Riacho Grande! Progetto Brasile 2009


Il volo AZ 676 dell’Alitalia, partito da Malpensa alle 22.55 del 3 agosto è atterrato all’aeroporto internazionale di Guarulhos-São Paolo, in Brasile (vedi su Wikipedia), alle 5.37 ora locale (in Italia erano le 10.37 del 4 agosto; la differenza dovuta al fuso orario diverso è -4, ma diventa -5 con l’ora legale). E’ iniziato così il “Progetto Brasile 2009” del gruppo scout Agesci Vignola 1. 56 persone vi prendono parte: 32 ragazzi e ragazze del Clan “La Quercia” e del Noviziato “La Ghianda” (età dai 17 ai 21 anni), più 24 adulti (numerosi capi del gruppo scout vignolese, frate Matteo e Raffaella delle Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe). Tra di loro Anna (mia figlia) e Tiziana (mia moglie): buona strada! In questo post vorrei dare un po’ di informazioni sulla realtà brasiliana di “Riacho Grande” – il luogo di destinazione – e fare un po’ di considerazioni su questa esperienza. Confidando che vada tutto per il meglio nei prossimi 20 giorni ed il 24 agosto siano tutti di nuovo tra noi. Non sono un esperto di Brasile, né di missioni, né di scoutismo (pur avendolo frequentato). Nell’organizzare queste considerazioni mi guida, dunque, soprattutto la curiosità. Internet, come sempre, funge da miniera di informazioni.

Lunedì 3 agosto, al momento della partenza da Vignola, si controllano i passaporti

Lunedì 3 agosto, al momento della partenza da Vignola, si controllano i passaporti

[1] Riacho Grande: cosa sappiamo? Partiamo da lontano, dal “contesto”, ovvero dal Brasile: 191 milioni di abitanti (più di 3 volte l’Italia) “sparsi” su 8,5 milioni di kmq (circa 28 volte l’Italia). “Sparsi” … si fa per dire. Il primo dato che colpisce l’occhio del sociologo è il tasso di urbanizzazione: la popolazione urbana è l’84% (era il 55,8% nel 1970). Segno che qui negli ultimi decenni il principale movimento migratorio interno è stato dalle aree rurali verso i centri urbani che, in alcuni casi, sono diventati delle vere e proprie “megalopoli”. Tra queste il primo posto spetta proprio a São Paolo: 10,8 milioni di abitanti (nel 2007; ma si arriva a 20 milioni con la “cintura” metropolitana della “grande San Paolo”). Seguita da Rio de Janeiro: 6 milioni di abitanti (2007). Ma altre 10 città hanno più di 1 milione di abitanti. Pensiamo che l’Italia ha un tasso di urbanizzazione del 68%! Significa che in Brasile, assai più che da noi, la popolazione è concentrata in città (nonostante l’ampia disponibilità di territorio ed una densità abitativa assai più bassa: 23 abitanti per kmq in Brasile, contro i 198 per kmq dell’Italia). Nonostante il processo di “modernizzazione” accelerato negli ultimi decenni è ancora significativa la differenza tra Brasile ed Italia in termini di “ricchezza” prodotta: il PIL pro-capite del Brasile è circa un sesto di quello dell’Italia (5.600 $ contro 32.000 $). Per il resto alcuni indicatori socio-economici evidenziano una realtà non troppo diversa dalla nostra (è il caso dell’età media di vita pari a 72,5 anni, contro 80 anni dell’Italia; ma anche della frequentazione scolastica “superiore” solo di poco inferiore in Brasile a quella dell’Italia); mentre altri rappresentano l’esistenza di un divario ancora significativo (tasso di alfabetizzazione del Brasile è pari al 78%, quello dell’Italia al 98,8%; la mortalità infantile è circa 4/5 volte superiore a quella italiana). Nel complesso gli indicatori prospettano un paese con meno ricchezza (o chances di vita), ma soprattutto distribuita in modo assai più disuguale (ovvero con una disuguaglianza sociale ancora più forte: maggiore, insomma, è il “dislivello” di ricchezza nella popolazione). Lo conferma il valore dell’indice di Gini – un indicatore della disuguaglianza economica: l’indice del Brasile è il doppio di quello dell’Italia (vedi). Assai più composita, rispetto all’Italia, la distribuzione della popolazione tra gruppi etnici. La maggioranza della popolazione brasiliana è di “razza bianca” (53%), mentre il resto è costituito da: meticci (38%) – suddivisi in Mulatti (Nero + Bianco), Caboclo (Indio + Bianco) e Cafuzo (Nero + Indio) – neri, discendenti degli schiavi africani; Indios (700.000 persone); brasiliani di origine Asiatica e Araba. Come spesso succede anche qui, plausibilmente, marginalità sociale e povertà non toccano in modo omogeneo i diversi gruppi etnici. L’essere parte dell’uno o dell’altro aumenta o diminuisce la probabilità di povertà.

