Attenti alle bufale! Come sopravvivere alla campagna elettorale e vivere felici

Partecipazione, coinvolgimento dei cittadini, ascolto, rendicontazione … Si potrebbe proseguire l’elenco delle parole più usate (ed abusate) in campagna elettorale. Parole e promesse a cui, però, non sempre seguono i fatti. Ma non c’è solo il tema del rapporto con i cittadini. La campagna elettorale è il momento delle “visioni” alternative circa il futuro della città. E’ soprattutto il momento della proposta di programmi elettorali alternativi o comunque competitivi. E’ il momento, va detto, di “promesse” circa le cose che si faranno – e di promesse se ne vedono in giro già tante, anzi decisamente troppe, anche all’interno di un solo programma! Alcune di queste proposte non sono convincenti. Altre prospettano “soluzioni” brillanti, ma impossibili (o molto difficili) da realizzare. Ecco, uno dei rischi più forti di una campagna elettorale dei tempi di oggi – il tempo della politica come marketing – è in effetti quello delle “belle promesse”, ma che non sono realizzabili o che, molto probabilmente, non verranno realizzate. Insomma, “bufale”.
[1] Lo ha sperimentato Berlusconi che pure è stato il primo ad innovare, in modo sostanziale, il modo di presentarsi agli elettori. Era la campagna elettorale del 2001. Era il “Contratto con gli italiani”: solo 5 punti, ma 5 impegni concreti e “misurabili”. Che però, cinque anni dopo, lo hanno messo in difficoltà, visto che solo uno di quei cinque obiettivi è stato effettivamente raggiunto, come ha “certificato” un sociologo-opinionista davvero tenace, Luca Ricolfi (vedi). Tuttavia scoprire le “bufale” non è impresa così facile. Ancora più difficile è “certificare” che di “bufale” davvero si tratta. Non aspiro a tanto. Però qualche cosa si potrà pur dire sulla plausibilità o meno di promesse e proclami! E’ un compito a cui vorrei dare un contributo. E dunque (per correttezza) segnalerò alcune proposte e promesse “a rischio bufala”! Ovvero che in base all’esperienza accumulata (ed al buon senso) superano la soglia di allarme ed entrano nell’area del “rischio bufala”. Attenzione! Attenzione! “Rischio bufala”! Magari, richiamando l’attenzione su alcune proposte implausibili od improbabili si sollecita il proponente (partito o lista civica che sia) ad una dimostrazione più accurata della fattibilità. Ed alla fine potrebbe anche succedere che qualcuno mi convinca del fatto che quell’obiettivo risulta davvero a portata di mano e, cosa più importante, potrebbe anche convincere un certo numero di elettori. Sarebbe già questo un buon risultato per questa campagna elettorale (e soprattutto per questa città).

Attenti alle bufale!

Attenti alle bufale!

