Uno sguardo da osservatore sulle primarie del PD di Vignola

Vorrei provare a commentare da osservatore (non disinteressato, ma comunque nel modo più oggettivo possibile) il risultato delle primarie del PD di Vignola ed in particolare la vittoria di Daria Denti (con 829 voti) su Luca Gozzoli (768 voti). Ho sostenuto Luca Gozzoli perché, conoscendo entrambi i candidati da dieci anni, lo ritenevo migliore per ricoprire il ruolo di sindaco di Vignola. Questo mio essere schierato non mi impedisce però, così almeno spero, di poter leggere “oggettivamente” il risultato che ci hanno consegnato le urne delle primarie. In un successivo commento, invece, proverò ad interpretare politicamente le primarie vignolesi, esprimendo la mia visione di partecipante fortemente coinvolto.
[1] Partiamo dal dato della partecipazione. 1.627 sono stati i cittadini vignolesi che hanno preso parte alle primarie del PD per la scelta del candidato a sindaco. 2.414 erano stati i partecipanti alle primarie del PD per la scelta del segretario nazionale del partito nel 2007. Pochi, tanti? Proviamo a ragionare. Se rapportiamo i partecipanti alle primarie del 25 gennaio 2009 con quelli alle primarie del 14 ottobre 2007 si ottiene il valore di due terzi, esattamente il 67,4%. Forse sarebbe più opportuno rapportare i partecipanti alle primarie del 25 gennaio con il numero degli elettori del PD, ad esempio alle ultime elezioni politiche. In attesa di queste elaborazioni, accontentiamoci del rapporto primarie del 2009 su primarie del 2007. A Bologna (con 4 candidati) i votanti sono stati 24.920, contro i 49.539 dell’ottobre 2007 (dunque il 50,3% dei votanti del 2007). A Soliera i votanti sono stati 1.244 (il 58,3% dei 2.135 votanti alle primarie del 2007). A Sasso Marconi, comune di 14.500 abitanti in provincia di Bologna dove la contesa era tra due candidati, i votanti alle primarie 2009 sono stati 1.835, il 91,8% dei votanti alle primarie del 2007. A Castelnuovo Rangone (2 candidati) i votanti alle primarie del 25 gennaio 2009 sono stati 1.274 (l’87,3% rispetto ai 1.459 votanti alle primarie del 2007). A Castelvetro, con 4 candidati, i votanti sono stati 810 (il 93,5% rispetto agli 866 votanti del 2007). Già solo questi dati parziali evidenziano che Vignola si colloca, in termini di partecipazione, in una posizione intermedia, tendente verso il basso. A Bologna e Soliera hanno partecipato meno cittadini (in proporzione). A Castelnuovo Rangone, Castelvetro e Sasso Marconi di più (sempre in proporzione). Sarà interessante provare ad interpretare queste differenze. Oltre a ciò possiamo comunque osservare che anche 1.627 partecipanti alle primarie vignolesi sono un numero significativo. I soci fondatori del PD sono infatti, a Vignola, 702. Significa che la partecipazione ha varcato ampiamente i confini degli iscritti coiunvolgendo, in più, circa un migliaio di cittadini vignolesi che con la loro partecipazione hanno testimoniato di essere intenzionati a “dire la loro” sulla scelta del candidato a sindaco del PD. E’ questo un dato che in ogni caso va enfatizzato. Poco meno del 10% degli elettori vignolesi, partecipando alle primarie, ha contribuito a scegliere il candidato a sindaco. Forse si può fare meglio. Ma se, in futuro, si potrà davvero fare meglio, sarà di nuovo grazie all’impegno del PD.

