Per Daria Denti due strategie verso il ballottaggio

Entusiasmo nel centrodestra, sconcerto dall’altra parte. Sono in tanti nel campo del centrosinistra ad interrogarsi sul “che fare?” Sono in tanti i cittadini di Vignola, anche variamente schierati al primo turno, che cercano di scrutare l’orizzonte del 21 e 22 giugno prossimi. Ancora due settimane di “campagna elettorale”. Con due candidati, solo due, che hanno la responsabilità oggi di agire ed eventualmente ri-formulare le loro proposte per il governo della città. E’ bene essere consapevoli che non esiste il fato. Che non c’è un’unica strada tracciata. Ognuno dei due candidati ha di fronte più opzioni. Ed il risultato finale sarà, in una qualche misura, anche il risultato della “combinazione” delle diverse strategie intraprese.
Daria Denti (unitamente al PD ed alla coalizione che la sostiene) ha oggi due possibilità. Due diverse strategie per giungere al ballottaggio del 21 e 22 giugno. La prima è quella di ribadire semplicemente i messaggi che ha dato nella campagna elettorale sin qui condotta. Ed in effetti sembra apprestarsi a questo quando promette per le prossime due settimane “una strepitosa campagna elettorale” (dichiarazione alla Gazzetta di Modena, 10 giugno 2009). Anche se forse, fino ad ora, così strepitosa non è stata. Dalle pagine de Il Resto del Carlino (sempre oggi 10 giugno 2009) aggiunge: “Adesso ricominciamo la campagna elettorale dove è stata interrotta: andando a parlare nei quartieri, nelle piazze, nei bar, esponendo ai vignolesi il nostro programma e le nostre intenzioni e ricevendo in cambio proposte e, perché no, anche critiche, in vista del reale miglioramento di Vignola.”

Scrutare l'orizzonte ... in vista del ballottaggio del 21 e 22 giugno

Scrutare l'orizzonte ... in vista del ballottaggio del 21 e 22 giugno

Secondo questa strategia si tratta di ostentare sicurezza, continuare con una campagna impostata da tempo, confidare che la maggioranza dei vignolesi – qualcuno per convinzione, qualcuno perché sceglie quello che ritiene essere il male minore – alla fine si accomodi a prender parte al ballottaggio (e questa è la prima cosa, in realtà, da non dare per scontata) ed a dare il voto alla candidata del PD. Di nuovo, qualcuno per convinzione, qualcun altro “turandosi il naso”, ma preferendo comunque questa candidata al candidato della Lega Nord Graziano Fiorini. Ostenta in effetti sicurezza (ma difficilmente dice il vero), quando dice: “non sono affatto delusa dei risultati delle amministrative” (Il Resto del Carlino, 10 giugno 2009). Ribadisce continuità: “come ho già detto più volte …” Si dichiara indisponibile a fare quello che nessuno le ha chiesto di fare: “In ogni caso non ho intenzione di vendere territorio o poltrone per qualche voto in più” … “e non perché sono arrogante” [come le sarà mai venuto questo pensiero?], ma perché … La strategia prefigurata da queste dichiarazioni è quella della “chiusura”: la coalizione (PD, IdV, PRC, Comunisti Italiani, Vignola Noi) è già più che sufficiente. E’ al 45% dei voti. Visto lo scarto con il gruppo Lega Nord – Vignola per tutti – PdL (circa 11-12%), si scommette sul fatto che alla fine si riuscirà a vincere senza bisogno di “concedere” nulla in più rispetto alle cose fin qui già dette (in una campagna elettorale, in verità, tutt’altro che entusiasmante per capacità di far emergere i temi veri, i temi discriminanti per il futuro di Vignola). Si punta piuttosto a sollecitare l’orgoglio del proprio schieramento (con affermazioni del tipo: siamo indisponibili ad accordi sotto banco o di bassa lega – che però non mi risulta che qualcuno abbia richiesto o proposto. O non è così?). Questa strategia confida sul fatto che la seconda componente dei non-elettori di Daria Denti (essendo la prima quella collocata politicamente nell’area del centrodestra) alla fine si accomodi a sostenerla anche se non la apprezza. Una “seconda componente” in cui si trova almeno un 10% di elettori vignolesi che chiede sia contenuti programmatici puntuali (più tutela al territorio, più attenzione alle opere quotidiane – strade, marciapiedi, parchi di quartiere – e meno agli interventi delle archistar, più forte partecipazione dei cittadini e democrazia locale), ma chiede anche un diverso modo di fare politica: valorizzare per davvero le competenze piuttosto che l’appartenenza partitica; più trasparenza nei processi decisionali; meno arbitrio (così da non avere l’impressione che per gli amici degli amici ogni cosa sia più facile); una distinzione più rigorosa tra ruoli politici e ruoli istituzionali (ho già fatto l’esempio della inopportunità di stare negli organi dirigenti della Fondazione di Vignola ed al contempo nella segreteria del PD). E così via. Ma perché questa componente dovrebbe seguire Daria Denti al ballottaggio? Perché la ritiene comunque il candidato “meno peggio”? Perché è disposta a votare turandosi il naso secondo l’antico suggerimento di Montanelli? Può essere. Può essere che questa strategia di continuità, questa strategia che non prevede di investire in innovazione alla fine comunque paghi. Può essere che i dati relativi al voto possano essere letti in modo tranquillizzante: come riconoscimento di uno scarto con i voti degli avversari che comunque non potrà essere colmato.

