Requiem per la strada dei vini e dei sapori?

La Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegie” è una delle quindici “strade dei vini o dei prodotti tipici” dell’Emilia-Romagna (vedi). E’ stata costituita nel 1999 come sviluppo del progetto europeo LIFE “Città Castelli Ciliegi” (l’originario Accordo di programma tra gli enti locali è stato sottoscritto il 30 dicembre 1998, mentre lo statuto è stato approvato il 29 marzo 1999: vedi). Sono dunque passati dieci anni. Dieci anni in cui l’attività della strada, difficile da ricostruire visto che manca un report od un documento di rendicontazione pubblicamente accessibile (non c’è nulla del genere nel sito web dell’associazione!), è stata sviluppata senza una capacità di gestione precisa e rigorosa. Situazione che ha portato al progressivo accumulo, nel corso degli ultimi anni, di un debito di parecchie centinaia di migliaia di euro. La vicenda della strada testimonia dell’incapacità della politica di risolvere (per tempo) i problemi. Le difficoltà economico-finanziarie erano note da tempo. La scarsa congruenza tra obiettivi perseguiti e mezzi disponibili pure. Forti perplessità erano state sollevate sulle strategie intraprese (dobbiamo ritenere eccessiva l’apertura di una show room a Shangai, la partecipazione a manifestazioni fieristiche a Los Angeles, l’apertura di un punto vendita dei prodotti della Strada a Pavullo (sic!)  e simili cose realizzate in questi anni con “ritorni” difficilmente misurabili?) e sulle modalità di gestione, con commistioni inopportune tra patrimonio privato e patrimonio pubblico. Problemi che sono venuti al pettine già nel 2005 (come testimonia lo scambio di corrispondenza tra l’allora assessore al turismo del Comune di Vignola, allora anche vicepresidente dell’Associazione Strada dei Vini e dei Sapori “Città Castelli Ciliegi”, e la presidenza e direzione dell’ente).

Il Casale della mora a Vignola, la cui gestione è affidata alla Strada dei vini e dei sapori

Il Casale della mora a Vignola, la cui gestione è affidata alla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”

Eppure la strada ha un punto di forza, ad oggi non adeguatamente valorizzato: si colloca a cavallo tra due province – Modena e Bologna – e dunque dovrebbe essere in grado di mobilitare risorse ed alleanze su entrambi i fronti territoriali (e per questa via presentarsi come un’esperienza avanzata a livello regionale). In realtà non è dato conoscere, oggi, le prospettive di sviluppo (o anche solo di sopravvivenza) della strada. Trattandosi di un ente che amministra soldi pubblici bisognerebbe poter avere a disposizione un quadro dettagliato, bisognerebbe applicare (anche qui!) un principio di trasparenza. Il caso è interessante sia perché evidenzia un caso singolare di incapacità di intervento tempestivo nella cattiva gestione, sia perché rappresenta un più ampio problema di governance, ovvero di governo di enti di secondo livello con strumenti che non possono essere quelli dell’autorità e del comando diretto. E’ un problema che si manifesta in un numero crescente di ambiti, in conseguenza, da un lato, dei processi di esternalizzazione di servizi, dall’altro per la creazione ripetuta di organismi di secondo livello a cui una o più amministrazioni comunali affidano la gestione di servizi o lo sviluppo di specifiche politiche (in questo caso di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti enogastronomici).
[1] L’Associazione Strada dei Vini e dei Sapori “Città Castelli Ciliegi” è stata costituita da 16 comuni (Vignola è il più importante, quindi vi hanno aderito gli altri comuni dell’Unione Terre di Castelli, i comuni della Comunità Montana Modena Est ed i comuni della Comunità montana Valle del Samoggia, nel bolognese), poi saliti a 19 (vedi). Vi aderiscono anche (secondo quanto riportato nel sito web dell’Associazione) 23 Associazioni e Consorzi, 2 Istituti Scolastici Agraria, 2 Comunità montane, 2 Parchi regionali, 1 scuola alberghiera, 159 aziende private (aziende agricole e vitivinicole, alberghi, ristoranti, acetaie, ecc.). La Strada ha come finalità principale la valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti enogastronomici. Nell’Accordo di Programma si parla di “enogastronomia e accoglienza turistica” e di “valorizzazione agro-ambientale del territorio” (Accordo di Programma stipulato in origine nel 1998 e quindi rinnovato nel 2001, nel 2004 e nel 2008). Sono i primi tra i punti elencati nelle direttrici di sviluppo. Alla strada, inoltre, è stata affidata la gestione del Casale della Mora – l’ostello di Vignola (delibera della Giunta Municipale n.38 del 10 marzo 2004; la convenzione venne poi effettivamente sottoscritta il 2 novembre 2004) ed anche dell’Ufficio IAT – Informazione ed Accoglienza per il Turismo (delibera della Giunta dell’Unione Terre di Castelli n.40 del 16 maggio 2007; a fronte di un corrispettivo di 70.000 euro annui). Oggi essa ha sede, assieme allo IAT dell’Unione, presso il Museo dell’aceto balsamico tradizionale di Spilamberto. Ci sarebbero dunque ingredienti importanti per sviluppare un’attività significativa, legata alla promozione dei vini del territorio, ma non solo (aceto balsamico, ciliegie ed altri prodotti tipici). Occorre però rilevare che le politiche di promozione del territorio e dei prodotti enogastronomici tipici non hanno inciso sulla realtà economica e turistica in modo significativo (mi farebbe piacere essere smentito). In particolare in questi anni le azioni intraprese per la promozione sia del territorio che dei prodotti enogastronomici non sono risultate proporzionate all’obiettivo e non hanno garantito un equilibrio tra costi e benefici, portando progressivamente l’associazione ad una forte sofferenza debitoria. Si potrebbe aggiungere che è mancata una vera politica di marketing territoriale (ne è un esempio anche il sito web della Strada, assolutamente inadeguato: vedi; mentre l’house organ sembra invece sproporzionato e privo di un target mirato – e ad oggi è stato abbandonato). Oggi un sito web sofisticato (es. in grado di presentare in modo organico e con possibilità di interrogazione per data, piuttosto che per comune, l’offerta di eventi e manifestazioni, ecc.), una newsletter elettronica, un rapporto organico con le guide al mangiar bene e con le riviste del settore, un sistema di punti informativi, anche elettronici, ubicati sul territorio, la partecipazione al confezionamento del calendario degli eventi, ecc. – sono ingredienti indispensabili, ma rispetto a cui è mancato un lavoro di organizzazione e realizzazione. Purtroppo l’originario progetto di marketing territoriale promosso dal Comune di Vignola nella legislatura 1999-2004 non sembra né aver prodotto realizzazioni significative, né aver innescato processi di apprendimento sulle politiche di promozione (per un caso di successo vicino a noi si veda invece quanto realizzato sul territorio dei comuni del forlivese attorno a Brisighella – là il “prodotto tipico” è l’olio extravergine di oliva). Manca dunque una regia unitaria tra promozione di eventi (da diversi anni, inoltre, si lamenta l’incapacità di definire un calendario ragionato degli eventi del territorio – per intenderci, al fine di evitare sovrapposizioni), nuove politiche agricole (es. promozione delle produzioni biologiche, che anzi negli ultimi anni risultano in calo; promozione di nuove coltivazioni: es. recupero della coltivazione dell’olivo), politiche di incoming e politiche turistiche, politiche di valorizzazione delle produzioni locali.