[2] Lo scarto tra programma elettorale e realtà non è un’invenzione di qualche cittadino perennemente insoddisfatto o schierato “a priori” contro l’amministrazione. Ne ho già parlato in passato, su un tema per me di grande importanza: coinvolgimento e partecipazione dei cittadini (vedi). Che in effetti era un impegno contenuto nel programma elettorale del sindaco Roberto Adani per la legislatura 2004-2009 (a pagina 1!), ma che è stato ampiamente disatteso: “Dalle riunioni di quartiere, agli incontri a tema, alla presentazione dei progetti, al rapporto con le varie categorie economiche e le associazioni di ogni tipo, passando per i tanti processi di pianificazione partecipata, dal piano regolatore, al piano urbano del traffico, al forum Agenda 21, ai vari piani: urbanistici, di riqualificazione, commerciale, per la salute … fino ad arrivare ad esperienze tanto positive quanto innovative come quella del bilancio partecipato o del consiglio comunale dei ragazzi. Sono forme di partecipazione da riproporre alla cittadinanza, all’esperienza del Bilancio Partecipativo (grassetto nell’originale; il riferimento è all’esperienza condotta nel 2003 in cui i cittadini vignolesi furono chiamati ad esprimersi su diversi progetti di investimento per un importo di 250.000 euro; i votanti furono 1.038 pari al 12% circa degli aventi diritto) va data una cadenza regolare individuando inoltre percorsi partecipati per la costruzione dell’insieme delle priorità del Bilancio di Previsione, sperimentando anche nuove formule; interessante sarebbe ad esempio far partecipare in fase propositiva i privati e in fase di approvazione i cittadini che coniughino assieme l’opera pubblica e l’intervento privato.” E’ questo un punto del programma di allora. Il “bilancio di mandato” – “Dieci” – non dovrebbe rifuggire da un confronto con gli impegni presi allora (certo anche con una serie di realizzazioni allora non previste, ma poi effettuate).
[3] Dunque è legittimo evidenziare quei punti dei programnmi delle liste che si presentano agli elettori il 6 e 7 giugno che risultano “a rischio bufala”! Ribadisco: non è una parola definitiva. Ma una richiesta di informazioni supplementari certamente sì. Il primo assist è fornito da Maria Pia Bazzani, candidata a sindaco del PdL, che, temeraria, ha affermato: “I vignolesi dovranno ripermettersi, come accadeva una volta, di lasciare la porta di casa aperta senza temere alcunché.” (vedi) Obiettivo realistico per la legislatura 2009-2014? Non c’è bisogno di commentare. Ogni cittadino-elettore sa bene che questa è una pura “bufala”. E ci dispiace. Vorremmo che questo fosse possibile. Ma oramai non lo è più. Se però il candidato a sindaco Maria Pia Bazzani ci vuole illustrare come intende conseguire quel risultato siamo pronti ad ascoltarla. Ho già detto: mi acconterei dell’indicazione di una città che, governata dal centrodestra, ha centrato l’obiettivo. Insomma, un conto è parlare di politiche di sicurezza ed anche di contrasto all’immigrazione clandestina. Un conto è “spacciare” bufale.

Porte aperte tutto il giorno (all'età del bronzo)

Porte aperte tutto il giorno (all’età del bronzo)

Un secondo esempio viene, questa volta, dal programma del PD. “La campagna tornerà ad essere il giardino di Vignola”: questo slogan accompagna uno dei manifesti del candidato a sindaco, Daria Denti. Ed è pure il titolo di una sezione del programma elettorale del PD. Si potrebbe liquidare l’argomento osservando che è già così. Che già oggi la campagna è il giardino di Vignola. Ma il giardino privato; il giardino di privati, di innumerevoli nuove residenze che però non hanno nulla a che fare con l’attività agricola. Un giardino, una pluralità di giardini: con ulivi secolari, recinzioni insormontabili, grandi cancellate. Villettopoli in campagna – si potrebbe dire adattando una formula di Pierluigi Cervellati. Un dato di fatto già certificato dagli studi preparatori del PSC (vedi). Anche se manca ad oggi una descrizione precisa di quello che è avvenuto nella campagna vignolese negli ultimi 10-15 anni (anche questo sarebbe “rendere conto”). Un compito che starebbe bene realizzato, anche per riuscire a capire se vi sono davvero margini per un rilancio del settore agricolo o se, invece, si tratta semplicemente di gestire un progressivo ed inarrestabile declino (vedi). Dunque, anche in questo caso attendiamo innanzitutto un’analisi seria della realtà. Quindi indicazione delle risorse che possono essere investite (sottraendole ad altri impieghi?) e di una strategia organica di tutela, di recupero, di rilancio.