Macchina per prendere decisioni complesse. Può essere d'aiuto?

Macchina per prendere decisioni complesse. Può essere d'aiuto?

Ma c’è anche una seconda e diversa strategia che Daria Denti ed il PD potrebbero imboccare. Che non è quella di “vendere poltrone” che nessuno ha chiesto e nessuno chiede (almeno stando alle dichiarazioni fatte pubblicamente; ma se Daria Denti ha ricevuto richieste in forma privata non farebbe forse bene a farci nome e cognome del richiedente?). Ma è invece quella strategia di riconoscimento delle istanze di quella parte di elettori del centrosinistra che non ha votato Daria Denti. Non l’ha votata per diversi (e numerosi) motivi, tra cui però ce n’è uno che emerge sopra tutti gli altri. Ed è questo: che nonostante la giovane età ha visto in Daria Denti un modo forse “vecchio” di fare politica. Ora, a questa parte di cittadini-elettori non interessano gli apparentamenti o le proposte di coinvolgimento tramite l’offerta di “poltrone” (o “sedie” o “sgabelli” o “trespoli”). Questa parte di cittadini-elettori vuole una politica che sia davvero in grado di mettersi al servizio del cittadino, anche di quello che non ha alcun potere o che non è in grado di far sentire diversamente la propria voce. Vuole una politica in grado di individuare in modo chiaro qual è l’interesse della collettività, dei cittadini tutti, senza piegarsi necessariamente ad una pratica neo-corporativa, di recepimento solo delle istanze delle forze economiche e sociali più “rappresentative”. Vuole una politica in grado di trattare per davvero tutti i cittadini allo stesso modo, indipendentemente dalla vicinanza o meno ad uno specifico partito. Vuole una politica che sia in grado di coinvolgere i cittadini nelle scelte più importanti sul futuro della città – non vuole cioè subire scelte calate dall’alto da parte dei suoi rappresentanti. Vuole una politica che ritenga un punto d’onore quello di essere credibile, di mantenere la parola data (anche quando c’è magari un qualche prezzo personale da pagare), di rendere conto per davvero e periodicamente ai cittadini (a proposito: quante volte Daria Denti l’ha fatto nei 5 anni da assessore?). Nei confronti di questa parte di elettorato di centrosinistra Daria Denti non è stata, sino ad ora, convincente. Ma potrebbe ora provare a giocare la carta dell’innovazione, della trasparenza fino in fondo, iniziando ad esplicitare, a dichiarare in modo più puntuale gli impegni circa lo stile della politica a cui intende attenersi non da domani, ma da subito. Non è una strada facile e non è priva di rischi, ma potrebbe aprire qualche nuova chance per riconquistare un rapporto con questa parte del centrosinistra che ad oggi non ha apprezzato la sua proposta. Parlar chiaro sulle modalità delle nomine negli enti di secondo livello (che cosa “premiamo”? competenza o fedeltà politica?). Parlar chiaro su come finanziare gli ingenti investimenti che sono all’orizzonte (il Polo della sicurezza, il Polo scolastico, ecc.): se non con il “consumo del territorio” (vedi) come? Parlar chiaro sulle modalità operative con cui si intende realizzare il coinvolgimento dei cittadini nel disegno del PSC, ovvero nel definire il futuro di questa città (vedi). E così via. Queste sono le parole che, dette, potrebbero cambiare qualcosa. Gli “scambi di poltrone” non li sta chiedendo nessuno e, dunque, non ha molto senso affermare che non si ha alcuna intenzione di consentirli. Insistere su questa linea significa ricadere nei confini del marketing sin qui praticato (peraltro senza grandissimo successo).

