14 febbraio 2009: inaugurata ed aperta al traffico la Pedemontana

Sabato 14 febbraio 2009 alle ore 11.15 è avvenuto il taglio del nastro della Pedemontana, tratto Ergastolo-Bazzano. Il nuovo tratto della Pedemontana prende il via infatti in località Ergastolo, nel comune di Spilamberto, per sfociare a Bazzano, subito prima del centro urbano (per chi viene da Savignano). E’ un tratto di poco più di 7 km che include un nuovo ponte sul Panaro (al confine tra Vignola e Spilamberto) lungo 440 metri con 11 campate. Realizzati anche sei cavalcavia, due sottopassi, svincoli con le strade comunali e con la strada provinciale 623 Vignolese per un investimento complessivo di 33 milioni di euro (e complessivi 11 km). La carreggiata è larga 10 metri e mezzo con due corsie stradali. La cerimonia di inaugurazione è avvenuta sul nuovo ponte sul Panaro alla presenza di Emilio Sabattini, Presidente della Provincia di Modena, di Alfredo Peri, Assessore Mobilità e Trasporti della Regione Emilia-Romagna, di Roberto Adani, Presidente Unione Terre di Castelli e di Egidio Pagani, Assessore Viabilità, Mobilità, Edilizia e Patrimonio della Provincia di Modena. Non è mancato neppure un momento di contestazione da parte del Comitato no cave di Savignano. Un momento di visibilità non si nega a nessuno, in democrazia. Ma è poco civile disturbare gli interventi delle autorità con slogan urlati.

Un tratto della Pedemontana, in prossimità del ponte sul Panaro, subito dopo l'inaugurazione di sabato 14 febbraio 2009

Un tratto della Pedemontana, in prossimità del ponte sul Panaro, subito dopo l'inaugurazione di sabato 14 febbraio 2009

L’apertura della Pedemontana “vignolese” segna una svolta di grande importanza nella viabilità dell’area. Da ieri il traffico lungo la direttrice est-ovest non dovrà più attraversare i centri urbani di Savignano e Vignola, alleggerendo il carico di traffico di questi centri urbani, specie per quanto riguarda il traffico pesante (vedi). Ma più che gli effetti, che pure andranno misurati, preme qui richiamare l’attenzione sulla storia dell’opera e sull’impegno di un gioco di squadra interistituzionale che ha consentito di realizzarla. E’ bene dunque andare indietro con la memoria. Sabato 5 giugno 2004, pochi giorni prima delle elezioni amministrative, diversi amministratori locali assieme a Paola Manzini, allora questore della Camera dei Deputati, inaugurarono il cantiere della Pedemontana (vedi articolo sulla Gazzetta di Modena). Molti considerarono allora quell’iniziativa alla stregua di uno spot elettorale. Indubbiamente l’evento aveva anche la funzione di richiamare l’attenzione dei cittadini dei comuni interessati su un impegno assunto da tanto tempo e che scontava oramai un certo scetticismo. Eppure l’evento non era fittizio, sebbene organizzato con grande rapidità. Da pochi giorni, infatti, era avvenuto formalmente il passaggio di consegne dall’Anas alla Provincia di Modena che, al fine di garantire la realizzazione dell’opera in tempi certi, si era assunta la responsabilità dell’intero intervento. Come spesso avviene in Italia l’opera era stata infatti ideata ed anche progettata parecchi anni prima (la storia della Pedemontana è almeno ventennale), ma la realizzazione tardava ad arrivare. Nonostante il progetto fosse stato consegnato all’Anas nel gennaio del 1999, per ben due volte la Pedemontana non venne inserita nelle priorità del piano triennale dei finanziamenti dell’Anas, cosa che avvenne solo alla fine del 2000, grazie all’intervento di Paola Manzini, con l’inserimento nel Piano stralcio 2000. La realizzazione affidata all’Anas si accompagnava ad un finanziamento per 40 miliardi di lire. Le procedure per la gara d’appalto erano quindi iniziate nella primavera del 2001 ed a novembre dello stesso anno era stata formalizzata l’aggiudicazione dei lavori alla ditta Turchi Socogen Piacentini-Zaccaria di Modena. Ancora dopo un anno e mezzo da quella data, tuttavia, i cantieri non erano operativi. Esigenze di riprogettazione di alcuni tratti, ridisegno delle intersezioni con le reti impiantistiche da attraversare, l’aumento del costo di realizzazione e dunque l’insufficienza dei finanziamenti stanziati, espropri non realizzati – tutto ciò aveva bloccato l’avvio dell’opera.

