Luca Gozzoli e le primarie del PD a Vignola: due libri per riempire l’attesa

Forse è un puro caso. Forse no. A poco più di una settimana dal 25 gennaio, due importanti rubriche di libri recensiscono (e consigliano) due libri che, tra le altre cose, parlano anche di Luca Gozzoli e della sua candidatura alle primarie del PD di Vignola. Nel primo caso si tratta di Corrado Augias su La Repubblica di martedì 13 gennaio. La seconda è una recensione anonima (singolare!) apparsa su TuttoLibri, l’inserto de La Stampa dedicato ai libri (uscito domenica 11 gennaio). Il primo libro, recensito da Augias, è di Robert M.Pirsig – una sorta di rielaborazione ideale del famosissimo Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta (uscito originariamente nel 1974 e pubblicato in Italia da Adelphi). Manoscritto inedito, rintracciato fortunosamente, è stato pubblicato negli Usa all’inizio del 2008 e prontamente tradotto in Italia (di nuovo da Adelphi). Il titolo è un po’ dejavu: Lo zen e l’arte della manutenzione della città. Basta leggere poche righe ed il riferimento a Vignola, mai esplicitato, diventa evidente.

R.M.Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della città, Adelphi

R.M.Pirsig, Lo Zen e l’arte della manutenzione della città, Adelphi, Milano, 2008

Il protagonista del romanzo, infatti, è un amministratore di una cittadina medio-piccola ed un po’ provinciale, che ha a che fare quotidianamente con cittadini sospettati di essere culturalmente offuscati perché non apprezzano l’architettura moderna, dal Bauhaus in poi, fino a Frank Gehry e Ben van Berkel (un nome che non mi è nuovo …). Come nel romanzo che ha dato la notorietà a Pirsig, anche in questo caso si tratta di una storia on the road, questa volta però non a cavallo di una motocicletta … ma di una città. Ed anche in questo caso il libro descrive un tortuoso viaggio iniziatico, seppure, stavolta, nei vicoli di una città, tra moderni edifici pubblici di recente ultimazione, opere immaginate (alte torri energetiche), cantieri brulicanti (e polverosi), parcheggi interrati e fontane a raso. Per lui questo viaggio attraverso la città è un’occasione per sgombrare i canali della coscienza, “ormai ostruiti dalle macerie di pensieri divenuti stantii”. E altri pensieri crescono come rotatorie dalla cronaca del viaggio. Ad un certo punto si ferma: la città ha un guasto. Egli impreca, non sa cosa fare. E il narratore si chiede: qual è la differenza tra chi amministra sapendo come funziona la città e chi non lo sa? In che misura ci si deve occupare della “manutenzione” della propria città? La città di mattoni e d’asfalto – ma non solo. Anche la città sociale, quella fatta di persone che si scambiano sguardi, si ascoltano, si parlano. Quella che comunica e che necessita di comunicazione. Mentre guarda desolato la piazza dopo il passaggio delle spazzatrici di Hera (Hera?) gli si formula già una risposta: “Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o in una riunione di condominio con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore”. E questo pensiero diviene subito la minuscola leva che servirà a sollevare altre domande subito incombenti: che cos’è la Qualità di una città? Che cos’è la Qualità della vita? Perché non possiamo vivere senza di essa? Debbo dire che non condivido il giudizio severo di Augias che ritiene questo libro assai meno godibile del libro d’esordio di Pirsig (quello del 1974). Certamente non è così per me che sono vignolese. Ma forse anche Augias non sarebbe stato così severo se solo avesse ricordato la massima di Ennio Flaiano: “L’Italia è paese di inaugurazioni, non di manutenzioni!”. In conclusione io ne consiglio vivamente la lettura. Mi sembra possa avere un effetto omeopatico. E Luca Gozzoli?  Mai citato dall’autore, la sua figura  aleggia nelle parte finale come un fantasma via via sempre più presente e tangibile che prefigura la possibilità di sciogliere la contraddizione tra trasformazione della città e sua manutenzione, anche “sociale”.

