Ferrovia Vignola-Bologna: gli utenti incontrano FER srl

Sabato 21 febbraio, ore 15.30, presso la sede di FER srl, via San Donato 25 a Bologna (vedi), 12 utenti della linea ferroviaria Vignola-Bologna hanno incontrato i vertici di FER srl, la società (partecipata all’85% dalla Regione Emilia-Romagna) che gestisce le linee ferroviarie locali nella regione Emilia-Romagna. Presenti il presidente di FER srl, Gino Maioli (vedi un suo intervento); il responsabile relazioni esterne, Gianfranco Parenti; l’Ing. Isler ed il sig. Salani. Oltre, come detto, a 12 utenti, un po’ arrabbiati per i frequenti disservizi, ma disposti ad ascoltare le ragioni di FER e, soprattutto, a mettere a disposizione un po’ del loro tempo e del loro impegno per contribuire al miglioramento del servizio. Per portare, in tempi ragionevolmente rapidi, la ferrovia Vignola-Bologna ad un livello di servizio dignitoso. L’incontro, nato da una petizione promossa da Norma Orsini, vignolese (120 firme raccolte in pochi giorni), è durato un paio d’ore. E’ stato voluto da FER srl che, essendo diventata dall’1 febbraio 2009 il gestore della linea ferroviaria (in sostituzione di ATC), intende dare continuità al rapporto con gli utenti, consapevole che un reale processo di miglioramento (di cui c’è assolutamente bisogno) necessita della collaborazione di una molteplicità di soggetti – non da ultimo degli utenti e delle loro “rappresentanze”. Dunque, oltre allo scambio di lettere, intensificatosi negli ultimi mesi, anche incontri con persone, nell’attesa che si arrivi alla costituzione di un vero e proprio comitato degli utenti. Ecco alcune informazioni, ma soprattutto alcune “impressioni”, dall’incontro di ieri (io ero uno dei dodici utenti partecipanti – oltre ad essere un utente, non continuativo, della ferrovia Vignola-Bologna, ho anche una figlia che, frequentando una scuola a Bologna, se ne serve tutti i giorni).
[1] Innanzitutto va rilevato l’atteggiamento trasparente e responsabile di FER srl ed in particolare del suo presidente, Gino Maioli (ex-assessore ai trasporti della Provincia di Ravenna). Atteggiamento trasparente. Non hanno avuto difficoltà a riconoscere i problemi ed i disservizi che caratterizzano la linea Vignola-Bologna. “E ci mancherebbe!”: potrebbe pensare chi legge. E però è importante un atteggiamento di questo tipo, che parte dal riconoscimento della realtà e non cerca di abbellirla. Certo, questo atteggiamento è facilitato dal fatto che FER srl è il nuovo gestore, il gestore che subentra ad ATC dall’1 febbraio 2009 (e dunque eredita una situazione di cui difficilmente può essere ritenuto responsabile). In questa “operazione trasparenza” l’azienda è certamente agevolata dal non avere responsabilità per il passato. Responsabilità, però, che intende assumersi per il futuro, ad esempio con la definizione di un programma di intervento pluriennale in corso di definizione (atteso entro marzo 2009) e da “concertare” con i comuni interessati, la Provincia di Bologna, la Regione. Ed infine con gli utenti.

