Ricomincio da tre

Oggi, sabato 18 aprile 2009, ho rassegnato le dimissioni dagli organi dirigenti del Partito Democratico di Vignola. Non faccio più parte né della segreteria, né del comitato direttivo. Non pretendo che chi legge dia a questo fatto il valore di “notizia”. E’ però un fatto che, nella sua piccola rilevanza, giustifica questo post. Le motivazioni di questa decisione sono complesse, ma attengono al non ritrovarmi nella conduzione del partito a livello locale e, da ultimo (mentirei se non lo dicessi), al non condividere le modalità e gli argomenti usati nella formazione della lista elettorale. Non voglio però tenerla lunga. Le discussioni fatte – l’ultima nel comitato direttivo del 16 aprile scorso – mi hanno convinto dell’opportunità di fare un passo indietro, di ritornare allo status di semplice iscritto del PD (di cui sono uno dei 3,5 milioni di soci fondatori). Giusto il tempo di terminare l’impegno da consigliere comunale in questa legislatura oramai alla fine.
Il mio impegno in politica non è certo recentissimo. Mi sono iscritto al PDS nel 1995. Da allora sono stato sia consigliere comunale che assessore. Quattordici anni. Un pezzo rilevante della mia vita in cui ritengo di aver dato un contributo significativo al miglioramento di questa città (vedi). Risultati ottenuti anche con sacrificio personale e familiare (difficile immaginare, dall’esterno, quanto tempo occorre dedicare per fare bene l’amministratore comunale). Ma quattordici anni possono anche risultare un tempo “sospetto”. Stefania su FaceBook scrive: “I politici dovrebbero avere la data di scadenza presunta, almeno al momento del voto sapremmo la loro durata.” Marcello commenta: “I politici sono come i pannolini dei bambini: vanno cambiati spesso e per lo stesso motivo!” Il riferimento è indubbiamente a chi fa politica per professione, a chi fa della politica un mestiere. Ci sono anche buone ragioni per una “critica” alla politica ed ai politici; a volte anche pensando al livello locale, dove pure l’attività politica, salvo poche eccezioni, è fatta praticamente a titolo di “volontariato”. Bisogna però essere in grado di fare delle distinzioni, di evitare di trattare a priori tutti nello stesso modo, di evitare che l’unica cosa possibile – con i “politici” – sia sostituirli di frequente. In questo “modo di pensare” c’è qualcosa di profondamente sbagliato. Anche perché presuppone che il cittadino si debba occupare di “queste cose” solo al momento del voto. Anzi quella valutazione – di diffidenza generalizzata nei confronti dei “politici” e (degli amministratori pubblici) – è perfettamente complementare ad una “sindrome” di privatismo dei cittadini, ovvero al ritenere che alle questioni della collettività è bene che ci pensino altri. Sono però le questioni, per intenderci, che a livello locale significano cose non certo irrilevanti per la vita di tutti noi: quale modello di sviluppo economico (più turismo? più ambiente? più ricerca scientifica? più industria?), quale “filosofia” di consumo (o tutela) del territorio, quale idea di città, di mobilità, di spazi pubblici, di cultura, di comunità (aperta o chiusa; tollerante o diffidente; da imbonire o da impaurire; ecc.). Comunque sia, dopo quattordici anni di impegno intenso nelle istituzioni del governo cittadino (ed in un partito), volto un po’ pagina. In un certo senso, vista l’intensità dell’impegno di questi anni, comincia una “nuova vita”. Come il personaggio interpretato da Massimo Troisi nel film omonimo, però, non vedo il motivo di ricominciare da zero. Anch’io “ricomincio da tre”.

Un momento di confronto tra amministratori e cittadini. L'occasione è data dalle "camminate di quartiere" (ottobre 2005)

Un momento di confronto tra amministratori e cittadini. L'occasione è data dalle "camminate di quartiere" (ottobre 2005)

