I buoni casa del Comune di Vignola: Unidentified Flying Objects?

Sulla Gazzetta di Modena dell’1 novembre 2008 un giovane vignolese, indicato con le iniziali P.C., si lamenta della scomparsa dei buoni casa: “Da due anni i buoni casa non vengono assegnati e ci sentiamo presi in giro dall’amministrazione”. Che dire? Difficile dare torto a P.C. ed alle giovani coppie che magari hanno confidato in questo aiuto da parte dell’amministrazione comunale – aiuto che l’amministrazione comunale stessa ha annunciato qualche anno fa (inserendo questo intervento anche nel programma di legislatura presentato agli elettori in occasione delle elezioni amministrative del 2004). Ad oggi l’amministrazione comunale ha a disposizione più di 2 milioni di euro vincolati per i buoni casa, cioè per dare un aiuto alle giovani coppie che debbono acquistare casa, che stanno pagando un mutuo divenuto negli ultimi anni sempre più oneroso o che, in generale, hanno un problema di accesso alla casa (anche in affitto). Ma in questi anni non è riuscita a mettere a punto un modello efficace di intervento. Vediamo di fare il punto. [1] Cosa sono i “buoni casa”? L’idea originaria era quella di erogare dei contributi a fondo perduto per l’acquisto della prima casa alle giovani coppie di Vignola. Un intervento di sostegno alle “giovani coppie” (comunque esse siano intese) in un paese, l’Italia, che per i giovani fa davvero poco. La crescita dell’occupazione precaria, la mancanza di una tipologia di edilizia a basso costo (ma anche di alloggi in affitto a prezzi accessibili), le difficoltà economiche che oggi una giovane famiglia deve affrontare (anche per l’assenza di una seria politica fiscale a sostegno delle famiglie con figli): sono tutte ragioni che hanno spinto questa amministrazione comunale, al pari di altre, a predisporre interventi di sostegno alle giovani coppie. Ed in effetti nel 2002, grazie ad una variante al PRG, è stato previsto la possibilità di un incremento degli indici di edificabilità (fino ad un massimo del 25%) per finanziare appunto i “buoni casa”. Detto in modo semplice: ad un privato titolare di diritti di edificabilità viene consentito di costruire una superficie maggiorata di edilizia residenziale. A fronte di ciò (ad esempio della possibilità di costruire 12 appartamenti da 75 mq ciascuno contro i 10 originariamente previsti), questo privato riconosce all’amministrazione un “compenso” aggiuntivo (una sorta di oneri di urbanizzazione secondaria aggiuntivi) che l’amministrazione si impegna ad utilizzare appunto per erogare “buoni casa” alle giovani coppie, aiutandole nell’accesso all’abitazione. Tale dispositivo è stato reso operativo dalla deliberazione del Consiglio Comunale n.20 del 17 marzo 2004 di approvazione degli schemi di convenzione. Ha funzionato questo meccanismo? Sì, ha funzionato per la parte relativa alle maggiori entrate dell’amministrazione. Ovvero un certo numero di proprietari di aree edificabili hanno colto l’opportunità di incrementare la superficie edificata ed in tal modo hanno finanziato un fondo per i buoni casa costituito presso l’amministrazione comunale. Al 31 dicembre 2007 l’amministrazione comunale ha acquisito risorse finalizzate per oltre 1,6 milioni di euro (esattamente 1.611.163 euro).  Ad oggi ci sono circa 2 milioni di euro a disposizione. Dunque le risorse ci sono (e sono significative). Qual è allora il problema?

