Liste e candidati a sindaco alle elezioni amministrative 2009 di Vignola

14 liste e 9 candidati a sindaco. E’ certamente un record, ma per Vignola. A Modena, ad esempio, hanno fatto “meglio”: 16 liste e 9 candidati a sindaco. A Sassuolo 8 candidati con 18 liste. E’ il segno che lo sfrangiamento del sistema politico locale non riguarda solo la realtà vignolese. Anche se Vignola ha le sue specificità. Su cui è bene interrogarsi. Riepiloghiamo la situazione attuale. A partire dai candidati alla carica di sindaco (per i candidati al consiglio comunale vedi il pdf).

Daria Denti, uscita vincitrice dalle primarie del PD del 25 gennaio (vedi). E’ sostenuta da una lista del PD e da altre 4 liste: Italia dei Valori, Partito della Rifondazione Comunista (vedi il sito web), Comunisti Italiani e da una lista civica, promossa dal candidato a sindaco, Vignola Noi (vedi il sito web). Ecco qui il programma del PD (pdf) ed il Programma della coalizione (pdf). Tra i due testi c’è poca differenza. Poche righe aggiunte al programma elettorale del PD e le ultime 4 pagine finali (una ciascuna su: giovani, anziani, amministrazione e cittadini, Unione terre di Castelli). Per un commento al programma: vedi.

Chiara Smeraldi, candidata a sindaco per la lista civica Vignola Cambia (vedi il sito web; qui il programma in pdf), lista civica dell’area del centrosinistra, con attenzione per i temi ambientali, della solidarietà, di una più forte democrazia locale.

Francesco Rubbiani, già vicesindaco di Vignola dal 1992 al 1995, già presidente provinciale di Confesercenti. E’ a capo della lista civica Città di Vignola (vedi il sito web), che si presenta con lo slogan “la vera alternativa alla solita minestra”. Qui il programma in pdf.

Mauro Molinari, ex-esponente del PRC e consigliere comunale uscente, fuoriuscito dal partito alla fine del 2006 a seguito del rimpasto di giunta che ha portato all’estromissione dell’assessore Antonio Francesco Orlando, oggi candidato a sindaco per una lista di centrodestra (vedi sotto). E’ a capo della lista Comunisti per Vignola.

Paolo Morselli, già vicesindaco nelle amministrazioni Adani dall’aprile 2003 all’ottobre 2006. Allora esponente della Margherita poi passato all’UDC – partito per cui corre oggi. Per un commento a questa candidatura vedi. Qui il sito web ed il programma in pdf.

Antonio Francesco Orlando, candidato a sindaco per la lista Libertà e futuro, una lista che nasce da un “movimento” politico originario della Romagna e sconosciuto, sino ad oggi, da noi. E’ stato assessore del PRC nella giunta Adani dal 2004 all’ottobre 2006. Con il passaggio ad una lista di centrodestra diciamo che … fa un bel salto! (per un commento: vedi)

Gianluca Ruggeri, noto psicoastrologo e frequentatore di programmi televisivi su TV locali, candidato a sindaco per la lista Vignola Per Me, un’associazione costituitasi a fine 2005 per contrastare l’amministrazione comunale. Da tempo curano un blog (vedi). Qui il programma in pdf. Ho già avuto modo di commentare questa proposta politica, sia all’annuncio del candidato a sindaco (vedi), sia nel momento in cui hanno “perso” il titolo di “amici di Beppe Grillo” (vedi).

Maria Pia Bazzani, candidata a sindaco per il Popolo della Libertà. Si è presentata annunciando che il suo riferimento è Rudolph Giuliani (vedi) e promettendo che con lei sindaco “i vignolesi dovranno ripermettersi, come accadeva una volta, di lasciare la porta di casa aperta senza temere alcunché.” Una vera e propria “bufala” (vedi). Al momento né il PdL di Vignola, né la candidata a sindaco hanno un sito web con cui comunicare ai potenziali elettori. Una sorta di programma – firmato proprio da Maria Pia Bazzani – è comunque consultabile in pdf (ho scansionato il documento cartaceo; eventuali nuovi documenti verranno caricati al più presto). Tra le molte cose confuse che dice, una sola alla fine risulta chiara: si vuole “mandare a casa” l’amministrazione attuale. Aspirazione legittima, ma che andrebbe accompagnata da una visione (concreta) sul futuro della città, di cui invece non v’é traccia. Sfido chiunque a dirsi convinto del programma!

Graziano Fiorini, attuale consigliere comunale della Lega Nord e candidato a sindaco sostenuto dalla Lega Nord (vedi il sito web ed il programma in pdf) e dalla lista civica Vignola per tutti, quest’ultima già presente in consiglio comunale in due passate legislature (dal 1995 al 2004, allora con a capo Rosanna Sirotti).

Skyline di Vignola (dalle colline di Savignano s.P.)

Skyline di Vignola (dalle colline di Savignano s.P.)

Molte liste (ecco l’elenco ufficiale dalla Prefettura di Modena: pdf). Questo è il primo dato di fatto. Cinque liste civiche (più due “quasi” civiche). Questo è il secondo dato di fatto. Partiamo da qui per riflettere su quello che sta succedendo alla politica vignolese. Sembra che la frammentazione sia la cifra di queste elezioni amministrative. Ma anche la coesistenza e competizione tra liste di partito e liste civiche.
[1]  Partiamo dai partiti, da quelli presenti sulla scena nazionale (in parlamento). Questi ci sono tutti: PdL, Lega Nord, UDC, PD e Italia dei Valori. E fanno cinque liste. Ciascuna con un proprio candidato – con l’unica eccezione dell’Italia dei Valori che a Vignola sostiene il candidato a sindaco del PD. Poi c’è il tema della “sinistra”, dei frammenti della “sinistra” implosa alle elezioni politiche del 2008. L’auspicata ricomposizione di un nuovo soggetto della sinistra non ha fatto significativi passi in avanti e dunque, anziché presentarsi con un “rinnovato” soggetto unitario, permangono i “vecchi” partiti(ni). Ma attraversati da tensioni od anche lacerazioni. O, meglio, le scatole nazionali non riescono più a contenere le tensioni locali. Il processo di sfrangiamento continua. A Vignola, ad esempio, Mauro Molinari, ex-consigliere comunale di PRC poi fuoriuscito dal partito in occasione del rimpasto di giunta dell’ottobre 2006 si presenta a capo di una lista (Comunisti per Vignola) che racchiude una parte dello “zoccolo duro” del PRC vignolese. E si presenta anche in contrapposizione alla lista ufficiale del PRC. Se consideriamo che per presentare una lista occorre ottenere la sottoscrizione di almeno 175 cittadini vignolesi allora è chiara la spaccatura del PRC di Vignola. A queste due liste di sinistra si aggiunge la lista dei Comunisti Italiani (presentata da Francesco Montieri, ex-segretario provinciale ed attuale vicepresidente di ACER). La mia impressione è che qui siano di più i contenitori che i contenuti – i personalismi prevalgono sulle differenze di programma. La riproposizione delle stesse formule politiche immutate anche dopo lo “tsunami” delle elezioni del 13-14 aprile 2008 suona un po’ vecchio. Vedremo il grado di appeal nei confronti degli elettori. Alle 5 liste di partito, più le 2 liste dei partiti(ni) della sinistra a cui si aggiunge la lista Comunisti per Vignola, una sorta di PRC2, si aggiungono 5 liste civiche ed una lista di “movimento”, pur con le sue peculiarità. Non si tratta di un raggruppamento omogeneo né per posizioni politiche, né per percorso di origine.

La basse di Vignola in una carta del 1757

La basse di Vignola in una carta del 1757

[2] Innanzitutto Vignola Cambia, una lista civica che si pone in contrapposizione con diversi tratti dell’amministrazione Adani. Propone maggiore attenzione ai temi ambientali e della solidarietà. Propone una prassi amministrativa, nella realizzazione di infrastrutture ed opere, improntata a maggiore sobrietà e più attenta agli aspetti “essenziali” (vie e marciapiedi “europee” fruibili anche da disabili o da mamme con il passeggino) – critica, ad esempio, la decisione dell’amministrazione Adani di spendere 3,5 milioni di euro per il parco Città dei bambini e delle bambine, visto che ritiene ci siano priorità più importanti. Propone una più forte democrazia locale (è l’unica lista che nel programma dedica un capitolo a questo tema!). Presenta persone nuove e spesso giovani sia ai primi posti della lista per il consiglio comunale, sia nella figura del candidato a sindaco (Chiara Smeraldi). Ecco il programma in pdf.
[3] In secondo luogo la lista Città di Vignola, sempre dell’area del centrosinistra, con una proposta programmatica concentrata sullo sviluppo economico, sull’economia ambientale, sul rilancio dell’agricoltura (con la proposta di investire 1 milione di euro nelle politiche di marchio e marketing di prodotto). Avanza anche la proposta di “razionalizzare” la spesa comunale, tagliando del 20% i costi di gestione (come fatto in diverse aziende) per indirizzare le risorse in tal modo recuperate sul territorio, sotto forma di interventi e servizi alle imprese ed alle famiglie. Ecco il programma in pdf.
[4] La lista civica Vignola Noi, è una lista di persone giovani creata a sostegno del candidato del PD, Daria Denti, si definisce una lista civica non schierata né a destra, né a sinistra. Sostenendo il candidato del PD mette in secondo piano la valutazione ed anche la critica dell’amministrazione uscente: “Per questo motivo abbiamo scelto di NON fossilizzarci sugli errori fatti dall’amministrazione precedente quanto piuttosto imparare da essi. È una inutile perdita di tempo discutere e demolire tutto quello che hanno fatto gli Altri.” Anche se – occorre osservare – per “imparare dagli errori fatti” occorre averli individuati con sufficiente precisione, ma di questa riflessione non c’é traccia. Ecco il programma della lista civica in pdf. Si propone, tra l’altro, di “evitare che il territorio venga consumato ulteriormente da nuove costruzioni” (ma non è chiaro se hanno letto e condividono il Documento preliminare al PSC, dove si propone “qualche” consumo aggiuntivo del territorio). Essendo entrata a far parte della coalizione PD, Italia dei Valori, PRC e Comunisti Italiani, ha adottato il programma della coalizione.
[5] Le altre due liste civiche si collocano invece nell’area del centrodestra. Innanzitutto Vignola per me. Promossa da un’associazione attiva dal 2005, nel “manifesto” di presentazione si definisce “un sindacato del territorio”. Già questa caratterizzazione evidenzia affinità con le tematiche leghiste. Affinità che si accentuano in altre parti del programma: “forum dei vignolesi, altro che forum degli stranieri!” Colpisce inoltre la diagnosi di Vignola come di una città caratterizzata da un processo di “impoverimento”. Ecco il programma in pdf. Ed ecco un commento di questa “proposta” (vedi).
[6] Infine Vignola per tutti, riedizione dell’omonima lista civica già presente in consiglio comunale per due legislature (1995-1999 e 1999-2004). Di nuovo sulla scena anche per una spaccatura interna al PdL e per la mancata accettazione, di una parte di quel partito, della candidata a sindaco Maria Pia Bazzani, imposta dall’alto al circolo locale (e non oggetto, invece, di selezione democratica). Tra i candidati al consiglio comunale della lista troviamo, infatti, anche il capogruppo uscente del gruppo consiliare PdL, Ceci Leonardo. Vignola per tutti si propone come “una vera e competente alternativa”, evidentemente ritenendo poco credibile un candidato a sindaco (Maria Pia Bazzani) che sino a pochi giorni fa non si è mai interessato di amministrazione della città.
[7] Rimane, infine, ulteriore peculiarità vignolese, la lista Libertà e futuro, con a capo, come candidato a sindaco, Francesco Antonio Orlando, ex-assessore per due anni e mezzo nell’ultima legislatura di Roberto Adani. Proposta davvero anomala – anche perché collegata ad un movimento politico che si irradia dalla Romagna – e che dà l’idea di un progetto volto a mettere i bastoni tra le ruote, piuttosto che a costruire una qualche prospettiva utile alla città (vedi).