PS Su La Stampa di oggi, 11 giugno, un articolo interessante di Francesco Ramella dal titolo “Perdere l’Italia di mezzo” (vedi). Forse non è del tutto condivisibile, ma è comunque stimolante.

29 Responses to Per Daria Denti due strategie verso il ballottaggio

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Debora Serracchiani e Paolo De Castro. E magari qualcun altro ancora. Dopo Pierluigi Bersani, Mariangela Bastico, Vasco Errani. Ottimo. Però bisognerà ricordarsi che loro, dopo la serata passata a Vignola, vanno. Chi resta, e per 5 anni, è il futuro sindaco. Solo per dire che l’essere bene accompagnati è importante. Però non è tutto.

  2. eleonora mariotti ha detto:

    La Serracchiani? Viene a Vignola?
    Ecco, lei mi piace un sacco, mi ha persino risposto a 2 e-mail, (beh…lei o chi per lei)… ad avercela una come lei …

  3. SImona ha detto:

    DIrei che a MOdena come sempre arrivano i grandi nomi del PD, spesso per nascondere l’inconsistenza dei nomi di qui…

  4. Mauro Soli ha detto:

    Ho partecipato oggi 12 giugno alla serata di “Vignola Cambia” che ha dato l’opportunità ai propri sostenitori e anche ad altri di dare la famosa risposta sul “e adesso, che fare?” Ho condiviso praticamente solo il tuo intervento: ho visto delle persone che forse non hanno capito le regole del gioco, che sono quelle che se c’è ballottaggio si fa pesare il proprio risultato perchè a dirsi che si è i più bravi, ma le cose restano come prima, cosa si è fatto a fare una lista?. Le liste servono per contarsi e dopo “contare”. Si può fare cambiare un programma, anche senza prendere poltrone, ma che invece sarebbe opportuno avere. E’ sempre la stessa logica precedente: siamo i più bravi e non ci sporchiamo le mani. Credo che Daria Denti stia rischiando molto, il PD pure. Ma a volte non bastano le buone idee – come quelle che ho letto sul programma di Vignola cambia: ci vogliono anche le persone che lo portano avanti e che ci provano. Io questa sera di persone così ne ho viste poche. Forse preferiscono che il PD perda ma non lo possono dire.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Bisogna fare i conti con la realtà. E riconoscere che anche una lista civica, peraltro nata da poco tempo, ha le sue fragilità. Io ti posso garantire che i partiti di lungo corso non sono messi meglio. Purtroppo anche il PD … altrimenti non ci troveremmo a discutere di ballottaggio. Per Vignola Cambia si tratta di accelerare il processo di apprendimento e di affinamento dell’identità (testimonianza pura o produrre qualcosa sul territorio?). Le persone come te, Mauro, sono preziose. Fai sentire di più la tua voce.

    • eleonora mariotti ha detto:

      Le liste servono per contarsi e dopo “contare”. Dopo “contare” … in che modo? Ovvero: per quale motivo la lista Vignola Cambia si è presentata a queste elezioni ?
      1- governare la città o almeno tentare di avere voce in capitolo sulle scelte della futura Amministrazione
      2- dar fastidio al PD
      3- per passatempo
      La 1, la 2 o la 3?

      • Andrea Paltrinieri ha detto:

        Eleonora, in verità io non ho titolo per rispondere. Direi però che venerdì sera, all’assemblea pubblica dei componenti della lista con un po’ di elettori, è risultato chiaro che l’obiettivo è quello, dopo essersi contati, di contare. Dunque l’opzione 1. Ora si tratta di misurare la capacità di centrare questo obiettivo.