L'arrivo del treno alla stazione di Vignola il 24 gennaio 2009

L'arrivo del treno alla stazione di Vignola il 24 gennaio 2009

[2] Cattive notizie. Parlare chiaro vuol dire anche raccontare come stanno i fatti. E questo, tradotto, significa dare cattive notizie a tutti gli utenti che si aspettano un miglioramento del servizio a breve termine (per intenderci: entro il 2009), magari con nuove locomotrici elettriche e nuove carrozze. Aspettative, quelle maturate dagli utenti, che non nascono dal nulla! Questa ferrovia, infatti, è stata ripristinata nell’autunno 2003 nel tratto Bazzano-Bologna, da settembre 2004 lungo l’intera tratta Vignola-Bologna, era stata presentata come una “metropolitana di superficie” (sic!) ed invece ancora oggi, ad oltre 5 anni dalla riattivazione, impiega oltre un’ora a compiere 30 km, ha locomotori diesel inquinanti, ha carrozze che hanno quasi cinquant’anni ed ha un livello di servizio assolutamente di bassa qualità (poche o nulle le informazioni, niente affatto tempestive; ritardi frequenti, ovvero “non certezza” degli orari; frequenti soppressioni di corse a causa di guasti tecnici; servizi sostitutivi male organizzati e gestiti; orari dettati dall’alto e non definiti in base al bisogno degli utenti; ecc.). Ebbene, la cattiva notizia è che per “recuperare” questa situazione occorre un deciso intervento di “manutenzione straordinaria” sulla linea – intervento che richiederà più di un anno di tempo. La cattiva notizia è anche quella che “ricorda” che la ferrovia Vignola-Bologna è una ferrovia a binario unico (unico caso in regione, oltre alla linea Bologna-Portomaggiore) e che questa caratteristica costituisce un vincolo che penalizza, limita le possibilità di miglioramento (ad oggi, per un tratto di 13 km non c’è neppure un tratto di binario doppio, con la conseguenza che un treno fermo in quel tratto impedisce il passaggio ad ogni altro treno)! Cattiva notizia è quella che, almeno fino a quando le criticità infrastrutturali non saranno risolte, sarà impossibile garantire il rispetto degli attuali orari (con le attuali frequenze)! Cattiva notizia è infine quella che il raddoppio della frequenza delle corse (ricordate? Una corsa ogni mezz’ora anziché una corsa ogni ora) non è un obiettivo raggiungibile, con questa infrastruttura, neppure con il completamento dell’elettrificazione della linea (e comunque non con i treni elettrici acquistati da ATC; e comunque non entro il 2009)! Insomma, non di “metropolitana di superficie” si tratta (ce n’eravamo accorti!), ma di un treno e relativa infrastruttura fortemente inadeguati e con caratteristiche tali da rendere assai impegnativo (non sto dicendo “impossibile”) un miglioramento significativo del servizio (almeno per gli aspetti fondamentali: durata delle corse, puntualità, frequenza).

L'arrivo del treno alla stazione di Vignola il 6 dicembre 2008

L'arrivo del treno alla stazione di Vignola il 6 dicembre 2008

[3] Buone notizie. Non ci sono solo le “cattive notizie”, però. C’è anche qualcosa di “buono”, anche se, ad oggi, risulta assai più vago nei contorni, nelle caratteristiche, nei tempi. La buona notizia è il finanziamento di 200 milioni di euro per investimenti sull’intero sistema ferroviario regionale (a dimostrazione che la Regione intende agire per il miglioramento); così come l’accorpamento della gestione di tutte le tratte regionali in un’unica azienda, appunto FER srl (il passaggio da ATC a FER srl è stato anticipato di 11 mesi: doveva avvenire dall’1 gennaio 2010 – a riprova della volontà di “fare meglio” da parte della Regione e di FER srl). Ma, soprattutto, è l’impegno che FER srl ha annunciato di predisporre un programma pluriennale di “qualificazione” del sistema ferroviario regionale e, dunque, anche della ferrovia Vignola-Bologna. Questo programma che sarà illustrato nei prossimi mesi (il presidente Maioli lo ha presentato come “quasi pronto”, ma richiederà tempo per la necessaria concertazione con la Regione e gli enti locali e dunque bisognerà insistere perché la presentazione agli utenti non slitti troppo in là nel tempo; per avere un’idea vedi il programma di FER srl per la linea Bologna-Portomaggiore) prevede, per sommi capi:

  • completamento dell’elettrificazione della linea, con il superamento del “nodo critico” a Mulino di Savignano, dove un’edificio è troppo vicino ai binari (plausibilmente entro il 2009);
  • sostituzione con treni elettrici ad alta capacità di accelerazione (non con i Vivalto a due piani già acquistati od ordinati da ATC che garantiscono certamente capacità di carico, ma non di accelerazione!); altre motrici elettriche acquistate stanno faticando ad avere l’autorizzazione dell’ente preposto Ustifer (se questa è la situazione e sapendo che dall’ordine alla consegna di un treno non passano meno di tre-quattro anni, fate voi i conti … difficile avere qualcosa di nuovo prima del 2011-2012);
  • interventi infrastrutturali sulle stazioni (allungamento delle banchine per poter accogliere treni più lunghi, ammodernamento del sistema degli scambi, eventuale sdoppiamento dei binari in alcuni “nodi”) e sulla centrale di comando (eventuale unificazione delle attuali sette centrali, una per ogni linea regionale);
  • integrazione con la linea Bologna-Portomaggiore e realizzazione dell’unica linea Vignola-Portomaggiore (bisognerà però valutare con cura le ricadute di questa operazione sul servizio).