La zona dell'autostazione vista dalla collina

La zona dell'autostazione vista dalla collina

[8] Nel complesso colpisce lo sfrangiamento del sistema politico locale, sia sul versante del centrodestra, che su quello del centrosinistra, con la nascita di diverse liste civiche. In alcuni casi è particolarmente evidente la finalità di “interdizione” (Comunisti per Vignola; Libertà e futuro). In altri casi emerge la volontà di coagulare “energie civiche”, ma anche precedenti appartenenze politiche, per proporre una critica ed un’alternativa all’amministrazione uscente. Due ultime considerazioni. La nascita di tre liste civiche nell’area del centrosinistra è bene induca il PD ad interrogarsi sulla propria insoddisfacente capacità di attrazione, almeno nel primo anno e mezzo di vita. L’impressione è che, almeno per quello che riguarda la realtà vignolese, il PD sia risultato più chiuso di quello che riteneva di essere e dunque non sia stato in grado di intercettare “energie” che si sono infine riversate anche su liste non connotate partiticamente (ed a lui competitive). Questo primo test di appeal dovrebbe far interrogare, appunto, circa lo scarto tra autopercezione (del partito) e percezione da parte di cittadini “esterni”, ma pur sempre dell’area del centrosinistra. Infine, questa forte mobilitazione civica apre forse opportunità nuove per la creazione di un network di partecipazione che vada al di là del semplice momento elettorale. E’ solo un fuoco di paglia, della durata di una campagna elettorale, od invece c’è la possibilità di dare (almeno) un po’ di stabilità nel tempo a questa rinnovata, e certo anche spuria, partecipazione civica? I circa 100 candidati “civici” al consiglio comunale rifluiranno nel privato (tranne i pochi eletti) o saranno disponibili a mantenere un impegno all’informazione, al controllo, allo stimolo nei confronti dell’amministrazione comunale (vedi)? Si tornerà rapidamente ad una lealtà passiva verso le istituzioni o ci sarà la pressione, verso l’amministrazione, per rinnovare le modalità della democrazia locale, almeno verso più informazione e più trasparenza? Come ci ricorda il sociologo Carlo Carboni: “la cittadinanza competente – quella parte di società più istruita e informata – dovrebbe costituire il primo interlocutore delle classi dirigenti” (vedi l’articolo su il Sole 24 ore dell’8 maggio 2009: vedi). Si tratta di una chance reale? Vedremo.

9 Responses to Liste e candidati a sindaco alle elezioni amministrative 2009 di Vignola

  1. don camillo ha detto:

    beh… che dire,
    Siamo grati per aver avuto la Vs attenzione, fra l’altro in quantità anche maggiore di quella riservata alla candidata Sindaco Daria Denti; tuttavia registriamo la costante “acidità” ed il proverbiale “snobismo” che si spreca quando si parla del P.D.L., notoriamente “demone” del panorama politico italiano.
    Le osservazioni fatte ovviamente, non possono trovarci concordi, molto semplicemente potremmo dire che abbiamo una chiave di lettura molto diversa, che sinteticamente riassumiamo in un nostro modo “semplice” di affrontare le questioni, quel modo che Voi “nomenclatura intellettuale della sinistra” definite “banale”.
    Quanto alla “spaccatura” ed alle “imposizioni dall’alto” da parte del PDL, il PDL di Vignola, vuole mantenere la posizione presa, cioè non fare sterili polemiche; per contro, prendiamo atto che altri non la pensano nello stesso modo e si preoccupano di diffondere “proprie verità” (che a quanto pare vengono prese per buone) per adombrare altri “disegni” ed altre “complicità”.
    Si, è vero….. a parte due Consiglieri Comunali uscenti, non abbiamo esperienze politiche ed è così anche per il nostro Candidato Sindaco, sinceramente e per molti aspetti, lo riteniamo un valore aggiunto; inoltre, oltre che a riconoscere l’indubbia esperienza del Candidato Rubbiani, gli altri pretendenti non ci sembrano così esperti… e …non volendo entrare nel merito delle competenze, della personalità, del carisma, della consistenza… mi fermo qui.
    Noi siamo orgogliosi di non essere “politici”, siamo gente che viene dal mondo del lavoro (non siamo i soli.. ovviamente), abbiamo cominciato due mesi fa…. con un pesantissimo ritardo, ma c’era bisogno di chiarezza e chiarezza è stata fatta… non abbiamo ancora il sito web ?? pazienza, l’avremo… in compenso abbiamo aperto la sede del PDL a Vignola, dove potremo incontrare la gente …insieme con noi… un fatto storico per il nostro territorio, dove da oltre 30 anni non esisteva altro che il PCI, PDS, DS e poi PD… e non si tratta di sede “elettorale” come i giornali (ovviamente “allineati”) si sono affrettati a scrivere.
    Per finire, in merito alla “sorta di programma” che abbiamo depositato, si può dire ciò che si vuole… il nostro tentativo è stato quello di non riempirlo di ovvietà, oltre che di specificità (quelle saranno affrontate di volta in volta), ma di dare un senso ed una tangibilità al nostro pensiero, al nostro modo di pensare, ai nostri valori, ai nostri principi… e di operare in quel senso, consapevoli di dare la certezza e la concretezza sulla garanzia di credibilità (comprendiamo che a Vs giudizio, abbiamo fallito…. pazienza). Ripeto, noi pensiamo alle cose semplici, quelle che si possono e si devono fare e sulla concretezza pensiamo che nessuno, nemmeno Lei, possa metterla in discussione, fa parte del nostro DNA.
    In questa esperienza vissuta fin ora, abbiamo toccato con mano, quanto ogni ambito, ogni spazio, sia permeato in modo sistematico e capillare, dal sistema politico di questa sinistra che tiene al guinzaglio con doppia corda, le energie di questa città… ha creato cittadini, aziende, associazioni, di serie A, a discapito di altre di serie B ed in qualche caso anche di “Z”… in buona sostanza ha pesantemente discriminato. Sembrerà strano, singolare, ma persone con le quali abbiamo parlato, ci hanno chiesto di farlo sottovoce, di nascosto…senza farsi vedere per il timore di essere “bollati”… a Lei questo non è mai successo, Lei fa parte dei “buoni” (riflettiamo su questa cosa)… e ora vogliono mostrare la “faccia buona”, quella che indubbiamente esiste anche nella sinistra, ma non comanda.
    La ringrazio per l’attenzione e per l’opportunità….. “in bocca al lupo a tutti i candidati”
    (mi scuso fin da ora nel caso non riuscissimo a proseguire la conversazione nel blog, ammettiamo la disorganizzazione, ma il lavoro e l’impegno in questa comunque bella esperienza, non credo che ci lascerà molto spazio per le prossime settimane, vorrei anche cogliere l’occasione per fare un saluto a tutti quanti stanno collaborando per questa avventura con tutto il loro bagaglio di fantastica inesperienza e tantissimo entusiasmo….. grazie)

  2. Lorenzo Costanzini ha detto:

    Preciso che Vignola Per Me non è de plano ascrivibile al centrodestra così come al centrosinistra, bensì è apartitica.

    Il programma vicino alle richieste emerse dal territorio non è altro che la concretizzazione di ciò che una lista civica ontologicamente dovrebbe rappresentare.

    I candidati sono tutti connotati da oggettive competenze specifiche nei vari settori e non sono stati scelti in base al loro riconoscimento (o disconoscimento) rispetto ai partiti politici nazionali, cosa che in ambito locale è di lieve momento.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    A “don camillo” faccio notare solo una cosa. I partiti hanno una responsabilità maggiore rispetto alle liste civiche (appunto perché sono partiti, strutturati, che fanno politica con continuità). Per questo ci si aspetterebbe un candidato “più forte”. Che so, il Cazzola od il Guazzaloca della situazione. A Lorenzo Costanzini vorrei solo far notare che non basta l’autopercezione … Basta leggere il loro programma per giungere alla conclusione che non sono una lista civica che rientra nel campo del centrosinistra. E alcune loro affermazioni – che ho citato nella mia sintetica presentazione – li colloca decisamente nel campo del centrodestra (appunto con affinità leghiste).

  4. Romina Bertoni ha detto:

    Scrivo per aggiungere qualcosa che credo sia stato dimenticato nel tuo argomentare sul tema liste, sinistra e quant’altro. Cercherò di andare con ordine separando le precisazioni dalle considerazioni.
    Scrivo qua perchè una bizzarra para condicio da te voluta, non permette di inviare questo chiarimento come post sul blog.

    COMUNISTI

    Tu dici, a proposito della vicenda di Mauro Molinari che “La mia impressione è che qui siano di più i contenitori che i contenuti–i personalismi prevalgono sulle differenze di programma.” Tralasci un dettaglio che credo cambi molto la prospettiva con la quale tu rappresenti la spaccatura a sinistra: Mauro Molinari non è fuoriuscito dal partito, ne è stato espulso (lo sai) con una decisione congiunta del Circolo di Vignola e della Federazione di Modena, come testimoniato da diversi articoli di giornale nonché da una tua dichiarazione che ritrovo sul sito di Vignolaperme e che allego.

    «Molinari non convince neanche se stesso». Sono queste le parole con le quali Andrea Paltrinieri, capogruppo dei Ds in consiglio comunale, inizia la propria replica al consigliere di Prc Mauro Molinari, passato dalla maggioranza all’opposizione e autore di dichiarazioni critiche nei giorni scorsi contro l’amministrazione, per il modo in cui è stata formata la nuova Giunta. «Il consigliere Mauro Molinari – attacca Paltrinieri – insiste nella polemica nei confronti del sindaco e della maggioranza consiliare, dopo che l’assessore Orlando è stato sostituito con Lorena Terzi, di Prc, che lui stesso ha indicato al sindaco con una lettera da lui firmata (evidentemente l’uomo è in contraddizione con se stesso!)». «Vista la pochezza degli argomenti non varrebbe la pena replicare. Quando però si distorce la realtà la replica è d’obbligo. E replicare, in questo caso, è abbastanza semplice poiché non si tratta di contrapporre opinioni ad opinioni. Per evitare una discussione inconcludente si deve partire dagli atti, dalle cose fatte. […]Certo è che fino ad ora dal consigliere Molinari non è arrivata una sola proposta concreta su questi temi. Che cominci ora è comunque una cosa positiva». (m.ped.) Gazzetta di Modena, 5.11.2006 Pagina 23 – Provincia «Molinari in errore» Vignola Giunta: Paltrinieri, Ds, accusa