Un momento delle primarie del PD di Vignola nel seggio di Brodano

Un momento delle primarie del PD di Vignola nel seggio di Brodano

[2] Proviamo anche a formulare qualche ipotesi interpretativa circa i fattori che hanno “prodotto” il risultato. Di ipotesi si tratta, visto che mancano sondaggi locali che ci possano dire perché i partecipanti hanno votato per l’uno o per l’altro candidato. Dei 1.597 voti validi assegnati, 829 voti sono andati a Daria Denti, 768 a Luca Gozzoli. Possiamo provare ad avanzare qualche spiegazione per questo risultato? Con cautela, visto che si tratta di “impressioni”, ma forse qualcosa si può dire. Due quotidiani hanno definito il risultato vignolese un “risultato a sorpresa” (Il Resto del Carlino e Gazzetta di Modena del 26 gennaio). La sorpresa, in realtà, è forse (solo) del cronista che ha guardato superficialmente alla competizione vignolese. Io personalmente ho sempre ritenuto aperta la competizione di Vignola, per i seguenti motivi. La candidatura di Daria Denti è una candidatura di lungo corso: nasce infatti più di due anni fa, fortemente voluta, oltre che dall’interessata, dall’allora segretario dei DS Massimo Calzolari e quindi sostenuta fattivamente dal sindaco Roberto Adani. L’assessore Denti ha avuto parecchio tempo per preparare la propria candidatura ed il consenso necessario. Ha potuto pianificare la propria campagna e predisporre i materiali informativi (pubblicitari) con sufficiente anticipo. Ha mostrato anche una certa abilità nel confezionare i messaggi ed i contenuti dei materiali informativi. Oltre al lavoro delle reti sociali dei “sostenitori” ha quindi beneficiato di una distribuzione capillare dei propri materiali informativi. La candidatura di Luca Gozzoli nasce invece relativamente tardi, nel momento in cui si constata che non vi sono altri candidati oltre a Daria Denti. La decisione di candidarsi viene presa da Luca a metà dicembre 2008, dopo aver consultato diverse persone del Partito Democratico non convinte della candidatura di Daria Denti (io sono una di queste ed ho spiegato le mie ragioni in questo post). Una parte consistente del partito si mobilita a sostegno di Luca Gozzoli semplicemente perché ritiene le sue caratteristiche – l’esperienza accumulata, la competenza dimostrata nella realizzazione di progetti complessi, una maggiore capacità relazionale – più rispondenti (rispetto a quelle di Daria Denti) alla “complessità” della situazione vignolese. Bisogna però riconoscere che i cittadini politicamente meno consapevoli vedono nella candidatura di Luca Gozzoli un handicap, essendo egli già stato sindaco a Spilamberto nel periodo 1995-2004. E’ un “sentimento” che, ad esempio, è stato espresso da Edoardo in un commento su questo blog: “Ma non vi sembra un po’ ridicolo candidare un soggetto non vignolese, che non risiede a Vignola … La Denti non avrà esperienza come Gozzoli ma almeno è giovane e vignolese.” (per inciso, come ho risposto ad Edoardo: le caratteristiche che a me premono in un candidato a sindaco sono altre, non il fatto che risieda due o tre chilometri fuori confine). Non vorrei però dare l’idea che questo argomento – il grado di “vignolesità” o meno (Gozzoli è pur sempre nato a Vignola) – sia stato quello determinante. Non è così. E’ solo uno dei diversi fattori che hanno contribuito a comporre il risultato finale. Oltre alla mobilitazione dei “sostenitori” esso ha però indubbiamente giocato un ruolo. Ma nulla ci deve far credere che sarebbe stato comunque determinante. In effetti l’impressione è che una parte consistente degli elettori – che non conoscevano né l’uno, né l’altro dei due candidati – si siano affidati a “segnali” semplici e per questo chiaramente comprensibili, non essendo in grado di esprimere un giudizio “sofisticato” su di loro. Non è improbabile che, avendo la possibilità di una conoscenza diretta dei candidati, le loro valutazioni sarebbero risultate almeno un po’ diverse (le opinioni costruite in modo “superficiale” sono anche quelle che possono cambiare più facilmente). Già prima dell’apertura delle urne ho osservato che la campagna elettorale vignolese è stata impostata in modo tale da ridurre le occasioni di confronto vero e di contraddittorio tra i due candidati (uno dei modi più efficaci in cui se ne può fare una conoscenza un po’ più approfondita) (vedi). Lo scarto contenuto tra i voti dei due candidati – la differenza è di 61 voti su 1.597 voti validi – avrebbe potuto consentire esiti diversi anche solo con una (relativamente) piccola variazione nella campagna elettorale (es. quattro confronti pubblici come a Castelnuovo, oppure una migliore organizzazione della distribuzione del materiale informativo su Luca Gozzoli, o altro ancora).