E’ chiaro che quello che gli utenti (e gli enti locali) debbono chiedere è la definizione precisa dei tempi di questo programma (cosa si fa nel 2009? cosa nel 2010? ecc.) e delle relative risorse (che dovranno essere fornite dalla Regione Emilia-Romagna), oltre che l’essere messi nella condizione di “monitorare” il rispetto di ciascuna “tappa”. Qui il comitato degli utenti può giocare un ruolo non di secondo piano. In vista di questo complesso percorso, un elemento di speranza è dato dal fatto che la ferrovia Vignola-Bologna è stata pensata sin dall’inizio come una componente indispensabile del Servizio Ferroviario Metropolitano centrato su Bologna e “disegnato” assieme all’Alta Velocità. Questo servizio “metropolitano” dovrà finalmente “decollare”. Plausibile, dunque, aspettarsi un impegno della Regione e della Provincia di Bologna – specie se adeguatamente sollecitate e monitorate. Un elemento di difficoltà, invece, è costituito dal fatto che a Casalecchio il binario della ferrovia Vignola-Bologna si immette nella rete RFI (e deve sottostarne ai vincoli).
Intanto alcune prime azioni sono state effettuate, come l’accordo sindacale alle Officine Roveri che consente di intensificare l’attività di manutenzione (con interventi, quando necessario, anche il sabato e la domenica). Positivo anche il superamento della doppia responsabilità ATC-FER srl. Oggi l’intera responsabilità, “oneri e onori”, ricade su FER srl – già solo questo fatto è foriero di sviluppi positivi. Nei prossimi mesi contiamo si possano vedere i primi “frutti”, almeno su alcuni aspetti, forse secondari, ma non insignificanti: una diversa informazione all’utenza ed una diversa organizzazione delle corse sostitutive.

Treno Vivalto a due piani, in uso in diverse tratte regionali

Treno Vivalto a due piani, in uso in diverse tratte regionali

[4] Prossimi impegni e cose da fare. Tra le linee ferroviarie regionali, quella Vignola-Bologna è l’unica ancora sprovvista di un comitato degli utenti. Occorre dunque istituire un tale comitato, sapendo che è uno strumento importante per il monitoraggio degli impegni aziendali, per organizzare la mobilitazione degli utenti quando gli impegni vengono disattesi, per raccogliere idee e suggerimenti (anche “spiccioli”) per migliorare la qualità del servizio. Sul versante FER srl – nuovo gestore dall’1 febbraio 2009 – l’impegno è definito: deliberare un programma di “miglioramento” e dunque attuarlo (reperendo le necessarie risorse finanziarie e tecniche). Ugualmente importante è il ruolo degli enti locali: la mole degli investimenti necessaria per qualificare il servizio ferroviario regionale è tale per cui è indispensabile che anche gli enti locali facciano sentire la loro voce – più forte e più tempestiva – alla Regione. Ma per gli utenti il principale obiettivo, nell’immediato, deve essere quello della costituzione di un comitato degli utenti. Sapendo che necessariamente deve coinvolgere “rappresentanti” di tutti i comuni attraversati dalla ferrovia (Vignola, Savignano, Bazzano, Crespellano, Zola Predosa, Casalecchio) e che deve mantenere costante l’opera di informazione (e raccolta segnalazione) degli utenti. Perché l’opera del comitato degli utenti sia efficace occorre anche uno strumento di “monitoraggio” costante della qualità del servizio: ad esempio un database dei ritardi (possibilmente aggiornato e consultabile in tempo reale).

