Il programma elettorale di Daria Denti e del PD di Vignola. Un’analisi

I progetti per la Vignola del futuro – ovvero un programma di legislatura. E’ bene guardarci dentro. E’ bene perderci un po’ di tempo. Leggere, riflettere, confrontare. Immagino non siano in tantissimi quelli che lo fanno. Ma la posta in gioco è troppo importante. Dopo aver commentato altre proposte, vorrei analizzare il programma elettorale del PD di Vignola. Partito al governo di questa città da tempo e dunque anche meglio attrezzato (almeno in termini di informazioni), rispetto ad altre forze politiche, per definire le linee di sviluppo della Vignola del futuro. Facciamo un’esercizio di lettura. Ci concentriamo sul programma del PD anziché su quello della coalizione, visto che quest’ultimo aggiunge assai poco al primo – solo poche righe e non sulle questioni di maggior rilievo.
[1] Che dire? 19 pagine di programma. Diventano 24 nella versione “di coalizione”, ma essenzialmente per una diversa impaginazione e per il recupero di alcune pagine dimenticate nel programma originariamente presentato come PD (si tratta di 4 pagine dedicate rispettivamente a: giovani, anziani, rapporto con i cittadini, Unione Terre di Castelli). Ma un programma essenzialmente per punti, dove si toccano tanti punti, ma non tutti. Come vedremo, di alcuni temi, pur assai rilevanti per la città ed il suo futuro, non si fa menzione. Anzi, colpisce, in chi ha consapevolezza dei temi che l’amministrazione uscente lascia sul tavolo, più quello che non c’è che quello che c’é. E dire che c’è davvero tanto. Ma prima di guardare ai contenuti guardiamo alla forma. Si percepisce la mano attenta, nel correggere e perfezionare, dell’addetto del marketing. Linguaggio diretto, deciso. Ecco l’incipit: “Nel DNA del nostro partito c’è la politica del fare. Siamo un partito che ha il coraggio di promettere cose concrete e di impegnarsi a realizzarle.” Subito dopo l’affermazione del “coinvolgimento” dei cittadini come principio cardine dell’amministrare. Quindi l’impegno a “rendere conto ai Vignolesi”. In modo ricorrente viene affermato l’orgoglio di chi ha già fatto tanto (es. a p.6: “sulla sanità possiamo dire con orgoglio che abbiamo migliorato la situazione vignolese …”). Non male. Sulla modalità di confezionamento si fa indubbiamente una gran figura.

A cosa serve un programma elettorale? Risponde questa vignetta di Altan (da La Repubblica, 30 agosto 2007)

A cosa serve un programma elettorale? Risponde questa vignetta di Altan (da La Repubblica, 30 agosto 2007)