Virginio Merola, candidato alle primarie del PD di Bologna, interpretato in chiave artistica

Virginio Merola, candidato alle primarie del PD di Bologna, interpretato in chiave artistica

Comunque sia, la mia valutazione di questa prima esperienza di primarie del PD per la scelta del candidato a sindaco è che, mentre il risultato in termini di partecipazione è abbastanza buono, non siamo però riusciti a far sì che il voto della maggior parte degli elettori esprimesse un giudizio informato sui due candidati. Se ci pensate bene, ne converrete. Di quali strumenti disponevano i cittadini? Un unico confronto pubblico tra i due candidati (300 partecipanti); materiali informativi di autopresentazione (che seguono però le regole del marketing, che è cosa un po’ diversa rispetto al giudizio critico di terzi); il tam tam dei sostenitori (che, in quanto tali, veicolano influenza sociale, non necessariamente buoni argomenti). Abbastanza poco per poter ritenere plausibilmente che il giudizio fosse sufficientemente solido. Questo è indubbiamente un elemento su cui occorre lavorare ancora (per le prossime primarie, visto che il tema delle primarie efficaci è troppo importante: vedi). In estrema sintesi. A favore di Daria hanno giocato essenzialmente l’essere assessore dal 2004 ed il poter beneficiare del ruolo, della visibilità che esso consente, ai fini del consenso; una campagna di marketing ben pianificata e realizzata; oltre, ovviamente, al lavoro di un gruppo di supporters (anche su FaceBook). Per altri argomenti – ad esempio l’essere giovane – non sono in grado di valutare l’incidenza (per qualcuno sarà stato un valore, altri avranno preferito maggiore esperienza – difficile, senza dati alla mano, fare congetture su quello che è prevalso). A suo sfavore ha invece giocato il fatto che una parte non trascurabile di persone, sia all’interno del PD che tra i semplici cittadini, avendola conosciuta e vista all’opera non ne ha apprezzato lo “stile”. Luca ha beneficiato della buona impressione che ha saputo suscitare negli incontri privati (oltre 160 persone incontrate) e pubblici che ha tenuto nelle tre settimane della campagna elettorale e di una buona mobilitazione di militanti del PD e simpatizzanti. E’ stato invece penalizzato dall’essersi candidato tardivamente, da una conseguente approssimazione nella pianificazione della campagna e nella distribuzione dei materiali, dal non essere riuscito a richiamare l’attenzione a sufficienza sulle proprie caratteristiche (esperienza, trasparenza, ecc.) vista la breve durata della campagna elettorale, oltre che dall’essere stato percepito da alcuni come “non abbastanza vignolese”. Nessuno di questi è un fattore decisivo – per l’uno e per l’altro candidato. E’ la loro combinazione che ha determinato il risultato. Occorre inoltre riconoscere che il valore riconosciuto a certe caratteristiche – ad esempio, l’esperienza piuttosto che il fatto di essere l’ex-sindaco di Spilamberto – non è distribuito in modo omogeneo nel corpo elettorale. Chi ha maggiore consapevolezza politica guarda alle caratteristiche “intrinseche” delle persone (capacità, idee, stile politico, ecc.). Chi ha minore consapevolezza politica si fa guidare maggiormente da aspetti esteriori (età, sesso, aspetto esteriore, luogo di residenza, pratica sportiva o meno, ecc.). Dunque anche il grado di partecipazione può incidere sulla composizione dei fattori. Se la partecipazione è minore si accentua il peso di elettori politicamente più consapevoli, in cui prevale il “voto di appartenenza” od il “voto di opinione” (forte, ovvero basato sulle caratteristiche intrinseche). Una partecipazione più alta mette in campo elettori forse politicamente meno consapevoli e dunque mossi maggiormente da un “voto di opinione” che si affida a segnali più esteriori. Ribadisco però che questo non è un esito inevitabile. Una campagna elettorale più lunga e diversamente articolata avrebbe potuto offrire occasioni di informazione aggiuntiva e quindi, magari, anche determinare esiti diversi. Sul tema sotteso da questi ragionamenti – quello dell’efficacia delle primarie – bisognerà ritornare ancora (vedi).