Nuova edilizia residenziale nel quartiere "Le coorti" a Brodano

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[2] Una prima assegnazione di buoni casa è in realtà stata effettuata dal Comune di Vignola nel 2006. Alla fine del 2005 è stato predisposto un bando (da parte dell’Unione Terre di Castelli per conto del Comune di Vignola) appunto per l’erogazione di 6 buoni casa di 15.000 euro ciascuno ad altrettante “giovani coppie”. Un primo bando è andato deserto. Un secondo bando (inizio 2006), dove i requisiti di reddito erano stati riformulati, ha consentito di assegnare 3 buoni casa di 15.000 euro (sui 6 disponibili). Ecco i requisiti per l’accesso (nell’ultima versione): coppie sposate o conviventi da almeno due anni o single con almeno un figlio minore convivente, residenza a Vignola, età non superiore a 40 anni, assenza di alloggi in proprietà, ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) compreso tra 15.000 e 30.000 euro (trattandosi di un contributo a fondo perduto era previsto una verifica sulla ricchezza familiare, al fine di evitare di erogare il contributo a nuclei familiari già dotati di risorse). Al fine di ordinare le domande di contributo (nel caso ne fossero state presentate più di 6) erano inoltre previste alcuni fattori che attribuivano punteggio: presenza di figli conviventi, incidenza del canone d’affitto sul reddito (Isee), anni di residenza a Vignola. Risultato: 6 buoni casa, 15 coppie che chiedono informazioni, 6 domande pervenute, 5 domande ammesse (una risultava priva dei requisiti), 3 buoni casa assegnati (due delle 5 ammesse hanno infine rinunciato). Va riconosciuto che in questo caso i buoni casa erano finalizzati all’acquisto di specifici appartamenti in un comparto di Brodano (intervento edilizio Errebi Srl in via Modenese). Nello stesso periodo anche il Comune di Castelnuovo ha effettuato un bando per l’erogazione di buoni casa, ma con requisiti per l’accesso e con criteri per l’assegnazione di punteggio diversi. Insomma questa prima esperienza, assolutamente parziale, ha messo in luce l’esigenza di definire con maggiore precisione, di definire in modo meglio finalizzato, requisiti e criteri per l’erogazione dei buoni casa. In verità ha anche evidenziato l’opportunità di una riflessione più ampia sullo strumento, visto che i “buoni casa” sono solo uno dei mezzi per intervenire a sostegno delle giovani coppie che necessitano di accedere ad un alloggio in proprietà (e preferiscono pagare la rata mensile di un mutuo piuttosto che il canone d’affitto). Viste queste incertezze i gruppi consiliari di maggioranza (allora DS, Margherita, Italia dei Valori) hanno approvato in Consiglio Comunale una mozione (in realtà approvata anche dall’opposizione) in cui si impegnava la Giunta Comunale a predisporre uno studio per definire le modalità precise di impiego di risorse ingenti, anche confrontando progetti realizzati da altre amministrazioni, affinché l’intervento fosse massimamente efficace. Mozione approvata dal Consiglio Comunale il 31 gennaio 2007 con atto n.11 e che chiedeva la realizzazione di tale studio “entro il 31 ottobre 2007” (vedi). Impegno poi disatteso dalla Giunta. Questo è il punto. Ad oggi siamo ancora qui. Siamo ancora in attesa di definire con precisione come impiegare queste risorse.
[3] Anzi no. Qualche ulteriore novità c’è, ma non è proprio esaltante. Infatti 1,6 milioni di euro del fondo buoni casa (a tutto il 2007) sono stati dirottati, “temporaneamente”, per finanziare l’ampliamento del cimitero di Vignola. Prima, nel 2007, 350.000 euro per pagare la progettazione. Quindi, con la variazione al bilancio n.2/2008, anche ulteriori 1.261.768 euro (ovvero tutto il fondo buoni casa restante), così da consentire l’avvio dei lavori, certamente urgenti, di ampliamento del cimitero (spesa complessiva 3,1 milioni di euro). Ora bisogna dire che la maggioranza consiliare ha acconsentito a questa proposta dell’amministrazione comunale di usare provvisoriamente le risorse dei buoni casa per un intervento che si è rivelato assolutamente urgente: l’ampliamento del cimitero (ad oggi sono in effetti già stati resi disponibili circa 190 nuovi loculi). Ma ad una condizione: che si trattasse per davvero di uno storno provvisorio e che, nel frattempo, l’amministrazione comunale realizzasse lo “studio di fattibilità” richiesto ad inizio 2007. Solo che dalla scadenza fissata nel 2007 per presentare tale studio di fattibilità ad oggi … non c’è traccia. Nell’articolo della Gazzetta di Modena dell’1 novembre è riportata una dichiarazione del Sindaco Roberto Adani: “I buoni casa non sono spariti. L’operazione necessita del suo tempo. L’iter è, sicuramente, non brevissimo [sic!]. Entro la fine del 2008 interverremo sui mutui destinati alle famiglie con un reddito medio basso, com’era stato stabilito, tenendo conto, comunque, delle risorse a nostra disposizione.” Preferisco non commentare. Mi sembra sufficiente osservare che l’impegno richiesto dal Consiglio Comunale di procedere in modo meno “artigianale” ed invece di produrre uno studio sistematico delle migliori esperienze – best practices – dovrà essere soddisfatto. Il rischio che si corre è quello di non avere ancora le idee chiare sulle modalità di impiego (e sugli aspetti operativi come requisiti per l’accesso e criteri per le graduatorie) delle risorse 2008 (quella parte non impegnata per il cimitero, pari a qualche centinaio di migliaia di euro) del fondo buoni casa o per l’impiego delle risorse eventualmente restituite dall’investimento cimiteriale (significa: vendita dei loculi del cimitero e ripristino del fondo buoni casa). In ogni caso difficile pensare si possa realizzare un intervento davvero significativo entro la fine della legislatura!

