A volte ritornano. Paolo Morselli candidato a sindaco di Vignola per l’UDC

Dopo Antonio Francesco Orlando (vedi), ex-assessore vignolese dal 2004 al 2006, anche Paolo Morselli, pure lui ex-assessore (ed anzi, ex-vicesindaco) dal 2003 al 2006, si presenta come candidato a sindaco per le elezioni amministrative del 6-7 giugno 2009. In questo caso a capo di una lista dell’UDC. La situazione è davvero singolare. Due ex-assessori si presentano al giudizio degli elettori alle prossime amministrative contro chi ha governato questa città (il Partito Democratico ed altre 5 forze politiche), pur avendo avuto anch’essi responsabilità di governo (sic!) ed avendo esibito una performance tutt’altro che esaltante. Morselli ha annunciato la propria candidatura sulle pagine della Gazzetta di Modena del 5 marzo 2009, assieme ad alcuni “punti fermi” del programma. Non è tanto, ma ce n’è abbastanza per un commento.
Paolo Morselli, 60 anni, in passato dirigente d’azienda, ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Vignola. Sulla Gazzetta di Modena del 5 marzo scorso afferma, in merito al programma della propria lista, che “sarà definito coi cittadini” (vedremo come), pur essendo già individuati alcuni “punti di partenza”. Nell’articolo sono citati: (1) il rilancio del centro storico tramite esenzione ICI per le attività commerciali, per i prossimi 5-10 anni; (2) un giudizio negativo sull’Unione Terre di Castelli (senza però dire che farne: se abolirla o “rilanciarla”); (3) interventi sulla viabilità non meglio precisati; (4) un taglio alle spese di eventi culturali come Jazz In It e PoesiaFestival per finanziare il nuovo Teatro Ariston (probabilmente disponibile entro il 2009); (5) potenziare Pronto soccorso e lungodegenza per la sanità. Un articolo di giornale non può ovviamente dar conto di un programma che, plausibilmente, è più vasto ed articolato. Non può neppure dar conto della storia politica di questo neo-candidato, anche questa fosse limitata alle cose fatte dapprima nei banchi consiliari della maggioranza (dal 1999 al 2003), quindi in giunta (dall’aprile 2003 all’ottobre 2006). Sull’una e sull’altra cosa vorrei dunque aggiungere qualche informazione e qualche considerazione. Soprattutto perché da tempo vado rimarcando l’osservazione secondo cui ai politici occorre non consentire di cavarsela troppo facilmente, parlando esclusivamente del futuro. Non solo le idee, i progetti per l’avvenire, sono importanti, ma anche impegni assunti e cose fatte nel passato. Anzi, queste sono certamente più indicative del futuro che potrebbe attenderci rispetto a tutte le possibili dichiarazioni e rassicurazioni.
