità abitative in più sono state costruite sul territorio comunale dal 2001 (anno di approvazione del vigente PRG) ad oggi. Un tale dato è stimabile solo calcolando l’incremento dei nuclei familiari residenti tra il 2001 ed il 2009 (più di 1.300). E così via. Introdurre “trasparenza” nelle politiche di pianificazione territoriale vuol dire infatti documentare innanzitutto e rendere accessibile a forze politiche, forze sociali, semplici cittadini una ricognizione degli effetti delle norme introdotte nel 2001 (e poi con la variante ex-art.15 del 2002).

La nuova strada - sarà inaugurata prossimamente - che prosegue via Ca' de Lazzarini verso sud. Si riconosce, sulla sinisra, uno dei tre edifici che compongono il complesso detto "dei cento alloggi" nel quartiere Brodano (foto del 9 dicembre 2008)

Via Gandhi, la nuova strada che prosegue via Ca' de Lazzarini verso sud e che sfocia su via Circonvallazione a lato del centro Marco Polo. Si riconosce, sulla sinistra, uno dei tre edifici che compongono il complesso detto "dei cento alloggi" nel quartiere di Brodano (foto del 9 dicembre 2008)

Ultima cosa. WebGIS diventa un supporto importante anche per il lavoro del Consiglio Comunale e per le deliberazioni che esso assume inerenti il territorio. Fossi un consigliere comunale – non importa se di maggioranza o di opposizione – chiederei che al più presto venisse installato nell’aula consiliare un videoproiettore con PC collegato ad Internet, così da poter utilizzare le immagini ed i dati contenuti in WebGIS ogni volta che ciò è necessario (e l’urbanistica è un tema ricorrente dei lavori consiliari). Siamo nel 2009, ma i dibattiti in consiglio comunale avvengono ancora come alla fine del XIX secolo – poi qualcuno se la prende se entrano in campo gli antropologi per descrivere cosa succede (vedi)! Usare la tecnologia per dare informazioni più accurate e, dunque, in tal modo, contribuire ad introdurre un po’ più di “razionalità” non sarebbe cosa malvagia. Anche per questo, dunque, benvenuto WebGIS! Bene ha fatto l’Unione Terre di Castelli a predisporre ed a rendere accessibile a tutti questo strumento. Ora vediamo di usarlo per monitorare meglio il territorio ed anche per cercare di governarlo meglio.

Il centro Marco Polo, su via Circonvallazione, con l'imbocco della nuova strada, via Gandhi (foto del 3 ottobre 2009)

Il centro Marco Polo, su via Circonvallazione, con l'imbocco della nuova strada, via Gandhi, che si ricongiunge a via Ca' de Lazzarini (foto del 3 ottobre 2009)

Link a WebGIS.

7 Responses to Conoscere il territorio e le sue trasformazioni con WebGIS

  1. Daniela ha detto:

    Ciao Andrea
    complimenti per la puntualità e le analisi delle informazioni reperibili sul Tuo blog.
    Circa questa ultima notizia vorrei chiederti uno sforzo ulteriore: a fronte dell’espansione urbanistica sul territorio comunale di Vignola, avvenuta anche attraverso lo sprawl urbano in aree originariamente non residenziali, prova a verificare, tramite questo nuovo strumemento messo a disposizone dal Comune, quante sono numericamente ed estensivamente le aree dedicate a servizi: parchi, palestre, scuole, giardini, piazze, aree servizi tipo residenze protette e aree sanitarie, centri di aggregazione culturale, centri sportivi pubblici, etcc. Escludi i parcheggi per favore! Mi interesserebbe un Tuo commento non solo su quanto è “cresciuta” Vignola, ma anche su come è cresciuta. La valutazione della funzionalità dei servizi eventualmengte censiti merita ovviamente un discorso a parte.
    Cordiali saluti

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Daniela, in effetti la valutazione che tu proponi è molto interessante. E’ opportuno lavorarci. Osservo solo che è stupefacente che l’amministrazione non disponga di un documento che illustri in modo puntuale la trasformazione della città intervenuta a seguito dell’approvazione del PRG vigente (approvato definitivamente nel 2001). L’altro tema è quello della “sostenibilità” di questo modello di sviluppo urbano. Anche su questo ho provato in più sedi a sollecitare un’analisi puntuale, senza però avere alcuna risposta. La crescita della città soprattutto tramite edilizia residenziale finanzia opere pubbliche con oneri di urbanizzazione (ed una volta si poteva anche contare su ricadute in termini di ICI), ma ad una popolazione crescente devi offrire più servizi (è per questo che occorre un nuovo polo scolastico e che si è ampliato pure il cimitero!). Ed una città che cresce necessita di spese crescenti per la manutenzione. E’ davvero sostenibile questo modello? Investire in un’analisi rigorosa sarebbe buona cosa per qualsiasi amministratore, indipendentemente dal colore politico.