  5. vincenzo ha detto:

    Forse è un’amara consolazione o constatazione della realtà, ma gli altri partiti, a livello locale, non presentano nomi molto più credibili del PD…

  6. PaoloP. ha detto:

    Tralasciamo il tono vagamente paternalistico dell’intervento di Soli: il politico ‘navigato’ che fa la lezione alle matricole della politica…Si potrebbe rispondere: quando un dirigente locale del PD, ‘politico di professione’, si alzerà in piedi per dire chiaro e forte: ma cosa abbiamo combinato? Ma che c****** abbiamo fatto a candidare una persona così debole politicamente?. Per il resto, forse ho assistito a un’altra assemblea: i candidati di VignolaCambia, infatti, non mi sono sembrati “anime belle” che non intendono sporcarsi le mani, anzi..Gli interventi di Galli e Maisani sono stati chiarissimi: ci siamo sporcate le mani e siamo rimasti fregati, ora basta.E credo che abbiano capito benissimo le “regole del gioco”, ed è per questo che non intendono più ‘giocare’
    Quanto alla segreta speranza che il PD perda, come sospetta Soli, non è questa ‘speranza’ che rende titubanti molti elettori della lista, ma il timore che con la probabile vittoria della Denti tutto resti come prima

  7. francesco t. ha detto:

    Caro Andrea,
    non so se hai osservato la Daria Denti sta usando una sola strategia: la supponenza e l’autosufficienza (sono le sorelle dell’arroganza) non rendendonsi conto di un banale dato reale che non ho sentito commentare:
    nel 2004 nelle Comunali il Sindaco Adani aveva raggiunto il 75% dei consensi mentre la Denti nel 2009 raggiunge il 45%.
    Questo Banale scarto di 30 punti (che significa perdere il 40% dei voti ovvero su 10 cittadini che votavano la coalizione del Centro Sinistra nel 2004, 4 non hanno dato il voto quest’anno!!!!!)sembra che sia dovuto ad un destino cinico e baro, alle cavallette, al terremoto, all’influenza aviaria, ai cavalieri dell’Apocalisse ma la Daria poverina non ne ha colpa!!! (sigh!!!)
    Ad un qualsiasi altro candidato avrebbe dovuto suggerire un piccolo ma significativo bagno di “umiltà” e invece sembra che la Denti sia passata dsl supermercato per chiedere due etti di umiltà ma visto che era esaurità ha acquistato 2 confenzioni da 1 Kg di “Arrogance” – per la donna che non deve chiedere mai!!! Come poteva rifiutarla c’era l’offerta prendi 2 paghi 1!!!

  8. Valeria Brighetti ha detto:

    Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma prima di dare dei giudizi sulle persone sarebbe bene conoscerle. Tra l’altro venerdì non han parlato tutti gli appartenenti a Vignola Cambia.
    Io sono convinta che si possa lavorare bene anche come opposizione, basta farla e continuare a parlare ai cittadini degli sbagli degli amministratori, sperando sempre che di errori, o mancanze, non ce ne siano. Anche un blog sempre aggiornato, come questo, è uno strumento utile nelle mani di noi vignolesi. Rimango dell’idea che si possa fare molto anche con una sola persona in consiglio comunale, se c’è la volontà di andare avanti.

  9. Mauro Soli ha detto:

    Ragazzi, fate un po’ come vi pare, che sembra essere la cosa che preme di più a tutti. Continuate a riunirvi, scrivete, parlatene in birreria, fate delle fanzine da distribuire in piazza (e in periferia), dite a tutti quello che non vi va. E tra le cose da discutere mettete all’ordine del giorno una riflessione sul numero delle liste che si sono presentate a Vignola e del perchè. Se guardiamo i numeri mi sembra che la maggioranza dei vignolesi non ha votato PD al primo turno. Un segnale? Un avvertimento? Di sicuro. Da qualche parte qui vicino (Savignano), un gruppo di persone con orientamenti anche molto diversi ma convinti della necessità di cambiare il modo di gestire la cosa pubblica, diversi mesi fa ha messo da parte faccende tipo simboli, partiti, anche qualche convinzione e ha provato a farsi proposta politica con una lista civica. La gente ha dato credito. Ci sono riusciti, anche grazie al forte malcontento generato da alcune scelte dell’amministrazione locale. Ma si partiva con il PD nel 2004 al 69,9%. Io sono fra quelli che ha sostenuto questa lista, ma che non ha esultato vedendo i risultati. Una parte di me rifletteva del perchè si fosse arrivati a uno strappo del genere, perchè le mie idee vengono da lì e devo molto della mia formazione a quanto questa parte sinistra ha fatto – e non fatto. Non si dovrebbe mai delegare per troppo tempo ad altri la gestione della cosa pubblica. Si dovrebbe vigilare meglio. E chi governa avrebbe sempre il dovere di ascoltare e decidere con il consenso.

