Un servizio di bus urbano anche a Vignola? Riflessioni di Francesco Galli

L’attivazione di un servizio di trasporto pubblico locale (TPL) a Vignola è un punto condiviso da tutti i programmi elettorali delle forze politiche o liste civiche in competizione il 6-7 giugno. In realtà è un obiettivo che l’amministrazione comunale e le forze politiche di maggioranza si erano già date per questa legislatura. “Dieci”, il bilancio di mandato del sindaco Roberto Adani, evita di parlarne. Invece è bene interrogarsi sul perché un servizio di TPL è oggi attivo in 11 comuni della provincia di Modena (con il servizio “prontobus”: vedi), diversi dei quali anche di minori dimensioni rispetto a Vignola, ed invece non è presente nella nostra città. E’ bene interrogarsi anche su caratteristiche e sostenibilità del progetto. Lo facciamo grazie a questo intervento di Francesco Galli, assessore del Comune di Vignola fino ad ottobre 2006.

“Caro Andrea, nonostante il mio proposito di stare il più lontano possibile dalla politica attiva in questo periodo, sia in ambito amministrativo sia di militanza partitica, raccolgo la tua sollecitazione a riflettere sul trasporto pubblico locale (per brevità d’ora in poi TPL) a Vignola. Lo faccio anche perché mi preme ragionare con i tanti amici che leggono il tuo interessante blog di quello che potremmo definire un «caso emblematico» della complessità del compiere scelte politico-amministrative nell’interesse della collettività. Provo ad andare con ordine nell’esposizione dei dati in mio possesso, fermi al giugno del 2007, e dei fatti a me noti, sempre riferiti al medesimo periodo e ai sei mesi in cui, dopo dieci anni da assessore a Vignola, sono stato consigliere di amministrazione dell’Agenzia della mobilità di Modena, la spa a capitale interamente pubblico che definisce l’organizzazione del TPL in Provincia di Modena.

Autostazione di Vignola: possibile che non ci sia UN orologio?

Autostazione di Vignola: possibile che non ci sia UN orologio?

