Verde pubblico e servizi di quartiere: occorre un “patto” tra residenti e amministrazione comunale

La situazione dei parchi pubblici di Vignola merita una riflessione. Per due motivi. Innanzitutto perché la qualificazione del verde pubblico era uno dei punti del programma del sindaco Roberto Adani nella legislatura 2004-2009. Io ne conservo una copia (immagino di essere uno dei pochissimi e, d’altro canto, non risulta accessibile da nessuna parte, né sul sito web dell’amministrazione comunale, né su quello del PD – singolare “trasparenza”). Ma anche perché ci consente di avviare una riflessione sui “quartieri” di Vignola, ovvero sulla dotazione di infrastrutture e servizi delle diverse aree del territorio cittadino. Più precisamente sulla loro differente dotazione di infrastrutture e servizi. Un tema che, fino ad oggi, è stato affrontato in modo troppo superficiale e con proclami troppo generici nel corso di questa campagna elettorale. Invece i cittadini, gli elettori – specie quelli dei quartieri “di periferia” – farebbero bene a pretendere pronunciamenti più precisi dai diversi candidati.

Panchina nel parco "Giardino d'Europa", nella zona Tunnel (foto 12 maggio 2009)

Panchina nel parco "Giardino d'Europa", nella zona Tunnel (foto 12 maggio 2009)

[1] Partiamo dalla situazione dei parchi. Vediamo cosa dice il programma del sindaco Adani per la legislatura 2004-2009. A pagina 10 afferma: “Il verde urbano rappresenta un elemento fondamentale della qualità urbana. (…) La bellezza con cui Vignola è percepita, sia da chi la visita che da chi la abita, dipende in buona parte dalla qualità del verde.” Si parla del recupero di zone di bosco e del “parco del gessiere” (il Parco dei Nuovi nati – a proposito: il Comune di Vignola è uno dei tanti comuni che non provvede a piantare un albero ogni nato, come previsto invece dalla legge n. 113/1992: vedi). Dopo prosegue introducendo il tema di un grande parco urbano a ridosso del centro storico – progetto importante ed anche condivisibile, ma per il quale è assolutamente spropositata la previsione di spesa di 3,5 milioni di euro (mentre occorre ancora trovare la copertura finanziaria del nuovo polo scolastico: 15-20 milioni di euro la spesa stimata, di cui circa il 10% coperta tramite tassa di scopo). Si parla, infine, per le aree verdi urbane, di riproporre il modello del Parco dei sogni (un parco di grande qualità, ma di piccole dimensioni, realizzato in via della Pace e costato 150.000 euro), annunciando già per il 2004 due nuovi interventi: due nuovi parchi gioco nelle vicinanze delle scuole elementari I.Calvino (a Brodano) e A.Moro (quartiere Vescovada). “Il parco dei sogni, dunque, non resterà un modello isolato, ma in tutti i quartieri di Vignola i bambini troveranno un luogo protetto ed accogliente in cui giocare, crescere e divertirsi insieme.” (Relazione programmatica 2004, p.45) Ed anche: “Vignola vuole soprattutto essere la città dei bambini e delle bambine e in questo contesto giocano un ruolo fondamentale gli spazi verdi di quartiere in cui giocare” (p.10 del Programma di legislatura 2004-2009).

Il parco di Piazza Maestri del Lavoro (presso l'edicola di Brodano): notare il livello di pulizia (foto del 12 maggio 2009)

Il parco di Piazza Maestri del Lavoro (presso l'edicola di Brodano): notare il livello di pulizia (foto del 12 maggio 2009)

In effetti nell’anno scolastico 2003/2004 i bambini di quattro classi di elementari parteciparono ad un progetto, coordinato dallo Studio BES di Modena (vedi), per progettare il verde pubblico vicino alla scuola: appunto alle scuole I.Calvino e A.Moro. Il primo di queste riqualificazioni di verde pubblico già esistente vide l’inizio dei lavori nel 2004 e venne inaugurato nella primavera 2006: il Parco degli gnomi, adiacente alla scuola elementare I.Calvino a Brodano. Nei cinque anni della legislatura 2004-2009, dunque, i parchi pubblici riqualificati risultano essere tre – al di sotto dell’impegno di (almeno) un parco all’anno che l’amministrazione si era data. Si tratta, precisamente, del Parco degli gnomi (a Brodano) inaugurato nel maggio 2006 (ma frutto di un intervento finanziato nella precedente legislatura), del nuovo Parco San Giuseppe presso la biblioteca (finanziato dalla Fondazione di Vignola ed inaugurato nel maggio 2008) e del Parco di via Cimarosa (adiacente alla scuola elementare A.Moro), anch’esso inaugurato nella primavera 2008. Tre parchi in cinque anni (di cui solo due con risorse dell’amministrazione) non sono tanti, anzi sono pochi (in realtà ci sarebbe anche l’intervento del parco di via I.Nievo, sempre a Brodano, ma non se n’è accorto nessuno!). Soprattutto considerando qual è la situazione del verde pubblico di Vignola.