  10. Simone Pelloni ha detto:

    Vorrei con questo messaggio invitare te(se possiamo darci del tu) e i tanti lettori di questo blog ad aprire un dibattito sul programma di Graziano Fiorini e sulle idee per migliorare questa città. Chiedo questo perchè purtroppo ho letto e sentito, anche l’altra sera al Cantelli, che il fattore fondamentale di divisione non è nel merito delle cose ma nei simboli. Questo mi dispiace molto perchè a livello nazionale ognuno di noi ha dei simboli di riferimento ma a livello locale speravo che la gente guardasse di più alle persone e ai programmi. Tu Fiorini l’hai conosciuto ed è una persona molto umile che non ha la presunzione di avere la verità in tasca e sa anche che non sarà la Lega Nord a dettargli il programma. Per questo sta cercando persone che possano aiutarlo nel fargli vedere le cose con una prospettiva diversa dalla sua. Già la presenza della lista civica Vignola per tutti è ha dimostrazione di quanto detto. Per ricreare una situazione analoga a quella di Savignano c’è poco tempo ma ci impegneremo a farlo perchè sono convinto che il comune è di tutti e la pluralità è fondamentale. Se vincerà Fiorini il comune non sarà nè di Bossi nè di Berlusconi nè di una parte politica ma ritornerà ad essere dei Vignolesi.
    Grazie e a presto.

  11. unicode ha detto:

    Purtroppo, per me, non sono riuscito ad assistere all’assemblea di Vignola Cambia per motivi di lavoro. In compenso ho ascoltato, si fa per dire, sia l’on. Serracchiani che la candidata a sindaco del PD di Vignola, ieri in Via Mazzini. Lo confesso,non che mi aspettassi chissà che cosa, sono rimasto molto deluso sia dell’una che dell’altra. Dopo una campagna vissuta tra i cittadini, i bar, i circoli, ed i mercati con incontri di 1°,2° e 3° tipo, personalmente mi aspettavo, dalla candidata a sindaco del PD,qualche cosa in più nell’intervento di ieri. Cinque minuti cinque per dire che adesso riprende la campagna elettorale e che si riparte da zero. Bontà sua averlo almeno ricordato. Sono convinto che quando, come ieri, si interviene, almeno una occhiata alla “piazza” la si dia per rendersi conto di chi c’è ed eventualmente come “centrare” il proprio messaggio. A questo punto credo che la “piazza” non l’abbia vista e se l’ha vista non aveva nulla da comunicare(come in effetti è successo). Dopo una campagna elettorale che ha visto il candidato prendere meno voti della sua coalizione e la non elezione al primo turno, dopo(dice lei) aver girato luoghi di ritrovo, incontrato cittadini e dialogato con loro, andare in piazza e non dire nulla, almeno io mi sento un pò preoccupato. Lo sono per almeno due motivi: 1. ha fatto solo finta di ascoltare negli incontri visto che non ha detto nulla in proposito? 2. I suoi “consigliori”, quelli che hanno confezionato la candidatura a tavolino e decidono le strategie, sono talmente sicuri che i cittadini che hanno a riferimento il centrosinistra(nell’accezione più ampia)pur non votandola al 1° turno, lo faranno adesso altrimenti l’alternativa sarebbe la Lega? A questo punto non sono in grado di definire un tale atteggiamento se non essere quasi certo che la candidata continua ad essere inconsistente e le eminenze grigie, in caso di vittoria, impereranno per cinque anni. Ho già avuto modo di dire che superata la paura di perdere, sono purtroppo convinto, che tutto procederà come se nulla fosse stato. L’atteggiamento ed il messaggio di Via Mazzini lo leggo esattamente così. Essere in Consiglio Comunale o non esserci non fa molta differenza alla luce del ruolo, della funzione e dei servizi che sono propri dell’Unione Terre di Castelli e della Giunta del Comune di Vignola e del Consiglio Comunale. E’ anche vero che esserci è molto meglio che non esserci(massima alla Catalano) e la denuncia il più delle volte non incide sulle decisioni da prendere. Secondo me la questione non è nemmeno se ci si deve sporcare le mani e/o giocare(ho capito bene il senso riportato). Questo perchè non ritengo (a differenza di Galli e Maesani- se così hanno detto)che amministrare sia né una cosa sporca né un gioco. Direi che la questione è maledettamente seria altrimenti non staremmo a perdere tempo quì e ora. Si tratta di capire se si è in grado di produrre sul territorio forme più o meno organizzate che iniziano a fare e diffondere opinione. Prima o poi, sicuramente dopo il 21 p.v., questo blog, almeno in parte, perderà(credo sia nelle cose) qualche cosa e già ora bisogna andare oltre. Perchè non costituire una fondazione che continui anche sul territorio a produrre idee, dibattito opinione e cose concrete da fare?