    Mauro, infatti, ha deciso di non riconoscere una decisione che era stata presa dal circolo e dalla Federazione, disconoscendo il nuovo Assessore di Rifondazione Comunista che all’epoca era Lorena Terzi. La federazione e il circolo hanno quindi chiesto a Mauro di dimettersi, come prassi vuole quando qualcuno fuoriesce (vedi recentemente all’assessore regionale Guido Pasi passato alla Sinistra) o viene espulso dal partito: questo perché i cittadini hanno eletto un rappresentante del Prc non Mauro Molinari. Noi crediamo molto nell’idea che sia il partito nelle istituzioni e che noi siamo lì per spirito di servizio; è per questo che credo rimaniamo uno dei piccoli partiti che versa il 50 per cento dell’indennità al partito stesso, qualunque essa sia. Molinari ha scelto il gruppo misto, e ha poi chiesto di poter rientrare in Prc, e ha avuto una risposta di rigore: dimettersi dal consiglio, riconoscere la nostra collocazione al governo (scelta fatta dal direttivo di Vignola, di cui io per scelta in seguito non ho mai fatto parte perché sostenitrice convinta dell’idea che un assessore deve essere controllato dal partito e non può quindi votare scelte che bene o male possono coinvolgerlo direttamente) e ricominciare da compagno di base (questo perché per svariati anni ha svolto il ruolo di segretario di Circolo). Mauro queste condizioni non le ha mai accettate e così ognuno è andato legittimamente per la sua strada. Nessun personalismo dunque, ma le elementari regole democratiche interne ad un partito, che si basano su etica e coerenza.

    Tu Dici “Comunisti per Vignola che racchiude una parte dello “zoccolo duro” del PRC vignolese”. Non capisco come puoi definire zoccolo duro di Rifondazione Comunista persone che non hanno partecipato al congresso del partito del 2008, che non hanno la tessera da almeno 2 anni e che non riconoscono nei momenti democratici di un partito i momenti di decisione collettiva. Se poi si dà un’accezione per zoccolo duro legata alla collocazione rispetto al PD, questa non fa parte delle precisazioni ma delle considerazioni che per facilità inserisco qui. Il Prc ha deciso a Chianciano nel luglio scorso, in occasione del congresso, di valutare caso per caso e sul programma la sua collocazione rispetto al Pd, nonostante ovviamente siano evidenti sia a livello nazionale che a quello locale diversità e divergenze, criticità e difficoltà. Ciò nonostante il partito (e ci tengo a dire che di PRC ce n’è uno solo che ha il simbolo e che non l’ha svenduto né prestato a nessuno… ) si è confrontato con il Pd locale, quando ancora facevi parte della segreteria, e ha trovato sufficienti convergenze per proseguire l’esperienza di coalizione. Tu lo sai. Riporto una parte del nostro comunicato all’indomani dell’accordo con il centrosinistra che puoi trovare anche sul mio sito: “Ma è importante precisare che questa scelta è stata dettata anche dall’inusitata proliferazione di liste civiche, molte delle quali autoreferenti e prive di un orizzonte certo e di uno spirito di coalizione, necessario per chi voglia governare una città complessa quale è Vignola. L’idea di rispondere a una complessità di problematiche del territorio con una moltitudine di liste non lavora per la risoluzione di tali problemi. In egual modo sono poco funzionali a tale scopo liste generaliste che fanno del no a qualcosa il proprio programma elettorale. In ragione di ciò l’unica via percorribile è la rettifica dell’operato della coalizione, che questi problemi li ha affrontati fuor di chiacchiera, la quale si deve mostrare capace di rafforzare le esperienze positive e di osservare le cose fatte per non ripetere gli errori commessi.” Il Prc di Vignola (e per parlare a nome di un partito a me hanno insegnato che occorre almeno averne la tessera, se non anche una delega) ha quindi scelto la sfida di essere partito di lotta e di governo. Ovviamente ognuno può valutare diversamente, ma non lo definirei zoccolo duro, perché dall’altra parte sembra ci sia un ventre molle…

    A SINISTRA, A SINISTRA!