[1] Vorre iniziare con un ricordo personale, visto che, pur essendo stato un “collega” di maggioranza quando anche Morselli lo era (ricordo che Morselli lo è stato fino ad ottobre 2006; io lo sono tutt’ora), non ho mai nascosto il mio dissenso rispetto al modo di “fare politica” del consigliere (prima) e dell’assessore (dopo) Morselli. Anzi, penso di essere stato l’unico che pubblicamente si è dissociato da alcune sue scelte, da alcuni suoi giudizi, dal suo modo di operare (vedi articolo sulla Gazzetta di Modena). Fino a quando, il 12 ottobre 2006, l’allora assessore Morselli è stato revocato dall’incarico anche perché non aveva saputo sviluppare un progetto strategico per il Comune di Vignola come quello del corpo unificato della polizia municipale (come da comunicazione del sindaco al Consiglio Comunale del 21 ottobre 2006). L’episodio a cui mi riferisco è però di poco precedente e riguarda il settore della viabilità – settore di competenza dell’allora assessore Morselli. E’ bene ricordare che nel luglio 2004, divenendo assessore alla mobilità, Paolo Morselli ereditò il progetto del Piano Urbano del Traffico (PUT), messo a punto dall’Arch. Gandino su mandato del precedente assessore Francesco Galli. Questo secondo PUT vignolese è quello che punta a fluidificare il traffico grazie alla sostituzione dei semafori con rotatorie – cosa in effetti avvenuta negli ultimi 5 anni e facilmente riconoscibile da ogni automobilista vignolese. Così come è facilmente riconoscibile il beneficio che quel PUT ha introdotto per la mobilità (si tratta, a giudizio di chi scrive, di uno dei risultati più positivi conseguiti dall’amministrazione comunale nel corso di questa legislatura). Epperò uno dei primi interventi, l’inserimento di due “mini-rotatorie” tra via per Sassuolo, via Pace e via Barella, qualche perplessità e qualche protesta la sollevò, forse anche con qualche ragione (in diversi consiglieri evidenziammo la necessità di rendere più visibile la mini-rotatoria di via per Sassuolo, ad esempio potenziando segnaletica ed illuminazione). In effetti quelle mini-rotatorie non eliminarono completamente gli incidenti, pur impedendo il realizzarsi di incidenti gravi (che si erano invece verificati in quell’incrocio in passato). Ora, nel rispondere (sui giornali) ad una delle proteste avanzate da un cittadino non del tutto convinto di quell’intervento l’allora assessore Morselli arrivò a dichiarare che “la Convenzione di Vienna dice che l’incidente viene definito tale soltanto se si registrano feriti, quindi danni alle persone” (come da comunicato stampa n. 141/2005 del Comune di Vignola). Insomma, senza feriti non si può parlare di incidente! Le lamiere contorte da sole evidentemente non bastano. La cosa che allora mi colpì di questa dichiarazione è che invece di farsi carico della segnalazione dei cittadini (ad esempio cercando di intervenire per migliorare la situazione: potenziando segnaletica e luminosità), la risposta suonava quasi come una presa in giro: il problema non c’è, visto che in base alla Convenzione di Vienna gli incidenti sono solo quelli con feriti!

