Riconquistare capacità di futuro. Forum PD sulla scuola martedì 3 marzo

Martedì 3 marzo, ore 20.30 in Municipio a Vignola, si tiene un incontro del forum PD sulla scuola per parlare di istruzione superiore e di educazione degli adulti. Sarà presente l’assessore provinciale alla scuola Silvia Facchini. Ecco alcune considerazioni – che svolgo come coordinatore del forum – propedeutiche ad introdurre l’incontro. Al centro sta la riflessione sul cosa è possibile fare localmente – qui e ora – per contribuire a rafforzare la capacità delle istituzioni scolastiche di svolgere la propria mission: produrre capacità di futuro. Ovvero fare dell’istruzione una risorsa per la mobilità sociale più importante rispetto ad oggi (vedi). Rispondere meglio alle esigenze di competenze e formazione di cui necessita il sistema produttivo. Dare cultura, ovvero capacità di cittadinanza e di lettura del presente.
[1] Vorrei partire innanzitutto interpretando il ruolo di “utente”, in quanto genitore, del sistema scolastico. Un’utente che si interroga sulla performance del sistema scolastico a partire dai dati, tutt’altro che esaltanti per la scuola italiana, delle successive indagini PISA-OCSE relative alle “competenze” dei quindicenni (dunque all’incirca al secondo anno della scuola secondaria di secondo grado). L’indagine del 2006 evidenzia che la performance degli studenti quindicenni dell’Emilia-Romagna è all’incirca pari alla media dei paesi OCSE – un dato che va letto in questo modo: siamo lontani dalle testa della classifica (vedi). Questo per quanto riguarda i tre ambiti indagati: comprensione di un testo, matematica, scienze. C’è da preoccuparsi, visto che questi dati evidenziano che il nostro sistema scolastico, anche in Emilia-Romagna (dove comunque andiamo meglio rispetto alla media nazionale, ma peggio rispetto alle altre regioni del Nord-Est), non funziona bene. Ovvero, da noi si “impara meno” che altrove. E come “utente” io sono invece interessato ad innalzare questa performance, ovvero ad avere studenti (i miei figli) che sanno di più. Posso dirlo? Il POF ed il “patto tra la scuola e la famiglia” (che da qualche parte si sperimenta) mi sembrano strumenti autoreferenziali perché, tra tutti gli impegni che mettono per iscritto, evitano di precisare gli impegni che la scuola si prende in termini di risultati di apprendimento. Io vorrei un patto con le istituzioni scolastiche in cui queste, a fronte dell’impegno delle famiglie a partecipare agli incontri organizzati dalla scuola, a seguire i figli per lo studio ed i compiti, a pagare le tasse, ecc., si impegnassero a garantire “soglie minime” di apprendimento chiaramente definite. Ad esempio: all’uscita dall’istruzione superiore gli studenti sapranno parlare dignitosamente almeno una lingua straniera. E così via. Perché non si può fare?

Manifestazione di studenti a Modena (foto di Sauro Serri, 30 ottobre 2008)

Manifestazione di studenti a Modena (foto di Sauro Serri, 30 ottobre 2008)