Lunedì 3 agosto, Vignola: alcuni scout in attesa della partenza

Lunedì 3 agosto, Vignola: alcuni scout in attesa della partenza per il Brasile

Riacho Grande (vedi su Wikipedia) è un distretto del comune di São Bernardo do Campo (circa 860.000 abitanti; vedi il sito web della Prefeitura) – una delle quattro città della “grande” São Paulo, ovvero uno dei comuni che sono cresciuti nella sua “cintura” metropolitana grazie al processo di urbanizzazione (avvenuto in modo non pianificato specie nel periodo ’50-‘70). Si può dire che Riacho Grande è una periferia di una “città” di periferia (São Bernardo do Campo) di São Paulo. Collocato nella zona Sud di São Paulo (da cui dista circa 25 km) insiste su di un territorio in larga parte attraversato dalla “represa Billings”, un bacino idrico artificiale realizzato per la produzione di energia elettrica negli anni ’30 (progettato dall’ingegnere statunitense W.K.Billings: vedi su Wikipedia). Per l’attraversamento della “represa Billings” è predisposto un sistema di traghetti (balsas) che funziona senza interruzione, trasporta anche automobili ed è gratuito (vedi). Per lo spostamento dal centro missionario (a Sud della represa) alla sede della Milizia dell’Immacolata (a Nord) occorre in effetti ricorrere alla balsa João Basso (è segnalata nella mappa di Google Maps). Il toponimo Riacho Grande richiama una località di sosta, risalente al XVI secolo, lungo il tragitto che portava dall’area coloniale, sulla costa dell’Atlantico, al Rio Grande, uno dei due affluenti del fiume Paranà (vedi su Wikipedia). Dal 1980 il distretto è suddiviso in zona urbana e zona rurale. La zona urbana (11,04 kmq), formata dai quartieri (barrios) Rio Grande e Dos Fincos, che, secondo stime della Prefettura di São Bernardo, al 2002 contava all’incirca 18.000 abitanti, è abbastanza sviluppata: essendo una zona molto fertile, negli anni vi si sono insediate piccole imprese artigianali e agricole, sono presenti attività commerciali, c’è una rete viaria soddisfacente (strade asfaltate, illuminazione pubblica, ecc.), abitazioni di cemento e mattoni, e una linea di autobus che la collegano al centro di São Bernardo. Dispone inoltre di un pronto soccorso municipale. La zona rurale (212,54 kmq), formata dai barrios Capivari, Rio Pequeno, Curucutu, Zanzalà, Taquacetuba, Tatetos, Varginha, Imigrantes, Alto da Serra e Santa Cruz, che conta 13.000 abitanti secondo la prefettura di São Bernardo do Campo (ma circa 80.000 abitanti secondo la stima delle missionarie), è invece altamente sottosviluppata. Si tratta di un’area montagnosa ricoperta di fitta foresta, dove, a parte l’estrazione di carbone e soprattutto di caolino (terra di porcellana), non sono quasi presenti attività produttive. Vi sono pochissime attività commerciali, la rete viaria è insufficiente (poche strade non asfaltate e prive di illuminazione); l’unico collegamento fra i barrios della zona rurale è effettuato da un servizio di pullman gratuito che esegue corse ogni ora circa. Un’altissima percentuale delle abitazioni è abusiva e costruita con materiali di recupero o provenienti da discariche, è priva di pavimentazioni e acqua potabile; gli impianti idrici, fognari ed elettrici, se presenti, sono posticci e altamente pericolosi per la salute e l’ambiente. Insomma, siamo alla periferia della periferia (Riacho Grande) della periferia (São Bernardo do Campo) di São Paulo. Tutto il distretto di Riacho Grande, ma soprattutto la zona rurale, è luogo di immigrazione. Famiglie provenienti da tutto il Brasile che cercano lavoro nella Grande São Paulo, così come famiglie povere che non possono permettersi di vivere in città, ne occupano abusivamente spazi verdi di foresta, costruendovi dimore che permettano loro di sopravvivere. Molte famiglie qui, oltre ad essere numerose (6 persone in media), vivono con meno di 50 reais al mese (circa 18 euro), con i maschi “adulti” impegnati in lavori saltuari, spesso giornalieri ed irregolari nella periferia urbanizzata.
Ultima nota sull’immigrazione italiana in Brasile. Il comune di São Bernardo do Campo è stato oggetto di un programma governativo, dalla fine del XIX secolo, di insediamento di immigrati inizialmente impegnati in attività di estrazione di legname, di produzione e vendita di carbone, di produzione di mobili. Le tracce dell’immigrazione italiana sono evidenti anche oggi. Il barrio dos Fincos ha oggi il centro nella località di insediamento, nel 1889, della famiglia italiana di Fortunato Finca che vi realizzò una segheria poi trasformata in fabbrica di sedie. A Riacho Grande si trova, inoltre, la sede di un Circolo Italiano di Toscana di Riacho Grande creato nel 1991, con l’intento di mantenere la cultura italiana degli antenati che arrivarono sul posto decenni prima (vedi).