Villettopoli nella campagna di Vignola

Villettopoli nella campagna di Vignola

Terzo esempio. E’ preso dal programma della lista civica Vignola Noi che in tema di sanità propone “la realizzazione di un edificio nella zona ex-distributore di fronte al campo sportivo/pronto soccorso che ospiterà i medici di medicina generale ed i pediatri della città in funzione 24 ore al giorno e 7 gg su 7”. Detta così difficile contestarne il fascino. Ma la fattibilità? Non tanto dell’edificio – la variante al PRG per renderlo possibile è stata approvata in uno degli ultimi consigli comunali. Il nodo vero è organizzativo. Mentre la medicina di gruppo è auspicabile ed anche fattibile (ma non è H24), la questione di fondo è come garantire un servizio H24 di medici di medicina generale e pediatri. Infatti non è la stessa cosa se per le ore serali e notturne (dalle 20 alle 08) si ripiega sull’utilizzo della “guardia medica”, poichè – spiace dirlo – oggi essa è parte del problema! Più complicato – ma decisamente più urgente – è offrire un servizio di assistenza pediatrica H24. Un adulto può valutare se differire la sua andata dal medico, può valutare il grado di “urgenza” della sua condizione. Per i minori è più difficile. Per i piccolissimi lo è assai di più. Anche in questo caso è bene approfondire la proposta e fare riferimento ad esperienze già operative. Ma non può essere il caso del poliambulatorio di via Canova di Roma – essendo quello un servizio offerto alla popolazione in “compensazione” dell’ospedale San Giacomo (e relativo PS), recentemente chiuso (vedi). Insomma, ai contenuti dei programmi elettorali è bene guardarci dentro con grande attenzione. A proposito: avete altre segnalazioni? Parliamone.
[4] Il rischio “bufale”, va detto, non è l’unico rischio. Non sono solo le “promesse irrealizzabili” (od implausibili) quelle a cui prestare attenzione. Ci sono anche tante promessere realizzabili, ma che poi non vengono realizzate. Anche su questo aspetto è importante richiamare l’attenzione. Ho già ricordato che nel 2004, all’atto dell’inaugurazione della ferrovia Vignola-Bologna, si prospettava l’elettrificazione della linea per l’anno successivo (il 2005) (vedi). Responsabilità primaria del mancato rispetto della promessa è certamente dell’ente gestore (allora era ATC), ma subito dopo viene la responsabilità degli enti locali (tutti quelli toccati dalla linea, Vignola in prima fila) che non hanno saputo fare “cartello” e richiedere a gran voce un adeguato piano di investimenti. Non hanno saputo neppure mettere in piedi un sistema di controlli in grado di evidenziare il fatto che il servizio veniva progressivamente a deteriorarsi, anziché migliorare. Ma si potrebbe parlare di piano della sosta, Vignola città d’arte, minibus o bus a chiamata, buoni casa … ed altro ancora. Ribadisco che a mio parere il bilancio dell’amministrazione Adani è ampiamente positivo. Ma vorrei anche essere sufficientemente onesto dal punto di vista intellettuale da poter riconoscere anche che alcune cose, non proprio insignificanti, potevano essere fatte … e sono ancora lì. Anche questo è bene che diventi un tema di riflessione, coinvolgendo, ad esempio, la “capacità di fare” dell’intera giunta – non solo del sindaco. Perché il tema, per il prossimo futuro, è anche quello di rafforzare la capacità di controllo dei cittadini (ed evitare che qualcuno stia in giunta per due anni e mezzo prima che il sindaco – chiunque esso sia – si accorga che non risulta adeguato: vedi).

Si può fare marketing urbano con queste "fioriere"?

Si può fare marketing urbano con queste “fioriere”?

Insomma, la campagna elettorale è un momento importante per il futuro della città e di noi cittadini-elettori. Se vogliamo viverla felicemente – e vivere felici anche per i cinque anni della legislatura che viene – è bene che ci “guardiamo dentro” con attenzione. Dopo potrebbe essere troppo tardi!

Crediti. Sono debitore del titolo – attenti alle bufale – ad un libro di Tom Jefferson, medico epidemiologo e fondatore della sezione vaccini della Cochrane Collaboration che ho avuto il piacere di conoscere a fine 2005 in un’amena località della Toscana. Vedi: Tom Jefferson, Attenti alle bufale. Come usare l’Evidence-Based Medicine per difendersi dai cattivi maestri, Il Pensiero Scientifico editore, Roma, 2005 (vedi). Oggi giunto alla terza edizione (ampliata): Attenti alle bufale … e ai mandriani (vedi). Stupendo (e godibilissimo) anche il sito web “attenti alle bufale” (vedi). Bisognerebbe disporre di un libro sull’Evidence-Based Politics … Chissà …

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2 Responses to Attenti alle bufale! Come sopravvivere alla campagna elettorale e vivere felici