Casale della mora, ostello vignolese gestito dalla Strada dei vini e dei sapori

Casale della mora, ostello vignolese gestito dalla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”

[2] Pur evidenziati già dal 2005 i problemi economico-finanziari della Strada dei vini e dei sapori sono progressivamente cresciuti fino ad esplodere nel 2008. L’11 settembre 2008 la vicenda finisce sui giornali: si parla di un passivo di bilancio di 150.000 euro (vedi). Il 12 settembre replica l’ex-direttore, Davide Contri, allora di recente sostituito, attribuendo i “problemi di bilancio”, ovvero il debito accumulato, al deficit generato dal punto vendita di Pavullo  (vedi). Comunicazioni successive, informali, parlano tuttavia di un debito di circa 5 volte superiore (circa 700-900mila euro). I comuni associati sono costretti ad intervenire, non potendo più ignorare il problema (nel frattempo si erano realizzati avvicendamenti nelle cariche: il 28 maggio 2008 l’assemblea dei soci elegge un nuovo presidente, poco dopo viene nominato un nuovo direttore in sostituzione di quello precedente). Oltre ai finanziamenti ordinari di parte pubblica (ogni comune associato paga una quota procapite per residente: per Vignola si tratta di 0,75 euro per residente, ovvero circa 18.000 euro annui), diversi comuni (non tutti) si impegnano ad erogare un contributo una tantum necessario per l’accensione di un mutuo complessivo a copertura dei debiti accumulati, cercando al contempo di definire una strategia di “rientro”. Con la deliberazione della Giunta Municipale n.147 del 25 settembre 2008 (vedi) viene adottato un apposito atto di indirizzo per l’Associazione Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi” – si richiedono correttivi nelle forme di indirizzo e controllo per rendere più improbabili problemi di gestione sperimentati in precedenza. Con la deliberazione della Giunta municipale n.161 del 9 ottobre 2008 (vedi) viene concesso il contributo una tantum di 25.000 euro “finalizzato a sostenere il risanamento ed il rilancio dell’Associazione in conformità al progetto presentato”. A parte le delibere di giunta, che sono pubbliche, il progetto di rilancio della Strada non è accessibile pubblicamente (basterebbe renderlo accessibile sul web), così come – lo abbiamo già rilevato – manca completamente qualsiasi documento di rendicontazione dell’attività svolta, degli obiettivi raggiunti, dei risultati conseguiti.