[1] Uno. L’amore per Vignola. Il melenso titolo dato a questo blog – AmareVignola – non è casuale. In tanti mi hanno invitato a cambiarlo (anche mia figlia!). Anche a me suona un po’ dolciastro. Ma non trovo parole migliori per esprimere un “sentimento” di fondo. Che non è solo quello del legame con il paese in cui sono nato, cresciuto ed in cui vivo tuttora. Le sue vie, i suoi luoghi, il fiume, le colline, i suoi campi, la sua gente. E’ anzi soprattutto il “legame” con un’immagine idealizzata di questa città e di questa comunità. Un’immagine della città come luogo del senso civico (nel solco della tradizione del “repubblicanesimo” descritta da Maurizio Viroli: vedi), di colui che partecipa per decidere del suo futuro. E di colui che mette il suo impegno per contribuire a renderla – la città, la comunità – migliore. Questo sentimento da “cittadino” anima tanto impegno associativo, tanto impegno civico, anche tanto impegno “politico”. Lo si trova in chi promuove le arti e la cultura, come in chi promuove la prassi del commercio equo e solidale ed anche in chi afferma i diritti degli utenti di servizi pubblici operando per la costituzione di un Comitato degli utenti della ferrovia Vignola-Bologna. E’ un impegno che forse ha bisogno, in alcuni casi, di essere stimolato ad allargare l’orizzonte, ad abbracciare con il pensiero un’intera città che cresce e si trasforma. O di riversarsi in alcune zone grigie oggi “non coperte” – penso ad associazioni miste tra italiani e stranieri. In queste direzioni c’è ampio spazio per riversarvi un po’ di energie.

C'è bisogno di una politica responsabile e seria, non di venditori di sogni (Altan, la Repubblica, 30 agosto 2007)

C'è bisogno di una politica responsabile e seria, non di venditori di sogni (Altan, la Repubblica, 30 agosto 2007)

[2] Due. L’impegno per una politica nuova (e per il PD). Una politica “nuova” è innanzitutto una politica dove il marketing, che oggi pare indispensabile (è la grande “modernizzazione” operata da Berlusconi), non è comunque preminente sulla qualità del “prodotto”, sulla qualità dei contenuti. E’ una politica che riconosce con trasparenza i problemi e non “vende fumo”, non “vende” soluzioni che non ci sono, non si trincera solo dietro a slogan o parole d’ordine. Una politica che recupera capacità di pensiero e di confronto con il paese, con la città. E’ una politica – in una parola – responsabile. Per contrastare una politica sempre più in preda al marketing occorre un’azione di anti-marketing e di de-marketing.  Occorre trovare forme efficaci per riannodare il rapporto tra politica, verità, responsabilità. Occorre potenziare, diffondere, rendere accessibili ai più le forme del “rendere conto” (vedi). Occorre evitare che la politica (anche locale) si trasformi in una sequenza di promesse non mantenute, confidando sulla memoria corta dei cittadini e, appunto, sull’efficacia del marketing politico e sul management dei sentimenti. Luca Ricolfi, sociologo ed opinionista parla di questa sua attività come del “mestiere di dire la verità” (in questo intervento, dove dice cose anche critiche verso una certa cultura della sinistra – su cui riflettere –, enfatizza eccessivamente però la “maturità” del pubblico: vedi). Indubbiamente fare politica è una cosa, fare l’analista ed il commentatore un’altra. E’ Hannah Arendt che osserva: “la storia del conflitto tra verità e politica è antica e complessa, e la semplificazione o la denuncia morale non sarebbero di alcun aiuto.” Ma c’è bisogno di una politica in cui questo “dire la verità” non sia un aspetto troppo marginalizzato. In cui l’impegno per “discussioni vere” sia forte (ce n’è bisogno anche nel PD). Perché questo accada debbono essere soddisfatti requisiti impegnativi. Più informazione ed informazione più accessibile, innanzitutto. Ma da soli è una mission impossible. Per questo occorre un gruppo di persone, forse una rete, forse un’associazione (magari un partito?). Con competenze specifiche e con sensibilità politica. Paradossalmente la mia nuova condizione offre maggiori chances per fare questo.

