“Dieci”. La Vignola di Roberto Adani

Mercoledì 22 aprile, ore 20.30 presso la Biblioteca Auris, Roberto Adani ha presentato il proprio “bilancio di mandato”: realizzazioni e progetti nei dieci anni da sindaco di Vignola. Un opuscolo di 32 pagine (molte foto e poco testo, essenzialmente dati). Ma soprattutto un Dvd, durata circa 40 minuti, in cui racconta in prima persona o con la voce di terzi la trasformazione della città. Pochi i presenti alla serata (una cinquantina), peraltro in larga parte dipendenti ed amministratori. Ma il “bilancio di mandato” (opuscolo+Dvd) è stato successivamente recapitato a tutte le diecimila famiglie vignolesi. E’ un momento importante quello della conclusione di un “ciclo”, due legislature, di un Sindaco. Ed è una buona cosa che Roberto Adani provi a “raccontarci” la sua visione delle cose: come una serie di interventi e progetti si connettono in un disegno più o meno unitario di questa città e della gente che ci abita e lavora. E’ bene anche che questa città provi ad interrogarsi sulle trasformazioni avvenute in questi anni e su alcuni progetti che la “segneranno” nel prossimo futuro. Il momento è dei peggiori – in campagna elettorale fanno premio le appartenenze ed il gioco delle parti: va tutto male! va tutto per il meglio! Il dibattito rischia di concentrarsi tutto sui costi di questa operazione che è anche, è bene dirlo, un’operazione di marketing. Non è solo questo però! Insomma. Il tema è troppo importante per lasciarlo cadere nel tritatutto di una campagna elettorale giocata a suon di slogan e superficialità!
[1] Sgombriamo il campo da equivoci. “Dieci” (libretto+Dvd) non è un bilancio di mandato. E’ piuttosto una interpretazione originale, certo di qualità, offerta da Roberto Adani del “momento” del “rendere conto”. Più che “rendere conto” qui si rilancia (qui sta l’abilità del politico: non lasciarsi ingabbiare in compiti definiti da altri, non lasciarsi imporre un framework). Si guarda contemporaneamente al passato ed al futuro. Insomma. Non è un vero bilancio di mandato. Non è solo un bilancio di mandato. Anzi. Dietro al titolo “bilancio di mandato” sta qualcosa di più e qualcosa di meno. Qualcosa di meno perché manca innanzitutto un reale confronto tra obiettivi assunti all’inizio (1999) o con il rinnovo (2004) del mandato di Adani. Qualcosa di meno anche perché diverse aree di intervento sono trattate in modo selettivo, lasciando cadere nell’ombra dati un po’ scomodi, progetti annunciati da tempo e non (ancora) realizzati. Qualcosa di più perché l’elencazione delle cose fatte (notevoli) o dei progetti sviluppati negli ultimi anni ed ancora in attesa di realizzazione (ancora più notevoli!) è inserita all’interno di una diversa cornice, un diverso framework, che è quello piuttosto di uno scenario futuro, del progetto di una trasformazione complessiva della città che qui, con questo strumento, si vuole rappresentare. Insomma, un “bilancio” che però guarda anche (forse soprattutto) al futuro. Una piccola “lezione” (“narrazione” andrebbe meglio) della filosofia che Adani ha inteso somministrare alla città in questi anni.

La centrale termica della nuova biblioteca Auris

La centrale termica della nuova biblioteca Auris

[2] Il video-racconto contenuto nel Dvd è il pezzo più interessante. Dovrebbe essere guardato da ogni cittadino vignolese. Il libretto è assai più deludente. Offre dati, ma se lo si guarda con attenzione quelli “mancanti” si percepiscono con più facilità. Un fatto che deriva dalle differenti modalità di appropriazione dei contenuti che i due medium consentono – da un lato ascolto, dall’altro lettura. Da un lato la voce narrante, dall’altro un testo (sempre esposto allo sguardo critico). Non è una differenza di poco conto. La prevalenza del registro “narrativo” ha la sua importanza. Infatti di un racconto non conta la veridicità, ma il fatto di essere avvincente. Non c’è bisogno di scomodare Paul Ricoeur per richiamare questa “proprietà” della narrazione, del raccontare “storie”. Ed il video fa proprio questo – ci racconta una “storia”. Ed il “raccontare storie” unisce in sé sempre due aspetti – è bene ricordarlo. Unire in un unico testo elementi sparsi, che altrimenti non verrebbero percepiti come ingredienti, come elementi di qualcosa di unitario; istituire connessioni, costruire una “trama”, con un inizio ed una fine. Questa è la forza della narrazione. Ma anche selezionare, in un modo che ha una certa arbitrarietà, gli ingredienti da connettere, ovvero nasconderne alcuni (che rimangono fuori dal racconto), per enfatizzarne altri (che invece occupano un posto centrale della scena). Di una narrazione non ci si chiede se è vera, se è plausibile. Ci si chiede, invece, se è interessante, se è ben congegnata, se non è banale.