[2] Dopo averlo letto tutto, però, saltano agli occhi tre aspetti. Il primo. La mole degli impegni non è assolutamente commisurata alle risorse su cui plausibilmente l’amministrazione comunale potrà far conto nella prossima legislatura. Facile prevedere che tale programma potrà essere realizzato solo in misura inferiore al 50%. Per una ragione molto semplice. Non ci sono le risorse. Specifichiamo. A fine 2009 parte un nuovo asilo nido realizzato in project financing. Opera importante, ma che aggiunge circa 200mila euro all’anno di spesa corrente. Si consideri inoltre gli effetti della crisi economica in atto e che avrà ripercussioni per tutto il 2009 e, probabilmente, anche per il 2010. Significa un aumento della spesa per il sociale ed una riduzione delle entrate dovute all’addizionale Irpef. Basta questo per cogliere gli elementi di criticità del finanziamento della spesa corrente. Plausibile ritenere che per aggiungere nuove voci di spesa, significative, occorre ristrutturare pesantemente la spesa attuale. Dunque tagliare da una parte per far crescere altre voci di spesa. Però non si dice dove. Si illustra semplicemente un’elenco sterminato di cose in più. Sarebbe interessante sapere come si finanzia tutto ciò. Questo è il primo quesito che sorge alla lettura e che fa dubitare dell’affermazione: “Non prometto ciò che non posso mantenere” – uno degli slogan del candidato a sindaco Daria Denti. Ma aspettiamo conferme. Il secondo aspetto che colpisce è che molti “obiettivi” sono formulati in modo tale da essere difficilmente verificabili. Dunque difficilmente rendicontabili in modo oggettivo. Facciamo un esempio. Un conto è parlare di “potenziamento” di un programma (anche un +1% delle risorse stanziate consente di ritenere centrato l’obiettivo), un conto è affermare lo stanziamento di una cifra precisa (es. 1 milione di euro per il marketing delle produzioni agricole tipiche) od impegnarsi a raddoppiare le risorse oggi a bilancio su una specifica voce di spesa. Di questi impegni precisi sull’allocazione delle risorse non c’è traccia. Un terzo aspetto che ne consegue è che non è chiaro quali sono i programmi davvero prioritari. Tutto sembra avere lo stesso valore: “realizzare servizi igienici pubblici presidiati” sembra avere la stessa importanza di un “nuovo Progetto Ciliegio” e del Parco scientifico della Sipe. Non è esplicitata la visione del futuro della città con i nodi critici e gli assi programmatici fondamentali, quelli che consentirebbero (consentiranno) di dare priorità nell’allocazione di risorse e di attenzione ai punti davvero fondamentali, quelli che lasciano il segno di una legislatura.

Sull'ex-mercato ci sono già studi di fattibilità, ma il tema della riqualificazione è trattato in modo generico: quali gli ingredienti? Per farci che cosa?

Sull'ex-mercato ci sono già studi di fattibilità, ma il tema della riqualificazione è trattato in modo generico: quali gli ingredienti? Per farci che cosa?

[3] Ma sin qui siamo ancora ai dettagli. Veniamo alle cose importanti che ci sono. L’impegno a continuare il lavoro sin qui fatto dall’amministrazione Adani in termini di sostegno alla qualità della scuola e di garanzia di un’adeguata edilizia scolastica. La sottolineatura sia dell’eredità positiva ricevuta in tema di sicurezza, sia dell’impegno a proseguire ulteriormente su questo fronte d’azione (interessante, a p.4, l’impegno a definire “Piani Operativi Integrati” nei diversi quartieri della città – sulla sicurezza, infatti, occorre un approccio sistematico; anche se, occorre ricordare, il progetto complessivo “Vignola città sicura” risale al 2000 e da allora non è più stato aggiornato!). Il riconoscimento dell’importanza dell’associazionismo e, tra questo, di quello sportivo, con proposte importanti come un tavolo tecnico per lo sport, un cartellone unico delle manifestazioni sportive, la festa dello sport in città, il legare la promozione della città ai gruppi sportivi. Il riconoscimento del valore della campagna, seppur nell’incertezza circa la disponibilità di leve davvero efficaci per invertire un trend di progressivo declino (da accogliere positivamente, al proposito, la proposta di istituire presso l’Unione Terre di Castelli il “Servizio Agricoltura”, chiedendo a Provincia e Regione di trasferire le deleghe in materia e relative risorse). L’affermazione dell’importanza di politiche ambientali e della loro coniugazione ed integrazione con le politiche di sviluppo economico. Lo “stop a nuove aree di espansione edilizia” (p.13) ed una più forte attenzione alla tutela del territorio. Ed altro ancora … anche se non sempre nella disponibilità dell’amministrazione comunale, come quando si parla di sanità – sia perché si tratta pur sempre di un’altra azienda, sia perché anche in quell’ambito c’è un problema di risorse finanziarie (ad oggi il governo ha previsto “crescita zero” nel 2010 per le risorse del Fondo Sanitario Nazionale!).

