Politiche per la cultura a Vignola e nell’Unione Terre di Castelli

Il Forum Cultura e Sapere del PD di Modena, coordinato da Roberto Franchini, ha elaborato un documento su scuola, università e cultura. Il documento sarà presentato pubblicamente nei prossimi giorni. La parte relativa alle politiche culturali, intitolata “Senza cultura non c’è futuro”, elabora una prima visione delle politiche culturali del PD modenese – visione la cui realizzazione sarà affidata alle amministrazioni comunali e provinciale dopo le elezioni amministrative del 2009 (si tratta di una bozza, di un materiale di lavoro, comunque ecco il pdf). E’ interessante metterlo a confronto con un documento sviluppato a livello locale, redatto da chi scrive assieme a Giancarlo Gasparini a fine luglio 2006. Il documento fu oggetto di una discussione della segreteria DS (il 25 agosto 2006) – discussione non molto entusiasmante, condotta da alcuni all’insegna del “va già tutto bene, non c’è nulla di più da fare”. Ora come allora sono convinto che così non è. Sono convinto, soprattutto, che l’Unione Terre di Castelli non abbia ancora giocato appieno un suo ruolo in questo settore. La proposta più innovativa era quella dei Piani di Zona per la Cultura, ovvero un percorso di pianificazione partecipata delle politiche culturali (sull’esempio del Comune di Trento; vedi). Ecco quel documento, tuttora attuale e dunque ancora utile in vista del prossimo Forum tematico sulla scuola (e la cultura) che si terrà a Vignola l’11 dicembre prossimo (vedi).

Politiche per la cultura nell’Unione Terre di Castelli
Il presente documento intende richiamare l’esigenza di sviluppare un progetto, condiviso a livello intercomunale, per uno sviluppo della politica culturale sul territorio dell’Unione Terre di Castelli. Esso non fornisce suggerimenti su eventi culturali da promuovere o da creare ex-novo. Richiama invece l’importanza di attuare una programmazione condivisa (enti locali, Fondazione CRV, associazioni culturali) e di medio periodo sulle politiche culturali. Si tratta, in verità, di un aspetto già previsto da una delle convenzioni approvate dai 5 comuni, ma ad oggi non attuato.

Neri Marcoré conduttore di "Per un pugno di poesie" al PoesiaFestival

Neri Marcoré conduttore di "Per un pugno di poesie" al PoesiaFestival (Vignola)