I piloni del ponte sul Panaro nell'ottobre 2005

I piloni del ponte sul Panaro nell'ottobre 2005

Problemi che sembrano superati ad aprile 2003, a seguito di un’interpellanza dell’On. Manzini, tanto che i quotidiani locali titolano “Pedemontana, si parte” (così la Gazzetta di Modena del 9 aprile 2003). Notizia di nuovo ripetuta nel luglio 2003, a testimoniare che non tutti i problemi erano risolti e che, anche a causa del blocco delle opere pubbliche, anche questo intervento sembrava essere a rischio nelle mani dell’Anas. Si arriva così al giugno 2004 quando avviene la formalizzazione del passaggio di competenze dall’Anas alla Provincia di Modena circa la Pedemontana ed altre due importanti opere (la variante di Nonantola ed il quarto lotto della Modena-Sassuolo), con un relativo passaggio di risorse per 67 milioni di euro (insufficienti per realizzare per intero le tre opere, però). Alla Gazzetta di Modena (6 giugno 2004) Paola Manzini dichiara: “Si è trattato di un lavoro di squadra al quale hanno concorso enti locali, associazioni, le imprese e soprattutto la Regione Emilia-Romagna.” In effetti è solo grazie al passaggio delle competenze alla Provincia di Modena, grazie all’impegno della Regione nel garantire finanziamenti aggiuntivi per completare il tratto Ergastolo-S.Eusebio, grazie al lavoro dei Comuni per realizzare gli espropri necessari che finalmente il cantiere può prendere il via. E grazie anche all’accordo di programma per l’area Sipe che rende disponibili le aree che, nel nuovo progetto, servono per realizzare lo svincolo e la nuova rotatoria su via per Spilamberto. Così, dal 2005 al 2008 la Pedemontana viene realizzata. L’inaugurazione, inizialmente prevista per il 20 dicembre 2008, slitta a causa del maltempo che non consente la conclusione dei lavori per tempo. Si arriva così al 14 febbraio 2009. La Pedemontana entra finalmente in funzione. Il gioco di squadra tra l’On. Manzini, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Modena, gli enti locali, consente di “portare a casa” un risultato straordinario per questo territorio – uno degli interventi più significativi sulla viabilità realizzato in provincia di Modena nel corso di questi anni.

3 Responses to 14 febbraio 2009: inaugurata ed aperta al traffico la Pedemontana

  1. ivana gibellini ha detto:

    Caro Paltrinieri, ho letto questo tuo articolo sulla pedemontana e desidero condividere con te qualche mio interrogativo e riflessione.
    Premesso che come cittadina vignolese ero impaziente di vedere aperto quel tratto, convinta che molto del traffico sulla vignolese sarebbe diminuito. Invece rimango interdetta dal fatto che questo tratto Bazzano-Vignola è sempre praticamente vuoto. Questa mattina alle ore 7,34 per es. nel tratto che va dal confine a via per sassuolo, c’era solo la mia auto, ho incontrate sulla careggiata opposta altre tre auto. Le 7,30 sono un orario di punta. Quando ho letto sul tuo articolo la cifra che è costata mi ha preso un colpo. Mi sono detta che probabilmente il traffico non è ancora del tutto dirottato a causa del fatto che non sono ancora state aperte le uscite per castelnuovo e per Savignano, e davvero spero che il motivo sia questo. Però vedendo la scarsità di auto su quel tratto, non ho potuto non chiedermi se sono stati fatti degli studi sulla viabilità, sui flussi di traffico ecc. Ad esempio: con il censimento della popolazione del 2001 si potevano fare degli studi sulla mobilità a livello provinciale, perchè i cittadini censiti dovevano compilare dei moduli contenenti il tragitto casa lavoro.
    Non voglio trarre nessuna conclusione affrettata, perchè sono sempre favorevole alla costruzione di opere pubbliche, tuttavia mi chiedo: quali studi sono stati fatti? a maggior ragione se si pensa che sono state inglobate perte del territorio agricolo, a mio avviso già eroso dall’eccessiva e scandalosa edificazione.
    grazie
    Ivana Gibellini

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Ivana,
    utilizzo la Pedemontana all’incirca due volte al giorno (lavoro a Bologna ed in questo periodo dell’anno vado in macchina) ed anch’io ho notato che, ad oggi, risulta ancora scarsamente utilizzata. E’ presto, però, per dire che la sua utilità è stata sopravvalutata. Occorre un po’ di tempo (è stata inaugurata solo due settimane fa) perché la gente la conosca e la utilizzi. Inoltre, mancano ancora i raccordi verso il tratto sassolese (entro marzo dovrebbe essere chiuso il cantiere per la nuova rotatoria all’incrocio tra la provinciale 16 e via S.Eusebio) e verso il tratto bolognese (e qui invece sarà questione di anni). Anche prima, certo, ma è soprattutto a quel punto che sarà pienamente valorizzata. Comunque, è certamente importante cercare di capire la sua capacità di attrarre traffico e dunque di toglierlo dalle altre strade (spesso cittadine). Ciao.
    Andrea Paltrinieri

  3. […] e la Provincia di Modena) ha giocato un ruolo non di secondo piano per conseguire l’obiettivo (vedi). Insomma, abbiamo bisogno di un modo più “equilibrato” di ragionare, in cui porre a […]

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