Stop al consumo di territorio? Sì, ma il diavolo sta nei dettagli. Occorre dunque parlare chiaro

Stop al consumo di territorio? Sì, ma il diavolo sta nei dettagli. Occorre dunque parlare chiaro

[4] Ma è forse ancora più significativo quello che non c’è, quello che manca, che non viene detto. Partiamo proprio dallo “stop a nuove aree di espansione edilizia”. Purtroppo non è così. Il documento preliminare del PSC approvato dalla giunta dell’Unione e dalla giunta di ogni singolo comune (l’assessore Denti ne fa parte) è meno perentorio. Dice infatti: “basta consumare territorio”! Ma aggiunge subito dopo “ad eccezione di quello che serve per le delocalizzazioni e per il finanziamento della città pubblica”. E’ sulla seconda parte della frase che occorre intendersi e che, purtroppo, né il programma del PD, né quello della coalizione precisa. Che cosa esattamente si intende? Quali aree si intende delocalizzare? “Quanta” città pubblica si intende finanziare con il consumo di ulteriore territorio? Sappiamo che il nuovo Polo scolastico (vedi) avrà un costo compreso tra 15 e 20 milioni di euro (circa 2-3 volte la spesa annuale per investimenti del Comune di Vignola). Il Polo della sicurezza richiede ugualmente risorse significative. Per il parco “Città dei bambini e delle bambine” è prevista una spesa di 3,5 milioni di euro. Vogliamo anche continuare ad asfaltare le strade? A rifare i marciapiedi? Questi sono temi maledettamente concreti che però il programma del PD (e della coalizione) evita di affrontare in dettaglio. Non una parola. Non una stima sulla quantità di risorse che si ritengono necessarie per finanziare “la città pubblica”. Non una indicazione sulla “città pubblica” che si intende finanziare grazie al PSC! Ma questi non sono dettagli di poco conto. C’è differenza (in termini di consumo di territorio) tra l’avere in mente di reperire risorse per 5 milioni di euro o, invece, per 50! Quanti accordi di pianificazione con i privati, ad esempio? Per farci che cosa? Per quante risorse? Possibile che il PD (e l’intera coalizione) non sia in grado di dire nulla di più preciso? Una precisazione risulterebbe gradita (anche se l’aver evitato il tema nel programma non è certo di buon auspicio). Si espliciti la “cura” che si intende somministrare alla città nei prossimi anni.
[5] Manca dell’altro, però. Innanzitutto sul tema del rapporto tra auto e città. Oggi sappiamo che a Vignola vi sono 5 automobili circolanti per ogni “bambino” (minore di 14 anni). Le automobili sono le vere padrone delle città, anche della nostra. Per recuperare spazio e qualità della vita c’è bisogno di ridurne la presenza. C’é bisogno di orchestrare, dal punto di vista spaziale e temporale, una serie di interventi: nuovi parcheggi (a servizio del centro ed in periferia), zone di sosta a pagamento in prossimità del centro, liberazione dalle auto di alcune aree (es. Piazza Carducci? Ecc.), servizi di trasporto pubblico, più biciclette per gli spostamenti urbani (vedi). Purtroppo il programma del PD non propone un disegno organico di questi interventi. Gli impegni presi sono generici: “identificheremo aree dedicate a parcheggio a lunga sosta con un sistema di viabilità alternativa per raggiungere agevolmente il centro” (quali aree? quale dotazione aggiuntiva di posti auto? parcheggi a pagamento?). Ed anche: “riorganizzeremo la sosta per i residenti in centro storico” (ancora più generico! Riorganizzazione, come?). Quale disegno si vuole perseguire nei prossimi 5 anni? Si ha in mente una pedonalizzazione (di almeno parte) del centro storico? Ed i parcheggi necessari per farlo offrendo un’alternativa all’auto “sotto casa” dove collocarli? Bastano quelli che potranno essere ricavati, sotto terra, nella zona dell’ex-mercato ortofrutticolo? Difficile pensarlo. Da chi si è impegnato per anni nella riqualificazione della città e da chi ha iniziato, nel 2006, lo studio di un nuovo piano della sosta (poi abbandonato) ci si aspettava di più. E soprattutto maggiore precisione.