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Caro Unicode, condivido la tua analisi ed il tuo lucido pessimismo. Bisognerebbe che qualcuno provasse a ricordare ai cittadini vignolesi come mai ci siamo “ridotti” così. Con un partito che nelle due figure che più contano, il segretario Massimo Calzolari ed il sindaco Roberto Adani, che decidono di investire Daria Denti come futura candidata a sindaco e, anche per questo, operano per far sì che all’appuntamento lei possa arrivare sola ed indisturbata. E’ vero che nel 2006 diverse persone “influenti” dei DS avevano condiviso questa strategia (per poi accorgersi, un po’ più avanti, della fragilità di questa proposta e dunque iniziare la ricerca di qualche altro candidato). Troppo tardi, però. Oramai le cose erano impostate in tal modo, tanto che pure le primarie sono diventate qualcosa di “singolare” (con la seconda candidatura: quella di un ex-sindaco, di Spilamberto per di più!). Bisognerebbe scrivere questa storia, la storia dei DS nel periodo 2004-2007, e per rubare un titolo a Michele Salvati si potrebbe parlare di: “occasioni mancate”. Per quanto riguarda il futuro condivido la prospettiva che tu tracci: non so se una fondazione, un’associazione, un network di associazioni … ma qualcosa bisogna inventarsi per riacquistare il “potere” di essere cittadini veri. A presto.

  12. edoardo ha detto:

    Condivido e mi rasserena leggere l’intervento di Unicode, mi sento meno solo nelle mie considerazioni.
    Queste giornate di pre-ballotaggio sono terribili. La Denti annunciava una “incredibile ripresa della campagna elettorale”…e invece? Cosa abbiamo visto? Avrei voluto vedere qualche attivista del PD (magari giovane) andare in giro porta a porta a spargere il verbo, la Denti in giro per la città, la sede del PD in fibrillazione…e soprattutto un incontro pubblico subito con la lista Vignola Cambia, per dare un segnale di condivisione. Invece nulla di concreto che abbia esposto in prima persona la Denti, solo articoli e uno spalleggiamento della Serracchiani. Comincio a credere che il PD non sia in grado ne di capire ne di affrontare la situazione di non maggioranza che vive, che la Denti sia in balia di un partito sconnesso e che l’unica cosa a cui pensano i membri del partito è sapere chi di loro salterà dalla prossima legislatura. Che vergogna, i valori e l’attivismo tipico della nostra terra era custodito (o doveva esserlo) da questo partito. I giovani del partito sono smidollati, i vecchi sono stanchi e i 45enni vogliono solo tenere le poltrone. Dovrebbe essere motivo di nuovo entusiasmo e attivismo questo ballottaggio con così poco scarto. E invece si sta trasformando in una imbarazzante cartina tornasole della vera anima del partito a Vignola. La Denti non è amata, e il suo insuccesso scatenerà solo la caccia al responsabile, sia tra i “compagni” fuoriusciti che l’hanno osteggiata, sia tra quelli interni che hanno puntato sul cavallo perdente (chissa che dice il sig. Gozzoli di tutto questo…). Che avesse ragione Paltrinieri? Io credo ancora che la Denti possa fare anche bene, però bisogna cominciare a capire come gira la faccenda, e anche velocemente. Sennò fra 5 anni (o forse prima…) ci sarà la destra al potere, giustamente.