Una vignetta di Altan

Una vignetta di Altan

[2] Considerazioni più puntuali circa il programma dell’UDC e del candidato a sindaco Morselli potranno essere fatte quando tale programma sarà reso noto per intero. Quello che è apparso sulla Gazzetta di Modena del 5 marzo scorso è troppo poco. C’è però un punto che può essere affrontato subito, senza dover aspettare enunciati più articolati. Si tratta della valutazione negativa – “siamo molto critici” afferma Morselli – sulla realtà dell’Unione Terre di Castelli. E prosegue: “Poteva avere un senso qualche anno fa per ricevere contributi statali. Ma ha svuotato di ogni importanza il consiglio comunale, che invece noi vogliamo riportare alla sua importanza originaria”. Una siffatta affermazione evidenzia, in chi si candida a primo cittadino di Vignola, un’assenza di visione strategica che pregiudica importanti opportunità di sviluppo di questa città e di questo territorio. E’ vero che nei primi anni di vita l’Unione Terre di Castelli, come le altre Unioni, ha potuto beneficiare di importanti trasferimenti statali, progressivamente ridotti di entità ed oggi scarsamente significativi. Ma la ragione dell’Unione Terre di Castelli non sta solo in quello! Ancora di più oggi, in una fase di vincoli di bilancio assai rigidi (e nient’affatto razionali) e di accesa competizione tra territori, la capacità di “fare sistema” di un territorio (a partire dagli enti locali) è di fondamentale importanza. Non è un caso se i progetti più ambiziosi di questa legislatura si collocano a livello di Unione, piuttosto che di singolo comune: pensiamo al PSC (vedi), al corpo unificato di polizia municipale, ma anche agli eventi culturali (il PoesiaFestival)! Non cogliere questo aspetto significa tralasciare un’importante opportunità di sviluppo di questo territorio! E’ chiaro che la costituzione di un ente di secondo grado come l’Unione pone una nuova sfida per il ruolo del Consiglio Comunale. Ma la risposta a questa sfida non può certo essere il ritornare indietro alla situazione preesistente! Si tratta, invece, di rafforzare il legame tra le due assemblee elettive (consiglio comunale e consiglio dell’Unione), come si è provato a fare (anche su impulso del sottoscritto) in questi ultimi anni. Ad esempio con la presentazione dei documenti di bilancio e dei relativi programmi dell’Unione in consiglio comunale. Oppure rafforzando la funzione di indirizzo e di verifica – risponde a quest’ultima esigenza la norma introdotta di recente nello Statuto (sempre su mia proposta) che impegna l’Unione Terre di Castelli a predisporre annualmente un documento preciso di rendicontazione (il Bilancio di Missione) per i consiglieri comunali ed i cittadini. L’Unione è certamente una realtà complessa, ma l’esperienza di questi anni ci dice in modo inequivocabile che è un’esperienza positiva (anche se poco conosciuta dai cittadini). A problemi complessi occorre trovare soluzioni complesse. Le scorciatoie hanno il fascino della semplicità, ma (purtroppo) sono ingannevoli. Non ci portano lontano!