[1] Nuovi nessi tra economia e cultura (pensare al “distretto culturale” al di là delle mode). Da tempo si registra un nesso sempre più stretto tra cultura e sviluppo economico. Non solo nel senso, pur importante, che la cultura genera turismo e dunque sviluppo economico (pensiamo a città come Ferrara con oltre 900 mostre d’arte allestite a Palazzo Diamanti tra il 1963 ed il 1993). Ma anche nel senso che oggi, sempre più, la “cultura” e la “conoscenza” sono un ingrediente dello sviluppo economico (sul caso di Pietrasanta: vedi). Come dice Pier Luigi Sacco (Università di Venezia) “molte delle nostre economie, sono economie dell’esperienza. Sembra un termine vago ma in realtà non lo é… pensate a quando bevete un bicchiere di vino, il vino oggi é qualcosa di molto diverso rispetto al passato, ed é un’esperienza… perché questa esperienza diventi valore occorre che nella testa e nella capacità gustative delle persone, ci siano tutta una serie di abilità e conoscenze che prima non c’erano. Oggi in realtà questo modello si trasferisce a tutto il sistema economico. La cultura può essere uno strumento straordinario, per creare nuovi mercati, nei quali espandendo le capacità mentali e di esperienza delle persone, si crea un nuovo valore economico.” Senza dimenticare le ricadute, in termini di conoscenza ed imprenditorialità diffusa, che le iniziative culturali degli enti pubblici possono avere sul territorio. La politica culturale, anche nel territorio dell’Unione Terre di Castelli, deve infatti proporsi anche lo sviluppo di un’imprenditoria cultural-artistica locale, ovvero di una rete di attività e professioni che ruotano attorno al mondo dell’arte e della cultura. Sempre più questi diversi aspetti confluiscono nell’idea dei “distretti culturali” – ovvero di territori che sviluppano governance sul nesso cultura ed economia. In Italia ci sono diverse esperienze sul tema. Nel maggio 2006 è terminata la fase progettuale del primo “distretto culturale” in Emilia-Romagna, quello di Forlì (ed altri 16 comuni della provincia). In generale, comunque, si pone il tema del “distretto culturale”, dei suoi contenuti e della sua realizzabilità sul territorio di Vignola (oggi ancora più importante, visto che è avviato il percorso del “piano strategico” del territorio dell’Unione). Altri, sempre in Provincia di Modena, si stanno muovendo in questa direzione. Una prima iniziativa è stata assunta dal territorio di Carpi, come riportato dai quotidiani: “La Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ha commissionato al Consorzio Civita di Roma la progettazione di un ‘distretto culturale’ comprendente i territori dei Comuni di Carpi, Novi e Soliera, al fine di creare un sistema integrato tra cultura ed economia locale, capace cioè di valorizzare la struttura dei beni storici e artistici esistenti, insieme al patrimonio industriale, artigianale e commerciale locale, in una sorta di circuito virtuoso con reciproce positive ricadute economiche e di immagine.” Costo dello studio 50.000 euro. (Il Resto del Carlino, 30 novembre 2005). Successivamente si è mosso il Comune di Modena: nel luglio 2006 il Consiglio Comunale ha approvato una convenzione tra Amministrazione comunale, Fondazione CRM, Consulta della cultura ed Università di Modena (CAPP – Centro per l’Analisi delle Politiche Pubbliche; vedi), per la realizzazione di un progetto di indagine sulla cultura in città come motore dello sviluppo (durata biennale, costo complessivo 100.000 euro).
[2] Dal Comune all’Unione: specificare i livelli istituzionali. La costituzione dell’Unione Terre di Castelli costituisce un’opportunità anche per le politiche culturali. La “massa critica” in termini di risorse è infatti un elemento di fondamentale importanza per fare cultura oggi, specie se si vuole che le iniziative culturali abbiano visibilità, siano attraenti, “lascino il segno” (sia sui cittadini residenti che sui “turisti” attratti da fuori). Su ogni campo della cultura è fortemente cresciuta, negli ultimi anni, la concorrenza. Alcune città, anche di non grandi dimensioni (es. Ferrara, Mantova, Brescia, Treviso, Bergamo, ecc.), hanno fatto di singole politiche culturali un elemento distintivo, in grado di garantire loro visibilità e riconoscibilità, capacità di attrazione e promozione turistica, sviluppo di una nuova economia. Per partecipare a questa competizione occorre che anche questo territorio faccia un salto di qualità, un passaggio di scala: dal comune all’Unione Terre di Castelli. Ciò è già avvenuto – per la prima volta nel 2005 – con il PoesiaFestival (vedi). Occorre progettare ulteriori sviluppi. Ciò non significa, ovviamente, che tutte le iniziative e le politiche culturali debbono essere programmate e gestite a livello di Unione. Occorre però che si individui in modo chiaro – ad esempio mediante appositi strumenti di programmazione – quali eventi e quali attività debbono essere gestite a livello comunale e quali invece a livello di Unione. Occorre applicare un principio di sussidiarietà: dal reticolo un po’ caotico delle cento iniziative e dei cento luoghi occorre individuarne alcune (ed alcuni) su cui si decide di investire nel medio periodo, conferendo la programmazione e la gestione (o anche solo il “governo”?) all’Unione Terre di Castelli.