  13. roberta ha detto:

    E’ consolante leggere questi ultimi interventi sia di Andrea, di Unicode che di Edoardo perchè vanno al nocciolo del problema a Vignola: occorre eleggere dei buoni amministratori, di destra o di sinistra non importa. Le elezioni amministrative dovrebbero infatti avere questo scopo: dare una valutazione degli amministratori uscenti e se negativa individuare quelli che come persone e come programma meglio tutelano gli interessi di tutti i cittadini e sottolineo tutti. Abbiamo per la prima volta dopo oltre sessantanni un’occasione importantissima: il ballottaggio. Fin ad ora il massimo della partecipazione popolare a Vignola nelle amministrative era: questa volta il Pd e prima Ds ecc. chi avrà scelto come sindaco? Quindi le elezioni sono sempre state vissute passivamente (e questo è sempre stato un grosso difetto dei vignolesi) se non da chi era direttamente o indirettamente interessato. Non vi sembra desolante? Adesso finalmente qualcosa è cambiato dovuto essenzialmente ad una pessima (a mio parere) amministrazione soprattutto negli ultimi 5 anni che ha relegato il cittadino vignolese all’ultimo posto, il quale finalmente ha dato segni di risveglio. D’altra parte è quasi nella natura delle cose: amministrare una città per oltre sessant’anni non può che essere stato deleterio per tutte le forze in campo. Per chi ha governato visto che si è perduto di vista la città come elemento essenziale da tutelare, organizzare e servire, a favore di interessi economici, di partito e chi più ne ha più ne metta e per chi ha fatto opposizione che si è sempre trovato di fronte una montagna insormontabile.
    Quindi al ballottagio la scelta è più semplice di quanto si creda: l’amministrazione uscente, di cui la candidata Pd Daria Denti ne è espressione, ha fallito? Bene è ora di cambiare senza se e senza ma.
    Graziano Fiorini dall’altra parte è persona capace, seria e soprattutto aperta all’idee degli altri (e la cosa non è di poco conto) con un buon programma. Perchè no? Solo perchè avrà vicino qualche simbolo di partito che ci dà fastidio? Ricordiamo che sono amministrative, che dobbiamo solo scegliere un sindaco che amministri al meglio la città e tutti quei discorsetti tra destra e sinistra lasciamoli ai politicanti di mestiere.

  14. edoardo ha detto:

    Non sono d’accordo con il passaggio finale di Roberta. Amministrare una città, oltre che far riferimento ai problemi pratici, deve far riferimento a linee guida di ampio respiro. La visione politica generale quindi concorre a queste scelte e le ideoligie xenofobe e populiste della Lega non daranno spunti secondo me interessanti al nostro territorio. Mi fa incazzare la supponenza e l’atteggiamento del PD, una lista civica di largo respiro sarebbe l’ideale, come a Savignano.
    Speriamo che non ci sia bisogno di arrivarci, però bisogna svegliarsi, e bisogna che in questi 5 anni ci siano discussioni, anche forti, in giunta e con i cittadini.

  15. roberta ha detto:

    Scusa Edoardo, ma l’ideologia xenofoba e populista è la solita manfrina che viene affibbiata alla Lega per evitare qualsiasi confronto e compattare la sinistra.
    Ed è anche forse un po’ offensivo verso chi sta solo lavorando per un’amministrazione migliore. Non mi sembra che le linee guida di più ampio respiro qui a Vignola abbiano portato dei gran risultati…

    • Piera ha detto:

      non sono d’accordo. Vignola è una bella città, davvero efficiente! Vengono garantiti servizi impensabili in altre città anche vicine a noi. Tutto questo grazie al duro lavoro della sinistra che è stata in grado e spero lo sarà in futuro di governare bene Vignola.

      • roberta ha detto:

        Se i servizi impensabili sono:
        1) città sporca: faccia un giretto a piedi per via Resistenza e se ne renderà conto e paghiamo tasse rifiuti alquanto salate;
        2) città non sicura: prolunghi il giretto in centro dopo le 20 soprattutto d’inverno e vedrà;
        3) città trascurata: la piazza dei contrari ha tutta la pavimentazione rotta, le strade hanno bisogno di manutenzione con buchi anche pericolosi per i bambini, ma l’amministrazione non se ne è mai occupata pur avendo segnalato il tutto, per non parlare di certi marciapiedi…;
        3) investimenti per grandi progetti a parer mio fuori luogo in una realtà come la nostra che tolgono risorse a cose più importanti (vedi il punto precedente);
        4) asili nido nuovi con rette alte, ma con strutture risultate deficitarie;
        allora ha ragione lei: Vignola è proprio una bella città! E’ sicura di non aver sbagliato paese?