[2] Sappiamo – e va ribadito ogni volta – che le “leve” da manovrare per garantire la qualità del sistema scolastico non stanno a livello locale. Però è del livello locale che qui ci occupiamo. E’ delle scuole vignolesi – istituti “autonomi” – e del loro rapporto con il “territorio”, a partire dall’ente locale, che qui ci occupiamo. Sappiamo – e anche questo va ribadito ogni volta – che l’attuale governo non sta investendo sul sistema scolastico, anzi sta “tagliando” le risorse senza avere una strategia di reale qualificazione. Eppure questo non significa che a livello locale non si possa far nulla per aumentare la qualità dell’istruzione superiore. Con queste scuole, questo personale scolastico, questa organizzazione, queste risorse. Il tema è questo. Anche in un contesto “depressivo” possiamo mobilitare idee, “energie”, risorse per produrre più qualità dell’istruzione? La risposta può essere affermativa. Si può fare. Occorre però convergenza tra l’ente locale, gli altri stakeholder e gli istituti scolastici. Occorre ridisegnare il “patto” tra queste istituzioni. Occorre che ciascuna di queste si assuma nuovi impegni, a fronte del riconoscimento e del sostegno delle altre. Innanzitutto, è da tempo maturata la convinzione che ogni istituzione scolastica autonoma potrebbe beneficiare grandemente dalla misurazione della propria performance. Questi dati (che si usi la metodologia Invalsi, Pisa o altro ancora) servono per accrescere la “riflessività” di ogni singola istituzione scolastica (e, dunque, per riflettere sul tema della didattica efficace). Consentono di porsi obiettivi in merito ai livelli di apprendimento e di andarli a misurare. Impegnano ogni scuola a riflettere su come usare al meglio risorse umane ed organizzazione per dare di più. La trasparenza circa i risultati è dunque fondamentale. Per questo l’ente locale dovrebbe avanzare questa richiesta e, però, anche impegnarsi a sostenere un siffatto progetto di valutazione (locale) degli apprendimenti, mettendo a disposizione le necessarie risorse. Bisogna arrivare a riconoscere che questa attività non è opzionale, ma è un elemento imprescindibile di una scuola impegnata a migliorare la propria performance – pur nel mare tempestoso delle incertezze quotidiane e nella “depressione” causata dalle politiche governative di riduzione della spesa. In secondo luogo occorre rafforzare il legame con il territorio – unica possibilità di “riconoscimento” positivo, oggi, del “lavoro” della scuola e dei suoi operatori, almeno in un contesto (come quello emiliano) in cui c’è una cultura diffusa che attribuisce valore all’istruzione. L’autonomia scolastica deve convivere con, ed anzi alimentarsi di, una più forte apertura al territorio, ai suoi bisogni (ed alle sue “risorse”). Rafforzare questo legame con il territorio significa però due cose. Da un lato “portare a sistema” una serie di relazioni oggi sviluppate “punto a punto”. Occorre che gli enti locali (sia la Provincia che i Comuni, ovvero l’Unione Terre di Castelli) siedano allo stesso tavolo con le istituzioni scolastiche (occorre, in altri termini, leggere criticamente l’esperienza dei “patti con la scuola” per andare oltre; occorre innovare e rafforzare i dispositivi di governance). Occorre che chi ha finalità statutarie nel finanziamento dell’istruzione e della cultura (Fondazione CRV) partecipi a questo dispositivo di coordinamento, superando una sua separatezza rispetto agli enti locali. Occorre, infine, potenziare il raccordo con il mondo dei portatori di interessi economici (associazioni di categoria o singole imprese). Dall’altro lato questo rafforzato legame con la comunità territoriale deve potersi alimentare di più trasparenza rispetto alla funzione ed alla performance delle istituzioni scolastiche. Le scuole hanno il dovere di comunicare di più ed in modo più trasparente ciò che fanno a beneficio della comunità locale: produrre capacità di futuro. Hanno il dovere di mettersi nell’ottica del “rendere conto” – come dovrebbe fare ogni istituzione pubblica. E per questa via recuperare riconoscimento sociale e, conseguentemente, alimentare orgoglio professionale ed istituzionale.

Manifestazione di studenti a Modena (foto di Sauro Serri, 30 ottobre 2008)

Manifestazione di studenti a Modena (foto di Sauro Serri, 30 ottobre 2008)

[3] Più che in passato, infine, la scuola superiore è chiamata a svolgere compiti terribilmente impegnativi. La scuola, in questo, non va lasciata da sola. Non solo in termini di risorse che l’ente locale o le agenzie locali (pensiamo all’Azienda Sanitaria Locale per le funzioni di educazione alla salute) mettono a disposizione. Ma anche per la capacità di progettare e poi realizzare interventi efficaci. I fronti di questa azione “educativa” si sono moltiplicati con gli anni. Oggi nella scuola debbono essere sviluppate ed incardinate azioni educative circa la salute, l’educazione civica, la legalità, il contrasto del bullismo. Ma anche “orientamento” verso la scelta universitaria o l’inserimento nel mondo del lavoro. Oppure, infine, azioni per offrire pari opportunità a prescindere dalla classe sociale o dalla nazionalità. Pari opportunità per gli studenti stranieri è oggi un imperativo per le nostre comunità, se vogliamo davvero lavorare per l’integrazione sociale e per ridurre i rischi di tensioni future (vedi1, vedi2). Non lasciare da sola la scuola, di fronte a questi compiti impegnativi, significa aiutarla non solo con risorse (cosa che pure va fatta!), ma soprattutto a costruire reti interistituzionali in grado di far circolare competenze ed informazioni sulle best practice. Significa supportare le scuole anche in termini di “arene” per la produzione, circolazione, scambio di idee su come trattare in modo efficace, non retorico, questi nuovi compiti.

Sul tema della governance del sistema scolastico spunti interessanti si trovano in questo sintetico saggio di Emanuele Barbieri, già direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna (vedi pdf). Sul tema della valutazione degli apprendimenti (come strumento di governance) segnalo un articolo di Antonio Schizzerotto, sociologo dell’educazione (vedi) – Schizzerotto lo lega anche alla prospettiva della valutazione degli insegnanti, cosa che a me pare tecnicamente prematura. E’ certo che il tema dovrà essere trattato – la qualità degli insegnanti – ma senza pensare a scorciatoie e mettendo a punto sistemi “scientificamente” solidi e socialmente condivisi. Come in altri ambiti, anche per la scuola, si stanno diffondendo sistemi di valutazione da parte degli utenti, interessanti più per aspetti di folklore che per le prospettive di accuratezza e solidità che effettivamente dischiudono. Vedi comunque un recente articolo su la Repubblica (vedi), oltre ai relativi strumenti web in Italia (vedi) e nel mondo anglosassone (vedi1, vedi2, vedi3). Sono esperienze che segnalano più il problema – l’esigenza di valutare – che la soluzione. Ad oggi mi sembra più saggio richiedere alle istituzioni scolastiche di dotarsi di strumenti e processi trasparenti di autovalutazione!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: