Un workshop con studenti di architettura per immaginare la Vignola del futuro

29 studenti della Facoltà di Architettura delle Università di Firenze, Venezia e Ferrara sono al lavoro per immaginare la Vignola del futuro. Dal 20 al 30 ottobre, infatti, si svolge il workshop di progettazione “Nuovi scenari per Vignola: sviluppo delle aree del cosiddetto «asse verde»”, promosso dall’Amministrazione Comunale di Vignola con la collaborazione del Dipartimento di Tecnologia dell’Architettura di Firenze (vedi). Che cos’è questo “asse verde”? E’ l’asse urbano costituito da via G.B.Bellucci, la via che attraversa da est ad ovest la città collegando l’area dell’ex-cinema “Giardino” con la stazione ferroviaria. Un’asse che include anche il vecchio mercato ortofrutticolo da tempo oggetto di studi di fattibilità per un pieno recupero ad uso della città. In questa nuova fase di progettazione gli studenti, guidati dal Prof. Carlo Terpolilli, professore associato presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, ed affiancati da tutor, andranno a costituire cinque gruppi di lavoro, incaricati di sviluppare altrettanti scenari di progetto (ecco i risultati: slideshow degli elaborati finali). Il Prof. Terpolilli, nella sua introduzione ai lavori, ha evidenziato come l’asse di via Bellucci costituisca una vera e propria “frattura” nel tessuto urbano vignolese: a Sud la città storica, a nord l’area di nuova urbanizzazione sviluppatasi già negli anni ’30, ma soprattutto nel secondo dopoguerra. Come “ricucire” questa frattura? Come intervenire urbanisticamente nel tentativo di ridare un’identità forte a quest’area di frattura? Questa la mission del workshop. Si tratta di un’occasione importante per diversi motivi.
[1] Innanzitutto perché riguarda alcune aree nevralgiche per la città. Pensiamo alla stazione ferroviaria – una delle porte di accesso a Vignola, oggi intensamente usata da studenti e lavoratori gravitanti su Bologna. Pensiamo all’ex-cinema “Giardino” – uno dei luoghi simbolo della Vignola del dopoguerra. Pensiamo, soprattutto, all’ex-mercato ortofrutticolo, in origine (a metà degli anni ’20) pensato come luogo unico in cui radunare i diversi mercati vignolesi: il mercato della carne allora ubicato sotto i portici di via Sanley (l’attuale via Bonesi); il mercato della verdura ubicato in piazza Carducci; il mercato delle uve “sul largo tra la ferrovia Bologna-Vignola e Corso Vittorio Emanuele”. Dopo una prima edificazione della tettoia centrale (completata nel 1932), sul terreno adibito ad orto del convento dei Cappuccini, l’intervento viene quindi proseguito con la realizzazione della palazzina (su Corso Umberto I, ora viale Mazzini) ed i box per la frutta che circondano, a forma di C, la tettoia. Solo nel 1950, dopo l’abbattimento del vecchio convento, il mercato ortofrutticolo potrà prendere la forma definitiva, quella che possiamo vedere anche oggi (anche se muta la funzione dell’area con il trasferimento delle attività di commercio della frutta nel nuovo mercato, alla periferia della città) (cfr. Barani A., L’area dell’ex mercato ortofrutticolo di Vignola, quaderni dell’Associazione al Palèsi, n.2, 1998). E’ chiaro, dunque, che si tratta di un luogo-simbolo di Vignola e che occorrerà farsi carico di questi elementi di identità nel progettare la riqualificazione dell’area.

L'asse di via G.B.Bellucci e le aree urbane oggetto del workshop

L'asse di via G.B.Bellucci e le aree oggetto del workshop

[2] In secondo luogo perché consente di recuperare una discussione, quella sullo studio di fattibilità della Società di Trasformazione Urbana (STU), avviata, ma poi non sviluppata e non portata a termine con la città, le forze economiche e sociali, le aggregazioni di cittadini. Una discussione che ha come tema centrale quello della trasformazione della città e della delineazione della Vignola del futuro, la Vignola che noi, in quanto cittadini, in quanto comunità, vogliamo per il futuro nostro e dei nostri figli. Dal 2005 ad oggi questa discussione è stata condotta in modo frammentario, discontinuo, intermittente. Oggi, grazie all’avvio di una nuova progettazione sull’ex-mercato ortofrutticolo e sull’asse verde-via Bellucci, oltre che sul Piano Strutturale interComunale (PSC), si apre di nuovo la possibilità di sviluppare una discussione su un progetto “sistematico”, complessivo di trasformazione della città (ed in tal modo di recuperare anche il lavoro elaborato nell’ambito dello studio sulla STU) (vedi).
[3] Infine perché tale “discussione” si propone sin dall’inizio come discussione pubblica, ovvero volta a coinvolgere nel modo più esteso e capillare possibile la città tutta nella progettazione della Vignola del futuro. Il workshop, infatti, una volta giunto al termine (il 30 ottobre), consentirà di organizzare una mostra per esporre gli elaborati progettuali ed in tal modo di chiamare la cittadinanza a confrontarsi con essi. Esso porterà anche alla pubblicazione di un libro con le soluzioni e gli scenari urbanistici delineati. In entrambi i casi si tratta di strumenti indispensabili per un processo comunicativo efficace con la città e per un suo “solido” coinvolgimento nella riflessione e nella discussione. Il confronto, la discussione ed anche la critica sono modalità importanti di assimilazione e metabolizzazione delle idee sulla futura trasformazione urbana della città. Viene in tal modo ad essere recuperata una istanza per troppo tempo trascurata – quella del coinvolgimento dei cittadini – dopo l’esperienza pionieristica ma delimitata del “bilancio partecipato” del 2004.

Da tempo sono convinto che occorre potenziare il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini, delle realtà associative, delle forze sociali ed economiche della città a disegnare il futuro di Vignola. Promuovere la partecipazione, specie la partecipazione efficace, non è un compito semplice. E’ però un compito che va perseguito (vedi). Non solo è un impegno che la maggioranza politica che amministra questa città si è data (vedi). Non solo è un elemento costitutivo del DNA del Partito Democratico. Non solo è un modo, forse l’unico, per accrescere le chances di avere cittadini consapevoli (cittadini anche “critici”, ma non cittadini stile chiacchiere-da-bar). E’ anche un modo per “tenere in tensione” i processi decisionali, mettere in gioco la pluralità dei punti di vista e, in tal modo, accrescere le chances di decisioni migliori, di politiche migliori e più efficaci). Per questo è fondamentale investire davvero nella comunicazione sul PSC e nel coinvolgimento della città a definire (e fare propri) gli indirizzi della pianificazione urbanistica e territoriale (vedi).

One Response to Un workshop con studenti di architettura per immaginare la Vignola del futuro

  1. ecopanel ha detto:

    complimenti per l’iniziativa

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