La situazione dei parchi di periferia segnala l'esigenza di nuovi strumenti di governo della dotazione di servizi per i quartieri

La situazione dei parchi di periferia segnala l'esigenza di nuovi strumenti di governo della dotazione di servizi per i quartieri

[6] Manca anche una visione di come governare in modo organico una città segnata ancora oggi dalla distinzione tra centro e periferia. Non che sia un tratto distintivo della sola Vignola. Anzi. Ma anche Vignola partecipa ed ha in sé queste differenze territoriali. Tra un centro storico e centro urbano cuore dei servizi e delle opportunità ed invece quartieri di “periferia” non adeguatamente forniti di infrastrutture e servizi. Vogliamo parlare del quartiere Vescovada o di Pratomavore (magari tra via Ravenna, via Rimini ed aree limitrofe)? Vogliamo fare un giro per i parchi pubblici di periferia (vedi)? La proposta di nuovi interventi va nella giusta direzione, ma non è sufficiente. Bene la proposta di “agevolazioni per insediamenti che favoriscano la vitalità dei quartieri, per evitare che a Vignola ci siano quartieri dormitorio” (p.5), ma è un po’ generica. Occorre in primo luogo innovare gli strumenti del governo delle differenze territoriali della città. Occorre esplicitare, all’inizio della legislatura, la dotazione aggiuntiva di servizi ed infrastrutture che si vuole garantire quartiere per quartiere nel corso della legislatura. Occorre produrre un piano degli investimenti e delle opere pubbliche articolato per quartieri. E sulla base di ciò andare ad istituire un “patto di quartiere”, con un duplice obiettivo. Fissare gli impegni dell’ente locale. Fissare al tempo stesso gli impegni della “comunità di quartiere” e delle aggregazioni sociali ed economiche che ne fanno parte. Non basta, dunque, la promozione di “comitati di quartiere” per l’animazione e gli eventi ricreativi e culturali. Questo è metà del compito. Occorre attivare “comitati di quartiere” quali organismi, seppur informali, a valenza democratico-partecipativa, che mobilitano energie sociali sul territorio, ma che svolgano anche una funzione di negoziazione e controllo rispetto all’amministrazione comunale per gli interventi di sua competenza, da programmare nell’arco del quinquennio (quali parchi riqualificare, quali dotazioni sportive, quali insediamenti di servizi, possibilmente un “centro civico di quartiere”, ecc.). Quante risorse in un territorio, quante in un altro.
[7] In tutto il programma del PD (e della coalizione) non c’è un paragrafo dedicato al tema dell’integrazione dei cittadini stranieri. Presenza non citata, neppure evocata, eppure sono oggi il 14% della popolazione residente. Tutto quello che dice il programma al proposito non occupa neppure una riga! Si parla solo di “intercultura” nella scuola (p.2) e di “educazione alla legalità” per i cittadini stranieri (p.4). Troppo poco. Sappiamo di dover fronteggiare una sfida importante. Una sfida giocata oggi non solo per dare a tutti uguali opportunità, ma anche per evitare gravi fenomeni di disagio o devianza domani. C’è il tema di offrire alle “seconde generazioni” uguali chances rispetto ai coetanei italiani. Oggi non è così, vista la “segregazione” scolastica. Che prefigura una “segregazione” occupazionale domani. C’è un tema di “formazione alla cittadinanza” (diritti e doveri) di ogni nuovo straniero che si insedia sul nostro territorio – secondo la bella formula di “Vignola città cantiere … di cittadinanza”. C’è un tema di autonomia – dalla mobilità, sino alla formazione linguistica, sino al lavoro – delle donne straniere, specie di area maghrebina (unico antidoto serio al rischio cronico di povertà e dunque dipendenza dall’aiuto pubblico). C’è il tema di trovare una funzione più mirata al Forum dei cittadini stranieri – oggi un po’ troppo “associazione culturale”, anziché luogo di elaborazione e di confronto (possibilmente ancora più allargato) sui temi della convivenza e delle politiche di accoglienza ed integrazione.