Suor Giovanna con una famiglia di Riacho Grande in occasione della "missione" in Brasile degli scout vignolesi del 2004

Suor Giovanna con una famiglia di Riacho Grande in occasione della "missione" in Brasile degli scout vignolesi del 2004

[2] Cosa c’entra Riacho Grande con Vignola? Come spesso accade nelle relazioni internazionali (e nei processi migratori) il punto di collegamento è fatto da persone e relazioni personali. Così è anche in questo caso. Il “punto di collegamento” è costituito infatti da Suor Giovanna, originaria di Vignola (ed anche ex-capo scout del gruppo vignolese), oggi missionaria dell’Istituto delle Missionarie dell’Immacolata – Padre Kolbe con sede centrale a Borgonuovo di Sasso Marconi (BO). Proprio grazie a Suor Giovanna l’Istituto approda in Brasile, a São Bernardo do Campo, nel 1996 (vedi; un’altra comunità si trova a Campo Grande, nello stato di Mato Grosso do Sul). In Brasile le missionarie fanno opera di evangelizzazione attraverso diversi mezzi di comunicazione (Radio Imaculada Conceição e la rivista mensile O Milite, con tiratura di 100.000 copie) e tramite l’offerta di servizi educativi, sanitari e di assistenza (vedi; per la descrizione di una giornata a Riachio Grande vedi; per una testimonianza di Suor Giovanna vedi). L’azione missionaria si svolge anche nella zona più periferica di Riacho Grande dove è in costruzione il complesso architettonico denominato “Città della speranza” (vedi), su un’area complessiva di oltre 9.000 mq, anche al fine di consentire alle missionarie di risiedere nel centro del distretto (la sede dell’Associação Milicia da Imaculada è infatti presso il Bairro dos Finco, a Nord della “represa Billings”, a circa due ore di viaggio dal luogo di realizzazione della Città della speranza). La prima costruzione, il Centro di solidarietà e accoglienza bambini (dove in questi giorni è alloggiato il gruppo degli scout vignolesi!), consta di due edifici, con spazi per attività educativa e didattica (una sorta di “post-scuola”) ed un ambulatorio medico e dentistico. Il Centro è costato 390mila euro ed è stato finanziato al 72% dalla Ong CSI del Lussemburgo e per il 28% dall’Associazione Amici della Solidarietà di Vignola (su questo ed altri aspetti del progetto vedi il documento in pdf: vedi). Il progetto complessivo di “solidarietà e di formazione alla vita” che sta dietro alla Città della speranza è illustrato in questo pdf (vedi). Come si inserisce l’attività degli scout vignolesi in tutto ciò? Si tratta prevalentemente di “attività edilizia”, ovvero di lavori edili in abitazioni di una decina di famiglie segnalate dall’assistenza sociale del comune di São Bernardo do Campo: realizzazione di pavimenti e muri, “rifacimenti” di bagni e così via (vedi la rassegna fotografica dei nuovi cantieri – con foto anche del Centro di solidarietà – realizzata da Caterina Pastorelli). Dei 20 giorni passati in Brasile 11 saranno di “cantiere”: mattino e pomeriggio al lavoro con badile e cazzuola. In mezzo alcune attività di animazione, di visita ad una favelas di São Paulo, la partecipazione – il 14 agosto – alla festa in onore di Padre Kolbe alla sede dell’Associação