Il primo punto da valutare è se a Vignola è opportuno istituire un servizio urbano. L’opportunità in questo caso non può definirsi solo in base al principio che in una città che punta ad essere all’avanguardia da un punto di vista di qualità ambientale e della vita dei suoi cittadini, il TPL dovrebbe essere presente, ma deve anche rispondere ad una logica di sostenibilità economica. Questo perché, come vedi già la prima riflessione ci porta lontano, il bilancio degli enti locali non consente sprechi, ossia spese non sostenibili. L’alternativa sarebbe aumentare all’infinito le tasse dei cittadini, ma mi pare che questo sia uno dei pochi temi su cui tutti gli schieramenti politici sono oggi d’accordo nel dire che quella strada non si può percorrere. Opportunità, dunque, che non può ridursi a desiderio, ma che deve rispondere anche ad un principio di sostenibilità economica. Principio quest’ultimo che nel TPL modenese non è mai stato applicato sino al 2007, quando ci si è resi conto che il bilancio Atcm presentava un deficit di svariati milioni di euro. Morale della favola, l’azienda pubblica si è dovuta mettere sul mercato per trovare un partner privato. Spunto di riflessione: privatizzare servizi pubblici non è obbligatorio, ma spesso lo diventa perché la gestione pubblica è assi deficitaria (nel modenese è stato così per le reti idriche, per le fogne, per gli autobus, ecc.). Torniamo a noi. Oggi, con l’ingresso in Atcm di Ratp e una gestione più oculata del TPL, anche se si potrebbe – dovrebbe fare di più e meglio, esistono parametri abbastanza oggettivi (rapporto km – passeggeri) per valutare la sostenibilità economica di un servizio.
In Provincia solo a Modena, Carpi e Sassuolo il TPL urbano esiste e funziona, bene a Modena, sufficientemente a Carpi, con difficoltà a Sassuolo, tutte realtà più grandi di Vignola. In realtà simili, ma con un territorio più ampio, Pavullo, Fiorano-Formigine, Castelfranco-San Cesario-Nonantola, Mirandola, è stato sperimentato il servizio di autobus a chiamata, improponibile per Vignola, dove i tempi di attesa di una corsa renderebbero assai poco conveniente attendere la navetta piuttosto che spostarsi a piedi. Basterebbe questa fotografia per dimostrare come istituire un servizio urbano a Vignola sia tutt’altro che facile o scontato. E non è un caso che tutte le precedenti esperienze siano fallite. Si trattava di brevi sperimentazioni, con percorsi costruiti più su speranze e desideri che partendo da un’idea di fattibilità. Di certo, il servizio urbano a Vignola può esistere solo se viene inserito all’interno del pacchetto complessivo del TPL in Provincia di Modena, quello che con un termine tecnico definiamo il “contratto di servizio”, l’insieme cioè delle attività che l’Agenzia della mobilità appalta all’azienda di trasporti che si è aggiudicata la gara per la gestione (oggi Atcm). Agenzia che può contare su un finanziamento regionale che copre la gran parte dei costi. In sintesi, il Comune di Vignola senza l’Agenzia per la mobilità non potrebbe mai attivare un servizio urbano e nemmeno pensare a fantomatiche navette tra i comuni dell’Unione di cui ogni tanto vaneggiano politici che nulla sanno di TPL.
Nei sei mesi in cui ho avuto la possibilità di far parte del cda di aMo, l’Agenzia per la mobilità di Modena, con i tecnici deputati all’organizzazione del servizio ero riuscito a definire una proposta di TPL urbano per Vignola costruito su due linee permanenti e in grado di rispondere a due obiettivi fondamentali: collegare le due stazioni, che assurdamente sono scollegate, alla faccia dell’intermodalità, l’abc per chi si occupa di trasporti, e consentire di creare un grande parcheggio scambiatore fuori dal centro città. Su quest’ultimo passaggio tornerò al momento di concludere. Ora l’idea, presentata ai tecnici del Comune di Vignola in occasione di una riunione ufficiale alla presenza anche del Sindaco Adani e del presidente di aMo Gallerani, era di avere una linea A da Brodano a Formica e una linea B dal centro all’autostazione. Con interscambio davanti al Municipio. In un primo tempo, ma qui i ricordi si fanno un po’ più confusi, c’era la possibilità di finanziare nel contratto di servizio 2007-2009 solo una linea. Per questo i tecnici stavano definendo un percorso alternativo che consentisse comunque il collegamento Brodano-centro, ma anche quello tra le due stazioni. Temo che da allora non si sia fatto più nulla. E’ ovvio che aMo, nonostante i soldi previsti, se non viene sollecitata dal Comune interessato difficilmente si muove, nonostante anche lo scorso settembre il presidente Gallerani mi abbia ribadito la disponibilità delle risorse. Mi pare palese che le condizioni per avviare un servizio di TPL ci fossero tutte, ma che evidentemente il tema non interessava abbastanza.
Mi avvio a concludere. Parlavo prima dell’importanza di avere un grande parcheggio scambiatore fuori dal centro, servito dalla navetta urbana. Questa è un’opzione, non un obbligo. Ma lo stesso può dirsi di un servizio urbano di TPL a Vignola. Non si tratta di servizi essenziali, ma in base alla città che si vuole costruire possono diventarlo. Esistono città, anche splendide e vivibilissime, dove non ci sono zone a traffico limitato o pedonali, ma hanno strade e spazi diversissimi da Vignola. Esistono città, dove le macchine possono parcheggiare ovunque, anche in doppia o tripla fila o davanti ai monumenti più belli, normalmente non sono ai vertici delle classifiche della qualità della vita. Ma per chi non arriva alla fine del mese, diventa difficile accettare l’idea che per parcheggiare in centro si debba per forza pagare, anche il codice della strada specifica che accanto ai parcheggi azzurri ce ne deve essere un numero congruo di bianchi. A Vignola il problema non si porrà sino a quando l’ex mercato resterà come è oggi. Ma se lì dovesse sorgere un nuovo parcheggio a pagamento, quasi inevitabile in caso di recupero, ecco che il tema diventerebbe di grande attualità. Personalmente penso che le macchine in sosta non abbelliscano i centri storici e non facilitino lo shopping. Meglio nasconderle sotto terra e lasciare il sopra suolo al verde, alle fontane e ai bambini che giocano. Ma perché questo non sia vissuto come un’imposizione da chi abita e lavora nel cuore della città, ecco che servono parcheggi sotterranei, parcheggi scambiatori, navette e, magari, risorse pubbliche per rendere meno costoso l’acquisto di garage interrati da parte dei residenti. In una Vignola così, il servizio urbano di TPL ci starebbe davvero bene, sino ad allora è un po’ una forzatura, ma dal momento che è stato finanziato da aMo trovo davvero ingiustificabile che non sia stato attivato. Tanto più che adesso con l’arrivo dei francesi magari verrà dato un bel giro di vite e il TPL urbano di Vignola è il primo che salta.”
Francesco Galli