La rete da pallavolo nel Parco Berlinguer, in via Ragazzi del '99: un cavetto d'acciaio!

La rete da pallavolo nel Parco Berlinguer, in via Ragazzi del '99: un cavetto d'acciaio! (foto del 12 maggio 2009)

Un verde pubblico che ha bisogno di più manutenzione ordinaria (ma costa), di più manutenzione straordinaria (ma costa) e di più interventi di riqualificazione (e costa tanto). Si vorrebbe vedere smentito il detto di Flaiano: “L’Italia è paese di inaugurazioni, non di manutenzioni!” Ed invece qualche corrispondenza con la realtà vignolese purtroppo c’é. Lo testimonia la realtà di oggi. Lo conferma un documento prodotto nel marzo 2006 dall’allora gruppo consiliare DS (con foto realizzate dal consigliere Ilian Tarozzi, coordinamento generale realizzato da me, in qualità di capogruppo). E’ una rassegna dello stato di 17 parchi vignolesi, alcuni in situazione di abbandono e di forte degrado (ecco il documento in pdf). L’intento era quello di spingere l’amministrazione comunale ad un intervento più deciso. Qualche risultato lo si è ottenuto: una maggior spesa nella manutenzione ordinaria (dal 2007 un miglioramento si vede). La redazione del Masterplan del verde pubblico (vedi). Ma sono ancora troppi i parchi pubblici, in centro (es. Parco di via Matteotti), ma soprattutto nei quartieri di periferia, che necessitano di interventi di riqualificazione. Qualsiasi cittadino che si prendesse la briga di visitarli tutti potrebbe constatarlo con facilità (controllate anche lo stato delle “fontanelle”: vedi).

Il parco di Pratomavore: c'é un problema di drenaggio dell'acqua piovana! (foto del 9 maggio 2009)

Il parco di Pratomavore: c'é un problema di drenaggio dell'acqua piovana! (foto del 9 maggio 2009)

[2] La situazione dei parchi pubblici di via Venturina, di via Ragazzi del 99 (parco E.Berlinguer), di Piazza Maestri del lavoro (la piazza dell’edicola di Brodano), del parco “Nuovi Nati” ed altri ancora, testimonia dell’esigenza di rivedere i meccanismi di “governo” del rapporto tra amministrazione e quartieri. E’ un tema che è risultato evidente a seguito delle “camminate di quartiere” promosse dal gruppo consiliare DS nell’autunno 2005 (vedi). Chi vive nei quartieri periferici, chi li frequenta, vede chiaramente l’esigenza di dotarli di maggiori servizi ed opportunità, insomma di più infrastrutture per la qualità della vita. C’è un problema di dotazione di esercizi commerciali (non facile da governare). Ma c’è anche un problema di dotazione (minima) di infrastrutture e servizi. Di verde pubblico, ma non solo. Anche di impianti sportivi (che pure ci sono, ma hanno bisogno di manutenzione puntuale: andate a vedere il campo di pallavolo presso il parco E.Berlinguer in via Ragazzi del ’99, oppure il campetto da basket in Piazza Maestri del Lavoro – un parco che confluirà nella nuova area verde di via di Mezzo: vedi). Il Masterplan del verde pubblico (è della fine del 2007: vedi) definisce una prospettiva di grande interesse: una diversificazione delle aree verdi rispetto all’utenza-target ed una rete di collegamenti pedonali e ciclabili che ne facciano un vero “sistema”. Ma il lavoro prefigurato dal Masterplan attende ancora di essere iniziato! E soprattutto richiede l’istituzione di un diverso meccanismo di governance.

Parco di via Rimini (Pratomavore): erba alta 50-60 cm il 9 maggio 2009

Parco di via Rimini (Pratomavore): erba alta 50-60 cm il 9 maggio 2009

Occorre infatti da un lato un meccanismo di vincolo dell’amministrazione comunale rispetto agli impegni presi (tra l’altro: senza un’azione decisa del gruppo consiliare allora DS il parco di via Cimarosa non sarebbe stato realizzato). Dall’altro un meccanismo di mobilitazione di energie locali, di quartiere, per il controllo, la piccola manutenzione, l’animazione. Edoardo, nel commentare il post su Villa Braglia e la sua nuova piazza (vedi), centra in pieno il punto: “ogni quartiere nel nuovo piano del prossimo mandato dovrebbe avere il suo centro di riferimento, con inteventi urbanistici molto mirati e concordati con gli abitanti. Il futuro sindaco dovra andarci a passeggiare e parlare con la gente nei quartieri, di stare in giro per intere giornate.” Portare gli amministratori sul territorio è quanto abbiamo provato a fare con le “camminate di quartiere” nell’autunno 2005 (vedi; unico rammarico: non essere riusciti a replicarle).