Un'immagine del Parco dei nuovi nati (sulla collina del "gessiere"), uno dei più degradati di Vignola. Immagine che compare (due volte) anche nel DVD del bilancio di mandato

Un'immagine del Parco dei nuovi nati (sulla collina del "gessiere"), uno dei più degradati di Vignola. Immagine che compare (due volte) anche nel DVD del bilancio di mandato

[3] E bisogna dirlo. La narrazione che ci propone Adani queste caratteristiche le ha. Innanzitutto perché è coraggiosa: il sindaco di cui abbiamo letto sui muri: “Adani basta cemento!” inizia la sua narrazione dal fiume, dall’ambiente, dallo slogan coniato per la campagna elettorale del 1995 (quella del sindaco precedente, Gino Quartieri): “Vignola tra città e campagna”. Inizia parlando di una delle idee forti del PRG intercomunale (Vignola, Savignano e Marano) del 1998: la “città sul fiume”. Ovvero la valorizzazione del fiume (e dell’acqua) per la città, come ambiente naturale per la città, come tema ambientale con cui la città (il complesso Vignola centro-Formica) dovrebbe riprendere frequentazione ed interazione (vedi). Non più solo come barriera fisica, come confine, come elemento distante (non percepito mentre lo si attraversa passando sul ponte Muratori). Un’idea, quella della “città sul fiume” (che ha oramai dieci anni di vita), che non è stata realizzata. E che ora viene rilanciata. Punto di inizio del mandato di Adani e prospettiva richiamata ora, dieci anni dopo, forse con consapevolezza (recuperata?) e conoscendo meglio potenzialità e limiti degli strumenti di pianificazione ed intervento a disposizione di un amministratore. Ed anche: “una città che riesce a valorizzare la propria campagna, il proprio ambiente”. “Porre definitivamente fine al consumo del territorio. Definendo una volta per tutte quelli di oggi come i confini della città, oltre i quali non andare”. Vignola “tra città e campagna” – un’idea più chiara della sua “identità”. Ma anche la volontà di trasformare Vignola in “una città europea”. Da qui l’enfasi sulle “grandi opere”: piazze, parchi, biblioteca, teatro – luoghi pubblici che significano opportunità di istruzione e cultura, di benessere sociale, di qualità della vita. “Una città – afferma Adani – per la quale i nostri giovani non debbano invidiare nulla agli altri giovani d’Europa”. Ma il tema (da dibattere) è proprio questo: cosa significa “salvaguardare” l’identità di Vignola, cittadina (un tempo) “agricola”, collocata “tra città e campagna” ed al tempo stesso città che vuole essere “europea”, non solo nella dotazione di servizi, ma anche nella modernità dell’architettura dei suoi edifici più rappresentativi? Come tenere assieme la storia “agricola” di Vignola (anche se da tempo la ricchezza è prodotta in altro modo) con Van Berkel che firma l’idea per il rifacimento dell’ex-mercato ortofrutticolo o con una “torre” da 52 metri nell’area ex-enel (che, per fortuna, non verrà realizzata)? Non dico che sia una mission impossible. Anzi. Dico però che la soluzione non può essere calata dall’alto sulla città. Occorre che la città, perlomeno gli strati più consapevoli, possano partecipare a ricercare e definire la soluzione di questo difficile equilibrio tra “conservazione” e “modernizzazione”. Da questo punto di vista, “Dieci”, la narrazione del Dvd, ora anche sul sito web del Comune (vedi; è il primo video che parla della trasformazione della città consultabile sul sito web del Comune di Vignola!!!) è un’ottimo strumento! Non importa se un po’ fazioso! Non importa se (anche) strumento di propaganda elettorale! Importa il fatto che – finalmente – l’amministrazione comunale si è dotata di uno strumento di comunicazione con la città! Importa il fatto che da oggi la filosofia della trasformazione della città del sindaco Roberto Adani è accessibile ai più (che potranno ascoltare questa narrazione con interesse oppure no, affascinati o disgustati, che potranno rimanere indifferenti, entusiasmarsi o indignarsi … ma uno spazio pubblico di comunicazione, di confronto, di dibattito è oggi dischiuso). Perché questo è uno dei punti di sofferenza de “la Vignola di Roberto Adani”! Questo sottotitolo è indicativo. E’ un lapsus freudiano, ed in quanto tale rivelatore. La Vignola di Roberto Adani è in un senso troppo stretto, per davvero, la Vignola di Roberto Adani. E’ mancata quell’opera di informazione e comunicazione prima, di “condivisione” e di “appropriazione” da parte della città, poi (ricordo di sfuggita che la critica è il modo migliore di appropriazione). Sulla STU una sola presentazione pubblica (al teatro Cantelli). Sul Piano delle strategie del 2006 neppure una! Sul PSC è mancato l’impegno al confronto con la città e dopo l’approvazione del Documento preliminare da parte delle giunte (nell’agosto 2008) ogni discorso si è fermato (vedi).