Autostazione di Vignola

Postilla di Andrea Paltrinieri. Il Programma di legislatura 2004-2009, presentato dalla coalizione che sosteneva il sindaco Roberto Adani alle elezioni del 2004, prevedeva “una particolare attenzione al potenziamento del trasporto pubblico” (p.39). Impegno che sembra diventare più concreto con la Relazione programmatica accompagnatoria del Bilancio di previsione 2006 (approvata dal Consiglio Comunale nella seduta del 22 dicembre 2005) afferma (p.14): “allo scopo di dare soddisfazione ad una richiesta pervenuta più volte da parte di diversi cittadini, si è provveduto ad inoltrare all’Agenzia per la Mobilità ed il Trasporto Pubblico Locale di Modena Spa una proposta di attivazione di un servizio navetta che partendo da Brodano giunga fino alla Formica passando attraverso via per Spilamberto, via Plessi, via Bellucci (per effettuare una fermata in prossimità della Stazione Ferroviaria e del Plesso scolastico), viale V.Veneto e la Stazione delle Autocorriere. Questa è una prima proposta che verrà sottoposta all’esame ed alla discussione della competente Commissione Consiliare.” Da allora di questo progetto si è perso traccia. Non c’è una riga in proposito nella relazione al conto consuntivo 2008 (vedi), mentre nella relazione programmatica che accompagna il bilancio di previsione 2009 si torna ad astratte enunciazioni di principio (p.12): “occorre predisporre una strategia per il trasporto pubblico locale, integrata con la progettazione sulla sosta e sui collegamenti tra i vari Comuni che favorisca l’utilizzo di mezzi meno inquinanti e congestionanti dell’autoveicolo” (sic!). Una mia prima interrogazione del 12 luglio 2006 (vedi), quando c’era ancora Paolo Morselli come assessore di riferimento, ottiene risposta il 23 agosto: si fa riferimento ad un incontro con AMO in cui il progetto è stato discusso, ma nulla di più. Una nuova interrogazione del 20 agosto 2007 chiedeva di nuovo conto, tra le altre cose, del progetto di TPL a Vignola, senza tuttavia ottenere indicazioni precise sullo stato di avanzamento del progetto. Oggi, dopo 5 anni e di nuovo in campagna elettorale, il tema TPL a Vignola è di nuovo all’ordine del giorno. Sono forse 5 anni persi?

4 Responses to Un servizio di bus urbano anche a Vignola? Riflessioni di Francesco Galli

  1. Roberto Adani ha detto:

    Mi fa piacere vedere anche se indirettamente attraverso queste pagine un intervento preciso e profondo come sempre di Francesco. Ne approfitto per ringraziarlo pubblicamente dello straordinario lavoro che ha fatto da assessore di Vignola, con particolare riferimento alla viabilità. Preciso che nel bilancio di mandato “Dieci” mancano tante cose, per questione di tempo e spazio, è stato fatto in casa e un pò in fretta e non poteva contenere tutto. Grande spazio è stato dedicato al grande lavoro fatto sulla moderazione del traffico grazie all’impegno di Francesco e al fatto di aver individuato un esperto di livello mondiale sulla materia.Tornando al trasporto pubblico locale il lavoro è continuato da dove Francesco lo aveva lasciato. Abbiamo concordato con AMO un primo esperimento di navetta che ruoti attorno al collegamento con la stazione dei treni. Stiamo attendendo la fine dei lavori sull’area della stazione per poter ricavare gli spazi per la sosta degli autobus (entro qualche settimana dovrebbero terminare, ma sono in ritardo di parecchi mesi). Certo che anche le vicende di ATCM avevano in gran parte congelato i progetti di sviluppo, ma ora si può ripartire. Abbiamo anche fatto istanza di acquisto dell’area della stazione ferroviaria al demanio statale che ci ha risposto dopo la chiusura del contenzioso con la regione dopo appena 7 anni (e circa 30 incontri). Ora aspettiamo la perizia di stima e poi si potrà acquistare l’area e trasformarla in un vero polo intermodale di interscambio gomma-ferro-bicicletta.
    Avere a che fare contemporaneamente con diversi enti che si occupano delle stazioni e di TPL a diverso titolo (FER, ATC, ATCM, ATO, Provincia, Regione e Demanio)non è semplice in questo paese, men che meno veloce, ma non abbiamo mai desistito… e pian piano i risultati arrivano. Francesco però ricorderà sicuramente il lavoro poco visibile ma intenso fatto di centinaia di incontri su queste vicende. Tempo perso? No, non avremmo una delle pochissime ferrovie riattivate in Italia se non fossimo stati caparbi. Però a volte mi vergogno di raccontare ai cittadini quanto sia “scarlancata” questa nostra Italia ma comunque l’esperienza ha dimostrato che con un bel pò di testardaggine le cose si ottengono. Visto che questa non manca a nessuno dei tre. Arriverà presto anche la navetta a Vignola. Poi vedremo se qualcuno la userà…ma bisogna tentare. Ciao a tutti