    Hai citato nelle tue valutazioni sullo tsunami del 2008 tutti i rappresentanti di lista della sinistra, omettendo il capolista di Rifondazione Comunista che è la sottoscritta. Questo credo non rappresenti una giusta informazione per chi frequenta il tuo blog. Oltre a ciò tu affibbi a tua discrezione l’etichetta di ‘bufala’ o di verità ai programmi presentati. E se ciò è lecito (è il tuo blog), molte volte la rettifica è necessaria. Mi pare che nel tuo individuare una sola forza politica di sinistra attenta all’ambientalismo, alla trasparenza, alla democrazia partecipata a Vignola tu abbia distrattamente dimenticato di una pratica che PRC ha portato avanti in questi ultimi anni. Nel programma del PRC che come partito abbiamo spedito a casa in tempi ormai remoti, ossia più di due mesi fa, vi sono una serie di tematiche per noi importanti e condensate in piccoli spot per permettere anche ai meno attenti in poco tempo di capire chi siamo e dove vogliamo andare. Le tue affermazioni sulla lista Vignola Cambia quali “Propone maggiore attenzione ai temi ambientali e della solidarietà’ o “più forte democrazia locale (è l’unica lista che nel programma dedica un capitolo a questo tema!” )” stride col silenzio sul programma del PRC nel quale, come è facile leggere, sia le politiche ambientali che la solidarietà sono, insieme ad alcuni temi sociali, le stelle polari del nostro agire politico. Fummo i primi a lanciare lo slogan Vignola solidale, sicura e sostenibile, mettendo su facebook un gruppo per veicolare il programma stesso e per discutere di questi temi. Gruppo al quale anche tu per un certo periodo aderisti. Dal tuo blog sembra che noi, sinistra storica non abbiamo contenuti e siamo interessati ai contenitori. Sai bene che non è così. Mi sono sempre interessata di diritti e migranti, facendo anche parte per diversi anni della Commissione nazionale sull’Immigrazione del PRC e faccio fatica a credere (nonostante il tuo punto esclamativo) che tu ritenga i soli candidati di Vignola cambia come i soli detentori dei valori della trasparenza e della partecipazione alla cosa pubblica. Nei due anni in cui ho fatto l’assessore non solo ho teorizzato (ad esempio nelle relazioni che sono pubbliche) la necessità di una maggiore trasparenza e di un maggior coinvolgimento di cittadini e associazioni, ma ammetterai che l’ho anche pratica. Anche tu c’eri a Vignola. Certo, con tanti errori, mille possibili miglioramenti, ma credo di aver lavorato a stretto contatto con tutte le associazioni che si sono rivolte all’amministrazione e talvolta di esserle andata a cercare, come nel caso delle associazioni che si occupano di disagio mentale; di aver rispettato sempre tutti i tempi nelle risposte alle interrogazioni che erano di mia competenza e lavorato per sollecitare certezza dei tempi nelle risposte dell’amministrazione. Nelle mie deleghe ho cercato di introdurre strumenti di partecipazione, cercando di praticare il maggior coinvolgimento dal basso possibile: ad esempio gestendo il bilancio del comitato gemellaggi con decisioni prese da un organismo di cui io come assessore non faccio parte, ossia l’esecutivo. Come Prc abbiamo deciso di presidiare certi valori, certi ideali, in continuità con il nostro operato nell’amministrazione uscente. Ci siamo battuti per incrementare la percentuale di affitto agevolato negli spazi dell’Ex Sipe, riuscendo a portare a casa un risultato soddisfacente. Politiche lavorative, diritti dei lavoratori: ci siamo battuti e abbiamo lavorato per un potenziamento dell’organico della biblioteca, un’internalizzazione del servizio di catalogazione, una separatezza dei servizi Cultura ed Eventi perché sinceramente convinti nella centralità dei lavoratori e dei loro diritti, della cultura intesa non solo come manifestazioni e della biblioteca come cuore di una città. Ancora, anche con la presenza del PRC nell’amministrazione uscente si è dato attuazione ad una delibera di consiglio che chiedeva a Vignola di impegnarsi sul tema dell’equo e solidale e che quando sono arrivata (2007) nonostante fosse del 2005 rimaneva lettera morta. Oggi invece Vignola è Citta Equo e solidale. Ci siamo battuti per questi temi non per inserirli in un deplinat elettorale (da cui vedrai sono completamente assenti) ma perché convinti della giustezza delle cause.

    C’è dunque qualcosa che cozza, nei fatti, con la tua definizione di un partito contenitore privo di contenuti. Tutte queste cose citate, tu le conosci bene.

    DENTRO/FUORI

    Io, che davvero non credo ai personalismi, ho fatto la scelta di restare dentro, più difficile a mio giudizio del chiamarsi fuori. Scelta motivata dal fatto che lo tsunami di cui parli non ha colpito solo la sinistra, ma anche il PD, e che quindi si rischia di lasciare Vignola alla destra. E questa idea è per me un vento freddo che gela il sangue, perché rischia di scacciare persone e valori che credono nella legalità, nell’antifascismo, nella tolleranza, nell’uguaglianza, e spalancare le porte a partiti xenofobi, razzisti e destroidi. Ciascuno modula il suo impegno nel cercare di fermare questo vento come crede. Chi sta dentro, chi sta fuori, chi ai margini. A ognuno di scegliere il proprio modo di fare politica…

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Cara Romina, nella tua risposta ci sono cose che condivido, ma ci sono anche delle forzature che prendono a bersaglio un pensiero che non è il mio. Iniziamo con la battuta sulla “bizzarra par condicio”: è decisamente fuori luogo. Questo blog … non è un albergo, si potrebbe dire. Vorrei poter decidere se ospitare contributi – e spesso l’ho fatto – ma non è che se uno non è d’accordo con quello che scrivo gli faccio fare un post. Come per tutti gli altri hai la possibilità di inserire commenti. Cosa che hai fatto. E che ci consente di proseguire la discussione. Veniamo al merito.
    (1) Sulla vicenda di Mauro Molinari non ho nulla da aggiungere alla tua ricostruzione. Nel mio post ho solo evidenziato che se Mauro è riuscito a raccogliere le firme necessarie per presentare una lista vuol dire che almeno una parte del “capitale sociale” costituito da relazioni con iscritti od ex-iscritti lo detiene lui. Possiamo trovare termini diversi da zoccolo duro. Possiamo precisare che non sono più iscritti o non lo sono mai stati a PRC, ma la sostanza non cambia. Il simbolo di PRC sta da una parte, ma un po’ di gente che in passato è stata elettore di quel partito sta dall’altra. Mi sembra una descrizione sufficientemente oggettiva.
    (2) Questo non implica un giudizio di alcun tipo sull’assessore Romina Bertoni. Su Mauro Molinari mi sono espresso diverse volte, sia sulla stampa, sia in consiglio comunale. L’articolo che tu riporti è un esempio. Un giudizio, quello di allora, che non ho certo cambiato. Spero però che si possa distinguere tra la “descrizione” di un dato oggettivo (la divisione della “base elettorale” e di un po’ di ex-militanti – si può dire?) ed un giudizio, che non ho esplicitato in un post che aveva un’altra finalità. Sai che apprezzo il lavoro che hai fatto come assessore: ho avuto modo di riconoscerlo sia privatamente, che pubblicamente (es. in consiglio comunale). Questo però – e qui aggiungo un giudizio di valore sulla coalizione di cui anche il PRC fa parte – non mi impedisce di esprimere insoddisfazione per la proposta di programma. L’ho già commentato per esteso (il post è riferito al programma del PD, ma quello di coalizione differisce di poche righe!):
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/05/15/il-programma-elettorale-di-daria-denti-e-del-pd-di-vignola-unanalisi/