Parco di Pratomavore: da un pezzo è sparito il tavolo! (foto del 9 maggio 2009)

Parco di Pratomavore: da un pezzo è sparito il tavolo! (foto del 9 maggio 2009)

Oggi, chi si propone come candidato a sindaco, ha il dovere di presentare, quartiere per quartiere, la dotazione minima di servizi che si impegna a realizzare nella prossima legislatura. Se la distinzione tra centro e periferia è inevitabile anche nella realtà di Vignola, questo non significa che i quartieri di periferia debbano configurarsi come quartieri in progressivo degrado o come “quartieri dormitorio”. Anzi. Se il centro urbano è il centro di tutti – e per questo è legittimo investirvi proporzionalmente di più – occorre anche riconoscere che l’innalzamento della qualità della vita nei quartieri di periferia è un obiettivo fondamentale. E per perseguirlo occorre usare lo strumento del “patto”, ovvero di un impegno reciproco tra amministrazione e comunità di quartiere. Quest’ultima impegnata in attività di animazione, controllo e manutenzione. La prima nella realizzazione di un programma di interventi infrastrutturali di legislatura rivolto specificamente al singolo quartiere. Occorre cioè mettere in campo un percorso partecipato di analisi dei bisogni e di definizione delle priorità, quartiere per quartiere. Occorre che da quest’analisi discenda un programma di intervento condiviso dal quartiere. Ed occorre che i cittadini del quartiere, riuniti in comitato, in associazione, verifichino periodicamente l’avanzamento dei lavori con l’amministrazione comunale. Solo questo è un modello di governance all’altezza delle sfide del governo di un territorio articolato come quello vignolese! Solo questo consente di superare quell’impressione di una distinzione – tra cittadini di serie A e cittadini di serie B – ancora oggi presente tra gli abitanti di questa città!

Il Parco degli gnomi a Brodano: inaugurato nel 2006 ha già bisogno di pesante manutenzione (foto del 12 maggio 2009)

Il Parco degli gnomi a Brodano: inaugurato nel 2006 ha già bisogno di pesante manutenzione (foto del 12 maggio 2009)

3 Responses to Verde pubblico e servizi di quartiere: occorre un “patto” tra residenti e amministrazione comunale

  1. Pina ha detto:

    Gentilissimo Dott. Paltrinieri sono originaria del Sud e residente a Vignola da 10 anni.
    Inutile specificare che mi sono trasferita al Nord al conseguimento della Laurea per trovare un lavoro e mettere su famiglia.
    Vignola mi ha dato tanto, un lavoro in primis, poi una casa e una vita familiare felice.
    In 10 anni ho assistito a grandi cambiamenti politici, economici e sociali.
    Chi viene dal Sud ha grandi aspettative, pensa di trovare come si suol dire l’America, ma non è così. La vita di tutti i giorni ti impone dei sacrifici e delle scelte difficili ma la responsabilità morale che si ha nei confronti dei figli ti impone di chinare la testa, di assistere e subire anche delle ingiustizie.
    E’ con orgoglio e ammirazione che leggo il suo blog; la sua analisi attenta e imparziale della realtà locale mi da ogni giorno la forza di andare avanti, di capire che non tutto o tutti è marcio ma che ci sono ancora delle brave persone che lottano per quello che credono ma soprattutto lottano con fatti e parole per assicurare un futuro migliore non solo ai suoi figli ma anche a quelli degli altri.
    La mia onestà intellettuale e morale mi impone di sottolineare la mia diversità di appartenenza politica, mi colloco infatti nell’area di destra.
    Ma mi piace credere, e lei ci riesce magnificamente, che nella vita di ogni giorno non importa essere di destra o di sinistra ma importa lottare per quello che si reputa giusto, credere nei valori ma soprattutto battersi affiche’ vignola resti quella che ho conosciuta 10 anni fa.

  2. giordano ha detto:

    costruire nuovi parchi a Vignola ? guardate le condizioni di questo parco a Vignola(-NO -COMMENT) lasciatemi un indirizzo e mail così che possa inviare un video sulla condizione dei parchi a vignola

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