8 Responses to A volte ritornano. Paolo Morselli candidato a sindaco di Vignola per l’UDC

  1. paolomorselli ha detto:

    Una definizione tratta dal vocabolario definisce la parola democrazia come “…atteggiamento di chi è aperto alla discussione e disponibile ai confronti …” E’ l’ennesima volta che chi non la pensa come lei è necessariamente “contro” e quindi una persona da diffamare e additare. Ho semplicemente pareri ed opinioni diverse dalle sue e dalla segreteria del suo partito! E ultimamente non sono l’unico! Negli ultimi 2 anni, il partito democratico vignolese, si è perso per strada gli esponenti della vecchia coalizione di maggioranza. Le persone passate in minoranza rappresentavano: margherita, partito rifondazione comunista, italia dei valori. O anche queste persone sono dei visionari oppure il partito democratico non è poi così democratico ma piuttosto una lobby fatta di molti inconsapevoli burattini mossi da potenti e astuti burattinai. Ho una richiesta molto importante da fare : prima di inventare notizie, o informazioni varie, la pregherei di informarsi meglio!
    Io non sono mai stato dirigente di azienda presso la ditta Galassini di Vignola ma di una ditta in provincia di Bologna operante nel settore della metalmeccanica. Ecco l’esempio dei trucchetti che usa per diffamare le persone e forviare la verità al fine di gettare ombre sulle persone. Da vari anni i comunicati stampa del comune stanno demonizzando la ditta Galassini e ora lei associa il mio nome a quello dell’azienda di trasporti per “aiutare” le persone a giungere a conclusioni completamente sbagliate. E come se io dicessi in giro che lei è socio di Vanna Marchi! Questo non è sicuramente vero e non c’entra niente con la politica ma certamente la metterebbe in cattiva luce verso i suoi elettori. Confermo che il mio programma sarà definito assieme ai cittadini in quanto è la condizione principe per scrivere programmi sensati e non solamente basati su demagogia. Ho già cominciato degli incontri con i rappresentanti di categoria e comuni cittadini per rendermi conto delle effettive esigenze della gente.
    In questi ultimi anni la politica si è sempre più distaccata dagli elettori e ha condotto scelte molte volte distanti dal volere popolare.
    Per quanto riguarda gli altri punti da lei menzionate, preferirei non dilungarmi troppo e aspettare la redazione definitiva del programma.
    Quando lei dice che un politico è anche quello che ha fatto nel passato ha perfettamente ragione. Difatti molti interventi sventolati dagli attuali dirigenti sono frutto di decisioni prese nel periodo in cui ero assessore. Per citarne solo alcuni:
    – Nuovo regolamento cimiteriale dove veniva introdotto il funerale a prezzo concordato per venire in contro alle persone più disagiate.
    – Approvazione e reperimento fondi per l’installazione di telecamere in centro storico.
    – Aumento e riammodernamento delle dotazioni della polizia municipale (etilometro prima di tutti)
    Inoltre confermo che sono sempre stato e sono tuttora contrario all’unificazione del corpo di polizia municipale in quanto avrebbe (e il risultato è sotto l’occhio di tutti) diminuito drasticamente il presidio degli agenti sul territorio vignolese. La revoca dei miei assessorati probabilmente non stata dovuta al mio scarso impegno a favore degli incarichi affidatimi ma forse per la ragione opposta. La mia presenza negli uffici comunali era quotidiana e per 8/10 ore al giorno. Giornate dedicate ad ascoltare i cittadini e a cercare di risolvere i loro problemi. Questa presenza e disponibilità non l’ho trovata in nessun altro assessore, Sindaco compreso! Se un cittadino doveva parlare con il sindaco o un altro assessore aveva liste di attesa di mesi (sempre se riusciva a fissare un appuntamento!) quando per parlare con me al massimo impiegava pochi giorni. Sono convinto che la mia disponibilità verso i cittadini abbia un po’ offuscato e dato fastidio al sindaco che si sentiva sorpassato sul lato umano. Ricordo perfettamente che in quel periodo il 90% dei comunicati stampa, in risposta ai cittadini, portava la mia firma e non quella del sindaco che era troppo indaffarato per dare ascolto ai suoi elettori. Sicuramente, quando hai ruoli decisionali, non puoi andare bene a tutti e spesso devi prendere decisioni scomode per una parte di persone. Io ho sempre cercato di stare dalla parte del cittadino e mai dalla parte dei giochi politici. Purtroppo nella sua posizione non potrà capire le mie ragioni in quanto, all’interno del suo partito, l’hanno sempre rilegato in posizioni marginali e l’ hanno sempre lasciata crogiolare nella saccenza delle sue parole gonfiate di pura demagogia. Per loro, lei è troppo idealista, nel senso puro del termine, per farla sedere al tavolo dei potenti. Infatti vorrei ricordare ai lettori la sua carriera politica all’interno dei DS prima e PD ora:
    nel 2003
    – Il Sindaco le revoca la carica di Vicesindaco per darla a me e riconfermandomela nella legislatura successiva.
    nel 2004
    – Alle elezioni amministrative, pur rappresentanto un partito minore, io ottenni il doppio delle sue preferenze.
    – Durante la formazione della nuova giunta, il Sindaco scelse solamente Galli escludendola dagli assessorati
    nel 2008
    – con la nascita del nuovo partito la sua sorte non migliora, difatti le viene tolto l’incarico da capogruppo consigliare per affidarlo al dott. Gasparini
    – Pur essendosi candidato alla segreteria del partito, viene sorpassato dalla D.ssa Ricci (al primo incarico ufficiale di partito e non politico di lungo corso come lei ama definiresi)
    Comunque, le auguro una buona fortuna per tutto in quello in cui crede.
    Paolo Morselli