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Roberto, sai che io riconosco la gran mole di lavoro che hai fatto, anche se su alcuni settori la mia valutazione dell’operato dell’amministrazione comunale di Vignola nelle tue due legislature è diversa dalla tua. Diciamo un po’ più severa nel giudizio. Anche sul tema della mobilità e della sosta vedo, accanto ad importanti risultati, anche delle cose iniziate e poi non portate a termine (vedi il “piano della sosta”) o delle cose non seguite a dovere (e qui ci metto innanzitutto la ferrovia Vignola-Bologna). Molto bene il lavoro fatto con il PUT, bene lo sviluppo delle reti di ciclabili. Meno bene la gestione dei Fotored – ma non per le critiche (furbesche e poco civili) – della Lega Nord. Piuttosto perché non sono stati associati sin dall’inizio ad una vera (ed efficace) campagna per la sicurezza stradale. Ricordo che l’opuscolo curato dall’assessore – che quasi nessuno avrà letto – inizia con due o tre pagine in cui si spiega “cos’é una rotatoria” (sic!). Ad una campagna per la “civiltà” della circolazione, per il rispetto degli utenti deboli (era sui giornali di oggi la conferma che la mortalità maggiore la si ha tra i ciclisti). E’ stata debole la capacità di pensare, non tanto nelle infrastrutture (che hanno tempi lunghi), ma nei comportamenti quotidiani, l’esigenza di una diversa mobilità. Perché dobbiamo essere maggiormente consapevoli dell’invadenza dell’automobile nelle nostre vite e nelle nostre città. Dobbiamo essere in grado di discriminare meglio quando uno strumento di libertà individuale diventa una “condanna” collettiva. Oltre a questo emerge ora in modo chiaro il limite della “gestione” della ferrovia Vignola-Bologna. Rileggiti le dichiarazioni da te fatte a fine 2004:
    https://amarevignola.wordpress.com/2009/02/26/ferrovia-vignola-bologna-voltare-pagina-per-recuperare-credibilita/
    Vista retrospettivamente oggi risulta chiaro che la gestione ATC (terminata a gennaio 2009) è stata un continuo rinvio dei problemi, che poi sono esplosi con la partenza dell’alta velocità il 14 dicembre 2008. So che la principale responsabilità è dell’ente gestore, dunque di ATC. Ma subito dopo vengono gli enti locali che non hanno saputo “fare cartello” e costringere ATC a fare seriamente il suo lavoro. Ma neppure sono riusciti a costruire un sistema di monitoraggio della qualità del servizio! Lo dimostra il tempo che il Comune di Vignola sta impiegando nel rispondere ad una mia interrogazione sul numero delle corse soppresse e sui ritardi registratisi nel periodo dicembre 2008-gennaio 2009. Questo è un problema che va rubricato sotto l’etichetta “governance”. Gli enti locali, pur non avendo responsabilità diretta (se non per parti di competenza sulle infrastrutture: mi riferisco, ad es., agli espropri per realizzare quella viabilità ausiliaria che può aiutare nel ridisegno degli attraversamenti e dei passaggi a livello), debbono imparare a giocare un ruolo più forte. Un sindaco non può essere presente solo al taglio del nastro … ma deve essere a fianco dei suoi cittadini ogni volta che la corsa viene terminata a Casalecchio perché si è persa la finestra temporale per l’immissione nella rete RFI o perché il locomotore si ferma per un guasto! Nel complesso è in questo lavoro di “analisi” (che è mancato), di “diagnosi” della realtà (che è mancata) che vedo uno dei principali limiti anche del Partito Democratico (ma anche di quasi tutte le liste che si pongono in contrapposizione al PD in questa tornata elettorale). Io posso permettermi di non fare l’uomo del marketing e dunque non ho remore ad evidenziare i tanti successi del tuo lavoro (che ci sono tutti), con le criticità (che ci sono anch’esse). E non sono solo attribuibili ad un destino cinico e baro. C’è stata anche, diciamolo, un problema di squadra. Allora, per vedere il tema in positivo, mi chiedo: cosa può fare il cittadino comune affinché il prossimo sindaco metta in campo davvero, nella sua giunta, le migliori “intelligenze” di cui dispone questa città? Ed in questo modo massimizzare le chances di raggiungere gli obiettivi?