un modo innvativo di fare cultura

Il Parco della Terramara di Montale: un modo innvativo di fare cultura

[3] Selettività! Selezionare le aree tematiche e gli eventi su cui investire per accrescere visibilità ed attrattività. L’Unione Terre di Castelli assomma circa 65.000 cittadini residenti, poco più del secondo comune della provincia di Modena (Carpi), ma comunque sempre circa un terzo del comune capoluogo di provincia. Questi numeri sono un primo grossolano indicatore della capacità di mobilitare risorse. Sono anche una ragione evidente della necessità di superare il ristretto ambito comunale (il comune capodistretto – Vignola – con i suoi 23.000 residenti circa è il 7° comune della provincia di Modena!). Eventi significativi, che trattengano i nostri cittadini ed alimentino flussi turistici, necessitano di risorse proporzionate, dunque consistenti. Se questo settore non viene adeguatamente governato sulla giusta scala – l’Unione – si rimane nella situazione attuale, dove la ricchezza delle iniziative significa frammentazione e dispersione delle risorse, dunque incapacità di emergere! Il Comune di Modena spende oltre 10 milioni di euro in cultura e politiche giovanili. Il Comune di Vignola spende circa 800.000 euro  (circa 1/12 della spesa del Comune di Modena).
La “cultura” costa! Ha certamente un’impatto positivo sull’economia del territorio, ma “pesa” sul bilancio delle amministrazioni locali. Il grado di copertura dei seguenti servizi a domanda individuale (del Comune di Modena) lo evidenzia: musei 9%; galleria civica e mostre 6%! Ciò significa (1) innanzitutto che né il Comune di Vignola singolarmente preso, né l’Unione Terre di Castelli nel suo complesso potranno mai essere in grado di competere – nel complesso dell’offerta culturale, ovvero in termini di ampiezza della gamma insieme alla qualità degli eventi – con il comune capoluogo di provincia; (2) che se si vuole competere almeno su alcuni settori e su alcune iniziative occorre essere più selettivi, ovvero canalizzare in modo più focalizzato le risorse. Ciò significa maggiore chiarezza nelle scelte, maggiore impegno nella programmazione, nell’integrazione pubblico-“privato”, nello sviluppo di sinergie. In effetti non ci sono solo le risorse degli enti locali. Un ruolo importante, nell’offerta culturale, è svolta dalle Fondazioni bancarie (ed in misura minore dal settore non-profit e dai privati). Tuttavia anche qui si mantengono le proporzioni, già rilevabili ad un primo sguardo grossolano. La Fondazione CRV è una delle fondazioni più piccole di questa provincia (corrispondente all’incirca alla Fondazione CR di Mirandola). Essa ha distribuito nel 2005 circa 3,6 milioni di euro (di cui il 28% circa in “arte, attività e beni culturali”: 1 milione di euro), contro i circa 32,7 della Fondazione CR di Modena (di cui 1/3 circa in campo artistico-culturale: 10,5 milioni di euro).
Guardiamo all’offerta di cultura del capoluogo di provincia: 3 teatri (Storchi, Comunale, Michelangelo), Palazzo dei Musei, Biblioteca “Delfini” e Galleria d’Arte Moderna (con Angela Vettese, ottima direttrice), le esposizioni della Fondazione CRM al Foro Boario (in collaborazione con il Museo Guggenheim), ecc. Il Festival della Filosofia (con la Provincia ed i comuni di Carpi e Sassuolo), il Festival delle Bande militari (30.000 presenze nel 2006) ed altro ancora. L’offerta di cultura a Vignola e nell’Unione Terre di Castelli non può essere paragonabile. E’ tuttavia importante che anche in questo territorio ci siano alcuni eventi ed alcune istituzioni/luoghi competitivi con quelli di Modena e di altre città capoluogo.
Occorre dunque innanzitutto effettuare una ricognizione degli eventi e delle istituzioni culturali sul territorio dell’Unione Terre di Castelli, quindi arrivare a selezionare quei (pochi) su cui investire a livello di Unione. Per gli altri si tratterà in alcuni casi di mantenerli e sostenerli a livello comunale, in altri casi di abbandonarli (conseguenza necessaria della focalizzazione delle risorse). Ciò significa anche necessariamente rimettere in gioco alcune idee/identità comunali: ha tuttora senso parlare di Vignola come “città della musica”? E’ un interrogativo che va preso sul serio (ed altri ne seguono). Non si vuole qui anticipare il risultato di un lavoro che deve ancora essere fatto e che andrà fatto in modo sistematico: effettuare una rassegna degli eventi, dei luoghi, delle istituzioni che fanno cultura sul territorio locale e disegnare degli scenari di aggregazione, di sviluppo, ma soprattutto di selezione. E’ solo a titolo esemplificativo che si riportano alcuni possibili scenari ed alcune considerazioni, con l’evidente limite di non conoscere approfonditamente la variegata realtà dell’Unione Terre di Castelli.
Prima suggestione. La denominazione dell’Unione è “Terre di Castelli”. E’ pensabile provare a sviluppare un evento di grande attrazione con ambientazione nei “castelli”? Alcuni ingredienti ci sono già. Pensiamo alla “lotta per la spada dei contrari” a Savignano, oppore alle rievocazioni storiche in costume a Castelvetro. Non si stanno forse diffondendo? Possiamo pensare ad un evento unico di territorio (es. della durata di una o due settimane), paraganabile alle “Feste medioevali” di Brisighella? (vedi)
Seconda suggestione. Uno dei punti di maggiore visibilità nazionale ed internazionale del nostro territorio è dato dai “prodotti tipici” della nostra tradizione enogastronomica (aceto balsamico, lambrusco, ciliegie, prodotti del maiale, ecc.). E’ pensabile, anche in questo caso, organizzare con questi ingredienti un evento territoriale – una sorta di Festival del gusto – che aumenti la visibilità del nostro territorio e la riconoscibilità dei nostri prodotti? Magari proprio nell’ottica delle “economie dell’esperienza” di cui parla Pier Luigi Sacco (espandendo le capacità mentali e di esperienza delle persone – ed in tal modo promuovere nuovi processi di creazione del valore). Un evento di questo tipo – magari con al centro l’arte della cucina; chef locali ed internazionali; corsi di enologia, gastronomia, cucina; degustazioni, spettacoli teatrali ed arte legata al cibo, ecc. – potrebbe essere legato da un lato alle attività della Strada dei vini e dei sapori (e proseguire il progetto Life. Città, castelli e ciliegie). Dall’altro potrebbe proporsi come evento “ludico” a supporto della prima fiera unificata dei prodotti modenesi (in programma a Modena per il 2007 od il 2008)?