Serve più coraggio sulla partecipazione vera, efficace dei cittadini alle decisioni importanti della città e dei quartieri

Serve più coraggio sulla partecipazione vera, efficace dei cittadini alle decisioni importanti della città e dei quartieri

[8] Manca, infine, un ragionamento compiuto (e minimamente sofisticato) sulla democrazia locale. Sulla rivitalizzazione della partecipazione, del coinvolgimento, dell’assunzione di decisioni nel modo più informato e condiviso possibile. Non c’è bisogno di scomodare formule come democrazia partecipativa o democrazia deliberativa (che peraltro non si usano), che pure si riferiscono ad esperienze da guardare con attenzione. Su questo tema non esistono ricette preconfezionate che funzionino. Ma si deve leggere la tensione a produrre qualcosa di significativo anche con i cittadini, non solo per loro. Non basta parlare di “costruire una programmazione il più possibile “partecipata” degli eventi” culturali (p.9) – formula, tra l’altro, che dice poco (ed è in effetti il residuo della proposta assai più precisa e forte di Piani di Zona per la Cultura condotti in modo partecipativo, contenuta nell’originaria proposta di programma). Anche perché l’ambito centrale, quello decisivo per la qualità della vita dei cittadini riguarda semmai i grandi progetti sulla città, quelli che spostano per davvero le risorse (strade accessibili per i disabili o un parco da 3,5 milioni di euro?) Riguarda la pianificazione territoriale – un fronte su cui, non c’è alcuna proposta concreta. Come coinvolgere i cittadini nella “progettazione” della loro città? E’ il tema di un PSC partecipato (di cui non si dice nulla).Ed il “bilancio partecipativo” è un’idea da riprendere o lasciar cadere per sempre? Non si tratta solo dell’importanza di “piani operativi” (p.11) con le associazioni. Occorre un’idea di democrazia locale che, pur facendo leva sulle realtà associative, si rivolga ad ogni cittadino. Questa sfida ambiziosa non si coglie nel programma!
Queste “assenze” non sono trascurabili. Non sono solo il frutto della mancanza di attenzione all’uno od all’altro aspetto. Sembrano piuttosto il sintomo di una scarsa capacità di visione d’insieme e, forse, soprattutto della mancanza di un’anima del programma. Di un’impronta personale. Per usare un termine non nuovo su questo blog: di “intelligenza emotiva”. In ogni caso, non sarebbe male avere come risposta a questa sollecitazione qualche impegno più preciso, più concreto, più misurabile. E sul consumo di territorio, una parola di chiarezza.

PS Sul “rendere conto” bisognerebbe pure dire qualcosa, visto che per tutta questa legislatura i gruppi consiliari di maggioranza hanno chiesto un salto di qualità. Che però non si è avuto (vedi)! Comunque, ecco qui la versione integrale del programma del PD (vedi) e del programma della coalizione (vedi). Buona lettura.