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Paolo, diamoci pure del tu come succede le (poche) volte che ci fermiamo a parlare quando ci incontriamo in giro per Vignola. Come vedi prendo sul serio il termine democrazia e quello che ne consegue, in termini di confronto e di possibilità di contraddittorio, pubblicando la tua replica sul mio blog. Riconosco anche l’errore – uno scherzo della memoria – relativo all’azienda per cui hai lavorato, prontamente corretto. Nessun “trucchetto”, dunque. Non replico alla ricostruzione che ti premuri di fare della mia carriera politica – in molti passaggi la mia ricostruzione sarebbe diversa dalla tua. Segnalo solo che in diversi punti tu attribuisci ad altri, a “forze” esterne, decisioni che invece sono state mie, come la decisione di non fare il capogruppo del PD. Semplicemente ho ritenuto che non fosse opportuno che chi aveva avuto quel ruolo in uno dei due partiti fondatori, lo svolgesse anche nel NUOVO partito. E’ una posizione che espressi allora a Graziella Bergonzini (allora capogruppo della Margherita) e che lei stessa ti può confermare. Stessa cosa per l’incarico in giunta nella legislatura 2004-2009. Benché mi sia stato chiesto, più volte, ho rinunciato io per primo (comunicandolo al sindaco già nel febbraio 2004) perché non ero più nelle condizioni di conciliare l’impegno da assessore con l’impegno professionale e familiare. Nessun rimpianto per questo. La politica è un gioco di squadra e l’importante è giocare bene, qualsiasi sia il ruolo che si ha. Intendo però che questo modo di operare – la rinuncia personale in nome di valori più alti rispetto alla “carriera” personale – ti risulta difficile da comprendere. Da quello che tu dici si comprende che per te fare politica è ricoprire “una carica”, possibilmente un ruolo “di potere”. Io penso invece che fare politica sia soprattutto promuovere nuove idee (per arrivare, ovviamente, a metterle in pratica), per cui i tanti militanti e simpatizzanti di un partito hanno la stessa dignità di un assessore o di un componente della segreteria. Poiché sono sempre rimasto fedele a questa idea della politica, non mi sono esaltato quando ho avuto la possibilità di giocare un ruolo di primo piano. Oggi, da semplice consigliere comunale, continuo come ieri ad impegnarmi per una politica seria, trasparente ed improntata ai valori della solidarietà, delle pari opportunità di vita, dello sviluppo della comunità, della qualità della città. Quando non sarò più consigliere comunale continuerò con lo stesso impegno da semplice iscritto ad un partito.
    Non è neppure il caso di descrivere la diversità di vedute tra me e te come se fosse una questione “personale”, magari dettata dal fatto che mi hai sostituito come vicesindaco nell’aprile 2003. Non è affatto così. Nessuna questione personale (e nessun attaccamento ai “ruoli” da parte mia). Se c’è una cosa che ho imparato dalla mia (giovanile) esperienza scout è il concetto di “servizio”, disinteressato, per la collettività. Ho sempre inteso in questo modo il mio impegno in politica (certo, mi rendo conto che, soprattutto oggi, dichiarazioni di questo tipo suscitano incredulità, ma tant’é).
    Rispetto alle cose da te fatte da assessore ho poco da aggiungere. Posso solo dire di non essere rimasto particolarmente impressionato. Certo sarebbe interessante – e questo è un principio generale: quello del “rendere conto” – poter valutare il contributo da te dato a Vignola nei tre anni e mezzo da assessore (a tempo pieno). Io ho ricordato un episodio che ci vide polemizzare già allora, ma semplicemente perché evidenziava un atteggiamento improntato a tutto tranne che all’ascolto dei cittadini. E non è una mia ricostruzione fantasiosa. A testimoniarlo c’é un comunicato stampa da te redatto. Cordiali saluti.