Parco delle sculture a Ca' La Ghironda (Zola Predosa, BO)

Parco delle sculture a Ca' La Ghironda (Zola Predosa, BO)

[4] Attivare il circuito virtuoso evento/istituzione. Un esempio per intenderci. Il Giffoni Film Festival è un festival cinematografico di film per ragazzi, con rassegne e premi (vedi). Il festival è oggi riconosciuto tanto a livello nazionale quanto internazionale. Negli ultimi anni il Comune di Giffoni (SA) ha avviato la realizzazione di una “Cittadella” del cinema per ragazzi, così da dare continuità per larga parte dell’anno (con apposite sale e strutture, musei, biblioteca specializzata, con corsi, laboratori didattici, iniziative per le scuole, ecc.) all’evento festival che ha invece una durata di una-due settimane. In tal modo l’evento (il festival) e la struttura (la “città” del cinema per ragazzi) possono dispiegare un processo in cui uno alimenta, sostiene e promuove l’altro. Ed entrambe accrescono la rilevanza e la notorietà del Comune di Giffoni – sostengono la sua economia. Questo è un esempio interessante di politica culturale governata dall’ente locale. Il progetto della città del cinema per ragazzi, infatti, si avvale del sostegno della Provincia di Salerno e della Regione Campania.
Occorre impostare politiche analoghe anche sul territorio dell’Unione Terre di Castelli. Eventi che, essendo cresciuti in rilevanza, riescono a catalizzare risorse dei livelli istituzionali (provincia, regione) e del privato, al fine di realizzare strutture, dare continuità, “diluire” e “diffondere” l’evento (e le manifestazioni connesse) nel tempo. In tal modo si realizzano dei “volani” per il territorio. Solo per fare un esempio. Oggi l’evento di maggior rilievo sul territorio è certamente il PoesiaFestival. In quest’ottica si tratterebbe di realizzare qualcosa del tipo Casa della Poesia, con spazi museali, sale conferenze, spazi per proiezioni cinematografiche, per laboratori, ecc. Così che le iniziative sulla poesia possano essere distribuite per un periodo più ampio (di fatto come già oggi avviene, ma con maggiore intensita), con il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni locali, ecc.
[5] Adottare strumenti forti di programmazione “partecipata” per “fare sistema”. La competizione dei territori anche giocata sul piano delle politiche culturali (i Distretti Culturali) pone l’esigenza di un impegno forte allo sviluppo di sinergie tra pubblico, privato for profit e privato no profit (in primo luogo Fondazioni bancarie ed associazionismo). Occorre “fare sistema”. Occorre “governare” i processi così che tutta la rete dei soggetti impegnati nella promozione culturale si muova in modo coordinato, in modo integrato – dopo aver convenuto sugli eventi da selezionare, su cui investire. Per l’ente locale è il tema della governance – ovvero della capacità di governare processi che in larga parte si svolgono al di fuori dei propri confini amministrativi e che non possono essere giocati interamente con lo strumento del potere (o del denaro), ma che richiedono la produzione di consenso (vedi). In effetti sono diversi i segnali che, specie nelle realtà più avanzate, testimoniano un impegno in questa direzione. Ne citiamo due. (1) Nel 2005, per la prima volta, il Comune di Bologna è giunto a definire un protocollo di collaborazione annuale con le due fondazioni bancarie bolognesi (la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e la Fondazione del Monte), in cui concordare i reciproci impegni anche sul fronte della cultura. (2) Il Comune di Trento, nel 2003, ha approvato il Piano Culturale della città, un documento programmatico fortemente impegnato rispetto all’obiettivo di fare diventare un vero e proprio sistema la collaborazione fra musei, biblioteche, operatori musicali, ecc. Ugualmente forte è l’impegno ad un processo partecipativo che porti a condividere gli obiettivi culturali della città con il fitto tessuto associativo.