La rotatoria davanti alle scuole Barozzi: un pezzo del Piano Urbano del Traffico progettato dall'Arch. Gandino

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[4] Ogni narrazione si espone a contro-narrazioni, ovvero al confronto con narrazioni diverse. Essendo sempre anche il frutto di una selezione di episodi e di una loro strategia di combinazione, basta selezionare episodi diversi od ordinarli diversamente e la storia cambia. Questi dieci anni possono dunque essere raccontati in modo diverso – e diversi lo hanno fatto e lo stanno facendo (approfittando del palcoscenico offerto dalla campagna elettorale). Storie, narrazioni anche profondamente diverse. E’ singolare che un gruppo di persone riunite nella lista civica Vignola per me possa “narrare” i dieci anni dell’amministrazione Adani come una storia di progressivo depauperamento, di continuo impoverimento della città di Vignola (vedi). E’ singolare che Maria Pia Bazzani annunci la sua candidatura a Sindaco per il PdL affermando che “giorno dopo giorno [l’attuale amministrazione] continua ad impoverire la nostra città non solo economicamente, ma anche moralmente” (vedi). O che altre forze politiche (Lega Nord e ancora il PdL) possano fare un racconto di Vignola in cui viene enfatizzato un unico elemento: la crescita della delinquenza, della criminalità, dell’insicurezza. Trascurando tutto il resto. Narrazioni e contro-narrazioni. La capacità di “raccontare storie” è oggi, soprattutto grazie a Berlusconi ed alla centralità dei mass media, un elemento imprescindibile della politica. Pensiamo alla campagna elettorale del 2001 ed al “nuovo miracolo italiano” che là veniva prefigurato (ma il suo “bilancio di mandato” non è stato entusiasmante! vedi). Sull’importanza di metafore, visioni, linguaggio in politica (ma non solo) hanno richiamato l’attenzione studiosi come George Lakoff, Gareth Morgan, William A.Gamson ed altri. Insomma, chi saprà raccontare la storia più avvincente (e convincente) su Vignola? Io voglio solo osservare che non è facile stare al livello della narrazione proposta da Roberto Adani. Del suo grado di sofisticatezza, della ricchezza di ingredienti ed episodi tessuti assieme in un unico racconto. Anche per questo ne consiglio comunque la “visione”.

Il sindaco Roberto Adani e l'attore Neri Marcoré sul palcoscenico del PoesiaFestival 2005

Il sindaco Roberto Adani e l'attore Neri Marcoré sul palcoscenico del PoesiaFestival 2005