  16. edoardo ha detto:

    Io non mi faccio amministrare da gente che va disinfettare i treni dove sono gli immigrati e che gira con i maiali sopra le zone dove si vogliono fare le moschee. Se Fiorini è una persona seria, faceva una lista senza il logo della Lega. Io me ne sbatto se lavora per migliorare l\’amministrazione, se metti il logo di un partito, ti porti il loro atteggiamento politico sulle spalle. E questo vista la testa della gente (molti giovanissimi) avere il logo della lega fa solo gioco per prendere voti. Certamente il PD sulle idee di largo respiro è indifendibile, però non fa della xenofobia una delle sue linee guida. Ti ripeto, Fiorini è un moderato, è pronto per amministrare? Allora che faccia sparire i simboli di partiti impresentabili come lega e pdl. Invece non li farà sparire…perchè senza quelli non è niente.

  17. roberta ha detto:

    “Io me ne sbatto se lavora per migliorare l’amministrazione”. A questa frase non c’è replica.

    • e.zapata ha detto:

      “Io me ne sbatto se lavora per migliorare l’amministrazione” . Peccato Edoardo. Questa si chiama arroganza, ad esser gentili.
      Ma si può aggiungere anche intolleranza e scarsa conoscenza degli strumenti democratici del confronto civile.

  18. edoardo ha detto:

    Roberta e e.zapata, vi ripeto, tutti insistete sul concetto di lavorare bene per cambiare questo e quello ecc., però vi ripeto ME NE SBATTO se Fiorini lavora per questo, perchè POLITICAMENTE ED ETICAMENTE non è una persona (e un partito) rispettabile. Ma c’eravate l’altra sera allo Stones Cafè? Fiorini sulla domanda dei pax, ha detto lui non è d’accordo con le coppie di fatto, e che se uno vuole i diritti si sposa in comune almeno. Vi rendete conto? Le misure e i programmi di questa campagna elettorale sono stronzate, perchè sia la Denti che Fiorini si troveranno ad affrontare sfide, tra crisi economica e cambiamenti che pressuppongono scelte difficili durante il tragitto; e a chi le faccio fare, a una persona che mi dice che se vuoi i diritti ti sposi in comune? Ma dove vive Fiorini, nel villaggio di Asterix? Signori non so che età avete, ma io sono giovane e vi dico che le sfide del futuro si vincono se ci sono buoni tecnici e buoni politici con una cultura etica e sociale forte. I temi di cui si discute in campagna elettorale sono i temi dell’oggi e del domani, ma dopodomani? Le scelte le facciamo con questa bella cultura della persona e dell’etica? Non so se la Denti ha proprio tutte le capacità di cui c’è bisogno, ma Fiorini? Al massimo sa fare i conti con la calcolatrice, ma sui grandi temi va bene al bar a discutere. E per favore, non fate i paladini della democrazia, indignati per una frase un po’ forte… ne avrei ben altre da dirvi di persona nel caso… Se uno vota uno con il simbolo della Lega, con gente come Calderoli e Borghezio come opinionisti politici, che bel futuro che ci farà avere…

  19. roberta ha detto:

    Mi dispiace,ma con l’arroganza e le offese a chi non la pensa come te non si va da nessuna parte. Quindi sostieni pure le tue idee, ma quando non hai più argomentazioni evita le offese personali.

    • edoardo ha detto:

      Basta con questa correttezza fasulla… se uno offende con le sue affermazioni i principi di democrazia e buon senso, si merita le offese. Avete paura delle offesse, siete così delicati? Allora pensate prima a quello che dite, se non volete essere trattati a pesci in faccia.

      • Andrea Paltrinieri ha detto:

        Inviterei tutti a non lasciarsi trascinare dall’emotività. Tutte le opinioni possono trovare spazio in questo blog a condizione che vi sia uno sforzo, da parte di tutti, di esibire argomenti seri a sostegno della propria posizione. La Lega Nord ha indubbiamente tratti xenofobi e populisti. Questo non significa però che tutti i suoi esponenti lo siano. Così come esiste una differenza tra Maroni e Borghezio (che non va trascurata), così esiste anche una differenza tra Manfredini e Fiorini. Lo dico perché si può tranquillamente riconoscere che Fiorini è uno dei volti “moderati” della Lega Nord locale. Ed al tempo stesso dire che è pur sempre della Lega Nord. Vorrei dunque invitare tutti a fare un po’ meno i tifosi dell’una o dell’altra parte e cercare quegli argomenti che possono convincere l’interlocutore quando la pensa diversamente. Penso che ne guadagnerebbe la qualità del dibattito.

  20. betclic ha detto:

    bellissime le foto della “Macchina per prendere decisioni complesse….” anzi direi stupenda

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