Rendering di treno Vivalto con i colori FER

Rendering di treno Vivalto con i colori FER

[5] Qualcosa si muove … attorno. C’è un ultimo aspetto che va rimarcato. Qualcosa si muove. Non solo sul versante del gestore (il passaggio da ATC a FER srl). Ma anche su quello degli utenti. A dicembre ho lanciato una “causa” su FaceBook che oggi ha più di 200 aderenti. E’ stata promossa, da Norma Orsini, una petizione che ha raccolto 120 adesioni. Un primo gruppo di utenti ha incontrato i vertici di FER srl, appunto sabato 21 febbraio. Si muove anche la politica locale, sollecitando le amministrazioni comunali a richiedere con più decisione un innalzamento del livello di servizio. Il 30 ottobre 2008 io ho presentato una prima interrogazione al Sindaco di Vignola (vedi). Il 7 di gennaio un’altra (vedi). Questo per Vignola. A Bazzano ugualmente il tema è all’ordine del giorno. Il consigliere Simone Rimondi (PRC) ha presentato un’interrogazione, dopo aver pubblicizzato il tema tramite il blog di una nascente lista civica (vedi). Il PD di Bazzano ha scritto una lettera ai responsabili di FER srl (vedi). Questa azione “convergente” (obiettivo è il miglioramento del servizio) va potenziata. Singoli esponenti di gruppi consiliari o forze politiche debbono sollecitare le amministrazioni comunali ad un impegno più forte per la ferrovia Vignola-Bologna. E per questa via l’Assemblea legislativa regionale deve essere investita del tema. Ha già giocato un ruolo importante: l’apertura della linea ferroviaria nel 2003 lo testimonia. Il finanziamento degli investimenti pure. Ma oggi questo lavoro deve essere portato a termine, consentendo ai tanti cittadini dei comuni lungo la direttrice Vignola-Bologna di poter, presto, disporre di un servizio ferroviario degno di un paese civile. Io ricordo il sindaco di Vignola, Roberto Adani, con la fascia tricolore al momento dell’inaugurazione, alla stazione di Vignola nel settembre 2004, della ferrovia Vignola-Bologna. Giustamente allora quella presenza era intesa anche a suggello di un merito dell’amministrazione comunale. Oggi, a fronte di numerosi disservizi, bisognerebbe che il primo cittadino di Vignola (così come quelli degli altri comuni interessati) si sentisse ugualmente parte in causa; si sentisse impegnato ad offrire un servizio di qualità (pur non essendo sua/loro la responsabilità) ai propri cittadini. Un impegno tangibile anche nel momento della difficoltà sarebbe certamente apprezzato!

PS. Un treno Vivalto, composto da 4 carrozze a due piani e da una locomotiva elettrica E464 (costruzione Corifer: Fervet, Magliola, Veronesi) costa circa 8 milioni di euro. Ecco una valutazione dei pendolari della linea Milano-Piacenza (vedi).

Precisazione. Questo non è il verbale dell’incontro con FER srl del 21 febbraio 2009. E’ quello che in parte è stato effettivamente detto, ma in parte risulta, è dedotto dalle cose dette – specie nelle more della definizione del programma pluriennale di intervento di FER srl. Informazioni più precise verranno certamente date al momento della presentazione del programma.

7 Responses to Ferrovia Vignola-Bologna: gli utenti incontrano FER srl

  1. rita gambuzzi ha detto:

    Ho trovato molto interessanti e puntuali i suoi interventi, sabato pomeriggio, durante l’incontro con la FER a Bologna. Incontro che purtroppo, per motivi familiari ho dovuto lasciare alle 17,30 (anche il suo report dell’incontro è molto preciso e dettagliato).
    Spero vivamente che si riesca a realizzare il Comitato Utenti, così si potrà avere una “voce” più incisiva nei futuri incontri con la dirigenza FER. Resterò in contatto con la sig.ra Norma.
    Cordialmente. Rita Gambuzzi

  2. Maxim ha detto:

    Ci sono alcune imprecisioni.

    In Emilia-Romagna le ferrovie a binario unico non sono certo solo la Bologna-Vignola e la Bologna-Portomaggiore. A parte la Milano-Roma, la Piacenza-Voghera, la Bologna-Verona, la Bologna-Padova e la Bologna-Ancona, tutte le restanti sono a binario unico.

    Il termine “metropolitana di superficie” viene utilizzato a sproposito ogni qual volta si riqualifica una ferrovia di interesse locale. Questo causa aspettative che saranno regolarmente disattese.

    La maggior parte delle linee regionali è sprovvista di comitato utenti, a meno che per linee regionali non si intendano, erroneamente, solo le linee attestate a Bologna.

    FER ha un parco circolante vetusto, eredità delle ex concesse regionali, e non è pensabile che nel giro di poco tempo lo sostituisca tutto. I Vivalto, tipologia di carrozza tra le più moderne esistenti, non saranno certo destinati alla Bologna-Vignola, quanto piuttosto a servizi più veloci e a maggior domanda su linee Trenitalia.