[5] La narrazione non è tutto, però. Ci sono altre modalità del fare politica, del rendicontare. Ci vorrebbe un vero “bilancio di mandato”, ovvero un testo vero di analisi, serie storiche di dati e, dove possibile, una comparazione con altri comuni delle stesse dimensioni di Vignola. Magari con parti scritte in contraddittorio con terzi (forze sociali ed economiche, associazioni, cittadini). Oppure con “sindaci revisori” (speciali) che anche in questo caso vi fanno le pulci. In ogni caso, si aprirebbe così lo spazio dell’analisi e dell’argomentazione. Non è certo cosa che può essere fatta qui (proverò ad occuparmene in prossimi post). Però possiamo provare a dare un’idea. Togliere quell’eccesso di marketing che questo “bilancio di mandato” contiene. Evidenziare che il bilancio dei dieci anni da sindaco di Roberto Adani rimane ampiamente positivo – io almeno la penso così – anche se vengono evidenziati nodi critici irrisolti, progetti non realizzati, aree di impegno mancate. Evidenziare che accanto ad aree di eccellenza (penso soprattutto alla riqualificazione urbana, alla promozione del commercio, all’articolazione del welfare locale, alla riorganizzazione della “macchina” comunale, all’operatività dell’Unione Terre di Castelli, alla viabilità) ci sono aree di “sufficienza” (le politiche culturali, le politiche di integrazione dei cittadini stranieri, la valorizzazione turistica del territorio, le pratiche di governance) ed aree di “insufficienza” (la tutela della campagna, le politiche ambientali, il trasporto pubblico, le politiche per la casa). Perché è da qui, dall’analisi puntuale dei risultati importanti conseguiti in questi dieci anni, ma anche dei nodi critici che le due amministrazioni di Roberto Adani non hanno saputo affrontare adeguatamente (o non hanno percepito come sufficientemente rilevanti per investirvi in modo significativo), che il governo di Vignola dovrà riprendere il cammino della prossima legislatura. Ed è su questo “compito” – la “diagnosi” della città e del suo governo (prima ancora che sui programmi per il futuro) che sarebbe bene portare a riflettere i cittadini prima che diventino, il 6 e 7 giugno, elettori. Detto per inciso: neppure il PD ha saputo impegnarsi per davvero in un “bilancio di mandato” dei dieci anni di Roberto Adani sindaco. E da questa occasione mancata temo deriverà una qualche fragilità nel suo programma. Comunque sia il tempo stringe. Questo compito non può, non deve essere mancato.

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PS Quanto è costato il “bilancio di mandato” del sindaco Roberto Adani? Sono state sparate diverse cifre: 150.000, 75.000, 69.000, 50.000 euro. Nell’ultimo consiglio comunale, il 28 aprile, il sindaco ha risposto a questa domanda parlando di 25.000-30.000 euro (circa 15.000 euro per il Dvd, altri 10.000 euro o poco più per l’opuscolo di 32 pagine). Personalmente ritengo il costo accettabile, anche in considerazione della funzione narrativa, comunicativa che svolge. Non condivido la critica “qualunquista” fatta da altri (vedi). Se fosse uscito qualche mese prima avrebbe potuto alimentare un dibattito meno estemporaneo. Se fosse stato accompagnato da un vero “bilancio di mandato” sarebbe stato meglio (mancano terribilmente dati e descrizioni dei processi di questi anni un po’ meno piegati al marketing). Se il sindaco (o chi per lui) avesse prodotto, un po’ di tempo fa, un documento tipo “Modena Futura” (il documento realizzato dall’assessore modenese Daniele Sitta e proposto al dibattito pubblico), oggi questo “bilancio di mandato” sarebbe letto un po’ meno come spot. Se, infine, fosse stato messo su You Tube, anziché solo sul sito web del Comune di Vignola (vedi) sarebbe stato ancora meglio. Lo si poteva far circolare di più. Avrebbe anche questo aiutato la discussione.

3 Responses to “Dieci”. La Vignola di Roberto Adani

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Rettifico. Nella Relazione del collegio dei revisori che accompagna il Rendiconto di gestione – esercizio finanziario 2008, a p.9, si parla di un incremento di spesa “una tantum” riconducibile al progetto “Bilancio di mandato”: +75.000 euro (spesa relativa al 2008). A questo punto mi fermo anch’io ed attendo i dati precisi da parte dell’amministrazione comunale. Confermo che nella seduta del consiglio comunale del 28 aprile 2009 il sindaco ha parlato di una cifra significativamente inferiore (25.000-30.000 euro). Una risposta chiara e precisa è attesa. Sperabilmente in tempi rapidi.

  2. edoardo ha detto:

    Se il bilancio di mandato, per quanto bello e pittoresco, è costato 75.000 euro Adani (e la Denti che se lo porterà dietro), dovrà spiegare come ha preso la decisione di investire la cifra suddetta.

  3. tratto ha detto:

    scusa, ma 15.000 era la previsione piu 75.000 una tantum di aumento fa 90.000

    oramai è diventata una favola.. aspettiamo fiduciosi l’importo reale e corretto.
    speravo nella tua precisione per avere questo risultato, il tuo blog e il tuo impegno sono pregevoli..

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