  3. Monica Maisani ha detto:

    Caro Andrea, sai bene che la strada per valutare la sostenibilità dei progetti riguardanti il futuro di Vignola l’avevamo già imboccata. Sia dal punto di vista dell’analisi dei dati di partenza sia dal punto di vista del coinvolgimento dei vari stakeholders sul futuro della città. Vignola infatti negli anni in cui ho collaborato con l’amministrazione disponeva di una Relazione sullo stato dell’ambiente che conteneva tutti i dati relativi ai diversi indicatori ambientali ( stato, pressione e risposta) che avrebbero dovuto indirizzare le scelte future su di un piano di maggiore attenzione all’uso sostenibile di risorse scarse e non rinnovabili. La relazione, in sintesi, evidenziava infatti già allora l’estrema fragilità del nostro territorio e ammoniva circa l’uso irrazionale delle risorse, indicando azioni concrete di proitezione e tutela . Chi l’ha letta?
    Sarebbe interessante che oggi quella relazione venisse aggiornata per poter registrare e verificare quali cambiamenti sono intervenuti da allora ad oggi.
    Quanto alla procedura di coinvolgimento dei vari attori nelle scelte strategiche per il nostro territorio in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale ricordo che era nato un Forum nell’ambito del Percorso di Agenda 21( che alla fine del suo percorso ha approvato un Piano di Azione contenente 107 azioni ), che il Comune di Vignola aveva aderito alla Carta di Aalborg ( città europee sostenibili ) e che faceva parte del Coordinamento nazionale Agende 21. Che cosa è rimasto oggi di tutto questo?

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Ciao Monica, ricordo sia la Relazione sullo stato dell’ambiente, sia il lavoro fatto per agenda 21. Di entrambi conservo copia. Nella mia replica, però, non mi riferivo tanto ad una sostenibilità dal punto di vista ambientale. Volevo dire che anche dal punto di vista economico è tutt’altro che provato che il modello dell’urbanizzazione “spinta” (o comunque crescente) sia vantaggioso. Mi piacerebbe che l’amministrazione comunale provasse a fare un’analisi costi/benefici dell’urbanizzazione degli ultimi 10 anni. Potrebbe essere che essa non risulti conveniente neppure dal punto di vista economico. Figuriamoci, poi, da quello ambientale.

  4. Monica Maisani ha detto:

    Le due cose sono strettamente collegate. Finchè non capiremo che un intervento se non fa bene all’ambiente non fa bene neanche all’economia ( e alla società) non andremo da nessuna parte. I limiti ambientali sono anche limiti economici, non è pensabile che si possa pensare ad una crescita infinita nell’uso della materia e dell’energia in un pianeta finito. Tornando al caso concreto quanto costerà alla comunità vignolese , in termini di maggiori costi per i servizi da fornire e di peggioramento della qualità dell’ambiente , la dissennata urbanizzazione del territorio? Chi pagherà questi costi, gli attuali o i futuri cittadini?

  5. Marcello ha detto:

    Temo che in quasi tutti i comuni che hanno aderito ai percorsi Agenda 21 il Piano di Azione sia rimasto quasi inattuato o comunque dimenticato. Non è mai stato preso sul serio come un vero piano da rispettare. Quasi nessuno lo conosce. Insomma, si è fatto finta di aderire ad un impegno formale per accontentare qualche assessore più sensibile, e nessun piano elaborato successivamente si è ricordato che esisteva un Piano di Azione a cui rendere conto.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      A Vignola le cose sono andate esattamente così. Monica lo sa bene visto che ha guidato lei il percorso, da assessore. Ma la nuova amministrazione insediatasi nel 2004 ha abbandonato il tutto.

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