6 Responses to Il programma elettorale di Daria Denti e del PD di Vignola. Un’analisi

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Una precisazione. Sono stato coordinatore del forum del PD su scuola e cultura per l’elaborazione della relativa porzione di programma. Quattro incontri. E’ stato il forum più partecipato. Ha prodotto un lavoro significativo. Dopo le mie dimissioni, il 18 aprile, altri hanno estratto alcuni punti e li hanno inseriti nel programma definitivo. Qualche punto si è perso, ma non è questo il problema. Il problema è che è mancata una regia complessiva e questo ha fatto sì che venissero a mancare alcuni pezzi importanti. Della mancanza di un capitolo sull’integrazione dei cittadini stranieri ho già detto. Manca anche un capitolo dedicato alle politiche per la famiglia. Cosa che allora avevo segnalato per e-mail al segretario del PD di Vignola – senza però ottenere attenzione. Ma i punti più deboli, come ho cercato di argomentare, sono altri. (1) Sviluppo edilizio della città: bisogna avere il coraggio di parlare chiaro. Se si vuole costruire per delocalizzare attività produttive oggi inserite nel tessuto urbano o per “finanziare la città pubblica” lo si deve dire. (2) Sul governo di una crescita omogenea della città e dei suoi quartieri occorrono idee più avanzate ed impegnative. (3) Anche sullo sviluppo economico bisogna aver più chiare le priorità. Non ci sono le risorse per fare tutto, dunque occorre scegliere dove indirizzare il grosso delle risorse, affinché queste azioni abbiano un impatto significativo. Economia del turismo? della cultura? agricoltura? meccanica avanzata? industria “verde”? Manca una definizione chiara delle priorità, delle linee portanti su cui si vuole indirizzare il futuro della città.

  2. Paolo ha detto:

    Sabato pomeriggio, in attesa dell’on.Bersani, la candidata Denti è intervenuta dicendo, fra l’altro, con una certa acredine, che non sono alleati del PD coloro che, provenendo dal vecchio PCI, poi dal direttivo locale del PD,e con incarichi pubblici, ora lo criticano sulla democrazia e sulla trasparenza, pur avendo votato, e dunque condiviso, tutte le decisioni, le delibere, le scelte, le procedure,..ecc…di questi anni. Oppure, dato che c’era, dormiva? Questo è il senso dell’intervento…Non c’era bisogno di indicare nome e cognome del politico locale a cui la sig.ra Denti si riferiva…tanto era evidente. Lsciamo perdere le beghe interne al PD o i dissapori nella maggioranza consiliare o esecutiva. Non ci interessano. Lasciamo stare anche il tono più rancoroso che politico della candidata Denti, anche se sorprende che alla vigilia di un difficile turno elettorale, che potrebbe recare la sorpresa del ballottaggio, la candidata PD si scagli contro un semplice iscritto che non ha presentato nè appoggia altre liste elettorali, anzichè criticare candidati – e ce ne sarebbero da criticare!!- delle liste concorrenti..Dilettantismo politico? O timore di una qualche fronda interna? La questione non ci appassiona.
    A parte tutto questo, e pur essendo io del tutto estraneo agli ambienti politici, credo che ci sia comunque del vero nelle affermazioni della sig.ra Daria: dov’era l’ipercritico (ora)Paltrinieri quando si decideva la cementificazione di Vignola, anche con il suo voto favorevole? Quando si decidevano tante questioni, che ora critica, con il suo assenso?
    Chi era presente al Consiglio di qualche settimana fa-ad esempio- che doveva decidere la colata di cemento sull’area SIPE, riferisce che anche Paltrinieri abbia alzato la sua brava manina, come uno scolaretto disciplinato….E allora?
    (Il tono non è nè rancoroso nè ‘politico’…è così…come mi è venuto…da uomo della strada…)