Una politica che recuperi capacità di pensiero, di studio dei problemi, di formulazione di proposte innovative e però solide

Una politica che recuperi capacità di pensiero, di studio dei problemi, di formulazione di proposte innovative e però solide

[3] Tre. Questo blog. La ricchezza di informazione ha da tempo superato la soglia che conduce  ciascuno di noi ad una situazione di information overload – sovraccarico informativo. In questa situazione è importante contribuire ad una diversa informazione ed anche ad un’informazione di maggiore qualità (oltre che più facilmente accessibile – per questo aiuta parecchio Internet). Ed occorre pure offrire un orientamento, una modalità non banale di collegare dati, fatti, informazioni e di consentire di vedere ciò che con il semplice sguardo non si è in grado di percepire. E’ il ruolo degli opinionisti – figure come Ricolfi (cito di nuovo lui perché è anche sociologo) e come altri. E’ quello che, su scala certo limitata, ho provato a fare in molti di questi post. Oggi posso continuare in questa attività, anche con un grado maggiore di libertà (ma con lo stesso impegno all’oggettività). D’altro canto ci apprestiamo ad una campagna elettorale per le amministrative a Vignola con un numero davvero impressionante di liste. Ci aspetta una cacofonia di “voci”, proposte, accuse reciproche. Il tentativo di provare ad immettere, ad offrire un po’ di razionalità nel dibattito confuso che si prefigura va compiuto. Vale la pena provarci (o dobbiamo ritenere sin da subito che sia velleitario?). Ed in tal modo giocare un (nuovo) ruolo proprio a partire da questa occasione. Riaffermando così l’amore (già!) per questa città. Contribuendo, spero, allo sviluppo di uno spazio di confronto pubblico (sulla città, la sua trasformazione, il suo futuro) di cui c’è terribilmente bisogno.

8 Responses to Ricomincio da tre

  1. Saoirse ha detto:

    La verità è partigiana
    la verità si nutre di pianto
    tempo verrà per dividere il grano
    dai topi dividerlo tenerlo lontano
    tempo sarà di svelare il mistero
    dividere il falso, il falso dal vero.
    The Gang (Chi ha ucciso Ilaria Alpi ?)

    Per dire che le motivazoni, le tue motivazioni brevemente ma intensamente espresse sono condivise da tanti, queste voci spero che piano piano si alimentino e si rafforzino facendosi sentire, sentire sempre più già dalla pancia del partito per poi essere condivise da chi è titubante, distrattamente assente ma pensante. Lo sviluppo e il rafforzamanto di questo, come altri, spazio di confronto e di espressione è necessario e vitale per parlare per pensare per condividere o dissentire.
    Bene a presto.

  2. Marco Bini ha detto:

    Da lettore silenzioso (soprattutto negli ultimi tempi) di questo blog, esprimo un certo rammarico per questa notizia. Anche se non sempre condivido le Sue opinioni espresse in questa sede, e anche se nell’ormai lontano 2007, in una riunione del comitato pro-Veltroni, espressi a Lei e a tutti i presenti le mie riserve sul progetto del PD (riserve che sopravvivono tuttora) – anche se non credo che Lei si ricordi di me -, ho avuto in più occasioni modo di apprezzare l’educazione con la quale Lei è solito esporre le Sue convinzioni, e l’attivismo che ha profuso su temi che trovo importanti, dal commercio equo, all’immigrazione, alle politiche giovanili e altro. E spesso facendo riferimento ad una cultura politica aggiornata e “in fieri”, lasciando da parte l’effettismo che caratterizza il linguaggio di tanta politica anche locale, ormai.
    Mi dispiace notare come debba essere proprio Lei a fare un passo indietro e mi auguro che la Sua esperienza non vada sprecata, ma possa essere rimessa in circolo nella comunità. Avendo 24 anni, posso constatare tutti i giorni come le risorse e le competenze delle persone – specie se giovani – vengano sprecate e mortificate a favore di altri valori.
    Ripeto: spesso non mi trovo d’accordo con Lei, ma con questa notizia mi sento un po’ più vicino a quel profilo di cittadino di sinistra spaesato tratteggiato da Ilvo Diamanti qualche settimana fa su “Repubblica” (http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/partito-democratico-27/diamanti-1mar/diamanti-1mar.html?ref=search).
    Grazie mille dello spazio

    Marco Bini

  3. giancarlo ha detto:

    Io non conosco verità assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza: in ciò è il mio onore e la mia ricompensa (K.Gibran)

    Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia (Gustave Flaubert)