Milicia da Imaculada presso il Bairro dos Finco ed anche un po’ (poco!) di svago. E’ prevista infatti una giornata “al mare”, sull’Atlantico, a Peruibe (per Ferragosto! guarda sulla mappa di Google Maps) ed una visita ai “mercatini” ed alla “città” di São Paulo (domenica 16 agosto) – ma una di queste due giornate potrebbe anche saltare se il costo dei materiali per l’attività edilizia dovesse risultare più alto del preventivato! Quindi il 23 agosto, domenica, alle ore 15.50 (ora locale) partenza dall’aeroporto di Guarulhos- São Paulo con aereo Alitalia, destinazione Milano-Malpensa (arrivo previsto lunedì 24 agosto, alle 8.00 ora italiana).

Si lavora di cazzuola in questo cantiere allestito dagli scout di Vignola a Riacho Grande nel 2004

Si lavora di cazzuola in questo cantiere allestito dagli scout di Vignola a Riacho Grande nel 2004

[3] Un progetto così – una “missione” di 56 persone per 20 giorni in Brasile – non si improvvisa. Occorre ricordare che non si tratta neppure della prima “missione” brasiliana degli scout vignolesi. Già nel 2004 una trentina di scout vignolesi, tra ragazzi e capi, era stato a Riacho Grande per condurre un’analoga “missione” alternando attività edilizia presso baracche, attività di distribuzione di cibo, vestiti, medicinali in alcune favelas di São Paulo, attività di disboscamento e pulizia della porzione di foresta in cui è stato poi costruito l’attuale Centro di solidarietà e accoglienza bambini. Il Progetto Brasile 2009 ha visto una preparazione di più di due anni. Impegnati innanzitutto in attività di autofinanziamento. La missione ha un costo complessivo di circa 85.000 euro, di cui 64.800 euro solo per i biglietti aerei (dovendosi muovere in un gruppo di più di 50 persone non era possibile utilizzare le offerte last minute). Il resto consiste essenzialmente nell’acquisto di materiali per l’attività edilizia (mattoni, cemento, ecc.), generi alimentari e acquisto di servizi (es. la corriera per il tragitto dall’aeroporto a São Bernardo do Campo). Una parte di questi costi sono a carico dei partecipanti (e delle loro famiglie), con una quota pro-capite di 600 euro. 57.000 euro provengono dall’autofinanziamento (quasi 30 iniziative dall’autunno 2007 all’aprile 2009) e da donazioni dell’Avis di Vignola, del Lyons locale, della Fondazione di Vignola, dell’Associazione Amici della Solidarietà. Il tutto genera – se ci limitiamo all’aspetto strettamente materiale – circa 5.000 ore di lavoro nei cantieri. Ma ovviamente c’è molto di più. C’è la presenza di 56 “volontari” provenienti dall’Italia e che vivono nella comunità delle missionarie e nella comunità dei “diseredati” di Riacho Grande e con loro condividono 20 giorni della loro estate 2009. C’è l’esperienza che questi ragazzi ed adulti faranno del loro operare in soccorso di chi ha bisogno in un paese dalle grandi bellezze, ma anche dalle grandi disuguaglianze come il Brasile di oggi. Esperienza già, per quanto possibile, “anticipata” in un lungo cammino di preparazione condotto in Italia – cammino “spirituale”, ma attento anche agli aspetti di conoscenza del luogo e pure con un minicorso di lingua portoghese!