    E’ un programma che promette molto di più di quello che potrà essere fatto (lo capisce chiunque abbia un po’ di esperienza amministrativa). Ma soprattutto omette i nodi centrali: quanto ulteriore consumo di territorio per le delocalizzazioni ed il finanziamento della città pubblica? Al proposito c’è una delibera di giunta (approvata anche da te e da Daria Denti) in cui si approva il documento preliminare del PSC che dice ALTRE cose. Gli elettori meritano di sapere QUANTO territorio si vuole ancora consumare. Omettere questo “particolare” significa cercare di prenderli per il naso. E’ un programma che trovo debole anche in altre parti: (1) modello di governance (come garantire performance e qualità dei diversi servizi “esternalizzati”); (2) governo delle differenze di dotazione di servizi dei quartieri; (3) idea guida dello sviluppo economico. Non sono cose da poco. Ma lo trovo debole anche su un tema che per me (e mi sembra di capire, anche per te) è di particolare importanza: democrazia locale. Ribadisco che SU QUESTO ASPETTO la proposta più convincente è quella di Vignola Cambia. Forse non è un caso che loro a questo tema hanno dedicato un capitolo del programma. Bisognerà provare ad esplicitare questo aspetto – che cosa intendiamo.
    (3) Partito di “lotta e di governo”. Su questa forma evito il commento. Mi limito a dire che come ogni cittadino pretendo che i miei amministratori “rendano conto”. Su quello che hanno fatto personalmente, ma anche sulle scelte che hanno condiviso (o da cui invece, magari, si sono dissociati). Lascio a ciascuno usare la formula che più preferisce per descrivere il proprio impegno politico. Ribadisco che a me premono i risultati, le cose fatte. Insomma, se un albero è buono lo si vede dai frutti che dà … Anche il dibattito sul fatto che sia meglio star fuori, star dentro, stare ai margini non mi appassiona. Lo lascio ad altri. Tu hai agito. Io ho agito. Ciascuno interpretando a modo suo la via migliore per contribuire alla crescita di questa città. Posso solo augurarti buon lavoro.
    (4) Ultimissima questione. Non credo davvero che ci sia un rischio di vittoria della destra o del centrodestra a Vignola. Se da noi un rischio del genere c’è, se un rischio del genere è concreto, vuol dire davvero che la proposta del centrosinistra, dei partiti che hanno governato questa città, è davvero triste.

    Ri-Ultimissima questione. Tu non credi ai personalismi, ma il materiale elettorale del PRC parla solo di te e non della lista. Non c’è un sito web del PRC, ma un sito tuo personale, ed anche lì della lista non c’é traccia. Dunque evitiamo di nasconderci dietro a slogan ed affrontiamo la realtà per quello che è: complessa.

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    A riprova della spaccatura del PRC di Vignola si deve citare il fatto che nella lista elettorale del PRC, tra i 20 candidati al consiglio comunale, quasi nessuno è vignolese! Ulteriore riprova del fatto che la “spaccatura” … è nelle cose, è reale. Insomma, non è attribuibile all’osservatore.

  7. mauro molinari ha detto:

    un giorno ti dirò come effettivamente andarono le cose

  8. Luciano Credi ha detto:

    Romina Bertoni scrive:
    26 maggio 2009 alle 23:18:

    sostenitrice convinta dell’idea che un assessore deve essere controllato dal partito e non può quindi votare scelte che bene o male possono coinvolgerlo direttamente…

    Quindi oggi 9 marzo 2013 la dott.ssa Bertoni é contro all”idea di avere la dott.ssa Basile compagna di giunta, in quanto indipendente e non sostenuta da nessuna forza politica?

    Non voglio entrare in merito alla polemica, dico soltanto che abbiamo avuto in alcuni casi, in altri comuni, assessori con deleghe esterne che hanno fatto il proprio dovere senza particolari problemi, per esempio quello di garantire la normale attività e l’ordinaria gestione, in settori chiave dell’amministrazione.

    Comunque la Bertoni aveva già deciso leggendo queste righe con il senno di poi, che io non sarei stato assessore… Lei aveva già messo le mani avanti?… Io nel 2009 ero candidato indipendente per i comunisti italiani. Ma bisogna conoscere bene la storia, Rodotà che alcuni vogliono come presidente della repubblica, anche lui fu eletto la prima volta come candidato indipendente del PCI, questa é una prassi storica ed io non fatto nulla di anormale.

    Inoltre tengo a sottolineare che l’unica persona a prendere contatti dialettici e di cordiale amicizia, con una delle leader di Vignolanoi, dopo il ballottaggio prima della nomina degli assessori non dico chi fu.