  4. Mariangela Bertolla ha detto:

    Da come, in questi ultimi anni, sono andate le cose all’interno del PD vignolese, anche se io non ne faccio parte ma ho con molti suoi iscritti o ex un continuo confronto, capisco la tua scelta anche se mi rammarica. Perchè a ritirarsi, a star male è sempre la parte più propositiva più aperta e intelligente? E perchè bisogna farlo in sordina quasi vergognandosi della propria scelta? Chi è che sta tradendo i valori che hanno sostenuto l’idee della sinistra? Non è facendo il vuoto, “epurando” chi vuole un confronto aperto che si conduce un partito verso il futuro. Un partito deve essere un luogo dove le idee e le risorse umane vengono valorizzate, più è ricco il dibattito e più si cresce e si fa crescere culturalmente il contesto in cui si opera. Non solo all’interno del partito, ma anche con le forze politiche che da anni sono state alleate di governo sarebbe stato gradito uno scambio leale e aperto di vedute. Purtroppo tutto questo a Vignola si è perduto, o è sempre stato difficile da attuare. Se il partito avesse investito su persone come te forse le cose sarebbero andate diversamente. Attualmente ho intrapreso il percorso della lista civica Vignola cambia proprio perchè questo mi permette di parlare con persone che hanno voglia di ” fare politica”, anche se in modo un po’ “naif”, con quel senso di servizio, di amore per il proprio paese, che si vorrebbe vedere crescere nella direzione di una maggiore senso civico di solidarietà e di partecipazione. Non ne possiamo più di una amministrazione che sa solo autoincensarsi, parlare di riqualificazione urbana, fare rotonde e che in cinque anni non ha nemmeno trovato un straccio di spazio, ma che sarebbe di grande democrazia, come quello di bacheche dove i partiti non di governo e le minoranze possano esprimere il proprio punto di vista e intorno alle quali intavolare una sana discussione! Ma siamo troppo preoccupati del decoro delle nostre ” belle ” piazze!! Solo immagine e ancora immagine!

  5. unicode ha detto:

    Ciao Andrea
    proprio qualche sera addietro abbiamo avuto modo di scambiare alcune impressioni sul PD di Vignola. Avevo immaginato che stavi per prendere questa decisione anche se, ti confesso, dentro di me speravo tu non lo facessi. Nel passato ho avuto momenti anche conflittuali sul tuo modo di porti e delle idee che esprimevi, ho sempre, però, apprezzato la tua sincerità e lealtà verso tutto e tutti. Ti ho conosciuto da vicino e non ho remore a dire che sei stato un bravo assessore. Un bravo e onesto politico (sempre che questa parola non porti prurito a nessuno). Purtroppo un pezzo di partito che oggi compone il PD ha sempre sofferto le personalità forti, le intelligenze un po’ anarchiche e libere da lacci. La tua uscita dal gruppo dirigente del PD di Vignola, secondo me, non fa altro che indebolire ancora di più un gruppo dirigente già debole di suo e autoreferenziale. Altre persone dovevano fare un passo indietro. A Vignola si presenteranno (se raccolgono le firme) circa 12/13 liste e almeno 8 candidati a Sindaco. Si potrebbe dire: è la democrazia, bellezza. Forse è così, forse però è anche un forte segnale che i cittadini di Vignola inviano anche a chi ha governato in tutti questi anni. Un messaggio che mette a nudo la non capacità di fare sintesi nella società, di non sapere ascoltare perchè si fa finta di ascoltare. In fin dei conti cosa hai sempre scritto e detto: dateci spazio per esprimere le nostre idee, confrontiamoci, cambiamo, tentiamo d’avere idee lunghe, un progetto non pre-confezionato ma costruito insieme e senza la pretesa d’avere sempre ragione. Purtroppo così non è stato, vista la tua decisione. Credo che a Vignola ci sia spazio e luogo per continuare e se si concretizza anche solo una delle tue ipotesi, credo che saranno molti i cittadini di Vignola che non faranno mancare il loro impegno. D’altro canto, come ben sai, i luoghi sono sempore tanti e mai uno solo.

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Cari amici, grazie per le vostre osservazioni. A Marco Bini vorrei innanzitutto porre l’invito a darci del tu. A tutti vorrei dire che impegnarsi in politica è una cosa che si deve assolutamente fare. Non ho problema a riconoscere ed esprimere apprezzamento anche per chi, come Mariangela, si impegna a sostegno di una lista civica come Vignola Cambia. Il rammarico che ho è anche per un PD che, forse soprattutto a livello locale, non è riuscito ad includere ancora di più. In ogni caso, ne sono certo, se si lavora davvero per il bene di questa città le strade di molti di noi sono destinate ad incrociarsi. Magari in un giorno neppure troppo lontano.