  1. Saoirse ha detto:

    Una nota, la tua, che puntualmente e provvidenzialmente evidenzia e rammenta il rischio ricorrente e sempre presente in qualsiasi tornata elettorale, qualsivoglia sia la sua natura dalle primarie interne alle consultazioni amministrative locali sino alle nazionali, a cui viene esposto ciascun elettore che pur attrezzato di buoni propositi di fiducia nei candidati e nelle proposte da questi presentate nel contempo occorre che rimanga ben conscio che per questi verra’ considerato semplicemente uno spettatore da ammaliare nello spettacolo illusionista della politica, ove fuori dal tendone poi tutto si dimentica e chi sè visto sè visto. Vorrei che non funzionasse sempre in questo modo, specialmente a casa nostra sul territorio che ci vede attor quotidiani e quindi auspicabili termometri della temperatura del fare e dell’agire, del disattendere e del deludere senonchè del mantenere e del rener conto. Rispetto a quanto esposto nella tua nota relativamente ad alcune bufale nascenti site nei programmi elettorali in cartello a Vignola evito volutamente di entrare nel merito di quelle che per ovvi e palesi motivazioni sono fortemente indicate nel marcarsi a fuoco dell’appellativo di bufale quali quelle di Berlusconiana memoria o quelle di recente e locale Bazzaniana fioritura per intervenire brevemente su quelle di Adaniana rendicontazione multimediale o di Dentiana presentazione programmatica. Il buon Adani, seppur non condividendo tante sue attività decisionali prese nei suoi mandati, in realtà di cose ne ha fatte. Possiamo discutere sul merito e sul metodo spesso discutibile con il quale “non” ha condiviso le scelte con il paese tutto ma certo due cose le ha fatte, certo sicuramente impattanti e permamenti se confrontate con il nulla e l’oblio più assoluto dei suoi predecessori più recenti, gli zii e le zie del partito che ancor oggi galleggiano ben ancorati nelle stanze del Direttivo e del movimento. La mia preoccupazione principale e’ “l’Allarme Bufala” che emerge dal cordone ombellicale che lega il mandato Adani con la candidatura della delfina Denti e il passaggio di consegne vidimato ufficialmente ed avvenuto con la presentazione del Bilancio di mandato “Dieci” (per gli sportivi d’annata vorrei ricordare che F.lli Dieci sono stati imprenditori edili e di costruzione proprietari del Cesena calcio…non c’entra magari un granchè ma mi è piaciuto come collegamento..) ove tra le altre si prospetta una Vignola che si riappropria del territorio e della sua vocazione agricola rispetto ad una riqualificazione dello stesso ecc..ecc..bla bla. Argomento delicato quello di una Vignola che ritorna ad appropriarsi della propria vocazione agricola e territoriale legata alla campagna, passiamo dalle immagini e dalle parole illustrate al meglio nel “sogno irrealizzato” del ns Sindaco a partire dalla copertina del “Suo” dvd con una bella immagine di frutteto a filari ben tenuti e coltivati al quale di ripresa la Denti propone una bella prospettiva programmatica più da “pollice verde improvvisato di opportunità elettorale”. Tutto cio’ mi pare che evidenzi l’ennesima occasione persa rispetto alla centralità di una esigenza a mio avviso imprescindibile di uno sguardo attento e rivolto vs un progetto di riqualificazione vero della campagna e del territorio vignolese che, mi pare, mai come ora da mettere al centro anche rispetto ad un’idea di imprenditorialità agricola vera e sostenibile, possibilmente giovanile, auspicando quest’ultima quale volano di spinta per una nuova primavera imprenditoriale sul territorio non legata solamente e sempre a ‘sti “incubatoi” tecnologici e professionali che tanto piacciono alla nostra cara Daria. Di incubatoi in zona ce ne è già uno sito in località Gatta e ci si allevano i polli..belli sani e tutti uguali. Detto questo, i bufali e le bufale ci sono e sempre ci saranno e’ nella natura animale, l’importante è saperne sciegliere la migliore mozzarella.
    Bene. A presto

  2. Marcello ha detto:

    “Non prometto ciò che non posso mantenere”. Forse fra tanti questo è lo slogan che più apprezzo fra quelli di questa campagna elettorale. La democrazia ha dei limiti, e per renderla un sistema soddisfacente ci vuole partecipazione continua e un sistema di controllo, critica e verifica attento e ragionato. Per questo il tuo blog è ormai insostituibile.

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