    Io parlai del mio progetto di ricerca (discusso in ambiti internazionali-universitari) con alcuni della rifondazione di Marano alla festa di Festà, mi offrirono una grappa e mi dissero che avrebbero fatto il diavolo a quattro per metterci uno di loro. Poi li vediamo manifestare per il diritto alla casa; io dico andate a fare l’elemosina che fate più bella figura. Comunque buona notizia del 2012 non hanno fatto la festa a Festà. Forse Don Camillo si é sentito preso in giro, dato che spettano al prete di Festà certe autorizzazioni per la piazza?

    Poi perché la Bertoni é stata l’unica del PRC ad avere preso preferenze? Partito molto “democratico”!!!!!!!!!!!!!!

    La cosa più intelligente che ho sentito dire alla dott.ssa Bazzani nella campagna elettorale del 2009, é stata che a Vignola vige ancora il concetto di classismo; cioé se io sono bello come Brad Pitt e di me s’innamora ricca ereditiera, devo rifiutarla perché mi arricchirei senza fare la lotta di classe. Oppure se avessi un figlio bravo a giocare come Balotelli ed il Milan lo vorrebbe assoldare devo impedirlo perché a tutti gli altri ragazzi nati come lui, non é stato dato questa opportunità (scusate gli esempi ma mi piacerebbe discutere la tesi di dottorato nel sett. 2013, questi sono esempi tipici della letteratura picaresca di cui mi occupo).

    Dov’é la libertà in senso illuminista dell’essere umano?

    Insomma io sono per la difesa dello stato sociale(WELFARE), ma non per la stupidità.

    Io penso inoltre che la Terzi fosse un buon assessore, l’ho conosciuta nel 1997 per l’organizzazione della biblioteca, in occassione della festa della rifondazione di Vignola.

    Comunque in ogni caso io non avrei potuto essere assessore, in quanto gli impegni di dottorato all’epoca me lo impedivano.

    La Bertoni persona che al di fouri della politica stimo, e penso che come assessore al bilancio sia più competente di me, quantomeno perché perché é laureata in economia, mentre io in altre discipline, vorrei che quando parla di comunismo pensasse a Che Guevara, o a Gramsci, non a Togliatti, che per esempio per l’arte contemporanea era un conservatore, lui preferiva il fido e bravo Guttuso. Insomma se fosse stato per Togliatti non avremmo mai avuto il 1968, senza entrare nella polemica pasoliniana che il 68 non era un movimento di sinistra… o stando ai nostri giorni nei centri sociali romani di estrema destra troviamo la storia di Che Guevara, perché dicono che era uno carismatico, uno mito per i giovani, quindi non era un filo sovietico, dove la cosa essenziale era il servilismo.

    Di fronte a questi scenari politici, senza citare D’Alema che dice non siamo giovani come uno di 65 anni, dico che la Daria a Vignola avrà lunga vita politica, quantomeno per essersi accorta della caduta del muro di Berlino.

  9. Luciano Credi ha detto:

    Chiedendo sempre scusa per piccoli errori d’ortpgrafia, ora la mia prima lingua a livello scritto é il francese; aggiungo che mia nonna che adoro sebbeane sia morta era una Bertoni, Augusta Bertoni, ma io amo Augusta, per me i Bertoni non appartengono più alla mia famiglia, ma più, ma più, ma più!!! Quantomeno Lorenzo Credi era amico di Leonardo da Vinci, io io i Bertoni non li conosco.
    Comunque sta di fatto che la sera in cui FESTEGGIAMMO la vittoria con ospite d’onore Chiara Smeraldi, il marito della Bertoni era a chiacchierare amibilmente con Gozzoli, ti ricordi Molinari c’eri anche tu in piazza?

    Poi io che ho fatto una tesi di laurea con il padre dell’assistente di Marco Biagi, sulla psicologia della guerra, sulla resistenza qualcuno mi ha chiamato a parlare di questo per i 25 aprile vignolesi? Oggi ho letto su internet di Villa Martuzzi… ma a proposito si sa tutto quello che si dice o la cosa é più complicata?

    Mio zio collaboratore (potrei dimostrarlo in tribunale) di Armando Ricci, mio nonno materno reduce dei campi di concentramenti tedeschi, io a proposito saprei tante cose invece bisogna lasciare posto al marito della Bertoni, per i 25 aprile, ottimo psicologo, ma pessimo politico. Io invece per gli italiani grande malato ma ottimo politico, per i medici francesi invece, sono solo una persona sana che ha vissuto in ambienti di merda-antimeritocratici=VIGNOLA.

    Comunque ho deciso di farmi infinocchiare fisicamente, per adoperare lo slang di Paltrinieri, fa meno male che vedere certa gente… al limite potrei accettare di fare lo speen doctor della Daria, a patto che non mi veda certa gente di Vignolanoi; comunque vorrei dire ad Andrea che la Daria di fronte a certa gente non è il diavolo, quantomeno per la sua storia personale di persona culturalmente socialista non è stalinista, cosa che ormai non lo è più nessuno, ma a Vignola l’armata rossa colpisce ancora.

    Piccolo pettegolezzo a Barbezieux c’è chi parla della dualità Daria e Bertoni, ed a proposito io non ho messo la pulce all’oreccho a nessuno, al limite avevo sentito soltanto qualche piccola indiscrezione da Montieri nel 2009 che non ho riferito in Francia.

    Se fosse vero questa é una cosa che fa onore alla Daria.

    Quello che vorrei dire a persone di grande umanità come la Bertoni e suo marito, che ringrazio fraternamente per essere venuti in ospedale a trovare mia sorella dopo incidente nel 2007, io ero a Montpellier e non seppi nulla, che l’amore verso il prossimo é più importante che l’adesione ad un progetto politico.

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