Fare sistema vuol dire però, in primo luogo, adottare nuovi strumenti di analisi e di programmazione. Nuovi strumenti da realizzare con un coinvolgimento allargato, visto che, sul piano delle politiche culturali, importanti risorse (sia economiche, che umane, che di “capacità”) sono in mano a soggetti esterni alle amministrazioni locali (ovvero Fondazione CRV, associazionismo culturale, privati come gallerie d’arte, librerie, ecc.). Tra questi strumenti di raccordo e programmazione interistituzionale si propone l’adozione di un Piano di Zona per la Cultura (di valenza almeno triennale), come già si fa sul versante sociale.

Battito d'ali di Arnaldo Pomodoro, presso Fabbri Arti Grafiche a Vignola

"Battito d'ali" di Arnaldo Pomodoro presso Fabbri Arti Grafiche a Vignola

[6] Promuovere sinergie con il “sistema territoriale” più ampio (turismo-commercio-qualificazione urbana). Il “fare sistema” deve inoltre avvenire all’interno di un contesto favorevole, un contesto in cui anche le politiche che trattano questioni diverse da quelle strettamente culturali si muovono nella stessa direzione. Politiche del turismo e dell’accoglienza turistica, del commercio, del sostegno all’imprenditoria giovanile, ecc. Pensiamo alle sinergie con la Strada dei Vini e dei Sapori – ovvero al sistematico abbinamento tra eventi culturali e prodotti tipici di questo territorio (una formula che vede, in altri territori, alcune significative realizzazioni). Fino al tema generale della qualificazione della città. E’ il tema su cui l’Amministrazione Comunale di Vignola si è impegnata con le ultime edizioni di Jazz In It (il coinvolgimento di esercenti e commercianti), su cui si sta ancora impegnando in tema di riconoscimento di “città d’arte”. Ed è un tema che è già emerso – ma va qui precisato e sviluppato – nell’ambito del Piano delle strategie dell’Unione Terre di Castelli (vedi).
Ed è infine il tema delle sinergie con lo sviluppo e la qualificazione urbanistica di questo territorio. Occorre infatti assumere che i prodotti della “politica culturale” debbono essere due: la città d’arte (la città recuperata, riqualificata, nei suoi aspetti storici e monumentali) e la città di cultura. Mentre l’ente locale si fa impresario produttore per la costruzione della città della cultura, deve, al tempo stesso, assumere un ruolo conservativo e di riqualificazione urbana (es. il discorso sul recupero delle “mura” – oggi nascoste dal “verde” – già indicato nel Piano delle strategie dell’Unione Terre di Castelli ed elemento qualificante del recupero della storicità della città, come già avvenuto con Ferrara: cfr. Trasforini 2001). Occorre recuperare la visione, già alla base del progetto “Città, Castelli, Ciliegie”, del territorio di Vignola come polo di attrazione per le città di Modena e Bologna.
[7] Alimentare i “movimenti” dal basso (e coinvolgere le Scuole). Investire sulla cultura a livello locale significa anche lavorare per promuovere un pubblico interessato e recettivo a queste iniziative. Il coinvolgimento delle diverse realtà locali è pertanto assolutamente indispensabile. Il coinvolgimento delle scuole è uno dei primi obiettivi che va perseguito in modo sistematico. Assieme alle scuole va ri-orientato l’impiego delle risorse per la qualificazione dell’offerta formativa, in direzione di una certa coerenza con i progetti culturali di rilievo nel territorio (es. PoesiaFestival, ma anche, nel prossimo futuro, la stagione teatrale). Ad esempio vanno promossi concorsi, rassegne amatoriali, ecc. Va potenziata l’offerta a sostegno del personale insegnante (ad esempio tramite l’attività del LIDD – Laboratorio per l’Innovazione Didattica e la Documentazione). Il coinvolgimento delle variegate realtà associative è un obiettivo ugualmente importante. Dall’Università della Libera Età agli Amici della Biblioteca, dal Centro di Documentazione Mezaluna al Lavabo, alle diverse altre associazioni culturali. E’ questa una formula che l’Amministrazione comunale di Vignola sta già utilizzando (es. gli eventi collaterali a Jazz In It) e che pertanto va potenziata e diffusa (soprattutto sul versante del coinvolgimento delle scuole, ma non solo).