Casale della mora, ostello vignolese gestito dalla Strada dei vini e dei sapori

Casale della mora, ostello vignolese gestito dalla Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Ciliegi”

[3] Al di là del caso di cattiva gestione e del problema dell’efficacia o meno della strategia di rientro (e dell’impiego di risorse pubbliche per tamponare gli effetti di una cattiva gestione), la vicenda della Strada dei vini e dei sapori è di interesse anche perché mette in luce un tipico problema di governance: come mantenere una capacità di indirizzo e controllo quando un’attività, un servizio, una politica è stata esternalizzata ed affidata ad un ente di secondo livello (in cui, tra l’altro, il Comune di Vignola è solo uno dei numerosi soci). L’esperienza dei primi dieci anni della Strada suggerisce che le persone contano, ma contano ugualmente i meccanismi istituzionali. Occorre far funzionare questi, innanzitutto, piuttosto che fare affidamento esclusivamente sulle qualità personali (che non sempre ci sono) o sulla capacità di intervento della “politica” (che in effetti non è intervenuta o non è intervenuta adeguatamente sino a quando il problema non è cresciuto fino a mettere a rischio la sopravvivenza stessa della Strada). Anzi, per certi versi l’intervento della “politica” ha rallentato od anche ostacolato la risoluzione del problema (ad esempio, ritardando la sostituzione delle figure al vertice della Strada). In particolare gli interventi prospettati nel 2008 sul versante “istituzionale” prevedono, tra le altre cose, la separazione delle attività promozionali (riservate all’Associazione) da quelle commerciali (affidate un una apposita srl); l’istituzione di un sistema interno di controllo di gestione e l’adozione di un organo di controllo e revisione (sindaci revisori); rendere trasparente il momento dell’assegnazione degli obiettivi (programmazione) e della verifica dei risultati (rendicontazione). Ma si tratta di “indirizzi” assegnati, per così dire, dal Comune di Vignola (tardivamente) e che non è dato sapere in che misura sono stati o saranno ottemperati dalla Strada stessa. Superare le fragilità interne evidenziatesi sul piano gestionale ed organizzativo – questo è forse l’obiettivo più banale. Importante, a mio modo di vedere, è ripristinare un corretto processo di assegnazione degli obiettivi, di verifica e di rendicontazione. Processo che deve essere pubblico in ogni sua fase (detto esplicitamente: sottoposto anche al vaglio delle opposizioni consiliari). La trasparenza non risolve certamente ogni problema di efficienza o di adeguatezza dell’operare. Essa è tuttavia un potente incentivo ad innalzare la qualità e la correttezza dei processi interni. Il compito di ridisegnare questo meccanismo di governance (così come quello per altre funzioni esternalizzate) passa ora alla nuova amministrazione. E’ sperabile che il nuovo consiglio comunale pretenda, anche in questo caso, una applicazione totale del principio di trasparenza. Servirebbe almeno, se non per sanare i guasti del passato, almeno per rendere più improbabile il ripetersi di casi di cattiva gestione nel futuro.

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3 risposte a Requiem per la strada dei vini e dei sapori?

  1. Marcello ha detto:

    Ho sempre visto con una certa diffidenza certe operazioni di marketing territoriale, che partono con un buon progetto (supportato da economisti e altri professionisti) ma che poi vengono lasciati un po’ a se stessi. I primi anni mi stupivo che dell’attività della strada se ne parlasse veramente poco. In fondo aveva avuto (in una fase iniziale, prima del 1999) importanti finanziamenti europei, appunto il famoso LIFE. I presupposti per far bene c’erano, e si parlava anche nella zona di Vignola di sviluppare il turismo e il suo indotto. Certamente oggi l’offerta turistica è più articolata di 10-15 anni fa (agriturismo, b&b ecc.) ma la Strada non sembra avere inciso più di tanto. Il suo ruolo avrebbe potuto essere di “facilitatore” delle attività dei privati e delle sinergie fra i vari enti pubblici. Probabilmente è prevalsa nel tempo una serie di attività statiche (es. la promozione e vendita diretta di prodotti tipici) con dei costi fissi che poteva accollarsi direttamente qualcun altro. La vicenda mi ricorda il portale Web di qualche anno fa che doveva promozionare le aziende locali e costituire una specie di forum fra i cittadini della zona. Ci dev’essere anche a Vignola un grosso baule di progetti naufragati o lasciati a metà, il famoso dimenticatoio, che il sistema politico italiano continua a riempire.

  2. edoardo ha detto:

    Questo scandalo è stato bellamente insabbiato, e Contri trasferito senza colpo ferire. La Denti che ne dice? E l’opposizione? Il caro Fiorini che diceva quando era in consiglio? Dormiva? non ho visto volantini o manifestazioni della Lega contro gli sprechi. Come al solito i furbi che conoscono il sistema hanno mangiato un bel po’ di quattrini e chi doveva controllare preso dall’imbarazzo e dall’incompetenza non ha fatto il SUO DOVERE! Che mediocrità… le sfide dei prossimi anni saranno più dure, e con queste menti vedrete che bei risultati.

  3. […] vicenda della Strada dei vini e dei sapori “Città Castelli Cilegi”, originata nel 1999 (vedi), troviamo diversi elementi che non solo si configurano come malagestione dal punto di vista […]

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