  7. ivana gibellini ha detto:

    Ci sono rimasta di stucco, mi dispiace. Mi dispiace che tu abbia rassegnato le dimissioni soprattutto perché non conosco nel panorama del PD vignolese, persone che abbiano davvero voglia di costruire un percorso di dialogo, di trasparenza, di apertura.
    Nel PD vignolese, come prima nei DS e prima ancora nel PDS, si è sempre respirato un’aria da setta religiosa. Non uso questo termine a caso.
    Trovare il tuo blog mi è sembrato un punto di partenza che potesse contribuire a cambiare le cose, se non altro a dimostrare ai soliti noti che la democrazia, in un partito che si chiama democratico è possibile, è auspicabile.
    Mi sono chiesta diverse volte tuttavia, come tu potessi starci dentro senza soffrirne.
    C’è una frase che io non ho mai sopportato, che dice: destra o sinistra sono tutti uguali. Questa frase mi ha sempre infastidito, l’ho sempre trovata superficiale, qualunquista priva di amore per la verità.
    Ebbene da un anno circa, almeno per quanto riguarda la politica locale mi ritrovo a pensarlo, al punto che le amministrative mi mettono seriamente, drammaticamente in difficoltà.
    Il parcheggio di Villa Braglia, il taglio dei suoi alberi, la cementificazione selvaggia, la viabilità impossibile, il deturpamento del territorio, la mancanza TOTALE di amore per i nostri paesaggi, l’incapacità di portare avanti il polo tecnologico come era stato pensato all’inizio, la mancanza di progettualità per il settore agricolo.
    Le primarie che hanno visto la partecipazione di una quota irrisoria di cittadini, l’assenza di un programma di confronto tra i due candidati, e i volti, sempre gli stessi, sempre loro, sempre la setta.
    Non avevo mai pensato che se per una volta a Vignola vincesse la destra, non sarebbe poi un disastro.
    Quello che più mi dispiace è che la setta, di fronte a questo disastro (10 o 12 liste) non si prenderà mai nessuna responsabilità, né sarà mai chiamata a risponderne, né vedrà mai nemmeno il disastro.
    Per forza come ci si può sentire responsabili di ciò che non si fa per mancanza di AMORE, e di ciò che si fa per forza di inerzia.
    Per vedere, bisogna avere non solo gli occhi ma il senso della prospettiva, e questa gente non vede che sé stessa, non vede che il proprio stomaco onnivoro, mai sazio.
    Povera Vignola, povero PD! Povera sinistra!
    Un’ultima cosa: Berlusconi ha avuto grandi capacità, non solo di creare il marketing della politica, che per come la penso io è il vuoto totale, ma è riuscito a mettersi in contatto con la pancia di tutti, ed anche con alcune pance silenziose che militano nel PD.
    Il rumore di quelle pance piene d’aria, è il rumore sotterraneo del potere, del potere indiscusso, del potere che cala da dio, del potere nelle sue accezioni più disgoste.
    A Vignola, in alcune pance de PD si sente il suono del potere e nient’altro.
    Ti faccio i miei auguri e in ogni caso credo che la tua esperienza, la tua sensibilità ora sia più libera.
    Ivana Gibellini

  8. Ricci Giovanni ha detto:

    E’ difficile per me, promotore di una lista competitiva col PD, intervenire su quanto hai scritto e deciso. Mi ha convinto l’intervento della Gibellini. Penso che tu conosca abbastanza bene la mia storia politica di compagno nella sinistra che di bocconi amari ne ha ingoiati diversi, molti serviti dai tuoi compagni/amici. Oggi tu hai fatto una scelta ed io torno a chiederti di rendere trasparente il dibattito e le motivazioni che ti hanno portato a questa scelta dolorosa, che so non solitaria. Non è l’esclusione da una lista o da un posto, Chi ha gestito liberamente un blog personale credo abbia il dovere rispetto a chi lo ha seguito della totale chiarezza dei termini politici.Altrimenti passerà il livello cannibale. Anch’io spero che le strade di molti tornino a incrociarsi, Credo che tu possa mettere la prima pietra liberando il dibattito dal chiuso delle segrete stanze.

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