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Paolo, diversamente da Daria Denti che non si è mai esposta nelle decisioni difficili, il sottoscritto ha preso posizione, di volta in volta, provando a cercare di interpretare al meglio l’interesse della collettività, l’interesse della città. Prendiamo l’esempio che tu citi, quello del “progetto SIPE”. Nella proposta originaria, messa in discussione all’interno del comitato direttivo del PD all’inizio del 2008, la proposta era di un’area commerciale di 17.800 mq. Io, assieme a Francesco Galli e pochi altri abbiamo criticato quella proposta. Francesco in modo più radicale, vedi:
    https://amarevignola.wordpress.com/2008/05/28/sullex-sipe-considerazioni-di-francesco-galli/
    Io rilevando che la pianificazione provinciale solo due anni prima aveva stimato il fabbisogno di “grande distribuzione” sul distretto della valle del Panaro in modo significativamente inferiore e che non era, dunque, sostenibile pubblicamente una proposta al rialzo, se non altro perché avrebbe dato l’idea che la “pianificazione”, anziché rispondere agli interessi collettivi, seguiva la convenienza del privato:
    https://amarevignola.wordpress.com/2008/06/05/retail-park-allex-sipe-alcune-considerazioni-pacate-e-sperabilmente-solide/
    Io queste cose le ho dette, le ho scritte in una e-mail inviata ai componenti del comitato direttivo del PD, le ho scritte su questo blog (pubblicamente accessibili). Era una voce minoritaria in questo partito. La voce di Daria Denti in quel passaggio cruciale io non l’ho sentita. Poi gli amministratori hanno dovuto rivedere al ribasso le dimensioni dell’area commerciale (si è arrivati infine ad 11.000 mq, contro i 17.800 della precedente proposta) su pressione delle associazioni di categoria. L’accordo di programma approvato nei tre consigli comunali recepisce quelle indicazioni e, tutto sommato, mi sembra un buon compromesso. Tra gli interessi della collettività e gli interessi del privato proprietario dell’area. Per questo ho votato a favore. Poi possiamo anche usare linguaggi pittoreschi come “colata di cemento”, ecc. Sollecitano le emozioni, ma fanno perdere in razionalità. Ho cercato di prestare attenzione a tutti gli argomenti messi in campo dalle diverse forze politiche, economiche e sociali. Ho visto che le amministrazioni hanno modificato (certo per pressione “esterna”) la posizione iniziale. Ho inteso la nuova posizione, lo ribadisco, un buon compromesso. Per questo non ho fatto mancare il mio voto favorevole. Nel commento al programma del PD ho invece fatto notare che vi si trova scritto qualcosa che E’ DIVERSO da quanto riportato nel Documento preliminare del PSC. Documento che la giunta di Vignola (Daria Denti ne fa parte) ha approvato. Un partito serio e responsabile dovrebbe avere il coraggio di dire agli elettori come stanno esattamente le cose. Ovvero che intende ancora “consumare” un po’ di territorio … Soprattutto dovrebbe avere il coraggio di dire QUANTO territorio intende ancora consumare e PER FARCI CHE COSA …
    Ultima cosa. Critico, ipercritico, ecc. Guarda, chi mi conosce sa che sono innanzitutto critico con me stesso. E come tutte le persone che vogliono il meglio – anche dal loro partito – cerco di evidenziare gli spazi di miglioramento, piuttosto che dire sempre che va tutto bene … Basta leggersi a caso un po’ di post da questo blog. Quello che mi urta davvero è la gente che intenzionalmente racconta balle, per la gloria propria. Questo tipo di persone proprio non le sopporto. Anche se sono del mio partito!

  4. federico ha detto:

    guardate che la Denti si stava riferendo a Rubbiani, visto che faceva riferimento alle alleanze.
    Lo dico perchè la gente che era lì lo ha capito molto bene
    Il ballottaggio non penso debba portare alla cautela nel fare certe dichiarazioni. Anzi.
    Se uno dei temi è la capacità di lanciare segnali chiari, credo che questo lo sia stato e in modo inequivocabile.
    E’ vero che occorre che questi non siano solo buoni propositi, ma si trasformino in atti concreti.
    La coerenza, ad ogni modo, non è di casa in molte liste…
    Sapete che Ricci, candidato per una lista civica -Vignola Cambia- per la coerenza e la trasparenza e l’ambiente è allo stasso tempo candidato per un partito -I socialisti- a sostegno del candidato PD in provincia, condividendo quindi le cave.
    No cemento, sì cave?!?