PS. Poiché ero consapevole della pluralità dei fattori in campo, della impossibilità di pesarne l’incidenza, delle incertezze legate al grado di partecipazione dei cittadini non ho mai pensato che l’esito potesse essere previsto in anticipo, né tantomeno che il favorito fosse Luca Gozzoli (come si potrebbe dedurre dai commenti a posteriori su Carlino e Gazzetta). Anzi. Il vero miracolo, nella situazione data, sarebbe stata la vittoria di Luca Gozzoli. Un risultato non conseguito per poco, ma comunque non conseguito. Per questo a qualche amico, nei giorni della campagna elettorale, ho proposto scherzosamente di risalire a ginocchioni il portico di San Luca a Bologna in caso di vittoria di Luca!

6 Responses to Uno sguardo da osservatore sulle primarie del PD di Vignola

  1. William ha detto:

    Non conosco la situazione di Vignola pertanto credo che le riflessioni che fai possano essere valide.
    Quello che non condivido però è tutto l’impianto del tuo ragionamento.
    Le primarie sono tassativamente MAGGIORITARIE ( un voto in più basta) di conseguenza tutte le riflessioni giocate con percentuali varie non hanno senso.
    Il tema è: ha un senso fare le primarie? se si chi vince vince, se no ( come io credo) penso dobbiamo porci il tema della formazione e ricambio della classe politica.
    Personamente non credo che il metodo sia decisivo, solitamente serve a qui dirigenti ( vale per tutte le organizzazioni, pubbliche, private, politiche) che non vogliono entrare nel merito o che non hannole palle per farlo!
    Comunque sia, spero che ora, in tutti i comuni si ci concentri sull’unico vero obiettivo: VINCERE IL 6/7 giugno.

  2. enrico messora ha detto:

    Andrea, la tua analisi è importante e qualificata.. ma mi è difficile capire perche far nascere una candidatura cosi importante in questo modo … cioè all’ultimo momento… è avventatezza politica … con conseguenza anche fuori da Vignola…

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    All’osservazione di Enrico posso solo dire che della candidatura di Luca a Vignola c’era un gran bisogno. Peccato per il risultato. Valeva la pena rischiare? Certamente. Diversamente da William io credo che il PD abbia bisogno delle primarie (oramai ci ho scritto 5 o 6 post). So perfettamente che basta un voto in più e si vince. Non mi vorrei però accontentare di questo. Conta anche il COME si fanno. Per un semplice motivo. Primarie efficaci sono quelle primarie in cui il voto degli elettori si avvicina il più possibile ad un giudizio informato sui candidati. Mi sono semplicemente interrogato su questo e sono arrivato alla conclusione che in questa prima esperienza locale di primarie per la scelta del candidato a sindaco le abbiamo usate in un modo un po’ maldestro. Ma non voglio certo essere io quello che butta il bambino con l’acqua sporca …

  4. maurizio ha detto:

    Però…però… L’analisi di Andrea è sicuramente esauriente. Ma, a mio parere, manca di un dato. Non per omissione del suddetto, ma perchè non è chiaramente scaturita dai diversi incontri pubblici.
    Con chi vuol governare il PD? quali scenari?
    Siamo alla ripetizione di un clichè nazionale (‘noi andiamo da soli’)? Mi auguro di no, visto che quella frase ha avuto la stessa sorte della ‘gioiosa macchina da guerra’. Esistono dei temi, delle ‘parolacce’ (diciamole: tessuto sociale, solidarietà) che a seconda della coalizione che governerà avranno più o meno vita, più o meno ascolto. Faccio un esempio: la sera del confronto l’intervento più vero (non che gli altri fossero di palta..) è stato quello del signore che parlava della crisi delle ciliegie. Crisi che, vera o no che sia (non mi permetto di entrare in campi che non mi competono) avrebbe l’effetto di portare via con se gran parte del legame sociale di questa terra.
    Noi siamo cambiati. E ho cercato di motivarlo in un post (che spero Andrea pubblichi). E temo che il cambiamento sia destrorso.
    C’è un favoloso film con R Redford , ‘Il candidato’, nel quale si racconta di un uomo che spende tutta la sua energia, sua e del suo staff, per diventare senatore. A risultato ottenuto raduna i suoi collaboratori e dice ‘e ora che facciamo?. I partiti hanno una storia, le persone hanno storie incastonate nei partiti. Checchè ne dicano i parlamentari del Dio Po, la differenza tra destra e sinsitra ancora esiste. E’ il sottile gioco delle alleanze che porterà Vignola a scegliere se divenire una novella Parma, o restare con la sua anima di centro sinistra.

