Le primarie del PD di Mirandola. Un esempio di intelligenza locale

Sul tema delle primarie del PD per la scelta dei candidati a sindaci ho scritto oramai 7 post, dal 15 ottobre 2008 ad oggi. Questo è l’ottavo. C’è poco da aggiungere. O meglio, ci sarebbe poco da aggiungere se non fosse per l’esigenza di segnalare il caso delle primarie del PD di Mirandola. Un caso di “deviante positivo”. Un caso di “intelligenza locale” applicata al non semplice tema delle primarie, delle primarie vere ed efficaci. Nel rapporto tra centro e periferia nell’organizzazione di un partito, la periferia funziona troppo spesso come “terminale stupido”. Le indicazioni del livello centrale (provinciale) sono assunte come se non fosse importante provare a metterci “intelligenza locale”, per declinare obiettivi ed impegni fissati a livello centrale in modo tale da dare loro maggiore consistenza e solidità, applicando quelle indicazioni nel modo migliore possibile grazie, per l’appunto, all’intelligenza collettiva che il partito locale, il suo gruppo dirigente, è in grado di sviluppare. Mirandola, da questo punto di vista, è un caso interessante. Non conosco la realtà dall’interno, ma quello che vedo, esternamente, da mero osservatore, mi fa rilevare un partito che “ragiona”, che mette il massimo di impegno e di intelligenza locale per “applicare bene” le indicazioni dei livelli organizzativi superiori. Innanzitutto sui tempi. Mentre altri territori hanno applicato pedissequamente le indicazioni del PD provinciale di Modena (le primarie il 25 gennaio), a Mirandola non si sono fatti intimorire ed hanno anzi sforato anche i limiti fissati dal PD regionale. Le primarie si terranno domenica 1 marzo. Evidentemente hanno ritenuto che per realizzare bene un appuntamento così importante fosse indispensabile assicurarsi più tempo. Assolutamente legittimo. Si sono presi dunque la responsabilità di una loro decisione, valutando la situazione locale. Dunque da oggi, 2 febbraio, sino all’1 marzo, giorno delle primarie, si potrà dipanare una campagna elettorale articolata su 4 settimane, con 3 candidati in competizione tra loro. Dunque, secondo fattore, una campagna elettorale un po’ più lunga che altrove (es. a Vignola), nella consapevolezza che per far conoscere i candidati in misura un minimo approfondita occorre necessariamente tempo.

un principio semplice, ma un'organizzazione complessa (e che richiede "intelligenza locale") se si vogliono primarie vere ed efficaci!

Le primarie del PD: un principio semplice, ma un'organizzazione complessa (e che richiede "intelligenza locale") se si vogliono primarie vere ed efficaci!

Inoltre, terzo elemento, ben 8 confronti pubblici programmati tra i tre candidati. Il primo mercoledì 4 febbraio, l’ultimo venerdì 20 febbraio. Otto confronti pubblici, distribuiti sul territorio, nella consapevolezza che il confronto diretto aiuta a comprendere meglio i candidati e le loro caratteristiche. Quarto elemento: primarie di coalizione! Se non vado errato è l’unico caso di primarie di coalizione in provincia di Modena. Primarie di coalizione – con l’Italia dei Valori ed i Comunisti Italiani – nella consapevolezza che le primarie possono essere giocate anche per rafforzare la coalizione, responsabilizzando tutti i partiti della coalizione anche attraverso la scelta del candidato a sindaco. Se penso ai cattivi argomenti con cui a Vignola si è argomentato contro le primarie di coalizione – l’esigenza di affermare l’identità del PD – mi è evidente la differenza di “elaborazione” nei due contesti. In effetti, alla fine anche a Vignola sono state fatte “primarie di coalizione”, seppure non dichiarate, visto che vi hanno votato iscritti ad altri partiti (che difficilmente possono essere intesi come elettori del PD)! Non tanti, certo, ma qualcuno c’è stato. Comunque sia, tanto di cappello al segretario comunale di Mirandola, Cristina Ceretti, ed al gruppo dirigente del PD di Mirandola. Hanno riflettuto, hanno deciso, hanno agito. Loro. Cercando di interpretare al meglio il mandato che il PD ha affidato loro: fare delle primarie un episodio di rilievo per la scelta del sindaco (e qui basterebbe il principio maggioritario), ma che al tempo stesso si configuri come un percorso efficace per la scelta migliore (dunque competizione, tempo, confronti diretti ripetuti). “Da oggi – dichiara Cristina Ceretti, segretario comunale – si dà il via a un mese intenso di incontri pubblici nel capoluogo e nelle frazioni, dove tutte le cittadine e i cittadini di Mirandola potranno incontrare i candidati e partecipare al dibattito sul futuro della città.” Complimenti davvero! Un bell’esempio di partito locale “terminale intelligente”!

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