    Il principale problema della Bologna-Vignola, così come delle altre ex concesse regionali, non è certo il materiale rotabile, nemmeno se a trazione termica, quanto la necessità di eliminare le troppe soggezioni causate all’esercizio dai limiti dell’infrastruttura, su tutti: numero e posizione dei passaggi a livello (su cui centrano anche gli Enti Locali), oltre a tipologia dell’armamento, raggi di curvatura e tipologia del segnalemento che competono al Gestore.

  3. Simone ha detto:

    Complimenti Andrea, un ottimo lavoro!!!
    Ho dato il tuo numero a un ragazzo (Matteo) che si metterà in contatto con te per proseguire nel percorso di creazione del “comitato degli utenti” del tratto di cui all’oggetto.

    Piccolissima precisazione.
    Io sono ancora il Cons. Comunale Bazzanese di PRC tra i promotori di CIVICAMENTE BAZZANO (lista civica)

    Un abbraccio

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Maxim, che è un esperto di ferrovie (cosa che deduco dalle conoscenze che esibisce nella sua risposta) fa precisazioni importanti. Io non sono un esperto di ferrovie regionali; ho una conoscenza molto locale; per questo ho riportato le informazioni acquisite dall’incontro con FER srl, dalla stampa, da Internet. Mi sento solo di precisare che all’incontro con FER srl si è parlato effettivamente dell’ipotesi di impiego di treni Vivalto sulla tratta Vignola-Bologna, un’ipotesi non condivisa da FER (ma evidentemente formulata dal precedente gestore ATC). Ma può anche darsi che in quella sede siano state dette imprecisioni od io abbia frainteso. Per quanto rigurda i comitati degli utenti, mi riferivo alle linee regionali gestite da FER. In questo caso, come risulta dal sito FerroviaER:
    http://www.ferroviaer.it/wcm/ferroviaer/sezioni/pendolari/crufer.htm
    sono operativi i seguenti comitati degli utenti:

    Comitato per la ferrovia Porrettana
    Associazione utenti linea Bologna-Verona
    Unione Pendolari Piacentini
    Utenti Bologna – Portomaggiore
    Utenti Bologna – Modena – Mantova
    Comitato Pendolari Reggio Emilia “Fuori servizio”
    Comitato Pendolari Bologna – Prato “Direttissima”

    Bisogna anche dirci subito in modo chiaro che un eventuale Comitato degli utenti della ferrovia Vignola-Bologna non avrà un esito “salvifico”. Ma potrà certamente contribuire al miglioramento del servizio svolgendo due funzioni: una funzione di monitoraggio e proposta (per migliorare il servizio), una funzione di “pressione”, lobbying sugli enti locali, il sistema politico, la Regione per mettere in campo un adeguato piano degli investimenti. Dunque, al lavoro. E grazie per osservazioni e suggerimenti.
    Andrea Paltrinieri

  5. gianfranco ha detto:

    Andrea,
    ottimo lavoro, grazie per il resoconto e l’analisi della situazione. Sono sicuramente interessato a far parte del comitato.

    Gianfranco

  6. Maxim ha detto:

    Andrea, devo dire che rileggendo il mio commento di ieri l’ho trovato un po’ spocchioso. Mi scuso per questo.

    Il punto principale su cui intervenire comunque è secondo me l’infrastruttura, specie per quelle linee come la Bologna-Vignola che corrono in affiancamento a strade di scorrimento, spesso strette tra queste e le case, con percorsi tortuosi e decine di passaggi a livello.

    Bene che i cittadini si impegnino direttamente per le ferrovie, troppo spesso ultima ruota del carro.

    ciao

  7. rita gambuzzi ha detto:

    Grazie ancora ad Andrea per il lavoro che sta continuando a svolgere. Bene se si realizzare il Comitato Utenti anche per la nostra tratta Ferroviaria (io sono disponibile a parteciparvi) così potremmo continuare a confrontarci (come accaduto a metà febbraio a Bologna) con i responsabili dei trasporti. Potrebbe magari essere inserito anche un persona come Maxim che supporti l’aspetto tecnico.
    Segnalo, per informazione, che sul BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE E.R.5-2-09 (parte seconda n.17) viene pubblicata la deliberazione della Giunta Regionale per la “gestione infrastruttura di interesse locale ed assegnazione delle risorse…” ed a pag. 12 (art.5 punto 4) viene proprio citato che con “separato contratto sono definite le prestazioni di potenziamento sulla linea Casalecchio Vignola…”
    In questa fase il Comitato Utenti penso possa avere un po’ di voce in capitolo!

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