La Union Jazz Band

La Union Jazz Band

[8] Potenziare il percorso: sostegno alle iniziative dei gruppi giovanili e promozione di professioni ed imprese artistiche. La promozione di un vasto pubblico locale per gli eventi culturali apre la strada anche a percorsi di promozione locale di un’economia dell’arte e della cultura. Specie tra i giovani, tra le persone in formazione, la crescita di un interesse (e di conoscenze e competenze) nel campo culturale può portare, se adeguatamente supportata anche dalle politiche dell’ente locale, a forme di professionalizzazione o di imprenditoria nel campo culturale. Non è certo un caso se in campo musicale (cantanti singoli o gruppi) l’Emilia-Romagna risulta sovrarappresentata rispetto ad altre regioni italiane. E’ il frutto di politiche di sostegno e promozione musicale di almeno tre decenni (senza voler tacere anche altri ingredienti). Così come non è solo un portato della tradizione trovare le botteghe dei giovani ceramisti a Faenza. Anche in quel caso è il risultato di un’azione combinata tra iniziative culturali, formazione professionale, sostegno all’imprenditoria giovanile promosso da quell’amministrazione comunale, dalla provincia e dai centri privati. Qualcosa di analogo va perseguito (e programmato) anche a livello locale – sempre, però, sapendo che una politica di promozione dell’economia della cultura deve essere anch’essa selettiva (il tema delle risorse mobilitabili su scala locale). Interessante, in proposito, è l’esperienza della BAG-BorsaArteGiovane del Comune di Genova. BAG è una rete di spazi nella città, una sorta di “piazze” dei giovani creativi: di volta in volta laboratorio, luogo di scambio, spazio che offre occasioni o che accoglie situazioni autogestite. BAG è un “luogo di scambio” – questo è un aspetto interessante – perché artisti già affermati o emergenti trasmettono la loro esperienza ad altri più giovani, o perché i giovani artisti lavorano insieme. BAG è uno spazio che offre occasioni di mostre, video, performance, concorsi, dibattiti. BAG è uno spazio che accoglie situazioni autogestite quali progetti di singoli artisti o di gruppi, raduni, convegni, lavori collettivi. Vale la pena provarci.

Ecco la versione con le note (in pdf). Successivamente, da questo documento sono state sviluppate due mozioni, una approvata in Consiglio Comunale a Vignola il 21 dicembre 2006 (vedi), l’altra nel Consiglio dell’Unione Terre di Castelli il 28 febbraio 2007 (vedi).

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