Nuova edilizia residenziale nell'area della stazione ferroviaria di Vignola

Nuova edilizia residenziale nell'area della stazione ferroviaria di Vignola

[4] Sempre nel frattempo, con delibera della Giunta Municipale del 9 ottobre 2008, n.155, si è approvata in via preliminare la compravendita di un immobile, acquisito dalla Società Casa Mia Edilizia sociale, da destinare a politiche sociali a favore di stranieri (valore di 170mila euro). Finalità meritevole. Solo che la deliberazione del Consiglio Comunale n.20 del 17 marzo 2004 (approvazione degli schemi di convenzione per i buoni casa) non consente questo utilizzo, visto che le risorse acquisite sono da destinarsi esclusivamente a buoni casa. Non è chiaro se il Consiglio Comunale potrà di nuovo intervenire sulla materia, visto che le convenzioni stipulate tra amministrazione comunale e privati vincolano le risorse all’impiego, almeno in prima battuta, come buoni casa (solo a fronte di un bando andato deserto le risorse dei buoni casa potrebbero essere destinate ad altri interventi di politiche abitative). In ogni caso non sarebbe male un passaggio con la propria maggioranza consiliare, così da condividere “preventivamente” l’indirizzo d’azione. C’è bisogno di ricordarlo?
[5] Ultima considerazione. Dal 2005 ad oggi l’amministrazione comunale ha accumulato circa 500-600 mila euro all’anno per il fondo buoni casa. Se l’intervento aveva un particolare significato quando è stato pensato (nel 2002), ancora di più ce l’ha oggi, dopo la crescita del tasso euribor e dunque la crescita della quota interessi nei mutui per la casa. Come da un paio d’anni viene rilevato da diverse indagini (e riportato dalla stampa), aumenta il numero delle giovani coppie in difficoltà nell’acquisto della casa o nel pagare la rata del mutuo (vedi anche l’articolo “Casa e debiti” su LaVoce.info). La rata media di un mutuo prima casa è rilevata pari a 559 euro nel 2006 (contro i 469 del 2004). Tra il dicembre 2005 e la primavera 2008 la rata di un mutuo variabile può essere cresciuta anche di 150-200 euro (vedi l’articolo di Rosa Serrano su la Repubblica del 30 aprile 2008). In questa situazione, anche quelle amministrazioni comunali che hanno messo in campo tempestivamente forme di aiuto per le giovani coppie, per l’acquisto della casa, sperimentano un gap crescente tra domanda ed offerta di sostegno economico (vedi la notizia proprio di oggi relativa al Comune di Torino: vedi). Il Partito Democratico ha chiaro che nei confronti di questo disagio occorre intervenire con decisione. Mentre critica l’inazione del Governo Berlusconi, deve però essere in grado di fare azioni concrete negli enti locali che amministra. E’ per questo che, come ho fatto più volte in passato, mi sento di nuovo di sollecitare l’amministrazione comunale di Vignola ad accelerare sul fronte dei buoni casa e delle politiche per la casa. La via indicata dal Consiglio Comunale a gennaio 2007 rimane valida: per un impiego efficace delle risorse ingenti disponibili (anche se temporaneamente distolte per far fronte ad altre urgenze) occorre un’analisi sistematica, non un intervento estemporaneo. Occorre un documento che chiarisca con precisione le finalità operative e che specifichi in dettaglio requisiti e criteri. E che lo faccia, possibilmente, su scala dell’Unione, superando così le eterogeneità dei bandi 2006 di Vignola e Castelnuovo.

Un mio comunicato stampa in merito alla vicenda sui buoni casa è stato ripreso dalla Gazzetta di Modena l’11 novembre 2008. Ecco l’articolo in pdf (vedi).

PS Un anno dopo la vicenda dei “buoni casa” del Comune di Vignola ha avuto il suo epilogo: al bando lanciato in campagna elettorale (elezioni comunali 2009) hanno risposto in pochi. Poche le domande, pochissime le assegnazioni (36.000 euro su 630.000 disponibili)! Evidentemente lo strumento non è stato “tarato” bene. Il resoconto della vicenda è in questo post: vedi.

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