Uno dei cantieri allestiti dagli scout vignolesi a Riacho Grande nel 2004

Uno dei cantieri allestiti dagli scout vignolesi a Riacho Grande nel 2004

[4] La parte più difficile viene ora: il “senso” dell’iniziativa. Nel Vangelo si trovano in realtà sia inviti ad occuparsi dei poveri che a riconoscere che essi “saranno sempre con noi” (Mt 26,11). In Mt 19,21 l’invito che Gesù fa di vendere ciò che si possiede e dare il ricavato ai poveri non sembra tanto un segno della preoccupazione per la loro sorte, ma il prerequisito per non avere alcuna preoccupazione terrena e dunque poterlo seguire “completamente”. Di fronte alle “interrogazioni” del Vangelo ognuno dà la propria risposta. E perché andare fino in Brasile? Non si sentono voci che chiedono aiuto anche molto più vicino a noi, anzi in mezzo a noi? Anche qui è bene riconoscere quello di contingente che c’è in questa esperienza – originata dal legame che ancora tanti, a Vignola, hanno con Suor Giovanna e la sua esperienza missionaria. Va comunque riconosciuto che il “Progetto Brasile 2009”, al di là dell’esperienza della carità, offre qualcosa di molto particolare e di cui tutti abbiamo terribilmente bisogno – il “decentramento” del nostro sguardo sul mondo (e sulla nostra vita). Ovvero il fare l’esperienza di guardare il mondo occidentale con gli occhi degli altri. Il vedere che il mondo, ancora oggi per la maggior parte dei suoi abitanti, è innanzitutto un luogo di tribolazioni (che non esclude certo la gioia, ma che la rende simile ad un raggio di sole in un cielo denso di nuvole). Ed anche, certo, il fare l’esperienza del fare concretamente qualcosa per cambiarlo. Certo, forse questo non può cancellare l’interrogativo: che cosa resterà di questa esperienza? Che cosa resterà di quei gesti? Insomma: in che cosa posso sperare? Anche qui la risposta non può che essere individuale. E una risposta “positiva” non può essere data per scontata – di questo, dopo la storia del XX secolo, ne siamo consapevoli. Se ben ricordo una volta Claude Lévi-Strauss, forse l’antropologo più famoso del XX secolo, noto proprio per le sue ricerche in Brasile ed i suoi resoconti sulla “modernizzazione” – ovvero distruzione – dei mondi degli indios dell’Ammazzonia (vedi), definì l’umanità un “virus”, intendendo richiamare la tendenza dell’umanità ad “infestare” questo pianeta (la “bomba” demografica e la distruzione delle antiche culture) con la plausibile conseguenza di portarlo alla distruzione. Forse è da esperienze come questa che si distilla il vaccino?

PS Ecco uno dei siti web con informazioni meteo su Riacho Grande (vedi) ed uno con una webcam sull’area, con la Rod. dos Imigrantes, principale via di attraversamento del distretto di Riacho Grande lungo l’asse Nord-Sud (vedi).

PPS (aggiunto il 28 settembre 2010). In questo post da LaVoce.info Francesca Bastagli racconta la politica sociale attuata dal presidente Lula allo scadere del suo terzo mandato (vedi). Significativi, in particolare, risultano essere i risultati conseguiti sul fronte della riduzione della disuguaglianza dei redditi.

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