  5. Paolo ha detto:

    Penso che “questo tipo di persone” dovrai sopportarle per cinque anni….
    Una postilla: “ipercritico” era bonariamente ironico…Io ti conosco pochissimo, ma da quel pochissimo che conosco, so che sei una persona onesta, intelligente e colta. Il che non guasta, anche se con i tuoi lunghi e articolati interventi rischi talvolta di scambiare lo strumento-blog, che ha le sue regole, per la rivista Il Mulino…..
    Quanto poi all’espressione “colata di cemento”,potrà anche sembrare “pittoresca”, ma è comunque incisiva e di immediata comprensione. E se “fa perdere in razionalità”, significa allora che è ‘razionale’ l’ecomostro (“pittoresco”?)di fronte all’OldRiver/Piscina, o il palazzone nell’area ex-finanza, che lambisce la ferrovia, o quell’edificio -un vero pugno nell’occhio- che sfigura viale Mazzini e rompe l’armonia delle sue antiche costruzioni, ecc…E forse sarà “razionale”, se verrà edificata, la torre di 50 e più metri nell’area ex Enel…Mentre è un rischio quotidiano venire in centro città a piedi o in bicicletta o tenendo per mano un bambino lungo la via A.Plessi, una delle strade principali, abbandonata a se stessa.
    Infine, una curiosità. Nonostante il tuo… ‘ipercriticismo’, se non sono stato distratto mi sembra che nessuno degli attuali candidati o dirigenti o amministratori PD ti abbia mai risposto qui per confutare le tue affermazioni, per correggere, precisare, ecc..
    Una scelta?..Una strategia?…Mancanza di argomenti validi? Oppure la pulce sul cavallo di razza, di togliattiana memoria, ecc..ecc…? Cmq, buon lavoro.

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Paolo, il PD è un partito ampio e dunque composito. Vuol dire che dentro di “tipi” ce ne sono di diverse specie. Ha comunque una potenzialità maggiore di quella che riesce ad esprimere per via di modalità datate di “lavoro”. Ad esempio c’è la tendenza a non “nominare” i problemi, a non parlarne “pubblicamente” (che poi vuol dire, ad esempio, ad una seduta del direttivo o anche solo della segreteria). Confidando che col tempo, con le telefonate di qualcuno, o facendo pressione personalmente su qualcun altro, questi si risolvano. Raramente le cose vanno così, però. Uno dei limiti dell’amministrazione Adani, ad esempio, non è imputabile al sindaco Adani, ma deriva dalla fragilità del partito (in primo luogo i DS) che non ha capacità di “ottenere” il “giusto” coinvolgimento nei processi decisionali (es. tramite un gruppo consiliare come si deve). Se il PD non saprà affrontare questi problemi di “funzionamento” anche le tante persone capaci ed intellettualmente oneste che ci sono dentro difficilmente riusciranno ad ottenere qualcosa di significativo. Ovviamente ci sono anche persone che intendono la “lealtà di partito” come se questa implicasse il fatto che davanti ai problemi, agli errori, ai “malfunzionamenti” bisogna chiudere gli occhi … Cemento e razionalità – guarda mi riferivo al fatto che certe espressioni (“cementificazione” di Vignola), ad esempio, danno l’idea di un problema. Ma se lo si vuole comprendere occorre poi guardarci dentro. Hanno una valenza comunicativa, anche forte. Ma forse non aiutano a comprendere (ad esempio che non è solo un fenomeno vignolese, è tutta questa parte centrale dell’Emilia che si sta “cementificando” … io poi non ho i dati sulla Lombardia e sul Veneto …). Sui diversi edifici è giusto discuterne. Qui non aggiungo altro. Chiudo affermando che qualche intervento di dirigenti del PD c’é anche in questo blog: una replica di Luca Gozzoli, una replica del segretario Gasparini, un intervento del sindaco Adani. Sulle caratteristiche dello “strumento” blog so che ne faccio un uso, diciamo, singolare. E’ vero. I testi sono molto lunghi, troppo lunghi. Ma la questione è che la realtà è complessa. Vorrei anch’io, tante volte, potermela cavare con poche righe. Con battute lapidarie. Invece, specie se uno vuol convincere, deve argomentare …

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