  3. Bubi ha detto:

    Alla fine il messaggio non era partito… Anche la tecnologia ha un’anima…
    Ok, faccio una premessa che nell’altro messaggio era alla fine…
    Se vedete Franceschini ditegli che le primarie fanno bene alla democrazia ma male al pd. Mettono a confronto le persone piu’ intelligenti e con piu’ voglia di fare bene e queste alla fine si dividono. O le togliete oppure impedite che i tesserati si schierino pubblicamente. Io penso che la destra (e quella ragazzina del Nordest che poi e’ stata prontamente spedita in Europa) in questo insegni. A parte la riflessione sul prezzo che deve pagare il pd di Vignola a causa delle primarie, vorrei tornare sul tema iniziale. Nel tuo discorso, Francesco, manca un elemento, o meglio lo tocchi solo marginalmente. Quando si fanno queste valutazioni, anche se potenzialmente un servizio di questo tipo produce business e quindi teoricamente autosostenersi, tra i parametri fondamentali e’ necessario dare un valore al benessere che porta (da aggiungere a quelli che sono i ricavi in euro, nel caso specifico il biglietto dell’autobus). Implicitamente lo facciamo con una rotonda in cui il benessere portato deve essere commisurato all’ammortamento e alle spese di gestione, lo facciamo con la sanita’ ma non lo facciamo con i trasporti pubblici. Con le dimensioni raggiunte da Vignola a mio parere e’ un intervento da tentare, io mi muovero’ come cittadino se non avro’ la possibilita’ di farlo come consigliere (quindi tendenzialmente chi vuole fare un comitato pro bus mi puo’ contattare 🙂 ).
    Rispetto all’ultima domanda che ti poni tu Andrea, secondo me una risposta tu ce l’hai e io la vorrei sentire perche’ io la risposta invece non ce l’ho (oppure si, votate me!!!). A parte gli scherzi, io la risposta non l’ho davvero, come si dovrebbe votare per evitare che il futuro sindaco debba poi scendere a compromessi sia con il partito che con altre forze? E scelga poi una giunta di persone competenti?

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Umberto (posso chiamarti Bubi?), delle tre questioni che poni quella più semplice è quella che riguarda la “contabilità” del trasporto pubblico locale. Non penso che Francesco abbia mai pensato ad un TPL in pareggio, specie su Vignola. Sarebbe sufficiente poter sapere quanto, un servizio del genere, viene a costare alla collettività, quanto grava sul bilancio comunale. E’ giusto, infatti, considerare e “contabilizzare” altri benefici/opportunità, come tu ricordi. Veniamo alle altre due questioni.
    (1) Primarie. Non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca. In questa fase le primarie hanno offerto una chances per fare meglio quel lavoro – la selezione delle classi dirigenti – che i partiti non sono più in grado di fare bene da tempo. Ma le primarie sono uno strumento esigente. Che ad esempio richiede che i diversi concorrenti partano tutti su un piede di parità. Quello che invece è successo è che in diversi contesti le primarie sono state usate per fare il tradizionale lavoro di cooptazione, con cui le segreterie (spesso solo pezzi di segreterie), trovavano il successore. il successore “designato”. Questo è quello che è successo a Vignola. Una di queste volte proverò a raccontarne la storia (ovviamente dal mio punto di vista). Dunque non attribuiamo alle primarie la spaccatura che si è determinata nel PD vignolese. Questa non deriva dalle primarie in sé, ma dal modo in cui sono state “preparate” ed usate a Vignola.
    (2) Altra questione. Come fare per spingere sindaco e partiti a “selezionare” le persone migliori da mettere in giunta. Ovviamente non c’é UNA risposta. Ci sono però una serie di cose che possono essere fatte per accrescere le chances che questo avvenga. Dipende innanzitutto dal candidato a sindaco. Dipende in secondo luogo dalla cultura politica vigente nei partiti. La tendenza allo “scambio” è spesso troppo forte. Ma, in realtà, non ci vorrebbe proprio tanto per dire che al di sotto di una certa soglia non si vuole scendere! Quando ripenso a certi assessori della seconda legislatura Adani mi vengono i brividi! Terza cosa: aumentare la trasparenza, innanzitutto sui risultati. Costringere a “rendere conto”, in modo oggettivo, senza sconti. Una battuta per concludere: negli USA si stanno diffondendo i siti web che raccolgono le valutazioni sui professionisti (medici, insegnanti, avvocati). E se facessimo un sito web per raccogliere valutazioni sugli assessori?

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