Il secondo libro, pubblicato da Einaudi, è di Atul Gawande, un chiururgo di origine indiana che lavora a Boston. Diversamente da quello che suggerisce il titolo – Con cura – Gawande non si occupa di medici e medicina (tema che era stato oggetto, invece, del suo precedente libro: Salvo complicazioni). Ci indirizza nella giusta direzione (e ci mancherebbe!) il sottotitolo: Diario di un politico deciso a fare meglio. Non che sia chiarissimo (“meglio” di chi? Sin qui non è chiaro).

A.Gawande, Con cura. Diario di un politico deciso a fare meglio, Einaudi, Torino, 2008

A.Gawande, Con cura. Diario di un politico deciso a fare meglio, Einaudi, Torino, 2008

In effetti di un diario si tratta. Un diario in cui Gawande – che pur vivendo a Boston deve aver frequentato queste zone – presta la sua voce narrante ad un personaggio politico, un amministratore. Dice nell’introduzione: “Si entra nel ruolo di sindaco convinti che sia tutta una questione di acume politico, di bravura tecnica e di una qualche capacità di immaginare il futuro. E già questo non è poco. Ma non è così, e lo si scopre presto. Bisogna vedersela con i sistemi, le risorse, le circostanze. E soprattutto bisogna vedersela con le persone, saperle ascoltare senza arroganza, saperle valorizzare per quella parte di verità che ti portano anche quando hanno torto. Bisogna avere capacità di simpatizzare con la gente. Bisogna vedersela, infine, anche con i propri limiti. Dunque saper essere onesti con se stessi – unico modo per risultare capaci di imparare da quello che si fa. Soprattutto dagli errori.” Questa premessa rappresenta l’incipit dell’opera in cui l’autore s’interroga sui punti nodali del ruolo di amministratore. Riesce a farlo attraverso la narrazione di storie di semplici cittadini che per i motivi più diversi si recano a parlare con un sindaco. Provate a immaginarveli (i due candidati). Prima l’uno, poi l’altra. Comunque. Il libro si chiude offrendo 5 consigli, irrinunciabili per qualsiasi sindaco, per diventare “devianti positivi” (e ce n’è un gran bisogno). Eccoli in estrema sintesi.

  1. Quando incontrate un cittadino fate una domanda fuori copione. Esprimete la curiosità nei confronti dell’altro e del suo mondo (ma con sincerità!). Ascoltatelo, anche.
  2. Non lamentatevi. Il lamento è lo sport preferito degli amministratori quando non riescono a centrare un obiettivo. Se proprio non l’avete centrato – che so: Parco dei miti? Museo open air in centro storico? – potrebbe semplicemente voler dire che non vi siete impegnati abbastanza.
  3. Trovate qualcosa da contare, da “misurare” (meglio se è la vostra performance). I risultati importanti nascono da una riflessione sulla propria attività quotidiana e dal non accontentarsi della routine.
  4. Scrivete qualcosa (ma non proprio qualsiasi cosa). Scrivere permette di riflettere sul nostro operato e di mettere in luce i punti di svolta che non si erano evidenziati. Per iniziare anche un blog potrebbe andare bene!
  5. Cambiate. Abituiamoci ad essere degli “adottanti precoci”. La disponibilità a mettersi sempre in discussione, a tener vivo il dialogo con i cittadini risulta essenziale per migliorare il nostro operato. Ma per fare ciò conta – e tanto – anche la squadra di persone di cui saprete circondarvi.

Immaginatevi di nuovo … In conclusione. Lo stile di Gawande evita facili moralismi e semplificazioni (sempre in agguato quando si parla di politici, sindaci, amministratori). Mi sembra, così almeno interpreto io, che possa quasi essere inteso come un suggerimento per una imminente scelta impegnativa. Comunque sia, da ultimo non posso non notare che in modo singolare – ma forse poi non così tanto – l’editore italiano ha compiuto la scelta di mettere la foto di un Luca Gozzoli sorridente in copertina. Vorrà dire qualcosa?

Attenzione! Questo messaggio contiene pubblicità elettorale occulta (ma seria). Si ringraziano gli autori e gli editori, nonché recensori e testate, di essersi prestati al gioco. Qui ci sono i due libri fonte di ispirazione: Pirsig e Gawande.

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One Response to Luca Gozzoli e le primarie del PD a Vignola: due libri per riempire l’attesa

  1. Serena ha detto:

    Sono senza parole. Fantastico!!!

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