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Mi rendo conto che nella risposta a Paolo Morselli ho tralasciato alcune questioni di tipo “politico” che meritano invece una replica puntuale.
    (1) E’ vero che nel corso degli ultimi anni tre consiglieri comunali (su 15) che facevano parte della maggioranza ne sono usciti. Ma si è trattato di scelte personali, visto che i rispettivi partiti fanno tuttora parte della maggioranza. E questo non è mai avvenuto per ragioni di tipo politico. Nessuno ha abbandonato la maggioranza, ad esempio, perché non condivideva le scelte dell’amministrazione, perché, ad esempio, non condivideva le scelte importanti che annualmente si prendono con il bilancio di previsione. Tant’é che la stessa Graziella Bergonzini, poi uscita dalla maggioranza e come te confluita nell’UDC, ha approvato il bilancio di previsione 2008, su cui, evidentemente, non aveva rilievi tali da spingerla a votare contro.
    (2) La rappresentazione che tu fai della politica vignolese con la distinzione tra burattini e burattinai è decisamente caricaturale. Questo semmai risulta offensivo dell’impegno di tante persone, sia all’interno del PD che negli altri partiti. Ma il fatto che tu, pur avendo esperienza diretta del fare politica, sia in grado di leggerla, di interpretarla solo in quel modo evidenzia semmai la tua concezione della politica (in cui gli aspetti della strumentalità prevalgono). Che tu, avendo una visione di questo tipo, ti possa presentare come quello che difende i cittadini e l’interesse collettivo è davvero singolare. Come singolare è il fatto che tu affermi che il Comune di Vignola stia demonizzando la ditta Galassini, pur conoscendo bene tu le vicende ed il contenzioso in corso. Su cui vedremo il pronunciamento del magistrato.
    (3) L’ascolto dei cittadini, che tu richiami come titolo di merito, è tale se non è solo il fatto di stare in loro compresenza, ma di comprendere le ragioni che loro espongono, anche quando costituiscono una critica all’operato dell’amministrazione. E’ inevitabile che un assessore si confronti anche con le critiche. Ed un buon amministratore deve avere la capacità di riconoscerne le ragioni, quando ci sono, e di dare risposte con i fatti. Il tuo comunicato stampa sulla minirotatoria che io ho citato nel mio post è illuminante al proposito! Ma non certo in positivo.
    (4) Ultimissima questione. Come il tuo ex-collega Antonio Francesco Orlando mostri arroganza nel rispondere ad un post in cui parlo della vostra candidatura a sindaci di Vignola. Usi il termine “diffamazione”. Sei lontano, Paolo, dalla realtà. Chiunque legge le cose che ho scritto vede che di critica si tratta – e di informazione. Plausibile che non ti piaccia, ma di questo si tratta. In effetti non contesti la veridicità dell’episodio che riporto. E sulla seconda questione che sollevo in risposta alle tue dichiarazioni – dobbiamo davvero “buttare a mare” l’Unione Terre di Castelli? non c’é davvero altro modo per risolvere il problema del “potere” del consiglio comunale? – non una parola. Ma questa è davvero una questione “strategica” per questo territorio – anche se magari interessa poco il cittadino comune (che però è interessato del livello di servizi che oggi le istituzioni possono garantirgli; ma si dovrebbe dire: che oggi può essere garantito solo grazie all’Unione). Ed in effetti, Paolo, la visione strategica, di lungo termine, non è mai stata il tuo forte.

  4. Marcello ha detto:

    e comunque l’opposizione a Vignola mi sembra messa molto male

  5. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Già concordo. Ho l’impressione che si supplisca alla mancanza di qualità, con la quantità. Mai viste tante liste in giro!

  6. Ricci Giovanni ha detto:

    Caro Andrea sono della tua stessa idea: si sta cercando di supplire alla mancanza di qualità di una giunta con una quantità mai vista di liste civiche. Non ti viene il dubbio che il numero delle liste sia direttamente propozionale al gradimento dell’amministrazione? E poi cosa significa questo giudicare altre liste senza conscerne nulla? Pardon. Una la conosci ed è una lista civetta, sicuramente di qualità!!! Inviterei comunque ad un approccio più tranquillo e rispettoso.

  7. Ricci Giovanni ha detto:

    E ovviamente attendiamo un ritrattino di tutti i candidati sindaci, tutti. E un giudizio sulla lista civettuola di berlusconiana memoria ed anche veltroniana per le primarie. Ovviamente in modo asettico e oggettivo come d’altra parte sono tutti i tuoi interventi.

  8. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Giovanni, come anche tu riconosci cerco di dare un contributo il più oggettivo ed equilibrato possibile alle vicende vignolesi, politiche e no. Se parliamo di gradimento dell’amministrazione ho un’opinione diversa dalla tua, pur non nascondendo neppure ai lettori di questo blog, che ci sono alcune cose che NON condivido e che mi hanno visto in questi anni in prima linea nel tentativo di apportare cambiamenti. Ma se guardo all’elenco delle cose fatte e traccio un bilancio, questo risulta ampiamente positivo. La proliferazione di liste civiche è un fenomeno a cui prestare grande attenzione. E’ certamente anche un sintomo, anche se forse io lo interpreto diversamente da te. Ma su questo proverò a scrivere qualcosa di più articolato prossimamente. Ciao.

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