Questa città ha bisogno di intelligenza emotiva. Scegli Luca Gozzoli!

Per lungo tempo il concetto di intelligenza è stato ostaggio delle scienze cognitive, tanto che alla fine essa è risultata identificata con ciò che si misura con i test QI. Sono gli studi di Howard Gardner che hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di riconoscere che l’intelligenza è un concetto multidimensionale, ovvero che è opportuno parlare di intelligenze multiple. Daniel Goleman ha quindi esplorato la possibilità di parlare di “intelligenza delle emozioni”, ovvero di intelligenza emotiva. Anche in questo caso si tratta di capacità o abilità, seppure non di tipo cognitivo (ovvero conoscitivo), bensì “relazionale”. Le ricerche citate da Goleman evidenziano una debole correlazione tra intelligenza cognitiva ed intelligenza emotiva. Ovvero, il fatto di essere intelligenti cognitivamente non implica di per sé granché circa la dotazione di intelligenza emotiva. Ora, se guardiamo a cosa si intende con questa espressione – intelligenza emotiva – risulta anche chiaro perché questa caratteristica è importante in un amministratore pubblico. Le persone dotate di intelligenza emotiva hanno capacità di empatia, sono equilibrati dal punto di vista sociale e del provare sentimenti. Sanno assumersi responsabilità, sono in grado di mettersi nei panni degli altri e di comprendere il loro punto di vista (anche quando non lo approvano). Sanno gestire i conflitti in modo non distruttivo. Il tema del conflitto e della diversità dei punti di vista è di primaria importanza. Fare l’amministratore, infatti, significa inevitabilmente trovarsi al centro di conflitti. Per quanto un’amministratore ascolti le persone interessate e cerchi di ottenere il consenso rispetto ad un progetto che intende realizzare (ritenendolo adeguato per la città), è inevitabile che vi siano sempre persone che non condividono obiettivi o modalità del progetto (od entrambi). Pensiamo al caso della riqualificazione della piazza davanti a Villa Braglia, che ha visto costituirsi un comitato di cittadini per protestare contro l’intervento (vedi). In queste situazioni io ritengo che un bravo amministratore (sindaco o assessore) debba essere in grado di coniugare il massimo di ascolto (e di riconoscimento delle eventuali ragioni altrui), con la determinazione a proseguire nella realizzazione del progetto (almeno “fino a prova contraria”, fino a quando, cioè, qualcuno non riesce ad argomentare e dimostrare che è profondamente “sbagliato”). Episodi di questo tipo sono assai frequenti nella vita dell’amministrazione comunale: si introducono parcheggi a pagamento e gli automobilisti impenitenti protestano (e però tutti vorremmo trovare un parcheggio quando lo cerchiamo e vorremmo pure che la città non fosse delle auto, ma delle persone), si introduce la raccolta dei rifiuti porta a porta ed i residenti coinvolti protestano (epperò la raccolta indifferenziata dei rifiuti ed il loro incenerimento non è ambientalmente sostenibile), e così via. In tutte queste situazioni occorre, oltre a buoni progetti (una caratteristica correlata alla funzione “cognitiva” magari di un’équipe di progettisti), anche la capacità di ascoltare, relazionarsi, confrontarsi, comprendere il punto di vista dell’altro, far leva sugli elementi positivi per far riconoscere le motovazioni che stanno dietro ad un intervento, ad un progetto. Rendersi disponibile all’incontro nei momenti più difficili con chi protesta “contro”. Ricercare, se non l’intesa, almeno il rispetto ed il riconoscimento delle ragioni dell’altro. Per questo motivo l’intelligenza emotiva (e sociale) è importante nelle persone che presiedono l’amministrazione comunale.

Questa città ha bisogno di intelligenza emotiva. Scegli Luca Gozzoli!

Questa città ha bisogno di intelligenza emotiva. Scegli Luca Gozzoli!

Ho visto Luca Gozzoli in questa campagna elettorale per le primarie del PD. Oltre 160 persone di diverso ruolo e profilo incontrate in incontri faccia a faccia, singolarmente o per piccoli gruppi. Incontri durati mezz’ora, un’ora a volte anche due. In tutti si è palesata la soddisfazione dell’interlocutore per le cose da lui dette, per la capacità d’ascolto manifestata, per l’intelligenza emotiva espressa. Anche nei momenti di tensione – si tratta pur sempre di una competizione ed a volte ne succedono (o te ne combinano) di tutti i colori – Luca Gozzoli ha manifestato grande serenità, grande equilibrio ed anche senso dell’ironia. Intelligenza emotiva significa anche non prendersi troppo sul serio, saper sorridere di se stessi (sapersi osservare con distacco). Oggi, Vignola ha bisogno di queste caratteristiche: amministratori dotati di grande intelligenza emotiva. I progetti ambiziosi già ci sono (pensiamo al polo per la sicurezza, al nuovo polo scolastico, la riqualificazione del centro urbano, il PSC). La loro realizzazione richiede però non solo abilità cognitiva o politica. Richiede anche e soprattutto intelligenza emotiva: capacità di confronto e di entrare in sintonia con la città. Metterci la faccia responsabilmente, tener fede agli impegni presi, decidere in modo trasparente. Mi sembra che su queste caratteristiche Luca Gozzoli ci sia tutto. Delle sue competenze, del suo bagaglio di esperienza, della sua visione di un’amministrazione comunale che “conquista” consenso presso le forze sociali per i suoi progetti o che guida una “squadra” di istituzioni abbiamo già detto (vedi). Personalmente, però, non ritengo secondaria questa ulteriore caratteristica che va sotto il nome di intelligenza emotiva.

Per una trattazione “ironica” dello stesso – terribilmente serio – tema, vedi invece questo post.

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One Response to Questa città ha bisogno di intelligenza emotiva. Scegli Luca Gozzoli!

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Su “La Stampa” di oggi (16 maggio 2012) un articolo di Joseph S.Nye, professore ad Harvard, parla dell’importanza dell’intelligenza emotiva per la leadership efficace. Il titolo è: “Le emozioni sono il test del vero leader” (immagino sia un titolo redazionale, visto che le cose sono un po’ più complesse; comunque il messaggio è: per avere un vero leader questo deve essere dotato di intelligenza emotiva). L’articolo prende spunto dalla competizione Obama-Romney per le elezioni presidenziali USA di novembre 2012, per enfatizzare l’importanza anche della componente “intelligenza emotiva”. “Gli analisti della leadership suggeriscono che dovremmo prestare meno attenzione alle promesse politiche dei leader e più alla loro intelligenza emotiva: la loro padronanza di sé e la capacità di coinvolgere gli altri. Contrariamente all’idea che le emozioni interferiscano con la chiarezza di pensiero, la capacità di comprendere e regolare le emozioni può portare a pensare in modo più efficace.” Messaggio assai mirato, ma che giunge in ritardo per la realtà vignolese. Qui l’articolo completo:
    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=1EYI3X

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