  5. Edoardo ha detto:

    nuovamente mi inserisco:
    trovo leggermente irritante il passaggio dove Paltrinieri dice: chi ha maggiore consapevolezza politica guarda alle caratteristiche “intrinseche” delle persone (capacità, idee, stile politico, ecc.). Chi ha minore consapevolezza politica si fa guidare maggiormente da aspetti esteriori (età, sesso, aspetto esteriore, luogo di residenza, pratica sportiva o meno, ecc.). Io non sono un tesserato PD, ma signori, la politica dovrebbe essere il vostro lavoro! Siete voi che dovete giocare correttamente con la comunicazione dei vostri candidati, cosa fate, la gare tra il candidato populista stile “Amici” e il candidato di responsabilità civile? Io credo che il problema vero (e ringrazio il post di maurizio) sia il vostro scollamento dalla società civile vignolese. Io conosco molto bene la struttura politica locale, e sicuramente la Denti ha vinto perchè è riuscita a coinvolgere una fetta di elettorato che non si sente rappresentata dal moscio e civilmente moderato PD. Daria è stata votata da: anziani del PCI, giovani universitari, persone alla sinistra del PD (non tesserate a Rifondazione). Signori, ma fate meglio il vostro lavoro! Se pensavate che la Denti fossi poco capace e preparata, dovevate proporre per tempo e lavorare su un candidato che avesse caratteristiche da politico di esperienza e caratteristiche anche un po’ populiste…guardate che la vera novità è che abbia vinto un candidato anomalo come la Denti, e le possibilità erano a suo sfavore. Questo testimonia anche una divisione netta sulle proposte etiche e politiche del PD. Tanto lo sappiamo, l’amministrazione locale si esercita tramite i propri assessorati e un sindaco ben sostenuto dal partito e dai suoi amministratori anche se inesperto da punto di vista politico se ha buone intuizioni, doti comunicative e coordinative può fare un ottimo lavoro. Spero che a parte i vostri giochetti politici interni sappiate sostenere il vostro candidato ora più che mai, perchè non vorrei che con le vostre ormai genetiche manie divisioniste facciate porcate. Non vorremo mica consegnare la nostra bella cittadina alla feccia leghista e piduista? Supportate il candidato, soprattutto giocando sulla sua carica innovativa e traversale. La gente percepisce che in tempo di crisi, il miglio modo per farcela è spingersi su prospettive future di valorizzazione dei potenziali locali integrati con ricerca e partecipazione sociale. Vignola ha molto margine, ci sono settori che possono dare moltissimo come enogastronomia tipica (la nostra ciliegia), turismo (non esistono piani di coordinamento e potenziamento dei “pacchetti” per gente che voglia venire a visitare la città) eventi culturali (ci sarà il teatro, c’è la biblioteca, jazz in it costa moltissimo e rende pochissimo in termini di pubblico). Sinceramente, non so se avete le qualità per innovare e valorizzare il territorio, io non credo nella vostra organizzazione politica, anche perchè è al potere da 60anni. Chiaramente osteggio l’opposizione, che non ha neanche proprietà di linguaggio… Spero che possiate fare un programma concertato e pragmatico, non mirabolante ma molto fattibile. Saluti

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Edoardo, il lavoro di analisi richiede pazienza e rispetto per l’interlocutore. Non ammette scorciatoie e mal sopporta le irritazioni. Anche io sono irritato, ma cerco di mantenere la lucidità. E cerco di parlare di quello che conosco, sapendo bene che è l’opinione di un cittadino sugli oltre 24.000 residenti a Vignola. Ma qualche elemento in più rispetto a te penso di averlo, forse non per giudicare la politica nazionale od i travagli del PD. Ma di certo per valutare caratteristiche, qualità e limiti di Daria Denti, avendo “lavorato” con lei in questa amministrazione per dieci anni. Per il resto anche le cose che tu dici confermano che c’è sempre uno scarto tra il reale ed il percepito. E, aggiungo io, su questo scarto si sono giocate le “fortune” di Daria Denti. Se hai avuto la pazienza di leggerti uno dei post di questo blog (“Daria Denti. Posso dire cosa non mi ha convinto?”) avrai trovato alcuni degli argomenti – non sensazioni – che hanno guidato la mia scelta. Alla prossima.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: